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	<title>Come2discuss &#187; Blog/siti amici</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>ROM E ISLAM: due questioni europee per la sinistra europea</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito una riflessione proveniente dal blog (già citato nelle nostre pagine) http://yorickthefool.blogspot.com La discussione è aperta! In un campo nomadi romano quattro bambini rom sono morti mentre dormivano, avvolti e soffocati dalle fiamme. La loro morte ci ricorda che l’inconscio politico dell’Occidente è popolato di ciò che la patina dello stile di vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Pubblichiamo di seguito una riflessione proveniente dal blog (già citato nelle nostre pagine) <a href="http://yorickthefool.blogspot.com/">http://yorickthefool.blogspot.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La discussione è aperta!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.siciliamagazine.com/wp-content/uploads/2010/04/rom211.jpg" alt="" width="342" height="240" />In un campo nomadi romano quattro bambini rom sono morti mentre dormivano, avvolti e soffocati dalle fiamme. La loro morte ci ricorda che l’inconscio politico dell’Occidente è popolato di ciò che la patina dello stile di vita europeo non vuole vedere, o non può tollerare. La coscienza italiana, si sa, può tollerarlo ancora meno. Lo dimostrano campagne mediatiche contro il “pericolo rom”, le condizioni dei loro campi nomadi e gli ostacoli sociali alla loro integrazione; la difficoltà di quest’ultima, poi, viene in genere fatta passare per condizione volontaria: i rom non si vogliono integrare. Ecco un punto importante, anzi: ecco <em>il</em> punto importante. Che cosa vuol dire integrare? Ci ritorneremo tra poco. Quello dei rom non è comunque un problema solo italiano, sebbene il vizio populistico da noi lo renda particolarmente appetitoso per chi sia costantemente in cerca di oggetti libidinali su cui far scaricare gli istinti repressi di una società di polizia. Che non sia un problema “provinciale” è testimoniato dall’iniziativa del presidente Sarkozy, che nell’agosto scorso ha preso la decisione di revocare ad alcuni rom, cittadini comunitari, i diritti previsti dal trattato di Schengen, e di procedere al loro rimpatrio forzato. Perché? Con quale diritto? La patria del cosmopolitismo illuminista è scivolata sulla buccia di banana del paria europeo, il rom, il senza patria? Ma naturalmente chi si poteva opporre? Qualche richiamo formale (UE), nessuna reazione sostanziale (sempre UE); il plauso di Maroni, il sorriso di Berlusconi. La verità è che il “problema rom” non interessa a nessuno, e non è mai interessato a nessuno. Eppure su questa questione, mi pare, si gioca una partita importante, tanto più importante in quanto priva di una posta materiale. Sui rom non si gioca l’economia – non si gioca niente. Solo il diritto allo stato puro, spogliato di qualsiasi altra eteronomia, eterodirezione, contaminazione. Ma allora è tanto più preoccupante che, come ha osservato il filosofo francese Balibar, i rom stiano sempre più diventando il perno pericoloso su cui si sta costruendo, colpevolmente inosservato, il “nuovo apartheid”, il “lato oscuro dell’emergere della nuova cittadinanza europea”<a href="http://#_ftn1">[1]</a>. Là dove il diritto potrebbe/dovrebbe librarsi alto e privo di compromessi, in realtà esso manca la presa sulla realtà. Perché? Giocare “il diritto allo stato puro” non è giocare “niente”. Al contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’Europa gioca nel frattempo una partita anche su un altro fronte, e questa volta la linea di separazione corre sul suo lato esterno. Si tratta della partita con l’Islam, iniziata ufficialmente nel 2001 e con le “crociate” (termine usato da Bush jr, prima della prudente <em>retractatio</em> formale) che ne sono seguite; una partita che si gioca da ben prima, sebbene dietro le quinte. Il dibattito sulle radici cristiane dell’Europa sembra ormai aver trovato una tacita, implicita e condivisa risposta con la finzione, storicamente aberrante, di una identità europea presuntivamente giudeo-cristiana. Questa identità, come ha rimarcato Tariq Ramadan e come ha ricordato più di recente Jurgen Habermas, è un falso storico, una costruzione che fino al 1945 sarebbe stata non solo impensabile, ma anche ridicolizzata in gran parte dell’Europa che si considerava civile. La “questione islamica” è il vero nome dei recenti attacchi al multiculturalismo, sferrati a breve giro prima dalla cancelliera tedesca Angela Merkel (per approfondimenti si veda <a href="http://yorickthefool.blogspot.com/2010/10/il-multikulti-ha-fallito-prospettive.html">qui</a> un precedente post di questo blog) e, pochi giorni fa, dal premier conservatore britannico Cameron, durante una sua visita (guarda caso) a Monaco. Cameron ha affermato, praticamente citando la Merkel, che “il multiculturalismo ha fallito”, e ciò proprio mentre per le strade dell’Inghilterra un corteo di estrema destra sfilava per protestare contro l’Islam scandendo lo slogan “Allah, Allah, who’s the fuck is Allah” (“Allah, Allah, chi cazzo è Allah”). Con ciò, Cameron ha dato un colpo di spugna alla precedente politica labour, impostata nell’epoca Blair sull’idea della convivenza multiculturale all’interno dello spazio pubblico del Regno Unito. La nuova crescita delle destre europee, moderate o estreme, si gioca dunque sulla dichiarazione di morte del progetto multiculturale (in Italia nessuno ha dichiarato che il multiculturalismo è morto semplicemente perché la classe dirigente non sa che cosa sia il multiculturalismo, dal momento che è in altre faccende affaccendata).  Ma la morte del “multikulti” in realtà è diretto contro i turchi lavoratori di Germania, come la Merkel ha esplicitamente ammesso, seguendo vergognosamente le teorie di Thilo Sarrazin (dopo averle ufficialmente smentite: cfr <a href="http://yorickthefool.blogspot.com/2010/10/il-multikulti-ha-fallito-prospettive.html">qui</a>); ed è diretto contro l’Islam fondamentalista nel caso di Cameron. Rimane un altro caso, che non è ancora stato citato: il divieto della Svizzera, sanzionato mediante referendum nel 2009, a costruire nel territorio della Confederazione Elvetica altri minareti, cioè campanili da cui effettuale il richiamo dei fedeli. In Europa ci sono centinaia di migliaia di campanili. Dalle colline della mia città con un’occhiata se ne possono contare almeno una trentina; ma minareti la pluralissima Svizzera non ne vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Queste due questioni distribuiscono la problematica dell’alterità su due fronti, uno interno e l’altro esterno. Sebbene giocate in maniera evidentemente diversa nello spazio pubblico e mediatico, sono entrambe, credo, assolutamente importanti. Sarebbe forse possibile azzardare che ciò che si sta facendo con i rom rappresenta ciò che si vorrebbe fare con i musulmani? È forse un’idea ardita, sociologicamente non sostenibile; tuttavia, ciò che è attivo con i rom, cioè l’ingiunzione “o ti integri, o non ti voglio”, è la stessa ingiunzione contenuta nella dichiarazione di morte del multiculturalismo. Nessuna differenza reale è tollerata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ripiegamento sulla tradizione, e il conseguente appello alla “conservazione”, è tipico, come si sa, dei momenti di crisi. Ha fatto benissimo Jurgen Habermas a ricordare, sebbene con grandissima arte, che cosa è successo in Europa (e in Germania, naturalmente) quando alcune tesi sono state prima sostenute da (sedicenti) intellettuali e poi adottate dai governi. E che un tedesco, rivolgendosi a tedeschi, chiami in causa la barbarie nazista (anche solo per dire poi che il riferimento davvero appropriato è un altro), è un segno della gravità della situazione; una gravità che assume dimensioni ancor più allarmanti, perché<strong>in questo momento le sinistre in Europa non stanno proponendo un modello alternativo a quello proposto dagli alfieri della reazione</strong>. È chiaro che non è un problema facile a risolversi, ma è altrettanto evidente che non si può lasciare la mano alle destre, che sempre più sono disposte a concessioni alle forze ultraconservatrici (Olanda in particolare, ma anche Francia). Ciò di cui c’è bisogno è un’idea di Europa e di convivenza che non lasci le spalle scoperte alla tolleranza e alla democrazia <em>sostanziale</em>.<strong>Perché non riproporre, ad esempio, il problema delle condizioni economiche, il tema del welfare, il tema della redistribuzione? Perché non concepire una sinistra che coniughi il tema del riconoscimento con quello dell’equità? Perché non coinvolgere le comunità presenti all’interno degli stati europei in progetti realmente emancipatori, perché non farli sentire, al pari nostro, attori attivi nella costruzione di un percorso di convivenza che unisca le problematiche economico-sociali a quelle identitario-religiose?