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	<title>Come2discuss &#187; Daniele</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>IL FOGLIO DI YORICK- forme di pensiero collettivo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 07:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
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		<description><![CDATA[Raggiungi yorick su facebook: Scarica “il foglio di yorick”: http://www.yorickthefool.blogspot.com Che cos’è “il foglio di yorick”, questa cosa che avete appena “aperto” (già, ma senza sfogliarlo!) e che, forse, vi apprestate a leggere? Si potrebbe cominciare dicendo che non è una “cosa” ben definita. È piuttosto “più cose” alla ricerca di una sintesi, di una forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Raggiungi yorick su facebook: <a href="http://www.facebook.com/pages/yorick-the-fool/102653043110672#!/pages/yorick-the-fool/102653043110672" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1984" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/04/facebook-logo_30.png" alt="" width="30" height="30" /></a></h2>
<h4><a href="http://www.facebook.com/pages/yorick-the-fool/102653043110672#!/pages/yorick-the-fool/102653043110672" target="_blank"></a>Scarica “il foglio di yorick”: <a href="http://www.yorickthefool.blogspot.com/" target="_blank">http://www.yorickthefool.blogspot.com</a></h4>
<p style="text-align: justify;">Che cos’è “il foglio di yorick”, questa cosa che avete appena “aperto” (già, ma senza sfogliarlo!) e che, forse, vi apprestate a leggere? Si potrebbe cominciare dicendo che non è una “cosa” ben definita. È piuttosto “più cose” alla ricerca di una sintesi, di una forma nuova. Dunque è anche un tentativo, una prova: appunto, un esperimento. Proviamo a mettere un po’ d’ordine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ci troveremo dentro. Primo esperimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Aprire uno spazio critico. “il foglio di yorick” vorrebbe essere un luogo per molte voci, luogo del pluralismo dello sguardo sul nostro tempo. Ma vorrebbe anche andare oltre la presentazione delle molte voci: non vorrebbe arrestarsi ad una generica condanna del nostro presente, alla denuncia e all’informazione; vorrebbe anche essere uno spazio in cui lo sguardo e la critica del presente assumono una prospettiva progettuale, sforzandosi di tracciare i contorni di un futuro possibile. Uno spazio di critica e di proposta, quindi; un foglio a partire dal quale parlare, discutere. Perché la critica mutila se stessa se non diviene (pro)positiva e non favorisce l’incontro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forme intermedie. Secondo esperimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carta o schermo. Libro o e-book. Lo scenario del presente è un’intersezione di modi e supporti comunicativi, nessuno dei quali è ancora risultato vincente. Lanciare una sfida. Far interagire questi modi antagonisti in maniera virtuosa, complice. Il sottotitolo dice: idee da leggere inoltrare stampare.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggere: il formato A4 orizzontale rende agevole la lettura a schermo intero (ctrl+L), rimanendo funzionale anche alla stampa su carta nel formato più tradizionale. I links attivi, colorati, permettono inoltre di usare “il foglio di yorick” come un ipertesto, collegandolo alla rete e aprendolo oltre i suoi stessi confini.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltrare: la diffusione de “il foglio di yorick” sarà gratuita e a portata di mouse, facile per tutti i suoi lettori.</p>
<p style="text-align: justify;">Stampare: forse la scommessa maggiore. Ogni articolo sarà un piccolo “foglio” autonomo, con tutti i riferimenti e le indicazioni presenti sul giornale. L’idea è quella dello “stampa e diffondi”: ogni lettore potrà stampare l’articolo che più gli è piaciuto o che ritiene più importante, lasciandolo poi nei luoghi dove potrà essere letto da altre persone che entreranno così in contatto con il mondo di yorick. Autobus, uffici, aule studio, piazze…. Ovunque. Stampare, insomma, per seminare le idee su terreni che forse sono fertili ma che non conosciamo nemmeno. E qui arriviamo ad una ulteriore scommessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un nuovo lettore. Terzo esperimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Creare partecipazione, condivisione, allargare la cerchia del dibattito. Un nuovo lettore, che non si limiti a rilanciare con un clic di mouse. “stampa e diffondi” vuol dire anche scegliere luoghi da colonizzare, territori incerti verso i quali aprirsi, territori intorpiditi da scuotere. Un modo, anche, per uscire dalla virtualità telematica, per ricreare una agorà fatta di voci, di sguardi, di toni, di sostanza. Passare nelle mani di una persona un’ idea per il nostro presente è occasione di parole, di conoscenza, di scambio che non sempre un “inoltra” garantisce. Un lettore che partecipi, dunque, all’opera di informazione e di proposta. Un lettore che diventi anche autore, rispondendo agli articoli e inviandone di propri.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo è in movimento, si nutre di idee scambiate tra amici a volte migliaia di km lontani. Assomiglia molto ad una avventura, e come ogni avventura non sa dove andrà a finire e chi incontrerà, né che mezzi adopererà. L’unica cosa di cui noi siamo convinti è che abbiamo bisogno di nuove forme per poter continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto: pensare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NEL NUMERO UNO:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quell’immenso cimitero sommerso p.6 </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La camera da presa ci restituisce l’immagine di un mare tranquillo, mosso da leggere onde, blu e immenso. Poi si ferma su un’immagine: è l’immagine di un vecchio pescatore di Mazara del Vallo che, come è consuetudine ormai da molti anni, sale a bordo del suo peschereccio per andare a pescare - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Alessandra Garda</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Emergenza educazione civica p. 9</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli anni, all’inizio di settembre e a metà giugno, i giornali parlano dei “problemi della scuola”. Garantito; tanto quanto è garantito che in estate trattano del caldo “al di sopra delle medie stagionali” e che in inverno almeno una testata titolerà “L’Italia nella morsa del gelo”. Poi passa - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Gracco Spaziani</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riflessioni su un’esperienza con Libera p.11</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa avevo raccontato, per Ctm altromercato, l’esperienza estiva di campo scout trascorsa con Libera- associazioni, nomi e numeri contro le mafie (parte di questo articolo riprende quanto già pubblicato sul sito www.altromercato.it), ma in quest’occasione volevo andare oltre, cercando di aprire nuovi orizzonti di riflessione - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Laura Battistella</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sudafrica, oltre i mondiali? p.14</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Sudafrica del 2010 sarà ricordato in Italia come il Paese in cui la nazionale di calcio ha fatto una pessima figura sportiva ai Mondiali. I mega-eventi sportivi di questo genere hanno l’incredibile capacità di mettere un intero Paese al centro dell’attenzione internazionale per qualche settimana - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Francesco Gastaldon</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tirocini e precariato. Bamboccioni è ora di organizzarsi p.17</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel diritto del lavoro italiano esistono delle categorie ben definite per gli apprendisti e i contratti di formazione e lavoro, o simili forme di lavoro/apprendimento che permettono al lavoratore di fare esperienza, senza avere la stessa retribuzione di un lavoratore ordinario. Queste categorie sono tutelate, giuridicamente e nella pratica, con limiti agli orari, regole sulla retribuzione, sulla possibilità di eventuale assunzione - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>di Stefano