<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Come2discuss &#187; Posta in arrivo</title>
	<atom:link href="http://www.come2discuss.net/category/posta-in-arrivo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.come2discuss.net</link>
	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Nov 2011 16:44:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>1 maggio 2010: UN SILENZIO ASSORDANTE</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/04/1-maggio-2010-un-silenzio-assordante/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2010/04/1-maggio-2010-un-silenzio-assordante/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 07:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/?p=1995</guid>
		<description><![CDATA[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. “UN SILENZIO ASSORDANTE” I recenti dati sulla occupazione nel nostro paese registrano nel 2009 una perdita di circa 400.000 posti di lavoro con un decremento rispetto all’anno precedente, circostanza mai verificatasi dal 1995. A tale notizia è stato riservato dalla stampa il relativo spazio ma certo con minor risalto rispetto alle solite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_B17O2w5wVP8/S35nOdGKWxI/AAAAAAAAFnI/OdQQEfA-8AU/s320/firma-costituzione-italiana.jpg" alt="" width="224" height="144" />RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“UN SILENZIO ASSORDANTE”</p>
<p style="text-align: justify;">I recenti dati sulla occupazione nel nostro paese registrano nel 2009 una perdita di circa 400.000 posti di lavoro con un decremento rispetto all’anno precedente, circostanza mai verificatasi dal 1995. A tale notizia è stato riservato dalla stampa il relativo spazio ma certo con minor risalto rispetto alle solite diatribe tra le forze politiche, alla cronaca nera o rosa od altro. Del pari, ad ogni talk show di attualità politica (i pochi in onda dopo l’ultimo blitz censorio) sono presenti – dignitosi e silenziosi testimoni del loro personale e collettivo dramma – delegazioni di lavoratori di aziende già chiuse od a rischio i quali assistono sbigottiti a dibattiti sempre più surreali e comunque sempre lontani da temi politici veri e concreti, nei quali vengono loro riservati pochi minuti per le rituali manifestazioni di solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ pur vero che tanti argomenti di confronto e di scontro politico sono oggi di capitale importanza per la tenuta della nostra democrazia e che è vitale respingere i tanti attacchi che oggi vengono mossi ai principi costituzionali in tema di rispetto dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, di libertà di informazione etc., ma è altrettanto vero che la precondizione di un effettivo ritorno ad una vita pienamente democratica , ad un confronto civile e costruttivo passa attraverso la centralità della questione del lavoro e, quindi, di una giustizia e di un equlibrio sociale che stiamo giorno per giorno perdendo. I padri costituenti lo avevano perfettamente intuito così che il dettato costituzionale che afferma che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, e tutto il coerente e conseguente impianto di norme, muoveva dalla consapevolezza profonda che solo la effettiva attuazione del dirittodovere al lavoro realizza il concreto accesso ai diritti politici per tutti e, di conseguenza, le condizioni per una politica indirizzata al bene di tutti e non di oligarchie politiche ed economiche.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ infatti solo la politica, quella vera, che in una democrazia può dare risposte , i “fatti” che la gente si aspetta. E poiché la politica non nasce , come i tanti pseudo intellettuali hanno in questi anni predicato da dorati salotti televisivi, da freddo tecnicismo o da fantasiosi giuramenti , ma dalla passione civile capace di tradursi in progetti seri , è alla politica che occorre guardare e metter mano. Una politica che respinga gli attuali logori riti e recuperi la sua agghiacciante distanza da ciò che dovrebbe rappresentare , che si riappropri di identità ideale e, quindi, di reali differenze di proposta.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ questo ciò che oggi chiedono i disoccupati, i nostri giovani, i tanti precari e, più in generale tutti quelli che dalla classe politica e dallo Stato pretendono la tutela dei loro diritti ed attenzione per i loro bisogni. Tutti noi, anche chi ha la fortuna di non vivere direttamente il dramma del disagio occupazionale od economico, dovremmo sentirci coinvolti e forse sarebbe di aiuto alla nostra mente , ma ancor più al nostro cuore, sforzarci di immaginare la solitudine nella quale questo sistema ha confinato l’operaio cinquantenne che in un giorno perde il posto di lavoro, il giovane diplomato o laureato costretto a mendicare un lavoro dequalificante o l’insegnante che, dopo decenni di servizio, è ancora precario.