</strong> Tutto questo richiederebbe, è logico, una forza che sembra mancare alla sinistra non solo italiana, ma anche europea. Tuttavia penso che la “questione rom” e la “questione islamica” possano essere due punti fondamentali nell’agenda politica della sinistra, due punti forse anche impopolari ma dai quali muovere per ritrovare una direzione. La sinistra ha bisogno di ripartire, di riprogettarsi, e di ritrovare anche un soggetto sociale in grado di agire il cambiamento. Perché non ripartire da ciò che non è stato ancora teorizzato, per esplorare strade nuove per la costruzione di una nuova convivenza e di una nuova Europa?</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3032963233772401249#_ftnref1">[1]</a> Cfr. E. Balibar, <em>Rom, questione comune</em>, rielaborazione dell&#8217;introduzione Sigona N. e Trehan N., <em>Romani Politics iN Contemporary Europe</em>, Palgrave  2009:  “La costruzione dell&#8217;Ue ha avuto degli effetti estremamente contraddittori. Ha prodotto una categorizzazione dei rom a livello europeo, dal momento che per la Ue sono stati considerati un &#8220;problema&#8221; nel loro stesso diritto a farne parte. Questo è uno scalino preliminare nella nuova razzializzazione dei rom. Li mette nella stessa categoria dei &#8220;migranti&#8221; di origine extracomunitaria, in un quadro generale che ho definito come l&#8217;emergente apartheid europeo, il lato oscuro dell&#8217;emergenza di una «cittadinanza europea». La differenza proviene dal fatto che i &#8220;migranti&#8221; (e i discendenti di migranti) sono visti come un altro esterno, mentre gli tzigani come un altro interno. Ciò d&#8217;altronde rafforza il vecchio stereotipo del nemico interno, che ha effetti sanguinosi”.  (<a href="http://incidenze.blogspot.com/2010/09/etienne-balibar-rom-questione-comune.html">http://incidenze.blogspot.com/2010/09/etienne-balibar-rom-questione-comune.html</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>IL FOGLIO DI YORICK- forme di pensiero collettivo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 07:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raggiungi yorick su facebook: Scarica “il foglio di yorick”: http://www.yorickthefool.blogspot.com Che cos’è “il foglio di yorick”, questa cosa che avete appena “aperto” (già, ma senza sfogliarlo!) e che, forse, vi apprestate a leggere? Si potrebbe cominciare dicendo che non è una “cosa” ben definita. È piuttosto “più cose” alla ricerca di una sintesi, di una forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Raggiungi yorick su facebook: <a href="http://www.facebook.com/pages/yorick-the-fool/102653043110672#!/pages/yorick-the-fool/102653043110672" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1984" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/04/facebook-logo_30.png" alt="" width="30" height="30" /></a></h2>
<h4><a href="http://www.facebook.com/pages/yorick-the-fool/102653043110672#!/pages/yorick-the-fool/102653043110672" target="_blank"></a>Scarica “il foglio di yorick”: <a href="http://www.yorickthefool.blogspot.com/" target="_blank">http://www.yorickthefool.blogspot.com</a></h4>
<p style="text-align: justify;">Che cos’è “il foglio di yorick”, questa cosa che avete appena “aperto” (già, ma senza sfogliarlo!) e che, forse, vi apprestate a leggere? Si potrebbe cominciare dicendo che non è una “cosa” ben definita. È piuttosto “più cose” alla ricerca di una sintesi, di una forma nuova. Dunque è anche un tentativo, una prova: appunto, un esperimento. Proviamo a mettere un po’ d’ordine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ci troveremo dentro. Primo esperimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Aprire uno spazio critico. “il foglio di yorick” vorrebbe essere un luogo per molte voci, luogo del pluralismo dello sguardo sul nostro tempo. Ma vorrebbe anche andare oltre la presentazione delle molte voci: non vorrebbe arrestarsi ad una generica condanna del nostro presente, alla denuncia e all’informazione; vorrebbe anche essere uno spazio in cui lo sguardo e la critica del presente assumono una prospettiva progettuale, sforzandosi di tracciare i contorni di un futuro possibile. Uno spazio di critica e di proposta, quindi; un foglio a partire dal quale parlare, discutere. Perché la critica mutila se stessa se non diviene (pro)positiva e non favorisce l’incontro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forme intermedie. Secondo esperimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carta o schermo. Libro o e-book. Lo scenario del presente è un’intersezione di modi e supporti comunicativi, nessuno dei quali è ancora risultato vincente. Lanciare una sfida. Far interagire questi modi antagonisti in maniera virtuosa, complice. Il sottotitolo dice: idee da leggere inoltrare stampare.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggere: il formato A4 orizzontale rende agevole la lettura a schermo intero (ctrl+L), rimanendo funzionale anche alla stampa su carta nel formato più tradizionale. I links attivi, colorati, permettono inoltre di usare “il foglio di yorick” come un ipertesto, collegandolo alla rete e aprendolo oltre i suoi stessi confini.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltrare: la diffusione de “il foglio di yorick” sarà gratuita e a portata di mouse, facile per tutti i suoi lettori.</p>
<p style="text-align: justify;">Stampare: forse la scommessa maggiore. Ogni articolo sarà un piccolo “foglio” autonomo, con tutti i riferimenti e le indicazioni presenti sul giornale. L’idea è quella dello “stampa e diffondi”: ogni lettore potrà stampare l’articolo che più gli è piaciuto o che ritiene più importante, lasciandolo poi nei luoghi dove potrà essere letto da altre persone che entreranno così in contatto con il mondo di yorick. Autobus, uffici, aule studio, piazze…. Ovunque. Stampare, insomma, per seminare le idee su terreni che forse sono fertili ma che non conosciamo nemmeno. E qui arriviamo ad una ulteriore scommessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un nuovo lettore. Terzo esperimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Creare partecipazione, condivisione, allargare la cerchia del dibattito. Un nuovo lettore, che non si limiti a rilanciare con un clic di mouse. “stampa e diffondi” vuol dire anche scegliere luoghi da colonizzare, territori incerti verso i quali aprirsi, territori intorpiditi da scuotere. Un modo, anche, per uscire dalla virtualità telematica, per ricreare una agorà fatta di voci, di sguardi, di toni, di sostanza. Passare nelle mani di una persona un’ idea per il nostro presente è occasione di parole, di conoscenza, di scambio che non sempre un “inoltra” garantisce. Un lettore che partecipi, dunque, all’opera di informazione e di proposta. Un lettore che diventi anche autore, rispondendo agli articoli e inviandone di propri.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo è in movimento, si nutre di idee scambiate tra amici a volte migliaia di km lontani. Assomiglia molto ad una avventura, e come ogni avventura non sa dove andrà a finire e chi incontrerà, né che mezzi adopererà. L’unica cosa di cui noi siamo convinti è che abbiamo bisogno di nuove forme per poter continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto: pensare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NEL NUMERO UNO:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quell’immenso cimitero sommerso p.6 </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La camera da presa ci restituisce l’immagine di un mare tranquillo, mosso da leggere onde, blu e immenso. Poi si ferma su un’immagine: è l’immagine di un vecchio pescatore di Mazara del Vallo che, come è consuetudine ormai da molti anni, sale a bordo del suo peschereccio per andare a pescare - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Alessandra Garda</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Emergenza educazione civica p. 9</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli anni, all’inizio di settembre e a metà giugno, i giornali parlano dei “problemi della scuola”. Garantito; tanto quanto è garantito che in estate trattano del caldo “al di sopra delle medie stagionali” e che in inverno almeno una testata titolerà “L’Italia nella morsa del gelo”. Poi passa - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Gracco Spaziani</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riflessioni su un’esperienza con Libera p.11</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa avevo raccontato, per Ctm altromercato, l’esperienza estiva di campo scout trascorsa con Libera- associazioni, nomi e numeri contro le mafie (parte di questo articolo riprende quanto già pubblicato sul sito www.altromercato.it), ma in quest’occasione volevo andare oltre, cercando di aprire nuovi orizzonti di riflessione - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Laura Battistella</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sudafrica, oltre i mondiali? p.14</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Sudafrica del 2010 sarà ricordato in Italia come il Paese in cui la nazionale di calcio ha fatto una pessima figura