mag
24
2009
0

Campi Di Lavoro 2009

Un abbraccio di pace!

Abbiamo una proposta importante per te che sei giovane e credi che la vita ha senso solo se donata e condivisa. Fuori dai luoghi comuni, vogliamo offrirti alcuni giorni di servizio e ascolto della REALTA’ e della PAROLA DI DIO. Insieme, nella condivisione e nel lavoro, saremo accolti in realtà di speranza e di impegno concreto per la giustizia, la legalità, l’accoglienza e la fraternità. Non si vive la missione per corrispondenza: la solidarietà è una scelta di vita. Diventa protagonista di questa storia offrendoti un’estate veramente “solidale”, sporcandoti le mani concretamente, insieme a chi in questa nostra Italia RESISTE, con ostinata speranza!

Se hai tra i 18 e i 30 anni, cerca il campo di lavoro che ti sembra più vicino alle tue aspettative e contatta uno/a dell’equipe per avere maggiori informazioni.

Adelante, caminando juntos!!!!

Gli animatori del GIM

TUTTI I CAMPI:

Written by Daniele in: Esperienze, Missione |
mag
04
2009
0

Movimento Giovanile Missionario: Concluso Il Convegno Di Assisi

Fonte: www.misna.org

mgmlogo

“Mi ha colpito soprattutto la voglia di stare insieme di questi 500 giovani giunti da tutta Italia, di continuare il lavoro cominciato in questi giorni – in particolare nell’ambito di nove interessanti laboratori su temi di grande interesse, dall’economia ai media all’ambiente alla criminalità – il loro desiderio di mettere ognuno a disposizione le sue competenze per portare concretamente a frutto quel che qui è stato seminato”: lo ha detto alla MISNA il missionario saveriano Marcello Storgato che, con Rocco Negri, segretario nazionale del Movimento giovanile missionario, ha concluso la seconda edizione del “Comigi” (Convegno missionario giovanile) aperta a Santa Maria degli Angeli,ai piedi di Assisi il 30 Aprile. Organizzata dalle Pom (Pontificie opere missionarie), dai Centri Missionari Diocesani, dagli Istituti Missionari e dalle Comunità e Associazioni Missionarie è stata questa la seconda edizione del ‘Comigi’ di Assisi dopo quella del 2006. Accanto alle relazioni su più temi, ai momenti di preghiera e alla marcia da Santa Maria degli Angeli fino alla sommità di Assisi, gli argomenti e la vitalità dei laboratori hanno caratterizzato l’incontro. ”L’immagine di una Chiesa non solo di utenti ma di protagonisti è emersa nell’impegno con cui i giovani hanno partecipato a queste giornate in un clima di entusiasmo e di allegria che ha caratterizzato ogni momento dell’incontro”: lo ha detto alla MISNA don Gianni Cesena, direttore di ‘Missio’ delle Pontificie opere missionarie (Pom) che il 30 Aprile aveva aperto i lavori presentando il tema del Convegno – “Nel mondo sui sentieri di Cristo, il segreto di Paolo” – alle centinaia di partecipanti giunti da tutta Italia. Don Cesena ha sottolineato anche “la valenza educativa del richiamo a grandi figure come quella di San Paolo” e la straordinaria riuscita dei laboratori. “Se usati correttamente i media costituiscono da una parte una risorsa per il singolo, per la società e per lo sviluppo dei popoli, dall’altra segnano anche nuove frontiere tra zone di ricchezza e sacche di povertà” affermava per esempio il tema introduttivo del laboratorio intitolato “Missione: comunicazione e mass media”, aggiungendo: “Nuove e straordinarie opportunità di sviluppo e di collaborazione tra i popoli potrebbero derivare dalla condivisione delle conoscenze. Ma così non sempre accade. Le tecnologie e i processi della comunicazione sociale sono sempre più collegati con il sistema economico e commerciale, fino a diventarne per molti versi dipendenti”. Per il tema dell’ambiente, la discussione si è sviluppata intorno al seguente assunto: ”I disastri climatici sembrano aumentare in numero e intensità. L’inquinamento e l’effetto serra non guardano i confini, e soprattutto non riguardano solo noi, ma i nostri figli e il mondo che lasceremo loro in eredità. Il consumo delle risorse energetiche dovrà portare a una rivoluzione nel modo di gestire l’energia, l’uso dell’automobile, il modo di costruire case”. Illaboratorio sulla criminalità ha ricordato che “è necessario adoperarsi per creare occasioni nuove di riscatto per ogni situazione personale e sociale, anche se apparentemente pregiudicata”. Di particolare attualità il laboratorio riservato all’ “economia e all’uso dei beni” in cui i giovani hanno discusso della crisi socio-economica mondiale sottolineando “il continuo accentramento delle risorse del pianeta mentre si aggravano l’intensità e l’estensione dell’area della povertà in molti paesi del mondo”.

Di seguito gli altri due comuinicati pubblicati dall’agenzia Misna sul Convegno Missionario Giovanile di Assisi: 

RIFLETTENDO INSIEME (Con i ‘giovani missionari’…sull’informazione indipendente)

MOVIMENTO GIOVANILE MISSIONARIO: OLTRE IL CONVEGNO DI ASSISI

feb
21
2009
0

Paolo Barnard – Palestina: Capire Il Torto (2) – Trascrizione Dell’intervento

Di seguito in pdf la trascrizione dell’intervento di Paolo Barnard pubblicato IN QUESTO POST qualche tempo fa. (leggi il documento direttamente dalla finestra di sotto, oppure utilizza la funzione FULL SCREEN cliccando il tasto in alto a destra)

-

gen
24
2009
0

Gaza: Prima Del Processo Di Pace… Che Trionfi La Verità!!!