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa dovrebbero dire costoro alla classe politica che dovrebbe rappresentarli e tutelarli ?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è questa la società che la nostra Carta Costituzionale disegna ed auspica. Al contrario l’architettura costituzionale pone al centro la personalità umana con le sue potenzialità e responsabilità e con i suoi corrispondenti diritti ed aspettative , e mette al servizio di tutti i cittadini la politica e la libera impresa economica che sono pertanto grandi opportunità di comune convivenza e sviluppo civile ed economico e non, come oggi, padrone del nostro destino e strumento del potere di caste separate poco o nulla interessate dai problemi della gente.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ infatti l’assenza di una vera classe dirigente, vera per competenze ed indipendenza, che impedisce che tutti gli enti che sul territorio dovrebbero garantire sviluppo e legalità, e quindi tutela dei diritti ed occupazione, producano alcuna attività se non quella di garantire clientele. Anche l’impresa non sfugge a questa logica tanto che il rapporto non è più col territorio e le sue esigenze e potenzialità ma con la classe politica in un rapporto di intimità sempre più evidente. Sembra infatti che la consuetudine tutta italiana di socializzare le perdite e privatizzare i profitti non sia tramontata, mentre occorrerebbe farsi carico di nuove responsabilità sociali per il bene di tutti e, in ultima analisi, delle stesse imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo circuito negativo va contrastato, ed il primo atto concreto è prendere atto del “silenzio assordante” di tanti nostri concittadini che oggi vivono in solitudine il problema del lavoro e lottare contro ciò anzitutto con la nostra attenzione. Certo siamo ben consapevoli che non è facile invertire una tendenza tanto radicata , non è facile uscire dalla ubriacatura dell’egoismo sociale per ricostruire il senso del dovere e della solidarietà. In particolare la nostra Comunità, quella Casertana, ha bisogno di riappropriarsi del valore profondo della antica denominazione di “Terra di Lavoro” che ha significato per decenni sobrietà, dedizione, sacrificio.</p>
<p style="text-align: justify;">“Carta 48” pone pertanto al centro il tema del lavoro e di un corretto funzionamento delle istituzioni, con la speranza di offrire un contributo alla ripresa di un dibattito civile e politico vero e non rituale, ma anche per l’urgenza di dare, nel proprio piccolo, una voce a tanti nostri concittadini confinati nel silenzio. E’ per queste ragioni , per le quali lavoreremo, che invitiamo tutti a dare un contributo, con le loro idee e proposte, ma soprattutto con la generosità ideale di chi vuole partecipare.</p>
<p style="text-align: justify;">Associazione Carta ‘48</p>
<p style="text-align: justify;">Caserta 29 aprile 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.come2discuss.net/2010/04/1-maggio-2010-un-silenzio-assordante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dialoghi di pace&#8230;</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2009/02/1033/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2009/02/1033/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 17:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/?p=1033</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo&#8230; Volevo segnalare questo blog: http://gaza-sderot.blogspot.com ; è scritto da 2 amici, un palestinese del campo profughi Sajaia di Gaza, che si firma peace man, ed un israeliano di sderot, che si firma hope man. è un tentativo secondo me stupendo e commovente di capirsi, da una parte all&#8217;altra del fronte, di fornirsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Riceviamo e pubblichiamo&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1034" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/02/blog-gaza-israele.jpg" alt="" width="200" height="56" />Volevo segnalare questo blog: <a href="http://gaza-sderot.blogspot.com/" target="_blank">http://gaza-sderot.blogspot.com</a> ; è scritto da 2 amici, un palestinese del campo profughi Sajaia di Gaza, che si firma peace man, ed un israeliano di sderot, che si firma hope man. è un tentativo secondo me stupendo e commovente di capirsi, da una parte all&#8217;altra del fronte, di fornirsi notizie vere e non manipolate come quelle dei media di entrambi i lati, e di far capire ciascuno alla propria gente e a quella &#8220;avversaria&#8221; che anche &#8220;il nemico&#8221; ha i suoi stessi problemi, e vuole la pace..