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	<title>Come2discuss &#187; rawls</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>UN APPELLO DECISIVO PER IL FUTURO DEI BENI CONFISCATI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 23:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Blog &#8220;Come2discuss&#8221; si associa alla battaglia avviata da Libera per chiedere la soppressione della misura prevista dalla Finanziaria, che mira a mettere sul mercato i beni confiscati alle mafie. Questo provvedimento comporta un duplice rischio: il ritorno dei beni confiscati nelle mani dei clan (che possono acquisirli grazie a dei prestanome o fare pressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.libera.it/flex/images/D.ecd5d802e36e07c38665/niente_regali.jpg" alt="" width="500" height="227" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il Blog &#8220;Come2discuss&#8221; si associa alla battaglia avviata da Libera per chiedere la soppressione della misura prevista dalla Finanziaria, che mira a mettere sul mercato i beni confiscati alle mafie.<br />
Questo provvedimento comporta un duplice rischio: il ritorno dei beni confiscati nelle mani dei clan (che possono acquisirli grazie a dei prestanome o fare pressione su acquirenti legittimi) e la cancellazione di fatto delle disposizioni della Legge 109/96 che prevede la destinazione dei beni a uso sociale (una legge di iniziativa popolare la cui applicazione ha permesso, sino ad oggi, di trasformare i beni confiscati in concreta opportunità di occupazione e sviluppo in molte aree del paese).</p>
<p style="text-align: justify;">Per salvare la Legge 109 ed i beni confiscati occorre l&#8217;impegno di tutti</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il link all&#8217;appello: <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780" target="_blank"><strong>CLICCA QUI</strong></a></p>
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		<title>Chavez : istruzioni per i fan</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 22:45:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando lo vidi avviarsi alla guida del Venezuela, ne rimasi affascinato. Certamente non è mai stato un moderato, ma parlava della necessità di un mondo diverso, del bisogno di opporsi al potere assoluto degli USA sulla scena mondiale. La critica forte agli organismi finanziari internazionali; l&#8217;idea di un polo finanziario sud americano, una sfida per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1059" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/02/chavez_200.jpg" alt="" width="200" height="160" />Quando lo vidi avviarsi alla guida del Venezuela, ne rimasi affascinato. Certamente non è mai stato un moderato, ma parlava della necessità di un mondo diverso, del bisogno di opporsi al potere assoluto degli USA sulla scena mondiale. La critica forte agli organismi finanziari internazionali; l&#8217;idea di un polo finanziario sud americano, una sfida per l&#8217;economia del terzo millennio; il tentativo di rispondere alla dottrina unica del liberismo. Poi i primi dubbi, che mi sono sorti nel dicembre del 2007, quando propose un Referendum sulla sua politica e la sua persona, chiedendo di poter essere perennemente rieletto e di rivedere le disposizioni di legge in materia di proprietà privata.<br />
Fu un test notevole per il Venezuela e per la sua democrazia; lo fu per i suoi cittadini, che pur essendo in larga parte con Chavez gli votarono contro. Il Presidente accettò il risultato delle urne, ottenendo il plauso della sinistra alter-mondista, che poteva finalmente provare al mondo che Chavez fosse un uomo democratico.<br />
Certo la sua figura (e la sua politica) è rimasta controversa, come dimostrano gli ammiccamenti con Putin e l&#8217;oscuramento di una TV privata,  Radio Caracas Televisión (sua forte oppositrice). Infine l&#8217;uso della decretazione d&#8217;urgenza per 18 mesi all&#8217;inizio della sua nuova legislatura.<br />
Oggi, Chavez ha ottenuto la maggioranza sul suo Referendum, ed ha avuto accesso a nuove candidature, senza più doversi fermare a limiti di elegibilità. Il Referendum, tuttavia, ha escluso le revisioni sulla proprietà privata.<br />
Nel paese, resta un opposizione divisa e una sinistra con qualche dubbio sulla figura del leader.<br />
Il tutto in un paese che, secondo quanto riportato dal rapporto di Amnesty del 2008, vede ancora problemi di sicurezza interna; rischi per alcuni difensori dei diritti umani particolarmente critici nei confronti del Governo (come José Luis Urbano, critico rispetto alle politiche educative e sociali, oggi sotto protezione ma senza aver visto risultati nelle indagini sui suoi attentatori); le tante denuncie di esecuzioni extragiudiziali da parte di esponenti delle Forze dell&#8217;ordine (arrestati solo in un limitato numero di casi), che fa il paio con la mancata riforma delle stesse; l&#8217;assenza di controlli sulla circolazione delle armi.<br />
Intanto, tuttavia, il Governo si sta impegnando in piani per contrastare la violenza sulle donne.<br />
Chavez, agli occhi dell&#8217;opinione pubblica mondiale appare essere ancora un personaggio poco gradito.<br />
Certamente piace molto a una parte della sinistra, la quale tuttavia non dovrebbe, a parere dello scrivente, accontentarsi di un Presidente con qualche mancanza di troppo.<br />
Se Chavez vuole veramente rappresentare un punto di riferimento per chi ritiene che &#8220;un altro mondo è possibile&#8221;, deve fare di più sul fronte della democrazia, del pluralismo e dei diritti.<br />
Soprattutto, occorre che i suoi stessi sostenitori si sforzino nel chiedere di più a questo personaggio, certamente affascinante e, sicuramente, tra i protagonisti dei prossimi anni a livello globale</p>
<p>Il terzo millennio, insomma, si è ormai affermato essere all&#8217;insegna della richiesta, delle cosiddette &#8220;basi&#8221;, di uno scatto in più ai propri leader o aspiranti tali. E non è detto che ciò sia necessariamente un male, anzi&#8230;.</p>