Panozzo</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nasce la prima associazione antimafia a Verona p.20</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come si legge sullo statuto della neonata associazione di promozione sociale, le finalità principali sono la promozione della cultura antimafia, soprattutto tra le giovani generazioni, mettendole in guardia dalle infiltrazioni mafiose che ormai hanno raggiunto il Veneto e la sensibilizzazione della popolazione tramite incontri, convegni e conferenze con esperti del settore, volti ad approfondire la conoscenza diretta del fenomeno; in tal senso molta attenzione sarà dedicata alla valorizzazione delle storie di tutte quelle vittime di mafia ormai dimenticate - <span style="color: #0000ff;"><em><strong>comunicato stampa</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 330px;">Per portare avanti la nostra iniziativa abbiamo bisogno di voi… quindi “leggi inoltra e stampa!”, come dice il nostro motto. Se ogni lettore lo invia ad anche solo 5 persone, in un batter d’occhio arriviamo ad una “tiratura” di 1000 copie! Aspettiamo i vostri commenti e i vostri consigli, le vostre lettere, le vostre segnalazioni, e ovviamente i vostri articoli… non esitate a scriverci, vogliamo continuare a ragionare e pensare assieme; facciamo crescere le idee!</p>
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		<title>Venezia non ha paura</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 18:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei segnalare un appuntamento davvero interessante a cui partecipare senza indugio&#8230; VENEZIA NON HA PAURA 10/12 set 2010 &#8211; Campo S.Giacomo dell&#8217;Orio. Li sentimmo arrivare, era il 15 settembre 1996. Per la prima volta sentimmo la città attraversata dalla scampagnata domenicale dei secessionisti. Ammainarono le altre bandiere ed issarono quella del loro stato, quel giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Vorrei segnalare un appuntamento davvero interessante a cui partecipare senza indugio&#8230; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VENEZIA NON HA PAURA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">10/12 set 2010 &#8211; Campo S.Giacomo dell&#8217;Orio.</p>
<p style="text-align: justify;">Li sentimmo arrivare, era il 15 settembre 1996. Per la prima volta sentimmo la città attraversata dalla scampagnata domenicale dei secessionisti. Ammainarono le altre bandiere ed issarono quella del loro stato, quel giorno lontano. Ci sentimmo attraversati, perché la cultura della nostra città era estranea alla secessione, al particolarismo. Quel partito qui, allora, non raggiungeva il 9% dei consensi. Ci sentimmo attraversati, perché scegliere Venezia fu uno sfregio calcolato alla tradizione multiculturale e multietnica della città. Ma non reagimmo. Il rispetto per le idee altrui, anche pessime, prevalse sulla risposta. Ma oggi qualcosa è cambiato. Scomparsa l&#8217;agitata bandiera della secessione, solo la paura tiene insieme quella strana comunità ideologica. La paura dell&#8217;immigrato, la paura del futuro, la paura della crisi&#8230; la paura. Un collante povero e inacidito, che sembra tenere insieme gli opposti, all&#8217;ombra del quale spesso si celano interessi ben calcolati, un collante che non porta da nessuna parte, alimenta solo se stesso e i suoi cantori all&#8217;infinito. Tutti i problemi si amplificano nella civiltà della paura. Finché qualcuno non ritorna alla realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tre giorni a Venezia discuteremo, perché vogliamo capire davvero, e canteremo, perché l&#8217;arte è pensare assieme.</p>
<p style="text-align: justify;">- Di rispetto per l&#8217;ambiente e difesa del territorio, perché la nostra attenzione è a quello che ci circonda e non alle fantasie di un leader. Perché nel nome della ricchezza economica non si può trascurare  la salvaguardia della qualità della vita, dell&#8217;ambiente, dei beni comuni, in una parola, del futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">- Di migranti, integrazione e identità, senza pietismo e senza timore di riscoprirci diversi. Opponendoci a chi mal nasconde l&#8217;odio nel retro d&#8217;una bandiera. Perché le paure indotte o reali non possono limitare la nostra capacità di riconoscere la dignità di ogni essere umano e non devono affogare nell&#8217;indifferenza i diritti di ciascuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">- In un viaggio verso Sud e ritorno, raccontando le esperienze di autogestione e di democrazia diretta e partecipata, perché senza futuro non si sfugge alla paura. Conosceremo i ragazzi dell&#8217;Aquila e di Cinisi capaci di ricostruire un altro mondo oltre le macerie. E poi di nuovo qui, a Venezia, dove gli studenti di Ca&#8217;Tron, con la loro preziosa esperienza di partecipazione, hanno acceso i riflettori sulle speculazioni immobiliari in città, sul bisogno di nuove attività non solo turistiche, sul bisogno di nuova residenzialità.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il nostro programma ambizioso. Che forse non tutti capiranno, forse non oggi.  Ma oggi abbiamo deciso di affrontare la paura più che i suoi evidenti effetti. Perché oggi quel collante inacidito va oltre gli schieramenti, invade le storie di tutti, e, come una melassa, trasforma i sindaci in sceriffi, agita dalle finestre dei municipi di tutta Europa bandiere d&#8217;odio d&#8217;ogni colore. Una melassa che ci ruba ogni giorno gocce di libertà.  Ed è con curiosità, senza toglierci il cappello davanti a lobby e padrini, che proveremo a pensare insieme a nuove alternative. E per farlo, abbiamo bisogno, del tuo, del vostro contributo in questi giorni, perché democrazia per noi è innanzitutto&#8230; partecipazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa abbiamo da perdere? solo paure. E questa città non ha paura.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Venezia Città Aperta</span>: veneziacittaperta@gmail.com</p>
<p><strong>Appello pdf:</strong> <a href="http://www.sepoina.it/blobgiudecca/AppelloVeneziaNonHaPaura.PDF" target="_blank"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
<p><strong>Programma pdf:</strong> <a href="http://www.sepoina.it/blobgiudecca/VeneziaNonHaPaura.PDF" target="_blank"><img src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PS: sull&#8217;evento e sulle tematiche trattate è aperta una sezione dedicata del forum</strong></p>
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		<title>Un paese diverso è (ancora) possibile?</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/06/un-paese-diverso-e-ancora-possibile/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 11:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo... Caserta 1 giugno 2010 - La ricorrenza del 2 giugno – festa della Repubblica – cade quest’anno in un contesto economico e sociale preoccupante, non solo per i concreti effetti della crisi strutturale dell’economia mondiale, ma ancor più perché si]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Riceviamo e pubblichiamo&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Caserta 1 giugno 2010</em></strong> &#8211; La ricorrenza del 2 giugno – festa della Repubblica – cade quest’anno in un contesto economico e sociale preoccupante, non solo per i concreti effetti della crisi strutturale dell’economia mondiale, ma ancor più perché si riflette su un paese, il nostro, mettendone in risalto le profonde contraddizioni e debolezze che non derivano solo da fattori specificamente economici, bensì da una profonda crisi di natura morale prima ancora che politica, da una drammatica mancanza di prospettive di sviluppo, da una mancanza di coesione sociale che ci impedisce, novità rispetto alla nostra storia repubblicana, di avere una visione comune, senza divisioni localistiche o di ceto, del bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Giova poco o nulla ripetere ciò che è a tutti evidente circa la distanza siderale tra la politica e la concreta vita della gente, la incapacità di rappresentanza di un paese privato di una democrazia sostanziale da leggi elettorali che espropriano gli elettori dal diritto di eleggere i propri parlamentari, trasformati da eletti in designati. Sembra altrettanto scontato ribadire il pericolo che corre il paese, stretto tra provvedimenti che insidiano diritti costituzionali fondamentali, quale quello alla libertà di informazione, o interessi naturali, come quello alla gestione pubblica delle risorse idriche, solo per tutelare gli interessi di singoli potenti o potenti interessi.