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	<title>Come2discuss &#187; Ambiente</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>LA GIUSTIZIA A PICCOLI PASSI</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 22:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla di una &#8220;sentenza storica&#8221; e in parte è proprio così. Un tribunale dell&#8217;Ecuador ha condannato la multinazionale Chevron per i danni apportati all&#8217;amazzonia ecuadoriana dalla Texaco (dal 2001 di proprietà della Chevron) in tredici anni di trivellazioni . A tratti sembra un film, con il battagliero avvocato Pablo Fajardo, cresciuto nel luogo martoriato e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si parla di una &#8220;sentenza storica&#8221; e in parte è proprio così. Un tribunale dell&#8217;Ecuador ha condannato la multinazionale Chevron per i danni apportati all&#8217;amazzonia ecuadoriana dalla Texaco (dal 2001 di proprietà della Chevron) in tredici anni di trivellazioni .</p>
<p style="text-align: justify;">A tratti sembra un film, con il battagliero avvocato Pablo Fajardo, cresciuto nel luogo martoriato e che ha trovato nello studio del Diritto lo strumento per ottenere giustizia per sé e per la propria gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo la Sentenza (che condanna la Chevron a versare circa nove miliardi di dollari per danni ambientali e alla popolazione) è solo l&#8217;inizio di una battaglia legale; la multinazionale americana ha già bollato come illegittima ed inapplicabile la sentenza. La ragione fondamentale sarebbe in una Sentenza precedente di soli tre giorni quella in questione e che è stata emessa da una Sezione della Corte Permanente di Arbitraggio dell&#8217;Aja, la quale ha congelato temporaneamente l&#8217;applicazione di ogni sentenza contro l&#8217;azienda in ragione dell&#8217;appello fatto da Chevron all&#8217; applicazione  del Trattato bilaterale USA-Ecuador (nel quale la Texaco veniva liberata di ogni responsabilità a seguito di una compensazione dei danni già a suo tempo riscontrati sul territorio, consistente nel riempire almeno in parte le &#8220;piscine&#8221; realizzate per contenere gli scarti dell&#8217;estrazione petrolifera). La Chevron, peraltro, sottolinea le responsabilità di una compagnia locale, la &#8220;Petroecuador&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto un giudice di New York ha emesso un ordine temporaneo di restrizione che impedisce alla parte civile di ricevere compensazioni prima del giudizio definitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si attende intanto il risultato del ricorso che gli avvocati della Chevron hanno deciso di inoltrare</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente, con la Sentenza del 14 febbraio si è solo ad uno stadio di un percorso molto lungo. Verso la giustizia per un popolo ferito.</p>
<p style="text-align: justify;">Maggiori informazioni ai seguenti indirizzi</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26880/Ecuador%2C+sentenza+storica+contro+Chevron">http://it.peacereporter.net/articolo/26880/Ecuador%2C+sentenza+storica+contro+Chevron</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/cibo-e-ambiente/2011/02/15/news/la_chevron_dovr_pagare_9_miliardi_di_dollari_per_danni_all_ambiente_e_ai_cittadini_dell_ecuador-12506579/">http://www.repubblica.it/solidarieta/cibo-e-ambiente/2011/02/15/news/la_chevron_dovr_pagare_9_miliardi_di_dollari_per_danni_all_ambiente_e_ai_cittadini_dell_ecuador-12506579/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/05/ecuador-chevron-condannata-ma-la-multa-da-7-miliardi-potrebbe-non-essere-pagata/95572/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/05/ecuador-chevron-condannata-ma-la-multa-da-7-miliardi-potrebbe-non-essere-pagata/95572/</a></p>
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		<title>La Cumbre di Cochabamba, (a mio parere) un&#8217;occasione giocata male</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[RIPORTO UN ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE DI UN CARO AMICO: resoconto e impressioni dalla Prima Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra. Carissimi amici avevo promesso che vi avrei tenuto informati durante la mia partecipazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2011" title="conferenza mondiale clima bolivia" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/05/conferenza-mondiale-clima-bolivia-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" />RIPORTO UN ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE DI UN CARO AMICO: resoconto e impressioni dalla Prima Conferenza Mondiale dei Popoli sui  Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissimi amici avevo promesso che vi avrei tenuto informati durante la mia partecipazione alla Prima Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra (www.cmpcc.org), che si è svolta dal 19 al 22 aprile a Cochabamba, in Bolivia.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo però l’intensità del programma e gli scarsi mezzi informatici a mia disposizione, non mi hanno permesso di tener fede alla promessa. La numerosità delle iniziative, inoltre, e la molteplicità degli aspetti affrontati1, non erano facilmente sintetizzabili in poche righe, a causa anche di alcuni aspetti contraddittori che cercherò di spiegare qui sotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a causa di queste contraddizioni, premetto che questo mio resoconto potrà apparire contraddittorio con quanto riportato dagli organi di stampa internazionali (anche italiani, come segnalato nella rassegna stampa riportata in fondo), almeno da quelli che hanno dedicato un po’ del loro spazio all’evento…e soprattutto da quanto riportato nei commenti dei vari Leonardo Boff, Frei Betto, Naomi Klein…tutti presenti e con i quali sentivo – almeno in principio – una comunanza di idee e prospettive.  Ritengo infatti che quella che si è tenuta a Tiquipaya (quartiere periferico di Cochabamba) non sia stata &#8230; (continua)&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2010"></span></p>