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		<title>sana e robusta costituzione</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2009/02/sana-e-robusta-costituzione-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 09:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L’opinionismo è un male di cui il nostro paese è affetto da molto tempo; qualche tempo fa il giornalista Marco Travaglio scriveva, in un suo famoso libro, “si prega di abolire i fatti per non disturbare le opinioni”. Insomma, sono una persona convinta che le opinioni vadano date con moderazione, solo dopo essersi ben documentati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’opinionismo è un male di cui il nostro paese è affetto da molto tempo; qualche tempo fa il giornalista Marco Travaglio scriveva, in un suo famoso libro, “si prega di abolire i fatti per non disturbare le opinioni”.<br />
Insomma, sono una persona convinta che le opinioni vadano date con moderazione, solo dopo essersi ben documentati. Difficile parlare di meri principi, l’etica è sempre relativa.<br />
Eppure, oggi, l’uomo che governa, legittimamente, il paese in cui sono nato, ha detto che la Costituzione italiana è frutto del bolscevismo, che le intelligenze che hanno partorito la Carta, erano fuorviate da sentimenti partigiani criminali .<br />
Mi sono sentito spogliato.<br />
E’ difficile spiegare alle persone di cosa mi sia sentito spogliato, perché mi sono reso conto del  fatto che, a molti, è parso del tutto normale. E’ parso normale mettere in discussione 60 anni della nostra vita; è parso normale mettere in discussione ciò che ha permesso alla nostra quotidianità di essere vissuta.<br />
In pochi istanti, un uomo che ha giurato di governare nel rispetto dei principi della Carta, ha negato il valore della Carta stessa, ha negato il suo stesso giuramento; ha negato, implicitamente, le leggi che da quella Carta sono scaturite.<br />
Seguendo il suo ragionamento, ogni cosa è illegittima, è bolscevica.<br />
Se ci pensate, ogni nostro gesto quotidiano, avviene grazie alla Costituzione: l’ospedale in cui si nasce e si muore, esiste in base alla Costituzione (art. 32) ; le Scuole e le Università esistono perché il diritto all’istruzione è garantito dalla Costituzione (art. 34); ogni cittadino italiano lavora in base a dei diritti perché è sempre la Costituzione a prevederlo (art.1 e art. 4) .<br />
Tutto questo, il nostro vivere, crescere, morire, sarebbe bolscevismo. Il diritto di impresa (art. 41) sarebbe bolscevismo. Nemmeno comunismo, bolscevismo.<br />
Persino la lotta alle mafie sarebbe bolscevismo…..<br />
Ora capisco perché il Premier teme il pericolo comunista; perché lui, e solo lui, ha capito che fino ad oggi siamo vissuti nel bolscevismo.<br />
Certamente non occorre sprecare del tempo, per ricordare che questo paese non è mai stato governato dai comunisti (tantomeno dai bolscevichi); forse converrebbe ricordare che i comunisti (filo-sovietici e non) sono stati parte della Costituente, non hanno mai sovvertito l’ordine democratico ed hanno accettato sempre il responso delle urne (l’esatto contrario dei bolscevichi).<br />
Io sono di sinistra, ma non ho mai ritenuto la Costituzione una mia proprietà; ho sempre voluto che essa fosse la Carta di tutti gli italiani (persino di quelli che, avendo fatto parte della Repubblica di Salò, hanno combattuto perché la Carta non nascesse mai).<br />
Non occorre sprecare tempo per ricordare queste cose. Occorre impiegare tempo, per far capire a molti che, se continuano a distanziarsi dalla Carta, i diritti in essa contenuti, un giorno, si distanzieranno da loro.<br />
Ecco, ho espresso la mia opinione, ho espresso un principio, puro e semplice, e non mi sembra vero.<br />
Mi ero dimenticato che, sebbene l’etica sia relativa, la verità va comunque difesa.<br />
La verità ha molte facce, appartiene a tutti noi. Si chiama Costituzione della Repubblica Italiana. </p>
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		<title>COME INIZIA IL 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 23:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>

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		<description><![CDATA[immagine tratta da: www.repubblica.it&#160; Ho pensato, negli ultimi giorni, a come si potesse riprendere l&#39;attivit&#224; del blog; pensavo che non sarebbe stato male scrivere qualcosa su auspici e speranze per il nuovo anno, oppure fare una summa di tutti i fatti negativi che ci siamo lasciati alle spalle per cercare di rendere evidente la necessit&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/esteri/iraq88/iraq88/este_02175613_56520.jpg" border="0" width="200" height="209" /><br />immagine tratta da: <a href="http://www.repubblica.it/">www.repubblica.it</a>&nbsp;</p>
<p align="justify">Ho pensato, negli ultimi giorni, a come si potesse riprendere l&#39;attivit&agrave; del blog; pensavo che non sarebbe stato male scrivere qualcosa su auspici e speranze per il nuovo anno, oppure fare una summa di tutti i fatti negativi che ci siamo lasciati alle spalle per cercare di rendere evidente la necessit&agrave; di migliorarci tutti.</p>
<p align="justify">La cronaca per&ograve;, mi costringe a ricordare che, spesso, i fatti arrivano prima e pi&ugrave; lontano dei nostri stessi pensieri, e ci costringono a inseguirli continuamente.</p>
<p align="justify">Allora ho deciso di aprire l&#39;anno del blog con un fatto: tratto dalla Newsletter di &quot;Internazionale&quot; del 1 gennaio:</p>
<p align="justify">La strage di Haditha non &egrave; stata un massacro.</p>
<p>I quattro marines statunitensi responsabili dell&#39;uccisione<br />di ventiquattro civili iracheni, tra cui bambini e uomini<br />disarmati, ad Haditha, nel novembre del 2005 non saranno<br />indagati per strage. Il sergente Frank Wuterich, a capo del<br />massacro, sar&agrave; giudicato davanti alla corte marziale per<br />omicidio volontario, aggressione e intralcio alla<br />giustizia, accuse pi&ugrave; lievi rispetto a quella inizialmente<br />avanzata.</p>