(Lettera di p. Daniele Moschetti da Gerusalemme, 7 gennaio 2008, tratta da http://www.giovaniemissione.it)


Mentre sto scrivendo ho molta rabbia, dolore, sofferenza, impotenza e delusione in me. Stiamo assistendo in questi giorni ad una delle più incredibili situazioni di indifferenza mondiale “in tempi di pace” mai vista in questi ultimi anni. Assai vicino a quella del Rwanda del 1994, quando un genocidio di tre mesi uccise quasi un milione di persone. E il mondo stava a guardare….nessuno si muoveva!! Come al solito tanti proclami, tanta diplomazia ma niente di più!! Come sta succedendo ora….!!!

C’è tanta confusione e una marea di notizie di cronaca e di immagini che ci fanno orrore e dolore. Una carneficina che sembra inarrestabile. Vedo la televisione Al Jazeera da amici qui vicino e dicono certe “verità-numeri-storie”. Vedo la televisione italiana o giornali locali israeliani e le “verità-numeri-storie” sembrano diverse!! Ma dove sta la Verità?? E noi europei e occidentali prendiamo posizione senza conoscere veramente….!! Politici europei che si mettono dalla parte di Israele perché comunque “è legittima difesa.  Israele ha il diritto di difendersi dai razzi di Hamas!”. Quante volte ho e abbiamo sentito questa frase da tutti i politici europei e americani!! Tanta ipocrisia dai politici nostrani e internazionali e dai mass media che usano linguaggi anche loro molto di parte e ambigui. E mi chiedevo: “ma questa gente è mai stata più di una settimana in questo paese e girato senza guardie del corpo e diplomatici israeliani o palestinesi? Ha mai sentito le grida di dolore di tanta gente innocente che soffre in questa Terra chiamata Santa?”.

Questa riflessione non vuole essere di parte anche se è difficile non esserlo. Sono stato e lo sono ancora di parte per gli innocenti, i bambini, le donne e i poveri che da sempre in tutto il mondo e non solo a Gaza vengono massacrati da politiche miopi, povertà  o da guerre d’interesse. Ma questa situazione non è solo di oggi!! Viene da lontano, nel tempo, nella storia e nello spazio di questi due popoli e dei loro protettori e alleati.

Una persona  amica mi scrive: “Servirebbe più informazione chiara, libera, vera e soprattutto dalla parte degli ultimi, quelli che non difende nessuno, neanche colui che dice e crede di farlo ma solo a proprio interesse: Hamas . Io sento, quando mi capita di parlare con la gente comune, in paese, discorsi di cui si comprende bene la mancanza di una base minima d’informazione…. non so se dipende anche dal fatto che, dopotutto, pensare solo a sé stessi è meno faticoso”.  Grazie di queste parole perché sono oneste e purtroppo sempre vere per tutti noi ma specialmente quando succedono fatti ed eventi storici come quello di Gaza in un tempo di festa come quello del Natale. La gente prova un senso di fastidio e di rigetto a vedere e sentire queste notizie e immagini quasi a volerle rigettare e rinnegare perché rovinano “le feste”!!! Eppure sono crudele realtà di tutti i giorni in tante parti del mondo. Sono proprio da guardare, interiorizzare perché vere e da non dimenticare perché presto saranno immagini che vedremo più spesso anche dalle nostre parti. Poniamoci delle domande di senso e cercare la verità del perché stanno succedendo queste barbarie in questo mondo malato di potere, idolatria, egoismo, finanza, ingiustizia e fondamentalismi vari e non solo religiosi.

CONTINUA…

Lettera integrale:

ott
23
2008
0

Dalla Carovana Missionaria Della Pace 2008 – Nodo Di Erto

Un video riassuntivo, breve ma efficace, su quanto è stato svolto ad ERTO (PN), Valle del Vajont, durante la Carovana Missionaria della Pace 2008. Un grazie a Giulio per il lavoro…

ott
08
2008
0

Padre Teresino Serra: Il Mondo è Diviso In Due Stanze…

Dio é contento – Carovana Missionaria della Pace

Il sermone più significativo, la predica più bella l’avete fatta voi, carovanieri: avete camminato, sudato, faticato e pregato per liberare la parola, la parola della verità  di Dio. Siamo qui per ringraziare Dio e voi tutti“. Sono le parole con cui p. Teresino Serra, superiore generale dei Comboniani, ha iniziato la sua omelia, conclusiva della Carovana nella Basilica delle Tre Fontane a Roma.

Roma, 5.10.2008

DIO E’ CONTENTO: vi vede come una famiglia e vi ringrazia.
" Avevo fame e vi siete accorti di me.
" Avevo sete di fratellanza, di verità  e di libertà  e vi siete accori di me.
" Ero solo, non avevo nessuno e vi siete accorti di me.
" Ero giovane, spensierato. Avevo 19 anni e… a 19 anni hanno fermato la mia vita. Vi siete accorti che il mio sangue era rosso e sacro come quello di tutti. Mi avete accompagnato nel giorno del mio funerale. Vi siete accorti di me. Vi ringrazio.
" Ho attraversato il deserto. Ho attraversato il mare con un gommone in cerca di un pezzo di pane e di dignità  e vi siete accorti di me. Ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me, dice il Signore.

