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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>Il linguaggio della cultura giustizialista</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Gasparetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà perché è cominciata la campagna elettorale per le Regionali (e sappiamo per esperienza che il livello di efficienza dei PM sotto elezioni aumenta spaventosamente), sarà forse perché davvero sono stati commessi reati per i quali i medesimi PM sono chiamati ad esercitare la prerogativa di cui all&#8217;articolo 112 della Costituzione; ad ogni modo nelle ultime settimane la cultura giustizialista ha dimostrato la sua forte presa mediatica grazie all&#8217;enorme spazio che ha saputo ritagliarsi all&#8217;interno del sistema italiano dell&#8217;informazione. Ad onor del vero, non sono molte le espressioni tipiche del linguaggio della cultura giustizialista che citerò, sia perché non sono avvezzo a discutere del clima di odio politico ed antropologico presente in Italia (mi appassiona molto di più la politica internazionale) sia perché ritengo pochi esempi assai eloquenti.</p>
<p>La prima di queste è, in sostanza, un concetto ripetuto più volte da Massimo Donadi durante la trasmissione &#8220;Porta a porta&#8221; del 22 febbraio scorso: il capogruppo dell&#8217;IDV alla Camera ha dichiarato a più riprese di augurarsi che Guido Bertolaso possa dimostrare nelle sedi adatte la propria innocenza. La seconda è in realtà costituita da un insieme di espressioni proferite dalla giornalista Norma Rangeri che, durante la puntata di &#8220;Annozero&#8221; del 18 febbraio scorso, affermava che &#8220;lo Sportvillage è una cosa indecente&#8221;, continuava dicendo che Bertolaso fa parte &#8220;in tutta evidenza di questo malcostume&#8221;, proseguiva sostendendo che non solo Berlusconi ha il potere assoluto in Italia ma ce l&#8217;avrebbe anche Bertolaso e concludeva, strappando il vivo applauso di un pubblico assai compiaciuto, asserendo che siamo &#8221;un Paese con le pezze al sedere [...] che spende miliardi di euro per pagare i ladri&#8221;. La terza ed ultima espressione è quella riportata in un&#8217;intervista rilasciata da Antonio Di Pietro al quotidiano &#8220;L&#8217;Unità&#8221; il giorno 5 marzo 2010, ma reperibile in molte altre esternazioni sue o di suoi colleghi di partito e di area politica. Il leader dell&#8217;IDV definisce &#8220;postfascista&#8221; e &#8220;piduista&#8221; il gruppo che circonda Silvio Berlusconi.</p>
<p>Passo ora alle mie considerazioni. Quando ho ascoltato Massimo Donadi ho elaborato una breve riflessione e mi sono accorto che poteva trattarsi di due casi: o di ignoranza dell&#8217;interlocutore (ipotesi che ho scartato) o di uso retorico e pianificato della lingua italiana. Faccio infatti notare che il cosiddetto &#8220;onere della prova&#8221; in un processo penale spetta alla pubblica accusa, la quale è chiamata (solo lei!) a fornire le manifestazioni della colpevolezza di un imputato. Questo è riflesso del sacrosanto principio della presunzione d&#8217;innocenza, principio che la cultura giustizialista ed i suoi seguaci mostrano evidentemente di ignorare. Ergo, Guido Bertolaso non ha da dimostrare alcunché.</p>
<p>Veniamo quindi all&#8217;affermazione di Di Pietro. Questi parla come se il postfascismo e il piduismo fossero non solo brutte malattie da cui guardarsi ma le uniche di cui soffrirebbe una certa parte politica. Il suo è un linguaggio da considerarsi in parte veritiero (nessuno dubita che una parte del PDL, ex AN faccia parte della tradizione postfascista, ma considerare il postfascismo come un cancro alla pari del fascismo mi sembra un&#8217;operazione di una disonestà intellettuale senza paragoni considerando, peraltro, l&#8217;evoluzione della biografia politica del suo attuale leader, Gianfranco Fini) in parte menzognero (come si fa ad equiparare questo Governo a quella loggia massonica nota a tutti come &#8220;Propaganda numero 2&#8243;? Con quale certezza e disinvoltura si producono certe associazioni?).</p>
<p>Tuttavia, emerge chiaramente come i giustizialisti alla Di Pietro siano abituati a fare delle pesanti eredità del passato e delle ambiguità presenti nelle biografie di certi avversari politici un&#8217;accozzaglia di argomenti da usare ai soliti fini di consenso. Insomma, per capirci, sei di gran lunga più popolare se, invece di formulare un giudizio tecnico-giuridico (e Di Pietro, ex magistrato, dovrebbe avere una certa padronanza in materia) sul Lodo Alfano, lo definisci come un disegno piduista, risvegliando dal sonno antichi spettri. Produci assai più consenso se, invece di offrire un giudizio politico-sociologico circa le norme sull&#8217;immigrazione, le definisci razziste e fasciste, andando a riesumare una per molti versi triste pagina della storia italiana. In sostanza, da una parte Di Pietro è uso prendersela con Berlusconi quando questi definisce &#8220;comunisti&#8221; un certo gruppo di magistrati (addirittura nel caso-Bertolaso è arrivato a definirli &#8220;talebani&#8221;), ma dall&#8217;altra si serve chiaramente di un linguaggio del tutto identico (speculare, guardando alle ideologie novecentesche) ed è grazie a questo tipo di campagne che è riuscito ad aumentare il suo consenso negli ultimi anni.</p>
<p>Infine, sul moralismo con cui una giornalista, di cui tutti conoscono la faziosità, definisce &#8220;ladri&#8221; al solo scopo di strappare applausi mi limito ad affermare che esso è davvero scadente e mira a fare di tutta l&#8217;erba un fascio lanciando strali dalla solita posizione di assoluta superiorità (morale). Mi chiedo come si possano fare certe affermazioni senza sostenere il perché (chiunque infatti potrebbe ingenuamente pensare che lo Sportvillage l&#8217;abbia frequentato anche lei) o senza offrire specificazione alcuna (circa il malcostume di cui farebbe parte Bertolaso).</p>
<p>Esiste una questione di fondo, come si può comprendere. Il problema è che la televisione ha il potere di condizionare le idee degli individui anche in maniera molto subdola: frase come quelle che ho voluto riportare suonano fortissime e possono generare effetti potenzialmente esplosivi (come se il clima politico non fosse già caldo a sufficienza). Il modo in cui è stato trattato Guido Bertolaso in presenza solo di accuse tutte da provare e di ambiguità che pure esistono ha reso possibile per l&#8217;ennesima volta la celebrazione di un processo in tv, spesso senza contraddittorio, con la conseguenza che l&#8217;imputato non solo venisse automaticamente considerato colpevole dagli alfieri del giustizialismo ma venisse dato in pasto a milioni di telespettatori, molti dei quali, va da sé, finiscono automaticamente per essere portati a pensare che nel momento in cui un personaggio pubblico viene raggiunto da un&#8217;informazione di garanzia, è necessario che l&#8217;&#8221;informazione libera&#8221; si attivi per sputtanarlo, sbattendo in tv e sui giornali le intercettazioni, rovinando in tal modo la sua reputazione.</p>
