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	<title>Commenti a: Lettera dal Congo</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
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		<title>Di: Federico</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2008/11/lettera-dal-congo/comment-page-1/#comment-15695</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 11:31:22 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti,
sono Federico, avevo participato alla prima tornata di osservazione elettorale nel 2006, a Rutshuru.
Da tre mesi lavoro a Bunia con l&#039;Ong Cesvi. Non potrò quindi partecipare a iniziative in Italia, ma magari potrò passarvi qualche informazione da qui se vi saranno utili. Vi do comunque un mio punto di vista personale.
Nel mondo si presta attenzione solo alla crisi in Nord Kivu (e anche il vostro appello si riferisce alla pace nel Kivu), ma in realtà  si sono aperti anche due altri fronti in Congo negli ultimi mesi. Proprio a sud di Bunia, nel territorio di Irumu, è spuntato fuori un nuovo gruppo ribelle, fusione di vecchi gruppi, che si chiama Front Populaire pour la Justice au Congo (FPJC): ha conquistato diversi villaggi, poi si è ritirato, e ha compiuto numerosi saccheggi. In un attacco agli inizi di ottobre sono arrivati a 8 km dal centro della città . Ancora più a nord, vicino alla città  di Dungu, quasi al confine col Sudan, le milizie della Lord&#039;s Resistance Army (LRA) hanno raso al suolo diversi villaggi, compiuto massacri, e rapito diverse centinaia di bambini per usarli come schiavi o soldati da prima linea. 
E&#039; vero che la crisi in Nord Kivu è la più grande, ed è probabilmente l&#039;unica che sta mettendo in pericolo la stabilità  regionale. Però anche le altre crisi sono comunque molto gravi: si parla (cifre molto aleatorie) di circa 250.000 sfollati in Nord Kivu, 100-150.000 a sud di Bunia, e 50.000 attorno a Dungu. E gli attacchi dell&#039; LRA sono ben più violenti di quelli del CNDP o del FPJC.
Qui a Bunia siamo in molti convinti che si potrà  parlare di pace nel Congo solo se tutti i conflitti e le crisi vengono presi in considerazione e risolti, e che il dovere della comunità  internazionale è di assistere tutte le vittime, e non solo quelle più &quot;mediatiche&quot;.
In bocca al lupo per le vostre iniziative
Federico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti,<br />
sono Federico, avevo participato alla prima tornata di osservazione elettorale nel 2006, a Rutshuru.<br />
Da tre mesi lavoro a Bunia con l&#8217;Ong Cesvi. Non potrò quindi partecipare a iniziative in Italia, ma magari potrò passarvi qualche informazione da qui se vi saranno utili. Vi do comunque un mio punto di vista personale.<br />
Nel mondo si presta attenzione solo alla crisi in Nord Kivu (e anche il vostro appello si riferisce alla pace nel Kivu), ma in realtà  si sono aperti anche due altri fronti in Congo negli ultimi mesi. Proprio a sud di Bunia, nel territorio di Irumu, è spuntato fuori un nuovo gruppo ribelle, fusione di vecchi gruppi, che si chiama Front Populaire pour la Justice au Congo (FPJC): ha conquistato diversi villaggi, poi si è ritirato, e ha compiuto numerosi saccheggi. In un attacco agli inizi di ottobre sono arrivati a 8 km dal centro della città . Ancora più a nord, vicino alla città  di Dungu, quasi al confine col Sudan, le milizie della Lord&#8217;s Resistance Army (LRA) hanno raso al suolo diversi villaggi, compiuto massacri, e rapito diverse centinaia di bambini per usarli come schiavi o soldati da prima linea.<br />
E&#8217; vero che la crisi in Nord Kivu è la più grande, ed è probabilmente l&#8217;unica che sta mettendo in pericolo la stabilità  regionale. Però anche le altre crisi sono comunque molto gravi: si parla (cifre molto aleatorie) di circa 250.000 sfollati in Nord Kivu, 100-150.000 a sud di Bunia, e 50.000 attorno a Dungu. E gli attacchi dell&#8217; LRA sono ben più violenti di quelli del CNDP o del FPJC.<br />
Qui a Bunia siamo in molti convinti che si potrà  parlare di pace nel Congo solo se tutti i conflitti e le crisi vengono presi in considerazione e risolti, e che il dovere della comunità  internazionale è di assistere tutte le vittime, e non solo quelle più &#8220;mediatiche&#8221;.<br />
In bocca al lupo per le vostre iniziative<br />
Federico</p>
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