Maxi-premio per i dirigenti della Regione Veneto di più alto livello

Riporto un articolo tratto da “Il Gazzettino”:

Veneto. Per la Regione la crisi non c’è
Maxi-premio da 15mila euro ai dirigenti

La giunta ha deciso di assegnare ai manager di più alto
livello un bonus pari al 10% dello stipendio. Sindacati infuriati

di Alda Vanzan

Delibera numero ottantacinque: favorevoli, contrari, astenuti? Gli assessori veneti presenti alla consueta riunione di giunta del martedì mattina ascoltano la relazione del collega al Personale Flavio Silvestrin  qualcuno a penna aggiunge nella casella bianca la cifra che ancora mancava e che Silvestrin comunica, quindi alzano tutti la mano.Delibera approvata all’unanimità: i tredici massimi dirigenti della Regione Veneto adesso possono portare a casa il premio di risultato per il 2008. Mica bazzecole: il premio ammonta, per ciascuno, al 10% del relativo stipendio. Il massimo consentito.

A spanne, sono 15mila euro a testa per il 2008. I beneficiari sono tredici. Il segretario generale della Programmazione Adriano Rasi Caldogno. I segretari delle dieci segreterie regionali, da Loris Costantini degli Affari generali a Giancarlo Ruscitti della Sanità. Il dodicesimo è il capo del Gabinetto del governatore, Francesco Dotta. L’ultimo, l’avvocato coordinatore dell’Avvocatura regionale Ezio Zanon.

Sono alcuni degli stessi massimi dirigenti che, sul finire dell’anno scorso, erano stati esentati dal decreto Brunetta: potevano ammalarsi senza preoccuparsi delle decurtazioni di stipendio per ogni giorno di assenza per malattia. Un esonero durato poco, visto che lo stesso ministro alla Funzione pubblica era intervenuto richiamando il governatore Galan: «La legge è uguale per tutti». E, in quel caso, la giunta aveva fatto marcia indietro.

Adesso, i dirigenti ritornano sotto i riflettori per i premi di risultato. La tabella allegata alla delibera che l’assessore presenta ai colleghi di giunta porta tutti i nomi, ma ha uno spazio in bianco. Lì va indicata la percentuale, è la giunta che deve stabilire l’entità del premio: quanti soldi, cioè, assegnare a questi massimi dirigenti. I riferimenti normativi sono due, entrambi del 2001. Il primo è quello che ha rideterminato il trattamento economico di questi dirigenti “stabilendo altresì la possibilità di riconoscere agli stessi un’eventuale retribuzione aggiuntiva di risultato, per ciascun dirigente e per anno, fino a un massimo del 10% sulla base della valutazione annuale compiuta dalla giunta regionale”.

La norma è chiarissima: il premio di risultato non è un obbligo, è una possibilità. E il 10% è il tetto massimo. La proposta che l’assessore al Personale avanza ai colleghi di giunta, e che i colleghi di giunta approvano, è di attribuire il premio di risultato per il 2008 e di quantificarlo nella misura massima: a tutti il 10%.

Ma con che criteri? A leggere la delibera pare di capire che i dirigenti hanno presentato una relazione e sulla base di quella relazione hanno avuto il premio. Recita la delibera: “L’attività svolta dai segretari regionali nel corso dell’anno 2008 è valutata sulla base di una relazione avente ad oggetto le attività svolte nel corso del medesimo anno. In considerazione di tali indicazioni, anche procedurali, sono state acquisite le relazioni di ciascun dirigente le segreterie, del segretario della giunta regionale, del capo di Gabinetto del presidente e dell’avvocato coordinatore dell’Avvocatura regionale, per cui, tenendo conto delle attività realizzate e dei risultati conseguiti, si propone di assegnare a ciascuno dei summenzionati dirigenti la percentuale, indicata nell’allegato elenco, della relativa retribuzione annuale”.

Evidentemente, le relazioni di questi dirigenti, riferite a se medesimi, devono essere state più che esaurienti per portare la giunta di Giancarlo Galan a confermare il premio e a quantificarlo pure nella misura massima. «Mancanza di rispetto», protesta Pietro Levorato, il segretario della Uil-Fpl che a suo tempo già aveva tuonato contro la delibera, poi corretta, che esonerava i massimi dirigenti della Regione Veneto dall’osservanza del decreto Brunetta relativo alle assenze per malattie.

Levorato annuncia, adesso, un’altra valanga di volantini contro l’assegnazione dei premi. «È una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i dipendenti regionali che prendono uno stipendio di 1200 euro al mese – dice il sindacalista – ed è anche una presa in giro: c’è la crisi, a tutti vengono chiesti sacrifici, ma ai massimi dirigenti che percepiscono stipendi annuali che superano i 100mila euro si assegnano pure i premi». Levorato ricorda che, sul fronte del personale, in Regione ci sono due trattative aperte: «Ci avevano detto che non ci sono soldi per i lavoratori e allora noi avevamo detto che, se mancano le risorse, devono mancare per tutti. In pratica – dice il segretario della Uil – avevamo chiesto di non procedere all’assegnazione dei premi ai dirigenti regionali e neanche ai direttori delle Ulss. E invece hanno premiato i pochi, soliti noti».

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