DIO E’ CONTENTO: Forse vi hanno preso per matti, per idealisti, sognatori dell’impossibile, fannulloni. Non siete i primi! Quel giorno di Pentecoste, giorno dell’esplosione dello spirito i primi apostoli vennero sbalzati fuori. Dissero subito: “E’ mattino presto e sono già  ubriachi!” Erano ubriachi di Dio e della verità  di Dio. Ubriachi del Dio della verità , della parola libera, della vita.
E sbalzati fuori s’incontrarono subito con la sofferenza, con uno storpio. Gli disse Pietro: “Non ho né oro né argento, ma quello che ho te lo do. Ti do la parola che libera. In nome di Cristo, alzati, risorgi, torna alla vita ( Atti 2 e 3)-

DIO E’ CONTENTO: avete predicato il “bello creato da Dio”. il mondo è bello, la gente è bella, e la vita deve essere bella per tutti.
Dio ha creato la luce per tutti.
Dio ha creato l´aria per tutti.
Dio ha creato l´acqua per tutti, e il cibo per tutti e terra per tutti.
Dio ha creato il mondo rotondo… senza angoli per privilegi inutili o differenze. Noi abbiamo creato gli angoli privilegiati e abbiamo diviso il mondo: 1°° mondo " 2°° mondo – 3°° mondo e 4°° mondo. E, dato che ci siamo, facciamo anche il quinto mondo, il mondo dei furbi e degli avvoltoi che vogliono dividersi il mondo che è di tutti. La divisione e l’esclusione non sono gradite a Dio. Sono il fallimento dell’amore e della fratellanza e della convivenza. Lo disse anche Benedetto XVI, nella sua seconda via Crucis, citando Mons. Angelo Comastri: “Il mondo, infatti, è composto di due stanze: in una stanza si spreca e nell´altra si crepa; in una si muore di abbondanza e nell´altra si muore di indigenza; in una si teme l´obesità  e nell´altra si invoca la carità . Perché non apriamo una porta? Perché non formiamo una sola mensa? Perché non capiamo che i poveri sono la terapia dei ricchi? Perché siamo così ciechi? Perché il silenzio che uccide?“.

DIO E’ CONTENTO: Ha partecipato in questa carovana missionaria della pace, perché anche Lui vuole la parola libera. Per liberare la parola ha mandato i suoi uomini, i suoi profeti di ogni tempo. Uno di loro Amos gridò: Dio ruggisce come un leone (Am 2, 6-8) perché avete venduto i poveri per un paio di sandali e avete rubato loro il necessario per vivere e li avete calpestati come la polvere della terra. Ma c’é sempre qualcuno che vuole imprigionare la parola. C’è sempre un Amasia, il cappellano del Re Geroboamo e sacerdote di Betel. Denuncia il profeta: “Amos è pericoloso. Sta mettendo il popolo contro di te”. Poi vuole cacciare Amos: “Allontanati da questa città , va a profetizzare altrove , perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno”. E Amos risponde: Non sono profeta né figli di profeta. Sono un pastore e un povero contadino. Ho solo obbedito al Dio che mi ha mandato a difendere i poveri. Questo é il mio posto e qui rimango” ( Amos 7, 10-15).

DIO E’ CONTENTO: e ci vuole missionari insieme. Questa carovana ci ha uniti: missionari di diversi istituti missionari, diocesani, sacerdoti e consacrati e consacrate, uomini e donne di buona volontà , Vescovi (molti di loro ci hanno benedetto e incoraggiato) e Laici. Passiamo le montagne, i mari, gli oceani e i deserti e accompagniamo tutti i missionari e missionarie, partiti ad altre terre per incontrarvi Dio o le tracce di Dio… quel Dio occupato e preoccupato delle lacrime di chi soffre piange e muore.
Preghiamo perché i nostri missionari e missionarie diano l’aiuto più bello: il dono di sé. E non lasciamoli soli. Preghiamo con i missionari martiri di tutti i tempi e di questi giorni. Un bel grazie per i missionari, orgoglio della Chiesa di Cristo.

DIO E’ CONTENTO: Crede in noi. E’ contento, ma esige: liberate la parola e sconfiggete l’indifferenza. L’indifferenza é la piaga del nostro tempo. “L’indifferenza é peggio dell’odio”, scrisse Madre Teresa di Calcutta. E Graam Green: “Odiami o amami ma risparmiami la tua indifferenza”. In questa terza guerra mondiale che stiamo vivendo, l´indifferenza è l´arma più potente. . Anche il nostro silenzio sarà  giudicato, quel silenzio che non difende la verità . Saremo giudicati anche per le parole non dette al momento giusto. Ma, anche se c’è indifferenza, c’è anche tanto bene. Anzi il bene sta vincendo, il bene è più abbondante come è più abbondante il grano che la zizzania nel campo della vita (Mt 13). Il bene è silenzioso, come l’acqua che penetra la terra e produce frutti.

CAROVANA MISSIONARIA DELLA PACE significa
" Credere nel bene e tu sei bene.
" Credere nella speranza e tu sei speranza.
" Credere nell’amore e tu sei amore.
" Credere in Dio e tu sei somiglianza di Dio.
C’é un episodio significativo nel 1°° capitolo del libro di Geremia: si tratta della prima visione di Geremia. I tempi erano difficili: nell’aria c’erano segni di invasioni, attacchi e quindi paura di distruzione, fame, disperazione e morte. Dio domanda a Geremia: cosa vedi?
" Vedo un mandorlo in fiore!
" Hai visto bene. Hai visto la speranza e non ti sei spaventato del pericolo imminente. Hai visto la speranza, forza di vita. Il mandorlo é segno di speranza. E’ il primo albero a fiorire. Spesso fiorisce d’inverno.

