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	<title>Come2discuss &#187; Diritti Umani</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>APPUNTAMENTO: Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 10:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos:
Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile
Interverranno:
Padre Dario Bossi: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos
Gianni Alioti: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, si occupa anche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1072" title="sui-binari-della-giustizia" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/02/sui-binari-della-giustizia.jpg" alt="" width="495" height="62" /></p>
<p style="text-align: justify;">ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos:</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Interverranno:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Padre Dario Boss</strong></span>i: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Gianni Alioti</strong></span>: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, si occupa anche di ecologia e ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Venerdì 29 gennaio</span></strong>, Ore 20,45, Sala Comboni, c/o Missionari Comboniani, Via Giovanni da Verdara, 139 – PADOVA</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Info sulla campagna</span>: <a href="http://www.justicanostrilhos.org" target="_blank">www.justicanostrilhos.org</a> – binaridigiustizia@gmail.com</p>
<p style="text-align: justify;">“Justiça nos trilhos” (tradotta italiano con “Binari di giustizia”) è una campagna internazionale di pressione sulla multinazionale mineraria brasiliana Vale do Rio Doce (recentemente rinominata “Vale”), la seconda impresa al mondo per la produzione dell’acciaio. La campagna è stata lanciata alla fine del 2007 da alcune organizzazioni della società civile brasiliana, ma ben presto si è espansa in tutto mondo (Canada, Indonesia, Cile, Mozambico, ecc.) seguendo &#8211; di fatto – i molteplici “tentacoli” produttivi allungati dalla Vale nei vari continenti, attraverso alleanze con altre imprese del settore o l’acquisizione di concessioni minerarie all’estero. Tra i promotori “brasiliani” anche una nostra “vecchia conoscenza”: padre Dario, il missionario comboniano che per sette anni è stato attivo anche a Padova in varie attività a noi vicine come La Rete Lilliput e la Festa dei Popoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8230; continua nell&#8217;allegato</strong>: <a href="http://www.box.net/shared/988b9icr8u" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>La latitanza dello Stato</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 18:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Gasparetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vicende di Rosarno possono essere lette ed interpretate, di primo acchito, sotto due grossi e contrapposti punti di vista. Si possono prendere le difese della comunità di immigrati, considerarla vittima di un’intolleranza dalla connotazione razzista che, secondo questa tendenza, sarebbe assai diffusa in Italia; così come è possibile accogliere la protesta della comunità residente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Le vicende di Rosarno possono essere lette ed interpretate, di primo acchito, sotto due grossi e contrapposti punti di vista. Si possono prendere le difese della comunità di immigrati, considerarla vittima di un’intolleranza dalla connotazione razzista che, secondo questa tendenza, sarebbe assai diffusa in Italia; così come è possibile accogliere la protesta della comunità residente di italiani che ha vissuto l’esplosione di un insieme di manifestazioni di violenza da parte di immigrati di cui si vorrebbe l’immediata espulsione. In entrambi i casi, tuttavia, il rischio è di rimanere preda di due ideologie contrapposte ma figlie della medesima logica.</p>
<p style="text-align: justify">Risulta assai coerente con questa logica vedere ora in un gruppo, ora nell’altro, la classica contrapposizione fra Bene e Male. Risulta altrettanto chiaro ai miei occhi come entrambe le parti abbiano motivo di avanzare ragioni a favore della propria “causa”: sia la comunità residente di italiani che percepisce la convivenza con gli extracomunitari sempre più precaria e resa incandescente dalla violenza scatenatasi da parte degli stessi; sia la comunità di immigrati (molti dei quali, leggo sui giornali, non sarebbero nemmeno clandestini) che è vittima dello sfruttamento della criminalità organizzata e che vive in condizioni igieniche ed umane indegne (le immagini che i tg e la rete internet mostrano sono eloquenti).</p>
<p style="text-align: justify">Chiunque si collochi nella prospettiva della contrapposizione fra Bene e Male non credo possa avere una corretta e neutrale visione del problema. Ciò che è accaduto a Rosarno non può essere descritto difendendo solo ed esclusivamente le ragioni di un gruppo a detrimento delle ragioni dell’altro. Quei fatti, in definitiva, non possono essere spiegati semplicemente ricorrendo alla ridicola retorica dell’espulsione di tutti gli immigrati né a quella nauseante del razzismo. Questo sia perché l’immigrazione è un fenomeno ineluttabile – frutto della globalizzazione e della riduzione al minimo degli spazi politici – sia perché gridare al razzismo non ha alcuna evidente attinenza con le vicende di Rosarno. Il colore della pelle o la provenienza geografica non hanno alcuna rilevanza nel clima incandescente che si è acceso nella località calabrese. Credo che chi solleva il problema del razzismo sia da equiparare, per ignoranza o, peggio, per un preciso disegno politico, ai cosiddetti imprenditori politici della paura ed in special modo della xenofobia.</p>
<p style="text-align: justify">Il vero problema che emerge da tutta questa vicenda è la latitanza dello Stato, l’assenza della Politica che in questi ultimi 15-20 anni è rimasta volontariamente spettatrice passiva di un fenomeno, preferendo la creazione del consenso fondata sugli slogan e sull’ideologia al pragmatismo dell’azione. Com’è possibile, infatti, che, pur in presenza della tanto vituperata legge Bossi-Fini (che avrebbe dovuto porre limiti seri agli ingressi) il numero degli immigrati ha continuato a crescere a dismisura? Com’è possibile, poi, che, una volta fattili entrare discriminando fra quanti avevano in qualche modo diritto a restare e quanti no, vi siano immigrati regolari che vivono stipati in baraccopoli come quelle di Rosarno in cui vi sono precarie condizioni di igiene e dove, dunque, i diritti umani non vengono protetti? Quanti erano a conoscenza delle fabbriche di Rosarno? Quante altre baraccopoli o appartamenti sovraffollati esistono sul territorio italiano, magari sotto la gestione di reti criminali e nel totale silenzio della Politica? Come può la Politica di un Paese sedicente civile dimenticarsi in questi casi del primario valore della casa e più in generale del valore dell’umanità?</p>
<p style="text-align: justify">Ci sono fin troppa nauseante retorica xenofoba, da una parte, e buonista e terzomondista, dall’altra, ma il vero problema è che finora è risultato impossibile mettersi d’accordo sul significato di “integrazione”. Recentemente, sponsorizzata da alcuni rilevanti uomini politici con la collaborazione dei think tank che vi stanno dietro, circola la proposta di abbassare i tempi di attesa per l’estensione del diritto di voto amministrativo agli immigrati allo scopo di farli sentire “più a casa”, per un’idea di generosità nell’accoglienza che, a mio modo di vedere, si rivela più come il frutto di calcoli in termini di consenso elettorale che di una profonda convinzione assiologica. In realtà, storicamente il diritto di voto si spiega come l’implicazione del legame diretto instaurato fra la tassazione e la rappresentanza. Ma, nell’attuale situazione di crisi economica e di difficoltà nella ricerca di un lavoro tangibile persino per noi italiani, siamo veramente convinti che il problema primario per un immigrato (vai a raccontarlo ad uno di Rosarno) sia quello di ottenere il diritto di voto? Credo che occorrerebbe finirla con queste ipocrisie buoniste. Lo Stato affermi la propria sovranità rivendicando il diritto di stabilire chi può accogliere e chi no (il reato di clandestinità, i più mi criticheranno, dovrebbe avere questo significato). E, successivamente, si faccia carico di chi effettivamente soggiorna sul territorio italiano con interventi miranti ad inserirlo nel tessuto democratico economico e sociale.</p>
<p style="text-align: justify">Alberto Gasparetto</p>
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		<title>La privatizzazione continua, ma&#8230; acqua in bocca!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra lodi e leggi al personam, crocefissi, polemiche e contro polemiche &#8230; i &#8220;nostri&#8221; rappresentanti al governo, e con loro le opposizioni, che fanno? Quatti quatti sbrigano quelli che sempre più si potrebbero chiamare &#8220;i loro affari&#8221;! E a pagarli, (stiamo attenti!!!), saremo, ancora una volta, noi!
