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	<title>Come2discuss &#187; Sanità</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>Medici con l&#8217;Africa CUAMM &#8211; Mozambico: 16 nuovi medici per una nuova speranza</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Sep 2007 10:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di cooperazione o di cooperazione allo sviluppo non sempre si intendono le stesse cose e non sempre si fa riferimento ad un&#39;idea comune di &#34;collaborazione&#34; e di &#34;aiuto&#34;, sopratutto in ambito internazionale. Sebbene i grandi media e le pi&#249; importanti organizzazioni internazionali sovente ci abituino a pensare ad un modello di cooperazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/09/mozambique_rit.jpg" border="0" alt="mozambique_rit.jpg" /> </p>
<p align="justify"><strong>Quando si parla di cooperazione o di cooperazione allo sviluppo non sempre si intendono le stesse cose e non sempre si fa riferimento ad un&#39;idea comune di &quot;collaborazione&quot; e di &quot;aiuto&quot;, sopratutto in ambito internazionale. Sebbene i grandi media e le pi&ugrave; importanti organizzazioni internazionali sovente ci abituino a pensare ad un modello di cooperazione incentrato sul mero assistenzialismo e impregnato (magari a volte anche involontariamente) di un inutile paternalismo, strascico forse ancora di un colonialismo strisciante, a volte basta scavare un poco pi&ugrave; a fondo nella realt&agrave; della cooperazione internazionale per ritrovare esempi importanti di &quot;aiuto disinteressato al prossimo&quot;.</strong> </p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Formare medici per rispondere agli enormi bisogni sanitari delle Province Centro-Nord del Mozambico, estremamente carenti di personale sanitario qualificato. Con questo obiettivo dal 2004 <strong>Medici con l&rsquo;Africa Cuamm</strong> supporta l&rsquo;attivit&agrave; didattica della Facolt&agrave; di Medicina dell&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Beira, con due medici impegnati a fianco degli studenti. Essenziale &egrave; l&rsquo;integrazione del lavoro tra l&rsquo;Universit&agrave; e l&rsquo;Ospedale Centrale di Beira, secondo ospedale del paese, che svolge funzioni di clinica universitaria (teaching hospital) per la neonata Facolt&agrave; di Medicina. <strong>Il 25 agosto</strong> si raccolgono i primi frutti di quest&rsquo;impegno, con la laurea dei primi sedici medici.</p>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">&Egrave; in partenza oggi, <strong>mercoled&igrave; 22 agosto</strong>, la delegazione che parteciper&agrave; alle cerimonia di consegna delle lauree. Semi di speranza per gli enormi bisogni sanitari del paese, questi primi medici sono il frutto dell&#39;impegno di Medici con l&#39;Africa Cuamm, che ha supportato la loro formazione anche grazie al sostegno della solidariet&agrave; veneta. La cerimonia si svolger&agrave; alla presenza delle massime autorit&agrave; locali. La delegazione padovana, guidata <strong>da don Luigi Mazzucato, direttore di Medici con l&#39;Africa Cuamm</strong>, &egrave; composta dal dottor Roberto Saro, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal dottor Giovanni Putoto, responsabile della Struttura Interaziendale di Formazione e Progetti Internazionali dell&#39;Azienda Ospedaliera di Padova. </p>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Come studenti, i sedici nuovi medici hanno svolto il tirocinio pratico previsto dal quinto e sesto anno del Corso di Studi presso<strong> l&rsquo;Ospedale Centrale di Beira</strong>, seguiti dagli operatori di Medici con l&rsquo;Africa Cuamm e beneficiando del &ldquo;Programma di integrazione tra attivit&agrave; clinica e didattica nell&rsquo;ospedale universitario di riferimento regionale&rdquo; finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Di importante supporto, in questo processo di crescita per l&rsquo;intero sistema sanitario locale, anche il ruolo dell&rsquo;Azienda Ospedaliera di Padova e della Regione Veneto. L&rsquo;Azienda sostiene l&rsquo;Ospedale Centrale di Beira, con particolare riguardo, negli anni, ai servizi di laboratorio e pediatria. La Regione ha siglato nel 2005 un protocollo d&rsquo;intesa con la Provincia di Sofala con l&rsquo;obiettivo di rafforzare i rapporti sanitari tra il Veneto e la provincia africana, in ordine alle strutture e alla formazione professionale del personale medico e paramedico. Un impegno a tutto tondo, quindi. Per essere &ldquo;con l&rsquo;Africa&rdquo; dall&rsquo;interno del sistema sanitario, investendo nella formazione come motore concreto di sviluppo<em><span style="font-size: small; color: #000000"><strong>.</strong></span></em></p>
<p align="justify"><em>articolo tratto da <a href="http://www.saporidisociale.it">http://www.saporidisociale.it</a>&nbsp;</em></p>
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		<title>DALLA PARTE DEL MALATO</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/08/dalla-parte-del-malato/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 08:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160;immagine tratta da : http://www.isabelperez.com Non c&#39;era da metterci la mano sul fuoco, non era detto che anche questa volta il diritto l&#39;avrebbe spuntata sugli interessi. Eppure &#232; successo. Il Governo dell&#39;India ha vinto la battaglia che l&#39;ha vista contrapposta alla potente multinazionale farmaceutica NOVARTIS.&#160; Il caso orgina alcuni mesi fa, quando la multinazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img src="http://www.isabelperez.com/webquest/aids/images/Stop-AIDS-Hand.gif" border="0" width="183" height="183" /></p>
<p>&nbsp;immagine tratta da : http://www.isabelperez.com</p>
<p align="justify">Non c&#39;era da metterci la mano sul fuoco, non era detto che anche questa volta il diritto l&#39;avrebbe spuntata sugli interessi. Eppure &egrave; successo. Il Governo dell&#39;India ha vinto la battaglia che l&#39;ha vista contrapposta alla potente multinazionale farmaceutica NOVARTIS.&nbsp; </p>
<p align="justify">Il caso orgina alcuni mesi fa, quando la multinazionale svizzera mette sul mercato un prodotto per il trattamento dei malati di cancro: si chiama GLEVEC, e in sostanza molti dicono che non sia altro che una diversa combinazione degli elementi del vecchio farmaco. Nonostante quesro Novartis pretende il rispetto del brevetto, anche dal cliente indiano, il quale per&ograve; ha una legge che non riconosce brevetti se non per prodotti realmente nuovi. La questione &egrave; importante perch&egrave; questa legge permette alle aziende indiane di produrre farmaci senza rispetto di qualsiasi brevetto, farmaci che ONG come Medici senza frontiere acquistano a prezzi pi&ugrave; bassi per trattare pi&ugrave; malati in giro per il mondo.</p>