<p>E la presunzione di non colpevolezza dove la mettiamo? Il trattare, cioè, un imputato da innocente almeno fino a sentenza di condanna penale? In sostanza, dov&#8217;è finito lo Stato di diritto? Evidentemente non gliene importa alcunché agli alfieri del giustizialismo, assai più intenti a racimolare consensi sacrificando l&#8217;onorabilità degli avversari sull&#8217;altare della loro avida ed ossessiva ricerca di popolarità.</p>
<p>Alberto Gasparetto</p>
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		<title>La crisi di un sistema politico</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 10:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Gasparetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima che gli elettori dello schieramento di sinistra esultino sarebbe consigliabile attendere l&#8217;esito delle elezioni regionali, benché, malgrado i casi lombardo e laziale, non immediatamente scontato. Quello che viene fuori dalle vicende recenti pare essere l&#8217;emersione della crisi di un partito, il PDL, forse mai nato. Esiste un elemento che più di ogni altro merita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima che gli elettori dello schieramento di sinistra esultino sarebbe consigliabile attendere l&#8217;esito delle elezioni regionali, benché, malgrado i casi lombardo e laziale, non immediatamente scontato. Quello che viene fuori dalle vicende recenti pare essere l&#8217;emersione della crisi di un partito, il PDL, forse mai nato. Esiste un elemento che più di ogni altro merita attenzione, al di là dei clamorosi ritardi e degli incredibili pasticci nella presentazione delle liste. Si tratta della spaccatura fin troppo evidente fra berlusconiani da un lato e militanti di AN dall&#8217;altro.</p>
<p>Apro una parentesi. Non che le cose nel PD vadano meglio. In questi ultimi anni si è spesso sentito dire che l&#8217;uscita di Berlusconi dalla scena politica condurrà alla crisi irreversibile della destra e sarà determinante per la vittoria della sinistra. Credo che questa diagnosi sia viziata da un errore di interpretazione: la sinistra in questi ultimi 16 anni ha potuto restare unita e ha persino potuto vincere 2 competizioni elettorali su 5 semplicemente in funzione dell&#8217;antiberlusconismo, unico collante capace di coagulare il consenso di elettori comuni, giornalisti, intellettuali e, addirittura, consentire la convivenza fra culture politiche diverse. Questa è l&#8217;esatta ragione per la quale le contraddizioni che convivono al medesimo modo anche nel PD &#8211; che, spiace constatare, è risultata la mera sommatoria di Margherita e DS &#8211; potrebbero portare (ed io credo che porteranno) allo sfaldamento del cartello elettorale nel momento in cui si sfalderà anche il PDL.</p>
<p>Dunque, dicevo che l&#8217;elemento pregnante della crisi del PDL consiste nella spaccatura da leggersi, in realtà, come proiezione di una fusione mai realmente avvenuta. Il subitaneo e violento puntare il dito di Berlusconi contro l&#8217;anima aennina è emblematico, rivelatore dell&#8217;assenza di un vero partito composto da una gerarchia e organizzato in base a regole chiare. La mancanza di coraggio e di umiltà nell&#8217;ammettere di fronte all&#8217;opinione pubblica la propria responsabilità di fronte ad un errore elementare (su una questione formale tutt&#8217;altro che trascurabile) e il gridare all&#8217;attentato alla democrazia sono gli ingredienti che fanno da catalizzatore per quello che potrebbe essere il preludio ad uno sconvolgimento politico epocale.</p>
<p>Tutto ciò è banalmente il riflesso della mancanza di una progettualità politica, di una visione lungimirante che sapesse indirizzare attraverso un disegno preciso l&#8217;Italia del futuro, l&#8217;Italia della svolta dopo l&#8217;ondata moralizzatrice (ma a senso unico) dell&#8217;inchiesta di Mani Pulite. Una progettualità politica assente in questi oltre 15 anni tanto nei partiti di destra quanto in quelli di sinistra. Ciò ha portato ad una confusione delle identità politiche e ad una prevalenza degli slogan sui fatti. Chi si proclamava liberale, infatti, è stato vieppiù un convinto fautore del ruolo padrone dello Stato; chi si proclamava riformista o addirittura rivoluzionario è stato, al contrario, il più fervido sostenitore della conservazione e dell&#8217;immobilismo.</p>
<p>La mia speranza è che qualsiasi cosa accada possa finalmente terminare una stagione politica la cui carta d&#8217;identità riporta, fra suoi i tratti caratteristici, l&#8217;odio politico ed antropologico che ha fatto della persona di Silvio Berlusconi il principale attore costringendo tutta la nazione a schierarsi &#8220;a favore&#8221; o &#8220;contro&#8221;. Una visione della politica come scontro fra Bene e Male che porta inevitabilmente all&#8217;annientamento dell&#8217;avversario. Una visione della politica in cui un realista come me non può proprio riconoscersi.</p>
<p>Alberto Gasparetto</p>
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		<title>Voci dall&#8217;Iran: Un viaggio tra l&#8217;antica Persia e l&#8217;Iran contemporaneo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Associazione di promozione sociale GLOCAL presenta:
Voci dall’Iran
Un viaggio tra l’antica Persia e l’Iran contemporaneo
Venerdì 26 marzo, ore 20.30, Barycentro, piazza Venezia 37 (Port’Aquila), Trento
Intervengono:
ANTONELLO SACCHETTI (1971) è giornalista e direttore della rivista online &#8220;Il cassetto, l’informazione che rimane&#8221; (www.ilcassetto.it). Appassionato e conoscitore dell’Iran, ha pubblicato i libri I ragazzi di Teheran(2006), Misteri persiani (2008), e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1904" title="glocal trento_150" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/glocal-trento_150.jpg" alt="" width="150" height="256" />L’Associazione di promozione sociale <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000792541666&amp;ref=ts" target="_blank">GLOCAL</a> presenta:</p>
