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	<title>Come2discuss &#187; C2d</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>LA POVERTA&#8217; IN ITALIA: LA FOTOGRAFIA NEL RAPPORTO CARITAS &#8211; ZANCAN</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 20:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
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		<description><![CDATA[  In Italia la povertà è in aumento ed i diritti sono sempre più spesso messi in discussione per una parte sempre più consistente della nostra popolazione. Il Rapporto redatto dalla Caritas con la Fondazione Zancan mostra una situazione che va peggiorando, alla quale non si riesce a dare una risposta strutturale. Al di là [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp"> </div>
<p>In Italia la povertà è in aumento ed i diritti sono sempre più spesso messi in discussione per una parte sempre più consistente della nostra popolazione. Il Rapporto redatto dalla Caritas con la Fondazione Zancan mostra una situazione che va peggiorando, alla quale non si riesce a dare una risposta strutturale. Al di là dei numeri e delle analisi, il Rapporto lancia tuttavia interessanti proposte di ripresa &#8220;<em>dal basso</em>&#8220;, che vedono le fasce emarginate protagoniste dell&#8217;uscita dalla condizione di disagio.</p>
<p>Sul sito di &#8220;IRIS &#8211; Idee e Reti per l&#8217;Impresa Sociale&#8221; si può trovare una sintesi del Rapporto</p>
<p>http://www.irisonline.it/web/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=23&#038;Itemid=36</p>
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		<title>APPELLO PER TROY DAVIS</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 14:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[e-participation]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Troy Davis è stato condannato a morte nel 1991 per l&#8217;assassinio del poliziotto Mark Allen MacPhail a Savannah, Georgia, nel 1989. La sua vicenda giudiziaria è stata decisamente poco chiara, considerando il fatto che l&#8217;arma del delitto non è mai stata ritrovata e nessuna prova fisica ha mai collegato direttamente Davis all&#8217;omicidio. Sussistono peraltro anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Troy Davis è stato condannato a morte nel 1991 per l&#8217;assassinio del poliziotto Mark Allen MacPhail a Savannah, Georgia, nel 1989.<br />
La sua vicenda giudiziaria è stata decisamente poco chiara, considerando il fatto che l&#8217;arma del delitto non è mai stata ritrovata e nessuna prova fisica ha mai collegato direttamente Davis all&#8217;omicidio. Sussistono peraltro anche dubbi sulle testimonianze presentate al processo, considerando che sette dei nove testimoni chiave hanno cambiato o ritrattato la loro versione affermando di aver originariamente accusato Davis su pressione della polizia.<br />
Amnesty International, ha organizzato un fine settimana di iniziative in favore di Troy Davis ed ha lanciato un appello mondiale diretto al Comitato statale della Georgia competente a valutare le domande di grazia e che esaminerà il caso il 19 settembre.<br />
E&#8217; ancora possibile firmare l&#8217;appello on-line.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito di Amnesty International potete trovare maggiori informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amnesty.it/mobilitazione-per-salvare-la-vita-a-troy-davis">http://www.amnesty.it/mobilitazione-per-salvare-la-vita-a-troy-davis</a></p>
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		<title>Berlusconi liberale? Ma neanche per scherzo</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2011/05/berlusconi-liberale-ma-neanche-per-scherzo/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 21:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Non sarà qui che definiremo una volta per tutte qual è il nucleo essenziale del liberalismo politico, ma almeno un chiarimento mi sento di darlo, nella mia modesta posizione di prof. di filosofia al liceo, tra l’altro non particolarmente esperto di filosofia politica ma che, insomma, qualche libro lo ha letto. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà qui che definiremo una volta per tutte qual è il nucleo essenziale del liberalismo politico, ma almeno un chiarimento mi sento di darlo, nella mia modesta posizione di prof. di filosofia al liceo, tra l’altro non particolarmente esperto di filosofia politica ma che, insomma, qualche libro lo ha letto.</p>
<p style="text-align: justify;">A me risulta che il liberalismo (da Locke a Constant a Tocqueville, per poi arrivare a Mill e al ‘900, quando le cose si complicano) sia la dottrina: 1. della costituzione e dei diritti individuali, 2. del governo che si regge sul consenso (libero) e 3. del controllo reciproco tra i diversi poteri. A me hano insegnato che liberalismo vuol dire prima di tutto, come sintesi estrema di questi tre principi, “<span style="text-decoration: underline;">che nessuno deve avere tutto il potere</span>”. Lo spiegava bene Giovanni Sartori in un vecchissimo libro del ’69, <em>Democrazia e definizioni</em> (diventato nel ’93 <em>Democrazia. Cosa è</em>.) che scrisse quando davvero c’erano in giro i comunisti e che serviva soprattutto a spiegare che quella che i comunisti chiamavano “democrazia popolare” non era democrazia manco per niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può discutere molto su come questi principi vadano declinati, ma c’è un nucleo preciso in base al quale mi pare che ci voglia una certa miopia per saltare fuori periodicamente, come da qualche tempo fa l’amico <a href="http://www.come2discuss.net/2011/04/lestremismo-democratico-mascherato/" target="_blank">Gasparetto</a>, a cercare gli elementi che fanno della povera attuale opposizione al governo italiano, politica e d’opinione (PD e Repubblica), un gruppo politico illiberale che non si è ancora sbarazzato dei residui di bolscevismo che conserva nel dna.</p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto mi pare davvero sbagliato che si individui in questo, <a href="http://www.come2discuss.net/author/gas/" target="_blank">come Gasparetto da un po’va dicendo</a>, il problema centrale della politica italiana, quello che ci impedisce di avere una opposizione seria e propositiva che cerchi di battere Berlusconi politicamente e non nelle aule giudiziarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema di Berlusconi NON sono le sue idee, e l’opposizione radicale contro di lui non si deve alla contrarietà radicale ad esse. Molte delle cose che lui e alcuni dei suoi dicono (libertà di mercato, meno tasse, meno stato ecc…) stanno più o meno chiaramente dentro i canoni di una politica liberale classica. E magari sono anche condivisibili. Le condividono in misura più o meno ampia anche molti di coloro che non lo votano e che sono iscritti ad altri partiti. Per alcuni aspetti le condividono anche persone che stanno dentro al PD (Bersani, ma anche Salvati, oppure Giavazzi che ha una posizione particolare). Per alcuni aspetti le trovo molto ragionevoli io stesso e penso che qualunque sinistra occidentale dovrebbe confrontarsi seriamente con esse.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema della legittimità politica di Berlusconi capo del governo, come giustamente molti dicono da quando si è messo in politica, è proprio la sua posizione rispetto ai principi generali del liberalismo. Infatti una delle prime cose che la dottrina liberale classica chiaramente vieterebbe è proprio la concentrazione dei poteri, in particolare in mano al titolare del potere esecutivo. Oltre ad essere il capo del governo…</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Berlusconi ha un potere economico enorme. E’ uno degli uomini più ricchi d’Italia. Citatemi nella storia dell’Europa<a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftn1">[1]</a> un caso simile di potere economico ramificato e diffuso in tanti settori il cui titolare diventa capo del governo. E’ la vecchia storia del conflitto di interessi che nessuno ha mai risolto e di cui non si può non vedere la rilevanza per mille aspetti, ultimo (ma solo ultimo) dei quali la compravendita dei parlamentari. La sinistra che non ha risolto il problema può avere <span style="text-decoration: underline;">questa</span> colpa, ma se <span style="text-decoration: underline;">io</span> sono fuori dalle regole il primo problema <span style="text-decoration: underline;">sono io</span>, non chi non è capace di farle rispettare. E intanto liberale non sono.</li>