<p align="justify">Novartis non ci sta e porta in tribunale il Governo&#8230; pochi giorni fa la sentenza ha escluso la competenza della Corte indiana su questa materia, invitando Novartis a rivolgersi ai tribunali arbitrali del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) &#8230;fin qui non sembra proprio una vittoria del diritto umano alla salute&#8230;..Tuttavia il punto &egrave; un altro. Il tribunale non ha affatto riscontrato alcuna violazione, in pratica ha fatto capire che il Glevec &egrave; solo una versione aggiornata del farmaco, non un nuovo farmaco, e sarebbe assurdo imporre un nuovo brevetto (se questa visione dei brevetti passasse, allora i brevetti non scadrebbero mai, mentre le stesse norme internazionale riconoscono solo una loro durata ventenneale)</p>
<p align="justify">Novartis pare aver sentito il colpo, e si dice che non cercher&agrave; nemmeno di portare la causa al WTO (anche per una questione politica: infatti con il rischio terrorismo e i possibili attentati batteriologici, anche un governo come quello degli USA fa pressioni sulle aziende perch&egrave;, in caso di bisogno, garantiscano farmaci a prezzi pi&ugrave; abbordabili, ad esempio contro gli attacchi di antrace).</p>
<p align="justify">Insomma forse, e diciamo solo forse, il diritto ha avuto ragione sul mercato, proprio come nel 2001 nell&#39;ormai epica battaglia di Mandela per gli antiretrovirali in Sud Africa. E forse, da oggi, questo mondo dalla parte del malato &egrave; un mondo migliore. </p>
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		<title>Gli infortuni sul lavoro in agricoltura</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/06/gli-infortuni-sul-lavoro-in-agricoltura/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 19:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[(clicca l&#39;immagine per consultare le schede informative pubblicate da SPSAL &#8211; Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro &#8211; in collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale della Regione Emilia Romagna)&#160; Le morti bianche sono un argomento di estrema attualit&#224; in questi giorni, grazie ai ripetuti interventi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ausl.mo.it/dsp/pubblicazionionline/coltlasalute.htm"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/coltiviamo_salute_435.jpg" border="0" alt="coltiviamo_salute_435.jpg" /></a></p>
<p align="justify"><em>(clicca l&#39;immagine per consultare le schede informative pubblicate da SPSAL &#8211; Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro &#8211; in collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale della Regione Emilia Romagna)&nbsp;</em></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Le morti bianche sono un argomento di estrema attualit&agrave; in questi giorni, grazie ai ripetuti interventi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha sottolineato come sia inaccettabile<span>&nbsp; </span>farsi male sul luogo di lavoro. Un altro dato, alquanto mortificante, sottolineato dal Capo dello Stato &egrave; l&rsquo;elevatissimo numero di vittime legate a questo infortuno. </p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Comprendere le dinamiche e le tendenze <span>&nbsp;</span>del fenomeno degli infortuni &egrave; il primo passo per poterli prevenire. Anche in agricoltura riscontriamo tale fenomeno, ma per fortuna negli ultimi anni il trend &egrave; in forte calo. Le analisi dell&rsquo;Inail dicono che dal 2001 al 2005, il calo totale delle vittime per infortuni sul lavoro si aggira attorno al 17,5%. Anche per quanto concerne gli infortuni mortali il 2005 ne conta 140 contro i 175 del 2004. Tale decremento &egrave; il risultato di una attivit&agrave; agricola sempre pi&ugrave; modernizzata, tecnologica e quindi sicura. Un dato da tenere in considerazione, per una corretta analisi dei dati sopraccitati, &egrave; il numero di occupanti il settore del lavoro agricolo. Infatti, nel 2005, si sono persi 63.000 posti di lavoro indipendente (circa l&rsquo;11% di tutti i lavoratori del settore primario) anche se &egrave; aumentato il numero di lavoratori dipendenti (circa il 4%) ne risulta che il calo occupazionale &egrave; del 4,3%. Si pu&ograve; quindi affermare che il valore assoluto degli infortuni denunciati &egrave; diminuito con la diminuzione degli occupanti il settore primario.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Di seguito due grafici che sintetizzano il fenomeno degli infortuni e delle morti bianche in Italia.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/mortilavoro_full.jpg" title="mortilavoro_full.jpg"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/mortilavoro_full.miniatura.jpg" border="0" alt="mortilavoro_full.jpg" /></a> <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/infortuni-mortali.jpg" title="infortuni-mortali.jpg"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/infortuni-mortali.miniatura.jpg" border="0" alt="infortuni-mortali.jpg" /></a></p>
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		<title>Uno status per i &#8220;RIFUGIATI DELLA FAME&#8221;</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/06/uno-status-per-i-rifugiati-della-fame/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 18:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Si &#232; conclusa da qualche ora a Ginevra la 5^ Sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell&#39;ONU. La settimana di lavori ha visto all&#39;ordine del giorno temi scottanti (affatto nuovi), tra tutti la situazione in Darfour e quella dei territori palestinesi occupati (decisamente complicatasi in questi ultimi giorni). Come di consueto, tuttavia, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/jean_ziegler.jpg" border="0" alt="jean_ziegler.jpg" /></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Si &egrave; conclusa da qualche ora a Ginevra la 5^ Sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell&#39;ONU. La settimana di lavori ha visto all&#39;ordine del giorno temi scottanti (affatto nuovi), tra tutti la situazione in Darfour e quella dei territori palestinesi occupati (decisamente complicatasi in questi ultimi giorni). Come di consueto, tuttavia, sono stati anche ascoltati e dibattuti i rapporti dei Rapportuers Speciali concernenti le varie aree tematiche dei Diritti Umani e specifiche zone geografiche particolarmente interessate da situazioni di violazione di tali diritti; la presentazione di uno dei pi&ugrave; interessanti e &quot;scomodi&quot; fra questi rapporti si &egrave; tenuta luned&igrave;.  </div>
