25 settembre 2009 – Clandestino Day a Padova
Ricevo e pubblico.
Nessuno è illegale!
Diciamo NO al decreto sicurezza
Diciamo NO al reato di clandestinità
Non deve essere reato vivere in un paese diverso da quello in cui si è nati! Non si può diventare criminali il giorno del diciottesimo compleanno o finendo gli studi, solo per essere figlie e figli di persone nate altrove!
Nessuno è illegale…
… al lavoro. Far dipendere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro è un vero ricatto che si ripercuote su TUTTI i lavoratori e TUTTE le lavoratrici. Con il decreto sicurezza si costringono i migranti ad occupare il posto più basso nella gerarchia sociale e, nello stesso tempo, si mostra agli italiani che c’è qualcuno al di sotto di loro. Si scatena una “guerra fra poveri” dal carattere razzista per nascondere il continuo processo di precarizzazione delle condizioni lavorative di TUTTI, non solo dei migranti.
… alle frontiere. Rifiutiamo i respingimenti in mare e la detenzione arbitraria nei centri di identificazione ed espulsione in Italia e in altri Paesi, come la Libia. È criminale sostituire la legge del mare con provvedimenti che condannano le persone alla morte per fame, sete, annegamento.
… in città. Telecamere, ronde e esercito non fanno sentire nessuno più sicuro. Abbiamo bisogno di piazze e strade piene di persone, di riappropriarci degli spazi d’incontro.
… in ospedale. Se qualcuno, temendo di essere denunciato o espulso, rinuncerà a farsi curare, metterà a repentaglio non solo la sua salute ma quella di TUTTI.
… a scuola. La scuola italiana è stata luogo di educazione alla conoscenza e all’accettazione dell’alterità, ma ora rischia di diventare uno strumento che nega ai giovani stranieri qualsiasi prospettiva per il futuro e che insegna agli studenti italiani la paura del diverso e la difesa di un’identità nazionale o locale di chiara matrice razzista.
… all’anagrafe. Le madri sprovviste di documenti non possono iscrivere i propri figli all’anagrafe e quelle senza passaporto non possono neanche riconoscerli, rischiando così di vederseli portare via.
L’erosione dei diritti tocca in modo particolare gli uomini e le donne migranti, ma si estende a TUTTA la popolazione. La condizione di ricatto e invisibilità sociale cui sono costretti coloro che non hanno documenti validi va risolta con l’estensione a TUTTI – autoctoni e migranti – degli stessi diritti.
Contro il reato di clandestinità. Libertà di movimento per tutte e per tutti!
Coordinamento “Nessuno è Illegale”















1 commento
Mi dispiace dover polemizzare, in effetti mi viene quasi da sorridere perchè ormai ognuno di noi due sa come la pensa l’altro. Il reato di clandestinità non equipara il clandestino ad un criminale. Anche i principali Paesi del Mediterraneo Francia e Spagna hanno adottato norme simili.
Far dipendere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro non è ricatto, è una norma di sicurezza intelligente. Il problema è semmai un eventuale intervento della politica affinché chi entra in Italia trovi un lavoro, un impegno affinché le cose avvengano il prima possibile nell’interesse dell’immigrato. questo nessuno lo dice perché ottiene molta più risonanza dipingere l’immigrato come una vittima dello strapotere di un governo ritenuto razzista. Ripeto che anche la socialistissima Spagna ha adottato provvedimenti simili.
Sulla presenza di telecamere, ronde ed esercito sono d’accordo con te, anche secondo me sono solo una campagna pubblicitaria e sono d’accordo sulla funzione delle piazze – luogo di aggregazione sociale – come luogo di “controllo sociale” (anche se non elimina il problema della criminalità).
In ospedale il problema della denuncia è stato creato dalla sinistra. Il testo legislativo non parla di obbligo come affermano quelli di sinistra, ma parla di facoltà (e son due cose totalmente diverse); inoltre l’eventuale lista di clandestini che venisse stilata rimarrebbe interna al Servizio sanitario nazionale (come misura di sicurezza) e non verrebbe comunicata all’autorità giudiziaria, come i soliti settori di sinistra han fatto credere anche in tv.
La storia della scuola non la capisco…ma vi sembra che ci sia razzismo? A me sembra il contrario, ci sono classi dove gli italiani sono 1 su 20…non il massimo se vogliamo l’integrazione.
Sulla possibilità di estendere a tutti migranti e cittadini italiani gli stessi diritti io ho qualche perplessità. Finchè si tratta di diritti fondamentali sono d’accordo, ma il resto dei diritti va discusso, altrimenti entriamo in una prospettiva secondo la quale tutti i diritti sono fondamentali. Ad esempio, per quello che riguarda i dirittti politici: sono d’accordo con la proposta di legge bipartisan (che ho solo orecchiato) per l’allargamento della cittadinanza, però avrei delle riserve per come noi italiani siamo trattatati in trentino alto adige, dove possiamo ottenere il voto amministrativo solo dopo 4 anni. Siamo italiani a casa nostra ma di fatto siamo trattati come stranieri…quindi è giusto pensare agli stranieri, ma anche qui dietro ci sono interessi politici ed elettorali di quel gruppo (specie di sinistra) o di quel politico (vedi Gianfranco Fini) a propagandare un’idea avente una forte presa popolare, ma nessuno parla della situazione di profonda disparità che vede noi italiani trattati appunto come stranieri in T.A.A.