gen
19
2010
2

APPUNTAMENTO: Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile

ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos:

Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile

Interverranno:

Padre Dario Bossi: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos

Gianni Alioti: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, si occupa anche di ecologia e ambiente.

Venerdì 29 gennaio, Ore 20,45, Sala Comboni, c/o Missionari Comboniani, Via Giovanni da Verdara, 139 – PADOVA

Info sulla campagna: www.justicanostrilhos.org – binaridigiustizia@gmail.com

“Justiça nos trilhos” (tradotta italiano con “Binari di giustizia”) è una campagna internazionale di pressione sulla multinazionale mineraria brasiliana Vale do Rio Doce (recentemente rinominata “Vale”), la seconda impresa al mondo per la produzione dell’acciaio. La campagna è stata lanciata alla fine del 2007 da alcune organizzazioni della società civile brasiliana, ma ben presto si è espansa in tutto mondo (Canada, Indonesia, Cile, Mozambico, ecc.) seguendo – di fatto – i molteplici “tentacoli” produttivi allungati dalla Vale nei vari continenti, attraverso alleanze con altre imprese del settore o l’acquisizione di concessioni minerarie all’estero. Tra i promotori “brasiliani” anche una nostra “vecchia conoscenza”: padre Dario, il missionario comboniano che per sette anni è stato attivo anche a Padova in varie attività a noi vicine come La Rete Lilliput e la Festa dei Popoli.

… continua nell’allegato:

Written by Daniele in: Appuntamenti, Diritti Umani |
gen
09
2010
7

La latitanza dello Stato

Le vicende di Rosarno possono essere lette ed interpretate, di primo acchito, sotto due grossi e contrapposti punti di vista. Si possono prendere le difese della comunità di immigrati, considerarla vittima di un’intolleranza dalla connotazione razzista che, secondo questa tendenza, sarebbe assai diffusa in Italia; così come è possibile accogliere la protesta della comunità residente di italiani che ha vissuto l’esplosione di un insieme di manifestazioni di violenza da parte di immigrati di cui si vorrebbe l’immediata espulsione. In entrambi i casi, tuttavia, il rischio è di rimanere preda di due ideologie contrapposte ma figlie della medesima logica.

Risulta assai coerente con questa logica vedere ora in un gruppo, ora nell’altro, la classica contrapposizione fra Bene e Male. Risulta altrettanto chiaro ai miei occhi come entrambe le parti abbiano motivo di avanzare ragioni a favore della propria “causa”: sia la comunità residente di italiani che percepisce la convivenza con gli extracomunitari sempre più precaria e resa incandescente dalla violenza scatenatasi da parte degli stessi; sia la comunità di immigrati (molti dei quali, leggo sui giornali, non sarebbero nemmeno clandestini) che è vittima dello sfruttamento della criminalità organizzata e che vive in condizioni igieniche ed umane indegne (le immagini che i tg e la rete internet mostrano sono eloquenti).

Chiunque si collochi nella prospettiva della contrapposizione fra Bene e Male non credo possa avere una corretta e neutrale visione del problema. Ciò che è accaduto a Rosarno non può essere descritto difendendo solo ed esclusivamente le ragioni di un gruppo a detrimento delle ragioni dell’altro. Quei fatti, in definitiva, non possono essere spiegati semplicemente ricorrendo alla ridicola retorica dell’espulsione di tutti gli immigrati né a quella nauseante del razzismo. Questo sia perché l’immigrazione è un fenomeno ineluttabile – frutto della globalizzazione e della riduzione al minimo degli spazi politici – sia perché gridare al razzismo non ha alcuna evidente attinenza con le vicende di Rosarno. Il colore della pelle o la provenienza geografica non hanno alcuna rilevanza nel clima incandescente che si è acceso nella località calabrese. Credo che chi solleva il problema del razzismo sia da equiparare, per ignoranza o, peggio, per un preciso disegno politico, ai cosiddetti imprenditori politici della paura ed in special modo della xenofobia.

