set
13
2009
2

Matiteresistenti – Giù le mani dalla scuola pubblica!

Segnalo un interessante e utile blog di “resistenza”, creato e gestito da un gruppo di giovani insegnanti…

Noi siamo quelli delle matite, un gruppo di giovani insegnanti. Perchè le matite? Perchè sono inevitabilmente strumento scolastico, ma di tutti, non solo dei professori, anche degli studenti. Perchè resistenti? Perchè in questo momento ce n’è un gran bisogno… Ecco allora che troverete, in questo “contenitore”, tipi diversi di matite (spezzate, appuntite, temperate, ecc…) per dar voce ora alle proteste, ora alle proposte che nel corso del tempo si affacceranno al mondo della scuola. Nato dall’urgenza del momento, questo blog non disdegnerebbe di diventare luogo di raccolta di idee, informazioni, materiali per una scuola migliore, che “resiste” nel tempo.

VAI AL BLOG: http://matiteresistenti.blogspot.com/

lug
29
2009
2

Alec flies to Colombia

alecfliestocolombiaSegnaliamo questo interessante blog nato da poco, che si propone di raccontare un’esperienza in Colombia accanto ai ragazzini lavoratori di Bogotà: http://alecfliestocolombia.com

L’invito, proposto dallo stesso autore (Alec Zanussi) è quello di seguire il suo diario e di interagire con lui in questo mese di incontri e di novità che lo aspetta.

Buona lettura e… divulgate anche voi!

Written by admin in: Blog/siti amici, Varie |
feb
21
2009
3

Paolo Barnard – Palestina: Capire Il Torto (2) – TRASCRIZIONE dell’intervento

Di seguito in pdf la trascrizione dell’intervento di Paolo Barnard pubblicato IN QUESTO POST qualche tempo fa. (leggi il documento direttamente dalla finestra di sotto, oppure utilizza la funzione FULL SCREEN cliccando il tasto in alto a destra)

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ott
31
2008
3

Quadro completo della riforma universitaria (legge 133/2008) e possibili forme di opposizione giuridica

Segnalo di seguito un interessante dossier sulla Legge 133/2008 (riforma universitaria, e non solo, Gelmini-Tremonti) redatto dal tavolo di studio del Polo Carmignani Occupato di Pisa. Per approndire il quadro normativo, i punti della riforma e le preoccupanti prospettive che lascia intravedere (chiaramente), consiglio di leggere tutto il documento pdf (in fondo), di cui di seguito riportiamo soltantanto la parte propositiva orientata a ricercare e suggerire le modalità  più opportune ed efficaci di risposta e opposizione ad un progetto così bieco.


POSSIBILI FORME DI OPPOSIZIONE GIURIDICA

In questa ultima sezione accenniamo ad alcune possibili forme giuridiche che potrebbero essere percorse, parallelamente alla mobilitazione, per disinnescare, almeno parzialmente, alcuni dei nefasti e
ffetti della legge 133. Auspichiamo di poter approfondire questo aspetto nelle prossime settimane, avvalendoci dei contributi di quei docenti e ricercatori che già  si sono resi o si renderanno disponibili a collaborare con noi, ed a sostenerci nel nostro percorso di lotta.

Referendum abrogativo: il referendum abrogativo è disciplinato dall´articolo 75 della Costituzione, dove si dispone che per la sua indizione sono necessarie 500 mila firme o la richiesta da parte di 5 Consigli regionali. Esso non è ammesso su 5 materie, fra le quali le leggi tributarie e di bilancio. Per essere valido, è necessario il raggiungimento di un quorum, la cui soglia è fissata al 50% + 1 degli aventi diritto al voto per la Camera dei Deputati. Percorrere la strada del referendum abrogativo presenta numerose difficoltà.

Innanzitutto esso potrebbe essere richiesto soltanto su quegli articoli della legge, riguardanti l´Università  e la Ricerca, che non hanno natura economica o finanziaria. Altrimenti la proposta di referendum rischierebbe di essere dichiarata inammissibile dalla Corte Costituzionale, che è chiamata ad un previo controllo di ammissibilità . Questo, in pratica, significa che sarebbe possibile abrogare alcuni punti dell´articolo 16, per quanto riguarda la facoltà =obbligo di trasformazione in fondazioni, ma che non sarebbe assolutamente ammissibile un referendum che incida sui tagli o sul blocco del turn over (21).