&#8220;Il Senato -infatti- ha dato una spallata all&#8217;acqua pubblica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/11/intelligenza-inquinata.jpg" rel="shadowbox[post-1653];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1655" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/11/intelligenza-inquinata-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>Tra lodi e leggi al personam, crocefissi, polemiche e contro polemiche &#8230; i &#8220;nostri&#8221; rappresentanti al governo, e con loro le opposizioni, che fanno? Quatti quatti sbrigano quelli che sempre più si potrebbero chiamare &#8220;i loro affari&#8221;! E a pagarli, (stiamo attenti!!!), saremo, ancora una volta, noi!</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<span><em><strong>Il Senato -</strong></em><strong>infatti</strong><em><strong>- ha dato una spallata all&#8217;acqua pubblica.</strong> Con l&#8217;approvazione dell&#8217;articolo 15 del decreto legge numero 135 la via della privatizzazione è spianata. Nelle prossime settimane il testo passerà alla Camera, poi arrivaranno i decreti attuativi, promessi dal governo entro il 31 dicembre 2009: allora l&#8217;acqua sarà davvero una merce</em>&#8220;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Di seguito una serie di riflessioni assolutamente &#8220;urgenti&#8221; sulla questione&#8230;. non abbassiamo la guardia e sopratutto restiamo informati!!!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span><strong>Da &#8220;altraeconomia&#8221;</strong>: </span></p>
<ul>
<li><a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2176&amp;fromHP=1" target="_blank">Una lettera dal futuro: un cittadino spiega la privatizzazione dell&#8217;acqua a una senatrice</a></li>
<li><a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2168" target="_blank">Acqua, tra privatizzazione e cattiva informazione</a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il Denaro Pesa Più Dell&#8217;Acqua! (di Alex Zanotelli): <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/11/lettera-aperta-di-zanotelli-acqua-nov-2009.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>LA PROPOSTA DI SEZANO</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 10:03:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[«La proposta di Sezano» è un appello per l&#8217;inclusione dell&#8217;acqua nell&#8217;Agenda dei negoziati sul Cambiamento Climatico che si terranno a Copenhagen (Danimarca) dal 7 al 18 dicembre 2009. Firmato da numerosi rappresentanti italiani di base di altrettante confessioni religiose e tradizioni morali (buddisti, sikh, musulmani, ebrei, cristiani di varie confessioni&#8230;) per le quali l&#8217;acqua è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1628" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/10/acqua-diritto_200.gif" alt="" width="200" height="153" />«La proposta di Sezano» è un appello per l&#8217;inclusione dell&#8217;acqua nell&#8217;Agenda dei negoziati sul Cambiamento Climatico che si terranno a Copenhagen (Danimarca) dal 7 al 18 dicembre 2009. Firmato da numerosi rappresentanti italiani di base di altrettante confessioni religiose e tradizioni morali (buddisti, sikh, musulmani, ebrei, cristiani di varie confessioni&#8230;) per le quali l&#8217;acqua è sacra come sacra è la vita, «l&#8217;appello è una vera novità culturale e interreligiosa, non solo a livello italiano», sottolinea Riccardo Petrella, docente di economia all&#8217;Università di Lovanio, promotore del Contratto mondiale dell&#8217;acqua e, in questi giorni, docente dell&#8217;Università del Bene Comune. Si tratta infatti di una «proposta» nata a Sezano, sulle colline di Verona, nell&#8217;ambito dei corsi organizzati dalla Facoltà dell&#8217;Acqua dell&#8217;Università del Bene Comune e dall&#8217;Associazione Monastero del Bene Comune, presso l&#8217;antico Monastero di Sezano.</p>
<p>É possibile sottoscrivere l&#8217;appello scrivendo a <a href="mailto:lapropostadisezano@gmail.com">lapropostadisezano@gmail.com</a><br />
o visitando il sito <a href="http://www.lapropostadisezano.it/">www.lapropostadisezano.it </a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><strong>APPELLO<br />
«LA PROPOSTA DI SEZANO»</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center">PER L&#8217;ACQUA NELL&#8217;AGENDA DEI NEGOZIATI DI COPENHAGEN SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Noi, cittadini abitanti in Italia, espressione di credenze religiose e tradizioni morali diverse, accomunati dalla condivisione del grande valore del diritto universale ad una vita umanamente e socialmente dignitosa per tutti, nel rispetto del grande patrimonio comune costituito dall&#8217;insieme di tutte le specie viventi, siamo convinti che è venuto il tempo, per l&#8217;Umanità, di concretizzare il «buon vivere insieme» a livello globale e planetario, condividendo, a tal fine, la consapevolezza che l&#8217;acqua rappresenta oggi il campo di vita più critico e più strutturante del divenire dell&#8217;Umanità,</p>
<p>CHIEDIAMO</p>
<ol>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">che la problematica 	dell&#8217;acqua sia inclusa, in quanto tale, nell&#8217;agenda dei negoziati 	della Conferenza di Copenhagen (COP 15). Il più grande negoziato 	mondiale in corso sul divenire dell&#8217;Umanità e della vita del 	pianeta non può essere centrato soltanto sui problemi energetici. 	Per più di tre miliardi di esseri umani il problema principale 	oggi è l&#8217;alimentazione, l&#8217;accesso all&#8217;acqua, la salute. Un 	accordo sul clima deve includere anche l&#8217;acqua, la terra, la salute;</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">che il «Trattato di 	Copenhagen» approvi il principio di dare il via ai lavori di 	definizione e di approvazione di un Protocollo Mondiale sull&#8217;Acqua 	da definire nel periodo 2010-2012. Le basi scientifiche e tecniche 	necessarie per tale Protocollo esistono grazie all&#8217;immenso lavoro 	compiuto dalle Agenzie delle Nazioni Unite nel corso degli ultimi 30 	anni sul piano delle conoscenze, analisi, dati, strumenti di 	misurazione e di valutazione, esperienze concrete;</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">che la Conferenza di 	Copenhagen riconosca l&#8217;urgenza di un Patto Mondiale per l&#8217;Acqua da 	porre sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite, concretizzato nel 	Protocollo, sottolineando a tal fine la necessità per la Comunità 	internazionale di disporre di uno strumento efficace di azione e di 	cooperazione mondiale quale una «United Nations Water Authority», 	dotata di autonomia nei confronti dei grandi interessi economici, 	finanziari e commerciali privati e dei paesi più forti nel campo 	dell&#8217;acqua.</p>
</li>