sportiva ai Mondiali. I mega-eventi sportivi di questo genere hanno l’incredibile capacità di mettere un intero Paese al centro dell’attenzione internazionale per qualche settimana - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Francesco Gastaldon</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tirocini e precariato. Bamboccioni è ora di organizzarsi p.17</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel diritto del lavoro italiano esistono delle categorie ben definite per gli apprendisti e i contratti di formazione e lavoro, o simili forme di lavoro/apprendimento che permettono al lavoratore di fare esperienza, senza avere la stessa retribuzione di un lavoratore ordinario. Queste categorie sono tutelate, giuridicamente e nella pratica, con limiti agli orari, regole sulla retribuzione, sulla possibilità di eventuale assunzione - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Stefano Panozzo</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nasce la prima associazione antimafia a Verona p.20</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come si legge sullo statuto della neonata associazione di promozione sociale, le finalità principali sono la promozione della cultura antimafia, soprattutto tra le giovani generazioni, mettendole in guardia dalle infiltrazioni mafiose che ormai hanno raggiunto il Veneto e la sensibilizzazione della popolazione tramite incontri, convegni e conferenze con esperti del settore, volti ad approfondire la conoscenza diretta del fenomeno; in tal senso molta attenzione sarà dedicata alla valorizzazione delle storie di tutte quelle vittime di mafia ormai dimenticate - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>comunicato stampa</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 330px;">Per portare avanti la nostra iniziativa abbiamo bisogno di voi… quindi “leggi inoltra e stampa!”, come dice il nostro motto. Se ogni lettore lo invia ad anche solo 5 persone, in un batter d’occhio arriviamo ad una “tiratura” di 1000 copie! Aspettiamo i vostri commenti e i vostri consigli, le vostre lettere, le vostre segnalazioni, e ovviamente i vostri articoli… non esitate a scriverci, vogliamo continuare a ragionare e pensare assieme; facciamo crescere le idee!</p>
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		<title>Un paese diverso è (ancora) possibile?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 11:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo... Caserta 1 giugno 2010 - La ricorrenza del 2 giugno – festa della Repubblica – cade quest’anno in un contesto economico e sociale preoccupante, non solo per i concreti effetti della crisi strutturale dell’economia mondiale, ma ancor più perché si]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Riceviamo e pubblichiamo&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Caserta 1 giugno 2010</em></strong> &#8211; La ricorrenza del 2 giugno – festa della Repubblica – cade quest’anno in un contesto economico e sociale preoccupante, non solo per i concreti effetti della crisi strutturale dell’economia mondiale, ma ancor più perché si riflette su un paese, il nostro, mettendone in risalto le profonde contraddizioni e debolezze che non derivano solo da fattori specificamente economici, bensì da una profonda crisi di natura morale prima ancora che politica, da una drammatica mancanza di prospettive di sviluppo, da una mancanza di coesione sociale che ci impedisce, novità rispetto alla nostra storia repubblicana, di avere una visione comune, senza divisioni localistiche o di ceto, del bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Giova poco o nulla ripetere ciò che è a tutti evidente circa la distanza siderale tra la politica e la concreta vita della gente, la incapacità di rappresentanza di un paese privato di una democrazia sostanziale da leggi elettorali che espropriano gli elettori dal diritto di eleggere i propri parlamentari, trasformati da eletti in designati. Sembra altrettanto scontato ribadire il pericolo che corre il paese, stretto tra provvedimenti che insidiano diritti costituzionali fondamentali, quale quello alla libertà di informazione, o interessi naturali, come quello alla gestione pubblica delle risorse idriche, solo per tutelare gli interessi di singoli potenti o potenti interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi sembra invece richiamarci alla realtà, ci aiuta a demistificare una gestione della politica e della cosa pubblica che si è sinora retta su una strategia di false proposizioni, sostenuta da una sapiente comunicazione, che ci ha drogato spacciando cattiva amministrazione, interessi economici ed egoismi di casta per “riformismo”, “efficienza” e “modernizzazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">È in tale percorso, che dura ormai da circa venti anni, che il paese si è trasformato, che è stato perso – senza nulla in cambio – quel patrimonio di progresso economico, equità sociale e riequilibrio fra zone della nazione che era stato faticosamente realizzato. Basta infatti considerare quanto il “nuovo corso” abbia prodotto in tema di blocco della mobilità sociale, diffusione del precariato, smantellamento della scuola e della sanità pubbliche, per comprendere quanto sia stato devastante, per la società e per l’economia sana, il “nuovo modello” che fa della politica un mero strumento di interessi economici potenti, subordinando i nostri politici “virtuali” alle cricche “reali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia ciò che più preoccupa è il nostro stato di resa, quasi fossimo ormai incapaci di reagire ad una condizione della vita pubblica, dalla quale in fondo deriva il nostro quotidiano di cittadini, che porta, quale recente esempio, nel disposto della “Finanziaria” in corso a chiedere non all’intero paese uno sforzo comune per il riequilibrio dei conti pubblici, ma a reperire disordinatamente risorse facendo cassa su chi è già a terra ma risparmiando la grande evasione e i grandi patrimoni.</p>
<p style="text-align: justify;">È lo stesso senso di incredibile acquiescenza che ci pervade, scendendo nel concreto, di fronte ad Amministratori locali incompetenti o scorretti perché riteniamo che in fondo il sistema preveda solo soluzioni individuali, mentre la difesa dell’interesse collettivo è affare del magistrato o del giornalista coraggioso. Abbiamo in tal modo toccato il fondo perdendo il senso della nostra identità civile e l’orgoglio della nostra storia. L’unica possibilità di riscatto dalle “caste”, da chi persegue egoismi regionali contrabbandati da miracolosi “federalismi fiscali” e da chi i “paradisi fiscali” li trova all’estero, dalle cricche di affaristi che giocano con il pubblico denaro, è svegliarsi, tornare alla dimensione di cittadini liberi che sentono il dovere di difendere le norme di una Costituzione che resta l’ultimo ostacolo alla barbarie di chi non accetta, o non ha mai accettato, i principi che quelle norme traducono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché dedichiamo idealmente questa Festa della Repubblica agli Italiani che non si arrendono, che credono ancora in quei principi, in un paese dove o si va avanti tutti insieme o si è sconfitti insieme, la dedichiamo ai tanti Magistrati che, spesso in solitudine, difendono le leggi della Repubblica, ai giornalisti che con coraggio cercano la verità, ai sindacalisti che ancora si battono per la giustizia, ai giovani che, nel volontariato, sul posto di lavoro o nelle aule, dimostrano di credere che un paese diverso sia ancora possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Carta ‘48, come sempre ad ogni anniversario della nostra storia repubblicana, offre il suo piccolo contributo e chiede ai nostri amici, ai soci, a chi ci segue sul nostro sito WEB, di contattarci , di scriverci, di informarci e di condividere il nostro impegno.</p>
<p style="text-align: justify;">ASSOCIAZIONE CARTA ‘48</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.carta48.org/</p>
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		<title>Matiteresistenti &#8211; Giù le mani dalla scuola pubblica!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 16:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Segnalo un interessante e utile blog di &#8220;resistenza&#8221;, creato e gestito da un gruppo di giovani insegnanti&#8230; &#8220;Noi siamo quelli delle matite, un gruppo di giovani insegnanti. Perchè le matite? Perchè sono inevitabilmente strumento scolastico, ma di tutti, non solo dei professori, anche degli studenti. Perchè resistenti? Perchè in questo momento ce n&#8217;è un gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Segnalo un interessante e utile blog di &#8220;resistenza&#8221;, creato e gestito da un gruppo di giovani insegnanti&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1555" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/09/matite.jpg" alt="" width="180" height="145" />&#8220;<em>Noi siamo quelli delle matite, un gruppo di giovani insegnanti. Perchè le matite? Perchè sono inevitabilmente strumento scolastico, ma di tutti, non solo dei professori, anche degli studenti. Perchè resistenti? Perchè in questo momento ce n&#8217;è un gran bisogno&#8230; Ecco allora che troverete, in questo &#8220;contenitore&#8221;, tipi diversi di matite (spezzate, appuntite, temperate, ecc&#8230;) per dar voce ora alle proteste, ora alle proposte che nel corso del tempo si affacceranno al mondo della scuola. Nato dall&#8217;urgenza del momento, questo blog non disdegnerebbe di diventare luogo di raccolta di idee, informazioni, materiali per una scuola migliore, che &#8220;resiste&#8221; nel tempo.</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VAI AL BLOG:</strong> <a href="http://matiteresistenti.blogspot.com/" target="_blank">http://matiteresistenti.blogspot.com/</a></p>
