Diritti Umani e riduzionismo
Cosa sono i diritti umani? Penso sia una domanda interessante che merita una risposta, risposta che spero sia altrettanto interessante rispetto alla domanda.
Ci sono varie correnti di pensiero che definiscono i diritti dell’uomo, che ne delimitano i contorni e gli ambiti, personalmente trovo interessante l’ipotesi dei diritti umani come connaturazione. In un certo senso si tratta di un’ipotesi riduzionista che assimila i diritti all’essere umano e non li fa derivare dalla sua “umanità”. Andando più nel dettaglio si può dire che l’essere umano non acquisisce nuove diritti ex novo, ma vede (progressivamente?) riconosciute alcune sue prerogative che de facto sono insite ad esso in quanto essere.
Ne consegue che tutto ciò che viene considerato “diritto umano” non è un’estrinsecazione forzosa e, come molti pensano, spesso forzata, ma è in realtà un’espressione puramente umana della stessa umanità dell’uomo. Come si innesta in questo il riduzionismo? Partendo da una prospettiva come questa si può notare come i diritti oggetto di questa trattazione sono “riducibili” all’essere umano. Riducibili e non “riconducibili”, come si potrebbe ricondurre all’uomo una cosa che è già dell’uomo? Essi però posso essere ridotti all’uomo. Attenzione, in questa accezione che sto usando, “riduzione” non ha un significato negativo, anzi, questa parola assume una connotazione alta e valorizzante.
Per poterla capire bisogna andare a capire cosa si può intendere con riduzionismo. Per fare introduco la nozione di riduzionismo scientifico: con riduzionismo si intende l’assimilazione di una teoria T1 ad una teoria T2 che la ricomprende, la completa e la sviluppa andando a soppiantare la visione prima “limitata” della prima rispetto alla seconda.
Da questo punto di vista il ridurre i diritti umani alla “persona umana” rappresenta l’ampliamento dell’universo dell’umanità personale. La riduzione dei diritti all’uomo apre, in potenza e solo per chi è in grado di vederlo, nuove prospettive di riflessione e nuovi spunti di approfondimento, non in prospettiva scientista (una falsa pista che porta sempre sulle pericolose chine dell’applicazione di psuedo principi scientifici a questioni prettamente filosofiche), ma in prospettiva umanocentrica.
Dal mio punto di vista la connaturazione dei diritti umani all’uomo e la loro riduzione all’essere umano stesso è uno dei modi possibili per porre l’attenzione sull’uomo, sulla sua capacità e sul suo assoluto. L’essere umano come unità a sé stante originaria e non derivata dunque, con sue proprie prerogative native e non irraggiato da “aure” esterne.
Per rispondere dunque alla domanda iniziale, i diritti umani sono le espressioni della più vera umanità, con questa intendendo il nocciolo più profondo e troppo spesso tralasciato e calpestato dell’essere umano, inteso come essere assoluto a cui tutto è riducibile e connaturabile.
Giovanni















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