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi sembra invece richiamarci alla realtà, ci aiuta a demistificare una gestione della politica e della cosa pubblica che si è sinora retta su una strategia di false proposizioni, sostenuta da una sapiente comunicazione, che ci ha drogato spacciando cattiva amministrazione, interessi economici ed egoismi di casta per “riformismo”, “efficienza” e “modernizzazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">È in tale percorso, che dura ormai da circa venti anni, che il paese si è trasformato, che è stato perso – senza nulla in cambio – quel patrimonio di progresso economico, equità sociale e riequilibrio fra zone della nazione che era stato faticosamente realizzato. Basta infatti considerare quanto il “nuovo corso” abbia prodotto in tema di blocco della mobilità sociale, diffusione del precariato, smantellamento della scuola e della sanità pubbliche, per comprendere quanto sia stato devastante, per la società e per l’economia sana, il “nuovo modello” che fa della politica un mero strumento di interessi economici potenti, subordinando i nostri politici “virtuali” alle cricche “reali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia ciò che più preoccupa è il nostro stato di resa, quasi fossimo ormai incapaci di reagire ad una condizione della vita pubblica, dalla quale in fondo deriva il nostro quotidiano di cittadini, che porta, quale recente esempio, nel disposto della “Finanziaria” in corso a chiedere non all’intero paese uno sforzo comune per il riequilibrio dei conti pubblici, ma a reperire disordinatamente risorse facendo cassa su chi è già a terra ma risparmiando la grande evasione e i grandi patrimoni.</p>
<p style="text-align: justify;">È lo stesso senso di incredibile acquiescenza che ci pervade, scendendo nel concreto, di fronte ad Amministratori locali incompetenti o scorretti perché riteniamo che in fondo il sistema preveda solo soluzioni individuali, mentre la difesa dell’interesse collettivo è affare del magistrato o del giornalista coraggioso. Abbiamo in tal modo toccato il fondo perdendo il senso della nostra identità civile e l’orgoglio della nostra storia. L’unica possibilità di riscatto dalle “caste”, da chi persegue egoismi regionali contrabbandati da miracolosi “federalismi fiscali” e da chi i “paradisi fiscali” li trova all’estero, dalle cricche di affaristi che giocano con il pubblico denaro, è svegliarsi, tornare alla dimensione di cittadini liberi che sentono il dovere di difendere le norme di una Costituzione che resta l’ultimo ostacolo alla barbarie di chi non accetta, o non ha mai accettato, i principi che quelle norme traducono.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché dedichiamo idealmente questa Festa della Repubblica agli Italiani che non si arrendono, che credono ancora in quei principi, in un paese dove o si va avanti tutti insieme o si è sconfitti insieme, la dedichiamo ai tanti Magistrati che, spesso in solitudine, difendono le leggi della Repubblica, ai giornalisti che con coraggio cercano la verità, ai sindacalisti che ancora si battono per la giustizia, ai giovani che, nel volontariato, sul posto di lavoro o nelle aule, dimostrano di credere che un paese diverso sia ancora possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Carta ‘48, come sempre ad ogni anniversario della nostra storia repubblicana, offre il suo piccolo contributo e chiede ai nostri amici, ai soci, a chi ci segue sul nostro sito WEB, di contattarci , di scriverci, di informarci e di condividere il nostro impegno.</p>
<p style="text-align: justify;">ASSOCIAZIONE CARTA ‘48</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.carta48.org/</p>
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		<title>Arresti domiciliari solo a casa? «si violano i diritti dei senza dimora senza rafforzare la sicurezza»</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/05/arresti-domiciliari-solo-a-casa-%c2%absi-violano-i-diritti-dei-senza-dimora-senza-rafforzare-la-sicurezza%c2%bb/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La federazione italiana organismi Persone Senza Dimora  (Fio.PSD) stigmatizza l’emendamento approvato alla Camera riguardo al decreto “svuota-carceri”.
È stato approvato mercoledì dalla Commissione Giustizia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2016" title="fiopsd logo" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/05/fiopsd-logo-300x94.png" alt="" width="300" height="94" />La federazione italiana organismi Persone Senza Dimora  (Fio.PSD) stigmatizza l’emendamento approvato alla Camera riguardo al decreto “svuota-carceri”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È stato approvato mercoledì dalla Commissione Giustizia della Camera, che sta esaminando il cosiddetto “decreto svuota-carceri”, proposto dal governo, un emendamento che impedisce alle persone detenute e che non hanno una casa di accedere agli arresti domiciliari. L’emendamento, formulato dall’onorevole Matteo Brigandì (Lega Nord), avrà un effetto lesivo dei diritti delle persone senza dimora, negando loro la fruizione della misura-cardine del decreto, ovvero la possibilità di scontare fuori dal carcere l’ultimo anno di pena.<br />
Già oggi, il ricorso agli arresti domiciliari risulta problematico per le persone senza dimora o gravemente emarginate che vengono incarcerate. Ma l’emendamento approvato dalla Commissione finisce per sancire questo stato di fatto, trasferendo l’impossibilità sul piano del diritto, limitandosi ancora una volta a utilizzare una leva repressiva per risolvere un problema sociale, ignorando il principio costituzionale della finalità rieducativa della pena, e stabilendo che ci sono persone per le quali è lecito sospendere opportunità riconosciute ai comuni cittadini, in virtù del loro stato di grave emarginazione.<br />
L’emendamento dell’onorevole Brigandì rischia di sopprimere, in concreto, anche la possibilità – sino a oggi prevista per le persone senza dimora – di scontare l’ultimo periodo di pena presso un luogo, pubblico o privato, che abbia funzioni di cura, assistenza e accoglienza. Il trattamento alternativo, in altre parole, verrebbe esteso e reso sistematico nell’ultimo anno di detenzione, ma solo nell’abitazione privata del condannato. Alle enormi difficoltà legate all’assenza di dimora, sovente all’origine del reato che ha condotto la persona in carcere, si aggiungerebbe pertanto un’ulteriore discriminazione, non necessaria e paradossalmente in grado di confermare il soggetto che la subisce in un ruolo e in una “carriera” criminale.<br />
«Ancora una volta, determinate da scelte che hanno a che fare con la gestione dell’ordine pubblico – afferma Paolo Pezzana, presidente di Fio.PSD, a nome del nuovo Consiglio direttivo della federazione, riunito a Genova per programmare l’attività del prossimo triennio –, si profilano misure che non hanno altro effetto che discriminare i soggetti vulnerabili, indebolendo il grado di coesione del tessuto sociale senza aumentarne il grado di sicurezza. Fio.PSD, ritenendo di dar voce ai 74 enti aderenti (associazioni, cooperative sociali, comunità, organismi pastorali, operanti in 13 regioni e 25 province d’Italia), stigmatizza questo orientamento e la scelta assunta dalla Commissione Giustizia della Camera. E si augura che la decisione possa essere capovolta nei successivi passaggi parlamentari, dichiarandosi disponibile a interloquire con le realtà istituzionali, per individuare soluzioni in grado di contemperare esigenze di riforma del sistema penitenziario, necessità di sicurezza della comunità, diritti dei detenuti e percorsi di reinserimento sociale delle persone gravemente emarginate».<br />
Genova, 21 maggio 2010</p>
<p style="text-align: justify;">Contatto stampa<br />
Segreteria nazionale fio.PSD &#8211; Genova<br />
comunicazione@fiopsd.org &#8211; www.fiopsd.org</p>