<p style="text-align: justify;">propriamente una conferenza “dei popoli” nella quale discutere sui cambiamenti climatici e sulle possibili soluzioni attuabili per arginarli, quanto – piuttosto – un gran contenitore mediatico/propagandistico che ha permesso al Governo boliviano, e ai suoi vari alleati politici latinoamericani (Venezuela, Cuba, Nicaragua in primis) di lanciare l’ennesima invettiva contro il capitalismo e il neoliberismo occidentali, visti come causa principale dei cambiamenti climatici, ma senza elaborare una proposta costruttiva e percorribile per arginare le conseguenze dell’effetto serra.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ ovviamente indiscutibile che la maggiore responsabilità nel riscaldamento globale siano da attribuirsi all’industrializzazione selvaggia e al modello di sviluppo occidentali; così come è purtroppo innegabile che i primi a soffrire le conseguenze dei cambiamenti climatici siano i popoli indigeni e rurali dei paesi meno sviluppati, però forse questa poteva essere l’occasione non solo per rincarare la dose di accuse e rivendicazioni (plausibili), ma anche per mettere sul tavolo proposte concrete e condivisibili anche dai “paesi occidentali”, senza la collaborazione dei quali, ogni “grido indigeno” (o indigenista2 sarà comunque inutile. E le proposte non possono limitarsi ad un approccio “punitivo” con richiesta economica di “risarcimento danni climatici” o con l’istituzione di un Tribunale Internazionale di Giustizia Climatica e Ambientale (come emerge dalla Dichiarazione finale partorita dalla sintesi dei lavori dei gruppi paralleli).</p>
<p style="text-align: justify;">Proposte del genere, sono purtroppo incompatibili con gli strumenti finora proposti dalle varie commissioni del UNIPCC (il gruppo intergovernamentale di esperti che da anni lavora alle politiche di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico) e del UNFCCC (la convenzione quadro sui cambiamenti climatici). Certo, può essere che il paradigma scientifico debba essere completamente rivisto e rifondato, ma in una situazione di emergenza come quella attuale, forse sarebbe più opportuno riconoscere che siamo tutti corresponsabili (in misura diversa, certo) di un comune destino e che le possibili soluzioni potranno solo arrivare dal dialogo e dalla fiducia nelle proposte più condivise. Puntare ai sacrosanti principi di “Diritti della Madre Terra”, “Sovranità alimentare”, “Buen vivir”… senza intervenire sul modello di sviluppo e senza fornire strumenti concreti per invertire il trend delle emissioni e del conseguente riscaldamento globale, mi sembra dispersivo e poco recepibile da altri paesi delle UN, in questo momento…tanto meno dagli USA3.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio l’evento ha permesso a circa 30.000 persone (di cui 10.000 provenienti da circa altri 140 paesi, per lo più da Argentina, Ecuador, Venezuela…ma anche U.S.A., Mexico, Spagna, ecc.) di incontrarsi e confrontarsi su come siano visti e vissuti i cambiamenti climatici. In particolare lo hanno potuto raccontare i popoli indigeni e contadini dei paesi più poveri, maggiormente legati alla terra e alla sua fertilità alterata dalle variazioni delle precipitazioni e delle ondate di siccità. Le conferenze autogestite e i tavoli di lavoro tematici (che avevano già avviato la discussione in maniera virtuale, un mese prima dell’incontro) hanno permesso di confrontarsi sulle opinioni e le proposte reciproche… però mi è sembrato che molto spesso le conclusioni fossero già state scritte e che ogni obiezione che tentasse di recuperare idee e proposte provenienti dal mondo scientifico occidentale venisse rigettata a priori. E’ vero che, nonostante le obbligazioni del Protocollo di Kyoto, le emissioni di gas-serra dal 1997 in poi sono solo aumentate, ma è anche vero che i meccanismi di controllo e di compensazione sono stati introdotti solo negli ultimi 5-10 anni…forse un tempo ancora troppo breve per vederne gli effetti, anche se sufficiente a capire che molti devono essere migliorati. Mi aspettavo che dai tavoli di lavoro emergessero proposte atte a migliorare proprio questi strumenti…eventualmente chiedendo maggiore spazio d’ascolto (nelle sedi internazionali) per i rappresentanti di popoli indigeni e delle organizzazioni della società civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo di Evo Morales, e del suo Governo, sono risultati di certo fondamentali per l’organizzazione di un evento di tali dimensioni, ma la loro “presenza” all’interno del campus universitario4 che ha ospitato gran parte degli eventi, era sproporzionatamente imponente: con tanto di stand espositivi per ogni ministero e vice- (incluso, ovviamente, quello per la coltivazione tradizionale della foglia di coca), con enfasi straordinaria alle forze armate e alla difesa, coinvolte anche loro – a quanto pare – nelle discussioni sui cambiamenti climatici. Non era sempre facile distinguere tra gli stand (e i seminari) di matrice governativa e quelli gestiti dalle organizzazioni della società civile boliviana o straniera.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, un aspetto da non sottovalutare è quello che Morales stesso non ha permesso che alla conferenza partecipassero ed esprimessero le proprie rivendicazioni alcuni organizzazioni indigene boliviane che in questi mesi stanno rivendicando &#8211; proprio al loro Governo – il diritto ad esprimersi attivamente sull’opportunità o meno di realizzare nuovi impianti estrattivi (di gas, petrolio o, nel Salar de Uyuni, di litio…il nuovo “oro bianco” della Bolivia) e nuove infrastrutture che modificherebbero in maniera irreversibile il loro ambiente di vita… A detta di Morales, i “problemi interni” non avrebbero dovuto essere discussi in un evento internazionale…</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna, tali organizzazioni non si sono arrese e hanno organizzato la “Mesa 18”, un tavolo indipendente e autogestito, esterno alla Conferenza, in cui si sono discusse le questioni più urgenti per i popoli indigeni. All&#8217;interno di questo spazio c’erano il sindacato dei contadini boliviani, diverse organizzazioni indigene tra cui la CONAMAQ e la OPIM (L’Organizzazione Indigena del Popolo Mosetèn, con cui avevo lavorato nel 2004, nella foresta amazzonica dell’Alto Beni), i comuneros dell&#8217;acqua, ricercatori, accademici e il Movimiento Sin Tierra della Bolivia (MST-B). Purtroppo anche in questo caso il dibattito è rimasto per lo più sul tema della protesta, ma anche questo gruppo ha formulato un suo documento5 finale (molto più conciso) e un forum virtuale permanente che vorrebbe rimanere il punto di riferimento per il confronto e le rivendicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, decisamente “nauseante” è risultato il tono populista dello stesso Morales, ma anche di Chavez e altri “compagni”, nel corso degli eventi inaugurali e soprattutto in quello finale (nello stadio principale della città). In tali occasioni, il tema climatico è passato questi in secondo piano, per lasciare spazio: alle invettive contro il modello capitalista-neoliberista occidentale e all’esaltazione del rinato socialismo latinoamericano che &#8211; dopo i primi passi mossi da Bolivar, Lienin, Castro e Che Guevara – sta tornando a «salvare il mondo dall’autodistruzione»…</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là della analisi storico-politica, mi è sembrato politicamente miope che si sia utilizzato un evento di portata internazionale per rivendicare certe posizioni di distanza e contrapposizione verso gran parte del resto del mondo. In particolare, ritengo di profonda gravità i fischi e le critiche sollevate da gran parte dei presenti nei confronti della Rappresentante delle Nazioni Unite per il Latinoamerica, invitata e intervenuta nel corso dell’evento inaugurale. Come lei ha giustamente fatto notare, è doveroso ascoltare ciascuno con rispetto, tanto più se invitato… E’ deprecabile che il Presidente Morales non abbia poi speso nemmeno una parola per scusarsi con la diplomatica, a nome dei presenti. Morales ora è un capo di Stato…non più il capo dell’opposizione6.