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		<title>Alec flies to Colombia</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 09:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo questo interessante blog nato da poco, che si propone di raccontare un&#8217;esperienza in Colombia accanto ai ragazzini lavoratori di Bogotà: http://alecfliestocolombia.com L&#8217;invito, proposto dallo stesso autore (Alec Zanussi) è quello di seguire il suo diario e di interagire con lui in questo mese di incontri e di novità che lo aspetta. Buona lettura e&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://alecfliestocolombia.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1441" title="alecfliestocolombia" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/07/alecfliestocolombia.jpg" alt="alecfliestocolombia" width="250" height="197" /></a>Segnaliamo questo interessante blog nato da poco, che si propone di raccontare un&#8217;esperienza in Colombia accanto ai ragazzini lavoratori di Bogotà: <a href="http://alecfliestocolombia.com/" target="_blank">http://alecfliestocolombia.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;invito, proposto dallo stesso autore (Alec Zanussi) è quello di seguire il suo diario e di interagire con lui in questo mese di incontri e di novità che lo aspetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura e&#8230; divulgate anche voi!</p>
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		<title>Paolo Barnard &#8211; Palestina: Capire Il Torto (2) &#8211; TRASCRIZIONE dell&#8217;intervento</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 11:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
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		<description><![CDATA[Di seguito in pdf la trascrizione dell&#8217;intervento di Paolo Barnard pubblicato IN QUESTO POST qualche tempo fa. (leggi il documento direttamente dalla finestra di sotto, oppure utilizza la funzione FULL SCREEN cliccando il tasto in alto a destra) - Publish at Scribd or explore others: online video]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di seguito in pdf la trascrizione dell&#8217;intervento di Paolo Barnard pubblicato <a href="http://www.come2discuss.net/2009/02/paolo-barnard-palestina-capire-il-torto/" target="_blank"><strong>IN QUESTO POST</strong></a> qualche tempo fa. (<em>leggi il documento direttamente dalla finestra di sotto, oppure utilizza la funzione FULL SCREEN cliccando il tasto in alto a destra</em>)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">-</span></p>
<p><object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,0,0" id="doc_535956983810498" name="doc_535956983810498" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" align="middle"	height="600" width="520"><param name="movie"	value="http://d.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=12713260&#038;access_key=key-dqys2ngirgj7ec4zwvo&#038;page=1&#038;version=1&#038;viewMode=list"><param name="quality" value="high"><param name="play" value="true"><param name="loop" value="true"><param name="scale" value="showall"><param name="wmode" value="opaque"><param name="devicefont" value="false"><param name="bgcolor" value="#ffffff"><param name="menu" value="true"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><param name="salign" value=""><param name="mode" value="list"><embed src="http://d.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=12713260&#038;access_key=key-dqys2ngirgj7ec4zwvo&#038;page=1&#038;version=1&#038;viewMode=list" quality="high" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" play="true" loop="true" scale="showall" wmode="opaque" devicefont="false" bgcolor="#ffffff" name="doc_535956983810498_object" menu="true" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" salign="" type="application/x-shockwave-flash" align="middle" mode="list" height="600" width="520"></embed></object>
<div style="margin: 6px auto 3px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 12px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block;">    <a href="http://www.scribd.com/upload" style="text-decoration: underline;">Publish at Scribd</a> or <a href="http://www.scribd.com/browse" style="text-decoration: underline;">explore</a> others:                <a href="http://www.scribd.com/tag/online" style="text-decoration: underline;">online</a>              <a href="http://www.scribd.com/tag/video" style="text-decoration: underline;">video</a>      	</div>
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		<title>Quadro completo della riforma universitaria (legge 133/2008) e possibili forme di opposizione giuridica</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 14:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo di seguito un interessante dossier sulla Legge 133/2008 (riforma universitaria, e non solo, Gelmini-Tremonti) redatto dal tavolo di studio del Polo Carmignani Occupato di Pisa. Per approndire il quadro normativo, i punti della riforma e le preoccupanti prospettive che lascia intravedere (chiaramente), consiglio di leggere tutto il documento pdf (in fondo), di cui di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Segnalo di seguito un interessante dossier sulla Legge 133/2008 (riforma universitaria, e non solo, Gelmini-Tremonti) redatto dal <a href="http://associazione-aut-aut.noblogs.org/" target="_blank">tavolo di studio del Polo Carmignani Occupato di Pisa</a>. Per approndire il quadro normativo, i punti della riforma e le preoccupanti prospettive che lascia intravedere (chiaramente), consiglio di leggere tutto il <a href="http://associazione-aut-aut.noblogs.org/gallery/572/Dossier%20133%282%29.pdf" target="_blank">documento pdf</a> (in fondo), di cui di seguito riportiamo soltantanto la parte propositiva orientata a ricercare e suggerire le modalità  più opportune ed efficaci di risposta e opposizione ad un progetto così bieco.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-739" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2008/10/vauro-gelmini_280.jpg" alt="" width="280" height="237" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POSSIBILI FORME DI OPPOSIZIONE GIURIDICA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questa ultima sezione accenniamo ad alcune possibili forme giuridiche che potrebbero essere percorse, parallelamente alla mobilitazione, per disinnescare, almeno parzialmente, alcuni dei nefasti e<br />
ffetti della legge 133. Auspichiamo di poter approfondire questo aspetto nelle prossime settimane, avvalendoci dei contributi di quei docenti e ricercatori che già  si sono resi o si renderanno disponibili a collaborare con noi, ed a sostenerci nel nostro percorso di lotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Referendum abrogativo:</span></strong> il referendum abrogativo è disciplinato dall´articolo 75 della Costituzione, dove si dispone che per la sua indizione sono necessarie 500 mila firme o la richiesta da parte di 5 Consigli regionali. Esso non è ammesso su 5 materie, fra le quali le leggi tributarie e di bilancio. Per essere valido, è necessario il raggiungimento di un quorum, la cui soglia è fissata al 50% + 1 degli aventi diritto al voto per la Camera dei Deputati. Percorrere la strada del referendum abrogativo presenta numerose difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto esso potrebbe essere richiesto soltanto su quegli articoli della legge, riguardanti l´Università  e la Ricerca, che non hanno natura economica o finanziaria. Altrimenti la proposta di referendum rischierebbe di essere dichiarata inammissibile dalla Corte Costituzionale, che è chiamata ad un previo controllo di ammissibilità . Questo, in pratica, significa che sarebbe possibile abrogare alcuni punti dell´articolo 16, per quanto riguarda la facoltà =obbligo di trasformazione in fondazioni, ma che non sarebbe assolutamente ammissibile un referendum che incida sui tagli o sul blocco del turn over (21).