DIO E’ CONTENTO: Continuiamo il cammino. La strada è ancora lunga.
SEGUIMI, dice il Dio della vita.
SEGUIMI, dice il Dio della verità 
SEGUIMI, dice il Dio dei crocifissi dei nostri tempi
CAMMINIAMO CANTANDO INSIEME IL SALMO DELLA SPERANZA:
“Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero, egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie degli empi”. (Salmo. 146).
E cantando riprendiamo il cammino. Buon proseguimento. Buon viaggio.

p. Teresino Serra

mar
29
2008
0

Cacoal (brasile) – 19 Marzo, Il Giorno Della Enchente De S. José

(CLICCA QUI PER VEDERE LA GALLERIA FOTOGRAFICA - guarda le foto in automatico, oppure usa i menù. Clicca la foto per leggere la descrizione)

Cacoal (BRASILE) – 19 marzo, il giorno della Enchente de S. José, ovvero della Piena di S. Giuseppe

Svegli ore 6 vado con padre Roberto alla mezzora di catechesi nella settimana della passione dalle 6.30 alle 7.00. ORARIO DI PUNTA dico io… Certo orario migliore … conferma lui, e non mi prende in giro… PO FET VOJATRE! ovvero nel mio dialetto, POI FATE VOI!!!! (valli a capire… accettiamo la cultura e gli usi). Torno, colazione, giro in bici: io, telecamera, e macchina digitale, questa città  mi ispira, e le scene quotidiane sono fantastiche, il padre che gioca coi figli in mezzo a una strada di terra rossa, il ragazzetto cicciotto che domina un aquilone (UMA PIPA), i bambini che giocano a pallone in mezzo al fango… l’acqua che perde…. niente più di una periferia del brasile, solo più sicura senza la paranoia di CAZZO MI RUBERANNO TUTTO!!! E allora nel pomeriggio mi indirizzo verso un centro della pastorale dei bambini e adolescenti un bel centro, una gran gioia, accolto come se fossi tornato da un grande viaggio…. (che animo che hanno!)….

I bambini del turno del pomeriggio sono diversi da quelli della mattina, a scuola ci vanno meno, e hanno 3 turni: mattina, pomeriggio sera, (tipo sai mai che trovo un piccolo lavoretto….) sono un po’ più grandi, curiosi, studiano anche italiano, visto che padre Franco, la capoccia operativa e mungi-soldi é del nord Italia (siamo tre italiani qua in casa e quando siamo anche da soli parliamo solo portoghese, comico no??) e mi riempiono di domande… solito scappa fuori il SAI SIGNORE (facciamo che mi dai del tu, la prossima volta che mi chiami signore non ti rispondo !!!!) CHE SEMBRI CHUCK NORRIS, NON SO SE CONOSCI IL CINEMA AMERICANO .. ok sorvoliamo… SI MA SEMBRI DIO vabbé a massimo il figlio di Dio dico io…. già  mi sento molto più che accolto in asilo italiano in un doposcuola, e poi tutti quei colori della pelle, non so a me dà  gioia…. i bambini vanno a casa con l’autobus della scuola…. noi andiamo a fare visita non capisco bene dove, mi dicono solo dopo il cimitero linha 6 ( ovvero il cimitero dei poveri, bello nascosto, su una collina, e lontano con una bella strada piena di piscine e non di buche….) vabbé io sono andato ma non ho visto nulla, penso, zitto.

Arriviamo là¡ e… un casino!!! non é un quartiere, non é qualcosa, sono solo accampati, sono come i SENZA TERRA senza la promessa della terra, ovvero i SEMTERRA vivono IN BARACCHE per un tot ma poi sanno che organi di governo otterranno la terra e la ottengono; io sono andato a casa del bahiano, là¡ vicino a Goià¡s Velho…. ma questa è una cosa che non avevo mai visto, solo le foto e il video possono spiegare perché se me lo avessero detto, io oltre a non averci creduto, non avrei saputo come immaginare, come quando ti dicono sono morti 6 milioni di ebrei, cazzo mica hai l´occhio per capire a dimensione del volume che hanno. Io adesso vi dico NA COLLINA DI TENDE DI PLASTICA BARACCHE DI PALME IN MEZZO AL NULLA…

CONTINUA… Pdf_ico_small.jpg

Written by steve in: Esperienze, Missione |
mar
13
2008
0

Dall’incontro Con Frei Betto A Quinto Di Tv: All’ascolto Dei Poveri Che Fanno La Storia

Frei-betto_280.jpg

Quinto di Treviso, 7 marzo 2008

Carlo Alberto Libà¢nio Christo, Frei Betto, è una delle personalità  di primo piano della chiesa latinoamericana. Brasiliano, domenicano, scrittore, teologo della liberazione, è entrato anche in politica a sostegno di Lula nel progetto Fame Zero. L´abbiamo incontrato a Quinto di Treviso: è un uomo semplice, accogliente e sereno, che ci ha colpito per il suo essere voce profetica del nostro tempo. Ascoltiamolo e lasciamoci con-muovere…

La persona umana è relazione: con se stessa, con gli altri, con la natura e con Dio.

Per capire la centralità  del prossimo nel messaggio di Gesù, partiamo da una delle due domande che più spesso gli sono rivolte: “Signore, che cosa devo fare per guadagnare la vita eterna?” (Mc 10, 17 ss). Mai questa domanda esce dalla bocca di un povero: è la domanda tipica dell´uomo ricco (Nicodemo, Zaccheo, i dottori della legge,…), che si è assicurato la vita terrena e quindi desidera assicurarsi anche l´aldilà . Gesù non ama questa domanda e risponde con una serie di comandamenti ridotta rispetto a quella cui siamo abituati (Gesù non ha fatto un buon catechismo!): Gesù non parla mai di Dio, i suoi comandamenti riguardano solo il rapporto con il prossimo. è nell´amore al prossimo che si riassume tutto l´insegnamento di Gesù: dar la vida por los pobres, questa è l´essenza della figura di Gesù e quello che Lui ci chiede di fare per metterci alla sua sequela. Amare il prossimo è l´unico modo per amare Dio e per conoscerlo: Dio non ha religioni, la fede serve solo per capire questa dimensione di amore. Dio è amore. Chi ama, conosce Dio: tutta l´esperienza di amore è esperienza di Dio.