</ol>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Promotori (ordine alfabetico)</span>: </strong><em>RELIGIONE BUDDHISTA – SRI LANKA;</em> RELIGIONE CRISTIANA (Chiesa Anglicana, Chiesa Apostolica Italiana, Chiesa Cattolica romana, Chiesa Luterana, Chiesa Metodista, Chiesa Valdese, Chiesa Ortodossa Romena, Chiesa Ortodossa Russa), <em>RELIGIONE EBRAICA, </em><em>RELIGIONE ISLAMICA, </em><em>RELIGIONE SIKH, </em><em>TRADIZIONE AFRICANA ANIMISTA, </em><em>TRADIZIONE AFROBRASILIANA, </em><em>TRADIZIONE ANDINA </em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Per approfondimenti vedi il bell&#8217;articolo di <a href="http://www.giovaniemissione.it/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=2700&amp;Itemid=128"><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">Anna Pozzi, sul numero di ottobre di Jesus</span></a>, e l&#8217;i<a href="http://www.giovaniemissione.it/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=2701&amp;Itemid=142"><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">ntervista a padre Alex Zanotelli</span></a></p>
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		<title>Morto per religione</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 11:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Gasparetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Desidero segnalare un articolo di Lorenzo Cremonesi che ho letto sul Corriere della Sera Magazine di questa settimana. Racconta la storia di un ragazzo pachistano di 20 anni che &#8220;amava, ricambiato, una ragazza musulmana, è stato salvato dal linciaggio con l’arresto. Ma dal carcere non è più uscito vivo. E un padre francescano attacca: «L’hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Desidero segnalare un articolo di Lorenzo Cremonesi che ho letto sul Corriere della Sera Magazine di questa settimana. Racconta la storia di un ragazzo pachistano di 20 anni che &#8220;amava, ricambiato, una ragazza musulmana, è stato salvato dal linciaggio con l’arresto. Ma dal carcere non è più uscito vivo. E un padre francescano attacca: «L’hanno torturato, contro di noi c’è una vera persecuzione»&#8221;.</p>
<p>Link sul sito del Corriere:</p>
<p><a href="http://">http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_07/morto-di-religione-lorenzo-cremonesi_f73e6760-b355-11de-b362-00144f02aabc.shtml</a></p>
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		<title>Traffico web registrato dal 2001 al 2008</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2009/10/traffico-web-registrato-dal-2001-al-2008/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 16:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo una notizia, a mio avviso sconcertante, di cui non si parla molto&#8230;
Navigatori spiati per 7 anni
Da Repubblica.it
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo una notizia, a mio avviso sconcertante, di cui non si parla molto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/tecnologia/alice-spia1/alice-spia1/alice-spia1.html">Navigatori spiati per 7 anni</a></p>
<p><em>Da Repubblica.it</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>CONVEGNO 2009: DIRITTI UMANI, UGUAGLIANZA, GIUSTIZIA SOCIALE &#8211; VERSO UN WELFARE PLANETARIO</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2009/09/convegno-2009-diritti-umani-uguaglianza-giustizia-sociale-verso-un-welfare-planetario/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 12:19:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/?p=1544</guid>
		<description><![CDATA[ 17° Convegno del Centro Balducci, 5° Convegno dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Friuli Venezia-Giulia diventano
1° CONVEGNO
 
DIRITTI UMANI, UGUAGLIANZA, GIUSTIZIA SOCIALE &#8211; VERSO UN WELFARE PLANETARIO
Con una ventina di ospiti da tutto il mondo
Continuiamo a mantener fede, come Centro Balducci, a quell’impegno assunto nel settembre 1992 di vivere in continuità l’accoglienza concreta alle persone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-family: Verdana,Georgia,'Trebuchet MS',Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em; text-align: left;"><span style="border-collapse: collapse; font-size: 11px;"> </span><strong><a href="http://www.centrobalducci.org/homenew.htm" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1545" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/09/convegno-balducci-2009.jpg" alt="" width="180" height="190" /></a>17° Convegno del Centro Balducci, 5° Convegno dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Friuli Venezia-Giulia </strong>diventano</p>
<h1 style="font-family: Verdana,'Trebuchet MS',Georgia,Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1.455em; color: #0298c4; font-weight: bold; text-align: left;">1° CONVEGNO</h1>
<p><span style="border-collapse: collapse; font-size: 11px;"> </span></p>
<h1 style="font-family: Verdana,'Trebuchet MS',Georgia,Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1.455em; color: #0298c4; font-weight: bold; text-align: left;">DIRITTI UMANI, UGUAGLIANZA, GIUSTIZIA SOCIALE &#8211; VERSO UN WELFARE PLANETARIO</h1>
<p><strong>Con una ventina di ospiti da tutto il mondo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Continuiamo a mantener fede, come Centro Balducci, a quell’impegno assunto nel settembre 1992 di vivere in continuità l’accoglienza concreta alle persone, con particolare attenzione agli stranieri, e la promozione culturale dell’accoglienza, della giustizia sociale, dell’uguaglianza, dei diritti umani e della pace; in particolare di restare fedeli alla promozione dell’appuntamento di settembre, che anno dopo anno è cresciuto in intensità, significato e partecipazione, con il contributo di donne e uomini provenienti da diversi luoghi del Pianeta. In questo cammino abbiamo incontrato e continuiamo a incontrare diverse persone, gruppi, associazioni. Se lo scorso anno il 16° Convegno del Centro Balducci è diventato il IV della Rete Internazionale contro la globalizzazione del mercato e l’impunità, quest’anno, il 17° diventa il 1° Convegno Internazionale promosso insieme all’Ordine degli Assistenti sociali del Friuli Venezia Giulia che si incontrano per il loro 5° Convegno. Il tema scelto di comune accordo ha impegnato nella collaborazione ambedue i soggetti per un evento culturale coinvolgente i partecipanti che partendo dalla storia, dopo i passaggi di analisi, riflessione, denuncia, proposta, ritornino alla storia con quella ricchezza indispensabile per contribuire alla sua trasformazione positiva.</p>
<h3 style="padding: 18px 20px; font-family: Verdana,'Trebuchet MS',Georgia,Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1.273em; color: #000000; font-weight: bold; background-color: #a9f1b7; line-height: 19px; text-align: justify;">Diritti umani, uguaglianza, giustizia sociale, verso un welfare planetario: una questione globale, con diverse articolazioni, tutte di evidente attualità perché riguardano la vita delle persone e delle comunità di questa nostra società e dell’intero Pianeta. <br style="font-family: Verdana,Georgia,'Trebuchet MS',Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em;" /></h3>