</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre da oltre 15 anni nessun referendum abrogativo riesce a raggiungere il quorum. Se da un lato convocare un referendum sarebbe un´ottima strategia per catalizzare l´attenzione dell´opinione pubblica su questi problemi, e portare avanti una massiccia campagna di contro-informazione, dall´altro il probabile mancato raggiungimento del quorum potrebbe provocare un effetto boomerang. Ricordiamo a questo proposito il referendum sulla legge che regolamentava la procreazione medicalmente assistita. Coloro che non condividevano le istanze dei referendari non hanno invitato a votare no, ma ad astenersi, cooptando, in questo modo, tra le loro fila, tutta quella consistente parte di elettorato cosiddetto passivo, che non partecipa mai al voto referendario, indipendentemente dal quesito. Dopo l´inevitabile fallimento del referendum, le forze che lo osteggiavano hanno potuto far passare l´idea che il popolo italiano fosse favorevole alla legge sulla P.M.A., nonostante tutti i sondaggi di opinine in merito indicassero inequivocabilmente il contrario. Lo stesso rischio si correrebbe anche per un eventuale referendum sulla 133.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Legge di iniziativa popolare:</span></strong> la proposta di legge di iniziativa popolare è disciplinata dall´articolo 71 della Costituzione, che prevede la possibilità  di presentare al Parlamento una proposta di legge, purché sia accompagnata da 50 mila firme. Se essa viene inserita all´ordine del giorno, il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sul provvedimento. Questo percorso presenta il vantaggio di poter cancellare l´intera legge 133, perché non sono previsti vincoli sulle materie che possono essere coinvolte da questo tipo di iniziativa popolare. Inoltre, essa non è soltanto abrogativa, ma permetterebbe addirittura di sottoporre al voto parlamentare una vera e propria riforma del sistema universitario, decisa dal basso e condivisa da coloro che l´Università  la vivono in prima persona.Tuttavia, questa iniziativa sarebbe destinata al fallimento con una certezza ancora maggiore di quella del referendum abrogativo. Se anche la proposta riuscisse a superare lo scoglio della calendarizzazione in aula (22), essa verrebbe votata dalla stessa maggioranza parlamentare che sostiene il governo, e che ha approvato la legge 133. Anche in questo caso sarebbe possibile sfruttare il clamore che si creerebbe attorno a questa iniziativa per attirare l´attenzione dell´opinione pubblica sul problema, e per fare informazione al riguardo. Dobbiamo inoltre sottolineare come, a differenza del caso di referendum abrogativo, in questo caso l´effetto boomerang di una mancata approvazione della legge andrebbe a colpire soltanto una classe politica che si dimostrerebbe, una volta per tutte, sorda alla voce popolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Rifiuto dei tagli:</span></strong> un professore di diritto tributario ci ha suggerito un´ultima possibilità , per il momento in forma di bozza, ma con l´impegno di approfondire la questione nei prossimi giorni. L´idea è che gli atenei potrebbero chiedere una maggiore contribuzione rispetto ai fondi previsti, e rifiutarsi di subire i tagli imposti dal governo. A questo punto si andrebbe in giudizio, e sarebbe possibile richiedere al giudice di sollevare la questione di costituzionalità  della legge. Dato che la questione è molto delicata e complessa, non siamo ancora in grado di dare maggiori informazioni in merito.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(21) A questo proposito, un gruppo di ricercatori e docenti di Giurisprudenza si è attivato per analizzare le possibili formulazioni dei quesiti referendari, in modo che possano superare il vaglio della Corte Costituzionale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(22) La decisione spetta ai presidenti delle camere, entrambi provenienti dalle fila dell´attuale maggioranza. Inoltre, finora mai nessuna proposta di legge di iniziativa popolare è mai stata inserita nell´ordine del giorno di uno dei due rami del Parlamento.</em></p>
<p><strong>DOSSIER COMPLETO:</strong> <a href="http://associazione-aut-aut.noblogs.org/gallery/572/Dossier%20133%282%29.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Pensieri Riflessi di Alessandro Marchetti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 11:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un saluto a tutti! Dopo un anno e mezzo di blog, avendo pubblicato un discreto numero di articoli, tanto miei quanto di altre persone che hanno gentilmente collaborato per arricchire di contenuti questo innovativo luogo di discussione, mi è sembrato giusto selezionare i pezzi più interessanti e riunirli in una raccolta. Da questa idea ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-708" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2008/06/pensieririflessi.jpg" alt="" width="435" height="134" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un saluto a tutti!<br />
Dopo un anno e mezzo di blog, avendo pubblicato un discreto numero di articoli, tanto miei quanto di altre persone che hanno gentilmente collaborato per arricchire di contenuti questo innovativo luogo di discussione, mi è sembrato giusto selezionare i pezzi più interessanti e riunirli in una raccolta.<br />
Da questa idea ne è nato un libro che ho voluto intitolare <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2008/06/pensieri-riflessi.pdf" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Pensieri riflessi</strong></span></a>. I molti perché legati a questo libro li ho raccontati nella <span style="text-decoration: underline;">prefazione</span>.<br />
Questo libro non è in vendita, ma è scaricabile gratuitamente tramite il blog (<a href="http://www.oderzopartecipa.it" target="_blank">www.oderzopartecipa.it</a>) e, come gli articoli fin qui pubblicati, protetto dalla licenza Creative Commons, che permette di far circolare le idee con molta libertà . Perciò potete tranquillamente stamparlo, farne copie, inviarlo ai vostri amici.<br />
Ovviamente il mio consiglio è di scaricarlo e sfogliarlo sia perché spero che quanto vi è scritto possa farvi pensare e anche un po&#8217; divertire; sia perché troverete all&#8217;interno una serie di illustrazioni, a partire dalla copertina, davvero irresistibili, realizzate gentilmente dalla mia amica vignettista Alberta Tessarolo, che impreziosiscono varie pagine del libro. Non una semplice raccolta, quindi, questo Pensieri riflessi ma anche qualcosa di più che mi auguro apprezzerete.<br />
Ringrazio coloro che con me hanno lavorato e che hanno sostenuto questa iniziativa.<br />
A voi tutti una buona lettura!<br />
<em>Alessandro Marchetti</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SCARICA E LEGGI IL LIBRO:</strong> <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2008/06/pensieri-riflessi.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" border="0" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Il mondo apparente</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2007 08:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno dir&#224; che il nostro povero mondo stia andando avanti per inerzia. E invece no: il mondo sta andando avanti per apparenza. L&#8217;importante oggi non &#232; ci&#242; che si offre, sia esso un prodotto o una idea; ma &#232; come lo si offre. Il marketing, in un po&#8217; tutti i settori della nostra vita, &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/10/hamburger_250.jpg" border="0" alt="hamburger_250.jpg" /> </p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span>Qualcuno dir&agrave; che il nostro povero mondo stia andando avanti per inerzia. E invece no: il mondo sta andando avanti <strong>per apparenza</strong>. L&rsquo;importante oggi non &egrave; ci&ograve; che si offre, sia esso un prodotto o una idea; ma &egrave; come lo si offre. Il marketing, in un po&rsquo; tutti i settori della nostra vita, &egrave; fondamentale, perch&eacute; ancora pi&ugrave; importante di dare un buon servizio o buon esempio &egrave; il vendere o il farsi apprezzare. A quel punto, infatti il risultato &egrave; raggiunto e come dice la canzone &ldquo;chi ha dato, ha dato, ha dato; chi ha avuto, ha avuto, ha avuto&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span>Proprio l&rsquo;altro giorno, controllando la posta, ho visto una cosa meravigliosa che mi ha dato una piccola conferma di ci&ograve;. Tra le varie pubblicit&agrave; ce n&rsquo;era una di una nota catena di fast-food nel cui volantino <strong>campeggiava meravigliosa</strong>, ma che dico, si <strong>ergeva maestosa l&rsquo;immagine</strong> di un magnificente <strong>panino</strong>. Insomma inutile che vi dica che invogliava davvero a mangiarselo. La cosa davvero fantastica per&ograve; si trovava all&rsquo;interno dove accanto a varie immagini di panini tipo quello delle copertina c&rsquo;era scritta in piccolo piccolo, anzi microscopico, la seguente frase: &ldquo;<strong>immagini puramente dimostrative</strong>&rdquo;. &Egrave; una cosa incredibile un po&rsquo; per il fatto che sia lecito farla e un po&rsquo; perch&eacute; a questo genere di cose siamo in qualche modo abituati. Puntano tutto su l&rsquo;immagine. Che poi il prodotto sia proprio quello &egrave; una cosa tutta da vedere. Inoltre queste tattiche hanno l&rsquo;effetto di far dimenticare che quel bellissimo cibo non &egrave; esattamente salutare. O meglio lo si sa, per&ograve;&hellip; per&ograve;&hellip; <strong>&egrave; cos&igrave; bello quel panino,</strong> come si fa a dire di no!?