gen
20
2010
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TREVISO: troppi perché senza risposta sulla cava piu’ profonda d’Italia

(18 gennaio 2010) Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente .

Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l’inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano, presentato dal trio di cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi. che prevede una escavazione sino alla profondità di addirittura 65 metri. I numerosi presentatori delle osservazioni hanno potuto esporre ai commissari le proprie ragioni. Paeseambiente ha osservato che dopo l’inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti:

  1. Le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel sacco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto ricavano con l’escavazione abusiva.
  2. Il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l’inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori.

Paeseambiente ha poi ribadito con forza le osservazioni presentate al progetto nel 2008 chiedendo:

  1. PERCHE’ non provvedere SUBITO alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione è dovuta per legge, a cosa serve l’approfondimento? Non serve certo a ricomporre ma a distruggere ancora il sottosuolo..
  2. PERCHE’ infierire anche sulle falde più profonde? Perché mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po’ meno?
  3. PERCHE’ non includere il Comune di Treviso nel procedimento della VIA? Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c’è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni.
  4. PERCHE’ battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sotto terra. Oltre un piano all’anno! E dove? Vicino alla Feltrina e adiacenti a due discariche!
  5. PERCHE’ fidarsi ancora di chi non ha vigilato sulle scarpate? Di chi ha scaricato rifiuti non conformi? Di chi ha scavato oltre i limiti consentiti? Di chi non ha avuto rispetto per le regole? Di chi è sempre pronto ai ricorsi? Perche’ dovremmo acconsentire a questa voragine?
  6. PERCHE’ scavare a confine con una discarica per rifiuti solidi urbani? Lasciamo in pace il cane che dorme! Puzza un po’, ma lasciamolo dormire. Piscia ancora nella falda, ma lasciamolo dormire. Se si sveglia potrebbe mordere. Altre discariche a Paese stanno facendo peggio di questa.
  7. PERCHE’ non valutare quale sarebbe il danno alle falde al verificarsi di eventi eccezionali in caso di approfondimento a questi livelli? Terremoti, esondazioni, frane?
  8. PERCHE’ rischiare di scavare in prossimità di una discarica per inerti che ha ricevuto rifiuti non conformi oggetto di denunce e successive condanne? Come sarà quel fondo cava?
  9. PERCHE’ non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona? Una strada al alto traffico. Un impianto insalubre di conglomerati bituminosi, impianti di betonaggio ed altro.

In rappresentanza del Comune di Paese l’assessore all’ambiente e il dirigente dell’ufficio Ecologia di Paese hanno manifestato il loro dissenso ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese ricordando il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l’aumento del traffico pesante.  A titolo personale era presente anche l’assessore al bilancio del comune di Paese che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all’audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni.

  • La commissione non ha risposto alle domande di Paeseambiente, perche?

Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente ha commentato: “A questi perché c’è solo una risposta: i 128 milioni di Euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto. E’ una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni proroga su proroga!”

Gruppo Paeseambiente, 31038 PAESE (TV),  cell. 347/9385856 – web: www.paeseambiente.org – Email: paeseambiente@ecorete.it

Written by Daniele in: Ambiente, Informazione |
ago
12
2009
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Una montagna di balle

Una Montagna Di Balle from spazzatour on Vimeo.

http://docutrashfilm.noblogs.org

Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers, ha documentato la cosidetta emergenza rifiuti Campana per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di gestione straordinaria. Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dellEuropa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta per difendere il proprio futuro: l’assalto ai fondi pubblici, le zone d’ombra della democrazia, il boicottaggio della differenziata, le collusioni con le ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative.

E se vivere in emergenza fosse solo una strategia per accumulare profitti!?

—-

Da un’idea di Sabina Laddaga, Maurizio Braucci e Nicola Angrisano con la voce narrante di Ascanio Celestini con le musiche di Marco Messina Regia di Nicola Angrisano

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Questo film è distribuito con licenza Creative Commons 2.5: attribuzione, non commerciale, non opere derivate.

http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/legalcode

Written by Daniele in: Ambiente, Informazione |
gen
11
2008
2

Monselice, 18 genn 2008: COSA SIGNIFICA VIVERE E RESPIRARE NELL’AREA DEI CEMENTIFICI?

 

Segnaliamo questo interessante quanto importante appuntamento. Divulgate anche voi come potete la notizia!

VENERDI' 18 GENNAIO ore 20.45, CINEMA CORALLO – MONSELICE

CONFERENZA – DIBATTITO:COSA SIGNIFICA VIVERE E RESPIRARE "NELL'AREA DEI CEMENTIFICI"?