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.come2discuss.net/2009/02/1033/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Campagna virale di adozioni a distanza di SOS Villaggi dei Bambini</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/05/campagna-virale-di-adozioni-a-distanza-di-sos-villaggi-dei-bambini/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2007/05/campagna-virale-di-adozioni-a-distanza-di-sos-villaggi-dei-bambini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 May 2007 13:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2007/05/29/campagna-virale-di-adozioni-a-distanza-di-sos-villaggi-dei-bambini/</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo una segnalazione ricevuta via email. Buongiorno, con piacere vi segnalo Aiutarli a crescere ti far&#224; volare, la campagna virale di adozioni a distanza di SOS Villaggi dei Bambini resa possibile grazie all&#39;aiuto di Windows Live Messenger e UniCredit PrivateBanking.&#160; www.adozionidistanza.it/volare Con l&#39;auspicio che possiate diffondere la notizia e partecipare in prima persona, vi ringrazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo una segnalazione ricevuta via email.</p>
<p><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/campagna-aiutarli-a-crescere.jpg" border="0" alt="campagna-aiutarli-a-crescere.jpg" /></p>
<p style="text-align: justify"> Buongiorno, con piacere vi segnalo Aiutarli a crescere ti far&agrave; volare, la campagna virale di adozioni a distanza di SOS Villaggi dei Bambini resa possibile grazie all&#39;aiuto di Windows Live Messenger e UniCredit PrivateBanking.&nbsp;   <a href="http://www.adozionidistanza.it/volare">www.adozionidistanza.it/volare</a></p>
<p style="text-align: justify">Con l&#39;auspicio che possiate diffondere la notizia e partecipare in prima persona, vi ringrazio in anticipo.  </p>
<p style="text-align: justify">Buona giornata  Chiara Tuscano</p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-weight: bold">COMUNICATO STAMPA &#8211;  AIUTARLI A CRESCERE TI FARA&#39; VOLARE:</span>&nbsp;  <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/comunicato-stampa_aiutarli-a-crescere.pdf"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" border="0" alt="pdf_ico_small.jpg" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.come2discuss.net/2007/05/campagna-virale-di-adozioni-a-distanza-di-sos-villaggi-dei-bambini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Posta in arrivo: notizie dalla rete.</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/04/posta-in-arrivo-notizie-dalla-rete/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2007/04/posta-in-arrivo-notizie-dalla-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Apr 2007 14:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2007/04/07/posta-in-arrivo-notizie-dalla-rete/</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo alcune notizie segnalateci da Grazia qualche tempo fa. Vi aspettiamo come sempre nei commenti&#8230; TENNIS E PARITA&#8217; TRA I SESSI Dalla prossima estate le tenniste che vinceranno il torneo di Wimbledon avranno finalmente &#8230; CONTINUA GAS SERRA, GLI STATI UNITI SI INFIAMMANO Dopo la task force istituita dalla Confindustria britannica e l&#8217;ammorbidimento della posizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo alcune notizie segnalateci da Grazia qualche tempo fa. Vi aspettiamo come sempre nei commenti&hellip;</p>
<p><strong><span class="mainpage">TENNIS E PARITA&rsquo; TRA I SESSI</span></strong><br /> Dalla prossima estate le tenniste che vinceranno il torneo di Wimbledon avranno finalmente &hellip; <a href="http://www.avvenimentionline.it/content/view/1187/130/"><em>CONTINUA</em></a></p>
<p><strong>GAS SERRA, GLI STATI UNITI SI INFIAMMANO<br /> </strong></p>
<p>Dopo la task force istituita dalla Confindustria britannica e l&rsquo;ammorbidimento della posizione di ExxonMobil (Vedi <em>Left</em> n.4 del 26 gennaio 2007), cresce il dibattito sull&rsquo;impatto economico dei cambiamenti climatici e si moltiplicano le iniziative&hellip; <a href="http://www.avvenimentionline.it/content/view/1150/148/"><em>CONTINUA</em></a> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.come2discuss.net/2007/04/posta-in-arrivo-notizie-dalla-rete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal Ciad: Natale di Vita</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2005/12/dal-ciad-natale-di-vita/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2005/12/dal-ciad-natale-di-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2005 11:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don egidio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Missione]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2005/12/19/dal-ciad-natale-di-vita/</guid>