</span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span>Allora mi viene in mente uno splendido documentario che credo sia utilissimo per far cadere <strong>&ldquo;l&rsquo;incanto dell&rsquo;apparenza&rdquo;</strong>. In questo film, il cui titolo &egrave; significativamente &ldquo;Super size me&rdquo;,&nbsp; il regista &egrave; impegnato in un esperimento che vede s&eacute; stesso come cavia e che consiste nel mangiare per un mese intero nei fast-food mostrando cosa gli succede ogni giorno che passa. Credetemi: educativo (e impressionante).</span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span>Ma non solo: viene anche condotta una attenta ed estremamente interessante riflessione sulle tattiche di marketing e su come siano diaboliche in particolare su soggetti pi&ugrave; deboli: i bambini. Oltre a ci&ograve;, e sempre in linea con la tendenza <strong>&ldquo;apparire &egrave; meglio che essere&rdquo;</strong>, mi &egrave; anche capitato, e pi&ugrave; di una volta di imbattermi in programmi televisivi a dir poco agghiaccianti.</span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span>Tra i tanti ve ne racconto uno abbastanza conosciuto e che ha anche avuto molto successo (!). Il meccanismo &egrave; questo: un ragazzo ha una macchina che pi&ugrave; che assomigliare ad un&rsquo;auto, pare una carriola a motore; quindi arriva il conduttore del programma, la porta in una super officina dove la trasformano in uno spettacolo d&rsquo;auto e quindi gliela riconsegnano. Ora, &egrave; anche bello vedere come dei carrozzieri professionisti riescano a trasformare un rudere in un gioiello: c&rsquo;&egrave; arte in questo, &egrave; innegabile. Per&ograve; &egrave; la filosofia di fondo del programma ad essere allarmante. Dall&rsquo;inizio alla fine l&rsquo;idea &egrave; che il proprietario ha bisogno di una macchina meravigliosa perch&eacute; altrimenti <strong>non &egrave; nessuno</strong>; perch&eacute; <strong>altrimenti non &egrave; rispettato</strong>; perch&egrave; la realizzazione di un giovane non passa attraverso quello che sa e quello che pu&ograve; fare per gli altri, ma per quello <strong>che ha e che pu&ograve; mostrare di avere</strong>. Di questo passo in un paio di generazioni le scimmie saranno la specie pi&ugrave; evolute del pianeta!</span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span>A questo punto dovete considerare che una di queste generazioni spesso sembra gi&agrave; di averla davanti agli occhi. Ci sono persone, celebrit&agrave; ovviamente (ne hanno parlato di recente anche i giornali), che non fanno niente, sono il nulla pi&ugrave; assoluto, la povert&agrave; intellettuale fatta persona, eppure sono ammirate dai ragazzi molto giovani come degli d&egrave;i in terra. E questo perch&eacute; hanno soldi, sono trasgressive, sono alla moda. In una parola: <strong>appaiono bene!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><span>A questo punto non so davvero cosa pensare. Una volta c&rsquo;erano gli ideali, si discuteva e si lottava per questi. E a volte ci si faceva anche male, perch&eacute; pure questo va detto. Ora, con una frequenza sempre pi&ugrave; allarmante&hellip; non c&rsquo;&egrave; niente. E il pericolo &egrave; perdere o dimenticarsi delle conquiste di civilt&agrave; pi&ugrave; importanti e non fare niente per averne di nuove. Cos&igrave; il mondo non va pi&ugrave; avanti per inerzia; cos&igrave; il mondo si ferma o, se preferite, va avanti per apparenza.</span></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><em><span>Alessandro Marchetti</span></em><span>&nbsp;</span></p>
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		<title>Ecco come sto dalla parte dei Rom</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 17:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Di seguito riporto uno stimolante articolo pubblicato nell&#39;interessante blog &#34;http://liberopensiero.blogosfere.it&#34;. Qualche mese fa si era discusso in questo &#34;nostro&#34; blog della tematica &#34;immigrazione&#34;, incrociando trasversalmente i problemi della sicurezza e dell&#39;integrazione (VEDI); la riflessione che segue mette in luce pi&#249; da vicino una problematica legata alla nostra concezione, di noi italiani, della cultura ROM, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/07/rom_435.jpg" border="0" alt="rom_435.jpg" /></div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify">Di seguito riporto uno stimolante articolo pubblicato nell&#39;interessante blog &quot;<a href="http://liberopensiero.blogosfere.it">http://liberopensiero.blogosfere.it</a>&quot;. Qualche mese fa si era discusso in questo &quot;nostro&quot; blog della tematica &quot;immigrazione&quot;, incrociando trasversalmente i problemi della sicurezza e dell&#39;integrazione (<a href="http://www.come2discuss.net/index.php/2007/05/10/immigrazione/"><strong>VEDI</strong></a>); la riflessione che segue mette in luce pi&ugrave; da vicino una problematica legata alla nostra concezione, di noi italiani, della cultura ROM, analizzando alcuni nodi cruciali che permangono in particolare a livello giuridico. Una delle piste proposte, che tento di riassumere: sino a che punto, come e verso chi (sempre tra i ROM) concentrare gli sforzi diretti all&#39;affermazione della legalit&agrave;? Come sempre auspico che ne possa nascere una discussione costruttiva.</div>
<div align="justify">&nbsp;</div>
<div align="justify"><strong>ECCO COME STO DALLA PARTE DEI ROM</strong></div>
<div align="justify">
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><em>Ho sempre difeso i Rom &ndash; da questo giornale (La  Repubblica NdR) come nelle discussioni pubbliche &#8211; dagli attacchi razzisti cui spesso sono stati sottoposti. A volte mi sono sentito accusare di &ldquo;stare dalla parte dei Rom&rdquo;, come se fosse una colpa e non un merito stare dalla parte dei pi&ugrave; emarginati. Tutto questo perch&eacute; ho cercato di trattare la questione dei nomadi con equilibrio, cercando di distinguere tra ladri e onesti. Ma quando si parla di nomadi purtroppo, a volte anche le persone all&rsquo;apparenza pi&ugrave; ragionevoli perdono la calma, e tendono all&rsquo;equazione &ldquo;Rom uguale criminali&rdquo;. Stare dalla parte degli zingari per&ograve;, vuol dire stare anche dalla parte di chi vuole risolvere davvero i problemi:</em></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><em>con Don Colmegna e il suo coraggioso Patto di Legalit&agrave; quindi, efficace strada per l&rsquo;integrazione dei Rom nella nostra societ&agrave;. Un Patto di successo, che non prevede legislazioni &ldquo;speciali&rdquo; di alcun tipo, ma un dialogo e una convivenza basati non solo sul buonismo dei diritti, ma anche su precisi doveri. Il nomade tredicenne arrestato per sedici volte &#8211; e altrettante volte scarcerato sempre in poche ore &#8211; pone un altro grosso problema. Sono infatti troppi i bambini dai 9 ai 14 anni che si dedicano alla criminalit&agrave;. Mi pare purtroppo inutile, con la legislazione vigente, continuare a &ldquo;giocare a guardie e ladri&rdquo; con questi bambini per mandarli in prigioni con le ruote girevoli. Non si risolve certo cos&igrave; la questione. Anzi, diventa un incentivo per gli adulti ad usarli come manovalanza criminale. Un meccanismo dannoso non solo per i borseggiati, ma per gli stessi bambini, che invece di andare a scuola si ritrovano &ldquo;educati&rdquo; all&rsquo;illegalit&agrave; nelle strade. Per il bene di una minoranza come quella Rom &#8211; che di tutto ha bisogno tranne che di far crescere le giovani generazioni nel crimine &ndash; c&rsquo;&egrave; bisogno di regole che facciano uscire i bambini da questo circolo vizioso. Nuove leggi che li tirino subito e definitivamente via dalle strade, prima che la situazione degeneri e si arrivi a provvedimenti eccessivamente repressivi perch&eacute; dettati dall&rsquo;emozione.</em></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><em>In attesa di queste norme, mi pare doveroso intanto cercare di concentrare l&rsquo;attenzione nel colpire i mandanti di questi crimini: i genitori (che lasciano i figli delinquere) e gli adulti che solitamente stanno dietro a queste baby gang. Di fronte all&rsquo;utilizzo dei minori a fini criminali abbiamo delle leggi pi&ugrave; che soddisfacenti. Gli articoli 111 e 112 del Codice Penale parlano chiaro:(&hellip;) Se chi ha determinato altri a commettere il reato ne &egrave; il genitore esercente la potest&agrave;, la pena &egrave; aumentata fino alla met&agrave; (&hellip;)&rdquo;.<span>&nbsp; </span>Oppure: &ldquo;(&hellip;)<span>&nbsp; </span>La pena &egrave; aumentata fino alla met&agrave; per chi si &egrave; avvalso di persona non imputabile o non punibile (&hellip;).&rdquo;</em></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><em>Applichiamo intanto la legge vigente sugli adulti insomma, con tutte le aggravanti del caso. Senza sconti o giustificazioni &ldquo;sociologiche&rdquo;. Per stare veramente &ldquo;dalla parte dei Rom&rdquo; infatti, non bisogna difenderli anche quando commettono reati: farlo, non vuol dire stare dalla loro parte, ma da quella dei criminali.</em></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Davide Romano &#8211; <a href="http://liberopensiero.blogosfere.it">http://liberopensiero.blogosfere.it</a></p>