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		<title>La Cumbre di Cochabamba, (a mio parere) un&#8217;occasione giocata male</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[RIPORTO UN ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE DI UN CARO AMICO: resoconto e impressioni dalla Prima Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra. Carissimi amici avevo promesso che vi avrei tenuto informati durante la mia partecipazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2011" title="conferenza mondiale clima bolivia" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/05/conferenza-mondiale-clima-bolivia-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" />RIPORTO UN ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE DI UN CARO AMICO: resoconto e impressioni dalla Prima Conferenza Mondiale dei Popoli sui  Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Carissimi amici avevo promesso che vi avrei tenuto informati durante la mia partecipazione alla Prima Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici e i Diritti della Madre Terra (www.cmpcc.org), che si è svolta dal 19 al 22 aprile a Cochabamba, in Bolivia.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo però l’intensità del programma e gli scarsi mezzi informatici a mia disposizione, non mi hanno permesso di tener fede alla promessa. La numerosità delle iniziative, inoltre, e la molteplicità degli aspetti affrontati1, non erano facilmente sintetizzabili in poche righe, a causa anche di alcuni aspetti contraddittori che cercherò di spiegare qui sotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a causa di queste contraddizioni, premetto che questo mio resoconto potrà apparire contraddittorio con quanto riportato dagli organi di stampa internazionali (anche italiani, come segnalato nella rassegna stampa riportata in fondo), almeno da quelli che hanno dedicato un po’ del loro spazio all’evento…e soprattutto da quanto riportato nei commenti dei vari Leonardo Boff, Frei Betto, Naomi Klein…tutti presenti e con i quali sentivo – almeno in principio – una comunanza di idee e prospettive.  Ritengo infatti che quella che si è tenuta a Tiquipaya (quartiere periferico di Cochabamba) non sia stata &#8230; (continua)&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2010"></span></p>
<p style="text-align: justify;">propriamente una conferenza “dei popoli” nella quale discutere sui cambiamenti climatici e sulle possibili soluzioni attuabili per arginarli, quanto – piuttosto – un gran contenitore mediatico/propagandistico che ha permesso al Governo boliviano, e ai suoi vari alleati politici latinoamericani (Venezuela, Cuba, Nicaragua in primis) di lanciare l’ennesima invettiva contro il capitalismo e il neoliberismo occidentali, visti come causa principale dei cambiamenti climatici, ma senza elaborare una proposta costruttiva e percorribile per arginare le conseguenze dell’effetto serra.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ ovviamente indiscutibile che la maggiore responsabilità nel riscaldamento globale siano da attribuirsi all’industrializzazione selvaggia e al modello di sviluppo occidentali; così come è purtroppo innegabile che i primi a soffrire le conseguenze dei cambiamenti climatici siano i popoli indigeni e rurali dei paesi meno sviluppati, però forse questa poteva essere l’occasione non solo per rincarare la dose di accuse e rivendicazioni (plausibili), ma anche per mettere sul tavolo proposte concrete e condivisibili anche dai “paesi occidentali”, senza la collaborazione dei quali, ogni “grido indigeno” (o indigenista2 sarà comunque inutile. E le proposte non possono limitarsi ad un approccio “punitivo” con richiesta economica di “risarcimento danni climatici” o con l’istituzione di un Tribunale Internazionale di Giustizia Climatica e Ambientale (come emerge dalla Dichiarazione finale partorita dalla sintesi dei lavori dei gruppi paralleli).</p>
<p style="text-align: justify;">Proposte del genere, sono purtroppo incompatibili con gli strumenti finora proposti dalle varie commissioni del UNIPCC (il gruppo intergovernamentale di esperti che da anni lavora alle politiche di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico) e del UNFCCC (la convenzione quadro sui cambiamenti climatici). Certo, può essere che il paradigma scientifico debba essere completamente rivisto e rifondato, ma in una situazione di emergenza come quella attuale, forse sarebbe più opportuno riconoscere che siamo tutti corresponsabili (in misura diversa, certo) di un comune destino e che le possibili soluzioni potranno solo arrivare dal dialogo e dalla fiducia nelle proposte più condivise. Puntare ai sacrosanti principi di “Diritti della Madre Terra”, “Sovranità alimentare”, “Buen vivir”… senza intervenire sul modello di sviluppo e senza fornire strumenti concreti per invertire il trend delle emissioni e del conseguente riscaldamento globale, mi sembra dispersivo e poco recepibile da altri paesi delle UN, in questo momento…tanto meno dagli USA3.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio l’evento ha permesso a circa 30.000 persone (di cui 10.000 provenienti da circa altri 140 paesi, per lo più da Argentina, Ecuador, Venezuela…ma anche U.S.A., Mexico, Spagna, ecc.) di incontrarsi e confrontarsi su come siano visti e vissuti i cambiamenti climatici. In particolare lo hanno potuto raccontare i popoli indigeni e contadini dei paesi più poveri, maggiormente legati alla terra e alla sua fertilità alterata dalle variazioni delle precipitazioni e delle ondate di siccità. Le conferenze autogestite e i tavoli di lavoro tematici (che avevano già avviato la discussione in maniera virtuale, un mese prima dell’incontro) hanno permesso di confrontarsi sulle opinioni e le proposte reciproche… però mi è sembrato che molto spesso le conclusioni fossero già state scritte e che ogni obiezione che tentasse di recuperare idee e proposte provenienti dal mondo scientifico occidentale venisse rigettata a priori. E’ vero che, nonostante le obbligazioni del Protocollo di Kyoto, le emissioni di gas-serra dal 1997 in poi sono solo aumentate, ma è anche vero che i meccanismi di controllo e di compensazione sono stati introdotti solo negli ultimi 5-10 anni…forse un tempo ancora troppo breve per vederne gli effetti, anche se sufficiente a capire che molti devono essere migliorati. Mi aspettavo che dai tavoli di lavoro emergessero proposte atte a migliorare proprio questi strumenti…eventualmente chiedendo maggiore spazio d’ascolto (nelle sedi internazionali) per i rappresentanti di popoli indigeni e delle organizzazioni della società civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo di Evo Morales, e del suo Governo, sono risultati di certo fondamentali per l’organizzazione di un evento di tali dimensioni, ma la loro “presenza” all’interno del campus universitario4 che ha ospitato gran parte degli eventi, era sproporzionatamente imponente: con tanto di stand espositivi per ogni ministero e vice- (incluso, ovviamente, quello per la coltivazione tradizionale della foglia di coca), con enfasi straordinaria alle forze armate e alla difesa, coinvolte anche loro – a quanto pare – nelle discussioni sui cambiamenti climatici. Non era sempre facile distinguere tra gli stand (e i seminari) di matrice governativa e quelli gestiti dalle organizzazioni della società civile boliviana o straniera.