… CONTINUA: leggi l’articolo intero

AUDIO DELLA SERATA

PARTE 1

PARTE 2

Written by fabiana in: Appuntamenti, Esperienze |
feb
28
2008
0

7 Marzo 2008 – Frei Betto A Quinto Di Treviso

Frei-betto_280.jpg
(immagine tratta da http://musibrasil.net)
 
Le Parrocchie di Quinto e Silea organizzano, per la giornata di Venerdì 7 marzo, alle ore 20,30 presso il Salone Parrocchiale di Quinto  (Treviso) – a lato della chiesa -, un incontro-dibattito con Frei BETTO, domenicano brasiliano, scrittore, teologo della liberazione, incarcerato e torturato dalla dittatura, che introdurrà su:
 
ALL'ASCOLTO DEI POVERI CHE FANNO LA STORIA
I CRISTIANI DI FRONTE ALLA GLOBALIZZAZIONE
 
N.B. Vista l'importanza dell'avvenimento ti preghiamo di allargare questo invito agli amici che pensi interessati 
 
Rete Radié Resch di Quarrata
e-mail: a.vermigli@rrrquarrata.it
 
Written by Daniele in: Esperienze |
dic
16
2007
0

Vicenza, Corteo No Dal Molin: Siamo 40mila

nodalmolin-dic-2007.jpg
(clicca sull'immagine per vederne delle altre, oppure QUI)

Oggi mi va di scrivere. Perché ci sono stata; perché l’ho vista con i miei occhi, quella fiumana di gente; perché, semplicemente, tra quei 40.000 c’ero anch’io… Il giorno dopo. Mi sveglio, con un ricordo un po’ sbiadito della giornata di ieri. Un ricordo, che col risveglio, inizia a prender tratti, ad assumere i colori variopinti delle centinaia di bandiere della pace che ho visto sfilare davanti a me, tra la gente, nel freddo invernale di una Vicenza, imbiancata e infangata dalla neve divenuta pantano. Sono sveglia, e un po’ delusa, e un po’ arrabbiata dai ricordi di quel giorno, e capirete poi perché..

Decido di cercare tra le pagine informatiche se qualcosa è stato scritto su di noi, che, sfidando il clima gelido, siamo andati a Vicenza per dire NO al “Dal Molin“. Cerco, cerco, cerco – “ma come – penso tra me e me – “che mi sia sognata tutto? Nemmeno una parola, né sull’Ansa, né su Repubblica, niente di niente…ma come???“ -. Finalmente lo trovo, un piccolo spazio dedicato a noi: notizia Adnkronos, “Vicenza 15 dicembre“. La riporto fedelmente, commentandola a tratti, quando il limite della sopportazione risulta superato..

Vicenza, 15 dic. (Adnkronos/Ign) – ''Oggi siamo in quarantamila qui a manifestare contro il Dal Molin''. Ad annunciarlo è stato don Gallo, il sacerdote genovese in testa al lungo e variopinto corteo che ha mosso i primi passi dal Piazzale della Stazione di Vicenza, promosso dai Comitati contro l'ampliamento della base militare statunitense all'aeroporto Dal Molin. Una cifra sopravvalutata secondo gli uomini della Questura che parlano al massimo di 20-30mila presenze.”

Ovviamente.. ma che t’aspetti?? E’ la logica della Questura: se sono tot mila, parlare di almeno 20% in meno.. come se 10 mila più, 10 mila meno, cambino davvero il senso della protesta.. noi c’eravamo, ed eravamo tanti, così tanti che se ti fermavi, continuavi a veder scorrere gente per almeno un’altra oretta; così tanti che salita su di una pedana, non son riuscita a vederne la fine, di quel lungo serpentone di persone. Poco importa se fossimo 20 o 40 mila. Noi c’eravamo, ed eravamo in tanti.

In testa al corteo, partito poco dopo le 14 e che si sta svolgendo in modo assolutamente pacifico, lo storico striscione giallo con la scritta rossa e nera 'No Dal Molin', sostenuto per tutta la larghezza della carreggiata da un gruppo di donne con il viso coperto da una maschera bianca, a sottolineare 'l'invisibilità della protesta'. Sotto le bandiere 'No Dal Molin' e le bandiere della pace sfilano attivisti dei Movimenti della sinistra ma anche tante famiglie di vicentini con bambini. Per la conclusione, nel tardo pomeriggio, è previsto un happening di musica dal vivo, interventi e una cena finale al tendone di Ponte Marchese.”

E’ proprio così: gente di tutti i tipi. Non solo collettivi, centri sociali, anarchici e comunisti di tutti i tipi e provenienze (alternativa comunista, partito dei lavoratori, comunisti ecc.. credo di averne contati almeno 5 differenti, e non c’erano rifondazione e i comunisti italiani!!). A Vicenza, a marciare contro la base USA, c’erano soprattutto famiglie: bimbi, anziani e donne e uomini come tanti. E semplicemente si camminava assieme.

I manifestanti ballano e suonano trombe e fischietti per rendere più rumorosa e allegra la loro contestazione, mentre sono in arrivo a Vicenza altri pullman e treni, in ritardo, con numerosi altri manifestanti. A sfilare, così come lo scorso 17 febbraio, alla grande manifestazione 'dei 50mila', il premio Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame. Lo scrittore è molto critico. ''Siamo nella situazione di vedere i nostri governanti che 'furbeggiano' – dice – e che allo stesso tempo cancellano tutte le istanze di civiltà''.