<h1><strong><span style="color: #000080;">Voci dall’Iran</span></strong></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong><span style="color: #000080;">Un viaggio tra l’antica Persia e l’Iran contemporaneo</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 26 marzo, ore 20.30, Barycentro, piazza Venezia 37 (Port’Aquila), Trento</p>
<p style="text-align: justify;">Intervengono:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANTONELLO SACCHETTI</strong> (1971) è giornalista e direttore della rivista online &#8220;Il cassetto, l’informazione che rimane&#8221; (www.ilcassetto.it). Appassionato e conoscitore dell’Iran, ha pubblicato i libri I ragazzi di Teheran(2006), Misteri persiani (2008), e Iran. La resa dei conti (2009), tutti editi da Infinito edizioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SIMONE ZOPPELLARO</strong> (1979) vive e lavora a Teheran. Laureato a Bologna, si è dedicato a studi diorientalistica. Nel 2008 viene chiamato come lettore all’Università di Isfahan. Oggi è direttore e coordinatoredidattico per l’insegnamento della lingua italiana presso la Scuola dell’Ambasciata Italiana di Teheran.</p>
<p style="text-align: justify;">Coordina: <strong>LUCA MEDEOT</strong> (Glocal)</p>
<p style="text-align: justify;">LOCANDINA: <a rel="shadowbox" href="https://www.box.net/shared/b9kb87l6l8"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Corso di Informazione: COME E QUANTO I MASS MEDIA  COSTRUISCONO LA REALTA&#8217;</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/03/corso-di-informazione-come-e-quanto-i-mass-media-costruiscono-la-realta/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 23:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[SEGNALIAMO QUESTO NUOVO CORSO DI INFORMAZIONE CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE.
Le Associazioni AMICI DEI POPOLI PADOVA e PSICHE2000 presentano “COME E QUANTO I MASS MEDIA COSTRUISCONO LA REALTA’: ruolo della comunicazione di massa nei meccanismi di conflitto e di discriminazione sociale”, percorso di informazione per la cittadinanza condotto da esperti del settore. L’obiettivo è presentare ai partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/mass-media-realtà.jpg" rel="shadowbox[post-1896];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-1898" title="mass media realtà" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/mass-media-realtà.jpg" alt="" width="180" height="217" /></a>SEGNALIAMO QUESTO NUOVO CORSO DI INFORMAZIONE CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Associazioni AMICI DEI POPOLI PADOVA e PSICHE2000 presentano “COME E QUANTO I MASS MEDIA COSTRUISCONO LA REALTA’: ruolo della comunicazione di massa nei meccanismi di conflitto e di discriminazione sociale”, percorso di informazione per la cittadinanza condotto da esperti del settore. L’obiettivo è presentare ai partecipanti il funzionamento dei meccanismi di pregiudizio (negativo) e conflitto sociale e interculturale veicolati dai mass media, attraverso la trattazione dei più frequenti metodi di costruzione e diffusione dell’informazione. Proponendo possibili modalità di comportamento responsabile rispetto ai fenomeni trattati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PROGRAMMA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le serate si svolgeranno presso la sala polivalente “Diego Valeri”, via D. Valeri (zona parcheggio ex gasometro) – Padova dalle ore 21.00 alle 23.00</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 10 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">IL PREGIUDIZIO: come nasce e come si può ridurre - Prof. A. Voci &#8211; Docente Università di Padova</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 17 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">POTERE DELLA MAGGIORANZA E INFLUENZA DELLA MINORANZA: Cosa significa e quali dinamiche implicano Prof. A. Zamperini &#8211; Docente Università di Padova</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 24 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">MECCANISMI PSICOLOGICI DI INFLUENZA DEI MASS MEDIA - Prof. L. Arcuri &#8211; Docente Università di Padova</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 31 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">CONSUMO CRITICO E PROTAGONISMO NELLE SCELTE ECONOMICHE E STILI DI VITA - Padre A. Sella &#8211; Commissione “Nuovi Stili di Vita”</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; obbligatoria l’iscrizione preventiva entro martedì 9 Marzo 2010, la quota di partecipazione è di € 25,00</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: small;"><strong>Presso la sede di Amici dei Popoli Padova</strong>, via Tiziano Minio, 13 int. 7 Padova, da Lunedì al Venerdì 10.00 &#8211; 18.00 - Telefono: 049 600313 &#8211; 347 3498098, e-mail: adp.padova@tiscalinet.it, www.padovanet.it/adp</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>Presso la sede di Psiche 2000</strong>, (c/o Ospedale Civile di Piove di Sacco, via San Rocco,1° piano, ex ortopedia), Lunedì 18.00 &#8211; 20.0   Giovedì 9.00 &#8211; 11.30, Sabato 10.00 &#8211; 13.00 - Telefono: 049 9718104 &#8211; 345 7160777, e-mail: psiche2000piove@libero.it,  www.psiche2000.it</span></li>
</ul>
<p><strong>VOLANTINO</strong>: <a rel="shadowbox" href="http://www.padovanet.it/associazioni/adp/docs/Tempo/Pieghevole_ADP+PSI.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>26 febbraio: Serata Italocongolese</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/02/26-febbraio-serata-italocongolese/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 08:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete tutti invitati alla serata ITALOCONGOLESE:
Venerdì  26 Febbraio
Tezze sul Brenta (VI)
Sala Tessarollo
Piazza della  Vittoria
(in centro a Tezze sul Brenta)
 
 
- 20:30 saluti delle autorità politiche, istituzionali e delle associazioni presenti
Luigi Creazzo - responsabile Veneto Parito Democratico &#8211; Diritti Civili e Nuova Cittadinanza
 -20:40 &#8220;Varie Tipologie di immigrati: Somiglianze e Differenze&#8220;
Daniele Danese - Fondazione Comunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;"><img class="alignnone size-full wp-image-1885" title="volantino_color_26-02-10_italocongolese" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/volantino_color_26-02-10_italocongolese.jpg" alt="" width="477" height="131" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: 13px;">Siete tutti invitati alla serata <strong><span style="text-decoration: underline;">ITALOCONGOLESE</span></strong>:</span></span></p>
<p><strong>Venerdì  26 Febbraio<br />
Tezze sul Brenta (VI)<br />
Sala Tessarollo<br />
Piazza della  Vittoria</strong></p>
