ott
28
2009
2

LA PROPOSTA DI SEZANO

«La proposta di Sezano» è un appello per l’inclusione dell’acqua nell’Agenda dei negoziati sul Cambiamento Climatico che si terranno a Copenhagen (Danimarca) dal 7 al 18 dicembre 2009. Firmato da numerosi rappresentanti italiani di base di altrettante confessioni religiose e tradizioni morali (buddisti, sikh, musulmani, ebrei, cristiani di varie confessioni…) per le quali l’acqua è sacra come sacra è la vita, «l’appello è una vera novità culturale e interreligiosa, non solo a livello italiano», sottolinea Riccardo Petrella, docente di economia all’Università di Lovanio, promotore del Contratto mondiale dell’acqua e, in questi giorni, docente dell’Università del Bene Comune. Si tratta infatti di una «proposta» nata a Sezano, sulle colline di Verona, nell’ambito dei corsi organizzati dalla Facoltà dell’Acqua dell’Università del Bene Comune e dall’Associazione Monastero del Bene Comune, presso l’antico Monastero di Sezano.

É possibile sottoscrivere l’appello scrivendo a lapropostadisezano@gmail.com
o visitando il sito www.lapropostadisezano.it

APPELLO
«LA PROPOSTA DI SEZANO»

PER L’ACQUA NELL’AGENDA DEI NEGOZIATI DI COPENHAGEN SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Noi, cittadini abitanti in Italia, espressione di credenze religiose e tradizioni morali diverse, accomunati dalla condivisione del grande valore del diritto universale ad una vita umanamente e socialmente dignitosa per tutti, nel rispetto del grande patrimonio comune costituito dall’insieme di tutte le specie viventi, siamo convinti che è venuto il tempo, per l’Umanità, di concretizzare il «buon vivere insieme» a livello globale e planetario, condividendo, a tal fine, la consapevolezza che l’acqua rappresenta oggi il campo di vita più critico e più strutturante del divenire dell’Umanità,

CHIEDIAMO

  1. che la problematica dell’acqua sia inclusa, in quanto tale, nell’agenda dei negoziati della Conferenza di Copenhagen (COP 15). Il più grande negoziato mondiale in corso sul divenire dell’Umanità e della vita del pianeta non può essere centrato soltanto sui problemi energetici. Per più di tre miliardi di esseri umani il problema principale oggi è l’alimentazione, l’accesso all’acqua, la salute. Un accordo sul clima deve includere anche l’acqua, la terra, la salute;

  2. che il «Trattato di Copenhagen» approvi il principio di dare il via ai lavori di definizione e di approvazione di un Protocollo Mondiale sull’Acqua da definire nel periodo 2010-2012. Le basi scientifiche e tecniche necessarie per tale Protocollo esistono grazie all’immenso lavoro compiuto dalle Agenzie delle Nazioni Unite nel corso degli ultimi 30 anni sul piano delle conoscenze, analisi, dati, strumenti di misurazione e di valutazione, esperienze concrete;

  3. che la Conferenza di Copenhagen riconosca l’urgenza di un Patto Mondiale per l’Acqua da porre sotto l’egida delle Nazioni Unite, concretizzato nel Protocollo, sottolineando a tal fine la necessità per la Comunità internazionale di disporre di uno strumento efficace di azione e di cooperazione mondiale quale una «United Nations Water Authority», dotata di autonomia nei confronti dei grandi interessi economici, finanziari e commerciali privati e dei paesi più forti nel campo dell’acqua.

Promotori (ordine alfabetico): RELIGIONE BUDDHISTA – SRI LANKA; RELIGIONE CRISTIANA (Chiesa Anglicana, Chiesa Apostolica Italiana, Chiesa Cattolica romana, Chiesa Luterana, Chiesa Metodista, Chiesa Valdese, Chiesa Ortodossa Romena, Chiesa Ortodossa Russa), RELIGIONE EBRAICA, RELIGIONE ISLAMICA, RELIGIONE SIKH, TRADIZIONE AFRICANA ANIMISTA, TRADIZIONE AFROBRASILIANA, TRADIZIONE ANDINA

Per approfondimenti vedi il bell’articolo di Anna Pozzi, sul numero di ottobre di Jesus, e l’intervista a padre Alex Zanotelli

Written by Daniele in: Appuntamenti, Diritti Umani |
ott
21
2009
2

Pubblica un tuo scritto universitario

Un saluto a tutti!!! Dopo qualche tempo ritorniamo a prendere in mano l’organizzazione di questo blog e a sviluppare le opportunità di interazione e di arricchimento dei contenuti. A tal proposito è da qualche tempo possibile archiviare nei materiali contenuti nel BOX (raggiungibile dalla colonna di destra) scritti universitari che avete prodotto durante i vostri anni di studi e che desiderate rendere fruibili da tutti. Per pubblicare un documento scrivete a come2discuss @ gmail . com (togliendo gli spazi aggiunti all’indirizzo in funzione anti-spam) e allegate il file che desiderate magari aggiungendo una vostra breve presentazione. A breve renderemo disponibile un file excel contenente la griglia completa (periodicamente aggiornata) dei contributi.