		<description><![CDATA[(continua il contatto con don Egidio e con il Ciad&#8230;) Nel villaggio di Doguigui, ad 8 Km. dalla citt&#224;, abbiamo aiutato un gruppo di genitori ad avviare una scuola per i pi&#249; piccoli gi&#224; in et&#224; scolare: i bambini di 6-7 anni non ce la farebbero a percorrere a piedi i 6+6 Km. fino alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://mioblog.net/come2discuss/images/perarticolociad2.jpg" border="0" /><br /> <em>(continua il contatto con don Egidio e con il Ciad&hellip;)</em></p>
<p>Nel villaggio di Doguigui, ad 8 Km. dalla citt&agrave;, abbiamo aiutato un gruppo di genitori ad avviare una scuola per i pi&ugrave; piccoli gi&agrave; in et&agrave; scolare: i bambini di 6-7 anni non ce la farebbero a percorrere a piedi i 6+6 Km. fino alla scuola pi&ugrave; vicina (lo &rsquo;scuola-bus&rsquo; qui &egrave; ancora da inventare), e comincerebbero la scuola in ritardo.  I genitori hanno costruito l&rsquo;&rdquo;edificio&rdquo;: 5 x 3 metri, naturalmente chiusi con pali e stuoie e coperti con paglia. Noi abbiamo portato un tavolo, una sedia ed una lavagna, mentre i &ldquo;banchi&rdquo; sono del posto: alcuni pezzi di tronchi d&rsquo;albero per terra.  Noi ci impegniamo a pagare il maestro: 22,00  &euro; al mese, secondo lo stipendio dei maestri volontari nelle scuole comunitarie!&hellip; e siccome abita in citt&agrave;, si fa ogni giorno 16 Km. in bicicletta&hellip;<br /> Qui in un quartiere, invece, si sta ultimando la costruzione del &ldquo;Centro culturale NICOLA&rdquo;: con la sua biblioteca, servir&agrave; come appoggio di studio per gli alunni del quartiere. Ma intanto nelle due stanze quasi ultimate funziona gi&agrave; un corso di alfabetizzazione per adolescenti che non hanno mai messo piede a scuola: una quarantina sono presenti ogni mattina.  Qui abbiamo provveduto i tavoli, con relative panche: pi&ugrave; avanti serviranno per gli utenti della biblioteca. I maestri sono due ragazzi che hanno concluso i loro studi e che sono stati preparati ad hoc da un responsabile di comunit&agrave;: impegnato nel settore educazione dello stato, si &egrave; offerto spontaneamente per questo. Anche i due ragazzi-maestri ricevono i loro bravi 22,00  &euro;  al mese!<br /> Parecchi giovani erano soliti venir a chiederci aiuto in denaro, per i pi&ugrave; svariati motivi: per i quaderni o la divisa della scuola, per qualche malessere fisico proprio o di qualcuno della famiglia, per aggiustare la bicicletta, per iscriversi a qualche concorso pubblico&hellip;   Naturalmente non abbiamo mai imboccato la strada dell&rsquo;elemosina: non sarebbe vero aiuto e creerebbe solo dipendenza.  Abbiamo invece pensato di creare lavoro: chi ha bisogno di soldi, se li guadagni.  Cos&igrave; &egrave; partita anche l&rsquo;iniziativa degli orti:  le suore hanno messo a disposizione un loro terreno gi&agrave; recintato; abbiamo provveduto ad aprire un pozzo, che fornir&agrave; l&rsquo;acqua necessaria;  abbiamo acquistato gli attrezzi necessari (zappe, pale, secchie ed annaffiatoi, qualche carriola, un carrettino a mano); su un angolo del terreno, un magazzino rustico per custodire il tutto&hellip;  E cos&igrave;, una ventina di giovani passano alcune ore al giorno attorno alle loro aiuole: da qui a 30-40 giorni avranno i loro pomodoro, radicchi, carote da vendere, ed i soldi di cui hanno bisogno.<br /> I bambini di Doguigui, gli adolescenti dell&rsquo;alfabetizzazione, i giovani degli orti&hellip; anche per loro &egrave; Natale: una speranza nuova, una possibilit&agrave; di impegno diverso, qualcosa di nuovo nella loro vita, un inizio di VITA pi&ugrave; vera.<br /> Ho raccontato tutto al plurale: lo si fa assieme, voi e noi. Tutto questo &egrave; possibile grazie a quanto voi avete condiviso e ci avete affidato. Grazie anche al vostro &ldquo;pranzo di Natale&rdquo;, in cui riservate uno o pi&ugrave; posti per i fratelli ciadiani. Giunga a tutti, grande grande, la loro, e nostra, riconoscenza pi&ugrave; vera: &egrave; bello &ldquo;essere&rdquo; Natale-Vita gli uni per gli altri!   </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.come2discuss.net/2005/12/dal-ciad-natale-di-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal Ciad: numeri di schiavitù</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2005/12/dal-ciad-numeri-di-schiavitu/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2005/12/dal-ciad-numeri-di-schiavitu/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2005 09:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don egidio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Missione]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2005/12/17/dal-ciad-numeri-di-schiavitu/</guid>