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, credo che nonostante alcune buone considerazioni e proposte di massima, emerse dai tavoli di lavoro (recuperabili dai rispettivi link della pagina del sito ufficiale) e riassunte nella Dichiarazione finale, sia stata sprecata un’occasione di portata internazionale per far emergere la voce positiva dei popoli indigeni e dei paesi più poveri, nei confronti dei cambiamenti climatici e degli impegni che è necessario assumere.  Pur se condivisibile nei principi, l’impostazione critica e l’influenza governativa nei lavori e delle dichiarazioni della Conferenza, rendono ogni risultato e proposta poco “ascoltabili” agli orecchi “delicati e prevenuti” dei più potenti della terra che – forse – anche a Cancun7 tenteranno di far prevalere le proprie posizioni cautelative e conservative di fronte ai sacrifici economici richiesti dalle azione di contenimento dei cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero ovviamente di sbagliarmi e mi auguro che, nonostante tutto, l’evento boliviano possa essere il primo passo verso una maggiore partecipazione (e soprattutto un maggiore ascolto) ai dibattiti internazionali da parte delle popolazioni indigene e dei paesi “che contano meno” .</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>NOTA A MARGINE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A parziale rivalutazione dell’efficacia della Conferenza e della possibilità di dibattito delle proposte in sede internazionale, va segnalato che nei giorni successivi all’evento è stato redatto un documento da presentare al gruppo di lavoro specifico sulle “long term cooperative acions” (azioni coordinate di lungo termine) all’interno della prossima COP16 di Cancun.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento riprende e sviluppa ulteriormente i contenuti della Dichiarazione finale riconfermando ancora una volta una degli impegni forse più concreti voluti dallo stesso Morales in contrapposizione a quanto detto a Copenhagen: contenimento dell’aumento di temperatura globale a massimo1°C (e non 2). Per far questo sarà necessario ridurre il livello di concentrazione di CO2 a 350 ppm (parti per milione) entro il 2030 e a 300 ppm entro il 2100…ce la faremo?! e come?!</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Ricordo che erano stati organizzati 17 gruppi di lavoro (mesas) paralleli riguardanti altrettante tematiche legate alle questioni climatiche, ai diritti della Natura e dei popoli indigeni.</li>
<li style="text-align: justify;">Per “indigenista” intendo chi si occupa – per lavoro, passione o empatia – dei popoli indigeni e della difesa dei loro diritti…col rischio però di idealizzare la figura “indigena” e giustificare ogni sua affermazione come se fosse visione o espressione diretta dei popoli indigeni.</li>
<li style="text-align: justify;">Unico paese ricco a non aver sottoscritto e ratificato il Protocollo di Kyoto, considerato anche dalla Conferenza di Cochabamba lo strumento chiave per obbligare gli stati a ridurre le emissioni di gas-serra.</li>
<li style="text-align: justify;">Stranamente si è trattato del campus della “Universidad del Valle” (Univalle), certo la più moderna e organizzata di Cochabamba, ma pur sempre privata.</li>
<li style="text-align: justify;">Il documento è scaricabile, sottoforma di 5 immagini, dal sito http://www.acochabambamevoy.org/public/wordpress/wp-content/uploads/2010/07_mesa18/mesa18.zip</li>
<li style="text-align: justify;">Certo, non spetta a noi italiani fare prediche su come si dovrebbe comportare un capo di governo…</li>
<li style="text-align: justify;">Mexico, sede della prossima Conferenza delle Parti (COP-16) per discutere del “dopo Kyoto” in scadenza nel 2012.</li>
</ol>
<p>Di <strong>Diego Florian</strong> &#8211; <a href="http://diegoflorian.blogspot.com" target="_blank">http://diegoflorian.blogspot.com</a></p>
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		<title>TREVISO: troppi perché senza risposta sulla cava piu’ profonda d’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 11:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[(18 gennaio 2010) Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente . Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-1784" title="cava morganella" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/01/cava-morganella.jpg" alt="" width="206" height="156" />(18 gennaio 2010) </em><strong>Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente .</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l’inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano,  presentato dal trio di cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi. che prevede una escavazione sino alla profondità di addirittura 65 metri. I numerosi presentatori delle osservazioni hanno potuto esporre ai commissari le proprie ragioni. Paeseambiente ha osservato che dopo l’inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel sacco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto  ricavano con l’escavazione abusiva.</li>
<li>Il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l’inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Paeseambiente ha poi  ribadito con forza le  osservazioni  presentate al progetto nel 2008 chiedendo:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>PERCHE’ non provvedere SUBITO alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione è dovuta per legge, a cosa serve l’approfondimento? Non serve certo a ricomporre ma a distruggere ancora il sottosuolo..</li>
<li>PERCHE’ infierire anche sulle falde più profonde? Perché mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po’ meno?</li>
<li>PERCHE’ non includere il Comune di Treviso nel procedimento della VIA? Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c’è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni.</li>
<li>PERCHE’ battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sotto terra. Oltre un piano all’anno! E dove? Vicino alla Feltrina e adiacenti  a due discariche!</li>