<div align="justify">Lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il diritto all&#39;alimentazione, Jean Ziegler, non ha usato mezzi toni e nel suo discorso si &egrave; spinto (questa &egrave; una buona notizia), ben oltre le &quot;solite&quot; raccomandazioni. Sar&agrave; raccolto il sassolino lanciato?</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong>L&#39;articolo seguente &egrave; tratto da <a href="http://www.misna.org/">www.misna.org</a></strong>&nbsp;</div>
<div align="justify">
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><em>Uno speciale &lsquo;status&rsquo; temporaneo ai rifugiati provenienti dalle regioni colpite dalla carestia: lo ha proposto il relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all&rsquo;alimentazione, Jean Ziegler, chiedendo al Consiglio del diritti umani dell&rsquo;ONU di elaborare una nuova norma di diritto internazionale per proteggere i &lsquo;rifugiati della fame&rsquo;. &ldquo;La fame in Africa &egrave; conseguenza della politica di &lsquo;dumping&rsquo; agricolo portata avanti dall&rsquo;Unione Europea che accorda sovvenzioni alle produzioni e alle esportazioni dei suoi contadini. Questo massacro peggiora ogni anno e costringe all&rsquo;esilio decine di migliaia di persone soprattutto provenienti dall&rsquo;Africa Subsahariana&rdquo; ha spiegato il sociologo svizzero in un&rsquo;ampia intervista al quotidiano elvetico &lsquo;24 Heures&rsquo; . &ldquo;Disperati, si gettano in imbarcazioni di fortuna sperando di raggiungere le coste occidentali. Migliaia tra loro muoiono lungo la strada, quanto ai sopravvissuti, una volta arrivati vengono mandati indietro. &Egrave; una contraddizione allucinante: l&rsquo;Europa organizza questa miseria e allo stesso tempo criminalizza questi &lsquo;rifugiati della fame&rsquo; invece di accoglierli. &Egrave; imperativo proteggerli&rdquo;. Ziegler ha ricordato che la Convenzione dell&rsquo;ONU sui rifugiati del 1951, &ldquo;tutela le persone perseguite per ragioni razziali, religiose e politiche. Questi criteri sono limitanti&#8230;ma &egrave; impossibile modificarla. Da qui la necessit&agrave; di creare un nuovo strumento giuridico, una sorta di asilo per i &lsquo;rifugiati della fame&rsquo;. La sola istanza che pu&ograve; farlo &egrave; il Consiglio dei diritti umani&rdquo;. Il relatore dell&rsquo;ONU ha anche accusato di &ldquo;ipocrisia&rdquo; la Ue, gli Stati Uniti e il Giappone per le loro politiche di promozione dei cosiddetti bio-combustibili finalizzate a ridurre la dipendenza dal petrolio che, secondo molti critici, mettono a rischio la produzione agricola destinata all&rsquo;alimentazione. &ldquo;Esiste un grande pericolo per il diritto al cibo rappresentato dallo sviluppo dei bio-carburanti. Il prezzo forse sar&agrave; pagato da centinaia di migliaia di persone che moriranno di fame&rdquo; ha detto ancora Ziegler, citato dal portale di informazione &lsquo;Swissinfo&rsquo;.</em></p>
<p><strong>LEGGI L&#39;INTERO DISCORSO DI Jean Ziegler:</strong> <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/ziegler_june-2007_5th-hrc.pdf"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" border="0" alt="pdf_ico_small.jpg" /></a>  </div>
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		</item>
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		<title>QUANTO VALE UNA VITTIMA DI BHOPAL?</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/05/quanto-vale-una-vittima-di-bhopal/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2007 06:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L&#39;annosa vicenda di Bhopal (legata al famoso incidente alla fabbrica chimica della citt&#224; indiana avvenuta il 2 dicembre 1984), si &#232; trascinata per anni, lasciando dietro se una lunga scia di morti (dalle vittime dell&#39;esplosione a quelle che in questi anni hanno sviluppato varie forme di cancro, a quelle che sono state colpite dall&#39;inquinamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asmalldoseof.org/historyoftox/1970-2006/Time_Bhopal.jpg" border="0" width="208" height="276" />&nbsp;</p>
<p align="justify">L&#39;annosa vicenda di Bhopal (legata al famoso incidente alla fabbrica chimica della citt&agrave; indiana avvenuta il 2 dicembre 1984), si &egrave; trascinata per anni, lasciando dietro se una lunga scia di morti (dalle vittime dell&#39;esplosione a quelle che in questi anni hanno sviluppato varie forme di cancro, a quelle che sono state colpite dall&#39;inquinamento delle falde idriche) e l&#39;impunit&agrave; per i repsonsabili della fabbrica, ovvero i responsabili della multinazionale Union Carbide (che si sbarazzarono dell&#39;azienda smembrandola e vendendola a varie multinazionali). L&#39;ultima beffa per le vittime arriva in questi giorni, con la notizia della sentenza della Corte Suprema Indiana che esclude l&#39;aumento degli indennizzi, considerando il numero delle vittime in base alle stime governative (che parlano di 3.000 persone), ben lontante da quelle delle associazioni (che parlano di 15.000 morti). La guerra delle cifre, riguarda anche il numero delle persone indennizzate (17.000 secondo le associazioni, 14.000 secondo il governo, che sostiene peraltro come l&#39;unico ostacolo al risarcimento sia l&#39;impossibilit&agrave; di rintracciare gli interessati)</p>
<p align="justify">ci sar&agrave; mai giustizia per Bhopal?? E&#39; sufficientemente maturo il tempo per un azione seria della comunit&agrave; internazionale sul governo indiano o su quello degli USA?&nbsp; Forse &egrave; arrivato il momento di applicare i principi del Global Compact (l&#39;accordo tra ONU, ONG e Multinazionali per la responsabilit&agrave; sociale d&#39;impresa) al fine di far partire proprio da una sede ONU una grande azione di giustizia che avrebbe vari contraccolpi positivi sulle relazioni internazionali&#8230;. </p>
<p align="justify">Per maggiori informazioni </p>
<p align="justify">http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/atmosferico/7572.php</p>
<p align="justify">&#8230;.oltre ai vari articoli pubblicati da Peacereporter</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>URANIO IMPOVERITO: LA GUERRA CONTINUA</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/04/uranio-impoverito-la-guerra-continua/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 19:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il sito de &#34;La Nuova Ecologia&#34; ci informa di un nuovo significativo (ma ancora insufficente) passo avanti nella ricerca della vierit&#224; sull&#39;uranio impoverito. Il Generale Cecchi, Capo di Stato Maggiore dell&#39;Esercito, ha chiesto il riconoscimento della &#34;causa di servizio&#34; per i militari che hanno contratto tumori a seguito della partecipazione a missioni militari (specie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img src="http://www.promiseland.it/a/img/uranio.jpg" border="0" width="144" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify">Il sito de &quot;La Nuova Ecologia&quot; ci informa di un nuovo significativo (ma ancora insufficente) passo avanti nella ricerca della vierit&agrave; sull&#39;uranio impoverito. Il Generale Cecchi, Capo di Stato Maggiore dell&#39;Esercito, ha chiesto il riconoscimento della &quot;causa di servizio&quot; per i militari che hanno contratto tumori a seguito della partecipazione a missioni militari (specie quelle in Bosnia nel 1995 e Kossovo nel 1997) in cui sono stati utilizzati proiettili contenenti uranio impoverito.</p>