		<description><![CDATA[(Testimonianze inviateci da un caro amico missionario in Ciad che condivide cos&#236; con noi e voi le sue esperienze&#8230;) Da qualche anno il Ciad fa parte della stretta cerchia dei paesi produttori di petrolio; le sue riserve sono oggi calcolate dai 3 ai 5 miliardi di barili, ma gran parte del territorio &#232; ancora da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://mioblog.net/come2discuss/images/fotoafrica.JPG" border="0" /><br /> <em>(Testimonianze inviateci da un caro amico missionario in Ciad che condivide cos&igrave; con noi e voi le sue esperienze&hellip;)</em></p>
<p>Da qualche anno il Ciad fa parte della stretta cerchia dei paesi produttori di petrolio; le sue riserve sono oggi calcolate dai 3 ai 5 miliardi di barili, ma gran parte del territorio &egrave; ancora da esplorare.<br /> Attualmente il petrolio ciadiano &egrave; gestito da due compagnie statunitensi (Esso e Chevron) e da una della Malesia. Lo pagano a poco pi&ugrave; di 15,50 dollari il barile: da confrontare con i prezzi internazionali in vigore!  Dall&rsquo;ottobre 2003 ad agosto 2004 esse hanno messo sul mercato internazionale petrolio ciadiano, per un importo di 900 milioni di dollari: al Tchad sono stati pagati 40 milioni di dollari, cio&egrave; il 4,5%. E del poco che qui arriva, il 50% &egrave; incamerato direttamente dal governo, il 10% se lo prendono i vari capi locali, e per la vita del popolo resta il 40%.<br /> In compenso, la gente deve subirsi tutti i danni ambientali che l&rsquo;esplorazione del petrolio comporta:  la distruzione della vegetazione nativa ed anche di superfici coltivate &#8211; i prodotti chimici, che rendono sterili i terreni &#8211; le scorie di ogni sorta lasciate a cielo aperto &#8211; soprattutto l&rsquo;inquinamento delle falde acquifere.<br /> Inoltre, assiste impotente alla  distruzione del patrimonio culturale e tradizionale,  di aree per loro sacre e di cimiteri, con le indenizzazioni irrisorie che ne riceve: un grande albero sacro, importantissimo per pi&ugrave; villaggi, &egrave; stato indenizzato con 45,00  &euro;, e due siti culturali tradizionali con 180,00  &euro;!<br /> Pi&ugrave; gravi sono  le difficolt&agrave; sociali  che deve affrontare:  violazione di elementari diritti umani: un&rsquo;azione giudiziaria mossa da oltre 1000 ex-lavoratori ha portato alla condanna delle compagnie, ma &egrave; intervenuto il console degli Stati Uniti ed ha messo tutto a tacere! &#8211; spostamenti massicci di mano d&rsquo;opera, con forti riflessi negativi sulla vita delle famiglie &#8211;  aumento delle malattie, sia per la polvere dei veicoli, sia per l&rsquo;inquinamento dell&rsquo;aria con i componenti del petrolio portato in superficie  &#8211;  con l&rsquo;arrivo dei &lsquo;bianchi ricchi&rsquo;, il costo di vita &egrave; in continua crescita.</p>
<p>Da quanto sopra, si intuisce che il petrolio ciadiano viene &ldquo;svenduto&rdquo;, e che la popolazione &egrave; vittima, non beneficiaria del suo sfruttamento: &egrave; costretta a pagare un pesante tributo, in termini finanziari, sociali ed ambientali.  A conferma della regola mondiale: i poveri saranno sempre pi&ugrave; poveri, i ricchi sempre pi&ugrave; ricchi&hellip;, a prezzo della schiavit&ugrave; dei poveri.<br /> La societ&agrave; sta tentando organizzarsi; tra l&rsquo;altro, ha lanciato un appello alla Banca Mondiale &ldquo;per uno sfruttamento giusto del nostro petrolio&rdquo;:  essa ha risposto&hellip; picche, con il pretesto che quanto pi&ugrave; si estrae pi&ugrave; si potr&agrave; combattere la povert&agrave; in Ciad!  </p>
<p>E noi, Chiesa ciadiana?  I vescovi si sono espressi con chiarezza ancor  prima che il governo firmasse i contratti con le compagnie, esortando a non aver fretta, a migliorarli: sono stati accusati di antipatriottismo!  Ora ci si sforza di appoggiare in ogni maniera le organizzazioni in difesa della gente: il petrolio se ne va, ma ci obbliga a prendere posizione, a tener viva la speranza tra questi nuovi &ldquo;schiavi&rdquo;, nostri fratelli.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.come2discuss.net/2005/12/dal-ciad-numeri-di-schiavitu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un incontro, una storia&#8230;</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2005/11/un-incontro-una-storia/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2005/11/un-incontro-una-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2005 23:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Missione]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/index.php/2005/11/25/un-incontro-una-storia/</guid>