<p style="text-align: justify;">Il Centro Balducci e l’Ordine degli Assistenti sociali della Regione Friuli Venezia Giulia si propongono con il contributo di studiosi/e di operatori/trici e di testimoni provenienti oltre che dalle nostre comunità, da diversi luoghi del Pianeta di analizzare le cause della violazione dei diritti umani, delle disuguaglianze, delle ingiustizie, delle chiusure nel localismo, nella xenofobia e nel razzismo; di aprirsi con questa consapevolezza ad una presenza, premura e cura alle vittime, a chi soffre, a chi è ai margini con profondità umana e qualità professionale, per cui il “servizio sociale professionale” possa intrecciarsi con l’agire sociale dei diversi soggetti: le istituzioni e il volontariato nelle sue diverse espressioni, una politica rinnovata per decisioni adeguate alle esigenze delle persone. Queste considerazioni evidenziano l’interdipendenza planetaria, anche perché i soggetti diversi del Pianeta abitano fra noi; l’urgenza di un’etica mondiale comune nella quale tutte le persone possano riconoscersi e sentirsi sostenute nell’affermare e praticare i diritti umani uguali per tutti e in ogni luogo, la giustizia sociale non solo proclamata, ma attuata; la crescente umanizzazione possa essere il percorso di un’utopia calda, coinvolgente, impegnativa, con il reciproco sostegno ed incoraggiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">L’organizzazione del Convegno prevede momenti di ascolto, lavori di gruppo, assemblee plenarie; particolarmente significativa la conclusione con due eventi in due luoghi emblematici: prima nell’ex-ospedale psichiatrico di San Osvaldo a Udine e poi nel carcere della stessa città. Vi aspettiamo per vivere quattro giornate così profonde e importanti.</p>
<p style="font-family: Verdana,Georgia,'Trebuchet MS',Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em; text-align: left;"><strong>DEPLIANT:</strong> <a href="http://pprg.infoteca.it/easyne2/Archivi/BALD/Files/depliant.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
<p style="font-family: Verdana,Georgia,'Trebuchet MS',Geneva,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 1em; text-align: left;"><strong>SITO INTERNET:</strong> <a href="http://www.centrobalducci.org/homenew.htm" target="_blank">&#8211;&gt;</a></p>
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		<title>Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2009/07/pacchetto-insicurezza-noi-disobbediamo/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 09:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo un&#8217;interessante e importante iniziativa di raccolta firme promossa da una nutrita lista di associazioni trentine che denunciano unite l&#8217;incostituzionalità del cosiddetto &#8220;pacchetto sicurezza&#8221;. Di seguito l&#8217;incipit dell&#8217;appello e il link alla pagina dell&#8217;appello stesso dove poter aderirvi.
“Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.vitatrentina.it/var/vitatrentina/storage/images/media/imported_images/betlemme_dei_popoli/festa_dei_popoli/390724-1-ita-IT/festa_dei_popoli_small.jpg" alt="" width="130" height="100" />Segnalo un&#8217;interessante e importante iniziativa di raccolta firme promossa da una nutrita lista di associazioni trentine che denunciano unite l&#8217;incostituzionalità del cosiddetto &#8220;pacchetto sicurezza&#8221;. Di seguito l&#8217;incipit dell&#8217;appello e il link alla pagina dell&#8217;appello stesso dove poter aderirvi.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”. </em>Don Lorenzo Milani</p>
<p style="text-align: justify;">Il “pacchetto sicurezza” approvato in parlamento rende la nazione più insicura introducendo la discriminazione tra persone in base alla distinzione di condizioni personali e sociali. Ciò è in contrasto con l’art. 3 della Costituzione Italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>APPELLO e possibilità di aderirvi:</strong> <a href="http://www.vitatrentina.it/partecipa/iniziative/pacchetto_in_sicurezza_noi_disobbediamo" target="_blank">VAI &#8211;&gt;</a></p>
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		<title>Ridimensioniamo i grandi discorsi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 14:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi reputo tutto sommato una persona ottimista, ciononostante in riferimento ai recenti sviluppi del G8 dell&#8217;Aquila mi sento in dovere di mantenere un approccio piuttosto prudente e per certi versi critico. I grandi discorsi pronunciati in occasioni quali quella in questione non hanno mai cambiato il mondo; definire &#8220;un successo&#8221; un summit &#8220;tecnicamente&#8221; e logisticamente ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><img class="size-full wp-image-1408 alignleft" title="g8 aquila 250" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/07/g8-aquila-250.jpg" alt="g8 aquila 250" width="250" height="151" />Mi reputo tutto sommato una persona ottimista, ciononostante in riferimento ai recenti sviluppi del G8 dell&#8217;Aquila mi sento in dovere di mantenere un approccio piuttosto prudente e per certi versi critico. I grandi discorsi pronunciati in occasioni quali quella in questione non hanno mai cambiato il mondo; definire &#8220;un successo&#8221; un summit &#8220;tecnicamente&#8221; e logisticamente ben riuscito non dovrebbe indurre le opinioni pubbliche a gridare vittoria o a sedersi sugli allori (non fosse per il fatto che promesse simili o addirittura maggiori &#8211;  non mantenute - risalgono ancora al 2001, G8 di Genova, o al 2004, Commission for Africa di Tony Blair). E per favore smettiamola di peccare di pressapochismo ogni qualvolta ci si ritrovi a parlare di &#8220;movimenti no-global&#8221;. Tale definizione credo non renda affatto giustizia alle migliaia di persone che in occasioni come quella del recente G8 desiderano esprimere un proprio dissenso, una visione differente del mondo che non si identifica affatto immediatamente nel rifiuto della globalizzazione. Tempo addietro era stata introdotta una formula molto più azzeccata e postiva: &#8220;new-global&#8221;. Di globalizzazione infatti non è più possibile non parlare, impossibile rifiutarla o contrastarla. Come non sentirsi, tuttavia, responsabili in riferimento alla direzione da dare a questo processo-fenomeno? Inviterei dunque media e politica a lasciare da parte le polemiche sui soliti gruppetti &#8220;violenti&#8221;, che altro non fanno che rovinare questa possibilità pacifica e democratica di esprimersi, e a valutare con attenzione e serietà la voce critica, ma anche propositiva, della società civile organizzata.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ridimensioniamo dunque i grandi discorsi: proviamo a fare un po&#8217; di chiarezza e a riflettere su cifre e promesse attraverso l&#8217;analisi che Gian Antonio Stella propone oggi sul <em>Corriere. </em><strong><a href="http://www.corriere.it/politica/09_luglio_13/paesi_ricchi_africa_6f922564-6f6b-11de-bf72-00144f02aabc.shtml" target="_blank">VAI &#8211;&gt;</a></strong></p>
<p style="text-align: justify; ">
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		<title>Diritto alla Rete – 14 Luglio sciopero dei blog</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 16:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’appello di Guido Scorza per lo sciopero dei blog del 14 Luglio contro il Decreto Alfano. Occorre ancora una volta resistere di fronte a provvedimenti che vorrebbero passare indisturbati come fossero sempre e comunque per il bene del paese&#8230;

