La deriva populistica della tv italiana

Mario Monicelli ad Annozero 06 Maggio 2010

La scintilla che mi porta a scrivere qualche nota sulla deriva populistica della tv italiana è stato il commento offerto dal regista Mario Monicelli nel corso della puntata di Annozero andata in onda ieri sera su Raidue. Mi piacerebbe chiarire un presupposto: quando discuto di politica cerco sempre di distinguermi dalla maggioranza degli italiani che, a mio modo di vedere, si limita a parlar male di tutto, facendo un gran minestrone. C’è da dire che, in fondo, posso anche dichiararmi d’accordo con alcuni argomenti toccati da Monicelli – a parte il fatto che qualcuno deve spiegarmi perché si finisce sempre per parlar male della Lega… Però ieri sera ha palesemente fatto discorsi da osteria, che qualunque ottantenne potrebbe fare. Anzi, li potrebbe fare chiunque, anche chi ha la quinta elementare. Quello che contesto è che Monicelli fondamentalmente non ha detto alcunché.

Io sulla tv di Stato, per di più su un programma che si dichiara controcorrente ma che in realtà è perfettamente allineato (coi suoi Travaglio, Santoro e ospiti che variano da puntata a puntata) con una parte politica ben precisa, non vorrei sentire questi commenti da bar detti da uno che è stato messo lì non certo per le sue competenze in campo politologico. I consensi riscossi qualche tempo fa dalla trasmissione “Raiperunanotte” hanno fatto credere ad una parte degli italiani che l’unica tv decente sia quella di Santoro. Peccato che un sedicente paladino della libertà d’informazione come lui, per distinguersi dal suo nemico giurato, Silvio Berlusconi, non proponga, a mio modo di vedere, un’informazione seria che parli dei veri problemi del Paese (per esempio la crisi del mercato del lavoro) ma tratti solamente temi quali, ad esempio, le escort che non solo rasentano il peggior gossip trasmesso su Italia1, ma vengono fatti passare per reati mentre spesso sono fatti totalmente privi di profilo penalmente rilevante. Il risultato è che in tv (sulla tv di Stato pagata coi soldi degli italiani: beh, in realtà sarei curioso di sapere a quanto ammonta l’evasione fiscale per quello che riguarda la voce “canone RAI”) vengono celebrati processi del piffero, senza contraddittorio alcuno e ricorrendo alla costruzione di teoremi che non stanno in piedi nemmeno da soli.

Io vorrei esperti di politica e di economia, gente che sappia anche non essere allineata ai partiti o agli interessi editoriali imperanti in questo Paese. Gente che faccia analisi avalutative, appunto. Gente capace di SPIEGARE, cioè gente che faccia sostanzialmente scienza politica e quindi gente che aiuti i giornalisti ad informare gli italiani in modo imparziale: l’oggetto in questione è la politica, allora parlino i politologi, no? Gli storici, gli economisti, no? Insomma, qualcuno che spieghi davvero cosa accade e perché accade, che vada alla ricerca delle ragioni che stanno dietro alla situazione di odio antropologico che c’è attualmente in Italia. Gente che non si limiti a dire “il Lodo Alfano è incostituzionale”. Lo capisce anche l’ottantenne che sta al bar o il ragazzino che va alle elementari che il Lodo Alfano è incostituzionale. Vorrei gente in grado (o forse dovrei dire “che ha coraggio”?) di spiegare agli italiani che Berlusconi vorrà pure difendere i propri interessi (ma chi non lo fa? Chi non lo ha fatto? Forse i politici di sinistra sono tutti angioletti? La politica è difesa dei propri interessi, per chi non lo avesse ancora capito, suggerisco di recarsi in un posto chiamato Utopia), ma cerca di difendersi da un accanimento giudiziario che è frutto di un disegno politico volto ad eliminarlo e che esiste fin dal 1994. Ovvero da quando questo personaggio ha spento i sogni del PCI-PDS (unico partito sopravvissuto, chissà come mai, a Tangentopoli) di governare finalmente in Italia. Questo è il vero motivo all’origine di tutti i mali odierni della politica. Alla Sinistra, in realtà, non gliene frega poi molto di Berlusconi: si accanisce contro di lui per partito preso, perché è l’uomo che le ha strappato il successo elettorale, cioè il governo politico del Paese.

