ott
31
2008
3

Quadro completo della riforma universitaria (legge 133/2008) e possibili forme di opposizione giuridica

Segnalo di seguito un interessante dossier sulla Legge 133/2008 (riforma universitaria, e non solo, Gelmini-Tremonti) redatto dal tavolo di studio del Polo Carmignani Occupato di Pisa. Per approndire il quadro normativo, i punti della riforma e le preoccupanti prospettive che lascia intravedere (chiaramente), consiglio di leggere tutto il documento pdf (in fondo), di cui di seguito riportiamo soltantanto la parte propositiva orientata a ricercare e suggerire le modalità  più opportune ed efficaci di risposta e opposizione ad un progetto così bieco.


POSSIBILI FORME DI OPPOSIZIONE GIURIDICA

In questa ultima sezione accenniamo ad alcune possibili forme giuridiche che potrebbero essere percorse, parallelamente alla mobilitazione, per disinnescare, almeno parzialmente, alcuni dei nefasti e
ffetti della legge 133. Auspichiamo di poter approfondire questo aspetto nelle prossime settimane, avvalendoci dei contributi di quei docenti e ricercatori che già  si sono resi o si renderanno disponibili a collaborare con noi, ed a sostenerci nel nostro percorso di lotta.

Referendum abrogativo: il referendum abrogativo è disciplinato dall´articolo 75 della Costituzione, dove si dispone che per la sua indizione sono necessarie 500 mila firme o la richiesta da parte di 5 Consigli regionali. Esso non è ammesso su 5 materie, fra le quali le leggi tributarie e di bilancio. Per essere valido, è necessario il raggiungimento di un quorum, la cui soglia è fissata al 50% + 1 degli aventi diritto al voto per la Camera dei Deputati. Percorrere la strada del referendum abrogativo presenta numerose difficoltà.

Innanzitutto esso potrebbe essere richiesto soltanto su quegli articoli della legge, riguardanti l´Università  e la Ricerca, che non hanno natura economica o finanziaria. Altrimenti la proposta di referendum rischierebbe di essere dichiarata inammissibile dalla Corte Costituzionale, che è chiamata ad un previo controllo di ammissibilità . Questo, in pratica, significa che sarebbe possibile abrogare alcuni punti dell´articolo 16, per quanto riguarda la facoltà =obbligo di trasformazione in fondazioni, ma che non sarebbe assolutamente ammissibile un referendum che incida sui tagli o sul blocco del turn over (21).

Inoltre da oltre 15 anni nessun referendum abrogativo riesce a raggiungere il quorum. Se da un lato convocare un referendum sarebbe un´ottima strategia per catalizzare l´attenzione dell´opinione pubblica su questi problemi, e portare avanti una massiccia campagna di contro-informazione, dall´altro il probabile mancato raggiungimento del quorum potrebbe provocare un effetto boomerang. Ricordiamo a questo proposito il referendum sulla legge che regolamentava la procreazione medicalmente assistita. Coloro che non condividevano le istanze dei referendari non hanno invitato a votare no, ma ad astenersi, cooptando, in questo modo, tra le loro fila, tutta quella consistente parte di elettorato cosiddetto passivo, che non partecipa mai al voto referendario, indipendentemente dal quesito. Dopo l´inevitabile fallimento del referendum, le forze che lo osteggiavano hanno potuto far passare l´idea che il popolo italiano fosse favorevole alla legge sulla P.M.A., nonostante tutti i sondaggi di opinine in merito indicassero inequivocabilmente il contrario. Lo stesso rischio si correrebbe anche per un eventuale referendum sulla 133.