Ne parliamo con il dr.Stefano Montanari, Esperto Internazionale di nanoparticelle e nanopatologie
SCARICA VOLANTINO: pdf_ico_small.jpg

Per approfondimenti visita il sito: http://www.lasciatecirespirare.it/  

Written by admin in: Ambiente, Appuntamenti |
set
28
2007
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Nove piccoli Comuni su Dieci sono DOP

prodotti_tipici435.jpg

Questo è quanto si evince dalle relazioni finali della VII Conferenza Nazione dell'ANCI dedicata ai piccoli Comuni.
La ricerca è stata effettuata sui comuni che contano meno di 5.000 abbitanti e ha dimostrato che tre municipitalità su quattro sono territorio di riferimento per gli allevamenti di bestiame che portano alla produzione di latte e salumi DOP, mentre nel 60%, sempre dei piccoli Comuni, troviamo le aziende che producono i 38 oli italiani di Denominazione d'Origine Protetta.

Questi grandissimi risultati sono possibili grazie all'impegno di 400.000 imprese agricole che attraverso il loro lavoro riescono a salvaguardare le colture tradizionali ponendo massima attenzione anche a problematiche quali la salvaguardia e la tutela del territroio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tipicità alimentari.

Questi dati ci permettono di analizzare anche un altro dato…L'incremento costante del "Turismo enogastronomico e ambientale" che è in continua crescita e che nel 2006 ha chiuso con un fatturato di 5 miliardi di euro. Per il 2007, invece, notizie confortanti arrivano dalla legge, di recente approvzione, "Sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni" che permetterà a tutte queste municipalità di indicare, con della cartellonistica stradale posta al di sotto del nome del Comune, quale siano il prodotti agroalimentare tipici che caratterizzano il territorio comunale.

Sicuramente per i 4 milioni di turisti enogastronimici sarà più semplice ed immediato raggiungere i luoghi dove vengono prodotti i 4372 prodotti tipici nazionali censiti dalle Regioni.

Written by Stefano in: Ambiente |
set
12
2007
2

IL PREZZO DEL PANE SALE…QUELLO DEL GRANO NO

 

Porto a conoscenza una ricerca effettuata dall’osservatorio sui prezzi della Camera di Commercio.

Oggi, nel 2007, il prezzo del grano è lo stesso del 1985 mentre da allora il prezzo del pane è aumentato del 750%. Questo dato è stato reso noto direttamente dalla Coldiretti che si sta ampiamente adoperando per lo "sciopero della spesa" del 13 settembre, dove i cittadini chiedono ai commercianti maggiore trasparenza sui prezzi e sulle origini dei prodotti per poter controllare le eventuali speculazioni.

I dati sono molto allarmanti. Nel 1985 il prezzo del grano era di 23 centesimi di euro al chilogrammo, mentre il pane veniva venduto a 52 centesimi. Oggi un chilo di grano è pagato circa 0.22 euro/Kg mentre, un comune cittadino, acquista un chilogrammo di pane a 2,70 euro; arrivando però sino ai 5 euro per i tipi di pane più elaborati.

Se poi ci soffermiamo su pasta fresca, dolci e altri prodotti, il prezzo del campo deve essere moltiplicato per 12, 20, 70. In questa situazione la Coldiretti si sente di poter reclamare una “adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie”.

Inoltre l’elevato costo dei prodotti di prima necessità ha portato ad una diminuzione del consumo degli stessi. Infatti, sempre questa ricerca, mette in evidenza come il consumo del pane sia calato del 6,1% rispetto allo scorso anno.

Tali dati sono secondo me da tenere in forte considerazione, soprattutto perché questo comporta una diminuzione della produzione e vendita di prodotti Made in Italy – produzione che, per i molteplici controlli, si può definire altamente sicura, priva di OMG o di trattamenti fitopatologici invasivi e dannosi – a favore dei prodotti importanti dei quali non si conosce ne la provenienza ne il modo di coltivazione.

Written by Stefano in: Ambiente, Generale |
giu
11
2007
2

L’ITALIA STA PER SCEGLIERE: L’ACQUA E’ BENE COMUNE

 

La scorsa settimana, un voto della Camera (per la precisione un subemendamento sul pacchetto Bersani legato alle liberalizzazioni), ha previsto il riaffidamento agli enti locali della gestione del servizio idrico, alla scadenza delle concessioni delle aziende Municipalizzate (che di fatto sono tutte private, alcune delle quali quotate in borsa). Un voto importante che segna una svolta nel dibattito sulla gestione dei beni comuni, riaprendo una polemica che in tutte le regioni d'Italia divampa e divide (spesso anche la cittadinanza dalla propria amministrazione locale).