Il vero problema che emerge da tutta questa vicenda è la latitanza dello Stato, l’assenza della Politica che in questi ultimi 15-20 anni è rimasta volontariamente spettatrice passiva di un fenomeno, preferendo la creazione del consenso fondata sugli slogan e sull’ideologia al pragmatismo dell’azione. Com’è possibile, infatti, che, pur in presenza della tanto vituperata legge Bossi-Fini (che avrebbe dovuto porre limiti seri agli ingressi) il numero degli immigrati ha continuato a crescere a dismisura? Com’è possibile, poi, che, una volta fattili entrare discriminando fra quanti avevano in qualche modo diritto a restare e quanti no, vi siano immigrati regolari che vivono stipati in baraccopoli come quelle di Rosarno in cui vi sono precarie condizioni di igiene e dove, dunque, i diritti umani non vengono protetti? Quanti erano a conoscenza delle fabbriche di Rosarno? Quante altre baraccopoli o appartamenti sovraffollati esistono sul territorio italiano, magari sotto la gestione di reti criminali e nel totale silenzio della Politica? Come può la Politica di un Paese sedicente civile dimenticarsi in questi casi del primario valore della casa e più in generale del valore dell’umanità?

Ci sono fin troppa nauseante retorica xenofoba, da una parte, e buonista e terzomondista, dall’altra, ma il vero problema è che finora è risultato impossibile mettersi d’accordo sul significato di “integrazione”. Recentemente, sponsorizzata da alcuni rilevanti uomini politici con la collaborazione dei think tank che vi stanno dietro, circola la proposta di abbassare i tempi di attesa per l’estensione del diritto di voto amministrativo agli immigrati allo scopo di farli sentire “più a casa”, per un’idea di generosità nell’accoglienza che, a mio modo di vedere, si rivela più come il frutto di calcoli in termini di consenso elettorale che di una profonda convinzione assiologica. In realtà, storicamente il diritto di voto si spiega come l’implicazione del legame diretto instaurato fra la tassazione e la rappresentanza. Ma, nell’attuale situazione di crisi economica e di difficoltà nella ricerca di un lavoro tangibile persino per noi italiani, siamo veramente convinti che il problema primario per un immigrato (vai a raccontarlo ad uno di Rosarno) sia quello di ottenere il diritto di voto? Credo che occorrerebbe finirla con queste ipocrisie buoniste. Lo Stato affermi la propria sovranità rivendicando il diritto di stabilire chi può accogliere e chi no (il reato di clandestinità, i più mi criticheranno, dovrebbe avere questo significato). E, successivamente, si faccia carico di chi effettivamente soggiorna sul territorio italiano con interventi miranti ad inserirlo nel tessuto democratico economico e sociale.

Alberto Gasparetto

nov
16
2009
2

La privatizzazione continua, ma… acqua in bocca!!!

Tra lodi e leggi al personam, crocefissi, polemiche e contro polemiche … i “nostri” rappresentanti al governo, e con loro le opposizioni, che fanno? Quatti quatti sbrigano quelli che sempre più si potrebbero chiamare “i loro affari”! E a pagarli, (stiamo attenti!!!), saremo, ancora una volta, noi!

Il Senato -infatti- ha dato una spallata all’acqua pubblica. Con l’approvazione dell’articolo 15 del decreto legge numero 135 la via della privatizzazione è spianata. Nelle prossime settimane il testo passerà alla Camera, poi arrivaranno i decreti attuativi, promessi dal governo entro il 31 dicembre 2009: allora l’acqua sarà davvero una merce“.

Di seguito una serie di riflessioni assolutamente “urgenti” sulla questione…. non abbassiamo la guardia e sopratutto restiamo informati!!!

Da “altraeconomia”:

Il Denaro Pesa Più Dell’Acqua! (di Alex Zanotelli):

Written by Daniele in: Diritti Umani, Informazione |
ott
28
2009
2

LA PROPOSTA DI SEZANO

«La proposta di Sezano» è un appello per l’inclusione dell’acqua nell’Agenda dei negoziati sul Cambiamento Climatico che si terranno a Copenhagen (Danimarca) dal 7 al 18 dicembre 2009. Firmato da numerosi rappresentanti italiani di base di altrettante confessioni religiose e tradizioni morali (buddisti, sikh, musulmani, ebrei, cristiani di varie confessioni…) per le quali l’acqua è sacra come sacra è la vita, «l’appello è una vera novità culturale e interreligiosa, non solo a livello italiano», sottolinea Riccardo Petrella, docente di economia all’Università di Lovanio, promotore del Contratto mondiale dell’acqua e, in questi giorni, docente dell’Università del Bene Comune. Si tratta infatti di una «proposta» nata a Sezano, sulle colline di Verona, nell’ambito dei corsi organizzati dalla Facoltà dell’Acqua dell’Università del Bene Comune e dall’Associazione Monastero del Bene Comune, presso l’antico Monastero di Sezano.