<p style="text-align: justify">Una buona notizia, che segue quella dello stanziamento nella Finanziaria 2007 di fondi per garantire ai militari le cure necessarie. Una notizia che, finalmente, rende esplicita la vicinanza delle alte sfere dell&#39;Esercito ai giovani militari che hanno pagato un prezzo decisamente troppo alto per il loro servizio. </p>
<p style="text-align: justify">Tuttavia, non si pu&ograve; ancora parlare di risarcimento danni, in quanto la Commissione Parlamentare d&#39;Inchiesta non &egrave; riuscita a dimostrare la diretta connessione tra l&#39;esposizione dei militari a queste armi e il sopraggiungere dei tumori. Il Gen. Cecchi ha garantito l&#39;impegno dell&#39;Esercito per arrivare alla verit&agrave;, cos&igrave; come la Sen. Menapace (Presidente della Commissione di Inchiesta)&#8230;.aspettiamo che a questi buoni propositi seguano i fatti&#8230;..anche perch&egrave;, nei giorni scorsi, questa vicenda ha probabilmente prodotto la sua ennesima vittima (46 fino adesso quelle che sarebbero collegate con l&#39;uranio): Giorgio Parlangeli, un ragazzo di ventotto anni (sposato da 3), Caporal Maggiore scelto. </p>
<p>Anche per lui bisgner&agrave; dare delle risposte&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni:&nbsp; </p>
<p>http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/nucleare/7504.php;&nbsp; </p>
<p>http://www.osservatoriomilitare.it/ ; www.uranioimpoverito.it </p>
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		<title>DIRITTO O ECOMAFIE?</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 08:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Diritto o Ecomafie? &#232; la domanda che da anni, almeno dal 1994 (quando legambiente ha cominciato a denunciare la carenza legislativa del nostro paese di fronte al proliferare dell&#8217;affarismo mafioso in materia di rifiuti) ci si pone guardando le mancanze gestionali del nostro territorio. Legambiente, negli ultimi mesi, &#232; tornata a richiamare l&#8217;attenzione delle istituzioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www2.minambiente.it/Sito/pubblicazioni/Collana_RSA/RSA_junior/images/rifiuti.jpg" border="0" width="408" height="291" /><br /> Diritto o Ecomafie? &egrave; la domanda che da anni, almeno dal 1994 (quando legambiente ha cominciato a denunciare la carenza legislativa del nostro paese di fronte al proliferare dell&rsquo;affarismo mafioso in materia di rifiuti) ci si pone guardando le mancanze gestionali del nostro territorio.</p>
<p>Legambiente, negli ultimi mesi, &egrave; tornata a richiamare l&rsquo;attenzione delle istituzioni, disegnando l&rsquo;attuale situazione legislaiva dell&rsquo;Italia (in controtendenza rispetto agli altri stati dell&rsquo;UE): &ldquo;In sostanza, oggi, ad esclusione dell&rsquo;ex art. 53 bis del Decreto Ronchi (oggi art. 260 del nuovo Codice ambientale 152/06) che ha introdotto il delitto di &ldquo;organizzazione di traffico illecito di rifiuti&rdquo;, ci si affida a un debolissimo apparato legislativo.<br /> Ad esempio, nel caso di &ldquo;distruzione o deturpamento di bellezze naturali&rdquo; compiuto mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, la punizione prevista dall&rsquo;art. 734 c.p. &egrave; l&rsquo;ammenda da 1.032 a 6.197 euro: solo qualche spicciolo per la distruzione del nostro patrimonio ambientale. Cos&igrave; come non &egrave; previsto il reato specifico di cava abusiva, che ha fatto scomparire intere montagne, o di furto di opere d&rsquo;arte e reperti archeologici (pi&ugrave; di 46 mila furti negli ultimi trentacinque anni)&rdquo;.  Per maggiori informazioni: http://www.lanuovaecologia.it/categoria/2.php. Intanto, continuano i sequesti di cave per smaltimento illecito (le ultime in provincia di Napoli e Viterbo) </p>
]]></content:encoded>
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		<title>SALVARE L&#8217;INFANZIA POVERA DALL&#8217;AIDS</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2007 07:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Immagine tratta dal sito: http://www.unicef-suisse.ch Un iniziativa dell&#8217;Unicef vuole restituire ai bambini di molte aree disagiate la possibilit&#224; di crescere lontani dal rischio di contagio dal Virus HIV. Un iniziativa che si articola soprattutto su due azioni: evitare il contagio da madre a figlio e favorire la produzione di farmaci antiretrovirali a prezzi accessibili agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/04/981127f_kind_mit_teddybaer_448.jpg" border="0" alt="981127f_kind_mit_teddybaer_448.jpg" /></p>
<p align="justify">Immagine tratta dal sito: http://www.unicef-suisse.ch </p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Un iniziativa dell&rsquo;Unicef vuole restituire ai bambini di molte aree disagiate la possibilit&agrave; di crescere lontani dal rischio di contagio dal Virus HIV. Un iniziativa che si articola soprattutto su due azioni: evitare il contagio da madre a figlio e favorire la produzione di farmaci antiretrovirali a prezzi accessibili agli operatori umanitari che li forniscono alle popolazioni disagiate; per maggiori informazioni: http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/501<br /> Su questo ultimo punto, in particolare, &egrave; in atto un confronto tra la Multinazionale Novartis e le aziende indiane che producono a prezzi accessibili i farmaci necessari alla sopravvivenza dei malati. A questo proposito si &egrave; attivata Medici Senza frontiere (per firmare la petizione on-line per salvare la produzione delle aziende indiane ci si pu&ograve; connettere a</p>
<p align="justify"> http://www.msf.org/petition_india/italy.html). </p>
<p align="justify">Per informarsi sulla posizione di Novartis:</p>