</div>
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		<title>&#8220;Loro&#8221;!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 16:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[(immagine tratta da www.repubblica.it) Cose che se te le raccontano quasi non ci credi. Poi capisci che &#232; vero.&#160;Ti viene allora una strana tristezza dentro che si accumula a quella, tanta, gi&#224; presente. E infine si torna tutti quanti al proprio &#8220;lavoro&#8221;, al proprio &#8220;sudato stipendio&#8221; con la solita tragicomica frase nella testa: &#8220;Siamo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/loro.jpg" border="0" alt="loro.jpg" /><br /><em>(immagine tratta da www.repubblica.it)</em></p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Cose che se te le raccontano quasi non ci credi. Poi capisci che &egrave; vero.&nbsp;Ti viene allora una strana tristezza dentro che si accumula a quella, tanta, gi&agrave; presente. E infine si torna tutti quanti al proprio &ldquo;lavoro&rdquo;, al proprio &ldquo;sudato stipendio&rdquo; con la solita tragicomica frase nella testa: &ldquo;Siamo in Italia!&rdquo;</p>
<div align="justify">  </div>
<p class="MsoNormal" align="justify"><a href="http://lagioventuchepartecipa.blogspot.com/2007/04/loro-sono-loro-davvero-non-ci-capisco.html">Ma chi l&rsquo;ha voluta questa Italia? Chi?!</a> </p>
<div align="justify">    </div>
<p class="MsoNormal" align="justify">Vi invito a leggere <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/buttiglione-gelato/buttiglione-gelato/buttiglione-gelato.html"><strong>questo articolo</strong> apparso ieri ne &ldquo;<em>la Repubblica</em>&rdquo;</a> di Filippo Ceccarelli.</p>
<div align="justify">&nbsp;</div>
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		<title>Tractent fabrilia fabri</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 11:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
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		<description><![CDATA[Domanda: vi fareste aggiustare la macchina da un dottore e curare da un meccanico? E vi fareste costruire la casa da un avvocato e difendere in giudizio da un muratore? Ovviamente in tutti i casi la risposta &#232; no! E per la banale ragione che &#232; il meccanico che sa aggiustare la macchina e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/oderzopartecipa_articoli.jpg" border="0" alt="oderzopartecipa_articoli.jpg" /> </p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Domanda: vi fareste aggiustare la macchina da un dottore e curare da un meccanico? E vi fareste costruire la casa da un avvocato e difendere in giudizio da un muratore? Ovviamente in tutti i casi <strong>la risposta &egrave; no</strong>! E per la banale ragione che &egrave; il meccanico che sa aggiustare la macchina e il dottore che sa come curarvi, cos&igrave; come &egrave; il muratore che sa costruire le case e l&rsquo;avvocato che sa come difendervi in giudizio. Nulla di pi&ugrave; ovvio e scontato, insomma. Eppure <strong>appena si comincia a parlare di diritto tutta questa ovviet&agrave; viene meno</strong> e cos&igrave; si fa strada la confusione nei ruoli e nella legislazione.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Vi faccio un altro esempio. Mettiamo che per un qualche motivo abbiate bisogno di ricevere delle cure. Ora a chi mai vi rivolgereste? Andreste da un medico oppure da una persona che medico non &egrave; ma che dice di volervi un grande grandissimo bene e che magari ci&ograve; lo dice con assoluta sincerit&agrave; (o magari no)? La risposta anche qui &egrave; assolutamente ovvia, perch&eacute; la persona competente a curarvi non &egrave; chi dice semplicemente di volervi bene, bens&igrave; chi ha le competenze medico-scientifiche per assistervi. Il principio, quindi, &egrave; assolutamente logico. Ognuno deve fare ci&ograve; di cui ha conoscenza e competenza, non pu&ograve; improvvisarsi esperto di qualcosa di cui esperto non &egrave;. Per dirla con un classico detto latino, &ldquo;<strong>tractent fabrilia fabri</strong>&rdquo;, cio&egrave; siano i fabbri a maneggiare gli strumenti del proprio mestiere. Ma, come dicevo, questa cosa non &egrave; assolutamente chiara appena si ha a che fare con il diritto. E cos&igrave; si arriva a quei problemi giuridici, se non addirittura a quel caso legislativo, che i tecnici del diritto sono costretti, sbigottiti, ad affrontare ogni giorno e di cui le altre persone hanno ormai un evidente sentore.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Bisogna essere chiari fin da subito: <strong>il diritto &egrave; cosa per giuristi</strong>, non ci si pu&ograve; improvvisare esperti di diritto. La formulazione delle norme (e, attenzione, parlo proprio di &ldquo;formulazione&rdquo; delle norme non di &ldquo;contenuto&rdquo;) deve essere affidata a persone che conoscono l&rsquo;ordinamento legislativo, che conoscono il &ldquo;sistema di norme&rdquo; nel suo complesso e che sono dotati di quelle capacit&agrave; tecnico-linguistiche che permettono di scrivere una legge in maniera chiara, semplice e terminologicamente corretta. Se non ragioniamo secondo questa via c&rsquo;&egrave; il rischio, che si pu&ograve; ben dire provato, di cadere in un abisso qualitativo nella formulazione delle norme, con tutte le conseguenze che ne discendono i termini di certezza del diritto, libert&agrave;, sicurezza. Insomma &egrave; un po&rsquo; come se un bambino delle elementari decidesse di aggiungere paragrafi a &ldquo;I promessi sposi&rdquo;: immaginatevi il risultato! Ora, &egrave; triste dover constare il decadimento legislativo degli ultimi anni, ma va detto che ha raggiunto una evidenza lapalissiana. Prendete il nostro codice penale. &Egrave; datato 1930 ed &egrave; stato fatto sotto il regime fascista. Ora, io sono tutt&rsquo;altro che vicino alle idee fasciste, ma devo ammettere che a livello di formulazione &egrave; scritto estremamente bene. Certo &egrave; perfettibile, ma non &egrave; nemmeno paragonabile ai recenti, e spesso bislacchi, interventi normativi che lo hanno interessato. E questo perch&eacute; &egrave; stato fatto da &ldquo;signori giuristi&rdquo; e dopo aver sentito i pareri degli esperti del settore.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Con questo non voglio dire che il legislatore di oggi non sia animato da buoni e sani intenti. <strong>Il punto per&ograve; &egrave; che non sa &ldquo;tradurre&rdquo; la buona volont&agrave; in buone norme. </strong>E vale la pena ricordare che una cosa &egrave; l&rsquo;&rdquo;idea&rdquo; che sta alla base di una norma e un&rsquo;altra &egrave; la &ldquo;norma stessa&rdquo;, perch&eacute; solo quest&rsquo;ultima, in definitiva, &egrave; legge e regola la societ&agrave;, per quanto l&rsquo;&rdquo;idea&rdquo; sia indubbiamente utile al fine di interpretarla. Allora capite che si torna all&rsquo;esempio di cui vi dicevo all&rsquo;inizio e cio&egrave; della persona che dice di volervi molto bene, che dice di volervi aiutare, ma che in realt&agrave; non lo sa fare.</p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal">Alcuni esempi possono rendere la cosa ancora pi&ugrave; chiara e tangibile&#8230; <strong>CONTINUA&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify" class="MsoNormal"><strong>Leggi l&#39;articolo intero:</strong> <a href="http://www.box.net/shared/zjzvg7upqy"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" border="0" alt="pdf_ico_small.jpg" /></a> </p>
<p class="MsoNormal"><em>Alessandro Marchetti -&nbsp; </em><strong><a href="http://www.oderzopartecipa.it/">www.oderzopartecipa.it</a></strong></p>
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		<title>La gioventù che partecipa: BLOG di partecipazione e discussione</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 09:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo un&#39;iniziativa molto interessante proposta e gestita da un gruppo di giovani di Oderzo (TV) con cui speriamo possa nascere una collaborazione fruttuosa e stimolante. &#8220;La libert&#224; non &#232; star sopra un albero, non &#232; neanche avere un&#8217;opinione. La libert&#224; non &#232; uno spazio libero. Libert&#224; &#232; partecipazione&#8221; (La libert&#224;, Giorgio Gaber, 1972) L&#8217;iniziativa &#8220;la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Segnalo un&#39;iniziativa molto interessante proposta e gestita da un gruppo di giovani di Oderzo (TV) con cui speriamo possa nascere una collaborazione fruttuosa e stimolante. </p>