<p align="justify">Per maggiori informazioni si pu&ograve; consultare l&#39;ottimo riassunto fatto su wikipedia: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Haditha">http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Haditha</a></p>
<p align="justify">A giudicare da questo fatto&nbsp;direi che, semplicemente, il 2008 inizi all&#39;insegna del negazionismo pi&ugrave; becero. Siamo, insomma, ben lontani dallo spirito con cui si spera di poter contrassegnare un&#39;anno che, nelle speranze di tutti, dovr&agrave; cambiare molto dell&#39;attuale panorama nazionale e internazionale.</p>
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		<title>IL 41 BIS E IL DOVERE DI UNA NUOVA GUERRA ALLE MAFIE</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/10/il-dovere-di-una-nuova-guerra-alle-mafie/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 19:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apprendendo la notizia che un giudice di Los Angeles ha bloccato la procedura di espulsione verso l&#39;Italia di un affiliato alla mafia italo-americana (Rosario Gambino), con la motivazione che tale istituto potrebbe essere usato come strumento di tortura, &#160;la prima reazione non pu&#242; che essere di sdegno: l&#39;idea che una bocciatua in materia di garanzie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asgmedia.it/immagini/Foto/carcere.jpg" border="0" width="220" height="173" /></p>
<p align="justify">Apprendendo la notizia che un giudice di Los Angeles ha bloccato la procedura di espulsione verso l&#39;Italia di un affiliato alla mafia italo-americana (Rosario Gambino), con la motivazione che tale istituto potrebbe essere usato come strumento di tortura, &nbsp;la prima reazione non pu&ograve; che essere di sdegno: l&#39;idea che una bocciatua in materia di garanzie derivi proprio dal paese che ha dato i natali al &quot;Patriot Act&quot;, e giustificato i procedimenti per i prigionieri di Guantanamo, non pu&ograve; che spingere alla rivolta morale.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Poi deve arrivare il momento della ponderazione, che ci riporta al dibattito sul famoso art. 41 bis del Codice Penale, che prevede, in sostanza, il carcere duro per i boss della mafia; una condizione non certo comune (caratterizzata da restrizioni delle possibilit&agrave; di comunicazione con l&#39;esterno e delle normali attivit&agrave; penitenziarie, controllo dei pacchi postali, impossibilit&agrave; di comunicazione fisica con chi viene in visita); &egrave; una storia lunga quella che ha portato alla nascita di queste 13 carceri speciali in Italia: nasce dalla condizione di lassismo che ha imperato in molte carceri italiane negli anni passati (con retroscena incredibili, come quello di mafiosi che venivano sorpresi ai matrimoni&nbsp;nonostante fossero ufficialmente reclusi). Certo, il vero motivo della creazione di questo istituto &egrave; legato alla particolare condizione delle persone che sono sottoposti ad esso. Evitare che i boss potessero continuare a gestire dalle carceri gli affari delle famiglie (come avveniva anche grazie al semplice passaggio di pizzini nelle ore degli incontri o nello &ldquo;ore d&rsquo;aria&rdquo;)</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Il punto fondamentale, resta quello delle garanzie di questo istituto (che personalmente continuo a ritenere legittimo), ed &egrave; qui che dobbiamo fermarci nella critica agli USA e tornare a guardare a noi stessi: se dal punto di vista culturale, politico e morale &egrave; impensabile che il 41 bis venga usato come strumento di tortura (magari per ottenere rivelazioni su Cosa Nostra come ha sentenziato il tribunale in USA), &egrave; altres&igrave; vero che non ci sono le garanzie giuridiche, e questo per un semplice motivo: l&rsquo;Italia non ha ancora definito nel Codice Penale il reato di tortura.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Ecco la prova che questa disposizione, che &egrave; stata gi&agrave; approvata dalla Camera e attende il voto del Senato, non rappresenta un semplice orpello: &egrave; un punto cardine di uno Stato di diritto, e nell&rsquo;Italia dei Verri e di Beccaria &egrave; semplicemente assurdo che manchi.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">La lotta alle mafie non deve mai contrastare i diritti fondamentali della persona&hellip;e questo non solo perch&eacute; i diritti fondamentali devono vigilare sulle disposizioni penali, ma anche perch&eacute; essi le legittimano&hellip;..questa &egrave; una lezione per l&rsquo;antimafia e, in definitiva, per tutti noi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>UNA COSTITUZIONE MIGLIORE</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 13:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Da molti anni l&#39;Italia si &#232; messa in prima fila a livello internazionale per l&#39;abolizione della pena di morte nel mondo. Una strategia politica che ha caratterizzato fortemente l&#39;iniziativa di politica estera di governo allla fine degli anni novanta, e che si &#232; riproposta ora in sede ONU dove l&#39;Italia porta avanti la moratoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img src="http://www.uniurb.it/giornalismo/speciali/2006-2008/1-maggio/foto/costituente1.jpg" border="0" width="211" height="158" /></p>
<p align="justify">Da molti anni l&#39;Italia si &egrave; messa in prima fila a livello internazionale per l&#39;abolizione della pena di morte nel mondo. Una strategia politica che ha caratterizzato fortemente l&#39;iniziativa di politica estera di governo allla fine degli anni novanta, e che si &egrave; riproposta ora in sede ONU dove l&#39;Italia porta avanti la moratoria internazionale (combattendo contro paesi motivati a portare avanti la pena capitale per ragioni varie, da quelle culturali a quelle politiche).</p>