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’appello di Guido Scorza per lo sciopero dei blog del 14 Luglio contro il Decreto Alfano. Occorre ancora una volta resistere di fronte a provvedimenti che vorrebbero passare indisturbati come fossero sempre e comunque per il bene del paese&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sY_VfRE0mZU&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/sY_VfRE0mZU&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" wmode="opaque" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>COMUNICATO  RIGUARDO AL DECRETO SICUREZZA SULL’ IMMIGRAZIONE DA PARTE DI DON  PIERLUIGI DI PIAZZA  RESPONSABILE DEL CENTRO E. BALDUCCI DI ZUGLIANO-UDINE</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2009/07/comunicato-riguardo-al-decreto-sicurezza-sull%e2%80%99-immigrazione-da-parte-di-don-pierluigi-di-piazza-responsabile-del-centro-e-balducci-di-zugliano-udine/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 09:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[A nome personale e del Centro di accoglienza per stranieri e di promozione culturale “Ernesto Balducci” di Zugliano-Udine, esprimo, proprio a partire dall’esperienza di 20 anni di accoglienza di tante persone immigrate, un giudizio molto severo, di totale contrarietà alle norme previste dal decreto sicurezza in materia di immigrazione. La politica che produce tali decreti non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1390" title="reato immigrazione clandestina" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/07/reato-immigrazione-clandestina.jpg" alt="reato immigrazione clandestina" width="250" height="206" />A nome personale e del Centro di accoglienza per stranieri e di promozione culturale “Ernesto Balducci” di Zugliano-Udine, esprimo, proprio a partire dall’esperienza di 20 anni di accoglienza di tante persone immigrate, un giudizio molto severo, di totale contrarietà alle norme previste dal decreto sicurezza in materia di immigrazione. La politica che produce tali decreti non conosce la realtà: è presuntuosa e impreparata e per questo diventa cinica e crudele. Pare non conoscere la Carta Universale dei diritti umani, la nostra Costituzione, la Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Tutti noi vorremmo che ciascuna delle persone straniere presenti in Italia fosse regolare: per questa situazione dobbiamo impegnarci.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima scelta della politica a livello europeo dovrebbe essere un progetto di lungo e serio impegno di cooperazione con i Paesi impoveriti e in guerra, cominciando col rompere le complicità con lo sfruttamento di persone, risorse e ambiente e con il sostegno alle guerre con la fabbricazione e la vendita di armi. Di cooperazione internazionale non si parla neanche: e invece dovrebbe quanto prima esser riproposta con contenuti e modalità nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda dovrebbe riguardare la prevenzione, il contrasto e la repressione delle organizzazioni mafiose e criminali che gestiscono la “speranza disperata” di milioni di persone in fuga da diversi luoghi del Pianeta, in tutti i Continenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza dovrebbe essere una revisione seria della legge sull’immigrazione (anche il Presidente della Camera Fini lo afferma) che attualmente produce illegalità per quanto riguarda gli ingressi, le interminabili lungaggini burocratiche, la possibilità di passare dalla regolarità alla irregolarità…</p>
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente si dovrebbe assumere il coraggio politico e legislativo di regolarizzare 700 mila, forse un milione, di persone irregolari che lavorano in nero, spesso utilizzati e sfruttati, a cominciare da decine di migliaia di donne nelle nostre case. Ora il reato di clandestinità, incredibilmente, riguarda anche loro e saranno coinvolti nella sanzione di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare anche le famiglie o qualche persona anziana che non sono state in grado di regolarizzarle, oltre a tutti i problemi legati al perfezionamento degli atti di stato civile. Una  volta avviate ad attuazione queste decisioni  di regolarizzazione che contribuirebbero di molto a rassicurare la società, ci si dovrebbe occupare delle altre persone irregolari presenti sul territorio trovando percorsi di regolarizzazione: con decisioni politiche e legislative capaci di progettualità, ad esempio investendo in modo mirato sulla formazione professionale di gruppi di stranieri perché rientrando nei loro Paesi possano contribuire a processi storici di liberazione dall’ingiustizia, dallo sfruttamento, dalle guerre, per una convivenza di giustizia e di pace, di istruzione, salute, lavoro. Il reato di immigrazione irregolare non solo non risolverà alcun problema ma ne produrrà di altri: solleciterà le persone a nascondersi ulteriormente, come ha detto mons. Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, “porterà molti dolori e difficoltà agli immigrati” e insieme alimenterà la percezione dell’immigrazione come un’invasione da cui difendersi, da leggere in modo negativo e problematico, oscurando tutte le situazioni e le dimensioni positive: dalla ricchezza economica ai contributi pensionistici alla presenza nelle scuole alla ricchezza umana, culturale, religiosa; nel frattempo si dimentica la memoria veritiera dell’emigrazione italiana regolare ed irregolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono davvero al di fuori di ogni realtà le sanzioni economiche (da 5mila a 10mila Euro) a persone che il più delle volte non dispongono di nulla; ed è inverosimile la situazione che riguarderà il nostro sistema giudiziario già in grave difficoltà. Il protrarsi della permanenza nei centri di identificazione e di espulsione – anche in base alle condizioni attuali di questi luoghi -  determineranno una detenzione prolungata in condizione di inattività completa, con ripercussioni psichiche prevedibili. La legalizzazione delle ronde è poi una svalutazione delle forze dell’ordine, del loro compito e del loro impegno. Invece di valorizzarle riconoscendo l’enorme lavoro che in questi anni si sono sobbarcate proprio riguardo all’immigrazione a partire dagli sportelli delle Questure e al servizio sul territorio; invece di potenziarle in uomini, donne, mezzi, si istituisce un corpo separato più che discutibile per la composizione, le finalità, le operazioni con il possibile paradosso che le forze dell’ordine dovranno vigilare anche su di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi un passaggio legislativo che produce in noi tutti, impegnati da anni, tristezza, sdegno etico, rinnovo di idealità e di impegno, proprio a partire da tante esperienze positive in un’Italia e in un Friuli Venezia Giulia già multietnici, multiculturali, plurireligiosi. Noi siamo per una legalità seria che riguarda tutti, italiani e stranieri; siamo per una sicurezza che riguarda tutti, gli stranieri e noi, i bambini, le donne, non solo nelle strade ma anche dentro alle case; gli anziani; gli abitanti delle città attraversate da vagoni insicuri per la mancanza di manutenzione; gli operai sui luoghi di lavoro; una sicurezza che riguarda questa società, ma insieme tutte le comunità del Pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nostra Regione ci si muove nella stessa sintonia e anche i passaggi impugnati dal Governo centrale riguardo alla “Legge sicurezza” della nostra Regione, riguardano le competenze più che il merito ribadito ora dal Decreto Sicurezza. Quello che, fra l’altro, colpisce e fa riflettere è che noi persone, associazioni, centro di accoglienza da anni coinvolti ed impegnati, che abbiamo proposto seriamente documenti, riflessioni e prospettive, non siamo per nulla considerati, come neanche esistessimo. Sarà inevitabile, obbligatorio comunque fra qualche tempo incontrarci perché questa mentalità e questi provvedimenti produrranno solo problemi, dolori, insicurezza; solo con un impegno serio prossimamente si potranno trovare progressivamente risposte adeguate.