<li style="text-align: justify;">Berlusconi ha fondato un partito in cui la sua leadership non è mai stata messa in discussione, in cui la struttura interna semplicemente trasmette alla base la volontà del vertice, in cui la distribuzione degli incarichi dipende ai livelli più alti direttamente dalla sua volontà e in cui il suo rapporto con gli iscritti è di tipo carismatico. In questo modo se vado al governo ho un controllo molto forte della mia maggioranza. Anche qui, se sono il capo di un partito simile liberale non sono.</li>
<li style="text-align: justify;">Berlusconi ha in mano un potere mediatico che è la vera chiave della sua tenuta presso l’opinione pubblica, come si è sempre visto dalla sua reazione tutte le volte che la politica ha provato a toccarlo. Il problema del potere mediatico non è discusso dai teorici dell’800 perché non c’era. Ma vedete cosa ne dice Popper, altro liberale e rigoroso anticomunista. Se ho tre reti (in una delle quali tengo per anni un direttore di TG che per prima cosa mi loda sperticatamente con grande continuità), ne controllo altre due statali e combatto con tutte le armi che ho la terza che mi critica, e in più ho un quotidiano e ne controllo un altro paio indirettamente<a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftn2">[2]</a>, anche qui sono gran poco liberale.</li>
<li style="text-align: justify;">Berlusconi ha attaccato la magistratura, l’unico potere che non controlla direttamente, in modo mai visto nella storia della Repubblica. In questa faccenda ci sono tanti aspetti complessi che solo il tempo e la storia forse chiariranno. Ma c’è in gioco il principio fondamentale per cui chi governa <span style="text-decoration: underline;">non</span> è al di sopra delle regole che valgono per gli altri, per cui io posso essere bravissimo e essere il salvatore della patria (mettiamo…), ma questo non mi autorizza a giocare con la finanza e il fisco oltre le regole, a comprare il giudizio sulle cause che mi vedono coinvolto, eccetera…  Prima di parlare, come tutti i seguaci di Berlusconi fanno, di persecuzione, Gasparetto pensi a quali dei comportamenti di Berlusconi permetterebbe al suo sindaco, al suo amministratore di condominio, all’insegnante di sua figlia. <span style="text-decoration: underline;">Pensi al fatto che Previti è stato condannato definitivamente perché come avvocato di Berlusconi ha corrotto un giudice per la faccenda Mondadori e che in quel processo per Berlusconi il reato è stato prescritto: nessuna assoluzione</span>. Pensi al falso in bilancio: a un amministratore di condominio che viene scoperto a truccare il bilancio ma poi riesce a far votare dall’assemblea di condominio un articolo del regolamento che esclude che questo sia un motivo buono per scegliersi un altro amministratore. E pensiamo a me, Berlusca, che so di essere perseguitato da cattivi magistrati comunisti ma non solo vado a puttane (pratica non illegale ma, come tutti sappiamo, al limite della legalità), ma anche chiamo la polizia per proteggerne una che oltre che zoccola è un po’ ladra, e poi per contorno metto in consiglio regionale lombardo una delle mie amanti alla quale affido tra l’altro la gestione di alcuni aspetti del mio giro di zoccole… Ma le zoccole non sono il problema, il problema è il conflitto tra i poteri, lo screditamento della magistratura, la diffusione di un atteggiamento di tolleranza verso l’illegalità diffusa e una riforma della giustizia che non ne tocca affatto i veri problemi, che certamente ci sono…</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Non ho detto niente di nuovo lo so. Solo che se Gasparetto viene a fare le pulci a Repubblica perché è ipocrita quando critica la famosa ipotesi di golpe di AsorRosa ma intanto non riconosce la piena legittimità del potere berlusconiano<a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftn3">[3]</a>, io dico che si sta tenendo stretto lo strabismo politico che è il vero problema della politica italiana e che impedisce a tanta gente anche onesta e in buona fede di discutere dei problemi e la porta a spendere tutte le proprie energie per difendere la posizione di un politico indifendibile. Il vero problema, anche per la destra, non è la sinistra illiberale. Qualcuno a sinistra alcune cose sul liberalismo le deve ancora capire, è vero (a me fa problema soprattutto pensare alla piazza come sbocco frequente e naturale della dialettica politica e non come risorsa eccezionale). Ma non vedere l’enormità del problema Berlusconi in chiave di liberalismo e soprattutto come macigno che sta al centro della politica italiana e che impedisce di affrontare i problemi finchè non si fa da parte<a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftn4">[4]</a>, per me significa essere tremendamente miopi. Sono pochi in Italia quelli che oggi non lo vedono. Quelli che all’estero non solo si scandalizzano per le zoccole, ma da tempo dicono che in Italia il problema è Berlusconi, non sono meschini invidiosi delle meraviglie del nostro leader e ignari della presenza di una sinistra ancora cattiva che lo costringe a ricorrere a mezzi estremi che lui mai, <em>porèto</em>, vorrebbe usare. E’ gente che ci vede e che non capisce come mai noi non vediamo<a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftn5">[5]</a>. E basta qui perché è fin troppo lunga.</p>
<p style="text-align: justify;">A. B.</p>
<div>
<hr size="1" />
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftnref1">[1]</a> Negli USA la situazione è un po’ diversa: esiste una pluralità di potentati economici orientati politicamente in modo più o meno diverso e c’è un sacro rispetto non solo per la libertà della stampa ma per il rispetto di certe regole e di certa coerenza [cfr. Watergate e caso Clinton-Lewinski].</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftnref2">[2]</a> Poi naturalmente mi lamento del fatto che tutti i giornali mi criticano: per esempio Mattino, Messaggero e Gazzettino che sono di Caltagirone. Avete presente quanto è critico il Gazzettino verso Berlusca?</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftnref3">[3]</a> Prendendo le distanze da Asor Rosa, Mauro (dirett. di Repubblica) ha agito da perfetto liberale: ha rimesso in luce tutte le contraddizioni del berlusconismo che fanno della nostra situazione un caso limite per un sistema liberale, caso che sta in piedi solo sulla base del consenso popolare, molto importante ma non unica fonte di legittimazione, come ogni liberale sa, e si è rifiutato di accreditare l’idea che sia sensato parlare di colpo di stato. Ha fatto quello che un liberale fa in questa situazione, lavorare sull’opinione e cercare di modificare gli equilibri del consenso.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftnref4">[4]</a> Personalmente credo che Berlusconi avrebbe potuto nonostante tutto segnare un passaggio utile e importante per la politica italiana <span style="text-decoration: underline;">malgrado</span> tutto il suo potere, se lo avesse usato in altro modo e per un tempo determinato. Non ha mai dato segno di essere in grado e di avere intenzione di farlo. E comunque una simile concentrazione di potere sarebbe un problema per qualunque sistema liberale.</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: justify;"><a href="file:///C:/Users/Dany/Desktop/Berlusconi%20liberale.doc#_ftnref5">[5]</a> Vedete questo sito:  <a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php">http://www.noisefromamerika.org/index.php</a> . Sono economisti italiani che insegnano in America, non sono di sinistra, sono liberisti classici, conoscono benissimo l’Italia e parlano malissimo delle posizioni del PD sull’economia. Vedete cosa dicono qua e là del Berlusca e di come sia insensato che una destra moderna si tenga uno così come leader.</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rassegna GLOCAL: Petrolio, sangue del mondo</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2011/03/rassegna-glocal-petrolio-sangue-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Associazione di promozione sociale GLOCAL presenta la rassegna: PETROLIO, SANGUE DEL MONDO