<p align="justify"> http://www.novartis.it/images/LaposizioneNovartis230207.pdf) </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Malaria, primo farmaco no-profit: finalmente qualcosa si muove!</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/03/malaria-primo-farmaco-no-profit-finalmente-qualcosa-si-muove/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2007 20:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto la notizia di un avvenimento importante: finalmente il mercato del farmaco e delle industrie farmaceutiche &#232; riuscito a tagliare un traguardo importante nella lotta all&#8217;accesso dei farmaci per tutti. GINEVRA &#8211; Il primo marzo verr&#224; lanciato un farmaco contro la malaria che si pu&#242; definire rivoluzionario: non &#232; coperto da brevetto, pu&#242; essere copiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto la notizia di un avvenimento importante: finalmente il mercato del farmaco e delle industrie farmaceutiche &egrave; riuscito a tagliare un traguardo importante nella lotta all&rsquo;accesso dei farmaci per tutti.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/09/malaria.jpg" border="0" alt="malaria.jpg" /> </p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal" align="justify"><strong>GINEVRA</strong> &#8211; Il primo marzo verr&agrave; lanciato un farmaco contro la malaria che si pu&ograve; definire rivoluzionario: non &egrave; coperto da brevetto, pu&ograve; essere copiato da chiunque e, pi&ugrave; semplicemente, non ha come scopo il profitto. L&rsquo;Asaq, questo il suo nome, &egrave; frutto di una collaborazione tra &ldquo;Drugs for Neglected Diseases Initiative&rdquo; (Dndi), ente non profit di ricerca e sviluppo fondato nel 2003 da Medici Senza Frontiere, e il laboratorio farmaceutico francese Sanofi-Aventis. E&rsquo; il primo farmaco prodotto secondo i criteri del Dndi che rappresentano novit&agrave; assolute, tanto che il supplemento economico del quotidiano francese &ldquo;Le Monde&rdquo; gli ha dedicato la sua prima pagina, definendolo nel titolo &ldquo;Il farmaco che sconvolge l&rsquo;industria farmaceutica&rdquo;.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Il prezzo di un trattamento intero non dovrebbe superare 1 dollaro per un adulto e la met&agrave; per un bambino. Il farmaco deve il nome alla sua combinazione a dosaggio fisso di Artesunate (AS) e Amodiaquine (AQ) ed &egrave; il primo nato da una collaborazione tra il settore pubblico e privato. La semplice esistenza dell&rsquo;Asaq testimonia sopratutto della nascita di un nuovo modo, ancora sperimentale, di proggettare, sviluppare e produrre farmaci.</p>
<div align="justify"> </div>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal" align="justify">Per comprendere l&rsquo;importanza di queste innovazioni, bisogna risalire al 2001. In Sudafrica prese il via un processo destinato a fare Storia. La grande lobby delle industrie farmaceutiche, ribattezzata &ldquo;Big Pharma&rdquo;, intent&ograve; una causa contro il governo sudafricano per impedire l&rsquo;autoproduzione e l&rsquo;importazione a basso costo dei medicinali per combattere l&rsquo;Aids. L&rsquo;obiettivo era quello di bloccare il Medical Act, una legge del 1997 voluta da Nelson Mandela che autorizzava le industrie sudafricane ad autoprodurre i farmaci per curare l&rsquo;Aids senza doverli acquistare, a costi elevatissimi, dalle multinazionali farmaceutiche. I laboratori, spaventati dalle eventuali ricadute dell&rsquo;iniziativa legale sull&rsquo;opinione pubblica, abbandonarono la causa ma la situazione complessiva non cambi&ograve;. Un simile braccio di ferro ebbe luogo anche in Brasile.</p>
<div align="justify"> </div>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal" align="justify">Il Dndi &egrave; la risposta di Medici senza frontiere a &ldquo;Big Pharma&rdquo;, la lobby dei laboratori farmaceutici. La scelta dell&rsquo;ente &egrave; quella di occuparsi di malattie &ldquo;dimenticate&rdquo; dalla ricerca farmaceutica tradizionale, per le quali i laboratori non hanno interesse economico a sviluppare rimedi. La malaria &egrave; una di queste, una malattia infettiva mortale che colpisce ormai solo zone disagiate del pianeta dove i malati non potrebbero comunque comprare i farmaci a un prezzo di mercato e garantire profitti ai laboratori farmaceutici. Il Dndi si propone di coordinare lo sviluppo di farmaci il cui principio di base &egrave; di essere venduti al prezzo di costo e di non essere coperti da alcun brevetto.</p>
<div align="justify"> </div>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal" align="justify">Il lancio dell&rsquo;Asaq, il &ldquo;no-profit&rdquo; antimalaria, segna l&rsquo;avvento di un nuovo modo di concepire il farmaco, analogo al concetto dei software <em>open source</em>: l&rsquo;invenzione non &egrave; di nessuno e dunque a disposizione di tutti e quindi soggetta via via a migliorie. In questo caso, della vita.</p>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify"><span style="font-size: 11pt">(<em>Repubblica on line -27 febbraio 2007</em>)</span></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LA COMUNITA&#8217; INTERNAZIONALE SFIDA LE CLUSTER</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/02/la-comunita-internazionale-sfida-le-cluster/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2007/02/la-comunita-internazionale-sfida-le-cluster/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2007 10:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2007/02/28/la-comunita-internazionale-sfida-le-cluster/</guid>
		<description><![CDATA[tratto dal sito: http://www.bbc.co.uk/ Venerd&#236; 23 febbraio, nell&#8217;ambito degli incontri diplomatici di Oslo, &#232; stato trovato un accordo tra 46 dei 49 Stati partecipanti, sulla necessit&#224; di produrre entro il 2008 una Convenzione ad hoc per la messa al bando delle Cluster Bombs. Dopo un anno di stallo in sede ONU, quando sembrava che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://news.bbc.co.uk/nol/shared/spl/hi/world/02/military_fact_files/cps_mini_guides/cluster_bomb/img/intro_281.gif" border="0" /></p>