Inoltre da oltre 15 anni nessun referendum abrogativo riesce a raggiungere il quorum. Se da un lato convocare un referendum sarebbe un´ottima strategia per catalizzare l´attenzione dell´opinione pubblica su questi problemi, e portare avanti una massiccia campagna di contro-informazione, dall´altro il probabile mancato raggiungimento del quorum potrebbe provocare un effetto boomerang. Ricordiamo a questo proposito il referendum sulla legge che regolamentava la procreazione medicalmente assistita. Coloro che non condividevano le istanze dei referendari non hanno invitato a votare no, ma ad astenersi, cooptando, in questo modo, tra le loro fila, tutta quella consistente parte di elettorato cosiddetto passivo, che non partecipa mai al voto referendario, indipendentemente dal quesito. Dopo l´inevitabile fallimento del referendum, le forze che lo osteggiavano hanno potuto far passare l´idea che il popolo italiano fosse favorevole alla legge sulla P.M.A., nonostante tutti i sondaggi di opinine in merito indicassero inequivocabilmente il contrario. Lo stesso rischio si correrebbe anche per un eventuale referendum sulla 133.

Legge di iniziativa popolare: la proposta di legge di iniziativa popolare è disciplinata dall´articolo 71 della Costituzione, che prevede la possibilità  di presentare al Parlamento una proposta di legge, purché sia accompagnata da 50 mila firme. Se essa viene inserita all´ordine del giorno, il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sul provvedimento. Questo percorso presenta il vantaggio di poter cancellare l´intera legge 133, perché non sono previsti vincoli sulle materie che possono essere coinvolte da questo tipo di iniziativa popolare. Inoltre, essa non è soltanto abrogativa, ma permetterebbe addirittura di sottoporre al voto parlamentare una vera e propria riforma del sistema universitario, decisa dal basso e condivisa da coloro che l´Università  la vivono in prima persona.Tuttavia, questa iniziativa sarebbe destinata al fallimento con una certezza ancora maggiore di quella del referendum abrogativo. Se anche la proposta riuscisse a superare lo scoglio della calendarizzazione in aula (22), essa verrebbe votata dalla stessa maggioranza parlamentare che sostiene il governo, e che ha approvato la legge 133. Anche in questo caso sarebbe possibile sfruttare il clamore che si creerebbe attorno a questa iniziativa per attirare l´attenzione dell´opinione pubblica sul problema, e per fare informazione al riguardo. Dobbiamo inoltre sottolineare come, a differenza del caso di referendum abrogativo, in questo caso l´effetto boomerang di una mancata approvazione della legge andrebbe a colpire soltanto una classe politica che si dimostrerebbe, una volta per tutte, sorda alla voce popolare.

Rifiuto dei tagli: un professore di diritto tributario ci ha suggerito un´ultima possibilità , per il momento in forma di bozza, ma con l´impegno di approfondire la questione nei prossimi giorni. L´idea è che gli atenei potrebbero chiedere una maggiore contribuzione rispetto ai fondi previsti, e rifiutarsi di subire i tagli imposti dal governo. A questo punto si andrebbe in giudizio, e sarebbe possibile richiedere al giudice di sollevare la questione di costituzionalità  della legge. Dato che la questione è molto delicata e complessa, non siamo ancora in grado di dare maggiori informazioni in merito.

(21) A questo proposito, un gruppo di ricercatori e docenti di Giurisprudenza si è attivato per analizzare le possibili formulazioni dei quesiti referendari, in modo che possano superare il vaglio della Corte Costituzionale.

(22) La decisione spetta ai presidenti delle camere, entrambi provenienti dalle fila dell´attuale maggioranza. Inoltre, finora mai nessuna proposta di legge di iniziativa popolare è mai stata inserita nell´ordine del giorno di uno dei due rami del Parlamento.

DOSSIER COMPLETO:

giu
16
2008
2

Pensieri Riflessi di Alessandro Marchetti

Un saluto a tutti!
Dopo un anno e mezzo di blog, avendo pubblicato un discreto numero di articoli, tanto miei quanto di altre persone che hanno gentilmente collaborato per arricchire di contenuti questo innovativo luogo di discussione, mi è sembrato giusto selezionare i pezzi più interessanti e riunirli in una raccolta.
Da questa idea ne è nato un libro che ho voluto intitolare Pensieri riflessi. I molti perché legati a questo libro li ho raccontati nella prefazione.
Questo libro non è in vendita, ma è scaricabile gratuitamente tramite il blog (www.oderzopartecipa.it) e, come gli articoli fin qui pubblicati, protetto dalla licenza Creative Commons, che permette di far circolare le idee con molta libertà . Perciò potete tranquillamente stamparlo, farne copie, inviarlo ai vostri amici.
Ovviamente il mio consiglio è di scaricarlo e sfogliarlo sia perché spero che quanto vi è scritto possa farvi pensare e anche un po’ divertire; sia perché troverete all’interno una serie di illustrazioni, a partire dalla copertina, davvero irresistibili, realizzate gentilmente dalla mia amica vignettista Alberta Tessarolo, che impreziosiscono varie pagine del libro. Non una semplice raccolta, quindi, questo Pensieri riflessi ma anche qualcosa di più che mi auguro apprezzerete.
Ringrazio coloro che con me hanno lavorato e che hanno sostenuto questa iniziativa.
A voi tutti una buona lettura!
Alessandro Marchetti