<li>PERCHE’ fidarsi ancora di chi non ha vigilato sulle scarpate? Di chi ha scaricato rifiuti non conformi? Di chi ha scavato oltre i limiti consentiti? Di chi non ha avuto rispetto per le regole? Di chi è sempre pronto ai ricorsi?  Perche’ dovremmo acconsentire a questa voragine?</li>
<li>PERCHE’ scavare a confine con una discarica per rifiuti solidi urbani? Lasciamo in pace il cane che dorme! Puzza un po’, ma lasciamolo dormire. Piscia ancora nella falda, ma lasciamolo dormire. Se si sveglia potrebbe mordere. Altre discariche a Paese stanno facendo peggio di questa.</li>
<li>PERCHE’ non valutare quale sarebbe il danno alle falde al verificarsi di eventi eccezionali in caso di approfondimento a questi livelli? Terremoti, esondazioni, frane?</li>
<li>PERCHE’ rischiare di scavare in prossimità di una discarica per inerti che ha ricevuto rifiuti non conformi oggetto di denunce e successive condanne? Come sarà quel fondo cava?</li>
<li>PERCHE’ non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona? Una strada al alto traffico. Un impianto insalubre di conglomerati bituminosi, impianti di betonaggio ed altro.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In rappresentanza del Comune di Paese  l’assessore all’ambiente  e il dirigente dell’ufficio Ecologia di Paese  hanno manifestato il loro dissenso ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese ricordando  il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l’aumento del traffico pesante.  A titolo personale era presente anche l’assessore al bilancio del comune di Paese che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia  della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all’audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni.</p>
<ul>
<li>La commissione non ha risposto alle domande di Paeseambiente, perche?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Andrea Zanoni  presidente di Paeseambiente ha commentato:  “A questi perché c’è solo una risposta: i 128 milioni di Euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta  riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto. E’ una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni proroga su proroga!”</p>
<p style="text-align: justify;">Gruppo Paeseambiente, 31038 PAESE (TV),  cell. 347/9385856 – web: www.paeseambiente.org – Email: paeseambiente@ecorete.it</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Una montagna di balle</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2009/08/una-montagna-di-balle/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 10:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.come2discuss.net/?p=1463</guid>
		<description><![CDATA[Una Montagna Di Balle from spazzatour on Vimeo. http://docutrashfilm.noblogs.org Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers, ha documentato la cosidetta emergenza rifiuti Campana per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di gestione straordinaria. Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6000381&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6000381&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" wmode="opaque" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://vimeo.com/6000381">Una Montagna Di Balle</a> from <a href="http://vimeo.com/user421083">spazzatour</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://docutrashfilm.noblogs.org" target="_blank">http://docutrashfilm.noblogs.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers, ha documentato la cosidetta emergenza rifiuti Campana per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di gestione straordinaria. Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dellEuropa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta per difendere il proprio futuro: l&#8217;assalto ai fondi pubblici, le zone d&#8217;ombra della democrazia, il boicottaggio della differenziata, le collusioni con le ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative.</p>
<p style="text-align: justify;">E se vivere in emergenza fosse solo una strategia per accumulare profitti!?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;">Da un&#8217;idea di Sabina Laddaga, Maurizio Braucci e Nicola Angrisano con la voce narrante di Ascanio Celestini con le musiche di Marco Messina Regia di Nicola Angrisano</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;">Questo film è distribuito con licenza Creative Commons 2.5: attribuzione, non commerciale, non opere derivate.</p>
<p style="text-align: justify;">http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/legalcode</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Monselice, 18 genn 2008: COSA SIGNIFICA VIVERE E RESPIRARE NELL&#8217;AREA DEI CEMENTIFICI?</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2008/01/monseiice-18-genn-2008-cosa-significa-vivere-e-respirare-nellarea-dei-cementifici/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 19:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Segnaliamo questo interessante quanto importante appuntamento. Divulgate anche voi come potete la notizia! VENERDI&#39; 18 GENNAIO ore 20.45, CINEMA CORALLO &#8211; MONSELICE CONFERENZA &#8211; DIBATTITO:COSA SIGNIFICA VIVERE E RESPIRARE &#34;NELL&#39;AREA DEI CEMENTIFICI&#34;? Ne parliamo con il dr.Stefano Montanari, Esperto Internazionale di nanoparticelle e nanopatologieSCARICA VOLANTINO: Per approfondimenti visita il sito: http://www.lasciatecirespirare.it/ &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lasciatecirespirare.it/materiale/gifAnimate/scritta.gif" border="0" width="200" height="150" />&nbsp;</p>
<p align="justify">Segnaliamo questo interessante quanto importante appuntamento. Divulgate anche voi come potete la notizia! </p>
<p align="justify">VENERDI&#39; 18 GENNAIO ore 20.45, CINEMA CORALLO &#8211; MONSELICE</p>
<p align="justify"><strong>CONFERENZA &#8211; DIBATTITO:COSA SIGNIFICA VIVERE E RESPIRARE &quot;NELL&#39;AREA DEI CEMENTIFICI&quot;?</strong></p>
<p align="justify">Ne parliamo con il dr.Stefano Montanari, Esperto Internazionale di nanoparticelle e nanopatologie<br /><strong>SCARICA VOLANTINO: </strong><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2008/01/serata_montanari.pdf"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" border="0" alt="pdf_ico_small.jpg" /></a></p>
<p align="justify">Per approfondimenti visita il sito: <a href="http://www.lasciatecirespirare.it/">http://www.lasciatecirespirare.it/</a> &nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nove piccoli Comuni su Dieci sono DOP</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/09/nove-piccoli-comuni-su-dieci-sono-dop/</link>