Il voto attende la conferma da parte del Senato, dove in effetti potrebbero esserci dei problemi, vista la risicata maggioranza del Governo. Inoltre, le cronache parlamentari raccontano che il sub emendamento sarebbe stato una specie di "blitz", in quanto avvenuto si con l'assenso del relatore, ma contravvenendo a un accordo tra le forze politiche favorevoli alla ripubblicizzazione (i partiti della cosiddetta " sinistra massimalista") e quelli che difendono le municipalizzate (parte dei Ds e della Margherita). Considerato, inoltre, che i partiti di opposizione non si sono espressi in maniera netta sul tema, appare davvero difficile fare pronostici. Sul terreno intanto, ci sono le migliaia di firme della campagna "Acqua bene comune", per una legge di iniziativa popolare in materia (la raccolta firme proseguirà fino al 1 luglio) Si veda http://www.acquabenecomune.org/

Written by rawls in: Ambiente, Diritti Umani, Varie |
mag
08
2007
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QUANTO VALE UNA VITTIMA DI BHOPAL?

 

L'annosa vicenda di Bhopal (legata al famoso incidente alla fabbrica chimica della città indiana avvenuta il 2 dicembre 1984), si è trascinata per anni, lasciando dietro se una lunga scia di morti (dalle vittime dell'esplosione a quelle che in questi anni hanno sviluppato varie forme di cancro, a quelle che sono state colpite dall'inquinamento delle falde idriche) e l'impunità per i repsonsabili della fabbrica, ovvero i responsabili della multinazionale Union Carbide (che si sbarazzarono dell'azienda smembrandola e vendendola a varie multinazionali). L'ultima beffa per le vittime arriva in questi giorni, con la notizia della sentenza della Corte Suprema Indiana che esclude l'aumento degli indennizzi, considerando il numero delle vittime in base alle stime governative (che parlano di 3.000 persone), ben lontante da quelle delle associazioni (che parlano di 15.000 morti). La guerra delle cifre, riguarda anche il numero delle persone indennizzate (17.000 secondo le associazioni, 14.000 secondo il governo, che sostiene peraltro come l'unico ostacolo al risarcimento sia l'impossibilità di rintracciare gli interessati)

ci sarà mai giustizia per Bhopal?? E' sufficientemente maturo il tempo per un azione seria della comunità internazionale sul governo indiano o su quello degli USA?  Forse è arrivato il momento di applicare i principi del Global Compact (l'accordo tra ONU, ONG e Multinazionali per la responsabilità sociale d'impresa) al fine di far partire proprio da una sede ONU una grande azione di giustizia che avrebbe vari contraccolpi positivi sulle relazioni internazionali….

Per maggiori informazioni

http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/atmosferico/7572.php

….oltre ai vari articoli pubblicati da Peacereporter

Written by rawls in: Ambiente, Diritti Umani, Sanità |
apr
19
2007
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L’ETANOLO E’ DAVVERO IL FUTURO??

 

Poche settimane fa un incontro in Brasile tra Lula e Bush faceva risaltare alle cronache internazionali il tema dell'energia pulita; la sfida verso la sostituzione del petrolio come principale "motore" del mondo, raccoglie l'interesse esplicito di tutti, dato che ormai è più  che evidente la destabilizzazione internazionale cui ha portato il consumo sfrenato di petrolio. Ma molti dubbi sono stati espressi in merito alla soluzione proposta dai due capi di Stati: l'ETANOLO.

L'etanolo è ottenuto dalla fermentazione di prodotti agricoli ricchi di carboidrati e zuccheri come i cereali (mais, frumento, orzo) o le patate. Esso si propone come carburnte alternativo, ed è stato fortemente sponsorizzato proprio dai governi di USA e Brasile, al punto da portare due persone politicamente distanti come i rispettivi presidenti a firmare un protocollo d'intesa.

I ricercatori sono divisi sulla reale sostenibilità della produzione di questa fonte energetica, e molti sono i dubbi anche sugli effetti per le popolazioni meno abbienti (si stima che, essenso l'etanolo estratto da piante utilizzate anche come prodotti di consumo di base, ci potranno essere rincari insostenibili per i poveri).

Intanto, il sito di Peacereporter, ci informa sul dibattito presente tra i paesi dell'America Latina (in  questo caso Brasile e Venezuela), proprio in merito a questo problema: il Venezuela non vede affatto bene gli accordi tra Brasile e USA, inoltre pare temere per il suo giro di affari garantiti dall'estrazione di petrolio (ma al tempo stesso si dice interessata ad avviare la produzione di etanolo); il Brasile dal canto suo ribatte e garantisce la sostenibilità del progetto

Voi cosa ne pensate?? 

Per leggere l'articolo http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=7798 

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