		<description><![CDATA[Come gi&#224; scritto in questo spazio, &#232; iniziato il GIM! Non fai neanche tempo a dire &#8220;&#232; appena iniziato&#8221;, che gi&#224; ci &#8220;Stai Dentro&#8221;. Da Ottobre infatti, anch&#8217;io sto avendo la possibilit&#224; di provare a vivere questa forte proposta di &#8220;Giovane Impegno Missionario&#8221;. Un momento che durante il week-end Gim, mi porta a stare dentro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Come gi&agrave; scritto in questo spazio, &egrave; iniziato il GIM! Non fai neanche tempo a dire &ldquo;&egrave; appena iniziato&rdquo;, che gi&agrave; ci &ldquo;Stai Dentro&rdquo;. Da Ottobre infatti, anch&rsquo;io sto avendo la possibilit&agrave; di provare a vivere questa forte proposta di &ldquo;Giovane Impegno Missionario&rdquo;. Un momento che durante il week-end Gim, mi porta a stare dentro a questo tempo di riflessione con profondit&agrave;, &egrave; l&rsquo;incontro con i testimoni. Il  12 e 13 Novembre il tema in questione era: &ldquo;Dal monopolio alla Condivisione&rdquo; e alla Domenica pomeriggio ci &egrave; stata donata la testimonianza di Joseph Mumbere Musanga. Joseph  &egrave; un Missionario Comboniano Congolese che ha passato questo ultimo periodo in Italia a studiare, per ritornare tra qualche mese dal suo popolo. Abbiamo avuto modo di ascoltare la sua storia e quindi di ascoltare anche la storia della Repubblica Democratica del Congo. A Joseph poi ho raccontato di questo blog dato che questo spazio web si nutre anche di esperienze, ed ecco che Joseph mi ha scritto proponendomi di condividere con voi questa storia&hellip; Lascio all&rsquo;arte africana del raccontare la conclusione; alla prossima condivisione.f</em></p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify"><strong>LA STORIA DEL CONGO RACCONTATO DA UN ANZIANO AI SUOI NIPOTI</strong><br /> <em>(<strong><a href="http://digilander.libero.it/come2discuss/la%20storia%20del%20congo.pdf">clicca qui</a></strong> per scaricarla in formato pdf)</em></p>
<div align="justify"> Figli miei carissimi, vorrei raccontarvi una storia, la storia del nostro Paese. Con questa storia vorrei invitarvi a non dimenticare il vostro passato, a non dimenticare da dove venite, a non dimenticare il perch&eacute; delle nostre guerre, delle nostre sofferenze. Oggi vi parler&ograve; della storia del Congo fino alla sua accessione all&rsquo;indipendenza, perch&eacute; &egrave; questo periodo che spiega tutto ci&ograve; che stiamo vivendo oggi. Se capite bene cosa sia cambiato in questo periodo della nostra storia nei cuori dei diversi popoli del Congo, allora potrete comprendere anche la guerra che ci sta massacrando oggi.&nbsp;  </div>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Il Congo, con i suoi confini di oggi, &egrave; nato come un giardino botanico e zoologico del Re del Belgio Leopoldo II nel 1885. Voi vi chiedete sicuramente, perch&eacute; dico come giardino botanico e zoologico (che significa giardino di pianti, alberi e animali), ma i nostri antenati dove erano? Si, infatti, per questo re, nel suo giardino non vi erano delle persone umane: vi erano le diverse piante, la foresta, i fiori, la ricchezza del suolo e del sottosuolo, per quanto riguarda il botanico; vi erano gli animali, come leoni, gorilla, serpenti, e cosi via, per quanto riguarda lo zoologico. Tra questi animali si contavano i nostri antenati, visti come animali all&rsquo;immagine vicina a quella dell&rsquo;uomo. Erano chiamati uomini senza anima, dunque animali un po&rsquo; pi&ugrave; sviluppati del gorilla. Ad esempio, i primi bianchi che sono arrivati in Congo, chiamavano i nostri antenati &ldquo;Macaque&rdquo; che significa scimmia. Allora, vedete come il Congo &egrave; nato come Paese senza che nessuno pensasse ai popoli che vi abitavano. I nostri popoli, suddivisi in regni tribali, con strutture socio-politiche proprie, non esistevano agli occhi del grande sovrano del Belgio e di tutti i potenti che si erano riuniti a Berlino per dividere tra di loro l&rsquo;Africa come un pezzo di torta. I nostri antenati erano considerati allo stesso livello degli animali. Dalla loro dignit&agrave; umana, dei loro diritti non se ne fregava nessuno.