<p style="margin-bottom: 16pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><a href="http://www.oderzopartecipa.it/"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/06/oderzopartecipa.jpg" border="0" alt="oderzopartecipa.jpg" /></a></p>
<p><em><span style="color: #222222">&ldquo;La libert&agrave; non &egrave; star sopra un albero,</span></em><span style="color: #222222"> <em>non &egrave; neanche avere un&rsquo;opinione. La libert&agrave; non &egrave; uno spazio libero.</em> <em>Libert&agrave; &egrave; partecipazione&rdquo;</em> (La libert&agrave;, Giorgio Gaber, 1972)</span></p>
<p style="margin-bottom: 16pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><span style="color: #222222">L&rsquo;iniziativa &ldquo;<strong>la giovent&ugrave; che partecipa</strong>&rdquo; &egrave; sorta in un modo molto semplice. Una compagnia di amici, perlopi&ugrave; studenti e quasi tutti opitergini, si trovava spesso a parlare della politica locale e nazionale, delle cose che vanno e di quelle che non vanno nella nostra citt&agrave; e nel nostro paese, della societ&agrave;, di cosa si dovrebbe cambiare e di cosa invece si dovrebbe recuperare. Belle e stimolanti discussioni che portavano sempre a riflettere, qualche volta a rivedere le posizioni iniziali, a pensare. Il tutto, per&ograve;, rimaneva all&rsquo;interno di quegli stessi amici i quali cominciavano a sentirsi sempre pi&ugrave; vicini in quanto accomunati dalle medesime idee e dai medesimi principi. C&rsquo;erano tante buone intenzioni in tutto quel discutere, ma mancava la &ldquo;voce&rdquo;. C&rsquo;erano tante buone opinioni in quelle conversazioni, ma mancava un modo per farsi sentire. Cos&igrave;, in modo spontaneo, quella compagnia di amici ha deciso di riunirsi e alla fine eccoci qui. Con questo sito vogliamo cominciare a farci sentire e ad informare. Quello che ci proponiamo &egrave; discutere, offrire spunti di riflessione, far pensare e far sorgere sani dubbi. Eravamo spettatori ed ora, con questo blog, vogliamo nel nostro piccolo rendere un po&rsquo; pi&ugrave; protagonisti di prima sia noi stessi che voi, se ce lo permetterete dandoci il vostro appoggio. Abbiamo sempre trovato meravigliose le parole della canzone di Gaber riportate all&rsquo;inizio. La nostra preziosa libert&agrave; ha un senso, se la si usa. <strong>Libert&agrave; vuol dire partecipare</strong>. Perch&eacute; dovremmo passare la vita a guardare gli altri che parlano e decidono per noi, limitandoci a lamentarci in privato o con la propria famiglia o con i propri amici di quello che non va? Tutti abbiamo una voce e una testa: usiamole entrambe e senza alcun timore! Ne abbiamo la possibilit&agrave;, perch&egrave; mai gettarla al vento!? <strong>La partecipazione stimola la discussione, favorisce il passaggio di conoscenze e informazioni</strong>. Ed &egrave; sempre vero il detto che &ldquo;<strong>se non sai non sei</strong>&rdquo;. Se non sai non puoi formarti un&rsquo;opinione, non sai come comportarti, come reagire. <strong>Sapere, informare, discutere e partecipare</strong> sono le cose che fanno crescere la civilt&agrave; nella nostra coscienza e nel nostro paese. Sono le cose che ci sforzeremo in tutti i modi di fare anche noi nella nostra Oderzo, con l&rsquo;auspicio che questo blog possa diventare un valido punto di riferimento per tutti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 16pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><strong><span style="color: #222222">&nbsp;Noi partecipiamo &#8211; <a href="http://www.oderzopartecipa.it/">www.oderzopartecipa.it</a></span></strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; color: #222222"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 16pt; text-align: justify" class="MsoNormal"><em><span style="color: #222222">Alessandro Marchetti e i ragazzi de &ldquo;la giovent&ugrave; che partecipa&rdquo;</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Blue Sky e l&#8217;ingannevole mondo dell&#8217;apparenza di Joe Commoner</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2006/08/blue-sky-e-lingannevole-mondo-dellapparenza-di-joe-commoner/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2006/08/blue-sky-e-lingannevole-mondo-dellapparenza-di-joe-commoner/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2006 10:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joe Commoner</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
		<category><![CDATA[Missione]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[(la copertina e un&#8217;illustrazione interna del libro) Un saluto a tutti! Vorrei segnalarvi uno dei miei ultimi scritti: un libro per ragazzi, dal titolo &#8220;Blue Sky e l&#8217;ingannevole mondo dell&#8217;apparenza&#8220;, pensato per mettere in guardia i giovani contro i falsi valori della ricchezza e della bellezza, i cui proventi andranno in beneficenza per i bambini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.joecommoner.it/"><img src="http://mioblog.net/come2discuss/images/blueskypost.jpg" border="0" /></a><br /> <em>(la copertina e un&rsquo;illustrazione interna del libro)</em></p>
<p>Un saluto a tutti! Vorrei segnalarvi uno dei miei ultimi scritti: <strong>un libro per ragazzi</strong>, dal titolo &ldquo;<strong>Blue Sky e l&rsquo;ingannevole mondo dell&rsquo;apparenza</strong>&ldquo;, pensato per mettere in guardia i giovani contro i falsi valori della ricchezza e della bellezza, <strong>i cui proventi andranno in beneficenza per i bambini di Migoli</strong> (Tanzania).<br /> Di seguito trovate la prefazione al libro stesso e qui sotto il link al sito in cui trovare maggiori dettagli, materiali e informazioni.<br /> Vi aspetto in tanti!<br /> VISITA IL SITO <a href="http://www.joecommoner.it/">http://www.joecommoner.it/</a></p>
<p><strong>PREFAZIONE: la missione<br /> </strong><br /> Ad un certo punto della nostra esistenza, &egrave; lecito chiedersi quale sia la missione da compiere nell&rsquo;arco della propria vita. Purtroppo, molti non se ne rendono conto perch&egrave; distratti dai problemi quotidiani e influenzati negativamente dal mondo esterno. Infatti, oggigiorno siamo letteralmente <em>accecati</em> da falsi valori quali la ricchezza, il potere e la bellezza esteriore, in parole povere dall&rsquo;<em>apparenza</em>, senza renderci conto che col tempo tali valori si dissolveranno nel nulla.<br /> Beh, allora qual &egrave; l&rsquo;ideale che non svanisce nel tempo e ci fa veramente condurre un&rsquo;esistenza felice? Semplice: aiutare il prossimo, ognuno a modo proprio e secondo le proprie possibilit&agrave;. Avendo queste idee chiare nella mia mente, ho deciso di scrivere il libro <em>Blue Sky</em>, con l&rsquo;intenzione di mettere in guardia contro falsi valori, non facendosi <em>ingannare</em> dall&rsquo;<em>apparenza</em>. In particolare, nella stesura del libro, ho cercato di evidenziare valori fondamentali come l&rsquo;umilt&agrave;, la semplicit&agrave; e la bont&agrave; che purtroppo vengono sempre pi&ugrave; a mancare nella societ&agrave; moderna. Inoltre, ho scelto la chiave fantasy per aprire pi&ugrave; facilmente la porta del cuore di ogni bambino, in modo da far rimanere pi&ugrave; impressi tali valori.<br /> Questa &egrave; la mia missione.</p>
<p><em>Joe Commoner</em></p>
<p><strong>Joe Commoner<br /> Blue Sky e l&rsquo;ingannevole mondo dell&rsquo;apparenza<br /> <a href="http://www.edizionigreco.it/libro.php?id=164">Edizioni Greco</a><br /> ISBN: 88-7512-045-5<br /> 167 pagine<br /> 8 euro</strong> </p>
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		<title>Dal blog Immagine dell&#8217;Africa&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2006 09:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi cito una riflessione breve ma pungente pubblicata nel blog &#8220;Immagine dell&#8217;Africa&#8221; (presente anche tra in nostri link). Interessante anche il testo che trovate citato (scricabile). Siamo alle solite di Daniele Mezzana Scorro le pagine web di alcuni giornali italiani. Oggi c&#8217;&#232; pi&#249; Africa del solito: il crollo dell&#8217;edificio di Nairobi (10 morti: pochini per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Vi cito una riflessione breve ma pungente pubblicata nel blog &ldquo;<a href="http://immagineafrica.blog.tiscali.it/">Immagine dell&rsquo;Africa</a>&rdquo; (presente anche tra in nostri link). Interessante anche il testo che trovate citato (scricabile).</p>
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<p align="justify"><strong>Siamo alle solite</strong><br /> <em>di Daniele Mezzana</em></p>
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<p align="justify">Scorro le pagine web di alcuni giornali italiani. Oggi c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; Africa del solito: il crollo dell&rsquo;edificio di Nairobi (10 morti: pochini per avere una giusta visibilit&agrave; mediatica, e resistere un paio d&rsquo;ore in prima pagina); i caschi blu uccisi in Congo&hellip;[<strong>continua</strong>]</p>
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