Legge di iniziativa popolare: la proposta di legge di iniziativa popolare è disciplinata dall´articolo 71 della Costituzione, che prevede la possibilità  di presentare al Parlamento una proposta di legge, purché sia accompagnata da 50 mila firme. Se essa viene inserita all´ordine del giorno, il Parlamento è chiamato a pronunciarsi sul provvedimento. Questo percorso presenta il vantaggio di poter cancellare l´intera legge 133, perché non sono previsti vincoli sulle materie che possono essere coinvolte da questo tipo di iniziativa popolare. Inoltre, essa non è soltanto abrogativa, ma permetterebbe addirittura di sottoporre al voto parlamentare una vera e propria riforma del sistema universitario, decisa dal basso e condivisa da coloro che l´Università  la vivono in prima persona.Tuttavia, questa iniziativa sarebbe destinata al fallimento con una certezza ancora maggiore di quella del referendum abrogativo. Se anche la proposta riuscisse a superare lo scoglio della calendarizzazione in aula (22), essa verrebbe votata dalla stessa maggioranza parlamentare che sostiene il governo, e che ha approvato la legge 133. Anche in questo caso sarebbe possibile sfruttare il clamore che si creerebbe attorno a questa iniziativa per attirare l´attenzione dell´opinione pubblica sul problema, e per fare informazione al riguardo. Dobbiamo inoltre sottolineare come, a differenza del caso di referendum abrogativo, in questo caso l´effetto boomerang di una mancata approvazione della legge andrebbe a colpire soltanto una classe politica che si dimostrerebbe, una volta per tutte, sorda alla voce popolare.

Rifiuto dei tagli: un professore di diritto tributario ci ha suggerito un´ultima possibilità , per il momento in forma di bozza, ma con l´impegno di approfondire la questione nei prossimi giorni. L´idea è che gli atenei potrebbero chiedere una maggiore contribuzione rispetto ai fondi previsti, e rifiutarsi di subire i tagli imposti dal governo. A questo punto si andrebbe in giudizio, e sarebbe possibile richiedere al giudice di sollevare la questione di costituzionalità  della legge. Dato che la questione è molto delicata e complessa, non siamo ancora in grado di dare maggiori informazioni in merito.

(21) A questo proposito, un gruppo di ricercatori e docenti di Giurisprudenza si è attivato per analizzare le possibili formulazioni dei quesiti referendari, in modo che possano superare il vaglio della Corte Costituzionale.

(22) La decisione spetta ai presidenti delle camere, entrambi provenienti dalle fila dell´attuale maggioranza. Inoltre, finora mai nessuna proposta di legge di iniziativa popolare è mai stata inserita nell´ordine del giorno di uno dei due rami del Parlamento.

DOSSIER COMPLETO:

ott
31
2008
2

Agli Studenti ed alle loro Famiglie

L´Università  di Padova desidera mettere al corrente le famiglie dei propri studenti circa la posizione dell´Ateneo in merito alle misure assunte dalla cosiddetta “manovra d´estate” che prevede, tra l´altro, fortissime limitazioni al turn over, tagli pesanti dei finanziamenti agli Atenei di oltre 400 milioni di euro l´anno a partire dal 2010..
Il blocco del turn over del personale docente e tecnico-amministrativo (verrà  assunto solo un docente o un tecnico-amministrativo su cinque che andranno in pensione) e la riduzione del Fondo per il Finanziamento Ordinario con cui il bilancio dello Stato finanzia gli Atenei, avranno gravissime conseguenze sul funzionamento delle Università , impedendo così l´assunzione dei giovani, il nostro più prezioso capitale umano, facendo inevitabilmente crescere la “fuga dei cervelli” all´estero.
Il Governo tende a giustificare tagli così massicci e brutali all´Università  – “suicidi” li ha definiti la prestigiosa rivista inglese “Nature” nel suo ultimo numero – asserendo che l´intero sistema universitario è al collasso e soffre di una crisi irreparabile. Ma così, procedendo con tagli decisi in modo indifferenziato per tutti gli Atenei, il Governo finisce per generalizzare un giudizio negativo che non è giusto colpisca allo stesso modo Atenei che in realtà  sono oggi in situazioni tra loro molto diverse. Vi sono Università  che in questi ultimi anni non hanno fatto buon uso dell´autonomia gestionale e di bilancio ed altre, come Padova, che hanno invece il bilancio perfettamente sano e sono ai primissimi posti nelle classifiche nazionali degli Atenei.
Vero è che già  l´Italia investe in formazione e ricerca molto meno che altri Paesi europei. La percentuale di spesa universitaria rispetto alla spesa pubblica totale per servizi è in Italia di 1,6, contro il 2,9 della UE e le risorse pubbliche per l´istruzione superiore sono pari allo 0,9% del Prodotto interno lordo contro una media OCSE dell´1,5% e di 1,3% per l´Europa dei 19.
Il rischio concreto è di privare il nostro Paese della risorsa preziosa rappresentata da una rete di università  pubbliche e insieme di ledere i principi, sanciti dalla nostra Costituzione, dell´autonomia universitaria, della natura prevalentemente pubblica della formazione universitaria e della possibilità  per i “capaci e meritevoli anche se privi di mezzi” di accedere ai più alti gradi dell´istruzione.
L´Università  di Padova, pur nella consapevolezza della difficile situazione economica e finanziaria del nostro Paese, non può accettare in alcun modo che si affossi il sistema universitario italiano, andando a colpire indistintamente tutti gli Atenei, senza una valutazione nel merito e senza che i tagli delle risorse pubbliche agli Atenei avviino una pur necessaria riqualificazione della spesa.
L´Università  di Padova è dunque decisamente in disaccordo con provvedimenti legislativi che rischiano di demolire il nostro sistema universitario, che tagliano i fondi con la mannaia in una decapitazione di massa, e non operano invece col bisturi del chirurgo, capace di guarire eliminando le parti ammalate. Per questo il Senato Accademico ha chiesto ai docenti dell´Ateneo di ribadire agli studenti gli aspetti fortemente negativi di questi provvedimenti, di sviluppare, nelle forme e nelle modalità  che ciascuna Facoltà  riterrà  più opportune, azioni di protesta che abbiano come scopo la sensibilizzazione dell´opinione pubblica e dei cittadini, ma senza interruzioni prolungate delle lezioni che farebbero solo il danno degli studenti, mettendo in atto altre iniziative, come lo svolgimento di lezioni in piazza, che illustrino i motivi dell´agitazione in corso in gran parte delle Università  italiane.
L´Università  di Padova fa appello all´opinione pubblica perché comprenda che il futuro dei giovani e della loro formazione, cui tante famiglie sono interessate, è oggi in pericolo, e con questa lettera agli Studenti e alle loro Famiglie intende realizzare il primo momento di una più ampia campagna di informazione e di sensibilizzazione che chiarisca la vera realtà  del sistema universitario italiano e getti luce sui rischi gravissimi che derivano da tagli indiscriminati, in assenza di ogni iniziativa di valutazione, con la conseguenza certa dapprima di far lievitare in modo notevole le tasse studentesche e, nel seguito, di causare danni irreparabili ad un settore fondamentale per il futuro del Paese con una “cura da cavallo” che provocherà  la morte certa del paziente invece che assicurarne la guarigione.

Il Rettore
Vincenzo Milanesi

Padova, 28 ottobre 2008

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ott
27
2008
2

… e l’acqua?

Senza nulla togliere all’importanza della mobilitazione di questi giorni contro la riforma Gelmini, riporto di seguito un articolo comparso il 21 ottobre scorso sul quotidiano l’Unità . Quatto quatto il governo manovra i suoi interessi, o quelli di pochi, all’insaputa dei più…

Per approfondire: http://www.acquabenecomune.org

L’Unità  – 21 ottobre 2008

LEGGE. Anche Tremonti si dice d’accordo, ma una norma dello scorso agosto prevede entro il 2010 la privatizzazione dei servizi idrici locali.