SCARICA E LEGGI IL LIBRO:

Written by Alessandro in: Blog/siti amici, Libri |
ott
03
2007
2

Il mondo apparente

hamburger_250.jpg

Qualcuno dirà che il nostro povero mondo stia andando avanti per inerzia. E invece no: il mondo sta andando avanti per apparenza. L’importante oggi non è ciò che si offre, sia esso un prodotto o una idea; ma è come lo si offre. Il marketing, in un po’ tutti i settori della nostra vita, è fondamentale, perché ancora più importante di dare un buon servizio o buon esempio è il vendere o il farsi apprezzare. A quel punto, infatti il risultato è raggiunto e come dice la canzone “chi ha dato, ha dato, ha dato; chi ha avuto, ha avuto, ha avuto”.

Proprio l’altro giorno, controllando la posta, ho visto una cosa meravigliosa che mi ha dato una piccola conferma di ciò. Tra le varie pubblicità ce n’era una di una nota catena di fast-food nel cui volantino campeggiava meravigliosa, ma che dico, si ergeva maestosa l’immagine di un magnificente panino. Insomma inutile che vi dica che invogliava davvero a mangiarselo. La cosa davvero fantastica però si trovava all’interno dove accanto a varie immagini di panini tipo quello delle copertina c’era scritta in piccolo piccolo, anzi microscopico, la seguente frase: “immagini puramente dimostrative”. È una cosa incredibile un po’ per il fatto che sia lecito farla e un po’ perché a questo genere di cose siamo in qualche modo abituati. Puntano tutto su l’immagine. Che poi il prodotto sia proprio quello è una cosa tutta da vedere. Inoltre queste tattiche hanno l’effetto di far dimenticare che quel bellissimo cibo non è esattamente salutare. O meglio lo si sa, però… però… è così bello quel panino, come si fa a dire di no!?

Allora mi viene in mente uno splendido documentario che credo sia utilissimo per far cadere “l’incanto dell’apparenza”. In questo film, il cui titolo è significativamente “Super size me”,  il regista è impegnato in un esperimento che vede sé stesso come cavia e che consiste nel mangiare per un mese intero nei fast-food mostrando cosa gli succede ogni giorno che passa. Credetemi: educativo (e impressionante).

Ma non solo: viene anche condotta una attenta ed estremamente interessante riflessione sulle tattiche di marketing e su come siano diaboliche in particolare su soggetti più deboli: i bambini. Oltre a ciò, e sempre in linea con la tendenza “apparire è meglio che essere”, mi è anche capitato, e più di una volta di imbattermi in programmi televisivi a dir poco agghiaccianti.

Tra i tanti ve ne racconto uno abbastanza conosciuto e che ha anche avuto molto successo (!). Il meccanismo è questo: un ragazzo ha una macchina che più che assomigliare ad un’auto, pare una carriola a motore; quindi arriva il conduttore del programma, la porta in una super officina dove la trasformano in uno spettacolo d’auto e quindi gliela riconsegnano. Ora, è anche bello vedere come dei carrozzieri professionisti riescano a trasformare un rudere in un gioiello: c’è arte in questo, è innegabile. Però è la filosofia di fondo del programma ad essere allarmante. Dall’inizio alla fine l’idea è che il proprietario ha bisogno di una macchina meravigliosa perché altrimenti non è nessuno; perché altrimenti non è rispettato; perchè la realizzazione di un giovane non passa attraverso quello che sa e quello che può fare per gli altri, ma per quello che ha e che può mostrare di avere. Di questo passo in un paio di generazioni le scimmie saranno la specie più evolute del pianeta!

A questo punto dovete considerare che una di queste generazioni spesso sembra già di averla davanti agli occhi. Ci sono persone, celebrità ovviamente (ne hanno parlato di recente anche i giornali), che non fanno niente, sono il nulla più assoluto, la povertà intellettuale fatta persona, eppure sono ammirate dai ragazzi molto giovani come degli dèi in terra. E questo perché hanno soldi, sono trasgressive, sono alla moda. In una parola: appaiono bene!

A questo punto non so davvero cosa pensare. Una volta c’erano gli ideali, si discuteva e si lottava per questi. E a volte ci si faceva anche male, perché pure questo va detto. Ora, con una frequenza sempre più allarmante… non c’è niente. E il pericolo è perdere o dimenticarsi delle conquiste di civiltà più importanti e non fare niente per averne di nuove. Così il mondo non va più avanti per inerzia; così il mondo si ferma o, se preferite, va avanti per apparenza.