<p align="justify">Quest&#39;azione, tuttavia, &egrave; sempre stata inficiata dal fatto che l&#39;Italia stessa non avesse mai eliminato definitivamente dal proprio ordinamento la pena capitale&#8230;fino ad ora..</p>
<p align="justify">La Legge Costituzionale del 2 ottobre scorso ha modificato l&#39;art. 27 della Costituzione eliminando la previsione della pena di morte &quot;nei casi previsti dalle leggi militari di guerra&quot;.</p>
<p align="justify">Probabilmente si tratta di un atto dovuto, della formalizzazione di una disposizione che di fatto era gi&agrave; vigente da molto tempo. Tuttavia &egrave; un atto importante, che dimostra un attenzione piena a un problema che adesso verr&agrave; discusso a livello internazionale.</p>
<p align="justify">L&#39;azione italiana non evita le perplessit&agrave; rispetto alle effettive possibilit&agrave; di riuscita della moratoria contro la pena capitale&#8230;nonostante di anno in anno diminuisca il numero di paesi mantenitori e aumenti quelli che, di fatto, non la applicano pi&ugrave; (oltre agli abolizionisti). Peraltro, occorre ricordare che la moratoria (la cui approvazione &egrave; prevista nel corso dell&#39;Assemblea Generale ONU di dicembre) non determiner&agrave; alcun obbligo giuridico nei conronti degli Stati parte, ma certamente avr&agrave; un forte peso morale.&nbsp; </p>
<p align="justify">Nel frattempo, proprio dagli Stati Uniti, arriva un importante segnale: Il 25 settembre 2007, la Corte suprema federale ha  deciso di esaminare un ricorso di incostituzionalit&agrave; del metodo di  esecuzione dell&#39;iniezione di veleno. La Corte dovr&agrave; decidere se  l&#39;iniezione di veleno sia realmente conforme&nbsp; all&#39;VIII emendamento alla Costituzione statunitense, che  vieta le pene crudeli e inusuali.&nbsp; </p>
<p align="justify">In attesa di vedere il risultato del dibattito internazionale, occorre ricordare che l&#39;Italia deve ancora migliorare la sua legislazione in materia di diritti umani&#8230;a cominciare dall&#39;ormai annosa vicenda del reato di tortura, che continua a non comparire nel codice penale ordinario (mentre &egrave; gi&agrave; presente nel codice penale militare di guerra), nonostante un primo parere favorevole della Camera dei deputati. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>I NUOVI FRONTI DI MAFIE E CONTROMAFIE</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/09/i-nuovi-fronti-di-mafie-e-contromafie/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2007 19:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Dopo gli eventi degli ultimi mesi, sulla stampa, nell&#39; opinione pubblica, e addirittura in ambito istituzionale si &#232; ricominciato a parlare di mafie; rispetto agli anni novanta cambiano gli attori principiali soprattutto nell&#39;antimafia: in primo piano non ci sono pi&#249; magistrati e politici (quelli fedeli allo Stato), ma giornalisti, scrittori e imprenditori.&#160; E&#39; altres&#236; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.marcotravaglio.it/libri/icomplici.jpg" border="0" width="225" height="331" />&nbsp;</p>
<p align="justify">Dopo gli eventi degli ultimi mesi, sulla stampa, nell&#39; opinione pubblica, e addirittura in ambito istituzionale si &egrave; ricominciato a parlare di mafie; rispetto agli anni novanta cambiano gli attori principiali soprattutto nell&#39;antimafia: in primo piano non ci sono pi&ugrave; magistrati e politici (quelli fedeli allo Stato), ma giornalisti, scrittori e imprenditori.&nbsp; E&#39; altres&igrave; vero che nella mafia alcune cose stanno cambiando: Cosa Nostra resta forte ma la &#39;ndrangheta si &egrave; ormai affermata come la mafia pi&ugrave; potente, mentre nella Camorra continuano i regolamenti di conti </p>
<p align="justify">Qualche mese fa i primi avvertimenti mafiosi non fecero quasi notizia, (la deturpazione di una targa in memoria di Giuseppe Impastato, i numerosi attentati alla cooperativa di Libera in Calabria nella Valle del Marro);&nbsp; poi, come in un Domino, le cose si sono sviluppate da se, una dietro l&rsquo;altra, e oggi il crimine organizzato &egrave; tornato sotto i riflettori.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">La Strage di Ferragosto si pu&ograve; definire come la punta dell&rsquo;iceberg, (considerando che secondo alcuni la teatralit&agrave; della scena, che vagamente ricorda &ldquo;Il Padrino&rdquo;, sembra essere stata organizzata da alcuni clan calabresi per far sapere agli inquirenti italiani e tedeschi che i loro avversari avessero importanti affari in corso in Germania), raggiunto durante un mese di agosto in cui si &egrave; registrato anche un regolamento di conti camorrista in Italia.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Intanto Cosa Nostra ha ripreso con i riti simbolici, e si &egrave; rivalutato il ruolo dei boss in carcere, come da tempo non si vedeva: lo dimostra il simbolico scambio di anelli nuziali tra i boss Nitto Santa Paola e Leoluca Bagarella, avvenuto grazie allo scambio di celle, a seguito del quale ognuno dei due ha lasciato la propria fede sul tavolino della cella che avrebbe occupato l&rsquo;altro (segno di una nuova alleanza tra due clan, che furono rivali al tempo della seconda guerra di mafia che port&ograve; i Corleonesi alla guida di Cosa Nostra); oppure le cartoline inviate a Provenzano e&nbsp; Riina con la scritta &ldquo;La pace &egrave; finita&rdquo; recante l&rsquo;indirizzo di destinazione&ldquo;Via Borsellino&rdquo;, volutamente sbagliato.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Ci sono poi gli scoop de &ldquo;L&rsquo;Espresso&rdquo; che ha recentemente riportato le ammissioni dell&rsquo;autore di Gomorra, Roberto Saviano, il quale ha ammesso di sapere di essere stato condannato a morte dalla Camorra; un altro articolo riporta l&rsquo;incredibile caso di un affiliato alla &lsquo;ndrangheta infiltrato nell&rsquo;INTERPOL.