''Una manifestazione come questa – sottolinea – dovrebbe fare impressione ai governanti, ma sono ciechi, sordi. Non sentono, non seguono, non vedono, non si rendono conto delle cose. Anche la gente della sinistra, i dirigenti della sinistra non si rendono conto dell'importanza che hanno queste manifestazioni, della costanza, della voglia assoluta di sentirsi cittadini di queste persone e non un insieme di gente che non conta niente''.”

Davvero critico, davvero arrabbiato, davvero stufo, così l’ho percepito anch’io Dario Fo. Stufo e stanco di una politica distante dalla gente. “Perché – mi chiedo – questa gente non conta per la politica ufficiale? Ma noi siamo politica, noi siamo cittadini -polites- con una voce, con delle idee, con la voglia di gestire il nostro futuro e la nostra vita. Più politica di così!“ Sono stufa anch’io, sono stufa del fatto che ogni qualvolta che qualcuno critica i nostri politici italiani, viene accusato di fare dell’antipolitica. Ma non lo si capisce che non si tratta di rifiuto della politica, di ANTIPOLITICA, ma, al contrario, di voglia di una politica diversa, di ALTRAPOLITICA. E’ un’altra politica quella che noi vogliamo, altra gente (finalmente onesta), altre voci (finalmente della gente), altre facce (le nostre magari). Altrapolitica, non antipolitica (…“così come New-Global, non No-Global!“ – mi dico tra me e me – ma questa è un’altra storia..).

Da parte sua, Franca Rame ribadisce le sue intenzioni: ''Io sono qui oggi perché sia ben chiaro che sto per dare le dimissioni (dalla carica di senatrice, ndr). Non voglio più avere niente a che fare con questo governo, con il quale non ho nulla da condividere''.”

Finalmente qualcuno di onesto che dice ciò che pensa! Alla fine, è vero, che cambia tra Prodi e Berlusconi, tra Sinistra e Destra, quando le politiche che si fanno sono sempre le stesse?? E allora chiamiamolo con il suo nome questo governo: perché volersi dire di centro-sinistra, quando nulla cambia col centro-destra? Teniamo il centro e togliamo la qualificazione di destra e sinistra..

"L'ampliamento della base americana sarà inserito fra i temi della verifica di gennaio del governo Prodi" ha dichiarato da Vicenza l'on. Lalla Trupia, deputata della Sinistra democratica. Mentre Legambiente, presente oggi alla manifestazione, ha ricordato i problemi di carattere ambientale e sociale che l'ampliamento della base comporta: problemi di sicurezza ancora irrisolti legati alla presenza di depositi N.B.C. (nucleare batteriologico chimico), l'incremento dell'inquinamento atmosferico e acustico (facilmente prevedibile in una zona ad alta attività aerea) e non ultimo il consumo del territorio. Il progetto, ricorda Legambiente, prevede la costruzione di 700.000m3 di cemento in una delle poche aree verdi della città.”

Per fortuna che ci sono anche i Verdi rappresentati al governo! Per fortuna che i nostri politici si riempiono la bocca di società civile di qua, società civile di là, ONU, pace e trallalà.. ma chi l’ascolta più la gente? Perché una base americana a due passi da un centro storico? Perché una base americana in Italia?

Silvio Berlusconi dice però che "la protesta della sinistra estrema sulla base di Vicenza non ha senso. Dobbiamo invece essere lieti di raddoppiare la base di Vicenza perché gli americani non portano un fucile in più ma portano solo benessere e lavoro. E' un fatto normale tra alleati".”

Fatto normale tra alleati????!!!!??? …E qui scoppio! Ma tu hai mai visto una base militare italiana in America??? No, perché se si tratta di allenza, allora deve valere la regola della reciprocità, alleanza bilaterale non unilaterale! Più che di alleanza, questo rapporto mi par di sudditanza.. ma mi sa che, se osi dirlo, ti si accusa di anti-americanismo, e dunque di far una polemica scontata e priva di contenuto. Perché, se si critica la politica dell’attuale amministrazione Bush, si deve venir additati d’esser anti-americani? Come se qualcuno che critica la politica dell’amministrazione Prodi, dovrebbe dunque essere accusato di anti-italianismo; Sarkozy di “anti-francesismo“; Blair di “anti-inglesismo“…ma robe da pazzi!!

La manifestazione è stata anche l'occasione per una critica da parte del presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, che se l'è presa con il tg regionale. ''Lo dico con affetto, visto che siamo in prossimità del Natale, ma oggi il telegiornale della Rai del Veneto non mi è sembrato un buon esempio di servizio pubblico – è il suo parere – C'è un rischio abbastanza serio di un diffondersi perverso della meningite in provincia di Treviso, che purtroppo ha già causato una morte dolorosissima, e cosa ti fa il nostro telegiornale? Apre l'edizione di sabato pomeriggio del 15 dicembre con la manifestazione dei cosiddetti No Dal Molin. Un ampio servizio a disposizione di quelle poche decine di vicentini nemici degli Stati Uniti e delle nostre storiche alleanze occidentali''.