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi Di Piazza</p>
<p style="text-align: justify;">Zugliano, 3 luglio 2009</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In PDF</strong>:  <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/07/decreto-sicurezza_pierluigi.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Da Teheran&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 06:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo. (Testimonianza diretta di una ragazza di Teheran)



Da dove comincio? faccio un breve elenco e vi do l&#8217;autorizzazione ad inolterare questa e mail a tutti. visto che il minimo che si possa fare e` di smascherare queste bestie.ok da una settimana che i cellulari non funzionano dopo il pomeriggio e niente sms 24 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Riceviamo e pubblichiamo. (Testimonianza diretta di una ragazza di Teheran)</strong></p>
<p style="margin-bottom: 12pt; text-align: justify;"><span><img class="alignnone size-full wp-image-1339" title="teheran 500" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/06/teheran-500.jpg" alt="teheran 500" width="500" height="246" /><br />
</span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>Da dove comincio? faccio un breve elenco e vi do l&#8217;autorizzazione ad inolterare questa e mail a tutti. visto che il minimo che si possa fare e` di smascherare queste bestie.ok da una settimana che i cellulari non funzionano dopo il pomeriggio e niente sms 24 su 24 ore da 7 giorni.i satelliti non funzionano. quindi niente bbc,euronews,cnn, ecc.le schde telefoniche per chiamare all&#8217;estero non funzionano.internet funziona ma hanno filtrato tutti i siti comunicativi tipo  facebook,you tube,sempre cnn,bbc,qualsisasi cosa centri con le notizie. e` poi con ADSL la velocita` e` 3kb!!!!!!!!!! </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span> </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>pensate un po&#8217;! praticamente siamo in una gabbia tutti prigionieri senza poter comunicare con nessuno.telefoni fissi e le chiacchiere tutte sono controllate. dopo il pomeriggio se cammini per la strada se vai nelle piazze o nei corsi principali ti picchiano cosi basta che tu sia vicino a loro,non iporta l&#8217;eta` o il sesso.hanno l&#8217;autorizzazione  per sparare. e poi non tutti di loro sono riconoscibili perche` in ogni manifestazione che facciamo tanti di loro incogniti con abiti normali fanno la manifestazione insieme a noi poi in un certo punto tirano fuore le armi e comincino a picchiare e addirittura uccidere.</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span> </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>Le ambulanze che ci mandano non sono affidabile perche` portano i feriti in un ospedale dipendente dal governo che probalimente lascia morire tutti.e se riusciamo ad accompagnare qualcuno in un ospedale privato,il giorno dopo attaccano l&#8217;ospedale e si riprendono i feriti. </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>Ma siamo uniti piu` che mai e non abbiamo paura quando stiamo tutti insieme.con un elemento verde un pezzetto di tessuti verde facciamo le manifestazioni. il verde e` il simbolo del candidati MOUSSAVI per cui abbiamo votato tutti e che sappiamo tutti che ha vinto al 100% le elezioni. una bravissima persona molto intelletuale sia lui che sua moglie. alle 10 di sera andavamo sul tetto per mostrare la nostra disapprovazione dando lo slogan ALLAH AKBAR che in arabo vuol dire Dio e` piu` grande.visto che 30 anni fa quando i nostri stupidi genitori hanno fatto la rivoluzione islamica davano lo stesso slogan! ma finito anche questo perche` dall&#8217;altro ieri sera sparano anche verso i tetti degli appartamneti da cui sentono questo slogan!!!!!!! </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>Ormai apriamo le finestre spegniamo le luci e urliamo sempro lo stesso slogan cosi siamo piu` sicuri.2 sere fa davanti ai miei occhi hanno sparato a un ragazzo ventenne ed e` morto. La zona in cui abito io e` uno dei piu` importanti centri dove la gente si riunisce e purtroppo anche dalla camera da letto fino alle 3 di mattina sento le voci i pianti gli urli gli spari&#8230; sono peggio di hitler.vedere delle immagini non basterebbe mai a capire quello che stiamo passando,mai. e` purtroppo la maggior parte di noi sappiamo che tutto questo sangue non servira` a nulla.questo dittatore uccide e uccide e alla fine si riprende la vita quotidiana,ma per ora si continua.</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span> </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span> Hanno arrestato la maggio parte dei leader riconformisti. hanno attaccato casa dello studente dell&#8217;universita` di tehran, di Shiaraz e quello di Isfahan. di immagini ne abbiamo ancora poche visto che abbiamo grande difficolta` di comunicazione ma vi mando tutto quello che ricevo o via e mail o via face book. per ora con una specie di rompifiltro riesco ad entrare in facebook ma devo tolgiermi le foto e mi devo pure cambiare il nome. perche` saro` in guai visto che controllano ogni mossa nostra.</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span> </span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>L&#8217;unica cosa che mi potete fare e spargere le notizie e diffondere le immagini.<br />
un abbraccio forte</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span>L.</span></div>
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		<title>Per questo, scegliamo di sbattervi in faccia (e aiutateci a farlo con quante più persone possibili) l&#8217;orrore della guerra che ci circonda.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 10:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanalec</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;orrore che suscitano le fotografie che abbiamo pubblicato in home page e nella pagine dell&#8217;articolo di Enrico Piovesana, come questa qui a fianco, violando probabilmente qualsiasi tipo di codice deontologico, è tanto. Ma ci pare sensato e persino giusto fare &#8211; oggi &#8211; questa provocazione.