<p>(in centro a Tezze sul Brenta)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: small;"><span> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<div id="_mcePaste"><span style="font-size: small;">- 20:30 <strong>saluti</strong> delle autorità politiche, istituzionali e delle associazioni presenti</span><br />
<span style="font-size: small;">Luigi Creazzo - <span style="font-size: small;">responsabile Veneto Parito Democratico &#8211; Diritti Civili e Nuova Cittadinanza</span></span><br />
<span style="font-size: small;"> -20:40 &#8220;<strong>Varie Tipologie di immigrati: Somiglianze e Differenze</strong>&#8220;</span><br />
<span style="font-size: small;">Daniele Danese - <span style="font-size: small;">Fondazione Comunità Solidale Trento</span></span><br />
<span style="font-size: small;">- 21:00 &#8220;<strong>Immigrazione. Io immigrato nel tuo paese</strong>&#8220;</span><br />
<span style="font-size: small;">Gahima Bariyanga Faustin - <span style="font-size: small;">mediatore culturale, ass. Tumaini &#8211; Ponte di Solidarietà</span></span><br />
<span style="font-size: small;">- 21:25 <strong>spettacolo teatra le &#8221; Patron Pardon!</strong>&#8220;</span><br />
<span style="font-size: small;">Pegas Ekamba Bessa - <span style="font-size: small;">presidente Centro Culturale Bantu -musicista, cantante, attore in film e telefilm di fama nazionale (&#8220;La squadra&#8221; RAI3)</span></span><br />
<span style="font-size: small;">- 21:55 <strong>letture di brani tratti dallibro di Yves Issya Longo</strong></span><br />
<span style="font-size: small;">&#8220;Dal Congo in Italia come in un sogno&#8221;, Davide Zedda ed. - <span style="font-size: small;">Centro Culturale Bantu</span></span><br />
<span style="font-size: small;">- 22:10 <strong>dibattito</strong> - <span style="font-size: small;">modera Luigi Creazzo</span></span><br />
<span style="font-size: small;">- 22:30 ricco <strong>buffet</strong> veneto-tropicale</span></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><strong>VOLANTINO</strong></span><span style="font-size: x-small;">: <a href="https://www.box.net/shared/7k0n4fjgkx" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></span></p>
<p>Un abbraccio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cerchi di silenzio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico. Molto interessante&#8230; Io conto di esserci!
CERCHI DI SILENZIO &#8211; (azione nonviolenta)
18 febbraio 2010, dalle 18.00 alle 19.00 &#8211; Piazza Duomo &#8211; Trento
Lo spazio e il tempo dove ridare il giusto peso ed il giusto valore alle parole. 1 ora di silenzio visibilmente in piazza per manifestare, riflettere, meditare. Per ritrovare significato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ricevo e pubblico. Molto interessante&#8230; Io conto di esserci!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1879" title="cerchi di silenzio trento" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/cerchi-di-silenzio-trento.jpg" alt="" width="150" height="174" /><strong>CERCHI DI SILENZIO &#8211; (azione nonviolenta)</strong><br />
18 febbraio 2010, dalle 18.00 alle 19.00 &#8211; Piazza Duomo &#8211; Trento</p>
<p>Lo spazio e il tempo dove ridare il giusto peso ed il giusto valore alle parole. 1 ora di silenzio visibilmente in piazza per manifestare, riflettere, meditare. Per ritrovare significato a giustizia, verità, dignità. Un silenzio partecipe, non il silenzio di bocche cucite da indifferenza complice. Partecipa anche tu al silenzio del cerchio, entra e condividi con noi  questo momento, unica regola una volta entrati è *STARE IN SILENZIO.* Diffondi e spargi la voce del silenzio.</p>
<p>Riferimenti e informazioni:<br />
<a href="mailto:cerchidisilenzio@gmail.com" target="_blank">cerchidisilenzio@gmail.com</a><br />
<a href="http://cerchidisilenzio.blogspot.com/" target="_blank">cerchidisilenzio.blogspot.com</a><br />
cell. 3458571935</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie, Gianna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOLANTINO</strong>: <a rel="shadowbox" href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-cerchi-di-silenzio-web.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Scrivete ai rappresentanti degli studenti dell&#8217;Università di Padova</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 23:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Universita']]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; disponibile nel blog una nuova pagina dedicata alla comunicazione diretta con i rappresentanti degli studenti dell&#8217;Università di Padova. Cliccate in alto su &#8220;Rapp. UNIPD&#8221; o sul banner a destra dello schermo. Dalla suddetta pagina potrete consultare la lista dettagliata dei rappresentanti (in costante aggiornamento) e inviare comodamente un messaggio di posta elettronica al destinatario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.come2discuss.net/rapp-unipd-scrivi-ai-rappresentanti-degli-studenti/" target="_self"><img class="alignleft size-full wp-image-1861" title="rapp unipd" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/rapp-unipd.jpg" alt="" width="32" height="163" /></a>E&#8217; disponibile nel blog una nuova pagina dedicata alla comunicazione diretta con i rappresentanti degli studenti dell&#8217;Università di Padova. Cliccate in alto su &#8220;<a href="http://www.come2discuss.net/rapp-unipd-scrivi-ai-rappresentanti-degli-studenti/" target="_self"><strong>Rapp. UNIPD</strong></a>&#8221; o sul <strong>banner</strong> a destra dello schermo. Dalla suddetta pagina potrete consultare la lista dettagliata dei rappresentanti (in costante aggiornamento) e <strong>inviare comodamente un messaggio di posta elettronica</strong> al destinatario preferito/adeguato (lamentele, richieste, proposte attinenti alla vostra facoltà, alle mense, al Diritto allo Studio-ESU, agli alloggi universitari, ai corsi, agli spazi &#8230;. ecc). Insomma i rappresentanti sono &#8220;lì&#8221; per noi/voi, giusto? Ancora una volta buono scambio!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Per qualsiasi suggerimento non esistate a <a href="http://www.come2discuss.net/contatti/" target="_blank">contattarci</a>.</p>
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		<title>McItaly: anche la cucina italiana ha il suo Mcburger</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 17:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziana Pedri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito un articolo pubblicato dal The Guardian il 28 gennaio 2010 che sta facendo discutere non poco. Voi che ne pensate?