É possibile sottoscrivere l’appello scrivendo a lapropostadisezano@gmail.com
o visitando il sito www.lapropostadisezano.it

APPELLO
«LA PROPOSTA DI SEZANO»

PER L’ACQUA NELL’AGENDA DEI NEGOZIATI DI COPENHAGEN SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Noi, cittadini abitanti in Italia, espressione di credenze religiose e tradizioni morali diverse, accomunati dalla condivisione del grande valore del diritto universale ad una vita umanamente e socialmente dignitosa per tutti, nel rispetto del grande patrimonio comune costituito dall’insieme di tutte le specie viventi, siamo convinti che è venuto il tempo, per l’Umanità, di concretizzare il «buon vivere insieme» a livello globale e planetario, condividendo, a tal fine, la consapevolezza che l’acqua rappresenta oggi il campo di vita più critico e più strutturante del divenire dell’Umanità,

CHIEDIAMO

  1. che la problematica dell’acqua sia inclusa, in quanto tale, nell’agenda dei negoziati della Conferenza di Copenhagen (COP 15). Il più grande negoziato mondiale in corso sul divenire dell’Umanità e della vita del pianeta non può essere centrato soltanto sui problemi energetici. Per più di tre miliardi di esseri umani il problema principale oggi è l’alimentazione, l’accesso all’acqua, la salute. Un accordo sul clima deve includere anche l’acqua, la terra, la salute;

  2. che il «Trattato di Copenhagen» approvi il principio di dare il via ai lavori di definizione e di approvazione di un Protocollo Mondiale sull’Acqua da definire nel periodo 2010-2012. Le basi scientifiche e tecniche necessarie per tale Protocollo esistono grazie all’immenso lavoro compiuto dalle Agenzie delle Nazioni Unite nel corso degli ultimi 30 anni sul piano delle conoscenze, analisi, dati, strumenti di misurazione e di valutazione, esperienze concrete;

  3. che la Conferenza di Copenhagen riconosca l’urgenza di un Patto Mondiale per l’Acqua da porre sotto l’egida delle Nazioni Unite, concretizzato nel Protocollo, sottolineando a tal fine la necessità per la Comunità internazionale di disporre di uno strumento efficace di azione e di cooperazione mondiale quale una «United Nations Water Authority», dotata di autonomia nei confronti dei grandi interessi economici, finanziari e commerciali privati e dei paesi più forti nel campo dell’acqua.

Promotori (ordine alfabetico): RELIGIONE BUDDHISTA – SRI LANKA; RELIGIONE CRISTIANA (Chiesa Anglicana, Chiesa Apostolica Italiana, Chiesa Cattolica romana, Chiesa Luterana, Chiesa Metodista, Chiesa Valdese, Chiesa Ortodossa Romena, Chiesa Ortodossa Russa), RELIGIONE EBRAICA, RELIGIONE ISLAMICA, RELIGIONE SIKH, TRADIZIONE AFRICANA ANIMISTA, TRADIZIONE AFROBRASILIANA, TRADIZIONE ANDINA

Per approfondimenti vedi il bell’articolo di Anna Pozzi, sul numero di ottobre di Jesus, e l’intervista a padre Alex Zanotelli

Written by Daniele in: Appuntamenti, Diritti Umani |
ott
10
2009
2

Morto per religione

Desidero segnalare un articolo di Lorenzo Cremonesi che ho letto sul Corriere della Sera Magazine di questa settimana. Racconta la storia di un ragazzo pachistano di 20 anni che “amava, ricambiato, una ragazza musulmana, è stato salvato dal linciaggio con l’arresto. Ma dal carcere non è più uscito vivo. E un padre francescano attacca: «L’hanno torturato, contro di noi c’è una vera persecuzione»”.