<p align="justify">tratto dal sito: http://www.bbc.co.uk/</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Venerd&igrave; 23 febbraio, nell&rsquo;ambito degli incontri diplomatici di Oslo, &egrave; stato trovato un accordo tra 46 dei 49 Stati partecipanti, sulla necessit&agrave; di produrre entro il 2008 una Convenzione ad hoc per la messa al bando delle Cluster Bombs.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Dopo un anno di stallo in sede ONU, quando sembrava che il miglior risultato raggiungibile, sarebbe stato la produzione di un Protocollo alla gi&agrave; esistente Convenzione contro le armi inumane, &egrave; arrivato questo grande risultato diplomatico. Il Segretario Generale dell&rsquo;ONU Ban Ki Moon sostiene l&rsquo;iniziativa internazionale diplomatica. Cina, Stati Uniti, India, Pakistan, Israele, continuano a escludere il possibile accordo.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Maggiori informazioni le troviamo sul sito della Campagna nazionale Mine</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify"><strong>Stop Cluster Bombs: a Oslo successo internazionale per la messa al bando delle munizioni a grappolo. 46 paesi favorevoli a un trattato sulle cluster bombs</strong></p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Oslo, Norvegia, 23 febbraio &ndash; Uno storico processo per la messa al bando delle cluster bombs, ha avuto inizio a Oslo durante la conferenza internazionale promossa dal Governo norvegese alla quale hanno partecipato 49 stati.<br /> I paesi che hanno preso parte alla conferenza hanno concordato una dichiarazione d&rsquo;intenti che impegna entro il 2008 gli Stati a concludere un nuovo trattato che proibisca le munizioni cluster che causano danni innaccettabili ai civili. Tra gli Stati riuniti a Oslo, solo Giappone, Romania e Polonia non hanno sottoscritto questa dichiarazione. </p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Secondo Thomas Nash, coordinatore della Coalizione per la messa al bando delle cluster bombs, &ldquo;la Comunit&agrave; internazionale ha compiuto oggi uno storico passo per mettere fine una volta per tutte alle cluster bombs. Gli intenti comuni e il senso di urgenza della conferenza ci fanno sperare che entro il 2008 ci sar&agrave; un nuovo trattato sulle munizioni cluster&rdquo;.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Gli Stati coinvolti hanno anche stabilito il calendario dei prossimi appuntamenti per portare avanti questo processo: Lima a Maggio, Vienna a Novembre e Dublino all&rsquo;inizio del 2008.<br /> Il gruppo dei 46 stati che hanno sottoscritto la dichiarazione comprende produttori, utilizzatori e paesi che detengono stock di munizioni cluster. Tra questi anche paesi colpiti da cluster bombs come Afghanistan, Libano e Siria. </p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Secondo Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le Mine, &ldquo;visto questo incoraggiante risultato sarebbe adesso auspicabile che i singoli paesi procedessero con la rapida approvazione delle leggi nazionali di messa al bando oppure con una moratoria delle munizioni cluster, come fatto dall Austria. E in attesa di questa definizione del trattato si potrebbe optare per una moratoria multilaterale come auspicato dall&rsquo;Italia&rdquo;</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Durante la Conferenza governativa si &egrave; tenuto inoltre il Forum della societ&agrave; civile con la presenza di circa 100 partecipanti provenienti da Ong di tutto il mondo. Ci&ograve; sottolinea la crescente determinazione da parte della societ&agrave; civile, affinch&eacute; si arrivi alla conclusione di un nuovo trattato.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LA GUERRA A U238</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/01/la-guerra-a-u238/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 15:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Immagine tratta da www.promiseland.it U238 &#232; il termine tecnico utilizzato per definire l&#8217;uranio impoverito, sostanza utilizzata su larga scala a partire dalle missioni militari di fine anni 90, capaci di provocare gravi danni all&#8217;avversario&#8230;.ma anche alla salute dei militari. Dopo molte attese &#232; arrivato in finanziaria l&#8217;emendamento che finanzia le cure per i militari italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.promiseland.it/a/img/uranio.jpg" border="0" /></p>
<p align="justify">Immagine tratta da www.promiseland.it</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">U238 &egrave; il termine tecnico utilizzato per definire l&rsquo;uranio impoverito, sostanza utilizzata su larga scala a partire dalle missioni militari di fine anni 90, capaci di provocare gravi danni all&rsquo;avversario&hellip;.ma anche alla salute dei militari.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Dopo molte attese &egrave; arrivato in finanziaria l&rsquo;emendamento che finanzia le cure per i militari italiani ancora affetti da patologie ad essa collegate&hellip;&hellip;&hellip;e questa &egrave; una buona notizia che potete approfondire leggendo PEACEREPORTER:</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=7056</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Ma questo &egrave; solo il lieto fine di una vicenda oscura&hellip;&hellip;fatta di passi avanti e indietro nella definizione della Legge Finanziaria&hellip;..un documento dell&rsquo;Osservatorio Militare sulla Salute dei soldati, fondata dal Tenente Leggero, prima iniziativa in Italia per affrontare la materia, osserva la vicenda in tutte le sue sfaccettatre (il documento &egrave; meno recente ed &egrave; stato scritto prima dell&rsquo;emendamento in finanziaria; ve lo proponiamo:</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify"><a href="http://www.osservatoriomilitare.it/osservatorio/comunicati_settimanali/COMUNICATO%20STAMPA%2014%20dicembre%2006%20i%20militari%20richiamano%20all%20ordine%20i%20governo%20sul%20caso%20uranio.pdf">http://www.osservatoriomilitare.it/osservatorio/&#8230;</a></p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">LA GUERRA ALL&rsquo;U238 CONTINUA </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>TEMPI DURI PER LE MULTINAZIONALI DEL TABACCO</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2006/11/tempi-duri-per-le-multinazionali-del-tabacco/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2006/11/tempi-duri-per-le-multinazionali-del-tabacco/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 13:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2006/11/30/tempi-duri-per-le-multinazionali-del-tabacco/</guid>
		<description><![CDATA[immagine tratta da www.bioblog.it Due recenti notizie richiamano l&#8217;attenzione sull&#8217;eterna lotta che vede coinvolti autorit&#224; nazionali, consumatori e multinazionali del tabacco: Tratto da www.Corriere della Sera.it del 25 settembre NEW YORK- Un giudice federale americano ha ammesso la partecipazione a un&#8217;azione giudiziaria collettiva (&#171;class action&#187;) per tutti coloro che hanno acquistato sigarette con le diciture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bioblog.it/wp-content/uploads/2006/04/sigarette.jpg" border="0" /></p>