		<comments>http://www.come2discuss.net/2007/09/nove-piccoli-comuni-su-dieci-sono-dop/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 11:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo &#232; quanto si evince dalle relazioni finali della VII Conferenza Nazione dell&#39;ANCI dedicata ai piccoli Comuni.La ricerca &#232; stata effettuata sui comuni che contano meno di 5.000 abbitanti e ha dimostrato che tre municipitalit&#224; su quattro sono territorio di riferimento per gli allevamenti di bestiame che portano alla produzione di latte e salumi DOP, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/09/prodotti_tipici435.jpg" border="0" alt="prodotti_tipici435.jpg" /> </p>
<p align="justify">Questo &egrave; quanto si evince dalle relazioni finali della VII Conferenza Nazione dell&#39;ANCI dedicata ai piccoli Comuni.<br />La ricerca &egrave; stata effettuata sui comuni che contano meno di 5.000 abbitanti e ha dimostrato che tre municipitalit&agrave; su quattro sono territorio di riferimento per gli allevamenti di bestiame che portano alla produzione di latte e salumi DOP, mentre nel 60%, sempre dei piccoli Comuni, troviamo le aziende che producono i 38 oli italiani di Denominazione d&#39;Origine Protetta. </p>
<p align="justify">Questi grandissimi risultati sono possibili grazie all&#39;impegno di 400.000 imprese agricole che attraverso il loro lavoro riescono a salvaguardare le colture tradizionali ponendo massima attenzione anche a problematiche quali la salvaguardia e la tutela del territroio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tipicit&agrave; alimentari. </p>
<p align="justify">Questi dati ci permettono di analizzare anche un altro dato&#8230;L&#39;incremento costante del &quot;Turismo enogastronomico e ambientale&quot; che &egrave; in continua crescita e che nel 2006 ha chiuso con un fatturato di 5 miliardi di euro. Per il 2007, invece, notizie confortanti arrivano dalla legge, di recente approvzione, &quot;Sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni&quot; che permetter&agrave; a tutte queste municipalit&agrave; di indicare, con della cartellonistica stradale posta al di sotto del nome del Comune, quale siano il prodotti agroalimentare tipici che caratterizzano il territorio comunale. </p>
<p align="justify">Sicuramente per i 4 milioni di turisti enogastronimici sar&agrave; pi&ugrave; semplice ed immediato raggiungere i luoghi dove vengono prodotti i 4372 prodotti tipici nazionali censiti dalle Regioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL PREZZO DEL PANE SALEâ€¦QUELLO DEL GRANO NO</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/09/il-prezzo-del-pane-sale%e2%80%a6quello-del-grano-no/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 16:55:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Porto a conoscenza una ricerca effettuata dall&#8217;osservatorio sui prezzi della Camera di Commercio. Oggi, nel 2007, il prezzo del grano &#232; lo stesso del 1985 mentre da allora il prezzo del pane &#232; aumentato del 750%. Questo dato &#232; stato reso noto direttamente dalla Coldiretti che si sta ampiamente adoperando per lo &#34;sciopero della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/09/agnino.jpg" border="0" /></p>
<p align="justify">Porto a conoscenza una ricerca effettuata dall&rsquo;osservatorio sui prezzi della Camera di Commercio.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Oggi, nel 2007, il prezzo del grano &egrave; lo stesso del 1985 mentre da allora il prezzo del pane &egrave; aumentato del 750%. Questo dato &egrave; stato reso noto direttamente dalla Coldiretti che si sta ampiamente adoperando per lo &quot;sciopero della spesa&quot; del 13 settembre, dove i cittadini chiedono ai commercianti maggiore trasparenza sui prezzi e sulle origini dei prodotti per poter controllare le eventuali speculazioni.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">I dati sono molto allarmanti. Nel 1985 il prezzo del grano era di 23 centesimi di euro al chilogrammo, mentre il pane veniva venduto a 52 centesimi. Oggi un chilo di grano &egrave; pagato circa 0.22 euro/Kg mentre, un comune cittadino, acquista un chilogrammo di pane a 2,70 euro; arrivando per&ograve; sino ai 5 euro per i tipi di pane pi&ugrave; elaborati.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Se poi ci soffermiamo su pasta fresca, dolci e altri prodotti, il prezzo del campo deve essere moltiplicato per 12, 20, 70. In questa situazione la Coldiretti si sente di poter reclamare una &ldquo;adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie&rdquo;. </p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Inoltre l&rsquo;elevato costo dei prodotti di prima necessit&agrave; ha portato ad una diminuzione del consumo degli stessi. Infatti, sempre questa ricerca, mette in evidenza come il consumo del pane sia calato del 6,1% rispetto allo scorso anno.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Tali dati sono secondo me da tenere in forte considerazione, soprattutto perch&eacute; questo comporta una diminuzione della produzione e vendita di prodotti Made in Italy &ndash; produzione che, per i molteplici controlli, si pu&ograve; definire altamente sicura, priva di OMG o di trattamenti fitopatologici invasivi e dannosi &ndash; a favore dei prodotti importanti dei quali non si conosce ne la provenienza ne il modo di coltivazione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ITALIA STA PER SCEGLIERE: L&#8217;ACQUA E&#8217; BENE COMUNE</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/06/litalia-sta-per-scegliere-lacqua-e-bene-comune/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 06:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La scorsa settimana, un voto della Camera (per la precisione un subemendamento sul pacchetto Bersani legato alle liberalizzazioni), ha previsto il riaffidamento agli enti locali della gestione del servizio idrico, alla scadenza delle concessioni delle aziende Municipalizzate (che di fatto sono tutte private, alcune delle quali quotate in borsa). Un voto importante che segna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.acquabenecomune.org/dist/images/acquapubblica_logo_RGB.gif" border="0" width="195" height="195" />&nbsp;</p>
<p align="justify">La scorsa settimana, un voto della Camera (per la precisione un subemendamento sul pacchetto Bersani legato alle liberalizzazioni), ha previsto il riaffidamento agli enti locali della gestione del servizio idrico, alla scadenza delle concessioni delle aziende Municipalizzate (che di fatto sono tutte private, alcune delle quali quotate in borsa). Un voto importante che segna una svolta nel dibattito sulla gestione dei beni comuni, riaprendo una polemica che in tutte le regioni d&#39;Italia divampa e divide (spesso anche la cittadinanza dalla propria amministrazione locale).  </p>