Link sul sito del Corriere:

http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_07/morto-di-religione-lorenzo-cremonesi_f73e6760-b355-11de-b362-00144f02aabc.shtml

ott
08
2009
2

Traffico web registrato dal 2001 al 2008

Segnalo una notizia, a mio avviso sconcertante, di cui non si parla molto…

Navigatori spiati per 7 anni

Da Repubblica.it

Written by marco in: Diritti Umani, Informazione |
set
03
2009
2

CONVEGNO 2009: DIRITTI UMANI, UGUAGLIANZA, GIUSTIZIA SOCIALE – VERSO UN WELFARE PLANETARIO

17° Convegno del Centro Balducci, 5° Convegno dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Friuli Venezia-Giulia diventano

1° CONVEGNO

DIRITTI UMANI, UGUAGLIANZA, GIUSTIZIA SOCIALE – VERSO UN WELFARE PLANETARIO

Con una ventina di ospiti da tutto il mondo

Continuiamo a mantener fede, come Centro Balducci, a quell’impegno assunto nel settembre 1992 di vivere in continuità l’accoglienza concreta alle persone, con particolare attenzione agli stranieri, e la promozione culturale dell’accoglienza, della giustizia sociale, dell’uguaglianza, dei diritti umani e della pace; in particolare di restare fedeli alla promozione dell’appuntamento di settembre, che anno dopo anno è cresciuto in intensità, significato e partecipazione, con il contributo di donne e uomini provenienti da diversi luoghi del Pianeta. In questo cammino abbiamo incontrato e continuiamo a incontrare diverse persone, gruppi, associazioni. Se lo scorso anno il 16° Convegno del Centro Balducci è diventato il IV della Rete Internazionale contro la globalizzazione del mercato e l’impunità, quest’anno, il 17° diventa il 1° Convegno Internazionale promosso insieme all’Ordine degli Assistenti sociali del Friuli Venezia Giulia che si incontrano per il loro 5° Convegno. Il tema scelto di comune accordo ha impegnato nella collaborazione ambedue i soggetti per un evento culturale coinvolgente i partecipanti che partendo dalla storia, dopo i passaggi di analisi, riflessione, denuncia, proposta, ritornino alla storia con quella ricchezza indispensabile per contribuire alla sua trasformazione positiva.

Diritti umani, uguaglianza, giustizia sociale, verso un welfare planetario: una questione globale, con diverse articolazioni, tutte di evidente attualità perché riguardano la vita delle persone e delle comunità di questa nostra società e dell’intero Pianeta.

Il Centro Balducci e l’Ordine degli Assistenti sociali della Regione Friuli Venezia Giulia si propongono con il contributo di studiosi/e di operatori/trici e di testimoni provenienti oltre che dalle nostre comunità, da diversi luoghi del Pianeta di analizzare le cause della violazione dei diritti umani, delle disuguaglianze, delle ingiustizie, delle chiusure nel localismo, nella xenofobia e nel razzismo; di aprirsi con questa consapevolezza ad una presenza, premura e cura alle vittime, a chi soffre, a chi è ai margini con profondità umana e qualità professionale, per cui il “servizio sociale professionale” possa intrecciarsi con l’agire sociale dei diversi soggetti: le istituzioni e il volontariato nelle sue diverse espressioni, una politica rinnovata per decisioni adeguate alle esigenze delle persone. Queste considerazioni evidenziano l’interdipendenza planetaria, anche perché i soggetti diversi del Pianeta abitano fra noi; l’urgenza di un’etica mondiale comune nella quale tutte le persone possano riconoscersi e sentirsi sostenute nell’affermare e praticare i diritti umani uguali per tutti e in ogni luogo, la giustizia sociale non solo proclamata, ma attuata; la crescente umanizzazione possa essere il percorso di un’utopia calda, coinvolgente, impegnativa, con il reciproco sostegno ed incoraggiamento.

L’organizzazione del Convegno prevede momenti di ascolto, lavori di gruppo, assemblee plenarie; particolarmente significativa la conclusione con due eventi in due luoghi emblematici: prima nell’ex-ospedale psichiatrico di San Osvaldo a Udine e poi nel carcere della stessa città. Vi aspettiamo per vivere quattro giornate così profonde e importanti.

DEPLIANT:

SITO INTERNET: –>

Written by Daniele in: Appuntamenti, Diritti Umani |
lug
21
2009
3

Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo

Segnalo un’interessante e importante iniziativa di raccolta firme promossa da una nutrita lista di associazioni trentine che denunciano unite l’incostituzionalità del cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Di seguito l’incipit dell’appello e il link alla pagina dell’appello stesso dove poter aderirvi.

Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”. Don Lorenzo Milani

Il “pacchetto sicurezza” approvato in parlamento rende la nazione più insicura introducendo la discriminazione tra persone in base alla distinzione di condizioni personali e sociali. Ciò è in contrasto con l’art. 3 della Costituzione Italiana.

APPELLO e possibilità di aderirvi: VAI –>

Written by Daniele in: Diritti Umani |
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