L’oro nero che ci scorre nelle vene: ambiente storia guerre economia geopolitica energia colonialismi
(a TRENTO)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Associazione di promozione sociale GLOCAL presenta la rassegna:</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>PETROLIO, SANGUE DEL MONDO</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">L’oro nero che ci scorre nelle vene: ambiente storia guerre economia geopolitica energia colonialismi</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">TRENTO, c/o SALA SOSAT (via Malpaga 17) &#8211; SALA MARANGONERIE (C. Buonconsiglio) &#8211; TEATRO PORTLAND (via Papiria, 8 )</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LOCANDINA dettagliata</strong>: <a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2011/03/LOCANDINA-RASSEGNA-PETROLIO-SANGUE-DEL-MONDO.pdf" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-292" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">STORIA / Venerdì 1 aprile, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«IL PETROLIO E L’ITALIA DA MATTEI AI GIORNI NOSTRI»</strong><br />
Quanto conta il petrolio in Italia? Una storia complicata, da Mussolini, a Mattei a Berlusconi. Inquadramento storico con BENITO LI VIGNI, giornalista, stretto collaboratore di Enrico Mattei, e autore dei libri Il caso Mattei: un giallo Italiano (2003), Le guerre del petrolio: strategia, potere, nuovo ordine mondiale (2004), In nome del petrolio. Da Mussolini a Berlusconi, gli affari italiani in Iraq (2006), I predatori dell’oro nero e della finanza globale (2009).</p>
<p style="text-align: justify;">GUERRE / Venerdì 8 aprile, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«VOCI E COLORI DAI PAESI IN GUERRA»</strong><br />
Un racconto a più voci sulle condizioni di vita nei tanti paesi coinvolti nei conflitti per lo sfruttamento del petrolio, introdotto dalla giornalista ANTONELLA NAPOLI, autrice del libro Voci e colori del Darfur (2010) e presidente dell’associazione Italians for Darfur. Con ABDELAZIM ADAM KOKO del Centro Astalli per i rifugiati di Trento e la viva testimonianza di alcuni migranti provenienti da quei paesi.</p>
<p style="text-align: justify;">revisioni / Mercoledì 13 aprile, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«SYRIANA»</strong><br />
Proiezione del film Syriana (2005), un avvincente thriller politico sull’influenza dell’industria petrolifera sugli equilibri internazionali, con George Clooney.</p>
<p style="text-align: justify;">AMBIENTE / Venerdì 15 aprile, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«IL “PICCO”: SIAMO AL PUNTO CRITICO?»</strong><br />
Quanto a lungo potremo ancora estrarre petrolio? Quanto il Peak Oil può influire sul nostro modello di sviluppo, sui nostri stili di vita, sul clima? Risponderà ANTONIO ZECCA, docente di Chimica Fisica dell’Atmosfera presso la facoltà di Scienze dell’Università di Trento, esperto di cambiamenti climatici e membro dell’Aspo Italia, Associazione per lo Studio sul Picco del Petrolio.</p>
<p style="text-align: justify;">GEOPOLITICA / Venerdì 29 aprile, h 20.45 / alla SALA MARANGONERIE del Castello del Buonconsiglio<br />
<strong>«IL SANGUE DEL MONDO»</strong><br />
Incontro con il prestigioso giornalista francese ÉRIC LAURENT, esperto di relazioni internazionali e di questioni relative alla finanza e alla geopolitica del petrolio. Considerato uno dei più grandi reporter d’inchiesta del mondo, è autore di innumerevoli saggi, tra i quali: La guerra dei Bush (2003), La verità nascosta sull’11 settembre (2005), La verità nascosta sul petrolio, sangue del mondo (2006), Inchiesta sulle delocalizzazioni (2011). Coordina il giornalista, già direttore del quotidiano l’Adige, Paolo Ghezzi.</p>
<p style="text-align: justify;">ECONOMIA / Venerdì 6 maggio, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«ASSURDISTAN: DAL NOSTRO INVIATO»</strong><br />
Il nuovo «Great game» tra Europa e Asia per il dominio delle fonti energetiche. Ce ne parlerà GIULIETTO CHIESA, uno dei più noti giornalisti italiani, autore di numerosi libri, tra i quali La guerra infinita (2002), Cronache marxziane (2005) e Zero (2007), nonché fondatore di Megachip-Democrazia nella comunicazione e del laboratorio politico-culturale Alternativa. Introduce RENZO STEFANELLI, giornalista ed esperto di economia e politiche energetiche, autore del libro Le guerre del petrolio (2003).</p>
<p style="text-align: justify;">visioni / Mercoledì 11 maggio, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«ENERGIA, EQUITÀ E LIMITE»</strong><br />
ALBERTO PANCOTTI e GIOVANNA MORELLI, membri rispettivamente del Mu.So. Orto di Mutuo Soccorso di Senigallia e del gruppo lucchese di studi illichiani Il granchio di Kuchenbuch, dialogano sul provocatorio pensiero di Ivan Illich, antesignano dell’odierno concetto di decrescita, e in particolare su «energia ed equità» e sulla dimensione del «limite».</p>
<p style="text-align: justify;">ENERGIA / Venerdì 13 maggio, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«SFIDA ALL’ULTIMO BARILE»</strong><br />
La competizione tra Russia e Stati Uniti per il dominio dell’energia non è solo un lontano ricordo della «guerra fredda». Colloquio con STEFANO CASERTANO, docente di Economia e Politica delle Risorse Energetiche all’Università di Potsdam in Germania e autore dei libri Sfida all’ultimo barile (2009) e La guerra del clima: dal tramonto del petrolio alla geopolitica delle rinnovabili (2011).</p>
<p style="text-align: justify;">COLONIALISMI / Venerdì 20 maggio, h 20.45 / SALA SOSAT<br />
<strong>«ARRIVANO I NOSTRI!»</strong><br />
Le derive colonialistiche determinate dallo sfruttamento del petrolio e delle altre materie prime. Incontro con FRANCESCA CASELLA, responsabile italiana di SURVIVAL INTERNATIONAL, movimento che aiuta i popoli indigeni a difendere le loro vite, a proteggere le loro terre e a decidere autonomamente del loro futuro. Introduce Federico Premi.</p>
<p style="text-align: justify;">RISONANZE / Mercoledì 27 maggio, h 20.45 / al TEATRO PORTLAND via Papiria 8 a Trento (zona Piedicastello)<br />
<strong>«PETROLIO-MULTIFORME DELL’INGEGNO»</strong><br />
Conclusione della rassegna con uno spettacolo teatrale e musicale dedicato alla figura di PIER PAOLO PASOLINI e al suo ultimo, incompiuto romanzo Petrolio. A cura del collettivo “Un Incoerente Come Tanti” di Prato.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-1904" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/glocal-trento_150-e1278963426229.jpg" alt="" width="62" height="51" /><span style="color: #ffffff;">-</span> Glocal - Spazio d&#8217;interdipendenza tra locale e globale</em><br />
<em><span style="color: #ffffff;">-</span> info@glocalproject.org</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto<br />
Con il contributo del Comune di Trento<br />
Con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LA GIUSTIZIA A PICCOLI PASSI</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 22:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>C2d</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Relazioni Int.]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla di una &#8220;sentenza storica&#8221; e in parte è proprio così. Un tribunale dell&#8217;Ecuador ha condannato la multinazionale Chevron per i danni apportati all&#8217;amazzonia ecuadoriana dalla Texaco (dal 2001 di proprietà della Chevron) in tredici anni di trivellazioni . A tratti sembra un film, con il battagliero avvocato Pablo Fajardo, cresciuto nel luogo martoriato e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si parla di una &#8220;sentenza storica&#8221; e in parte è proprio così. Un tribunale dell&#8217;Ecuador ha condannato la multinazionale Chevron per i danni apportati all&#8217;amazzonia ecuadoriana dalla Texaco (dal 2001 di proprietà della Chevron) in tredici anni di trivellazioni .</p>