<p align="justify">Il voto attende la conferma da parte del Senato, dove in effetti potrebbero esserci dei problemi, vista la risicata maggioranza del Governo. Inoltre, le cronache parlamentari raccontano che il sub emendamento sarebbe stato una specie di &quot;blitz&quot;, in quanto avvenuto si con l&#39;assenso del relatore, ma contravvenendo a un accordo tra le forze politiche favorevoli alla ripubblicizzazione (i partiti della cosiddetta &quot; sinistra massimalista&quot;) e quelli che difendono le municipalizzate (parte dei Ds e della Margherita). Considerato, inoltre, che i partiti di opposizione non si sono espressi in maniera netta sul tema, appare davvero difficile fare pronostici. Sul terreno intanto, ci sono le migliaia di firme della campagna &quot;Acqua bene comune&quot;, per una legge di iniziativa popolare in materia (la raccolta firme proseguir&agrave; fino al 1 luglio) Si veda http://www.acquabenecomune.org/ </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>QUANTO VALE UNA VITTIMA DI BHOPAL?</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/05/quanto-vale-una-vittima-di-bhopal/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2007 06:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L&#39;annosa vicenda di Bhopal (legata al famoso incidente alla fabbrica chimica della citt&#224; indiana avvenuta il 2 dicembre 1984), si &#232; trascinata per anni, lasciando dietro se una lunga scia di morti (dalle vittime dell&#39;esplosione a quelle che in questi anni hanno sviluppato varie forme di cancro, a quelle che sono state colpite dall&#39;inquinamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asmalldoseof.org/historyoftox/1970-2006/Time_Bhopal.jpg" border="0" width="208" height="276" />&nbsp;</p>
<p align="justify">L&#39;annosa vicenda di Bhopal (legata al famoso incidente alla fabbrica chimica della citt&agrave; indiana avvenuta il 2 dicembre 1984), si &egrave; trascinata per anni, lasciando dietro se una lunga scia di morti (dalle vittime dell&#39;esplosione a quelle che in questi anni hanno sviluppato varie forme di cancro, a quelle che sono state colpite dall&#39;inquinamento delle falde idriche) e l&#39;impunit&agrave; per i repsonsabili della fabbrica, ovvero i responsabili della multinazionale Union Carbide (che si sbarazzarono dell&#39;azienda smembrandola e vendendola a varie multinazionali). L&#39;ultima beffa per le vittime arriva in questi giorni, con la notizia della sentenza della Corte Suprema Indiana che esclude l&#39;aumento degli indennizzi, considerando il numero delle vittime in base alle stime governative (che parlano di 3.000 persone), ben lontante da quelle delle associazioni (che parlano di 15.000 morti). La guerra delle cifre, riguarda anche il numero delle persone indennizzate (17.000 secondo le associazioni, 14.000 secondo il governo, che sostiene peraltro come l&#39;unico ostacolo al risarcimento sia l&#39;impossibilit&agrave; di rintracciare gli interessati)</p>
<p align="justify">ci sar&agrave; mai giustizia per Bhopal?? E&#39; sufficientemente maturo il tempo per un azione seria della comunit&agrave; internazionale sul governo indiano o su quello degli USA?&nbsp; Forse &egrave; arrivato il momento di applicare i principi del Global Compact (l&#39;accordo tra ONU, ONG e Multinazionali per la responsabilit&agrave; sociale d&#39;impresa) al fine di far partire proprio da una sede ONU una grande azione di giustizia che avrebbe vari contraccolpi positivi sulle relazioni internazionali&#8230;. </p>
<p align="justify">Per maggiori informazioni </p>
<p align="justify">http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/atmosferico/7572.php</p>
<p align="justify">&#8230;.oltre ai vari articoli pubblicati da Peacereporter</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ETANOLO E&#8217; DAVVERO IL FUTURO??</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/04/letanolo-e-davvero-il-futuro/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2007 19:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Poche settimane fa un incontro in Brasile tra Lula e Bush faceva risaltare alle cronache internazionali il tema dell&#39;energia pulita; la sfida verso la sostituzione del petrolio come principale &#34;motore&#34; del mondo, raccoglie l&#39;interesse esplicito di tutti, dato che ormai &#232; pi&#249;&#160; che evidente la destabilizzazione internazionale cui ha portato il consumo sfrenato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img src="http://lbhub.blogspirit.com/images/medium_portugal.girassole.7567569.luisb.jpg" border="0" width="360" height="270" /></p>
<p style="text-align: justify">Poche settimane fa un incontro in Brasile tra Lula e Bush faceva risaltare alle cronache internazionali il tema dell&#39;energia pulita; la sfida verso la sostituzione del petrolio come principale &quot;motore&quot; del mondo, raccoglie l&#39;interesse esplicito di tutti, dato che ormai &egrave; pi&ugrave;&nbsp; che evidente la destabilizzazione internazionale cui ha portato il consumo sfrenato di petrolio. Ma molti dubbi sono stati espressi in merito alla soluzione proposta dai due capi di Stati: l&#39;ETANOLO.</p>
<p style="text-align: justify">L&#39;etanolo &egrave; ottenuto dalla fermentazione di prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri come i cereali (mais, frumento, orzo) o le patate. Esso si propone come carburnte alternativo, ed &egrave; stato fortemente sponsorizzato proprio dai governi di USA e Brasile, al punto da portare due persone politicamente distanti come i rispettivi presidenti a firmare un protocollo d&#39;intesa. </p>
<p style="text-align: justify">I ricercatori sono divisi sulla reale sostenibilit&agrave; della produzione di questa fonte energetica, e molti sono i dubbi anche sugli effetti per le popolazioni meno abbienti (si stima che, essenso l&#39;etanolo estratto da piante utilizzate anche come prodotti di consumo di base, ci potranno essere rincari insostenibili per i poveri).</p>
<p style="text-align: justify">Intanto, il sito di Peacereporter, ci informa sul dibattito presente tra i paesi dell&#39;America Latina (in&nbsp; questo caso Brasile e Venezuela), proprio in merito a questo problema: il Venezuela non vede affatto bene gli accordi tra Brasile e USA, inoltre pare temere per il suo giro di affari garantiti dall&#39;estrazione di petrolio (ma al tempo stesso si dice interessata ad avviare la produzione di etanolo); il Brasile dal canto suo ribatte e garantisce la sostenibilit&agrave; del progetto</p>
<p style="text-align: justify">Voi cosa ne pensate??&nbsp;</p>