Allora, innanzitutto, chiariamo che non eravamo poche decine, ma semmai poche decine di migliaia.. che fa una bella differenza!! In secondo luogo, ma ti pare che 20-30 mila persone o quel che erano si muovono da tutta Italia, per ritrovarsi a Vicenza a manifestare assieme e la stampa non dovrebbe darne notizie.. ma ci state e stiamo prendendo in giro??? Sono tanto, troppo delusa da questa politica che di democratico ha ben poco.. ops è vero c’è il discorso che questi qui, che ci ritroviamo al potere, li abbiamo votati noi.. Chiarendo che Galan non mi rappresenta, perché io il mio voto a lui non l’ho dato, ma veramente si può parlare di democrazia, laddove l’opinione della gente è costruita attraverso l’informazione fatta da strumenti di comunicazione (leggasi TIVU’ e giornali), che una certa influenza ce l’hanno sulla testa delle persone, e molto spesso sono sotto il controllo della politica? Strumenti dominati dalle logiche del mercato, piuttosto che dalla volontà di fare reale in-formazione.. Non so, sono molto delusa, molto demoralizzata. Ieri è stato un bell’esempio di partecipazione, un sublime evento della democrazia dal basso, la democrazia della gente, quella che crede nella pace; e, invece, par di aver commesso un reato ad essere andati anche noi a urlare il nostro no ad una base americana in terra italiana. Vige il diritto di dire la nostra o no? Siamo una democrazia solo quando ci va bene o no?

Non so ditemi voi: che l’Italia sia davvero un “paese in decadenza“, come scritto pochi giorni fa sul “New York Times“? A me pare proprio di sì.. e il fatto che una manifestazione come quella di ieri non venga ascoltata, non fa che confermare quest’idea..

Emilia

ott
23
2007
0

Il Darfur… Dagli Occhi Di Un Medico Italiano…

darfur_300.jpg
immagine tratta da www.iansa.org

Pubblico qui di seguito una lettera molto stimolante scritta da un medico-chirurgo italiano durante il suo recente impegno in Sudan, in particolare nella martoriata regione del Darfur. Gli spunti offerti penso possano costituire un ottimo punto di partenza per molte riflessioni… (benchè a volte molto schietto, lascio il testo nella forma originale)

Carissime/i,

è un bel po' che non mi faccio vivo. Da due mesi sono rientrato in Darfur.  Spero che questo nome venga qualche volta ricordato in Tv perché non sarà famoso come l'isola dei famosi, non farà l'audience dei programmi della de Filippi.ma qui circa 20 milioni di persone vivono alla giornata nei campi profughi ed ogni giorno qualche decina di persone viene uccisa in questa guerra dei poveri.

Brevemente che faccio qui? Sono il"primario" (ma senza camice bianco) di un team speciale conosciuto come Fly Surgical Team (FST) con il compito di intervenire dopo la battaglia o gli scontri direttamente sul campo. Tanto per usare un termine pubblicitario."un ospedale a casa tua". Non manca niente. Abbiamo un aereo personale che facciamo dirottare dove vogliamo nel cielo del Darfur. 400 kg di materiale chirurgico, un anestesista inglese e 2 infermiere, una norvegese ed una giapponese( non fate alcuna allusione.).Dormiamo in tenda, mangiamo panini ed operiamo alcune volte sotto le stelle o all'ombra di un albero. Siamo i coccoli di tutti. Quando dobbiamo muoverci tutti si fermano e danno la precedenza a noi. E qui sta la magia di questa attività. Prima di arrivare "nel posto di lavoro" i Sudanesi ci regalano la possibilità di godere di paesaggi meravigliosi. Dal finestrino dell'aereo, se azzecchi la musica giusta dall'Ipod, puoi realmente credere di essere in un film. I paesaggi sono incredibili e la prospettiva che ti regala l'altitudine è unica. Allora l'Africa ti sembra realmente quella che ti fanno sognare i tour operator o certe pellicole. Solo quando esci dalla jeep e ti trovi davanti dei ragazzi con il kalashnikof ed altri con occhi paurosi che ti fissano da terra. Allora ti accorgi che questa è la vera Africa. Sono giorni che ti aspettano con qualche pallottola addosso, perché per arrivare li prima ti devono garantire che nessuno ti sparerà contro e che riusciremo a rientrare senza problemi. Ma lì siamo sempre ben voluti. Ci sorridono, ci stringono la mano e ci abbracciano quando partiamo. Non potevo mai immaginare di vivere esperienze simili. Tu operi sotto una zanzariera circondato da "giovani guerrieri con il turbante" e pure sai di essere al sicuro, nessuno ti toccherà o tenterà di fregarti la jeep (come spesso succede in Darfur le trasformano in pick up, ci montano sopra una bella mitragliatrice et voilà.. un bel tecnical).Ciò rende speciale l'FST. Arriviamo dove altri non potranno mai farlo. E qui scopri la naturalezza del gesto. Il calore di una stretta di mano, il sincero sorriso. Qui nessuno conosce la guerra in Iraq, le veline, probabilmente non sapranno che qualcuno è volato sulla luna e che esiste la bomba atomica. Grazie a ciò è stata alimentata la loro solitudine ed isolamento. Non va più bene che qualcuno continui a morire senza sapere i reali motivi del perché debba succedere ciò. Nessuno ha spiegato a loro che non esiste alcun motivo religioso ma solo l'ingordigia di pochi. Il loro terreno è un potenziale tesoro geologico e qualche potenza straniera lo sa benissimo. E i loro leader per riempire le loro tasche si inventano motivi extraterreni, di soluzioni etniche. E' in atto un genocidio ma come sempre per motivi geopolitici ed economici. Ma a loro nessuno ha spiegato ciò. E' una magra consolazione ed una presa per il culo avere alcune agenzie"umanitarie" qui che facciamo il doppio gioco. Giorni fa siamo volati nel sud Sudan perché Medici senza Frontiere non riusciva a gestire i pazienti arrivati da alcuni scontri. E cosi con il nostro special RED 912( diciamo l'aereo presidenziale dell'ICRC) abbiamo volato per 2 ore tra temporali e paesaggi incantevoli. Non possiamo volare molto alto perciò i cumuli nembi abbiamo dovuto affrontarli direttamente passandoci in mezzo e facendo lo slalom: entusiasmante. L'altro giorno siamo stati "presi in consegna" dai militari perché ci accusarono di esser decollati da una zona proibita. Quindi 2 ore in caserma tra discussioni e rischi di crisi diplomatiche. Alla fine tante scuse e partenza per un posto nel nord Darfur.Di nuovo ripenso a quanto sono fortunato. In due grossi camion( difficili da fregare)siamo passati tra zone desertiche, montane e steppose fino a raggiungere una scuola abbandonata con alcuni feriti dentro che ci aspettavano da giorni. Dopo averli operati abbiamo dovuto affrontare il ritorno con una certa apprensione perché siamo passati attraverso un corridoio neutrale, una terra di nessuno, dove magari qualcuno non sapeva delle nostre intenzioni. E' andata bene, sicuramente sapevano chi eravamo.