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, un aspetto da non sottovalutare è quello che Morales stesso non ha permesso che alla conferenza partecipassero ed esprimessero le proprie rivendicazioni alcuni organizzazioni indigene boliviane che in questi mesi stanno rivendicando &#8211; proprio al loro Governo – il diritto ad esprimersi attivamente sull’opportunità o meno di realizzare nuovi impianti estrattivi (di gas, petrolio o, nel Salar de Uyuni, di litio…il nuovo “oro bianco” della Bolivia) e nuove infrastrutture che modificherebbero in maniera irreversibile il loro ambiente di vita… A detta di Morales, i “problemi interni” non avrebbero dovuto essere discussi in un evento internazionale…</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna, tali organizzazioni non si sono arrese e hanno organizzato la “Mesa 18”, un tavolo indipendente e autogestito, esterno alla Conferenza, in cui si sono discusse le questioni più urgenti per i popoli indigeni. All&#8217;interno di questo spazio c’erano il sindacato dei contadini boliviani, diverse organizzazioni indigene tra cui la CONAMAQ e la OPIM (L’Organizzazione Indigena del Popolo Mosetèn, con cui avevo lavorato nel 2004, nella foresta amazzonica dell’Alto Beni), i comuneros dell&#8217;acqua, ricercatori, accademici e il Movimiento Sin Tierra della Bolivia (MST-B). Purtroppo anche in questo caso il dibattito è rimasto per lo più sul tema della protesta, ma anche questo gruppo ha formulato un suo documento5 finale (molto più conciso) e un forum virtuale permanente che vorrebbe rimanere il punto di riferimento per il confronto e le rivendicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, decisamente “nauseante” è risultato il tono populista dello stesso Morales, ma anche di Chavez e altri “compagni”, nel corso degli eventi inaugurali e soprattutto in quello finale (nello stadio principale della città). In tali occasioni, il tema climatico è passato questi in secondo piano, per lasciare spazio: alle invettive contro il modello capitalista-neoliberista occidentale e all’esaltazione del rinato socialismo latinoamericano che &#8211; dopo i primi passi mossi da Bolivar, Lienin, Castro e Che Guevara – sta tornando a «salvare il mondo dall’autodistruzione»…</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là della analisi storico-politica, mi è sembrato politicamente miope che si sia utilizzato un evento di portata internazionale per rivendicare certe posizioni di distanza e contrapposizione verso gran parte del resto del mondo. In particolare, ritengo di profonda gravità i fischi e le critiche sollevate da gran parte dei presenti nei confronti della Rappresentante delle Nazioni Unite per il Latinoamerica, invitata e intervenuta nel corso dell’evento inaugurale. Come lei ha giustamente fatto notare, è doveroso ascoltare ciascuno con rispetto, tanto più se invitato… E’ deprecabile che il Presidente Morales non abbia poi speso nemmeno una parola per scusarsi con la diplomatica, a nome dei presenti. Morales ora è un capo di Stato…non più il capo dell’opposizione6.</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, credo che nonostante alcune buone considerazioni e proposte di massima, emerse dai tavoli di lavoro (recuperabili dai rispettivi link della pagina del sito ufficiale) e riassunte nella Dichiarazione finale, sia stata sprecata un’occasione di portata internazionale per far emergere la voce positiva dei popoli indigeni e dei paesi più poveri, nei confronti dei cambiamenti climatici e degli impegni che è necessario assumere.  Pur se condivisibile nei principi, l’impostazione critica e l’influenza governativa nei lavori e delle dichiarazioni della Conferenza, rendono ogni risultato e proposta poco “ascoltabili” agli orecchi “delicati e prevenuti” dei più potenti della terra che – forse – anche a Cancun7 tenteranno di far prevalere le proprie posizioni cautelative e conservative di fronte ai sacrifici economici richiesti dalle azione di contenimento dei cambiamenti climatici.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero ovviamente di sbagliarmi e mi auguro che, nonostante tutto, l’evento boliviano possa essere il primo passo verso una maggiore partecipazione (e soprattutto un maggiore ascolto) ai dibattiti internazionali da parte delle popolazioni indigene e dei paesi “che contano meno” .</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>NOTA A MARGINE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A parziale rivalutazione dell’efficacia della Conferenza e della possibilità di dibattito delle proposte in sede internazionale, va segnalato che nei giorni successivi all’evento è stato redatto un documento da presentare al gruppo di lavoro specifico sulle “long term cooperative acions” (azioni coordinate di lungo termine) all’interno della prossima COP16 di Cancun.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento riprende e sviluppa ulteriormente i contenuti della Dichiarazione finale riconfermando ancora una volta una degli impegni forse più concreti voluti dallo stesso Morales in contrapposizione a quanto detto a Copenhagen: contenimento dell’aumento di temperatura globale a massimo1°C (e non 2). Per far questo sarà necessario ridurre il livello di concentrazione di CO2 a 350 ppm (parti per milione) entro il 2030 e a 300 ppm entro il 2100…ce la faremo?! e come?!</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Ricordo che erano stati organizzati 17 gruppi di lavoro (mesas) paralleli riguardanti altrettante tematiche legate alle questioni climatiche, ai diritti della Natura e dei popoli indigeni.</li>
<li style="text-align: justify;">Per “indigenista” intendo chi si occupa – per lavoro, passione o empatia – dei popoli indigeni e della difesa dei loro diritti…col rischio però di idealizzare la figura “indigena” e giustificare ogni sua affermazione come se fosse visione o espressione diretta dei popoli indigeni.</li>
<li style="text-align: justify;">Unico paese ricco a non aver sottoscritto e ratificato il Protocollo di Kyoto, considerato anche dalla Conferenza di Cochabamba lo strumento chiave per obbligare gli stati a ridurre le emissioni di gas-serra.</li>
<li style="text-align: justify;">Stranamente si è trattato del campus della “Universidad del Valle” (Univalle), certo la più moderna e organizzata di Cochabamba, ma pur sempre privata.</li>
<li style="text-align: justify;">Il documento è scaricabile, sottoforma di 5 immagini, dal sito http://www.acochabambamevoy.org/public/wordpress/wp-content/uploads/2010/07_mesa18/mesa18.zip</li>
<li style="text-align: justify;">Certo, non spetta a noi italiani fare prediche su come si dovrebbe comportare un capo di governo…</li>
<li style="text-align: justify;">Mexico, sede della prossima Conferenza delle Parti (COP-16) per discutere del “dopo Kyoto” in scadenza nel 2012.</li>
</ol>
<p>Di <strong>Diego Florian</strong> &#8211; <a href="http://diegoflorian.blogspot.com" target="_blank">http://diegoflorian.blogspot.com</a></p>
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		<title>GLOCAL Trento: De André, don Milani, Pasolini ELEMENTI DI CRITICA VISIONARIA</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 10:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti gli amici dell&#8217;Associazione Glocal! La settimana prossima comincia la rassegna &#8220;Elementi di critica visionaria&#8221; legata alle figure di De Andrè, don Milani e Pasolini. Si tratta di un ciclo di appuntamenti articolato e complesso, che vedrà il suo debutto venerdì 9 aprile con una conferenza su don Milani dal titolo &#8220;Imparare democrazia&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1904" title="glocal trento_150" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/glocal-trento_150.jpg" alt="" width="150" height="256" />Ciao a tutti gli amici dell&#8217;Associazione Glocal!<br />
La settimana prossima  comincia la rassegna &#8220;Elementi di critica visionaria&#8221; legata alle figure  di De Andrè, don Milani e Pasolini. Si tratta di un ciclo di  appuntamenti articolato e complesso, che vedrà il suo debutto venerdì 9  aprile con una conferenza su don Milani dal titolo &#8220;Imparare democrazia&#8221;  con interventi illustri di Agostino Burberi, allievo della scuola di  Barbiana e vicepresidente della Fondazione don Milani, e di Innocente  Pessina, presidente del liceo classico &#8220;Brechet&#8221; di Milano: sarà  l&#8217;occasione per conoscere più approfonditamente l&#8217;opera e il valore  pedagogico di una figura fondamentale dell&#8217;impegno civile italiano.<br />
Da  questo primo appuntamento in poi ogni settimana il Glocal proporrà da  uno a due incontri come indicato nella locandina (che potete trovare  sulla nostra bacheca) e che vi prego di diffondere il più possibile  presso la vostra rete di contatti: a tal proposito vi chiedo se potete  cortesemente sostenere l&#8217;associazione nella divulgazione di queste  iniziative, per consentirne una più capillare conoscenza. A questo scopo  facebook mette a disposizione alcuni strumenti, tra i quali i più  semplici sono quelli di pubblicare sulle vostre bacheche i nostri  eventi, oltre a suggerire a dei vostri amici di diventare amici  dell&#8217;Associazione Glocal.<br />
Grazie per il sostegno, vi aspettiamo  numerosi!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PRIMO APPUNTAMENTO</strong></p>
<ul>