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Infine, il 4 settembre scorso, i&nbsp; Carabinieri hanno sventato un attentato al giornalista dell&rsquo;ANSA Lirio Abbate, autore di un libro sui complici di Provenzano (in solidariet&agrave; al giornalista &egrave; stata organizzata una marcia)</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">L&rsquo;Antimafia intanto non sta a guardare e continua a muoversi. &ldquo;Libera&rdquo; ha appena creato una nuova cooperativa in Puglia, mentre la Confindustria siciliana ha scelto di espellere gli imprenditori che si piegheranno al pizzo.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Manca per&ograve; ancora una risposta corale e soprattutto globale: occorre che tutti i settori della vita culturale e produttiva del paese diano un segnale, mentre si attendono provvedimenti significativi del Governo (a cominciare dalla creazione di un Agenzia Nazionale per la gestione dei Beni Confiscati).</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Anche a livello internazionale occorre fare di pi&ugrave;, anche se la definizione del mandato di cattura internazionale per Giovanni Stangi&ograve;, accusato della strage di Duisburg, &egrave; di certo un passo nella giusta direzione.</p>
<div align="justify">  </div>
<p align="justify">Quando la lotta alla mafia cominci&ograve; a prendere vita in ambito giornalistico, politico e giudiziario, uno dei problemi pi&ugrave; importanti era far capire un po&rsquo; a tutti che gli eventi erano sempre concatenati tra loro e preludevano a qualcosa. Ora che questa &egrave; una verit&agrave; conclamata, per tutti noi &egrave; importante pi&ugrave; che mai non dimenticarlo&hellip;.il silenzio delle Mafie &egrave; terminato. </p>
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		<title>DALLA PARTE DEL MALATO</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 08:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160;immagine tratta da : http://www.isabelperez.com Non c&#39;era da metterci la mano sul fuoco, non era detto che anche questa volta il diritto l&#39;avrebbe spuntata sugli interessi. Eppure &#232; successo. Il Governo dell&#39;India ha vinto la battaglia che l&#39;ha vista contrapposta alla potente multinazionale farmaceutica NOVARTIS.&#160; Il caso orgina alcuni mesi fa, quando la multinazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img src="http://www.isabelperez.com/webquest/aids/images/Stop-AIDS-Hand.gif" border="0" width="183" height="183" /></p>
<p>&nbsp;immagine tratta da : http://www.isabelperez.com</p>
<p align="justify">Non c&#39;era da metterci la mano sul fuoco, non era detto che anche questa volta il diritto l&#39;avrebbe spuntata sugli interessi. Eppure &egrave; successo. Il Governo dell&#39;India ha vinto la battaglia che l&#39;ha vista contrapposta alla potente multinazionale farmaceutica NOVARTIS.&nbsp; </p>
<p align="justify">Il caso orgina alcuni mesi fa, quando la multinazionale svizzera mette sul mercato un prodotto per il trattamento dei malati di cancro: si chiama GLEVEC, e in sostanza molti dicono che non sia altro che una diversa combinazione degli elementi del vecchio farmaco. Nonostante quesro Novartis pretende il rispetto del brevetto, anche dal cliente indiano, il quale per&ograve; ha una legge che non riconosce brevetti se non per prodotti realmente nuovi. La questione &egrave; importante perch&egrave; questa legge permette alle aziende indiane di produrre farmaci senza rispetto di qualsiasi brevetto, farmaci che ONG come Medici senza frontiere acquistano a prezzi pi&ugrave; bassi per trattare pi&ugrave; malati in giro per il mondo.</p>
<p align="justify">Novartis non ci sta e porta in tribunale il Governo&#8230; pochi giorni fa la sentenza ha escluso la competenza della Corte indiana su questa materia, invitando Novartis a rivolgersi ai tribunali arbitrali del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) &#8230;fin qui non sembra proprio una vittoria del diritto umano alla salute&#8230;..Tuttavia il punto &egrave; un altro. Il tribunale non ha affatto riscontrato alcuna violazione, in pratica ha fatto capire che il Glevec &egrave; solo una versione aggiornata del farmaco, non un nuovo farmaco, e sarebbe assurdo imporre un nuovo brevetto (se questa visione dei brevetti passasse, allora i brevetti non scadrebbero mai, mentre le stesse norme internazionale riconoscono solo una loro durata ventenneale)</p>
<p align="justify">Novartis pare aver sentito il colpo, e si dice che non cercher&agrave; nemmeno di portare la causa al WTO (anche per una questione politica: infatti con il rischio terrorismo e i possibili attentati batteriologici, anche un governo come quello degli USA fa pressioni sulle aziende perch&egrave;, in caso di bisogno, garantiscano farmaci a prezzi pi&ugrave; abbordabili, ad esempio contro gli attacchi di antrace).</p>
<p align="justify">Insomma forse, e diciamo solo forse, il diritto ha avuto ragione sul mercato, proprio come nel 2001 nell&#39;ormai epica battaglia di Mandela per gli antiretrovirali in Sud Africa. E forse, da oggi, questo mondo dalla parte del malato &egrave; un mondo migliore. </p>
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		<title>IL PAESE MANCATO</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2007 22:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Da alcune settimane si &#232; tornati a parlare di &#34;Genova 2001&#34;, il primo G8 del ventunesimo secolo passato alla storia per la carica di violenza (e l&#39;omicidio di Carlo Giuliani) che ha colpito decine di manifestanti inermi, molti dei quali torturati nella caserma di Bolzaneto o massacrati nella scuola &#34;Diaz&#34; occupata in accordo col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ucalcabari.altervista.org/_altervista_ht/Genova_2001.jpg" border="0" width="400" height="255" />&nbsp;</p>