Oggi che il ministro dell&#8217;Interno italiano &#8211; parlando &#8220;a nome di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1308" title="101441" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/05/101441.jpg" alt="101441" width="250" height="179" />L&#8217;orrore che suscitano le fotografie che abbiamo pubblicato in home page e nella pagine dell&#8217;articolo di Enrico Piovesana, come questa qui a fianco, violando probabilmente qualsiasi tipo di codice deontologico, è tanto. Ma ci pare sensato e persino giusto fare &#8211; oggi &#8211; questa provocazione.</p>
<div style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Oggi che il ministro dell&#8217;Interno italiano &#8211; parlando &#8220;a nome di tutte le nazioni dell&#8217;Unione Europea&#8221;, si vanta di avere rispedito 227 migranti nelle mani degli aguzzini libici. <br />
&#8220;Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no&#8221;, dicono di loro le donne che &#8220;hanno avuto la fortuna&#8221; di sbarcare a Lampedusa.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi che un cretinetti (come si dice a Milano) poco più che trentacinquenne si permette di proporre per il trasporto pubblico milanese posti riservati ai cittadini Doc, facendoci ritornare di colpo agli anni dell&#8217;apartheid sudafricano, o delle discriminazioni razziali negli Stati Uniti. Roba che nemmeno in Israele, dove pure qualche motivo di sicurezza vera si potrebbe addurre, si sognano di fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi che aprendo i giornali o i siti o le televisioni, quei pochi che credono ancora nei valori della borghesia (quelli usciti dalla rivoluzione francese) sussultano involontariamente di entusiasmo alle parole di un ex-fascista che, pur essendo nella maggioranza, pratica l&#8217;unica opposizione visibile in questo Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi che, nessuno lo dice, l&#8217;Italia ha mandato in Afghanistan non il genio pontieri o gli alpini distributori di caramelle ai bambini, ma la Folgore, l&#8217;intera Brigata Folgore, &#8220;fior fiore di un popolo e di un Esercito in armi&#8221;. Uomini e donne addestrati non certo a costruire scuole, ma piuttosto a uccidere.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi che siamo in guerra, fuori e dentro ai nostri confini, che più del settanta percento di italiani è contento di un Governo che non si può certo definire &#8220;fascista&#8221; ma che certamente definire &#8220;oligarchico&#8221; è condizione necessaria, ma non sufficiente, per descriverne la barbarie e l&#8217;arretratezza rispetto alle grandi conquiste del 1900.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi sarebbe necessario un altro sussulto, non quello entusiasta alle parole del Presidente della Camera, ma di violenta indignazione, e noi non troviamo altro modo di provare a provocarlo. Per questo, scegliamo di sbattervi in faccia (e aiutateci a farlo con quante più persone possibili) l&#8217;orrore della guerra che ci circonda. Non l&#8217;orrore, ma la guerra.</p>
</div>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ff6600;"><strong><span style="color: #e74d17;">Maso Notarianni</span></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicato della Rete di associazioni veneziane Tuttiidirittiumanipertutti</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 12:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Da molto tempo ormai la rete di associazioni veneziane tuttiidirittiumanipertutti denuncia le quotidiane violazioni dei diritti dei migranti e dei potenziali richiedenti asilo politico che arrivano alle frontiere dell&#8217;Adriatico in fuga dalla Grecia, paese rispetto al quale l&#8217;Acnur e Amnesty International hanno chiesto di sospendere i respingimenti perché la Repubblica ellenica non garantisce in alcun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da molto tempo ormai la rete di associazioni veneziane tuttiidirittiumanipertutti denuncia le quotidiane violazioni dei diritti dei migranti e dei potenziali richiedenti asilo politico che arrivano alle frontiere dell&#8217;Adriatico in fuga dalla Grecia, paese rispetto al quale l&#8217;Acnur e Amnesty International hanno chiesto di sospendere i respingimenti perché la Repubblica ellenica non garantisce in alcun modo il diritto d&#8217;asilo.<br />
Le persone che raggiungono il porto di Venezia e gli altri porti dell&#8217;Adriatico, quando intercettate dalla polizia di frontiera, vengono il più delle volte respinte senza formalità, non ricevono un provvedimento argomentato, scritto e tradotto, non incontrano un avvocato né personale civile, vengono chiusi in una cabina sprovvista di bagno a bordo della stessa nave sulla quale si erano nascosti per cercare di raggiungere l&#8217;Italia e fare richiesta di asilo, diritto fondamentale che viene in tal modo negato in dispregio della normativa nazionale, internazionale e comunitaria.<br />
Queste persone, come dimostrano le cifre ufficiali dei respingimenti fornite dalla stessa autorità portuale, vengono così rimandate in Grecia per essere soggette ad altre arbitrarie detenzioni e trattamenti inumani e degradanti. Di loro non resta traccia scritta e documentata. La maggior parte di questi migranti proviene dall&#8217;Afghanistan ed è in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni talebane. Moltissimi di loro sono minorenni, come lo era Zaher, il ragazzino morto a Mestre nel dicembre dell&#8217;anno scorso cercando proprio di eludere quei controlli di frontiera che avrebbero potuto rispedirlo indietro violando i suoi diritti fondamentali.<br />
Per permettere a queste persone di uscire dall&#8217;invisibilità e poter denunciare quanto avviene loro, una delegazione della rete si è recata a Patrasso nel febbraio del 2009. Lì abbiamo trovato una situazione disperata, ampiamente documentata dalle immagini che abbiamo proiettato nell&#8217;assemblea cittadina &#8220;Fronte del Porto&#8221; tenutasi a Mestre, alla presenza del sindaco Cacciari, lo scorso 31 Marzo.<br />
A Patrasso, abbiamo raccolto le storie di tante persone respinte da Venezia e dagli altri porti italiani, le abbiamo informate dei loro diritti e degli strumenti giuridici a loro disposizione. Il risultato di questo lavoro è stato il fatto che la Corte europea dei diritti umani con sede a Strasburgo ha ritenuto ammissibili i ricorsi individuali dei 35 migranti che li hanno presentati, moltissimi di loro minorenni, ed è quindi adesso pendente un procedimento che vede come controparti il governo italiano e il governo greco rispetto alle violazioni dei diritti fondamentali denunciate da questi migranti.<br />
