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	<title>Come2discuss &#187; Diritti</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>VERSO UNO SPORT PIU’ RESPONSABILE</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 21:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo sport è certamente uno degli aspetti che caratterizzano una società e dai suoi valori, così come dai suoi eccessi e dai suoi vizi si possono comprendere meglio quelli di un intera comunità. Negli ultimi anni, soprattutto alla luce degli scandali del doping; di &#8220;Calciopoli&#8221;, dei tanti casi di violenza negli stadi, in molti hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/11/untitled.bmp"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sport è certamente uno degli aspetti che caratterizzano una società e dai suoi valori, così come dai suoi eccessi e dai suoi vizi si possono comprendere meglio quelli di un intera comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni, soprattutto alla luce degli scandali del doping; di &#8220;Calciopoli&#8221;, dei tanti casi di violenza negli stadi, in molti hanno parlato della necessità di rifondare lo sport professionistico e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sport4Society è un associazione che vuole dare un contributo al mondo dello sport, affinché sviluppi buone pratiche sociali ed ambientali, e faccia dell&#8217;attività agonistica, sia dilettante che professionale, uno strumento di crescita e condivisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo intervistato il Presidente dell&#8217;Associazione Umberto Musumeci, che ci ha spiegato nel dettaglio il senso di questa iniziativa e le sue prospettive future.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è nata l&#8217;idea di Sport4Society?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Basta guardare a ciò che succede continuamente nel mondo dello sport, sia professionistico che dilettantistico. Le tante piccole esperienze locali di gente che lavora con impegno e dedizione –investendo il proprio tempo e spesso anche soldi- in attività a supporto delle esperienze sportive di giovani e meno giovani, che rimangono spesso nascoste e coperte, talvolta anche umiliate, dal prevalere di affarismi, violenza, doping, inquinamento ambientale, discriminazioni razziali, compiuti spesso nel nome dello sport “che conta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo intendete agire per garantire lo sport responsabile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questo panorama, è necessario partire dal basso, dalle piccole attività sul territorio, iniziando dai più piccoli e dai giovani, e parlando di sport responsabile. Il che vuol dire – per fare solo degli esempi- sdrammatizzare le sconfitte, simpatizzare con l’avversario, solidarizzare con altri atleti che hanno un diverso colore della pelle - e sono sbeffeggiati dai soliti cretini-, fare attenzione a come si gestiscono i rifiuti in una manifestazione sportiva; in una parola: valorizzare lo sport come mezzo di promozione sociale e di integrazione multiculturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a chi vi rivolgete?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto ai più giovani, ma è necessario canalizzare questi principi verso di loro attraverso dirigenti, allenatori, preparatori atletici, genitori, insegnanti di educazione fisica. Si tratta di fare ragionare tutti (adulti, ragazzi, giovani) attorno ai valori positivi dello sport per far sì che questi concetti importanti emergano sempre e dovunque.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La cronaca degli ultimi mesi ha riportato l&#8217;attenzione sull&#8217;intolleranza nel calcio (Caso Marassi, caso Cagliari-Inter). Cosa succede nel mondo dello sport?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come altre realtà del nostro Paese, e non solo, anche lo sport diventa espressione e strumento di una società in cui si sfilacciano i rapporti sociali, aumentano le precarietà e le sopraffazioni, le tensioni si scaricano in violenze spesso gratuite e immotivate, l’illegalità prevale, i più furbi la spuntano quasi sempre contro gli onesti e i meno avveduti, il denaro diventa fine e non è più un mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa serve nella nostra società per vivere lo sport come esperienza di crescita personale e pubblica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una grande attenzione della politica, stroncando con rigore ogni atteggiamento violento, immorale, dannoso alla salute e allo sviluppo fisico degli atleti soprattutto più giovani, promuovendo una idea di sport responsabile, in cui ognuno deve comprendere gli effetti provocati dai propri comportamenti sugli altri e sulla società in generale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i vostri prossimi obiettivi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intessere con pazienza una rete che colleghi e faccia convergere su questi principi non solo Enti istituzionali (che già fanno o dovrebbero fare questo perchè rientra nel loro core business) ma anche federazioni, società sportive piccole e grandi, valorizzando le tante associazioni e fondazioni sportive ( ma anche quelle che si occupano di sport pur non essendo il loro obbiettivo principale). Entro il prossimo anno abbiamo previsto la costituzione del Forum  “Il bello dello Sport”, per far sì che questa rete possa avere anche una voce unica.</p>