<p align="justify">Da alcune settimane si &egrave; tornati a parlare di &quot;Genova 2001&quot;, il primo G8 del ventunesimo secolo passato alla storia per la carica di violenza (e l&#39;omicidio di Carlo Giuliani) che ha colpito decine di manifestanti inermi, molti dei quali torturati nella caserma di Bolzaneto o massacrati nella scuola &quot;Diaz&quot; occupata in accordo col Governo e l&#39;Amministrazione Comunale. Le dichiarazioni dell&#39;ex Vice Capo del primo reparto mobile di Roma, Michelangelo Fournier, hanno reso tardiva giustizia, dopo anni di denuncie quasi inascoltate, alle vittime e al &quot;Comitato Verit&agrave; e Giustizia per Genova&quot;: Fournier ha parlato in Tribunale (poich&egrave; imputato egli stesso per le violenze alla Diaz) di &quot;macelleria&quot;, e ha descritto uno scenario da azione di polizia politica in stile sovietico o nazista. In tempi di crisi della politica esiste solo l&#39;imbarazzo della scelta tra i possibili motivi di delusione dei semplici cittadini: legge elettorale, discussioni nel governo, riottosit&agrave; dell&#39;opposizione, sprechi, missioni militari di dubbia utilit&agrave; ai fini della &quot;pacificazione&quot;, ecc&#8230;..io, come motivo di sdegno verso lo Stato cui appartengo non posso che scegliere questo: l&#39;Italia &egrave; paese membro del Consiglio Diritti Umani dell&#39;ONU e porta avanti in quella sede la &quot;moratoria contro la pena di morte&quot;; eppure questo stesso paese vive qualcosa che &egrave; pi&ugrave; di uno scandalo, &egrave; paura: che fine ha fatto il diritto alla libera manifestazione del proprio pensiero? (art. 21 Costituzione), che fine ha fatto lo Stato di diritto ? Il Governo non ha molto da dire (fatta eccezione per alcune forze politiche che hanno chiesto una Commissione d&#39;Inchiesta), l&#39;opposizione per consuetudine acritica sostitene le forze dell&#39;ordine, l&#39;ex Capo della Polizia sotto inchiesta per queste vicenda viene promosso Capo di Gabinetto del Ministero dell&#39;Interno (con conseguenti proteste dei Prefetti che hanno denunciato -pur non essendo pacifisti- la deriva poliziesca del ministero).</p>
<p align="justify">Su De Gennaro io chiederei solo prudenza (che non significa certo una promozione): al momento il suo stato di servizio &egrave; lodevole, in quanto negli anni novanta &egrave; stato protagonista dei primi grandi arresti di mafia legati al traffico di droga tra Italia e USA (la cosiddetta &quot;Pizza Connection&quot;).Occorre attendere il responso della magistratura, dunque. Cos&igrave; come occorrer&agrave; attendere per verificare le responsabilit&agrave; dei manifestanti sotto processo in altri procedimenti giudiziari. </p>
<p align="justify">Non occorre invece attendere di pi&ugrave; per capire che va ripensato il concetto di sicurezza, che occorre una presa di posizione politica per sancire in via definitiva l&#39;avversione dello Stato verso ogni repressione delle manifestazioni pacifiche (poich&egrave; di questo si tratta dato che al momento nessuna delle vittime pare appartenesse ai Black Block): se questa presa di posizione non ci sar&agrave; (e al momento non c&#39;&egrave;) l&#39;Italia rester&agrave; un&nbsp; paese mancato.&nbsp;</p>
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		<title>LA PAURA CI DIVIDE</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 06:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato recentemente presentato il Rapporto 2007 di Amnesty International (EGA Editore) , e come tutti gli anni si ripresentano le questioni classiche legate alle violazioni dei diritti umani in tutti i paesi del mondo. Andando alla ricerca di una matrice comune in queste violazioni, A.I. analizza un punto interessante: il ruolo della paura. Sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato recentemente presentato il Rapporto 2007 di Amnesty International (EGA Editore) , e come tutti gli anni si ripresentano le questioni classiche legate alle violazioni dei diritti umani in tutti i paesi del mondo. Andando alla ricerca di una matrice comune in queste violazioni, A.I. analizza un punto interessante: il ruolo della paura. Sotto accusa l&#8217;atteggiamento dei Governi più potenti, che sfruttano le paure della gente per spingere all&#8217;insofferenza nei confronti dei diversi (si vedano le violazioni dei diritti dei migranti). La paura dello sviluppo di regimi pericolosi, che ha spinto alla guerra preventiva, incapace di portare alcun miglioramento reale in nessuna delle aree in cui è stata praticata. Inoltre si ripresentano le violenze contro i più deboli, da quelle domestiche a quelle contro i dissidenti nei paesi come Cina e Arabia Saudita.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto interessante anche l&#8217;accusa alle Nazioni Unite, troppo lenta nel condannare le violenze illegittime e incapace di agire oltre gli interessi degli Stati con dirtto di veto all&#8217;interno del Consiglio di Sicurezza. Altro punto dolente è la vicenda del Darfur, per la quale A.I. condanna il governo e chiede alla comunità  internazionale di agire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c&#8217;è spazio anche per l&#8217;ottimismo, come dimostra la presa di coscienza sul temma della Rendition, e la predisposizione di un Trattato per il controllo delle armi convenzionali</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni:</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS57-2007.html</p>
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		<title>L&#8217;ITALIA STA PER SCEGLIERE: L&#8217;ACQUA E&#8217; BENE COMUNE</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 06:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La scorsa settimana, un voto della Camera (per la precisione un subemendamento sul pacchetto Bersani legato alle liberalizzazioni), ha previsto il riaffidamento agli enti locali della gestione del servizio idrico, alla scadenza delle concessioni delle aziende Municipalizzate (che di fatto sono tutte private, alcune delle quali quotate in borsa). Un voto importante che segna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.acquabenecomune.org/dist/images/acquapubblica_logo_RGB.gif" border="0" width="195" height="195" />&nbsp;</p>