<p style="text-align: justify;">A tratti sembra un film, con il battagliero avvocato Pablo Fajardo, cresciuto nel luogo martoriato e che ha trovato nello studio del Diritto lo strumento per ottenere giustizia per sé e per la propria gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo la Sentenza (che condanna la Chevron a versare circa nove miliardi di dollari per danni ambientali e alla popolazione) è solo l&#8217;inizio di una battaglia legale; la multinazionale americana ha già bollato come illegittima ed inapplicabile la sentenza. La ragione fondamentale sarebbe in una Sentenza precedente di soli tre giorni quella in questione e che è stata emessa da una Sezione della Corte Permanente di Arbitraggio dell&#8217;Aja, la quale ha congelato temporaneamente l&#8217;applicazione di ogni sentenza contro l&#8217;azienda in ragione dell&#8217;appello fatto da Chevron all&#8217; applicazione  del Trattato bilaterale USA-Ecuador (nel quale la Texaco veniva liberata di ogni responsabilità a seguito di una compensazione dei danni già a suo tempo riscontrati sul territorio, consistente nel riempire almeno in parte le &#8220;piscine&#8221; realizzate per contenere gli scarti dell&#8217;estrazione petrolifera). La Chevron, peraltro, sottolinea le responsabilità di una compagnia locale, la &#8220;Petroecuador&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto un giudice di New York ha emesso un ordine temporaneo di restrizione che impedisce alla parte civile di ricevere compensazioni prima del giudizio definitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si attende intanto il risultato del ricorso che gli avvocati della Chevron hanno deciso di inoltrare</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente, con la Sentenza del 14 febbraio si è solo ad uno stadio di un percorso molto lungo. Verso la giustizia per un popolo ferito.</p>
<p style="text-align: justify;">Maggiori informazioni ai seguenti indirizzi</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26880/Ecuador%2C+sentenza+storica+contro+Chevron">http://it.peacereporter.net/articolo/26880/Ecuador%2C+sentenza+storica+contro+Chevron</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/cibo-e-ambiente/2011/02/15/news/la_chevron_dovr_pagare_9_miliardi_di_dollari_per_danni_all_ambiente_e_ai_cittadini_dell_ecuador-12506579/">http://www.repubblica.it/solidarieta/cibo-e-ambiente/2011/02/15/news/la_chevron_dovr_pagare_9_miliardi_di_dollari_per_danni_all_ambiente_e_ai_cittadini_dell_ecuador-12506579/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/05/ecuador-chevron-condannata-ma-la-multa-da-7-miliardi-potrebbe-non-essere-pagata/95572/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/05/ecuador-chevron-condannata-ma-la-multa-da-7-miliardi-potrebbe-non-essere-pagata/95572/</a></p>
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		<title>ROM E ISLAM: due questioni europee per la sinistra europea</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:22:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Blog/siti amici]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito una riflessione proveniente dal blog (già citato nelle nostre pagine) http://yorickthefool.blogspot.com La discussione è aperta! In un campo nomadi romano quattro bambini rom sono morti mentre dormivano, avvolti e soffocati dalle fiamme. La loro morte ci ricorda che l’inconscio politico dell’Occidente è popolato di ciò che la patina dello stile di vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Pubblichiamo di seguito una riflessione proveniente dal blog (già citato nelle nostre pagine) <a href="http://yorickthefool.blogspot.com/">http://yorickthefool.blogspot.com</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La discussione è aperta!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.siciliamagazine.com/wp-content/uploads/2010/04/rom211.jpg" alt="" width="342" height="240" />In un campo nomadi romano quattro bambini rom sono morti mentre dormivano, avvolti e soffocati dalle fiamme. La loro morte ci ricorda che l’inconscio politico dell’Occidente è popolato di ciò che la patina dello stile di vita europeo non vuole vedere, o non può tollerare. La coscienza italiana, si sa, può tollerarlo ancora meno. Lo dimostrano campagne mediatiche contro il “pericolo rom”, le condizioni dei loro campi nomadi e gli ostacoli sociali alla loro integrazione; la difficoltà di quest’ultima, poi, viene in genere fatta passare per condizione volontaria: i rom non si vogliono integrare. Ecco un punto importante, anzi: ecco <em>il</em> punto importante. Che cosa vuol dire integrare? Ci ritorneremo tra poco. Quello dei rom non è comunque un problema solo italiano, sebbene il vizio populistico da noi lo renda particolarmente appetitoso per chi sia costantemente in cerca di oggetti libidinali su cui far scaricare gli istinti repressi di una società di polizia. Che non sia un problema “provinciale” è testimoniato dall’iniziativa del presidente Sarkozy, che nell’agosto scorso ha preso la decisione di revocare ad alcuni rom, cittadini comunitari, i diritti previsti dal trattato di Schengen, e di procedere al loro rimpatrio forzato. Perché? Con quale diritto? La patria del cosmopolitismo illuminista è scivolata sulla buccia di banana del paria europeo, il rom, il senza patria? Ma naturalmente chi si poteva opporre? Qualche richiamo formale (UE), nessuna reazione sostanziale (sempre UE); il plauso di Maroni, il sorriso di Berlusconi. La verità è che il “problema rom” non interessa a nessuno, e non è mai interessato a nessuno. Eppure su questa questione, mi pare, si gioca una partita importante, tanto più importante in quanto priva di una posta materiale. Sui rom non si gioca l’economia – non si gioca niente. Solo il diritto allo stato puro, spogliato di qualsiasi altra eteronomia, eterodirezione, contaminazione. Ma allora è tanto più preoccupante che, come ha osservato il filosofo francese Balibar, i rom stiano sempre più diventando il perno pericoloso su cui si sta costruendo, colpevolmente inosservato, il “nuovo apartheid”, il “lato oscuro dell’emergere della nuova cittadinanza europea”<a href="http://#_ftn1">[1]</a>. Là dove il diritto potrebbe/dovrebbe librarsi alto e privo di compromessi, in realtà esso manca la presa sulla realtà. Perché? Giocare “il diritto allo stato puro” non è giocare “niente”. Al contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’Europa gioca nel frattempo una partita anche su un altro fronte, e questa volta la linea di separazione corre sul suo lato esterno. Si tratta della partita con l’Islam, iniziata ufficialmente nel 2001 e con le “crociate” (termine usato da Bush jr, prima della prudente <em>retractatio</em> formale) che ne sono seguite; una partita che si gioca da ben prima, sebbene dietro le quinte. Il dibattito sulle radici cristiane dell’Europa sembra ormai aver trovato una tacita, implicita e condivisa risposta con la finzione, storicamente aberrante, di una identità europea presuntivamente giudeo-cristiana. Questa identità, come ha rimarcato Tariq Ramadan e come ha ricordato più di recente Jurgen Habermas, è un falso storico, una costruzione che fino al 1945 sarebbe stata non solo impensabile, ma anche ridicolizzata in gran parte dell’Europa che si considerava civile. La “questione islamica” è il vero nome dei recenti attacchi al multiculturalismo, sferrati a breve giro prima dalla cancelliera tedesca Angela Merkel (per approfondimenti si veda <a href="http://yorickthefool.blogspot.com/2010/10/il-multikulti-ha-fallito-prospettive.html">qui</a> un precedente post di questo blog) e, pochi giorni fa, dal premier conservatore britannico Cameron, durante una sua visita (guarda caso) a Monaco. Cameron ha affermato, praticamente citando la Merkel, che “il multiculturalismo ha fallito”, e ciò proprio mentre per le strade dell’Inghilterra un corteo di estrema destra sfilava per protestare contro l’Islam scandendo lo slogan “Allah, Allah, who’s the fuck is Allah” (“Allah, Allah, chi cazzo è Allah”). Con ciò, Cameron ha dato un colpo di spugna alla precedente politica labour, impostata nell’epoca Blair sull’idea della convivenza multiculturale all’interno dello spazio pubblico del Regno Unito. La nuova crescita delle destre europee, moderate o estreme, si gioca dunque sulla dichiarazione di morte del progetto multiculturale (in Italia nessuno ha dichiarato che il multiculturalismo è morto semplicemente perché la classe dirigente non sa che cosa sia il multiculturalismo, dal momento che è in altre faccende affaccendata).  