Questo è un passo importantissimo verso la possibilità reale che si ripristini la legalità e il rispetto dei diritti alla frontiera del porto di Venezia, dove vige una situazione che lo stesso sindaco Cacciari, sostenendo le denunce della nostra rete, ha definito fuori controllo e lesiva dei diritti umani fondamentali delle persone.</p>
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		<title>Bambini al lavoro &#8211; Uno sguardo differente al lavoro minorile</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 15:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zanalec</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[jardin]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mlal]]></category>
		<category><![CDATA[nats]]></category>
		<category><![CDATA[protagonismo]]></category>
		<category><![CDATA[umani]]></category>

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		<description><![CDATA[IL PROGETTO “DIRITTI UMANI IN AZIONE: INFANZIA, LAVORO, PROTAGONISMO”

Di fronte a innumerevoli politiche abolizionistiche che vorrebbero eliminare del tutto la possibilità di svolgere un’attività lavorativa da parte di un ragazzo, nel sud del mondo i movimenti NATs (Niños y Adolescentes Trabajadores, Bambini e ragazzi lavoratori) chiedono ai governi e alla comunità internazionale che possa venir [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IL PROGETTO “DIRITTI UMANI IN AZIONE: INFANZIA, LAVORO, PROTAGONISMO</strong><em><strong>”</strong></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><a href="http://www.natsper.org"><img class="alignleft size-medium wp-image-1264" title="nats per ban" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/04/template_r3_c14-300x104.jpg" alt="nats per ban" width="300" height="104" /></a></em></p>
<p class="MsoNormal">Di fronte a innumerevoli politiche abolizionistiche che vorrebbero eliminare del tutto la possibilità di svolgere un’attività lavorativa da parte di un ragazzo, nel sud del mondo i movimenti NATs (Niños y Adolescentes Trabajadores, Bambini e ragazzi lavoratori) chiedono ai governi e alla comunità internazionale che possa venir loro riconosciuto un diritto ad un lavoro svolto in condizioni degne e sicure e una partecipazione attiva alla vita sociale e politica del paese. L’idea di fondo è che non tutte le esperienze lavorative siano da eliminare. Se lo sfruttamento e le occupazioni pericolose o dannose vanno combattute, esistono tuttavia forme di attività economiche che possono essere ritenute accettabili e che possono costituire per i ragazzi, davanti a situazioni di necessità, un’occasione di apprendimento e crescita, in termini di conquista di maggiore autonomia, senso di autostima, socializzazione economica.</p>
<p class="MsoNormal">Anche quest’anno l’associazione<span style="color: #000000;"> “</span><a href="http://www.natsper.org" target="_blank"><span style="color: #000000;">Nats per… Onlus</span></a><span style="color: #000000;">” </span><span style="color: #000000;">grazie alla preziosa collaborazione con “</span><a href="http://www.jardin.it" target="_blank"><span style="color: #000000;">Jardin de los niños Onlus</span></a><span style="color: #000000;">” e “</span><a href="http://www.mlal.org" target="_blank"><span style="color: #000000;">Progetto Mondo MLAL</span></a><span style="color: #000000;">” e con il co-finanziamento della Regione Veneto ha organizzato dei percorsi di formazione nelle scuole di diverso ordine e grado, al fine di sensibilizzare gli studenti rispetto all&#8217;esistenza dei movimenti dei bambini lavoratori e di strada, oltre che a promuovere la cultura dei diritti dell&#8217;infanzia, ed in particolare del diritto alla partecipazione, così come definito nell&#8217;articolo 12 della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989.</span><span style="color: #000000;"> Il progetto </span><em><span style="color: #000000;">Diritti umani in azione: infanzia, lavoro, protagonismo</span></em><span style="color: #000000;"> ha interessato numerose classi del territorio del trevisano, veneziano, padovano e del veronese. Esso </span><span style="color: #000000;">prevedeva un percorso che si strutturava in quattro incontri di due ore ciascuno in cui i ragazzi delle classi, con l’aiuto di educatori, si sono confrontati, hanno lavorato in gruppo e realizzato giochi inerenti al tema del lavoro minorile, dello sfruttamento, delle cause che portano i bambini a lavorare, della posizione di valorizzazione critica del lavoro dei movimenti NATs, dei loro diritti come ragazzi e della partecipazione nei vari ambiti della loro vita come cittadini responsabili e attivi. L’ultimo incontro ha visto inoltre la presenza delle delegazioni colombiana e peruviana di bambini lavoratori. L’una proveniente dalla </span><em><span style="color: #000000;">Fondazione del piccolo lavoratore</span></em><span style="color: #000000;"> di Bogotà, l’altra formata dalla direttrice della </span><em><span style="color: #000000;">Scuola Nassae </span></em><span style="color: #000000;">in Lima e dal delegato del movimento nazionale NATs Perù. I loro interventi e le loro vite presentate nelle varie classi hanno dato un apporto concreto e realista su quella che è l’esperienza dei bambini lavoratori e sulla lotta che portano avanti perché venga loro riconosciuto un diritto ad un lavoro degno e ad un ascolto attivo da parte dei governi e della comunità internazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Una visione del lavoro minorile a cui non è abituata la nostra società, spesso ancorata a modelli paternalistici e adultocentrici dell’infanzia che non vedono ancora nel bambino e ragazzo un soggetto attivo e capace di partecipazione non solo sociale ma anche politica, ma che lo rinchiudono in sfere di protezione e sicurezza, discriminandolo secondo un presupposto di immaturità.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #000000;">Per maggiori informazioni sui movimenti NATs e sul progetto:</span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.natsper.org/"><span style="color: #000000;">www.natsper.org</span></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.natsper.org/?IN_ITALIA:Formazione_nelle_scuole" target="_blank"><span style="color: #333333;">Formazione scuole Nats per</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.jardin.it/page.php?sid=5e7746ad09c66d21f0c7c682d9849d36&amp;pageid=NEWPG00P" target="_blank"><span style="color: #333333;">Formazione scuole Jardin de los ninos</span></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.natsper.org/?LINKS" target="_blank"><span style="color: #333333;">Links utili</span></a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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