<p align="justify">La scorsa settimana, un voto della Camera (per la precisione un subemendamento sul pacchetto Bersani legato alle liberalizzazioni), ha previsto il riaffidamento agli enti locali della gestione del servizio idrico, alla scadenza delle concessioni delle aziende Municipalizzate (che di fatto sono tutte private, alcune delle quali quotate in borsa). Un voto importante che segna una svolta nel dibattito sulla gestione dei beni comuni, riaprendo una polemica che in tutte le regioni d&#39;Italia divampa e divide (spesso anche la cittadinanza dalla propria amministrazione locale).  </p>
<p align="justify">Il voto attende la conferma da parte del Senato, dove in effetti potrebbero esserci dei problemi, vista la risicata maggioranza del Governo. Inoltre, le cronache parlamentari raccontano che il sub emendamento sarebbe stato una specie di &quot;blitz&quot;, in quanto avvenuto si con l&#39;assenso del relatore, ma contravvenendo a un accordo tra le forze politiche favorevoli alla ripubblicizzazione (i partiti della cosiddetta &quot; sinistra massimalista&quot;) e quelli che difendono le municipalizzate (parte dei Ds e della Margherita). Considerato, inoltre, che i partiti di opposizione non si sono espressi in maniera netta sul tema, appare davvero difficile fare pronostici. Sul terreno intanto, ci sono le migliaia di firme della campagna &quot;Acqua bene comune&quot;, per una legge di iniziativa popolare in materia (la raccolta firme proseguir&agrave; fino al 1 luglio) Si veda http://www.acquabenecomune.org/ </p>
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		<title>L&#8217;ITALIA ALLO SPECCHIO</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2007 12:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro, morivano per mano di Cosa Nostra. L&#39;evento rappresent&#242; il definitivo spartiacque tra una fase della storia della lotta alle mafie (segnata dal torpore delle istituzioni e dall&#39;omert&#224; della gente), a una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guidasicilia.it/foto/news/personaggi/falcone_borsellino1_N.jpg" border="0" width="255" height="178" />&nbsp;</p>
<p align="justify">Il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro, morivano per mano di Cosa Nostra. L&#39;evento rappresent&ograve; il definitivo spartiacque tra una fase della storia della lotta alle mafie (segnata dal torpore delle istituzioni e dall&#39;omert&agrave; della gente), a una fase di impegno civile (inizi&ograve; la gloriosa &quot;protesta dei lenzuoli&quot; fatta da gente comune che port&ograve; in giro per tutta Palermo lenzuoli con i propri messaggi) e di promesse politiche. La magistratura ebbe un sussulto, e le indagini svoltarono, iniziarono gli arresti eccellenti. Un percorso lungo, fino agli arresti dei boss Badalamenti, Riina e Provenzano </p>
<p align="justify">Di quel periodo pare essersi persa traccia: la mafia negli ultimi tempi &egrave; tornata a colpire, in maniera forte (assassinio di Francesco Fortugno) o anche solo dimostrativa (gli incendi nei campi di Libera). Ma &egrave; altrettanto vero che i giovani sono tornati a impegnarsi, e si organizzano giornate di approfondimento come da tempo non si vedeva.&nbsp;</p>
<p align="justify">Nel ricordare il 23 maggio 1992 occorre tradurre questo spirito in azione, occorre&nbsp; aggiornare la nostra conoscenza sul fenomeno mafioso (con uno sguardo particolare alle Ecomafie, come cerca di fare l&#39;ultima normativa approvata in materia). Occorre fare i conti con la nostra storia e chiarire i tanti punti ancora oscuri nella storia dei rapporti tra lo Stato e le Mafie.</p>
<p align="justify">Probabilmente, la vera svolta sarebbe l&#39;acquisizione di piena consapevolezza del fenomeno. In fondo era quello che faceva sottintendere Falcone nella pi&ugrave; famosa delle sue massime : &quot;In Sicilia la mafia uccide i servitori dello Stato, che lo Stato non &egrave; riuscito a proteggere&quot;.&nbsp; &#8230;.un p&ograve; come a dire che non sono loro a essere nel torto, ma noi a non avere il coraggio di stare dalla parte della ragione. Almeno per ora.</p>
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		<title>RIORGANIZZARE LA LOTTA ALLE MAFIE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2007 11:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Negli ultimi mesi, la cronaca ha registrato alcuni gesti dimostrativi delle mafie. Due mesi fa, &#232; stato deturpato un monumento dedicato a Giuseppe Impastato, il giovane attivista siciliano ucciso su ordine del boss Badalamenti per aver denunciato la corruzione a Cinisi in Sicilia; poche settimane fa la cooperativa Valle del Marro, nella piana di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/ultimo86/ammazzateci_funerali.gif" border="0" width="238" height="172" />&nbsp;</p>
<div align="justify">Negli ultimi mesi, la cronaca ha registrato alcuni gesti dimostrativi delle mafie. Due mesi fa, &egrave; stato deturpato un monumento dedicato a Giuseppe Impastato, il giovane attivista siciliano ucciso su ordine del boss Badalamenti per aver denunciato la corruzione a Cinisi in Sicilia; poche settimane fa la cooperativa Valle del Marro, nella piana di Gioia Tauro in Calabria, &egrave; stata data alle fiamme (come accade spesso nelle terre espropriate alla mafia grazie alla legge 109/96). Una serie di eventi che hanno costretto anche la cronaca, di solito inspiegabilmente distante, a ricordare a tutti noi che la guerra tra lo Stato e le mafie continua. Probabilmente c&#39;&egrave; una carenza di coordinamento tra le istituzioni e le forze che sul territorio si stanno impegnando su questo fronte. Intanto, dal gruppo di &quot;e adesso ammazzateci tutti&quot; arrivano proposte migliorative sulla Commissione Regionale Antimafia della Regione Calabria, e su altre iniziative da intraprendere a livello legislativo, che potete leggere al seguente indirizzo :</div>