Ma il bello è arrivato dopo, carichiamo il nostro aereo, felici di rientrare a casa; dal parcheggio puntiamo verso la pista di terra rossa battuta, massima potenza dei motori e a metà pista, un colpo, saltato il motore dx.Un po' di spavento al pensiero che mancava una manciata di secondi ad essere in aria. Quindi attesa in mezzo al niente per l'altro aereo. Anche qs è straordinario.

Ho nella mente un'immagine tragica ma al tempo stesso ammirevole. Vicino ad uno dei posti dove siamo stati ci sono diversi campi profughi. In uno di questi, il più grande, c'è un bar. Decidiamo di premiarci con un coca. Salgo a piedi il piccolo argine e mi trovo di fronte la sconvolgente immagine di 50.000 persone ammassate in un terreno grande poco più di 2 stadi. Ora capisco perché tutti i villaggi attorno sono disabitati, è troppo rischioso rimanere scoperti in una piccola capanna, è meglio fare parte di una massa! E la mia ammirazione sta' alla capacità organizzativa di qs gente, hanno il panificio, bar negozietti. Ma non ospedali o centri clinici. Non ci sono organizzazioni internazionali, troppo rischioso. Ogni tanto WFP scarica cibo ma nient'altro. C'è un postazione dell'African Mission in Sudan dell'ONU ma hanno troppa paura di uscire dal loro compound.Sono lì per monitorare le armi e eventuali aggressioni, ma non possono intervenire. Classico atteggiamento del cazzo dell'ONU. (Qualcuno li aveva proposti al premio Nobel, dopo essere stati testimoni passivi del genocidio del Ruanda, bella faccia tosta di chi ha fatto la proposta…)Anche noi non possiamo dire che siamo medici… altrimenti non riusciremmo a salvarci. Immaginate che nella strada di ritorno ce ne sono altri 2 refugee camp. Saremmo assaliti. Abito a Nyala, la capitale del Darfur. Casa non male che condivido con l'amministratore e un tunisino. Buon personale cucina internazionale, tanto caldo e la cosa divertente è che quando non funziona nessuna comunicazione, significa che stanno combattendo fuori città. Allora dal vicino aeroporto vedi alzarsi gli elicotteri da guerra e i 2 jet. Alla fine queste teste di cazzo dopo aver scaricato vigliaccamente tutta la merceria bellica ci volano sopra i tetti per segno di vittoria.!! Coglioni, mi fanno solo incazzare di più perché le conseguenze delle loro azioni le vediamo solo noi dopo qualche gg sul campo. Per ora mi prodigo molto bene nella cucina. Quando mi stancherò di fare il chirurgo di guerra… posti per aprire un ristorante italiano ce ne sono molti nel mondo.

Vi abbraccio tutti e vi auguro buona estate

Mauro

Ps: utimo aggiornamento: stiamo partendo per una missione dove opereremo 50 feriti. La cosa strana è che come sempre la burocrazia e la scarsa volontà interferiscono con la voglia di dare il massimo. E' da un giorno che tra green e red light il mio team si sta stressando per l'attesa. Perchè noi saremo lì a lavorare senza sosta perché ci danno il permesso di rimanere solo 2 gg. Dopodiché se ricominciano a sparare l'UN non ci spedirà l'elicottero per riprenderci. 

Written by Daniele in: Diritti Umani, Esperienze |
set
21
2007
0

Dal Xv Convegno Del Centro E. Balducci Di Zugliano

 centro-balducci_zugliano_convegno-2007.jpg

Si è concluso domenica scorsa il XV Convegno del Centro E. Balducci di Zugliano (UD). Giornate ricche, testimonianze vive e profonde… Anche quest'anno don Pierluigi di Piazza e le molte persone di Zugliano e dintorni che hanno collaborato sono riusciti a creare uno spazio di incontro tra culture e religioni diverse, tra popoli e realtà lontani tra loro ma, come si è scoperto un'altra volta, comunque in sintonia e in profonda comunione. Nell'attesa della pubblicazione degli atti del Convegno consiglio di prendere comunque contatto o conoscenza della realtà del Centro Ernesto Balducci, attraverso l sito internet innanzitutto (http://www.centrobalducci.org), ma anche attrverso le molte pubblicazioni che ha prodotto in questi anni (reperibili nel sito nella sezione "Pubblicazioni")

TEL. 0039 0432 560699 – FAX 0039 0432 562097 -E-MAIL: segreteria@centrobalducci.org

Written by Daniele in: Appuntamenti, Esperienze |

Powered by WordPress. Theme: TheBuckmaker. Bank, Geld verdienen