<p align="justify">immagine tratta da www.bioblog.it</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Due recenti notizie richiamano l&rsquo;attenzione sull&rsquo;eterna lotta che vede coinvolti autorit&agrave; nazionali, consumatori e multinazionali del tabacco:</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Tratto da www.Corriere della Sera.it del 25 settembre</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">NEW YORK- Un giudice federale americano ha ammesso la partecipazione a un&rsquo;azione giudiziaria collettiva (&laquo;class action&raquo;) per tutti coloro che hanno acquistato sigarette con le diciture &laquo;light&raquo; o &laquo;mild&raquo; dopo la loro immissione sul mercato americano, ossia dai primi anni Settanta. Si tratta potenzialmente di decine di milioni di persone, che potranno ottenere una parte dei 200 miliardi di dollari (circa 156 miliardi di euro) della multa alla quale sono state condannati i produttori di sigarette. Una recente sentenza aveva affermato che i produttori di tabacco avevano mentito per anni sapendo bene che le &laquo;sigarette leggere&raquo; contenevano ugualmente una quantit&agrave; elevata di nicotina e catrame e che quindi non era vero che facessero meno male alla salute dei fumatori e di coloro che respiravano il loro fumo pur non avendo mai comprato un pacchetto di sigarette.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Tratto da www.Peace Reporter.it</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Il ministero della Sanit&agrave; saudita, con una nota diffusa ieri, ha fatto sapere che le principali multinazionali del tabacco dovranno risarcire interamente il governo per le spese sanitarie sostenute per i cittadini malati a causa del fumo. Il governo di Riad, dopo aver rifiutato un&rsquo;offerta di conciliazione proposta dalle aziende, ha calcolato in un miliardo di euro all&rsquo;anno l&rsquo;ammontare dei costi sostenuti dalla sanit&agrave; saudita a causa del vizio del fumo, che riguarda un saudita su dieci. In caso di mancato pagamento, le multinazionali saranno bandite dal Paese e non potranno pi&ugrave; vendere i loro prodotti.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Sul caso americano in realt&agrave; pesa il precedente dello scorso agosto, che ha visto le multinazionali &ldquo;graziate&rdquo; in quanto tenute a pagare 10 miliardi di dollari in programmi antifumo per invertire gli effetti delle loro ingannevoli campagne sulle sigarette &ldquo;light&rdquo;, ma che hanno evitato pene e multe pi&ugrave; salate&hellip;.al centro delle polemiche &egrave; finito il procuratore McCallum  che  &egrave; stato accusato di essere stato nominato da Bush proprio per evitare l&rsquo;inflizione di accuse pesanti contro le multinazionali. Un inchiesta del ministero della gustizia lo ha scagionato. Pochi giorni dopo Bush lo ha nominato ambasciatore in Australia </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ONU RIAPRE LA QUESTIONE DELL&#8217;ACQUA</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2006/11/lonu-riapre-la-questione-dellacqua/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2006/11/lonu-riapre-la-questione-dellacqua/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2006 07:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2006/11/22/lonu-riapre-la-questione-dellacqua/</guid>
		<description><![CDATA[Immagine tratto dal sito di Greencross Torna ad affacciarsi sulla scena internazionale il tema dell&#8217;acqua, grazie al Rapporto sullo Sviluppo Umano, che rilancia il tema del diritto di ogni essere umano a usufruire di un quantitativo minimo di acqua potabile. In materia si sono gi&#224; espresse la Convenzione contro ogni forma di discriminazione nei confronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.greencrossitalia.it/ita/acqua/images/bicchiere_s.jpg" border="0" /></p>
<p align="justify">Immagine tratto dal sito di Greencross</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Torna ad affacciarsi sulla scena internazionale il tema dell&rsquo;acqua, grazie al Rapporto sullo Sviluppo Umano, che rilancia il tema del diritto di ogni essere umano a usufruire di un quantitativo minimo di acqua potabile. In materia si sono gi&agrave; espresse la Convenzione contro ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (art.14) e la Convenzione sui diritti del fanciullo (art.24), ponendo cos&igrave; le basi per la definizione di questo importante diritto.<br /> Notizia del Centro Diritti Umani Universit&agrave; di Padova</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Lo scorso 9 novembre 2006 &egrave; stato presentato lo <a href="http://hdr.undp.org/hdr2006/">Human Development Report 2006</a> del <a href="http://www.undp.org/">Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo</a> (UNDP), quest&rsquo;anno intitolato <em>Oltre la scarsit&agrave;: potere, povert&agrave; e la crisi globale dell&rsquo;acqua</em>. Il Rapporto documenta la difficile attuazione in numerose regioni del mondo del diritto all&rsquo;accesso all&rsquo;acqua potabile, identifica le cause che sono alla base della situazione e sottolinea lo stretto legame tra povert&agrave; ed incapacit&agrave; di garantire l&rsquo;accesso all&rsquo;acqua.</p>
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<p align="justify">Secondo i dati pubblicati nel Rapporto, attualmente pi&ugrave; di un miliardo di persone non hanno accesso regolare all&rsquo;acqua potabile e oltre due miliardi e mezzo di individui vivono in precarie condizioni igieniche a causa dell&rsquo;assenza di un adeguato sistema fognario. Oltre a tali costi umani e sociali, la crisi relativa all&rsquo;adeguato approvigionamento dell&rsquo;acqua che riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo incide pesantemente sulla crescita economica di questi Stati.</p>
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<p align="justify">Una volta sollecitate tutte le componenti del Sistema delle Nazioni Unite a considerare il tema come prioritario nell&rsquo;agenda politica dell&rsquo;Organizzazione e delle sue Agenzie ed Istituti specializzati, il Rapporto invita i Governi ad attivarsi urgentemente in materia. In particolare, secondo lo UNDP, &egrave; necessario istituire un apposito <em>Piano d&rsquo;azione globale</em> nell&rsquo;ambito del quale promuovere una serie di azioni e politiche a livello nazionale, regionale ed internazionale che si basino su tre assunti fondamentali: in primo luogo occorre considerare l&rsquo;accesso all&rsquo;acqua un diritto umano fondamentale, in forza del quale ogni individuo deve essere in grado di ricevere almeno 20 litri di acqua pulita al giorno (a titolo gratuito, nel caso delle persone pi&ugrave; svantaggiate); in secondo luogo occorre che i Governi sviluppino dei piani nazionali per l&rsquo;acqua e l&rsquo;igiene personale e si impegnino ad utilizzare almeno l&rsquo;1% del proprio PIL al fine di assicurarne l&rsquo;attuazione; infine, il Piano di azione globale dovrebbe prefiggersi lo scopo di aumentare l&rsquo;entit&agrave; e l&rsquo;efficacia degli aiuti internazionali finalizzati alla promozione dell&rsquo;accesso all&rsquo;acqua. </p>