L’ACQUA NON è UNA MERCE, MA UN DIRITTO DI TUTTI

Di Emilio Molinari*

II Ministro Tremonti, intervistato dal Corriere della Sera, parla di valori simbolici e spirituali che rendono I’acqua insostituibile, da cui zampilla la vita stessa … “Acqua e Cibo, non sono da abbandonare alla logica del profitto privato … non sono problemi di sola tecnologia, risolvibili con la scienza, ma sono i problemi della politica e della morale … l’efficienza economica ha poco o nulla a che fare con il soddisfacimento dei bisogni primari … ” Sono Ie parole del movimento dell’ acqua, di migliaia di cittadini e di centinaia di sindaci, impegnati nell’impedire la messa sul mercato di questo bene comune e la privatizzazione dei servizi idrici. Stanno scritte in una legge d’iniziativa popolare, firmata da 400.000 cittadini e consegnata al parlamento nel 2007, nella quale i servizi idrici non sono di carattere economico, ma nello spirito dell’ art. 43 della Costituzione, stanno nella sfera dell’interesse generale, da gestire pubblicamente. Bene sig. Ministro: lei ci conferma nelle nostre convinzioni, anche quando mette in guardia dall’idea che il mercato sia la risposta alla domanda di Diritti fondamentali. Ha detto cose che nessun politico italiano ha finora pronunciato, ma e in grossa contraddizione con il suo molo. Il 6 Agosto, la legge 133 presentata dal suo Governo e votata all’unanimità  dal parlamento, ha definito tutti i servizi pubblici locali compreso I’acqua, di carattere economico, ha reso obbligatorio per Comuni, Province e ATO, privatizzare, entro il 31 Dicembre del 2010, tutti i servizi pubblici locali del nostro paese, compresi i servizi idrici. Tutti i servizi pubblici tolti alla gestione degli enti locali e consegnati a poche SPA italiane, a banche e a due multinazionali francesi. E’ un fatto storico che merita una discussione pubblica. L’acqua diventa una merce quotata in borsa: ACEA, JRIDE, HERA, A2A, SUEZ, VEOLIA, le loro fusioni, le banche e “i fondi” domineranno il mercato idrico e dei servizi, italiano. Ma se i Comuni non gestiscono più, beni comuni e servizi essenziali, se si cancella un pezzo di storia dei municipi e delle municipalizzate, cosa diventa la democrazia? E i sindaci? Giocheranno in borsa con derivati e i titoli spazzatura, venderanno il territorio per fare cassa, gestiranno la paura e l’ordine pubblico? Questo non è interesse generale e primato della politica, di cui lei parla. Che senso ha parlare di “svolta storica del federalismo fiscale” senza beni comuni, senza servizi pubblici da gestire da parte delle comunali locali? Sig. Ministro si stanno intrecciando tre crisi che rischiamo di diventare una terribile crisi di civiltà .
-La crisi economica e finanziaria.
-La crisi delle risorse, di cui Acqua e Cibo sono i paradigmi più evidenti (un miliardo di profughi idrici e 820 milioni di contadini della sussistenza cancellati.)
-La crisi della democrazia, che nasce dalla paura di questo miliardo di assetati e affamati e dalla privatizzazione della politica e delle istituzioni prigioniere della borsa e delle lobby economiche e criminali.
Il crollo finanziario altro non e che il fallimento delle privatizzazioni e della idolatria dell’Efficienza, Efficacia, Economicità  del privato e del mercato. E’ una catastrofe da anni 30 si e detto, ma dell’ubriacatura delle privatizzazioni nessuno fa cenno. Allo Stato, al quale si e chiesto di ritirarsi dall’ economia, al denaro pubblico, introvabile per riparare reti idriche, fare sanità , scuola, servizi essenziali, si chiede di salvare I’economia dell’azzardo, affermando il primato dell’investitore su quello del cittadino. Miliardi, che richiederanno nuovi tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni, un ulteriore declino della partecipazione. Non pretendo di formulare proposte per la crisi in atto, resto sul terreno da lei indicato: acqua, e cibo. Ricordare gli anni 30 però, dovrebbe far pensare ad nuovo New Deal e ad un nuovo Welfare, di investimenti pubblici per servizi essenziali gestiti localmente, in modo partecipato dai cittadini, con i quali rilanciare l’occupazione.
Sig Ministro, in molte parti del mondo sull’acqua, si sono puntati dei solidi picchetti: in America Latina le Costituzioni dichiarano l’acqua non mercificabile, la municipalità  di Parigi se ne riprende la gestione, la Svizzera la dichiara monopolio di Stato, il Belgio, I’Austria, I’Olanda, persino negli USA, I’acqua e pubblica. L’acqua non e un bene di carattere economico, lei l’ha confermato, ma coerenza vuole che almeno:
- si scorpori il servizio idrico dalla legge 133 e si apra una discussione sui servizi di interesse generale (art 43 della Costituzione) e sulla legge di iniziativa popolare del movimento.
-si intervenga con un piano di investimenti pubblici per rinnovare l’intera rete idrica italiana che disperde il 35% della preziosa acqua.
-si chieda all’Europa di predisporre un Fondo pubblico per portare acqua potabile e per I’ alimentazione di base, nel Sud del mondo.
- si partecipi al Forum Mondiale dell’Acqua di Istanbul 2009, dichiarando che I’acqua e un diritto umano, da sottrarre alle multinazionali.
C’e un’ altra crisi in atto sig. Ministro ed e quella dei linguaggi “virtuali” che la politica adotta e che non coincidono mai con i fatti e la realtà . Anche questo e un pericolo per la democrazia.

* Presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’ Acqua

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Written by Daniele in: Diritti Umani, Informazione |
ott
23
2008
2

Dalla Carovana Missionaria della Pace 2008 – NODO DI ERTO

Un video riassuntivo, breve ma efficace, su quanto è stato svolto ad ERTO (PN), Valle del Vajont, durante la Carovana Missionaria della Pace 2008. Un grazie a Giulio per il lavoro…

ott
21
2008
2

22.10.08 – Verona – Incontro con Serge Latouche e Christoph Baker: «IL TRAMONTO DELLO SVILUPPO ECONOMICO: COME DECRESCERE BENE E CON CALMA»

Mercoledì 22 ottobre, alle ore 18, nella Chiesa di San Nicolò all´Arena, incontro pubblico con Serge LATOUCHE, economista, filosofo. Con lui: Christoph BAKER, visionario, scrittore.

Tema:
«IL TRAMONTO DELLO SVILUPPO ECONOMICO: COME DECRESCERE BENE E CON CALMA»

«Dobbiamo liberare l´immaginario, reso schiavo da un feticcio portatore di sventure: la parola sviluppo. Bisogn dire ai politici che, rinunciando alla mistica della crescita, non perderanno elettori, al contrario. Far capire alla gente che, scegliendo la decrescita, non torneranno all´età  della pietra, ma solo alla gioia di vivere. I poteri forti ci ricattano, tengono in ostaggio la nostra immaginazione. Ci dicono che con la decrescita scenderà  su di noi la tristezza di un´infinita quaresima. Non è vero niente. Invertire la corsa ai consumi è la cosa più allegra che ci sia». (Serge Latouche)
«Il lavoro è diventato una condanna, dentro un sistema che fa del profitto e del consumo gli unici scopi della vita. La velocità  e l’arrivare primi sono diventati un mito distruttivo. Le persone non hanno più tempo per le emozioni, i sentimenti, le relazioni, il pensiero, la memoria, la festa, la vita! Non è assurdo tutto questo? Non ci si dovrà  liberare, ritornando a quei ritmi che la natura suggerisce?». (Christoph Baker)
«Lentius, profundius, suavius» (più lento, più profondo, più dolce) al posto di «citius, altius, fortius» (più veloce, più alto, più forte), il motto olimpico diventato legge suprema ed universale di una civiltà  in espansione illimitata (Alexander Langer).
L’incontro è aperto a tutti, e si è scelto l’orario pomeridiano per favorire la presenza dei giovani, degli anziani, di chi ha impegni familiari. La chiesa di San Nicolò è dietro l’Arena, ed è meglio raggiungerla a piedi o in bici, che è già  un modo per entrare nel vivo della decrescita…