Ma la morte del “multikulti” in realtà è diretto contro i turchi lavoratori di Germania, come la Merkel ha esplicitamente ammesso, seguendo vergognosamente le teorie di Thilo Sarrazin (dopo averle ufficialmente smentite: cfr <a href="http://yorickthefool.blogspot.com/2010/10/il-multikulti-ha-fallito-prospettive.html">qui</a>); ed è diretto contro l’Islam fondamentalista nel caso di Cameron. Rimane un altro caso, che non è ancora stato citato: il divieto della Svizzera, sanzionato mediante referendum nel 2009, a costruire nel territorio della Confederazione Elvetica altri minareti, cioè campanili da cui effettuale il richiamo dei fedeli. In Europa ci sono centinaia di migliaia di campanili. Dalle colline della mia città con un’occhiata se ne possono contare almeno una trentina; ma minareti la pluralissima Svizzera non ne vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Queste due questioni distribuiscono la problematica dell’alterità su due fronti, uno interno e l’altro esterno. Sebbene giocate in maniera evidentemente diversa nello spazio pubblico e mediatico, sono entrambe, credo, assolutamente importanti. Sarebbe forse possibile azzardare che ciò che si sta facendo con i rom rappresenta ciò che si vorrebbe fare con i musulmani? È forse un’idea ardita, sociologicamente non sostenibile; tuttavia, ciò che è attivo con i rom, cioè l’ingiunzione “o ti integri, o non ti voglio”, è la stessa ingiunzione contenuta nella dichiarazione di morte del multiculturalismo. Nessuna differenza reale è tollerata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ripiegamento sulla tradizione, e il conseguente appello alla “conservazione”, è tipico, come si sa, dei momenti di crisi. Ha fatto benissimo Jurgen Habermas a ricordare, sebbene con grandissima arte, che cosa è successo in Europa (e in Germania, naturalmente) quando alcune tesi sono state prima sostenute da (sedicenti) intellettuali e poi adottate dai governi. E che un tedesco, rivolgendosi a tedeschi, chiami in causa la barbarie nazista (anche solo per dire poi che il riferimento davvero appropriato è un altro), è un segno della gravità della situazione; una gravità che assume dimensioni ancor più allarmanti, perché<strong>in questo momento le sinistre in Europa non stanno proponendo un modello alternativo a quello proposto dagli alfieri della reazione</strong>. È chiaro che non è un problema facile a risolversi, ma è altrettanto evidente che non si può lasciare la mano alle destre, che sempre più sono disposte a concessioni alle forze ultraconservatrici (Olanda in particolare, ma anche Francia). Ciò di cui c’è bisogno è un’idea di Europa e di convivenza che non lasci le spalle scoperte alla tolleranza e alla democrazia <em>sostanziale</em>.<strong>Perché non riproporre, ad esempio, il problema delle condizioni economiche, il tema del welfare, il tema della redistribuzione? Perché non concepire una sinistra che coniughi il tema del riconoscimento con quello dell’equità? Perché non coinvolgere le comunità presenti all’interno degli stati europei in progetti realmente emancipatori, perché non farli sentire, al pari nostro, attori attivi nella costruzione di un percorso di convivenza che unisca le problematiche economico-sociali a quelle identitario-religiose?</strong> Tutto questo richiederebbe, è logico, una forza che sembra mancare alla sinistra non solo italiana, ma anche europea. Tuttavia penso che la “questione rom” e la “questione islamica” possano essere due punti fondamentali nell’agenda politica della sinistra, due punti forse anche impopolari ma dai quali muovere per ritrovare una direzione. La sinistra ha bisogno di ripartire, di riprogettarsi, e di ritrovare anche un soggetto sociale in grado di agire il cambiamento. Perché non ripartire da ciò che non è stato ancora teorizzato, per esplorare strade nuove per la costruzione di una nuova convivenza e di una nuova Europa?</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=3032963233772401249#_ftnref1">[1]</a> Cfr. E. Balibar, <em>Rom, questione comune</em>, rielaborazione dell&#8217;introduzione Sigona N. e Trehan N., <em>Romani Politics iN Contemporary Europe</em>, Palgrave  2009:  “La costruzione dell&#8217;Ue ha avuto degli effetti estremamente contraddittori. Ha prodotto una categorizzazione dei rom a livello europeo, dal momento che per la Ue sono stati considerati un &#8220;problema&#8221; nel loro stesso diritto a farne parte. Questo è uno scalino preliminare nella nuova razzializzazione dei rom. Li mette nella stessa categoria dei &#8220;migranti&#8221; di origine extracomunitaria, in un quadro generale che ho definito come l&#8217;emergente apartheid europeo, il lato oscuro dell&#8217;emergenza di una «cittadinanza europea». La differenza proviene dal fatto che i &#8220;migranti&#8221; (e i discendenti di migranti) sono visti come un altro esterno, mentre gli tzigani come un altro interno. Ciò d&#8217;altronde rafforza il vecchio stereotipo del nemico interno, che ha effetti sanguinosi”.  (<a href="http://incidenze.blogspot.com/2010/09/etienne-balibar-rom-questione-comune.html">http://incidenze.blogspot.com/2010/09/etienne-balibar-rom-questione-comune.html</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>VERSO UNO SPORT PIU’ RESPONSABILE</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 21:19:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo sport è certamente uno degli aspetti che caratterizzano una società e dai suoi valori, così come dai suoi eccessi e dai suoi vizi si possono comprendere meglio quelli di un intera comunità. Negli ultimi anni, soprattutto alla luce degli scandali del doping; di &#8220;Calciopoli&#8221;, dei tanti casi di violenza negli stadi, in molti hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/11/untitled.bmp"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sport è certamente uno degli aspetti che caratterizzano una società e dai suoi valori, così come dai suoi eccessi e dai suoi vizi si possono comprendere meglio quelli di un intera comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni, soprattutto alla luce degli scandali del doping; di &#8220;Calciopoli&#8221;, dei tanti casi di violenza negli stadi, in molti hanno parlato della necessità di rifondare lo sport professionistico e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sport4Society è un associazione che vuole dare un contributo al mondo dello sport, affinché sviluppi buone pratiche sociali ed ambientali, e faccia dell&#8217;attività agonistica, sia dilettante che professionale, uno strumento di crescita e condivisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo intervistato il Presidente dell&#8217;Associazione Umberto Musumeci, che ci ha spiegato nel dettaglio il senso di questa iniziativa e le sue prospettive future.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è nata l&#8217;idea di Sport4Society?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Basta guardare a ciò che succede continuamente nel mondo dello sport, sia professionistico che dilettantistico. Le tante piccole esperienze locali di gente che lavora con impegno e dedizione –investendo il proprio tempo e spesso anche soldi- in attività a supporto delle esperienze sportive di giovani e meno giovani, che rimangono spesso nascoste e coperte, talvolta anche umiliate, dal prevalere di affarismi, violenza, doping, inquinamento ambientale, discriminazioni razziali, compiuti spesso nel nome dello sport “che conta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo intendete agire per garantire lo sport responsabile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a questo panorama, è necessario partire dal basso, dalle piccole attività sul territorio, iniziando dai più piccoli e dai giovani, e parlando di sport responsabile. Il che vuol dire – per fare solo degli esempi- sdrammatizzare le sconfitte, simpatizzare con l’avversario, solidarizzare con altri atleti che hanno un diverso colore della pelle - e sono sbeffeggiati dai soliti cretini-, fare attenzione a come si gestiscono i rifiuti in una manifestazione sportiva; in una parola: valorizzare lo sport come mezzo di promozione sociale e di integrazione multiculturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>a chi vi rivolgete?