Alessandro Marchetti 

Written by Alessandro in: Blog/siti amici, Varie |
lug
21
2007
2

Ecco come sto dalla parte dei Rom

rom_435.jpg
 
Di seguito riporto uno stimolante articolo pubblicato nell'interessante blog "http://liberopensiero.blogosfere.it". Qualche mese fa si era discusso in questo "nostro" blog della tematica "immigrazione", incrociando trasversalmente i problemi della sicurezza e dell'integrazione (VEDI); la riflessione che segue mette in luce più da vicino una problematica legata alla nostra concezione, di noi italiani, della cultura ROM, analizzando alcuni nodi cruciali che permangono in particolare a livello giuridico. Una delle piste proposte, che tento di riassumere: sino a che punto, come e verso chi (sempre tra i ROM) concentrare gli sforzi diretti all'affermazione della legalità? Come sempre auspico che ne possa nascere una discussione costruttiva.
 
ECCO COME STO DALLA PARTE DEI ROM

Ho sempre difeso i Rom – da questo giornale (La Repubblica NdR) come nelle discussioni pubbliche – dagli attacchi razzisti cui spesso sono stati sottoposti. A volte mi sono sentito accusare di “stare dalla parte dei Rom”, come se fosse una colpa e non un merito stare dalla parte dei più emarginati. Tutto questo perché ho cercato di trattare la questione dei nomadi con equilibrio, cercando di distinguere tra ladri e onesti. Ma quando si parla di nomadi purtroppo, a volte anche le persone all’apparenza più ragionevoli perdono la calma, e tendono all’equazione “Rom uguale criminali”. Stare dalla parte degli zingari però, vuol dire stare anche dalla parte di chi vuole risolvere davvero i problemi:

con Don Colmegna e il suo coraggioso Patto di Legalità quindi, efficace strada per l’integrazione dei Rom nella nostra società. Un Patto di successo, che non prevede legislazioni “speciali” di alcun tipo, ma un dialogo e una convivenza basati non solo sul buonismo dei diritti, ma anche su precisi doveri. Il nomade tredicenne arrestato per sedici volte – e altrettante volte scarcerato sempre in poche ore – pone un altro grosso problema. Sono infatti troppi i bambini dai 9 ai 14 anni che si dedicano alla criminalità. Mi pare purtroppo inutile, con la legislazione vigente, continuare a “giocare a guardie e ladri” con questi bambini per mandarli in prigioni con le ruote girevoli. Non si risolve certo così la questione. Anzi, diventa un incentivo per gli adulti ad usarli come manovalanza criminale. Un meccanismo dannoso non solo per i borseggiati, ma per gli stessi bambini, che invece di andare a scuola si ritrovano “educati” all’illegalità nelle strade. Per il bene di una minoranza come quella Rom – che di tutto ha bisogno tranne che di far crescere le giovani generazioni nel crimine – c’è bisogno di regole che facciano uscire i bambini da questo circolo vizioso. Nuove leggi che li tirino subito e definitivamente via dalle strade, prima che la situazione degeneri e si arrivi a provvedimenti eccessivamente repressivi perché dettati dall’emozione.

In attesa di queste norme, mi pare doveroso intanto cercare di concentrare l’attenzione nel colpire i mandanti di questi crimini: i genitori (che lasciano i figli delinquere) e gli adulti che solitamente stanno dietro a queste baby gang. Di fronte all’utilizzo dei minori a fini criminali abbiamo delle leggi più che soddisfacenti. Gli articoli 111 e 112 del Codice Penale parlano chiaro:(…) Se chi ha determinato altri a commettere il reato ne è il genitore esercente la potestà, la pena è aumentata fino alla metà (…)”.  Oppure: “(…)  La pena è aumentata fino alla metà per chi si è avvalso di persona non imputabile o non punibile (…).”

Applichiamo intanto la legge vigente sugli adulti insomma, con tutte le aggravanti del caso. Senza sconti o giustificazioni “sociologiche”. Per stare veramente “dalla parte dei Rom” infatti, non bisogna difenderli anche quando commettono reati: farlo, non vuol dire stare dalla loro parte, ma da quella dei criminali.

Davide Romano – http://liberopensiero.blogosfere.it

giu
12
2007
2

“Loro”!

loro.jpg
(immagine tratta da www.repubblica.it)

Cose che se te le raccontano quasi non ci credi. Poi capisci che è vero. Ti viene allora una strana tristezza dentro che si accumula a quella, tanta, già presente. E infine si torna tutti quanti al proprio “lavoro”, al proprio “sudato stipendio” con la solita tragicomica frase nella testa: “Siamo in Italia!”

Ma chi l’ha voluta questa Italia? Chi?!

Vi invito a leggere questo articolo apparso ieri ne “la Repubblica di Filippo Ceccarelli.

 
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