Info: Movimento Nonviolento – via Spagna, 8 – Verona

tel. 045.8009803 – Fax 045.8009212 – sito: www.nonviolenti.org

Written by Emilia in: Appuntamenti, Varie |
ott
08
2008
2

Padre Teresino Serra: Il mondo è diviso in due stanze…

Dio é contento – Carovana Missionaria della Pace

Il sermone più significativo, la predica più bella l’avete fatta voi, carovanieri: avete camminato, sudato, faticato e pregato per liberare la parola, la parola della verità  di Dio. Siamo qui per ringraziare Dio e voi tutti“. Sono le parole con cui p. Teresino Serra, superiore generale dei Comboniani, ha iniziato la sua omelia, conclusiva della Carovana nella Basilica delle Tre Fontane a Roma.

Roma, 5.10.2008

DIO E’ CONTENTO: vi vede come una famiglia e vi ringrazia.
" Avevo fame e vi siete accorti di me.
" Avevo sete di fratellanza, di verità  e di libertà  e vi siete accori di me.
" Ero solo, non avevo nessuno e vi siete accorti di me.
" Ero giovane, spensierato. Avevo 19 anni e… a 19 anni hanno fermato la mia vita. Vi siete accorti che il mio sangue era rosso e sacro come quello di tutti. Mi avete accompagnato nel giorno del mio funerale. Vi siete accorti di me. Vi ringrazio.
" Ho attraversato il deserto. Ho attraversato il mare con un gommone in cerca di un pezzo di pane e di dignità  e vi siete accorti di me. Ciò che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me, dice il Signore.

DIO E’ CONTENTO: Forse vi hanno preso per matti, per idealisti, sognatori dell’impossibile, fannulloni. Non siete i primi! Quel giorno di Pentecoste, giorno dell’esplosione dello spirito i primi apostoli vennero sbalzati fuori. Dissero subito: “E’ mattino presto e sono già  ubriachi!” Erano ubriachi di Dio e della verità  di Dio. Ubriachi del Dio della verità , della parola libera, della vita.
E sbalzati fuori s’incontrarono subito con la sofferenza, con uno storpio. Gli disse Pietro: “Non ho né oro né argento, ma quello che ho te lo do. Ti do la parola che libera. In nome di Cristo, alzati, risorgi, torna alla vita ( Atti 2 e 3)-

DIO E’ CONTENTO: avete predicato il “bello creato da Dio”. il mondo è bello, la gente è bella, e la vita deve essere bella per tutti.
Dio ha creato la luce per tutti.
Dio ha creato l´aria per tutti.
Dio ha creato l´acqua per tutti, e il cibo per tutti e terra per tutti.
Dio ha creato il mondo rotondo… senza angoli per privilegi inutili o differenze. Noi abbiamo creato gli angoli privilegiati e abbiamo diviso il mondo: 1°° mondo " 2°° mondo – 3°° mondo e 4°° mondo. E, dato che ci siamo, facciamo anche il quinto mondo, il mondo dei furbi e degli avvoltoi che vogliono dividersi il mondo che è di tutti. La divisione e l’esclusione non sono gradite a Dio. Sono il fallimento dell’amore e della fratellanza e della convivenza. Lo disse anche Benedetto XVI, nella sua seconda via Crucis, citando Mons. Angelo Comastri: “Il mondo, infatti, è composto di due stanze: in una stanza si spreca e nell´altra si crepa; in una si muore di abbondanza e nell´altra si muore di indigenza; in una si teme l´obesità  e nell´altra si invoca la carità . Perché non apriamo una porta? Perché non formiamo una sola mensa? Perché non capiamo che i poveri sono la terapia dei ricchi? Perché siamo così ciechi? Perché il silenzio che uccide?“.

DIO E’ CONTENTO: Ha partecipato in questa carovana missionaria della pace, perché anche Lui vuole la parola libera. Per liberare la parola ha mandato i suoi uomini, i suoi profeti di ogni tempo. Uno di loro Amos gridò: Dio ruggisce come un leone (Am 2, 6-8) perché avete venduto i poveri per un paio di sandali e avete rubato loro il necessario per vivere e li avete calpestati come la polvere della terra. Ma c’é sempre qualcuno che vuole imprigionare la parola. C’è sempre un Amasia, il cappellano del Re Geroboamo e sacerdote di Betel. Denuncia il profeta: “Amos è pericoloso. Sta mettendo il popolo contro di te”. Poi vuole cacciare Amos: “Allontanati da questa città , va a profetizzare altrove , perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno”. E Amos risponde: Non sono profeta né figli di profeta. Sono un pastore e un povero contadino. Ho solo obbedito al Dio che mi ha mandato a difendere i poveri. Questo é il mio posto e qui rimango” ( Amos 7, 10-15).

DIO E’ CONTENTO: e ci vuole missionari insieme. Questa carovana ci ha uniti: missionari di diversi istituti missionari, diocesani, sacerdoti e consacrati e consacrate, uomini e donne di buona volontà , Vescovi (molti di loro ci hanno benedetto e incoraggiato) e Laici. Passiamo le montagne, i mari, gli oceani e i deserti e accompagniamo tutti i missionari e missionarie, partiti ad altre terre per incontrarvi Dio o le tracce di Dio… quel Dio occupato e preoccupato delle lacrime di chi soffre piange e muore.
Preghiamo perché i nostri missionari e missionarie diano l’aiuto più bello: il dono di sé. E non lasciamoli soli. Preghiamo con i missionari martiri di tutti i tempi e di questi giorni. Un bel grazie per i missionari, orgoglio della Chiesa di Cristo.

DIO E’ CONTENTO: Crede in noi. E’ contento, ma esige: liberate la parola e sconfiggete l’indifferenza. L’indifferenza é la piaga del nostro tempo. “L’indifferenza é peggio dell’odio”, scrisse Madre Teresa di Calcutta. E Graam Green: “Odiami o amami ma risparmiami la tua indifferenza”. In questa terza guerra mondiale che stiamo vivendo, l´indifferenza è l´arma più potente. . Anche il nostro silenzio sarà  giudicato, quel silenzio che non difende la verità . Saremo giudicati anche per le parole non dette al momento giusto. Ma, anche se c’è indifferenza, c’è anche tanto bene. Anzi il bene sta vincendo, il bene è più abbondante come è più abbondante il grano che la zizzania nel campo della vita (Mt 13). Il bene è silenzioso, come l’acqua che penetra la terra e produce frutti.

CAROVANA MISSIONARIA DELLA PACE significa
" Credere nel bene e tu sei bene.
" Credere nella speranza e tu sei speranza.
" Credere nell’amore e tu sei amore.
" Credere in Dio e tu sei somiglianza di Dio.
C’é un episodio significativo nel 1°° capitolo del libro di Geremia: si tratta della prima visione di Geremia. I tempi erano difficili: nell’aria c’erano segni di invasioni, attacchi e quindi paura di distruzione, fame, disperazione e morte. Dio domanda a Geremia: cosa vedi?
" Vedo un mandorlo in fiore!
" Hai visto bene. Hai visto la speranza e non ti sei spaventato del pericolo imminente. Hai visto la speranza, forza di vita. Il mandorlo é segno di speranza. E’ il primo albero a fiorire. Spesso fiorisce d’inverno.

DIO E’ CONTENTO: Continuiamo il cammino. La strada è ancora lunga.
SEGUIMI, dice il Dio della vita.
SEGUIMI, dice il Dio della verità 
SEGUIMI, dice il Dio dei crocifissi dei nostri tempi
CAMMINIAMO CANTANDO INSIEME IL SALMO DELLA SPERANZA:
“Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero, egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie degli empi”. (Salmo. 146).
E cantando riprendiamo il cammino. Buon proseguimento. Buon viaggio.

p. Teresino Serra

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