<li><strong>Imparare democrazia</strong>: Venerdì 9 aprile 2010, ore 20.45, Sala SOSAT, via Malpaga 17, Trento</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>LOCANDINA</strong> di tutto il ciclo di incontri: <a href="http://www.box.net/shared/zan6n9543h" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Associazione Culturale GLOCAL Trento: <a href="http://www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?v=wall&amp;id=100000792541666" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1984" title="facebook-logo_30" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/04/facebook-logo_30.png" alt="" width="30" height="30" /></a></p>
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		<title>Rai per una notte</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 19:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;attesa di poter riproporre tutto l&#8217;evento, di seguito uno degli spezzoni più divertenti&#8230; D&#8217;accordo o meno con i contenuti, il punto rimane la possibilità (negata dal governo) di poter scegliere di vedere anche questo, girando semplicemente canale. -]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;attesa di poter riproporre tutto l&#8217;evento, di seguito uno degli spezzoni più divertenti&#8230; D&#8217;accordo o meno con i contenuti, il punto rimane la possibilità (negata dal governo) di poter scegliere di vedere anche questo, girando semplicemente canale.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">-</span><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/p/255A3A6DAF49BC61&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/p/255A3A6DAF49BC61&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" wmode="opaque" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Il panorama migratorio italiano tra stereotipi e disinformazione</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa ho avuto modo di condurre, a nome dell&#8221;Associazione ONLUS &#8220;Beati i costruttori di pace&#8221;, un percorso didattico in alcuni Istituti superiori della città di Padova, finanziato dalla municipalità patavina per l&#8217;anno scolastico 2009-2010. Il titolo del progetto era il seguente &#8220;Varie tipologie di immigrati: somiglianze e differenze&#8221;. Nei tre incontri, di due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1963" title="varie tipologie di immigrati daniele danese" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/varie-tipologie-di-immigrati-daniele-danese.jpg" alt="" width="213" height="150" />Qualche mese fa ho avuto modo di condurre, a nome dell&#8221;Associazione ONLUS &#8220;Beati i costruttori di pace&#8221;, un percorso didattico in alcuni Istituti superiori della città di Padova, finanziato dalla municipalità patavina per l&#8217;anno scolastico 2009-2010. Il titolo del progetto era il seguente &#8220;Varie tipologie di immigrati: somiglianze e differenze&#8221;. Nei tre incontri, di due ore ciascuno, programmati per ogni classe, è stato possibile visionare il docufilm &#8220;Come un uomo sulla terra&#8221;, dialogare con il regista Andrea Segre e con il protagonista Dagmawi Yimer, nonchè approfondire in maniera corposa la questione &#8220;immigrazione&#8221;, partendo da alcuni dati e talune nozioni tanto indispensabili quanto poco conosciuti e spesso e volentieri volutamente contraffatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito la <strong>presentazione powerpoint</strong> utilizzata nel corso delle lezioni (spero possa essere utile!): <a href="https://www.box.net/shared/udm3k5jlos" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1961" title="ppt ico" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/ppt-ico.png" alt="" width="50" height="50" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Daniele</p>
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		<title>Voci dall&#8217;Iran: Un viaggio tra l&#8217;antica Persia e l&#8217;Iran contemporaneo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Associazione di promozione sociale GLOCAL presenta: Voci dall’Iran Un viaggio tra l’antica Persia e l’Iran contemporaneo Venerdì 26 marzo, ore 20.30, Barycentro, piazza Venezia 37 (Port’Aquila), Trento Intervengono: ANTONELLO SACCHETTI (1971) è giornalista e direttore della rivista online &#8220;Il cassetto, l’informazione che rimane&#8221; (www.ilcassetto.it). Appassionato e conoscitore dell’Iran, ha pubblicato i libri I ragazzi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1904" title="glocal trento_150" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/glocal-trento_150.jpg" alt="" width="150" height="256" />L’Associazione di promozione sociale <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000792541666&amp;ref=ts" target="_blank">GLOCAL</a> presenta:</p>
<h1><strong><span style="color: #000080;">Voci dall’Iran</span></strong></h1>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong><span style="color: #000080;">Un viaggio tra l’antica Persia e l’Iran contemporaneo</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Venerdì 26 marzo, ore 20.30, Barycentro, piazza Venezia 37 (Port’Aquila), Trento</p>
<p style="text-align: justify;">Intervengono:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANTONELLO SACCHETTI</strong> (1971) è giornalista e direttore della rivista online &#8220;Il cassetto, l’informazione che rimane&#8221; (www.ilcassetto.it). Appassionato e conoscitore dell’Iran, ha pubblicato i libri I ragazzi di Teheran(2006), Misteri persiani (2008), e Iran. La resa dei conti (2009), tutti editi da Infinito edizioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SIMONE ZOPPELLARO</strong> (1979) vive e lavora a Teheran. Laureato a Bologna, si è dedicato a studi diorientalistica. Nel 2008 viene chiamato come lettore all’Università di Isfahan. Oggi è direttore e coordinatoredidattico per l’insegnamento della lingua italiana presso la Scuola dell’Ambasciata Italiana di Teheran.</p>
<p style="text-align: justify;">Coordina: <strong>LUCA MEDEOT</strong> (Glocal)</p>
<p style="text-align: justify;">LOCANDINA: <a rel="shadowbox" href="https://www.box.net/shared/b9kb87l6l8"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>26 febbraio: Serata Italocongolese</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 08:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete tutti invitati alla serata ITALOCONGOLESE: Venerdì 26 Febbraio Tezze sul Brenta (VI) Sala Tessarollo Piazza della Vittoria (in centro a Tezze sul Brenta) - 20:30 saluti delle autorità politiche, istituzionali e delle associazioni presenti Luigi Creazzo - responsabile Veneto Parito Democratico &#8211; Diritti Civili e Nuova Cittadinanza -20:40 &#8220;Varie Tipologie di immigrati: Somiglianze e Differenze&#8220; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;"><img class="alignnone size-full wp-image-1885" title="volantino_color_26-02-10_italocongolese" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/volantino_color_26-02-10_italocongolese.jpg" alt="" width="477" height="131" /></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: 13px;">Siete tutti invitati alla serata <strong><span style="text-decoration: underline;">ITALOCONGOLESE</span></strong>:</span></span></p>
<p><strong>Venerdì  26 Febbraio</strong></p>
<p><strong>Tezze sul Brenta (VI)</strong></p>
<p><strong>Sala Tessarollo</strong></p>
<p><strong>Piazza della  Vittoria</strong></p>
<p>(in centro a Tezze sul Brenta)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<div id="_mcePaste">