<p>Per leggere l&#39;articolo http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&amp;idart=7798&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ECOMAFIA CHE CRESCE OGNI ORA</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/04/accade-ogni-ora/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2007 21:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggere gli stralci pi&#249; significativi dell&#39;ultimo rapporto di Legambiente sulle ECOMAFIE, &#232; un&#39;esercizio doveroso ma difficile: ogni ora vengono commessi tre reati contro l&#39;ambiente. In materia, la Campania occupa da sola il 13,5% dei reati ambientali, e assieme a Puglia, Campania, Sicilia, Calabria copre il 45,9% dell&#39;intero giro criminale che sfrutta (e assieme determina) la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Leggere gli stralci pi&ugrave; significativi dell&#39;ultimo rapporto di Legambiente sulle ECOMAFIE, &egrave; un&#39;esercizio doveroso ma difficile: ogni ora vengono commessi tre reati contro l&#39;ambiente.</p>
<p align="justify">In materia, la Campania occupa da sola il 13,5% dei reati ambientali, e assieme a Puglia, Campania, Sicilia, Calabria copre il 45,9% dell&#39;intero giro criminale che sfrutta (e assieme determina) la crisi ambientale nel sud Italia. Un attivit&agrave; che genera un volume d&#39;affari stimato in 23 miliardi di ero (opportunamente riciclato, anche nel Nord della penisola)</p>
<p align="justify">Legambiente chiede ad alta voce una legge che punisca i reati ambientali: il Governo si sta muovendo tramite la discussione di un provvedimento legislativo, al vaglio del Consiglio dei Ministri, che prevede la definizione del reato di ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL CRIMINE AMBIENTALE, introducendo anche il CONCETTO DI ECOMAFIE.</p>
<p align="justify">Stando a quanto riferito sul quotidiano &quot;La Repubblica&quot; si passer&agrave; dall&#39;attuale condanna per inquinamento (da 1 a 5 anni) alla condanna per associazione a delinquere (fino a 15 anni)</p>
<p align="justify">Per maggiori informazioni :&nbsp; http://www.lanuovaecologia.it/leggi/proposte/7446.php&nbsp; </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DIRITTO O ECOMAFIE?</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/03/diritto-o-ecomafie/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 08:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Diritto o Ecomafie? &#232; la domanda che da anni, almeno dal 1994 (quando legambiente ha cominciato a denunciare la carenza legislativa del nostro paese di fronte al proliferare dell&#8217;affarismo mafioso in materia di rifiuti) ci si pone guardando le mancanze gestionali del nostro territorio. Legambiente, negli ultimi mesi, &#232; tornata a richiamare l&#8217;attenzione delle istituzioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www2.minambiente.it/Sito/pubblicazioni/Collana_RSA/RSA_junior/images/rifiuti.jpg" border="0" width="408" height="291" /><br /> Diritto o Ecomafie? &egrave; la domanda che da anni, almeno dal 1994 (quando legambiente ha cominciato a denunciare la carenza legislativa del nostro paese di fronte al proliferare dell&rsquo;affarismo mafioso in materia di rifiuti) ci si pone guardando le mancanze gestionali del nostro territorio.</p>
<p>Legambiente, negli ultimi mesi, &egrave; tornata a richiamare l&rsquo;attenzione delle istituzioni, disegnando l&rsquo;attuale situazione legislaiva dell&rsquo;Italia (in controtendenza rispetto agli altri stati dell&rsquo;UE): &ldquo;In sostanza, oggi, ad esclusione dell&rsquo;ex art. 53 bis del Decreto Ronchi (oggi art. 260 del nuovo Codice ambientale 152/06) che ha introdotto il delitto di &ldquo;organizzazione di traffico illecito di rifiuti&rdquo;, ci si affida a un debolissimo apparato legislativo.<br /> Ad esempio, nel caso di &ldquo;distruzione o deturpamento di bellezze naturali&rdquo; compiuto mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, la punizione prevista dall&rsquo;art. 734 c.p. &egrave; l&rsquo;ammenda da 1.032 a 6.197 euro: solo qualche spicciolo per la distruzione del nostro patrimonio ambientale. Cos&igrave; come non &egrave; previsto il reato specifico di cava abusiva, che ha fatto scomparire intere montagne, o di furto di opere d&rsquo;arte e reperti archeologici (pi&ugrave; di 46 mila furti negli ultimi trentacinque anni)&rdquo;.  Per maggiori informazioni: http://www.lanuovaecologia.it/categoria/2.php. Intanto, continuano i sequesti di cave per smaltimento illecito (le ultime in provincia di Napoli e Viterbo) </p>
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		<title>DAL TURKMENISTAN AL GUATEMALA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 08:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[immagine tratta dal sito: www.ecosecretariat.org Una buona notizia dal sito www.amnesty.it : Andrei Zatoka, attivista per i diritti ambientali, &#232; stato rilasciato senza alcuna accusa il 31 gennaio 2007. Era stato arrestato il 17 dicembre 2006 all&#8217;aeroporto di Dashoguz. Amnesty International aveva lanciato un&#8217;azione urgente in suo favore, ritenendo che fosse stato arrestato solo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ecosecretariat.org/ftproot/Publications/EnergyDataBook/Energy_Databank/Turkmenistan/turkmenistan.GIF" border="0" width="335" height="277" /></p>
<p align="justify">immagine tratta dal sito: www.ecosecretariat.org<br /> Una buona notizia dal sito www.amnesty.it :</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Andrei Zatoka, attivista per i diritti ambientali, &egrave; stato rilasciato senza alcuna accusa il 31 gennaio 2007. Era stato arrestato il 17 dicembre 2006 all&rsquo;aeroporto di Dashoguz. Amnesty International aveva lanciato un&rsquo;azione urgente in suo favore, ritenendo che fosse stato arrestato solo a causa delle sue legittime e pacifiche attivita&rsquo; e che potesse essere torturato in carcere.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Resta la speranza che si possa presto risolvere la problematica situazione dell&rsquo;ambientalista italiano Floriano Bianchini, di cui si siamo gi&agrave; occupati&hellip;..dando giustizia ai difensori dell&rsquo;ambiente ovunque nel mondo </p>
]]></content:encoded>
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		<title>AMBIENTALISTI A RISCHIO</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/02/ambientalisti-a-rischio/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Feb 2007 08:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>