<div align="justify"> <a href="http://www.ammazzatecitutti.org/appelli/commissione_regionale_antimafia/">http://www.ammazzatecitutti.org/appelli/commissione_regionale_antimafia/</a></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>QUANTO VALE UNA VITTIMA DI BHOPAL?</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2007/05/quanto-vale-una-vittima-di-bhopal/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2007 06:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L&#39;annosa vicenda di Bhopal (legata al famoso incidente alla fabbrica chimica della citt&#224; indiana avvenuta il 2 dicembre 1984), si &#232; trascinata per anni, lasciando dietro se una lunga scia di morti (dalle vittime dell&#39;esplosione a quelle che in questi anni hanno sviluppato varie forme di cancro, a quelle che sono state colpite dall&#39;inquinamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.asmalldoseof.org/historyoftox/1970-2006/Time_Bhopal.jpg" border="0" width="208" height="276" />&nbsp;</p>
<p align="justify">L&#39;annosa vicenda di Bhopal (legata al famoso incidente alla fabbrica chimica della citt&agrave; indiana avvenuta il 2 dicembre 1984), si &egrave; trascinata per anni, lasciando dietro se una lunga scia di morti (dalle vittime dell&#39;esplosione a quelle che in questi anni hanno sviluppato varie forme di cancro, a quelle che sono state colpite dall&#39;inquinamento delle falde idriche) e l&#39;impunit&agrave; per i repsonsabili della fabbrica, ovvero i responsabili della multinazionale Union Carbide (che si sbarazzarono dell&#39;azienda smembrandola e vendendola a varie multinazionali). L&#39;ultima beffa per le vittime arriva in questi giorni, con la notizia della sentenza della Corte Suprema Indiana che esclude l&#39;aumento degli indennizzi, considerando il numero delle vittime in base alle stime governative (che parlano di 3.000 persone), ben lontante da quelle delle associazioni (che parlano di 15.000 morti). La guerra delle cifre, riguarda anche il numero delle persone indennizzate (17.000 secondo le associazioni, 14.000 secondo il governo, che sostiene peraltro come l&#39;unico ostacolo al risarcimento sia l&#39;impossibilit&agrave; di rintracciare gli interessati)</p>
<p align="justify">ci sar&agrave; mai giustizia per Bhopal?? E&#39; sufficientemente maturo il tempo per un azione seria della comunit&agrave; internazionale sul governo indiano o su quello degli USA?&nbsp; Forse &egrave; arrivato il momento di applicare i principi del Global Compact (l&#39;accordo tra ONU, ONG e Multinazionali per la responsabilit&agrave; sociale d&#39;impresa) al fine di far partire proprio da una sede ONU una grande azione di giustizia che avrebbe vari contraccolpi positivi sulle relazioni internazionali&#8230;. </p>
<p align="justify">Per maggiori informazioni </p>
<p align="justify">http://www.lanuovaecologia.it/inquinamento/atmosferico/7572.php</p>
<p align="justify">&#8230;.oltre ai vari articoli pubblicati da Peacereporter</p>
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		<title>STATI UNITI: VERSO UNA NUOVA POLITICA IN IRAQ&#8230;(?)</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 22:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rawls</dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Harry Reid &#232; un navigato e combattivo uomo politico proveniente dal Nevada, Leader dei Democratici al Senato degli Stati Uniti. Ieri, in un suo intervento, ha definito la guerra in Iraq &#34;persa&#34; a causa di una scelta militare che non ha dato alcun risultato; Reid ha esortato Bush a non commettere lo stesso errore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blogs.abcnews.com/photos/uncategorized/harry_reid_ap.jpg" border="0" width="329" height="245" />&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Harry Reid &egrave; un navigato e combattivo uomo politico proveniente dal Nevada, Leader dei Democratici al Senato degli Stati Uniti. Ieri, in un suo intervento, ha definito la guerra in Iraq &quot;persa&quot; a causa di una scelta militare che non ha dato alcun risultato; Reid ha esortato Bush a non commettere lo stesso errore del Presidente Johnson, (Presidente, peraltro Democratico, che impieg&ograve; la sua presidenza nel tentativo di vincere la Guerra del Vietnam), e ha sostanzialmente sottolineato il cambio di rotta della politica del legislatore USA dopo la vittoria dei Democratici nell&#39;ultima tornata elettorale (poco pi&ugrave; di un mese fa la Camera e il Senato hanno definito il 2008 come scadenza per il ritiro, anche se &egrave; seguita, scontata, l&#39;opposizione della Casa Bianca).</p>
<p style="text-align: justify">L&#39;aspetto pi&ugrave; importante della vicenda, deriva dal fatto che Reid &egrave; un personaggio politico influente nel suo Partito, e questa sua dichiarazione probabilmente rappresenta qualcosa di pi&ugrave; di una semplice esternazione (che peraltro si attira la grave accusa, proveniente dai Repubblicani, di &quot;fiaccare&quot; l&#39;umore delle truppe al fronte)</p>
<p style="text-align: justify">E&#39; forse questo un segnale di un cambiamento di percezione, da parte della politica USA (o almeno di una sua parte, oggi maggioranza nel paese) , del modo di intendere la politica estera??&nbsp; Forse la vera svolta politica si &egrave; avuta la scorsa estate, dopo la sconfitta&nbsp; elettorale&nbsp; nelle primarie del Connecticut (un p&ograve; a sorpresa), dell&#39;ex candidato alla Vice Presidenza Liebermann, Democratico ma sostenitore dell&#39;intervento in Iraq (che &egrave; successivamente riuscito a farsi comunque rieleggere al Senato) </p>
<p>Negli USA sta per cambiare qualcosa??&nbsp;</p>
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