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto ai più giovani, ma è necessario canalizzare questi principi verso di loro attraverso dirigenti, allenatori, preparatori atletici, genitori, insegnanti di educazione fisica. Si tratta di fare ragionare tutti (adulti, ragazzi, giovani) attorno ai valori positivi dello sport per far sì che questi concetti importanti emergano sempre e dovunque.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La cronaca degli ultimi mesi ha riportato l&#8217;attenzione sull&#8217;intolleranza nel calcio (Caso Marassi, caso Cagliari-Inter). Cosa succede nel mondo dello sport?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come altre realtà del nostro Paese, e non solo, anche lo sport diventa espressione e strumento di una società in cui si sfilacciano i rapporti sociali, aumentano le precarietà e le sopraffazioni, le tensioni si scaricano in violenze spesso gratuite e immotivate, l’illegalità prevale, i più furbi la spuntano quasi sempre contro gli onesti e i meno avveduti, il denaro diventa fine e non è più un mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa serve nella nostra società per vivere lo sport come esperienza di crescita personale e pubblica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una grande attenzione della politica, stroncando con rigore ogni atteggiamento violento, immorale, dannoso alla salute e allo sviluppo fisico degli atleti soprattutto più giovani, promuovendo una idea di sport responsabile, in cui ognuno deve comprendere gli effetti provocati dai propri comportamenti sugli altri e sulla società in generale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i vostri prossimi obiettivi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intessere con pazienza una rete che colleghi e faccia convergere su questi principi non solo Enti istituzionali (che già fanno o dovrebbero fare questo perchè rientra nel loro core business) ma anche federazioni, società sportive piccole e grandi, valorizzando le tante associazioni e fondazioni sportive ( ma anche quelle che si occupano di sport pur non essendo il loro obbiettivo principale). Entro il prossimo anno abbiamo previsto la costituzione del Forum  “Il bello dello Sport”, per far sì che questa rete possa avere anche una voce unica.</p>
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		<title>Aggiornamento&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 20:00:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un saluto a tutti&#8230; Vi avvisiamo che in queste settimane stiamo aggiornando la veste grafica del blog, la barra degli strumenti a piè di pagina e la piattaforma WordPress (alla versione 3.0). Sono graditi vostri suggerimenti per aprire nuovi spazi e/o promuovere nuove idee!!! Vi aspettiamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un saluto a tutti&#8230; Vi avvisiamo che in queste settimane stiamo aggiornando la veste grafica del blog, la barra degli strumenti a piè di pagina e la piattaforma WordPress (alla versione 3.0). Sono graditi vostri suggerimenti per aprire nuovi spazi e/o promuovere nuove idee!!! Vi aspettiamo</p>
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		<title>1 maggio 2010: UN SILENZIO ASSORDANTE</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2010/04/1-maggio-2010-un-silenzio-assordante/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 07:24:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Posta in arrivo]]></category>

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		<description><![CDATA[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. “UN SILENZIO ASSORDANTE” I recenti dati sulla occupazione nel nostro paese registrano nel 2009 una perdita di circa 400.000 posti di lavoro con un decremento rispetto all’anno precedente, circostanza mai verificatasi dal 1995. A tale notizia è stato riservato dalla stampa il relativo spazio ma certo con minor risalto rispetto alle solite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_B17O2w5wVP8/S35nOdGKWxI/AAAAAAAAFnI/OdQQEfA-8AU/s320/firma-costituzione-italiana.jpg" alt="" width="224" height="144" />RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“UN SILENZIO ASSORDANTE”</p>
<p style="text-align: justify;">I recenti dati sulla occupazione nel nostro paese registrano nel 2009 una perdita di circa 400.000 posti di lavoro con un decremento rispetto all’anno precedente, circostanza mai verificatasi dal 1995. A tale notizia è stato riservato dalla stampa il relativo spazio ma certo con minor risalto rispetto alle solite diatribe tra le forze politiche, alla cronaca nera o rosa od altro. Del pari, ad ogni talk show di attualità politica (i pochi in onda dopo l’ultimo blitz censorio) sono presenti – dignitosi e silenziosi testimoni del loro personale e collettivo dramma – delegazioni di lavoratori di aziende già chiuse od a rischio i quali assistono sbigottiti a dibattiti sempre più surreali e comunque sempre lontani da temi politici veri e concreti, nei quali vengono loro riservati pochi minuti per le rituali manifestazioni di solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ pur vero che tanti argomenti di confronto e di scontro politico sono oggi di capitale importanza per la tenuta della nostra democrazia e che è vitale respingere i tanti attacchi che oggi vengono mossi ai principi costituzionali in tema di rispetto dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, di libertà di informazione etc., ma è altrettanto vero che la precondizione di un effettivo ritorno ad una vita pienamente democratica , ad un confronto civile e costruttivo passa attraverso la centralità della questione del lavoro e, quindi, di una giustizia e di un equlibrio sociale che stiamo giorno per giorno perdendo. I padri costituenti lo avevano perfettamente intuito così che il dettato costituzionale che afferma che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, e tutto il coerente e conseguente impianto di norme, muoveva dalla consapevolezza profonda che solo la effettiva attuazione del dirittodovere al lavoro realizza il concreto accesso ai diritti politici per tutti e, di conseguenza, le condizioni per una politica indirizzata al bene di tutti e non di oligarchie politiche ed economiche.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ infatti solo la politica, quella vera, che in una democrazia può dare risposte , i “fatti” che la gente si aspetta. E poiché la politica non nasce , come i tanti pseudo intellettuali hanno in questi anni predicato da dorati salotti televisivi, da freddo tecnicismo o da fantasiosi giuramenti , ma dalla passione civile capace di tradursi in progetti seri , è alla politica che occorre guardare e metter mano. Una politica che respinga gli attuali logori riti e recuperi la sua agghiacciante distanza da ciò che dovrebbe rappresentare , che si riappropri di identità ideale e, quindi, di reali differenze di proposta.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ questo ciò che oggi chiedono i disoccupati, i nostri giovani, i tanti precari e, più in generale tutti quelli che dalla classe politica e dallo Stato pretendono la tutela dei loro diritti ed attenzione per i loro bisogni. Tutti noi, anche chi ha la fortuna di non vivere direttamente il dramma del disagio occupazionale od economico, dovremmo sentirci coinvolti e forse sarebbe di aiuto alla nostra mente , ma ancor più al nostro cuore, sforzarci di immaginare la solitudine nella quale questo sistema ha confinato l’operaio cinquantenne che in un giorno perde il posto di lavoro, il giovane diplomato o laureato costretto a mendicare un lavoro dequalificante o l’insegnante che, dopo decenni di servizio, è ancora precario.