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		<title>Bambini al lavoro &#8211; Uno sguardo differente al lavoro minorile</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 15:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanalec</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<description><![CDATA[IL PROGETTO “DIRITTI UMANI IN AZIONE: INFANZIA, LAVORO, PROTAGONISMO” Di fronte a innumerevoli politiche abolizionistiche che vorrebbero eliminare del tutto la possibilità di svolgere un’attività lavorativa da parte di un ragazzo, nel sud del mondo i movimenti NATs (Niños y Adolescentes Trabajadores, Bambini e ragazzi lavoratori) chiedono ai governi e alla comunità internazionale che possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL PROGETTO “DIRITTI UMANI IN AZIONE: INFANZIA, LAVORO, PROTAGONISMO</strong><em><strong>”</strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><a href="http://www.natsper.org"><img class="alignleft size-medium wp-image-1264" title="nats per ban" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/04/template_r3_c14-300x104.jpg" alt="nats per ban" width="300" height="104" /></a></em></p>
<p class="MsoNormal">Di fronte a innumerevoli politiche abolizionistiche che vorrebbero eliminare del tutto la possibilità di svolgere un’attività lavorativa da parte di un ragazzo, nel sud del mondo i movimenti NATs (Niños y Adolescentes Trabajadores, Bambini e ragazzi lavoratori) chiedono ai governi e alla comunità internazionale che possa venir loro riconosciuto un diritto ad un lavoro svolto in condizioni degne e sicure e una partecipazione attiva alla vita sociale e politica del paese. L’idea di fondo è che non tutte le esperienze lavorative siano da eliminare. Se lo sfruttamento e le occupazioni pericolose o dannose vanno combattute, esistono tuttavia forme di attività economiche che possono essere ritenute accettabili e che possono costituire per i ragazzi, davanti a situazioni di necessità, un’occasione di apprendimento e crescita, in termini di conquista di maggiore autonomia, senso di autostima, socializzazione economica.</p>
<p class="MsoNormal">Anche quest’anno l’associazione<span style="color: #000000;"> “</span><a href="http://www.natsper.org" target="_blank"><span style="color: #000000;">Nats per… Onlus</span></a><span style="color: #000000;">” </span><span style="color: #000000;">grazie alla preziosa collaborazione con “</span><a href="http://www.jardin.it" target="_blank"><span style="color: #000000;">Jardin de los niños Onlus</span></a><span style="color: #000000;">” e “</span><a href="http://www.mlal.org" target="_blank"><span style="color: #000000;">Progetto Mondo MLAL</span></a><span style="color: #000000;">” e con il co-finanziamento della Regione Veneto ha organizzato dei percorsi di formazione nelle scuole di diverso ordine e grado, al fine di sensibilizzare gli studenti rispetto all&#8217;esistenza dei movimenti dei bambini lavoratori e di strada, oltre che a promuovere la cultura dei diritti dell&#8217;infanzia, ed in particolare del diritto alla partecipazione, così come definito nell&#8217;articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989.</span><span style="color: #000000;"> Il progetto </span><em><span style="color: #000000;">Diritti umani in azione: infanzia, lavoro, protagonismo</span></em><span style="color: #000000;"> ha interessato numerose classi del territorio del trevisano, veneziano, padovano e del veronese. Esso </span><span style="color: #000000;">prevedeva un percorso che si strutturava in quattro incontri di due ore ciascuno in cui i ragazzi delle classi, con l’aiuto di educatori, si sono confrontati, hanno lavorato in gruppo e realizzato giochi inerenti al tema del lavoro minorile, dello sfruttamento, delle cause che portano i bambini a lavorare, della posizione di valorizzazione critica del lavoro dei movimenti NATs, dei loro diritti come ragazzi e della partecipazione nei vari ambiti della loro vita come cittadini responsabili e attivi. L’ultimo incontro ha visto inoltre la presenza delle delegazioni colombiana e peruviana di bambini lavoratori. L’una proveniente dalla </span><em><span style="color: #000000;">Fondazione del piccolo lavoratore</span></em><span style="color: #000000;"> di Bogotà, l’altra formata dalla direttrice della </span><em><span style="color: #000000;">Scuola Nassae </span></em><span style="color: #000000;">in Lima e dal delegato del movimento nazionale NATs Perù. I loro interventi e le loro vite presentate nelle varie classi hanno dato un apporto concreto e realista su quella che è l’esperienza dei bambini lavoratori e sulla lotta che portano avanti perché venga loro riconosciuto un diritto ad un lavoro degno e ad un ascolto attivo da parte dei governi e della comunità internazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Una visione del lavoro minorile a cui non è abituata la nostra società, spesso ancorata a modelli paternalistici e adultocentrici dell’infanzia che non vedono ancora nel bambino e ragazzo un soggetto attivo e capace di partecipazione non solo sociale ma anche politica, ma che lo rinchiudono in sfere di protezione e sicurezza, discriminandolo secondo un presupposto di immaturità.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Per maggiori informazioni sui movimenti NATs e sul progetto:</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.natsper.org/"><span style="color: #000000;">www.natsper.org</span></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.natsper.org/?IN_ITALIA:Formazione_nelle_scuole" target="_blank"><span style="color: #333333;">Formazione scuole Nats per</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.jardin.it/page.php?sid=5e7746ad09c66d21f0c7c682d9849d36&amp;pageid=NEWPG00P" target="_blank"><span style="color: #333333;">Formazione scuole Jardin de los ninos</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.natsper.org/?LINKS" target="_blank"><span style="color: #333333;">Links utili</span></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
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