&#8220;Un possibile segno del fallimento morale del governo di Silvio Berlusconi è la visione di un grembiule da cucina di McDonald’s avvolto attorno alla slanciata figura del Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, mentre aiutava a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-1803" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/zaia-mcitaly-small.jpg" alt="" width="250" height="212" />Di seguito un articolo pubblicato dal The Guardian il 28 gennaio 2010 che sta facendo discutere non poco. Voi che ne pensate?</strong></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Un possibile segno del fallimento morale del governo di Silvio Berlusconi è la visione di un grembiule da cucina di McDonald’s avvolto attorno alla slanciata figura del Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia, mentre aiutava a lanciare la nuova serie di hamburger McItaly. Le capriole del Presidente del Consiglio con giovani donne, le accuse di loschi legami, i disonesti accordi finanziari, le dubbie amicizie politiche ed affari in generale non sono nulla se paragonati a questo mostruoso atto di tradimento alla nazione. Il Signor Zaia potrà anche mormorare amorevolmente – “vogliamo dare un’impressione dei sapori italiani ai nostri giovani” ha detto mentre preparava uno dei nuovi McItaly di McDonald’s, una diabolica mistura di crema di carciofi, formaggio asiago e lattuga, tutti prodotti in Italia, compresi la carne dell’hamburger e il pane – ma il silenzio degli innocenti sarebbe stato più appropriato. ‘Un’impressione dei sapori italiani’! Avete mai sentito una simile sciocchezza? E’ chiaro che il Signor Zaia non lascerebbe che prodotti così offensivi si avvicinassero alla sua bocca a meno che non ci fosse di mezzo l’opportunità per scattare una foto.</p>
<p style="text-align: justify">Un italiano mi ha detto una volta: “Il problema per voi stranieri è che gli italiani parlano in dialetto e mangiano in dialetto.” È un problema. Anche gli italiani di parti diverse del paese possono avere difficoltà a capirsi l’un l’altro. Ma è anche una delizia. L’Italia ha goduto di una cultura alimentare di una ricchezza e diversità senza eguali. Per molti italiani, il loro stesso senso d’identità risiede nel cibo, e non solo della regione in cui sono nati, ma della città, del paese, del borgo, o anche della casa. E sostengono la superiorità dei loro prodotti e piatti locali con passione. Questo spiega perché mangiare in giro per l’Italia sia una tale, continua delizia. Il piacere deriva dalla diversità, non dall’omogeneità. Chi vuol mangiare la stessa roba ovunque nel mondo? È noioso. È quel tipo di omogenità che intorpidisce la mente e quella mediocrità che annienta il gusto che McDonald’s rappresenta. Nessuno sano di mente può considerare McDonald’s come un difensore del bene nel mondo o come il rappresentante dell’alta gastronomia.</p>
<p style="text-align: justify">Ma c’è qualcosa che va oltre il mero opportunismo politico o le pubbliche relazioni commerciali nel luogo in cui si è svolto questo atto di tradimento; la filiale ammiraglia di McDonald’s vicino alla scalinata di piazza di Spagna a Roma. Ha un significato simbolico. È stata l’apertura di questa stessa filiale, ricordiamocelo, che ha spinto Carlo Petrini e altri amici previdenti a mettere in piedi Slow Food per resistere alle forze della gastro-globalizzazione e omogeneizzazione, per celebrare la diversità, le differenze, l’individualità e la qualità. Non fa ben sperare per la sana sopravvivenza della straordinariamente diversa cultura alimentare italiana vedere il governo abbracciare la sua esatta antitesi con un tale sfrenato entusiasmo. Ma comunque, forse non dovremmo stupirci. La classe politica italiana non è nota per agire nei migliori interessi del popolo. Come un amico siciliano una volta osservava: “Non c’è lo stesso contratto tra i nostri politici e gli italiani come quello che esiste nel Regno Unito”. Si potrebbe affermare che ancora adesso non esista, ma questa è un’altra storia. McDonald’s parla italiano, dichiara lo slogan pubblicitario. Può anche farlo, ma è l’italiano degli affari del Signor Berlusconi e della sua terrificante banda di compari piuttosto che l’ampia gamma di dialetti regionali ai quali la maggior parte degli italiani ricorre per dichiarare la propria fede personale. Possiamo solo sperare che gli italiani mostrino una determinazione più dura rispetto ad altre nazioni nel mondo che continuano ad abbracciare McDonald’s in modi sempre più deprimenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>ARTICOLO ORIGINALE E COMMENTI (inglese)</strong>:<a href="http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/wordofmouth/2010/jan/28/mcdonalds-launch-mcitaly-burger?showallcomments=true#end-of-comments" target="_blank"> &#8211;&gt;</a></p>
<p style="text-align: justify"><strong>RISPOSTA DEL MINISTRO ZAIA</strong>: <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/zaia-mcitaly.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Appello alla RAI: non chiudete quelle sedi!</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/02/appello-alla-rai-non-chiudete-quelle-sedi/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il canone vorrei pagarlo per qualcosa di serio!!!
2 FEBB 2010 - Meno gossip e più attenzione alle persone e ai popoli. Firma subito l&#8217;appello promosso dalla Tavola della Pace.
Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1796" title="rai africa" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/rai-africa.jpg" alt="" width="200" height="136" />Il canone vorrei pagarlo per qualcosa di serio!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2 FEBB 2010 -</strong><em> Meno gossip e più attenzione alle persone e ai popoli. Firma subito l&#8217;appello promosso dalla Tavola della Pace.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico&#8230; [CONTINUA]</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FIRMA L&#8217;APPELLO</strong>: <a href="http://beta.vita.it/news/view/100086" target="_blank">&#8211;&gt;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Agenzia nazionale sui beni confiscati: attenzione agli imbrogli!</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 20:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come al solito gran poca informazione e molta demagogia&#8230; e un TG1 sempre più disinformante e a servizio del governo! Ancora una volta interveniamo con grande can-can a tamponare situazioni magistralmente strumentalizzate (si veda Rosarno), ma quel che è peggio è che interveniamo pure male!!!
Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/01/beni-confiscati-e1264709428304.jpg" rel="shadowbox[post-1787];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-1788" title="beni confiscati" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/01/beni-confiscati-e1264709428304.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Come al solito gran poca informazione e molta demagogia&#8230; e un TG1 sempre più disinformante e a servizio del governo! Ancora una volta interveniamo con grande can-can a tamponare situazioni magistralmente strumentalizzate (si veda Rosarno), ma quel che è peggio è che interveniamo pure male!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria &#8211; 28 gennaio 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;istituzione dell&#8217; Agenzia Nazionale sui beni confiscati per rendere piu&#8217; efficace, veloce ed incisiva la legge sulla confisca dei beni dalla fase del sequestro a quella della destinazione d&#8217;uso va nella direzione che Libera chiede da  anni . Un&#8217; agenzia che deve accorciare i tempi e ridare ordine a tutta questa materia ma che deve essere accompagnata da ulteriori provvedimenti come un testo unico in materia della confisca dei beni; il rafforzamento degli strumenti per le indagini patrimoniali e non ultimo, che venga data concreta attuazione a quella norma approvata nella Finanziaria del 2006 che prevede la confisca dei beni ai corrotti ed il loro riutilizzo ai fini sociali di cui non sappiamo piu&#8217; nulla. Ci sono ancora tante criticità e interrogativi che aspettano delle risposte: il 36% dei beni confiscati alla criminalità organizzata è sotto l&#8217;ipoteca delle banche e il 30% è occupato dagli stessi mafiosi o da loro prestanome cosi come la difficoltà di stare sul mercato delle aziende confiscate, la maggior parte delle quali sono rimaste chiuse e fallite. Speriamo che l&#8217;agenzia sia capace di dare risposte a questi interrogativi. Valuteremo nel dettaglio e nel merito l&#8217;operatività dell&#8217;Agenzia anche se riteniamo che la possibilità di vendere i beni confiscati ha rappresentato per il Governo un atto di debolezza. La vendita non è un dogma, puo&#8217; esser usate per per poche eccezioni ma non puo&#8217; diventare una regola. Quell&#8217; emedamento ha scalfito il principio della legge Rognoni-La Torre per cui l&#8217;utilizzo sociale del bene confiscato è un segno di grande valore che ha reso il bene mafioso un bene condiviso e che non puo&#8217; ritornare ad essere un bene esclusivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A SEGUITO DI QUANTO SOPRA VI INVITIAMO A FIRMARE L&#8217;APPELLO DI &#8220;LIBERA&#8221; (già a suo tempo segnalato)</strong>: <a href="http://www.come2discuss.net/2009/12/un-appello-decisivo-per-il-futuro-dei-beni-confiscati/" target="_blank">CLICCA QUI</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>TREVISO: troppi perché senza risposta sulla cava piu’ profonda d’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 11:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[(18 gennaio 2010) Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente .
Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l’inchiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-1784" title="cava morganella" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/01/cava-morganella.jpg" alt="" width="206" height="156" />(18 gennaio 2010) </em><strong>Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente .</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l’inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano,  presentato dal trio di cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi. che prevede una escavazione sino alla profondità di addirittura 65 metri. I numerosi presentatori delle osservazioni hanno potuto esporre ai commissari le proprie ragioni. Paeseambiente ha osservato che dopo l’inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel sacco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto  ricavano con l’escavazione abusiva.</li>
<li>Il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l’inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Paeseambiente ha poi  ribadito con forza le  osservazioni  presentate al progetto nel 2008 chiedendo:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>PERCHE’ non provvedere SUBITO alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione è dovuta per legge, a cosa serve l’approfondimento? Non serve certo a ricomporre ma a distruggere ancora il sottosuolo..</li>
<li>PERCHE’ infierire anche sulle falde più profonde? Perché mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po’ meno?</li>
<li>PERCHE’ non includere il Comune di Treviso nel procedimento della VIA? Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c’è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni.</li>
<li>PERCHE’ battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sotto terra. Oltre un piano all’anno! E dove? Vicino alla Feltrina e adiacenti  a due discariche!</li>
<li>PERCHE’ fidarsi ancora di chi non ha vigilato sulle scarpate? Di chi ha scaricato rifiuti non conformi? Di chi ha scavato oltre i limiti consentiti? Di chi non ha avuto rispetto per le regole? Di chi è sempre pronto ai ricorsi?  Perche’ dovremmo acconsentire a questa voragine?</li>
<li>PERCHE’ scavare a confine con una discarica per rifiuti solidi urbani? Lasciamo in pace il cane che dorme! Puzza un po’, ma lasciamolo dormire. Piscia ancora nella falda, ma lasciamolo dormire. Se si sveglia potrebbe mordere. Altre discariche a Paese stanno facendo peggio di questa.</li>
<li>PERCHE’ non valutare quale sarebbe il danno alle falde al verificarsi di eventi eccezionali in caso di approfondimento a questi livelli? Terremoti, esondazioni, frane?</li>
<li>PERCHE’ rischiare di scavare in prossimità di una discarica per inerti che ha ricevuto rifiuti non conformi oggetto di denunce e successive condanne? Come sarà quel fondo cava?</li>
<li>PERCHE’ non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona? Una strada al alto traffico. Un impianto insalubre di conglomerati bituminosi, impianti di betonaggio ed altro.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In rappresentanza del Comune di Paese  l’assessore all’ambiente  e il dirigente dell’ufficio Ecologia di Paese  hanno manifestato il loro dissenso ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese ricordando  il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l’aumento del traffico pesante.  A titolo personale era presente anche l’assessore al bilancio del comune di Paese che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia  della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all’audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni.</p>
<ul>
<li>La commissione non ha risposto alle domande di Paeseambiente, perche?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Andrea Zanoni  presidente di Paeseambiente ha commentato:  “A questi perché c’è solo una risposta: i 128 milioni di Euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta  riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto. E’ una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni proroga su proroga!”</p>