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa dovrebbero dire costoro alla classe politica che dovrebbe rappresentarli e tutelarli ?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è questa la società che la nostra Carta Costituzionale disegna ed auspica. Al contrario l’architettura costituzionale pone al centro la personalità umana con le sue potenzialità e responsabilità e con i suoi corrispondenti diritti ed aspettative , e mette al servizio di tutti i cittadini la politica e la libera impresa economica che sono pertanto grandi opportunità di comune convivenza e sviluppo civile ed economico e non, come oggi, padrone del nostro destino e strumento del potere di caste separate poco o nulla interessate dai problemi della gente.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ infatti l’assenza di una vera classe dirigente, vera per competenze ed indipendenza, che impedisce che tutti gli enti che sul territorio dovrebbero garantire sviluppo e legalità, e quindi tutela dei diritti ed occupazione, producano alcuna attività se non quella di garantire clientele. Anche l’impresa non sfugge a questa logica tanto che il rapporto non è più col territorio e le sue esigenze e potenzialità ma con la classe politica in un rapporto di intimità sempre più evidente. Sembra infatti che la consuetudine tutta italiana di socializzare le perdite e privatizzare i profitti non sia tramontata, mentre occorrerebbe farsi carico di nuove responsabilità sociali per il bene di tutti e, in ultima analisi, delle stesse imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo circuito negativo va contrastato, ed il primo atto concreto è prendere atto del “silenzio assordante” di tanti nostri concittadini che oggi vivono in solitudine il problema del lavoro e lottare contro ciò anzitutto con la nostra attenzione. Certo siamo ben consapevoli che non è facile invertire una tendenza tanto radicata , non è facile uscire dalla ubriacatura dell’egoismo sociale per ricostruire il senso del dovere e della solidarietà. In particolare la nostra Comunità, quella Casertana, ha bisogno di riappropriarsi del valore profondo della antica denominazione di “Terra di Lavoro” che ha significato per decenni sobrietà, dedizione, sacrificio.</p>
<p style="text-align: justify;">“Carta 48” pone pertanto al centro il tema del lavoro e di un corretto funzionamento delle istituzioni, con la speranza di offrire un contributo alla ripresa di un dibattito civile e politico vero e non rituale, ma anche per l’urgenza di dare, nel proprio piccolo, una voce a tanti nostri concittadini confinati nel silenzio. E’ per queste ragioni , per le quali lavoreremo, che invitiamo tutti a dare un contributo, con le loro idee e proposte, ma soprattutto con la generosità ideale di chi vuole partecipare.</p>
<p style="text-align: justify;">Associazione Carta ‘48</p>
<p style="text-align: justify;">Caserta 29 aprile 2010</p>
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		<title>Corso di Informazione: COME E QUANTO I MASS MEDIA  COSTRUISCONO LA REALTA&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 23:31:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[SEGNALIAMO QUESTO NUOVO CORSO DI INFORMAZIONE CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE. Le Associazioni AMICI DEI POPOLI PADOVA e PSICHE2000 presentano “COME E QUANTO I MASS MEDIA COSTRUISCONO LA REALTA’: ruolo della comunicazione di massa nei meccanismi di conflitto e di discriminazione sociale”, percorso di informazione per la cittadinanza condotto da esperti del settore. L’obiettivo è presentare ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/mass-media-realtà.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1898" title="mass media realtà" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/03/mass-media-realtà.jpg" alt="" width="180" height="217" /></a>SEGNALIAMO QUESTO NUOVO CORSO DI INFORMAZIONE CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Associazioni AMICI DEI POPOLI PADOVA e PSICHE2000 presentano “COME E QUANTO I MASS MEDIA COSTRUISCONO LA REALTA’: ruolo della comunicazione di massa nei meccanismi di conflitto e di discriminazione sociale”, percorso di informazione per la cittadinanza condotto da esperti del settore. L’obiettivo è presentare ai partecipanti il funzionamento dei meccanismi di pregiudizio (negativo) e conflitto sociale e interculturale veicolati dai mass media, attraverso la trattazione dei più frequenti metodi di costruzione e diffusione dell’informazione. Proponendo possibili modalità di comportamento responsabile rispetto ai fenomeni trattati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">PROGRAMMA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le serate si svolgeranno presso la sala polivalente “Diego Valeri”, via D. Valeri (zona parcheggio ex gasometro) – Padova dalle ore 21.00 alle 23.00</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 10 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">IL PREGIUDIZIO: come nasce e come si può ridurre - Prof. A. Voci &#8211; Docente Università di Padova</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 17 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">POTERE DELLA MAGGIORANZA E INFLUENZA DELLA MINORANZA: Cosa significa e quali dinamiche implicano Prof. A. Zamperini &#8211; Docente Università di Padova</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 24 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">MECCANISMI PSICOLOGICI DI INFLUENZA DEI MASS MEDIA - Prof. L. Arcuri &#8211; Docente Università di Padova</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MERCOLEDÌ 31 MARZO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">CONSUMO CRITICO E PROTAGONISMO NELLE SCELTE ECONOMICHE E STILI DI VITA - Padre A. Sella &#8211; Commissione “Nuovi Stili di Vita”</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; obbligatoria l’iscrizione preventiva entro martedì 9 Marzo 2010, la quota di partecipazione è di € 25,00</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: small;"><strong>Presso la sede di Amici dei Popoli Padova</strong>, via Tiziano Minio, 13 int. 7 Padova, da Lunedì al Venerdì 10.00 &#8211; 18.00 - Telefono: 049 600313 &#8211; 347 3498098, e-mail: adp.padova@tiscalinet.it, www.padovanet.it/adp</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>Presso la sede di Psiche 2000</strong>, (c/o Ospedale Civile di Piove di Sacco, via San Rocco,1° piano, ex ortopedia), Lunedì 18.00 &#8211; 20.0   Giovedì 9.00 &#8211; 11.30, Sabato 10.00 &#8211; 13.00 - Telefono: 049 9718104 &#8211; 345 7160777, e-mail: psiche2000piove@libero.it,  www.psiche2000.it</span></li>
</ul>
<p><strong>VOLANTINO</strong>: <a rel="shadowbox" href="http://www.padovanet.it/associazioni/adp/docs/Tempo/Pieghevole_ADP+PSI.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="pdf ico small" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2007/05/pdf_ico_small.jpg" alt="" width="36" height="36" /></a></p>
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		<title>Scrivete ai rappresentanti degli studenti dell&#8217;Università di Padova</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 23:39:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Universita']]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; disponibile nel blog una nuova pagina dedicata alla comunicazione diretta con i rappresentanti degli studenti dell&#8217;Università di Padova. Cliccate in alto su &#8220;Rapp. UNIPD&#8221; o sul banner a destra dello schermo. Dalla suddetta pagina potrete consultare la lista dettagliata dei rappresentanti (in costante aggiornamento) e inviare comodamente un messaggio di posta elettronica al destinatario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.come2discuss.net/rapp-unipd-scrivi-ai-rappresentanti-degli-studenti/" target="_self"><img class="alignleft size-full wp-image-1861" title="rapp unipd" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2010/02/rapp-unipd.jpg" alt="" width="32" height="163" /></a>E&#8217; disponibile nel blog una nuova pagina dedicata alla comunicazione diretta con i rappresentanti degli studenti dell&#8217;Università di Padova. Cliccate in alto su &#8220;<a href="http://www.come2discuss.net/rapp-unipd-scrivi-ai-rappresentanti-degli-studenti/" target="_self"><strong>Rapp. UNIPD</strong></a>&#8221; o sul <strong>banner</strong> a destra dello schermo. Dalla suddetta pagina potrete consultare la lista dettagliata dei rappresentanti (in costante aggiornamento) e <strong>inviare comodamente un messaggio di posta elettronica</strong> al destinatario preferito/adeguato (lamentele, richieste, proposte attinenti alla vostra facoltà, alle mense, al Diritto allo Studio-ESU, agli alloggi universitari, ai corsi, agli spazi &#8230;. ecc). Insomma i rappresentanti sono &#8220;lì&#8221; per noi/voi, giusto? Ancora una volta buono scambio!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Per qualsiasi suggerimento non esistate a <a href="http://www.come2discuss.net/contatti/" target="_blank">contattarci</a>.</p>