La Sinistra ed i suoi giornali fanno riferimenti continui alle sue presunte conoscenze mafiose, alle sue scappatelle con le escort, fatto questo che costituisce, come ho detto, solo gossip, senza alcuna rilevanza penale (rimango allibito ogni volta che sento tutto questo moralismo, cioè quando mi vengono a raccontare che “lui è capo del governo e quindi certe cose non le può fare”: ma l’articolo 3 della Costituzione vale sempre e solo a targhe alterne?) e cantano le lodi di Gianfranco Fini, un personaggio che fino a qualche tempo fa era dipinto come un duce, come l’erede del fascismo. Personalmente, a me Fini non piace granché, ma sarei curioso di vederlo capo del Governo italiano per verificare se la Sinistra sarebbe così accomodante con lui come lo è nell’attuale congiuntura storica o se, come credo io, finirebbe per scagliarsi contro di lui in tutti i modi, con tutti i mezzi, alla stessa stregua, se non peggio, di quello che fa con Berlusconi da 15 anni.

Ho concluso.

Alberto Gasparetto

1 commento

  1. Cla Ude scrive:

    A me Monicelli che si incespica tra lira ed euro ha fatto sorridere. :)
    D’accordo che non è stato un intervento particolarmente incisivo, ma faccio fatica a distinguere tra il discorso da bar n.1 di “In Italia tutti i politici fanno i loro interessi” dal discorso da bar n.2 di “In Italia chi comanda sono magistrati e giornalisti”. Anzi, mi pare più realistico il primo che quantomeno è innegabile, mentre il secondo mi pare opinabile (e rischioso).

    Io non mi aspetto che un talk show televisivo “mi informi”: il talk show è un’arena di dibattito, come lo è questo blog; non è un telegiornale, non è un programma di inchiesta. Offre degli spunti, per l’appunto delle opinioni, proprio come le offre il tuo intervento che di sicuro non ha la pretesa di informare sui fatti, ma solo di condividere una posizione. Io non sono d’accordo con quello che dici, ma sarebbe una violenza impedirti di dirlo. Vorrei trovare qualcuno che abbia la faccia tosta di sostenere il contrario!

    Anche a me, per vari motivi, non piace la televisione italiana. Non mi piace la Rai (se non in terza serata) e non mi piace Mediaset. Odio “Sanremo” e “Studio Aperto” che trovo in-cultrali! Ma, a parte questo, so anche che un cittadino che davvero voglia essere informato, non siaspetta che lo faccia “Anno Zero” al posto suo, ma utilizza molti altri canali. Paura che “Anno Zero” deformi la mente dell’uomo medio italiano? Io ho più paura degli effetti collaterali de “Il Grande Fratello” più che di quelli di “Anno Zero”, il quale potrà anche creare una generazione di sinistroidi, ma ciò è di sicuro meno pericoloso della generazione di dementi formata dai reality show (alcun dato scientifico a riprova, è una mia opinione)! Chi ha delle opinioni le può cambiare nel tempo; chi non le ha…non le ha!

    Che nei talk show debbano intervenire solo gli scienziati politici mi pare riduttivo. Io dalla tv non voglio delle risposte. Non mi interessa che un “esperto” vada in televisione con la pretesa di “spiegarmi il mondo”. Chi può davvero spiegare il mondo e chiarire, entro i limiti del palinsesto ovviamente, i complicati meccanismi delle crisi economiche, dei comportamenti politici, degli intrighi giudiziari? Lungi il voler spiegare. Ben vengano le domande, i dubbi, gli spunti, tutto ciò che può stimolare una riflessione e la ricerca di canali informativi più completi della televisione.

    In ogni caso non ho ben capito il titolo. Se sia Monicelli ad aver colpa di questa “deriva populistica della tv italiana”. Sarebbe buffo! :)

Leave a Comment


Login with Facebook:
Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes