feb
23
2009
2

Sui Binari della Giustizia La vita della gente e la Compagnia Vale do Rio Doce lungo la Ferrovia di Carajás

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Sui Binari della Giustizia è il contributo italiano a Justiça nos Trilhos (www.justicanostrilhos.org), campagna internazionale lanciata nel 2007 che sta mettendo in rete le realtà in cui opera la Vale do Rio Doce (seconda compagnia mineraria al mondo). Partendo dalla realtà del “corridoio del Carajás” sta raggiungendo vari paesi del mondo che vivono le stesse contraddizioni. L’obiettivo della campagna è triplice: ottenere eque indennizzazioni per tutte le violazioni commesse da Vale do Rio Doce lungo la propria ferrovia, forzare le operazioni di compensazione ambientale assunte come impegno, ristabilire un fondo di sviluppo per l’intera regione (basato su una quota fissa annuale proporzionale ai guadagni della compagnia, gestito da un consorzio di municipi e movimenti sociali locali, simile al “Fondo di Sviluppo Carajas”, che esisteva prima della privatizzazione di Vale avvenuta nel 1997).

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Di seguito tutti i dettagli della vicenda e della campagna, un approfondimento sugli “Oltraggi di Vale” a cura del Centro Nuovo Modello di sviluppo  (AIUTATECI A DIVULGARE I DOCUMENTI) e un video riassuntivo.

Dettagli campagna e storia:

Gli oltraggi di Vale“:pdf-ico_40

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Written by Daniele in: Diritti Umani, Informazione |
feb
21
2009
3

Paolo Barnard – Palestina: Capire Il Torto (2) – TRASCRIZIONE dell’intervento

Di seguito in pdf la trascrizione dell’intervento di Paolo Barnard pubblicato IN QUESTO POST qualche tempo fa. (leggi il documento direttamente dalla finestra di sotto, oppure utilizza la funzione FULL SCREEN cliccando il tasto in alto a destra)

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feb
17
2009
2

Chavez : istruzioni per i fan

Quando lo vidi avviarsi alla guida del Venezuela, ne rimasi affascinato. Certamente non è mai stato un moderato, ma parlava della necessità di un mondo diverso, del bisogno di opporsi al potere assoluto degli USA sulla scena mondiale. La critica forte agli organismi finanziari internazionali; l’idea di un polo finanziario sud americano, una sfida per l’economia del terzo millennio; il tentativo di rispondere alla dottrina unica del liberismo. Poi i primi dubbi, che mi sono sorti nel dicembre del 2007, quando propose un Referendum sulla sua politica e la sua persona, chiedendo di poter essere perennemente rieletto e di rivedere le disposizioni di legge in materia di proprietà privata.
Fu un test notevole per il Venezuela e per la sua democrazia; lo fu per i suoi cittadini, che pur essendo in larga parte con Chavez gli votarono contro. Il Presidente accettò il risultato delle urne, ottenendo il plauso della sinistra alter-mondista, che poteva finalmente provare al mondo che Chavez fosse un uomo democratico.
Certo la sua figura (e la sua politica) è rimasta controversa, come dimostrano gli ammiccamenti con Putin e l’oscuramento di una TV privata, Radio Caracas Televisión (sua forte oppositrice). Infine l’uso della decretazione d’urgenza per 18 mesi all’inizio della sua nuova legislatura.
Oggi, Chavez ha ottenuto la maggioranza sul suo Referendum, ed ha avuto accesso a nuove candidature, senza più doversi fermare a limiti di elegibilità. Il Referendum, tuttavia, ha escluso le revisioni sulla proprietà privata.
Nel paese, resta un opposizione divisa e una sinistra con qualche dubbio sulla figura del leader.
Il tutto in un paese che, secondo quanto riportato dal rapporto di Amnesty del 2008, vede ancora problemi di sicurezza interna; rischi per alcuni difensori dei diritti umani particolarmente critici nei confronti del Governo (come José Luis Urbano, critico rispetto alle politiche educative e sociali, oggi sotto protezione ma senza aver visto risultati nelle indagini sui suoi attentatori); le tante denuncie di esecuzioni extragiudiziali da parte di esponenti delle Forze dell’ordine (arrestati solo in un limitato numero di casi), che fa il paio con la mancata riforma delle stesse; l’assenza di controlli sulla circolazione delle armi.
Intanto, tuttavia, il Governo si sta impegnando in piani per contrastare la violenza sulle donne.
Chavez, agli occhi dell’opinione pubblica mondiale appare essere ancora un personaggio poco gradito.
Certamente piace molto a una parte della sinistra, la quale tuttavia non dovrebbe, a parere dello scrivente, accontentarsi di un Presidente con qualche mancanza di troppo.
Se Chavez vuole veramente rappresentare un punto di riferimento per chi ritiene che “un altro mondo è possibile”, deve fare di più sul fronte della democrazia, del pluralismo e dei diritti.
Soprattutto, occorre che i suoi stessi sostenitori si sforzino nel chiedere di più a questo personaggio, certamente affascinante e, sicuramente, tra i protagonisti dei prossimi anni a livello globale

Il terzo millennio, insomma, si è ormai affermato essere all’insegna della richiesta, delle cosiddette “basi”, di uno scatto in più ai propri leader o aspiranti tali. E non è detto che ciò sia necessariamente un male, anzi….

Written by rawls in: Generale |
feb
13
2009
2

Dialoghi di pace…

Riceviamo e pubblichiamo…


Volevo segnalare questo blog: http://gaza-sderot.blogspot.com ; è scritto da 2 amici, un palestinese del campo profughi Sajaia di Gaza, che si firma peace man, ed un israeliano di sderot, che si firma hope man. è un tentativo secondo me stupendo e commovente di capirsi, da una parte all’altra del fronte, di fornirsi notizie vere e non manipolate come quelle dei media di entrambi i lati, e di far capire ciascuno alla propria gente e a quella “avversaria” che anche “il nemico” ha i suoi stessi problemi, e vuole la pace..

Written by admin in: Informazione, Posta in arrivo |
feb
09
2009
3

sana e robusta costituzione

L’opinionismo è un male di cui il nostro paese è affetto da molto tempo; qualche tempo fa il giornalista Marco Travaglio scriveva, in un suo famoso libro, “si prega di abolire i fatti per non disturbare le opinioni”.
Insomma, sono una persona convinta che le opinioni vadano date con moderazione, solo dopo essersi ben documentati. Difficile parlare di meri principi, l’etica è sempre relativa.
Eppure, oggi, l’uomo che governa, legittimamente, il paese in cui sono nato, ha detto che la Costituzione italiana è frutto del bolscevismo, che le intelligenze che hanno partorito la Carta, erano fuorviate da sentimenti partigiani criminali .
Mi sono sentito spogliato.
E’ difficile spiegare alle persone di cosa mi sia sentito spogliato, perché mi sono reso conto del fatto che, a molti, è parso del tutto normale. E’ parso normale mettere in discussione 60 anni della nostra vita; è parso normale mettere in discussione ciò che ha permesso alla nostra quotidianità di essere vissuta.
In pochi istanti, un uomo che ha giurato di governare nel rispetto dei principi della Carta, ha negato il valore della Carta stessa, ha negato il suo stesso giuramento; ha negato, implicitamente, le leggi che da quella Carta sono scaturite.
Seguendo il suo ragionamento, ogni cosa è illegittima, è bolscevica.
Se ci pensate, ogni nostro gesto quotidiano, avviene grazie alla Costituzione: l’ospedale in cui si nasce e si muore, esiste in base alla Costituzione (art. 32) ; le Scuole e le Università esistono perché il diritto all’istruzione è garantito dalla Costituzione (art. 34); ogni cittadino italiano lavora in base a dei diritti perché è sempre la Costituzione a prevederlo (art.1 e art. 4) .
Tutto questo, il nostro vivere, crescere, morire, sarebbe bolscevismo. Il diritto di impresa (art. 41) sarebbe bolscevismo. Nemmeno comunismo, bolscevismo.
Persino la lotta alle mafie sarebbe bolscevismo…..
Ora capisco perché il Premier teme il pericolo comunista; perché lui, e solo lui, ha capito che fino ad oggi siamo vissuti nel bolscevismo.
Certamente non occorre sprecare del tempo, per ricordare che questo paese non è mai stato governato dai comunisti (tantomeno dai bolscevichi); forse converrebbe ricordare che i comunisti (filo-sovietici e non) sono stati parte della Costituente, non hanno mai sovvertito l’ordine democratico ed hanno accettato sempre il responso delle urne (l’esatto contrario dei bolscevichi).
Io sono di sinistra, ma non ho mai ritenuto la Costituzione una mia proprietà; ho sempre voluto che essa fosse la Carta di tutti gli italiani (persino di quelli che, avendo fatto parte della Repubblica di Salò, hanno combattuto perché la Carta non nascesse mai).
Non occorre sprecare tempo per ricordare queste cose. Occorre impiegare tempo, per far capire a molti che, se continuano a distanziarsi dalla Carta, i diritti in essa contenuti, un giorno, si distanzieranno da loro.
Ecco, ho espresso la mia opinione, ho espresso un principio, puro e semplice, e non mi sembra vero.
Mi ero dimenticato che, sebbene l’etica sia relativa, la verità va comunque difesa.
La verità ha molte facce, appartiene a tutti noi. Si chiama Costituzione della Repubblica Italiana.

Written by rawls in: Generale, Informazione, Varie |
feb
08
2009
3

Facebook pronto a vendere i dati degli utenti per ricerche di mercato

MILANO – Facebook ha in progetto un’idea per il mercato dei meta-dati prodotto dai suoi utenti. Il social network avrebbe intenzione di sfruttare l’enorme mole di dati in suo possesso attraverso la creazione di una serie di banche dati utili alle aziende per realizzare ricerche di mercato. A prima vista nulla di trascendentale, nulla di nuovo sotto il cielo. Le aziende – scrive il Guardian – potranno sottoporre ricerche specifiche per la creazione di nuovi prodotti e campagne pubblicitarie mirate. Ma stiamo parlando di Facebook. Al World Economic Forum di Davos, Randi Zuckerberg, sorella del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, ha dimostrato come sia possibile ricevere feedback in tempo reale da tutti gli utenti iscritti. Un sistema di sondaggi molto più rapido che abbatte i costi delle ricerche tradizionali. L’azienda che ha già venduto ad alcune società questo nuovo sistema di sondaggi si aspetta un 2009 particolarmente intenso.

DATABASE – Facebook contiene copia di un enorme mole di dati personali che gli utenti ogni giorno immettono sulla piattaforma. Quindi di uno dei data base più interessanti in circolazione (celibe? sposato? gay?). Un insieme molto complesso di intime emozioni, idiosincrasie, legami in divenire. Un mondo vivo e in movimento a cui gli utenti partecipano in modo volontario. Non solo freddi dati alfanumerici. Ma un microcosmo che in vitro può scatenare nuove e inaspettate reazioni, con ricadute spesso anche al di fuori del suo campo artificiale. In due parole: vita reale.

IL BOOM – Facebook è il social network che nell’ultimo periodo è cresciuto più di tutti gli altri con circa 150 milioni di iscritti (150 lingue da 170 nazioni). L’Italia è il sesto Paese al mondo per numero di partecipanti, si parla di una cifra attorno ai 5 milioni di utenti.

SONDAGGI COMMERCIALI – Certo, gli user di Facebook accettano le condizioni d’uso imposte dalla società quindi sono prontamente avvisati della gestione dei dati che via via inseriranno online. Non solo, i partecipanti possono anche guandagnare qualcosa attraverso appositi servizi pubblicitari. La maggior parte degli iscritti è contenta di sperimentare questa nuova forma di opinione pubblica digitale e quindi anche di sondaggio commerciale (il rovescio della medaglia). Ma l’ambiguità secondo cui Facebook e gli altri strumenti simili siamo tendenzialmente gratuiti rimane. Nel mondo del Web 2.0 quasi nulla in realtà è spassionatamente gratuito. La moneta di scambio siamo noi, la nostra cultura personale e il vasto insieme delle connessioni amicali, amorose, sociali. Il punto non è evitare l’uso ma saper valutare il peso di questo scambio, esplicito o tra le righe che sia.

(da www.corriere.it – 3 febbraio 2009)

Written by Daniele in: Informazione, Varie |
feb
06
2009
8

… .. …

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Written by fabiana in: Generale |
feb
05
2009
2

Paolo Barnard – Palestina: capire il torto

PENSO POSSA STIMOLARE IL DIBATTITO.


PAOLO BARNARD: “Ho già scritto, da anni, che: Solo quando l’opinione pubblica occidentale saprà cosa è accaduto in Palestina dal 1897 al 1951, capirà di chi è il grande torto nel conflitto – capirà che il Grande Terrorismo è israeliano, e che il terrorismo palestinese è REAZIONE a decenni di orrori sionisti – capirà che i palestinesi hanno RAGIONE, e che la loro reazione di violenza è oggi solo esasperazione convulsa per tanta indicibile ingiustizia. E l’opinione pubblica occidentale a quel punto fermerà il conflitto. Ma all’opinione pubblica occidentale nessuno mai racconta cosa è accaduto in Palestina dal 1897 al 1951. Dobbiamo farlo noi, voi. Come?

Ascoltate il mio racconto in sette parti su Youtube , dal titolo ‘Palestina: capire il torto‘ (SOTTO). E DIVULGATELO, con ogni mezzo, anche solo fornendo il link. Fatelo però con le persone comuni, più che potete, con il popolo del TG1, del TG4, per intenderci. Sarà l’inizio della salvezza della Palestina, perché “… oggi la gente non tollera più la barbarie, e la Storia ci dimostra che quando la scopre si attiva per porle fine” –   Noam Chomsky

Written by Daniele in: Informazione |
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