<p style="text-align: justify;">Gruppo Paeseambiente, 31038 PAESE (TV),  cell. 347/9385856 – web: www.paeseambiente.org – Email: paeseambiente@ecorete.it</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>APPUNTAMENTO: Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 10:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos:
Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile
Interverranno:
Padre Dario Bossi: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos
Gianni Alioti: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, si occupa anche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1072" title="sui-binari-della-giustizia" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/02/sui-binari-della-giustizia.jpg" alt="" width="495" height="62" /></p>
<p style="text-align: justify;">ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos:</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Interverranno:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Padre Dario Boss</strong></span>i: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Gianni Alioti</strong></span>: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, si occupa anche di ecologia e ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Venerdì 29 gennaio</span></strong>, Ore 20,45, Sala Comboni, c/o Missionari Comboniani, Via Giovanni da Verdara, 139 – PADOVA</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Info sulla campagna</span>: <a href="http://www.justicanostrilhos.org" target="_blank">www.justicanostrilhos.org</a> – binaridigiustizia@gmail.com</p>
<p style="text-align: justify;">“Justiça nos trilhos” (tradotta italiano con “Binari di giustizia”) è una campagna internazionale di pressione sulla multinazionale mineraria brasiliana Vale do Rio Doce (recentemente rinominata “Vale”), la seconda impresa al mondo per la produzione dell’acciaio. La campagna è stata lanciata alla fine del 2007 da alcune organizzazioni della società civile brasiliana, ma ben presto si è espansa in tutto mondo (Canada, Indonesia, Cile, Mozambico, ecc.) seguendo &#8211; di fatto – i molteplici “tentacoli” produttivi allungati dalla Vale nei vari continenti, attraverso alleanze con altre imprese del settore o l’acquisizione di concessioni minerarie all’estero. Tra i promotori “brasiliani” anche una nostra “vecchia conoscenza”: padre Dario, il missionario comboniano che per sette anni è stato attivo anche a Padova in varie attività a noi vicine come La Rete Lilliput e la Festa dei Popoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8230; continua nell&#8217;allegato</strong>: <a href="http://www.box.net/shared/988b9icr8u" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>La necessità di riformulare alcuni giudizi storici</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/01/la-necessita-di-riformulare-alcuni-giudizi-storici/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Gasparetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandro, un amico ed ormai ex collega all&#8217;Università di Bologna, mi faceva riflettere qualche ora fa sulla necessità di separare il giudizio storico su Benedetto Croce, uno fra i massimi filosofi della prima metà del Novecento (dimenticato completamente, insieme a Gentile e Gramsci, dai nostri professori) dal giudizio su Benedetto Croce relativamente alla sua iniziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro, un amico ed ormai ex collega all&#8217;Università di Bologna, mi faceva riflettere qualche ora fa sulla necessità di separare il giudizio storico su Benedetto Croce, uno fra i massimi filosofi della prima metà del Novecento (dimenticato completamente, insieme a Gentile e Gramsci, dai nostri professori) dal giudizio su Benedetto Croce relativamente alla sua iniziale adesione al fascismo. Considerazione che condivido pienamente anche con riferimento a Carl Schmitt, altro grande maestro di scienza e filosofia politica. La produzione letteraria di grandi autori come questi non può &#8211; o almeno non dovrebbe &#8211; confondersi, pena un&#8217;onta ingrata, né col particolare contesto storico in cui essi hanno trascorso parte della loro esistenza né con le scelte e le azioni che essi han commesse. Cosa c&#8217;entra, infatti, il contributo immane offerto alle discipline che abbiamo studiato con l&#8217;adesione a questo o quel regime politico? A casa possiedo un libro che considero di straordinaria importanza per gli studi internazionalisti che ho compiuto (ma anche di esso i nostri professori si son dimenticati), &#8220;L&#8217;imperialismo fase suprema del capitalismo&#8221; di Lenin, edizioni Lotta comunista. Bisogna forse censurarlo e sospenderne la pubblicazione solo per le conseguenze che il comunismo ha portato in Russia?</p>
<p>Quest&#8217;introduzione potrà sembrare inidonea per il tema su cui voglio brevemente focalizzare la discussione. Sono convinto, tuttavia, che la logica di base sia la medesima. Ebbene, <em>in medias res</em>, così come credo che occorra separare il giudizio su Carl Schmitt intellettuale e filosofo dal contesto storico in cui ha vissuto e, quindi, dalla sua adesione al nazismo, credo altrettanto fermamente che sia necessario separare il giudizio politico su Bettino Craxi, capo del governo, da quello di Bettino Craxi, uomo invischiato col mondo delle tangenti e dei finanziamenti illeciti.</p>
<p>La questione è fin troppo spinosa anche perché attuale: il Sindaco di Milano Letizia Moratti ha proposto di dedicargli una strada e ciò ha immediatamente suscitato la polemica. A parte l&#8217;imbarazzo dovuto al fatto che di strade a lui dedicate ne esistono già sei in Italia, quantunque, per quel che ricordo, non abbia mai assistito ad una polemica tanto veemente. Comunque sia, da un lato questo è, <em>sine ulla dubitatione</em>, l&#8217;ennesimo nauseante caso che dimostra come, in Italia, una questione avente attinenza politica venga automaticamente calamitata dentro la logica destra vs sinistra, filoberlusconiani vs antiberlusconiani (Craxi e Berlusconi erano legati da un&#8217;amicizia); dall&#8217;altro, bisogna riconoscere come le critiche arrivino più che altro da sinistra.</p>
<p>Allora, io credo che esista almeno una dimensione tutt&#8217;altro che irrilevante a considerar la quale la Sinistra attuale dovrebbe erigere un monumento a Bettino Craxi invece che attaccare la proposta sporcandola di faziosità ideologica: la politica estera dei Governi da lui guidati, ricordata in particolare per lo spiccato filoarabismo e per la singolare gestione del caso Sigonella-Achille Lauro (politica assertiva avverso posizione degli Stati Uniti). Non sarebbe forse il caso, in nome dell&#8217;onestà intellettuale, di rivalutare alcuni personaggi, slegandoli da questo o quel contesto particolare che ha portato a macchiare per un motivo o per l&#8217;altro il loro nome? In fondo, prima che &#8220;ladro di Stato&#8221;, come viene tratteggiato, Bettino Craxi è stato un grande statista. Indubbiamente.</p>
<p>Alberto Gasparetto</p>
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		<title>&#8220;Che me n’importa della politica?&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 09:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Piero Calamandrei -  Discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano 1955: di un&#8217;attualità disarmante&#8230; (Grazie a Caludio per la segnalazione).