Vi aspettiamo e.. aiutateci a divulgare l’iniziativa!

Written by admin in: Generale, Informazione |
ott
15
2009
2

Manifestazione Acqua Bene Comune a Belluno 24 Ottobre 2009

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.

Invito tutti i lettori e frequentatori di questo blog alla manifestazione per l’acqua bene comune che si terrà il 24 ottobre 2009 alle ore 15.00 (piazza stazione) a Belluno in difesa dei fiumi (paradigmatico La Piave fiume più sfruttato d’europa) e per il consolidamento della gestione pubblica e non mercificatoria del bene acqua oltre che per la sua definizione come diritto inalienabile di tutti gli esseri viventi. La manifestazione è promossa dal comitato popolare acquabenecomune di belluno, al quale aderiscono trasversalmente: Cai, Italia Nostra, Legambiente, wwf, uffici diocesani (nuovi stili di vita e cultura di montagna, centro missionario), Cgil, associazioni di volontariato e culturali, pescatori etc.

Serve la partecipazione sentita di molti (i numeri fanno la differenza!!!!)… chi partecipa si vesta con almeno un indumento azzurro, teatralizzeremo infatti l’acqua… il corteo vorrebbe impersonificare l’acqua che scorre, saltella e si libera. La conclusione della maniFESTAzione si terrà a Borgo Piave (in riva al piave) con momenti di teatro arte musica e dibattito.

Per ulteriori info: www.acquabenecomunebelluno.info

Emiliano Oddone

ott
10
2009
2

Morto per religione

Desidero segnalare un articolo di Lorenzo Cremonesi che ho letto sul Corriere della Sera Magazine di questa settimana. Racconta la storia di un ragazzo pachistano di 20 anni che “amava, ricambiato, una ragazza musulmana, è stato salvato dal linciaggio con l’arresto. Ma dal carcere non è più uscito vivo. E un padre francescano attacca: «L’hanno torturato, contro di noi c’è una vera persecuzione»”.

Link sul sito del Corriere:

http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_07/morto-di-religione-lorenzo-cremonesi_f73e6760-b355-11de-b362-00144f02aabc.shtml

ott
08
2009
2

Traffico web registrato dal 2001 al 2008

Segnalo una notizia, a mio avviso sconcertante, di cui non si parla molto…

Navigatori spiati per 7 anni

Da Repubblica.it

Written by marco in: Diritti Umani, Informazione |
ott
06
2009
2

L’inopportunità del quorum strutturale

Per ciò che riguarda le leggi ordinarie dello Stato, l’ordinamento giuridico della Repubblica italiana non prevede referendum di tipo confermativo, bensì il solo istituto del referendum abrogativo. L’articolo 75 Cost. istituisce due tipi di quorum affinché la proposta soggetta al referendum venga approvata. Il primo è detto strutturale o di partecipazione: la consultazione referendaria è valida solo se vi prende parte la metà più uno degli aventi diritto. Il secondo è detto deliberativo o funzionale e riguarda l’esito della consultazione stessa: la proposta “passa” se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.
La previsione del quorum strutturale è posta, quindi, a tutela della garanzia di validità del referendum. In sostanza, si vuole assicurare una partecipazione elevata o, comunque, sufficientemente rappresentativa del corpo elettorale in maniera tale che l’eventuale approvazione sia il riflesso di un principio di democrazia, la volontà della maggioranza.
Il problema è che il funzionamento di questo tipo di quorum finisce per giocare a favore di chi “rema contro”, cioè di chi ha promosso la legge che si vuole abrogare. E ciò per un motivo – di cui tra poco si dirà – che ha a che fare col corrispettivo negativo della partecipazione: l’astensione. L’esperienza storica in Italia ha una serie assai numerosa di casi in cui il referendum è fallito a causa del mancato raggiungimento del quorum partecipativo.
Veniamo dunque all’astensione. Solitamente, quando se ne parla occorre tener conto di due dimensioni: quella di tipo fisiologico, di coloro che preferiscono “andare al mare” o “stare a casa” (cioè l’astensione dei disinteressati) e quella di tipo organizzato, tipica di chi non prende parte alla consultazione allo scopo di far saltare il quorum partecipativo. Il primo tipo di astensione è ineliminabile. Il secondo, invece, può essere aggirato se venisse abolito il quorum partecipativo.
Certo, le critiche nei confronti di tale proposta non mancano. In tal modo, infatti, l’esito favorevole della deliberazione potrebbe essere espressione di una minoranza e ciò, direbbero alcuni, contrasterebbe con lo spirito democratico della nostra Costituzione e del nostro ordinamento giuridico. In teoria, questa osservazione è ineccepibile. Tuttavia, data l’ineliminabilità di un’astensione fisiologica, l’astensione organizzata verrebbe spazzata via e i gruppi sarebbero costretti ad indirizzare la scelta o a favore o contro la proposta oggetto di deliberazione e quindi il rischio paventato in teoria non troverebbe espressione pratica.
In conclusione, l’eliminazione del quorum strutturale va vista come una misura orientata a tutela di chi promuove il referendum e il cui spirito è quello di instaurare una competizione fra i contendenti finalmente ad armi pari.

Alberto Gasparetto

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