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		<title>Istituzioni e partecipazione democratica via WEB: discutiamone&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 14:26:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="266" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="bgcolor" value="#999999" /><param name="flashvars" value="config=http%3A%2F%2Fdemotopia.ning.com%2Fvideo%2Fvideo%2FshowPlayerConfig%3Fid%3D3037769%253AVideo%253A4220%26ck%3D-&amp;video_smoothing=on&amp;autoplay=off&amp;isEmbedCode=1" /><param name="src" value="http://static.ning.com/socialnetworkmain/widgets/video/flvplayer/flvplayer.swf?v=201001141530" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="266" src="http://static.ning.com/socialnetworkmain/widgets/video/flvplayer/flvplayer.swf?v=201001141530" allowfullscreen="true" wmode="opaque" flashvars="config=http%3A%2F%2Fdemotopia.ning.com%2Fvideo%2Fvideo%2FshowPlayerConfig%3Fid%3D3037769%253AVideo%253A4220%26ck%3D-&amp;video_smoothing=on&amp;autoplay=off&amp;isEmbedCode=1" bgcolor="#999999"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 dicembre scorso si è tenuto a Venezia il convegno &#8220;Demotopia&#8221;, riguardante il tema cosiddetto della E-PARTICIPATION, cioè della partecipazione democratica attraverso i sistemi e le piattaforme web. La discussione che vorremmo sviluppare, a seguito del dibattito che in quello stesso giorno ha preso forma, vorrebbe puntare a sondare il terreno della società civile (giovani, studenti e lavoratori, ma anche adulti impegnati e non nell&#8217;associazionismo piuttosto che in politica, a vari livelli) nel merito della questione appena citata. Una delle domande che bene possono riassumere il nocciolo della tematica potrebbe essere la seguente: davvero il web (meglio il web 2.0), i social network e in ogni caso la rete avvicinano le istituzioni alla gente? Se si, in che modo secondo voi? Cosa si sta facendo o cosa percepite ancora non si fa per dare spazio ad una chance concreta di partecipazione dal basso, efficate e sopratutto ASCOLTATA? Vi aspettiamo numerosi.<br />
<strong>PS</strong>: <span style="text-decoration: underline;">In alto il video sintetico del convegno, <a href="http://demotopia.ning.com/video/video/show?id=3037769:Video:4104" target="_blank">qui il link agli interventi</a>, e sotto una modalità particolare per interagire e discutere: il <strong>BOX</strong> di facebook (per tutti coloro che sono iscritti a FB appunto). Per tutti gli altri è possibile utilizzare i commenti &#8220;semplici&#8221;.</span><br />
-</p>
<p><fb:live-stream width="500" height="400"></fb:live-stream></p>
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		<title>Pagina APPELLI</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 07:34:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[e-participation]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un saluto a tutti! Informiamo i lettori che stiamo per aprire una pagina dedicata ad APPELLI e RACCOLTA FIRME. Uno spazio dunque che raccolga metodicamente e costantemente i link ai siti e alle pagine web che promuovano richieste democratiche di partecipazione dal basso, di maggiore trasparenza e coorenza politico-istituzionale. Aiutateci ad arricchire le segnalazioni inviandoci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1714" title="firma" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/12/firma-282x300.jpg" alt="firma" width="136" height="144" />Un saluto a tutti! Informiamo i lettori che stiamo per aprire una pagina dedicata ad APPELLI e RACCOLTA FIRME. Uno spazio dunque che raccolga metodicamente e costantemente i link ai siti e alle pagine web che promuovano richieste democratiche di partecipazione dal basso, di maggiore trasparenza e coorenza politico-istituzionale. Aiutateci ad arricchire le segnalazioni inviandoci una mail con all&#8217;interno il link summenzionato&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi aspettiamo!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Costruzione Asilo Nido a L&#8217;Aquila: servono fondi</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 00:26:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico&#8230; stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione per la ricostruzione di un asilo nido a L&#8217;Aquila per una cooperativa che aderisce al consorzio di solidarietà Con.Sol (www.Con.sol.it). Al momento l&#8217;asilo viene gestito in una tenda dove vengono tenuti 25 bambini fra gli 0 e i 3 anni. Fin&#8217;ora siamo riusciti a raccogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ricevo e pubblico&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione per la ricostruzione di un asilo nido a L&#8217;Aquila per una cooperativa che aderisce al consorzio di solidarietà Con.Sol (www.Con.sol.it). Al momento l&#8217;asilo viene gestito in una tenda dove vengono tenuti 25 bambini fra gli 0 e i 3 anni. Fin&#8217;ora siamo riusciti a raccogliere solo 53.000 € a fronte di una spese di 820.000 € (istituti bancari, fondazioni, ecc. se ne fregano altamente), pertanto chiederei a chiunque di voi/noi, di attivare, se possibile, tutte le possibili conoscenze per cercare di dare una mano a questi bambini&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a tutti, Carlo</p>
<p style="text-align: justify;">1. Referente del progetto: Ambientare (www.ambientare.net) rif. arch. Carlo De Pace &#8211; tel. 049_65.00.04 &#8211; mail: ambientare@ambientare.net</p>
<p style="text-align: justify;">2. Referente per L&#8217;Aquila: Consorzio di Solidarietà Con.Sol. v.le Europa, 13 &#8211; 66100 Chieti &#8211; tel 0872_ 86.06.36 rif. dott.ssa Chiara Nardecchia &#8211; mail: info@consolweb.it &#8211; web: www.consolweb.net</p>
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		<title>In diretta dal Convegno DEMOTOPIA a Venezia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:42:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[e-participation]]></category>

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		<description><![CDATA[In diretta dal Convegno &#8220;Demotopia: Cittadinanza digitale. Post-democrazia?&#8220;. Noi ci siamo e cerchiamo di portare la nostra esperienza per captare nuove piste e nuove opportunità&#8230; Segui il dibattito in diretta LIVE su: http://demotopia.ning.com/ Nello stesso sito anche materiali e la possibilità di interagire via chat con i partecipanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1660" src="http://www.come2discuss.net/wp-content/uploads/2009/11/ImmagineIncollata4.png" alt="" width="200" height="144" />In diretta dal Convegno &#8220;<em>Demotopia: Cittadinanza digitale. Post-democrazia?</em>&#8220;. Noi ci siamo e cerchiamo di portare la nostra esperienza per captare nuove piste e nuove opportunità&#8230; Segui il dibattito in diretta LIVE su: <a href="http://demotopia.ning.com/" target="_blank">http://demotopia.ning.com/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso sito anche materiali e la possibilità di interagire via chat con i partecipanti</p>
]]></content:encoded>
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