<p><span style="font-size: small;">- 20:30 <strong>saluti</strong> delle autorità politiche, istituzionali e delle associazioni presenti</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Luigi Creazzo - <span style="font-size: small;">responsabile Veneto Parito Democratico &#8211; Diritti Civili e Nuova Cittadinanza</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> -20:40 &#8220;<strong>Varie Tipologie di immigrati: Somiglianze e Differenze</strong>&#8220;</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Daniele Danese - <span style="font-size: small;">Fondazione Comunità Solidale Trento</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">- 21:00 &#8220;<strong>Immigrazione. Io immigrato nel tuo paese</strong>&#8220;</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Gahima Bariyanga Faustin - <span style="font-size: small;">mediatore culturale, ass. Tumaini &#8211; Ponte di Solidarietà</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">- 21:25 <strong>spettacolo teatra le &#8221; Patron Pardon!</strong>&#8220;</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Pegas Ekamba Bessa - <span style="font-size: small;">presidente Centro Culturale Bantu -musicista, cantante, attore in film e telefilm di fama nazionale (&#8220;La squadra&#8221; RAI3)</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">- 21:55 <strong>letture di brani tratti dallibro di Yves Issya Longo</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;">&#8220;Dal Congo in Italia come in un sogno&#8221;, Davide Zedda ed. - <span style="font-size: small;">Centro Culturale Bantu</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">- 22:10 <strong>dibattito</strong> - <span style="font-size: small;">modera Luigi Creazzo</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">- 22:30 ricco <strong>buffet</strong> veneto-tropicale</span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><strong>VOLANTINO</strong></span><span style="font-size: x-small;">: <a href="https://www.box.net/shared/7k0n4fjgkx" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></span></p>
<p>Un abbraccio<br />
<a href='http://www.ilcannocchiale.it/?claim=CANN173115-2494' target='_blank'>il cannocchiale</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cerchi di silenzio</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 16:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico. Molto interessante&#8230; Io conto di esserci! CERCHI DI SILENZIO &#8211; (azione nonviolenta) 18 febbraio 2010, dalle 18.00 alle 19.00 &#8211; Piazza Duomo &#8211; Trento Lo spazio e il tempo dove ridare il giusto peso ed il giusto valore alle parole. 1 ora di silenzio visibilmente in piazza per manifestare, riflettere, meditare. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ricevo e pubblico. Molto interessante&#8230; Io conto di esserci!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1879" title="cerchi di silenzio trento" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/cerchi-di-silenzio-trento.jpg" alt="" width="150" height="174" /><strong>CERCHI DI SILENZIO &#8211; (azione nonviolenta)</strong><br />
18 febbraio 2010, dalle 18.00 alle 19.00 &#8211; Piazza Duomo &#8211; Trento</p>
<p>Lo spazio e il tempo dove ridare il giusto peso ed il giusto valore alle parole. 1 ora di silenzio visibilmente in piazza per manifestare, riflettere, meditare. Per ritrovare significato a giustizia, verità, dignità. Un silenzio partecipe, non il silenzio di bocche cucite da indifferenza complice. Partecipa anche tu al silenzio del cerchio, entra e condividi con noi  questo momento, unica regola una volta entrati è *STARE IN SILENZIO.* Diffondi e spargi la voce del silenzio.</p>
<p>Riferimenti e informazioni:<br />
<a href="mailto:cerchidisilenzio@gmail.com" target="_blank">cerchidisilenzio@gmail.com</a><br />
<a href="http://cerchidisilenzio.blogspot.com/" target="_blank">cerchidisilenzio.blogspot.com</a><br />
cell. 3458571935</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie, Gianna</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VOLANTINO</strong>: <a rel="shadowbox" href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/2010-02-cerchi-di-silenzio-web.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Appello alla RAI: non chiudete quelle sedi!</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il canone vorrei pagarlo per qualcosa di serio!!! 2 FEBB 2010 - Meno gossip e più attenzione alle persone e ai popoli. Firma subito l&#8217;appello promosso dalla Tavola della Pace. Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1796" title="rai africa" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/rai-africa.jpg" alt="" width="200" height="136" />Il canone vorrei pagarlo per qualcosa di serio!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2 FEBB 2010 -</strong><em> Meno gossip e più attenzione alle persone e ai popoli. Firma subito l&#8217;appello promosso dalla Tavola della Pace.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico&#8230; [CONTINUA]</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FIRMA L&#8217;APPELLO</strong>: <a href="http://beta.vita.it/news/view/100086" target="_blank">&#8211;&gt;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Agenzia nazionale sui beni confiscati: attenzione agli imbrogli!</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/01/agenzia-nazionale-sui-beni-confiscati-attenzione-agli-imbrogli/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 20:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come al solito gran poca informazione e molta demagogia&#8230; e un TG1 sempre più disinformante e a servizio del governo! Ancora una volta interveniamo con grande can-can a tamponare situazioni magistralmente strumentalizzate (si veda Rosarno), ma quel che è peggio è che interveniamo pure male!!! Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/01/beni-confiscati-e1264709428304.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1788" title="beni confiscati" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/01/beni-confiscati-e1264709428304.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Come al solito gran poca informazione e molta demagogia&#8230; e un TG1 sempre più disinformante e a servizio del governo! Ancora una volta interveniamo con grande can-can a tamponare situazioni magistralmente strumentalizzate (si veda Rosarno), ma quel che è peggio è che interveniamo pure male!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dichiarazioni di Don Luigi Ciotti sul CdM di Reggio Calabria &#8211; 28 gennaio 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;istituzione dell&#8217; Agenzia Nazionale sui beni confiscati per rendere piu&#8217; efficace, veloce ed incisiva la legge sulla confisca dei beni dalla fase del sequestro a quella della destinazione d&#8217;uso va nella direzione che Libera chiede da  anni . Un&#8217; agenzia che deve accorciare i tempi e ridare ordine a tutta questa materia ma che deve essere accompagnata da ulteriori provvedimenti come un testo unico in materia della confisca dei beni; il rafforzamento degli strumenti per le indagini patrimoniali e non ultimo, che venga data concreta attuazione a quella norma approvata nella Finanziaria del 2006 che prevede la confisca dei beni ai corrotti ed il loro riutilizzo ai fini sociali di cui non sappiamo piu&#8217; nulla. Ci sono ancora tante criticità e interrogativi che aspettano delle risposte: il 36% dei beni confiscati alla criminalità organizzata è sotto l&#8217;ipoteca delle banche e il 30% è occupato dagli stessi mafiosi o da loro prestanome cosi come la difficoltà di stare sul mercato delle aziende confiscate, la maggior parte delle quali sono rimaste chiuse e fallite. Speriamo che l&#8217;agenzia sia capace di dare risposte a questi interrogativi. Valuteremo nel dettaglio e nel merito l&#8217;operatività dell&#8217;Agenzia anche se riteniamo che la possibilità di vendere i beni confiscati ha rappresentato per il Governo un atto di debolezza. La vendita non è un dogma, puo&#8217; esser usate per per poche eccezioni ma non puo&#8217; diventare una regola. Quell&#8217; emedamento ha scalfito il principio della legge Rognoni-La Torre per cui l&#8217;utilizzo sociale del bene confiscato è un segno di grande valore che ha reso il bene mafioso un bene condiviso e che non puo&#8217; ritornare ad essere un bene esclusivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A SEGUITO DI QUANTO SOPRA VI INVITIAMO A FIRMARE L&#8217;APPELLO DI &#8220;LIBERA&#8221; (già a suo tempo segnalato)</strong>: <a href="http://www.come2discuss.net/2009/12/un-appello-decisivo-per-il-futuro-dei-beni-confiscati/" target="_blank">CLICCA QUI</a></p>
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		<title>TREVISO: troppi perché senza risposta sulla cava piu’ profonda d’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 11:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[(18 gennaio 2010) Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente . Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-1784" title="cava morganella" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/01/cava-morganella.jpg" alt="" width="206" height="156" />(18 gennaio 2010) </em><strong>Cava Morganella di Paese e Ponzano: la cava piu’ profonda d’Italia. Il 13 gennaio 2010 la commissione VIA di Venezia ha dato il via all’inchiesta pubblica: nessuna risposta ai quesiti di Paeseambiente .</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mercoledì 13 gennaio alle ore 10 si è svolta a Venezia presso la sede Regionale VIA (Valutazione Impatto Ambientale) l’inchiesta pubblica sul progetto di escavazione sottofalda della Cava Morganella di Paese e Ponzano,  presentato dal trio di cavatori Biasuzzi, Grigolin e Calcestruzzi. che prevede una escavazione sino alla profondità di addirittura 65 metri. I numerosi presentatori delle osservazioni hanno potuto esporre ai commissari le proprie ragioni. Paeseambiente ha osservato che dopo l’inizio del procedimento del 2008 si sono verificati due importanti fatti:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Le ditte proponenti sono state sanzionate per escavazione oltre il limite del consentito. Alla Commissione è stato fatto presente che ai cavatori conviene non rispettare la legge perché nella peggiore delle ipotesi, se vengono colti con le mani nel sacco, la sanzione dovuta è inferiore a quanto  ricavano con l’escavazione abusiva.</li>
<li>Il Comune di Ponzano Veneto, dopo aver fatto slittare la precedente convocazione per l’inchiesta pubblica, il 30 dicembre 2009 ha approvato un accordo sul progetto con le tre ditte di cavatori.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Paeseambiente ha poi  ribadito con forza le  osservazioni  presentate al progetto nel 2008 chiedendo:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>PERCHE’ non provvedere SUBITO alla ricomposizione della cava? Perché aspettare 20 anni? Non si è già aspettato abbastanza? La ricomposizione è dovuta per legge, a cosa serve l’approfondimento? Non serve certo a ricomporre ma a distruggere ancora il sottosuolo..</li>
<li>PERCHE’ infierire anche sulle falde più profonde? Perché mettere in comunicazione quelle sicuramente compromesse con quelle che potrebbero esserlo un po’ meno?</li>
<li>PERCHE’ non includere il Comune di Treviso nel procedimento della VIA? Quella non è più una zona di campagna, purtroppo. Fra poco questa potrebbe diventare una cava di città perché al di là della strada c’è il Piruea Emerald dove potrebbero arrivare 5.000 abitanti nel giro di pochi anni.</li>
<li>PERCHE’ battere il primato di profondità? 65 metri. 22 piani di grattacielo sotto terra. Oltre un piano all’anno! E dove? Vicino alla Feltrina e adiacenti  a due discariche!</li>
<li>PERCHE’ fidarsi ancora di chi non ha vigilato sulle scarpate? Di chi ha scaricato rifiuti non conformi? Di chi ha scavato oltre i limiti consentiti? Di chi non ha avuto rispetto per le regole? Di chi è sempre pronto ai ricorsi?  Perche’ dovremmo acconsentire a questa voragine?</li>
<li>PERCHE’ scavare a confine con una discarica per rifiuti solidi urbani? Lasciamo in pace il cane che dorme! Puzza un po’, ma lasciamolo dormire. Piscia ancora nella falda, ma lasciamolo dormire. Se si sveglia potrebbe mordere. Altre discariche a Paese stanno facendo peggio di questa.</li>
<li>PERCHE’ non valutare quale sarebbe il danno alle falde al verificarsi di eventi eccezionali in caso di approfondimento a questi livelli? Terremoti, esondazioni, frane?</li>
<li>PERCHE’ rischiare di scavare in prossimità di una discarica per inerti che ha ricevuto rifiuti non conformi oggetto di denunce e successive condanne? Come sarà quel fondo cava?</li>
<li>PERCHE’ non tenere conto di quante fonti di inquinamento siano già presenti in zona? Una strada al alto traffico. Un impianto insalubre di conglomerati bituminosi, impianti di betonaggio ed altro.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In rappresentanza del Comune di Paese  l’assessore all’ambiente  e il dirigente dell’ufficio Ecologia di Paese  hanno manifestato il loro dissenso ricordando la presenza di 29 cave e di innumerevoli discariche nel Comune di Paese ricordando  il pericolo di mettere in comunicazione falde differenziate e l’aumento del traffico pesante.  A titolo personale era presente anche l’assessore al bilancio del comune di Paese che non ha nascosto timori per le abitazioni confinanti con la cava, e la paura di ritrovarsi nel laghetto i sacchi di immondizia  della discarica Marini. La Provincia ha ricordato alla Commissione che la ditta Biasuzzi deve ancora sistemare la scarpata prospiciente la discarica per inerti franata ancora nel 1999 (nonostante i ripetuti solleciti). Il rappresentante della Ditta presente all’audizione ha subito precisato che provvederà nei prossimi giorni.</p>
<ul>
<li>La commissione non ha risposto alle domande di Paeseambiente, perche?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Andrea Zanoni  presidente di Paeseambiente ha commentato:  “A questi perché c’è solo una risposta: i 128 milioni di Euro che incasseranno i cavatori da questa cosiddetta  riqualificazione ambientale, 20 dei quali pensa di assicurarseli il Comune di Ponzano Veneto. E’ una cosa che grida vendetta, si mette in vendita l’ambiente per ottenere una ricomposizione ambientale dovuta per legge e rinviata da oltre vent’anni proroga su proroga!”</p>
<p style="text-align: justify;">Gruppo Paeseambiente, 31038 PAESE (TV),  cell. 347/9385856 – web: www.paeseambiente.org – Email: paeseambiente@ecorete.it</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>APPUNTAMENTO: Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/01/appuntamento-giustizia-sociale-e-giustizia-ambientale-in-brasile/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 10:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>

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		<description><![CDATA[ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos: Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile Interverranno: Padre Dario Bossi: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos Gianni Alioti: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-1072" title="sui-binari-della-giustizia" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/02/sui-binari-della-giustizia.jpg" alt="" width="495" height="62" /></p>
<p style="text-align: justify;">ASF e il Centro di documentazione Paulo Freire vi invitano alla presentazione della campagna internazionale Justiça nos trilhos:</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Giustizia sociale e Giustizia ambientale in Brasile</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Interverranno:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Padre Dario Boss</strong></span>i: Missionario comboniano ad Açailandia (Maranhao, Brasile), coordinatore della campagna Justiça nos trilhos</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Gianni Alioti</strong></span>: Responsabile dell’Ufficio internazionale della FIM-CISL, esperto di salute e sicurezza nell’industria siderurgica, si occupa anche di ecologia e ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Venerdì 29 gennaio</span></strong>, Ore 20,45, Sala Comboni, c/o Missionari Comboniani, Via Giovanni da Verdara, 139 – PADOVA</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Info sulla campagna</span>: <a href="http://www.justicanostrilhos.org" target="_blank">www.justicanostrilhos.org</a> – binaridigiustizia@gmail.com</p>
<p style="text-align: justify;">“Justiça nos trilhos” (tradotta italiano con “Binari di giustizia”) è una campagna internazionale di pressione sulla multinazionale mineraria brasiliana Vale do Rio Doce (recentemente rinominata “Vale”), la seconda impresa al mondo per la produzione dell’acciaio. La campagna è stata lanciata alla fine del 2007 da alcune organizzazioni della società civile brasiliana, ma ben presto si è espansa in tutto mondo (Canada, Indonesia, Cile, Mozambico, ecc.) seguendo &#8211; di fatto – i molteplici “tentacoli” produttivi allungati dalla Vale nei vari continenti, attraverso alleanze con altre imprese del settore o l’acquisizione di concessioni minerarie all’estero. Tra i promotori “brasiliani” anche una nostra “vecchia conoscenza”: padre Dario, il missionario comboniano che per sette anni è stato attivo anche a Padova in varie attività a noi vicine come La Rete Lilliput e la Festa dei Popoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8230; continua nell&#8217;allegato</strong>: <a href="http://www.box.net/shared/988b9icr8u" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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