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Figli miei carissimi, capite come &egrave; nata la nostra grande nazione nel cuore dell&rsquo;Africa. Come nazione siamo scaturiti da una nullit&agrave; di dignit&agrave; umana, da una nullit&agrave; di diritto alla vita e alla libert&agrave;. Nessuno aveva chiesto ai nostri antenati se volessero una nazione cos&igrave; grande, nessuno ha chiesto loro, se fossero d&rsquo;accordo con i confini del nuovo Congo decisi a Berlino, nessuno ha chiesto il loro parere per la gestione del nuovo giardino. I nostri antenati non esistevano come uomini; ci&ograve; che contava e che era da custodire e da difendere per tutti i costi erano le ricchezze di questo giardino privato del re del Belgio. Nel 1908, il re Leopoldo II, scoprendo che il suo giardino era cos&igrave; ricco e che aveva delle ricchezze pi&ugrave; che sufficienti per tutto il suo popolo, ne fece un regalo di Natale alla nazione belga. Cos&igrave; il Congo divenne Colonia belga, non perch&eacute; il re aveva scoperto che ci fossero anche delle persone, la quale umanit&agrave; e cultura si potevano unire all&rsquo;umanit&agrave; e alla cultura belga e sviluppare cos&igrave; un&rsquo;identit&agrave; umana comune, piena di rispetto e di riconoscimento dei diritti e doveri di ciascuno, ma perch&eacute; le risorse del giardino potevano rendere il piccolo e, in quei tempi, povero Belgio una potenza economica nel cuore dell&rsquo;Europa. Dunque anche questo regalo natalizio non cambi&ograve; nulla per quanto riguarda la considerazione della dignit&agrave; dei popoli che vivevano nei confini del giardino del re. Al contrario, i nostri antenati venero visti come una forza lavoratrice senza diritti per far crescere l&rsquo;economia belga e sviluppare il piccolo Paese che entra ottanta volte nel suo giardino. L&rsquo;unica cosa che cambi&ograve; fu il fatto che i nostri antenati non erano pi&ugrave; visti come uomini senza anima, liberi nel gran giardino di organizzarsi sociopoliticamente, religiosamente e culturalmente secondo le loro tradizioni. Con l&rsquo;inizio della colonia dovevano essere governati dal potere coloniale, dovevano dimenticare, cancellare nella loro mente la loro identit&agrave; culturale, il loro modo di essere, di vivere per abbracciare con forza il modo di essere, di vivere e di comportarsi che veniva loro imposto. Io che ho vissuto questo tempo vi dico, figli miei, che eravamo colonizzati con un braccio di ferro, non avevamo nessuna dignit&agrave;, nessun diritto tranne quelli di obbedire o di morire. La colonizzazione ha dunque inculcato nella nostra mente che un negro ha soltanto due diritti: il diritto all&rsquo;obbedienza cieca a tutto ci&ograve; che comanda il capo bianco, o alcuni dei nostri che i colonialisti usavano per incrementare la politica del &ldquo;dividere per regnare&rdquo; e il diritto alla morte se uno si ribellava o non ce la faceva pi&ugrave;. Vivere significava obbedire agli ordini in tutti gli ambiti della vita e non obbedire significava morire.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Nel 1960, la colonia fu scossa all&rsquo;improvviso dal vento nuovo della richiesta delle indipendenze che soffiava su tutta l&rsquo;Africa. Alcuni Paesi africani ricevevano l&rsquo;indipendenza. Davanti a questo fatto, i capi della colonia belga non sapevano pi&ugrave; a qual santo rivolgersi, le pressioni locali e internazionali pesavano fortemente su di loro. Per la prima volta si resero conto che avevano governato senza pensare ai popoli del Congo, alla loro dignit&agrave;, al loro futuro. In quel tempo, nell&rsquo;anno 1960, vi era soltanto un congolese laureato in giurisprudenza. Si pensava di prendersi un periodo di pi&ugrave; o meno trenta anni per preparare il Paese all&rsquo;indipendenza. Ma la tenacia del leader congolese Lumumba e di altri uomini e donne coraggiosi obbligarono il Belgio a concedere l&rsquo;indipendenza in fretta, senza nessuna preparazione con tutta la probabilit&agrave; che il futuro del nuovo Paese indipendente si chiamer&agrave; &ldquo;caos&rdquo;. Il Congo divenne dunque &ldquo;indipendente&rdquo;, non perch&eacute; questa indipendenza era il risultato di una certa crescita dei popoli congolesi che prima erano organizzati socio-politicamente e culturalmente in regni tribali, poi colonizzati socio-politicamente, e che avevano adesso raggiunto un&rsquo;identit&agrave; nazionale matura con la possibilit&agrave; di riconciliare i valori socio-politici delle loro culture con quelli occidentali, ma perch&eacute; il vento delle indipendenze era cos&igrave; forte che il piccolo Belgio non poteva resistere, dopo che questo vento aveva fatto