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		<description><![CDATA[immagine tratta da http://www.sweetmarias.com/guatemala.gif Tratto dal sito di Amnesty International: Amnesty International &#232; preoccupata per l&#8217;incolumit&#224; di un ambientalista italiano, Flaviano Bianchini, che il 24 gennaio ha denunciato di aver ricevuto telefonate anonime intimidatorie e di essere tenuto sotto sorveglianza da sconosciuti. Le minacce sarebbero una conseguenza dell&#8217;attivit&#224; in difesa dei diritti umani che Bianchini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sweetmarias.com/guatemala.gif" border="0" style="width: 435px; height: 355px" /></p>
<p align="justify">immagine tratta da http://www.sweetmarias.com/guatemala.gif<br /> Tratto dal sito di Amnesty International:</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Amnesty International &egrave; preoccupata per l&rsquo;incolumit&agrave; di un ambientalista italiano, Flaviano Bianchini, che il 24 gennaio ha denunciato di aver ricevuto telefonate anonime intimidatorie e di essere tenuto sotto sorveglianza da sconosciuti. Le minacce sarebbero una conseguenza dell&rsquo;attivit&agrave; in difesa dei diritti umani che Bianchini svolge a Citt&agrave; del Guatemala, in collaborazione con l&rsquo;associazione MadreSelva.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">L&rsquo;organizzazione per i diritti umani ha pubblicato oggi un&rsquo;<a href="http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/guatemala">Azione Urgente</a> con la quale sollecita il governo guatemalteco a indagare sulle minacce ricevute da Bianchini e a garantire la sua sicurezza e quella degli altri attivisti per i diritti umani che agiscono in difesa dell&rsquo;ambiente nel paese centroamericano.<br /> Il 5 gennaio, durante una conferenza stampa, Bianchini ha reso pubblici i risultati delle sue ricerche sulla qualit&agrave; delle acque nella zona del progetto minerario Marlin, gestito dall&rsquo;impresa Montana exploradora de Guatemala allo scopo di estrarre oro. Il rapporto evidenzia la presenza nell&rsquo;acqua del fiume Tzal&aacute; di metalli pesanti dannosi per la salute. Sono seguite immediatamente dure smentite da parte della Montana exploradora de Guatemala e di Jorge Antonio Garc&iacute;a Chi&uacute;, viceministro dell&rsquo;Energia e delle Miniere. A seguito dei risultati della ricerca, gli ecologisti ambientalisti di MadreSelva hanno denunciato la miniera per delitti di contaminazione industriale, danni alla salute e all&rsquo;ambiente.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Lo studio di Bianchini afferma che l&rsquo;acqua del fiume Tzal&aacute; &egrave; pulita prima di incontrare la miniera. Oltre, invece, vi si rileva la presenza di una quantit&agrave; di rame superiore 80 volte al limite consentito dalla legge, quella di alluminio 13 volte e quella di manganese due volte. Si tratta di metalli pesanti che possono provocare cancro, infermit&agrave; congenite e malattie della pelle.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Flaviano Bianchini &egrave; ricercatore indipendente e redattore di Peacelink. Da anni si occupa di progetti di protezione ed educazione all&rsquo;ambiente in Italia e all&rsquo;estero. Attualmente si trova in Guatemala, dove collabora con il Colectivo MadreSelva, associazione che ha lo scopo di partecipare attivamente, pacificamente ed eticamente alla conservazione e difesa della natura. Bianchini si avvale di una partnership scientifica dell&rsquo;Universit&agrave; degli studi di Camerino.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Quello di Bianchini non &egrave; l&rsquo;unico caso di un ambientalista a rischio in Guatemala. Il 10 gennaio di quest&rsquo;anno Carlos Albacete Rosales e Piedad Espinosa Albacete, dell&rsquo;associazione Tr&oacute;pico Verde, hanno subito un attentato mentre viaggiavano a bordo di un taxi, fortunatamente senza subire gravi conseguenze. A quanto risulta ad Amnesty International, le autorit&agrave; non hanno avviato alcuna indagine su questo episodio.</p>
<div align="justify"> </div>
<p align="justify">Invitiamo tutti i visitatori del blog ad appoggiare l&rsquo;azione urgente (&egrave; possibile firmarla on-line cliccando sulla voce &ldquo;azione urgente&rdquo; nell&rsquo;articolo) e a far conoscere questa vicenda e l&rsquo;iniziativa di A.I. </p>
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		<title>UNA GUERRA SILENZIOSA</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2006/11/una-guerra-silenziosa/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2006 13:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto tratta da: www.geosigma.com Tutti sono a conoscenza dei costi del petrolio sui mercati mondiali, delle crisi che generano, del fatto che questa risorsa va esaurendosi e che quella che c&#8217;&#232; &#232; gestita male. Proprio oggi il portavoce del governo iraniano ha pubblicamente anticipato la volont&#224; dell&#8217;OPEC (organismo che riunisce i principali estrattori mondiali) di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.geosigma.com/images/pict22.jpg" border="0" /></p>
<p>Foto tratta da: www.geosigma.com</p>
<p>Tutti sono a conoscenza dei costi del petrolio sui mercati mondiali, delle crisi che generano, del fatto che questa risorsa va esaurendosi e che quella che c&rsquo;&egrave; &egrave; gestita male. Proprio oggi il portavoce del governo iraniano ha pubblicamente anticipato la volont&agrave; dell&rsquo;OPEC (organismo che riunisce i principali estrattori mondiali) di ridurre le estrazioni favrendo cos&igrave; un ulteriore rialzo dei prezzi.</p>
<p>Proprio oggi, si apprende dagli organi di informazione, di un eclatante assassinio avvenuto in russia; il sito dell&rsquo;Ansa riporta infatti che&hellip;</p>
<p>Il direttore generale della  fondazione russa Istituto Nazionale del Petrolio e&rsquo; stato  ucciso a colpi d&rsquo;arma da fuoco a Mosca. Poco conosciuta la  vittima, Zelinmkhan Magomedov, 50 anni, assassinato con due  colpi alla testa vicino alla sua abitazione. La fondazione  di cui Magomedov era direttore e&rsquo; un&rsquo;organizzazione non  commerciale che assiste le piccole e medie imprese operanti  nel settore dell&rsquo;estrazione del gas e del petrolio.</p>
<p>Occorre prestare attenzione a questi fenomeni, considerando anche come ogni giorno capitino eventi correlati su questo fronte, anche in luoghi teoricamente privi rapporti tra loro&hellip;.dall&rsquo;Iran alla Russia per esempio.</p>
<p>Sempre da questo punto di vista &egrave; interessante analizzare la tesi di un libro da poco uscito presso l&rsquo;editore Feltrinelli: L&rsquo;ERA DEL PETROLIO di Leonardo Maugieri, il quale asserisce che in realt&agrave; il petrolio non sarebbe affatto in via di esaurimento ma&hellip;..</p>
<p>Per maggiori informazioni sul libro:  http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000728 </p>
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