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		<title>RIPARTIRE DA ZERO NELLA LOTTA ALLA FAME</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2006 14:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<description><![CDATA[Correva l&#8217;anno 1996 quando pi&#249; di 180 capi di stato si riunirono a Roma per assumere il compito di eliminare la fame nel mondo: l&#8217;obiettivo del millennio era quello di dimezzare il numero di persone prive di cibo sufficiente nel mondo entro il 2015. Gi&#224; oggi, nel 2006, la FAO &#232; in grado di ammettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Correva l&rsquo;anno 1996 quando pi&ugrave; di 180 capi di stato  si  riunirono a Roma per  assumere  il compito di eliminare la fame nel mondo: l&rsquo;obiettivo del millennio era quello di dimezzare il numero di persone prive di cibo sufficiente nel mondo entro il 2015. Gi&agrave; oggi, nel 2006, la FAO &egrave; in grado di ammettere che le sue politiche stanno andando da tutt&rsquo;altra parte, dato che il numero di affamati nel mondo &egrave; in aumento. Oggi siamo a 854 milioni, di cui 820 nei PVS, 15 in quelli in transizione e 9 milioni nei paesi industrializzati. Particolarmente preoccupante il caso africano, dove da 169 milioni di affamati si &egrave; passati a oltre 206. Le cause di questo tracollo vengono individuate nel voltafaccia del nord nei confronti del sud del mondo. Da anni gli aiuti allo sviluppo sono al di sotto dello 0,7%  del PIL promesso dai paesi ricchi, inoltre le politiche protezionistiche dei paesi industrializzati rendono impossibile la concorrenzialit&agrave; dei prodotti dei PVS.</p>
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<p align="justify">Da queste analisi occorre ripartire per sviluppare cambiamenti radicali nelle scelte politiche della comunit&agrave; internazionale; &egrave; fin troppo evidente che, adesso, i paesi industrializzati avvieranno misure straordinarie e si aprir&agrave; una poderosa gara di solidariet&agrave;. Ma indubbiamente la sfida &egrave; strutturale, di lungo termine, e va ragionata. Gli autori pi&ugrave; attenti avevano gi&agrave; rilevato la gravit&agrave; insita nei Millennuim Goals dell&rsquo;ONU (poich&egrave; si era passati dalla precedente volont&agrave; di eliminare la fame, all&rsquo;obiettivo di ridurre della met&agrave; gli affamati), che ormai giocano al ribasso e non pongono in essere alcun tipo di vincolo: chi pagher&agrave; per questo fallimento? . Occorre ripensare gli interventi, ridare fiducia alla produzione locale (troppo spesso stranolata dagli affari di alcune multinazionali) e abbassare i dazi doganali (o quanto meno rinegoziare i dazi con i produttori locali). Non sono politiche facili, ne indolore, ma una societ&agrave; complessa si deve porre questi quesiti. L&rsquo;alternativa &egrave; continuare a vedere un sud del mondo sempre pi&ugrave; povero battere con insistenza alle porte dei nostri confini, alimentando un mercato della immigrazione clandestina pericolosissimo per la nostra stessa comunit&agrave; nazionale oltre che per le persone che ne sono vittime, e un disagio sempre pi&ugrave; diffuso per le condizioni di povert&agrave; in cui i migranti vivono anche nei nostri paesi. </p>
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<p class="akst_link">&nbsp;</p>
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		<title>LA GIORNATA MONDIALE DELL&#8217;ALIMENTAZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 12:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[lL 16 ottobre di ogni anno l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura celebra la Giornata mondiale dell&#8217;alimentazione per commemorare l&#8217;anniversario della sua fondazione, avvenuta il 16 ottobre 1945. Il tema della Giornata mondiale dell&#8217;alimentazione e di TeleFood scelto per il 2006 &#232;, &#8220;Investire nell&#8217;agricoltura per la sicurezza alimentare&#8220;. L&#8217;agricoltura, che forse ora svolge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">lL 16 ottobre di ogni anno l&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&rsquo;alimentazione e l&rsquo;agricoltura celebra la Giornata mondiale dell&rsquo;alimentazione per commemorare l&rsquo;anniversario della sua fondazione, avvenuta il 16 ottobre 1945. Il tema della Giornata mondiale dell&rsquo;alimentazione e di TeleFood scelto per il 2006 &egrave;, &ldquo;<strong>Investire nell&rsquo;agricoltura per la sicurezza alimentare</strong>&ldquo;.<br /> L&rsquo;agricoltura, che forse ora svolge un ruolo minore in molte economie industrializzate, deve ricoprire un ruolo di primo piano sulla scena mondiale se vogliamo che sul problema della fame cali finalmente il sipario.<br /> Eppure, gli aiuti esteri a favore di agricoltura e sviluppo rurale continuano a diminuire. Si &egrave; passati dagli oltre 9 miliardi di USD l&rsquo;anno, all&rsquo;inizio degli anni &lsquo;80, a meno di 5 miliardi di USD alla fine degli anni &lsquo;90. Nel frattempo si calcola che circa 854 milioni di persone al mondo restano sottonutrite.<br /> Solo gli investimenti in agricoltura, accompagnati da un&rsquo;adeguata assistenza scolastica e sanitaria, potranno risolvere questa situazione.<br /> A livello mondiale, la maggior parte degli agricoltori &egrave; costituita da agricoltori di piccola scala. Come gruppo, essi sono i maggiori investitori in agricoltura, ma tendono ad avere un accesso inadeguato o precario al cibo. Se questi agricoltori riuscissero ad avere un margine di guadagno dal loro lavoro, essi potrebbero nutrire meglio le loro famiglie per tutto l&rsquo;anno e reinvestire nella loro attivit&agrave; acquistando fertilizzanti, sementi di migliore qualit&agrave; e attrezzature di base.<br /> Sta intanto prendendo forma un nuovo modello di collaborazione fra settore pubblico e privato in materia di sviluppo rurale. Il modello include nuovi metodi per (1) riunire produttori e industria agro-alimentare, (2) definire e far rispettare criteri di qualit&agrave; e standard, (3) rendere pi&ugrave; favorevole il clima per gli investimenti in agricoltura e (4) fornire beni pubblici essenziali, come le infrastrutture rurali.<br /> Gli investimenti infrastrutturali nelle zone rurali, specialmente per quanto riguarda acqua, strade, energia e comunicazioni, hanno un ruolo fondamentale nel promuovere la crescita in agricoltura. Se i paesi riescono a creare le giuste condizioni, &egrave; facile immaginare grandi benefici sia per l&rsquo;agricoltura in genere che per le famiglie degli agricoltori che vivono in povert&agrave;.Ricordiamo che la Campagna ONU per gli obiettivi del Millennio richiede l&rsquo;impegno di tutti i paesi e i popoli del mondo per ridurre della met&agrave; il numero delle persone nel mondo che soffrono la fame, di qui al 2015 </p>
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