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TRASCRIZIONE: 

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Piero Calamandrei -  Discorso sulla Costituzione agli studenti di Milano 1955</strong>: di un&#8217;attualità disarmante&#8230; (Grazie a Caludio per la segnalazione).<br />
<span style="color: #ffffff;">-</span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XRTG9duEnww&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/XRTG9duEnww&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" wmode="opaque" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">-</span><br />
<strong>TRASCRIZIONE</strong>: <a href="http://www.box.net/shared/aa51ns7kgm" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>La latitanza dello Stato</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 18:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Gasparetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vicende di Rosarno possono essere lette ed interpretate, di primo acchito, sotto due grossi e contrapposti punti di vista. Si possono prendere le difese della comunità di immigrati, considerarla vittima di un’intolleranza dalla connotazione razzista che, secondo questa tendenza, sarebbe assai diffusa in Italia; così come è possibile accogliere la protesta della comunità residente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Le vicende di Rosarno possono essere lette ed interpretate, di primo acchito, sotto due grossi e contrapposti punti di vista. Si possono prendere le difese della comunità di immigrati, considerarla vittima di un’intolleranza dalla connotazione razzista che, secondo questa tendenza, sarebbe assai diffusa in Italia; così come è possibile accogliere la protesta della comunità residente di italiani che ha vissuto l’esplosione di un insieme di manifestazioni di violenza da parte di immigrati di cui si vorrebbe l’immediata espulsione. In entrambi i casi, tuttavia, il rischio è di rimanere preda di due ideologie contrapposte ma figlie della medesima logica.</p>
<p style="text-align: justify">Risulta assai coerente con questa logica vedere ora in un gruppo, ora nell’altro, la classica contrapposizione fra Bene e Male. Risulta altrettanto chiaro ai miei occhi come entrambe le parti abbiano motivo di avanzare ragioni a favore della propria “causa”: sia la comunità residente di italiani che percepisce la convivenza con gli extracomunitari sempre più precaria e resa incandescente dalla violenza scatenatasi da parte degli stessi; sia la comunità di immigrati (molti dei quali, leggo sui giornali, non sarebbero nemmeno clandestini) che è vittima dello sfruttamento della criminalità organizzata e che vive in condizioni igieniche ed umane indegne (le immagini che i tg e la rete internet mostrano sono eloquenti).</p>
<p style="text-align: justify">Chiunque si collochi nella prospettiva della contrapposizione fra Bene e Male non credo possa avere una corretta e neutrale visione del problema. Ciò che è accaduto a Rosarno non può essere descritto difendendo solo ed esclusivamente le ragioni di un gruppo a detrimento delle ragioni dell’altro. Quei fatti, in definitiva, non possono essere spiegati semplicemente ricorrendo alla ridicola retorica dell’espulsione di tutti gli immigrati né a quella nauseante del razzismo. Questo sia perché l’immigrazione è un fenomeno ineluttabile – frutto della globalizzazione e della riduzione al minimo degli spazi politici – sia perché gridare al razzismo non ha alcuna evidente attinenza con le vicende di Rosarno. Il colore della pelle o la provenienza geografica non hanno alcuna rilevanza nel clima incandescente che si è acceso nella località calabrese. Credo che chi solleva il problema del razzismo sia da equiparare, per ignoranza o, peggio, per un preciso disegno politico, ai cosiddetti imprenditori politici della paura ed in special modo della xenofobia.</p>
<p style="text-align: justify">Il vero problema che emerge da tutta questa vicenda è la latitanza dello Stato, l’assenza della Politica che in questi ultimi 15-20 anni è rimasta volontariamente spettatrice passiva di un fenomeno, preferendo la creazione del consenso fondata sugli slogan e sull’ideologia al pragmatismo dell’azione. Com’è possibile, infatti, che, pur in presenza della tanto vituperata legge Bossi-Fini (che avrebbe dovuto porre limiti seri agli ingressi) il numero degli immigrati ha continuato a crescere a dismisura? Com’è possibile, poi, che, una volta fattili entrare discriminando fra quanti avevano in qualche modo diritto a restare e quanti no, vi siano immigrati regolari che vivono stipati in baraccopoli come quelle di Rosarno in cui vi sono precarie condizioni di igiene e dove, dunque, i diritti umani non vengono protetti? Quanti erano a conoscenza delle fabbriche di Rosarno? Quante altre baraccopoli o appartamenti sovraffollati esistono sul territorio italiano, magari sotto la gestione di reti criminali e nel totale silenzio della Politica? Come può la Politica di un Paese sedicente civile dimenticarsi in questi casi del primario valore della casa e più in generale del valore dell’umanità?</p>
<p style="text-align: justify">Ci sono fin troppa nauseante retorica xenofoba, da una parte, e buonista e terzomondista, dall’altra, ma il vero problema è che finora è risultato impossibile mettersi d’accordo sul significato di “integrazione”. Recentemente, sponsorizzata da alcuni rilevanti uomini politici con la collaborazione dei think tank che vi stanno dietro, circola la proposta di abbassare i tempi di attesa per l’estensione del diritto di voto amministrativo agli immigrati allo scopo di farli sentire “più a casa”, per un’idea di generosità nell’accoglienza che, a mio modo di vedere, si rivela più come il frutto di calcoli in termini di consenso elettorale che di una profonda convinzione assiologica. In realtà, storicamente il diritto di voto si spiega come l’implicazione del legame diretto instaurato fra la tassazione e la rappresentanza. Ma, nell’attuale situazione di crisi economica e di difficoltà nella ricerca di un lavoro tangibile persino per noi italiani, siamo veramente convinti che il problema primario per un immigrato (vai a raccontarlo ad uno di Rosarno) sia quello di ottenere il diritto di voto? Credo che occorrerebbe finirla con queste ipocrisie buoniste. Lo Stato affermi la propria sovranità rivendicando il diritto di stabilire chi può accogliere e chi no (il reato di clandestinità, i più mi criticheranno, dovrebbe avere questo significato). E, successivamente, si faccia carico di chi effettivamente soggiorna sul territorio italiano con interventi miranti ad inserirlo nel tessuto democratico economico e sociale.</p>
<p style="text-align: justify">Alberto Gasparetto</p>
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