crollare i colossi coloniali come la Francia e l&rsquo;Inghilterra. I popoli congolesi entrarono dunque nel vento delle indipendenza senza pi&ugrave; sapere chi erano prima; non si sapeva come interpretare questa indipendenza: i regni tribali di prima della colonizzazione ritrovavano la loro sovranit&agrave; negata, o era veramente nata una nuova nazione con una nuova identit&agrave;? A questa domanda, l&rsquo;indomani della indipendenza ha dato immediatamente risposta. Il povero leader Lumumba e capo eletto del governo, avendo tanti nemici dentro e fuori il Paese e non avendo mezzi forti per mantenere l&rsquo;unit&agrave; e la sicurezza, fu il primo a pagare le conseguenze della nascita non preparata e caotica della nazione congolese. Egli fu ucciso sei mesi dopo l&rsquo;indipendenza. Da quel momento il caos &egrave; rimasto padrone nel Congo. Un caos voluto, sia per giustificare la dittatura che seguir&agrave;, sia per permettere lo sfruttamento illegale delle ricchezze del suolo e del sottosuolo congolese. Un caos organizzato, perch&eacute; le persone umane viventi nei confini del Congo, non hanno mai interessato nessuno. La loro dignit&agrave;, il loro diritto di vivere in pace, semplicemente secondo le loro usanze non giocavano un ruolo importante nelle decisioni che si prendevano sul futuro del Congo sia al livello nazionale che al livello internazionale. Questa &egrave; la nostra origine come nazione. </p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Figli miei, spero che vediate adesso pi&ugrave; o meno chiaro da dove vengono i nostri guai. Mi soffermo oggi qui dicendovi una ultima cosa. Io sto per finire il mio pellegrinaggio sulla terra, siete voi che costruirete il Congo di domani. Il Congo rimarr&agrave; molto fragile, fino a quando noi Congolesi, particolarmente voi giovani, non capiremo tre cose: </p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">1) La prima cosa che dobbiamo comprendere &egrave; che il corso della storia ci ha messi insieme senza che noi lo decidessimo, perch&eacute;, senza la colonizzazione, ciascuno di noi sarebbe legato soltanto alla sua trib&ugrave;. La storia non torna mai indietro, essa continua il suo corso pro o contro la volont&agrave; di quelli che la vivono. L&rsquo;importanza &egrave; di trarne sempre una lezione per poter programmare e costruire bene il futuro. Il futuro del Congo non sar&agrave; pi&ugrave; un futuro di regni tribali. La sfida del futuro &egrave; di costruire dalla ricchezza delle nostre culture tribali un&rsquo;identit&agrave; nazionale forte. Siamo condannati a l&rsquo;unit&agrave;, perch&eacute; se non siamo uniti, se noi continuiamo a prestare ascolto agli appelli di divisione in modo tribale, giocheremo sempre il gioco di quelli a cui interessano soltanto le ricchezze del nostro suolo e sottosuolo. Le nostre divisioni porteranno sempre guerre, e le guerre ci offriranno la morte e il saccheggio delle nostre ricchezze. </p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">2) La seconda cosa su cui dobbiamo lavorare &egrave; ridarci la dignit&agrave; umana. Il modo con cui i capi colonialisti si comportavano verso i loro subalterni &egrave; stato copiato dai nostri capi. Anche loro continuano a riconoscere soltanto due diritti a chi &egrave; subalterno: obbedire o morire. La dittatura si fondava su questo leitmotiv. Dunque bisogna ridare dignit&agrave; alla nostra gente. Bisogna che la carta dei diritti umani sia il fondamento della futura nazione congolese. Soltanto cos&igrave; avremo la possibilit&agrave; di sopravvivere nel futuro del mondo globalizzato.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">3) La terza cosa su cui dobbiamo lavorare &egrave; la pace, la pace che non significa il tacere delle armi, delle bombe, ma che significa il rifiuto totale della violenza come modo di risolvere i conflitti. Questo No alla violenza deve partire dal segreto dei nostri cuori, passando per le nostre famiglie fino a giungere ai livello pi&ugrave; alti del governo dello stato e delle relazioni internazionale. Perch&eacute; la violenza genera solo violenza e morte, ma la non-violenza genera vera pace, riconciliazione, perdono e solidariet&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Figlioli carissimi, per oggi basta. Tornate a casa, e non dimenticate la vostra storia, la storia che ha fatto che oggi, in tutto il mondo, vi chiamano CONGOLESI. E solo nel ricordare questa storia, che costruirete un futuro Congo migliore del passato.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.come2discuss.net/2005/11/un-incontro-una-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

