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	<title>Commenti a: La Storia Delle Cose</title>
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	<description>Informarsi è il primo passo per agire</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 11:06:09 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Daniela</title>
		<link>http://www.come2discuss.net/2008/05/la-storia-delle-cose/#comment-12995</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 08:40:41 +0000</pubDate>
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		<description>Riporto quanto segue. Penso possa essere utile a specificare alcune cose e a stimolare la riflessione...

&lt;strong&gt;IL CONTRIBUTO DELLA CHIMICA SOSTENIBILE AD INTERVENTI DI DISINFESTAZIONE GARANTI DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL'AMBIENTE&lt;/strong&gt;

Tre messaggi, per prima cosa, un messaggio agli scienziati, un messaggio ai politici, un messaggio ai cittadini: 
 
PER GLI SCIENZIATI: 
Quando si affrontano problemi come questi, in cui gli aspetti emotivi sono elevati, è ovvio che bisogna essere disponibili a sentire l’opinione di tutti, quindi ci vuole una integrazione culturale. Noi siamo una società che tende a disarticolare la cultura, perché così ciascuno si governa la sua parte e non si interessa di quello che succede altrove. Dobbiamo invece avviarci verso una società in cui la cultura si integra.

PER I POLITICI:
Quello che vorrei raccomandare ai politici, è di cercare di coinvolgere nella partecipazione il cittadino, molto più di quanto non si faccia  adesso. Discutiamo di visione deterministica, di visione olistica dell’ambiente, ma se andiamo ad esaminare, né l’una  né l’altra sono visioni democratiche perché sia l’una che l’altra escludono la partecipazione. Allora, anziché fare dibattiti su quale sia  la visione più corretta, vorrei che si facessero dibattiti su quali siano le forme per coinvolgere maggiormente i cittadini in scelte di quella che è una dotazione, l’ambiente, che non appartiene né a me, né a te, né a lui, ma appartiene a tutti e di cui tutti rispondiamo.

PER I CITTADINI:				
La terza raccomandazione vorrei farla invece ai cittadini: cioè, non riteniate che la scienza sia qualcosa che passa sopra le vostre teste, perché, se così è, da parte di qualcuno, c’è una grande Comunità che vuole interagire con la società, e vuole comunicare con la società, facendo presente quello che si fa, quello che si può fare e mettendo a disposizione della società quelli che sono i risultati e le competenze.

Detti questi tre messaggi, pochissimi concetti, se volete, di chimica, ma che renderò quanto più possibile semplici. 

La prima cosa che vorrei portare alla vostra attenzione è che parlare di tossicità di una sostanza senza abbinarla ad altri due concetti che sono la degradabilità e l’accumulabilità, è praticamente rendere il problema solo parziale, perché, voi vi rendete conto che, tra una sostanza tossica che si degrada ed una sostanza tossica che non si degrada, c’è una differenza. Se poi la sostanza tossica che non si degrada si accumula anche, ovviamente andiamo verso una situazione di estremo rischio che non si ha nel caso, invece, che la sostanza si degradi o non si accumuli. 
Quindi, dobbiamo abituarci a considerare il concetto di tossicità abbinato, ad una valutazione di degradabilità e accumulabilità.

Seconda questione: interpretazione di quello che succede quando sostanze tossiche vengono a contatto con l’ambiente. 
Vi confesso che il discorso è molto chiaro. Noi chimici parliamo di reazioni di Lewis, ma sostanzialmente si tratta di abbinare accettori elettronici con donatori elettronici: quando avviene l'interazione, segue la reazione e quindi il danno. Perché il danno? Perché questa reazione interferisce con quello che è il funzionamento normale del sistema biologico che risulta danneggiato.
Ora, gli insetticidi, gli erbicidi, i pesticidi, contengono tutti un elemento (fosforo, azoto, fluoro, quello che sia), che è chiaramente un donatore elettronico, quindi è chiaro che nel nostro organismo tutti i sistemi accettori elettronici interagiscono. I metalli che sono alla base di molti sistemi enzimatici sono degli accettori elettronici, ecco che viene fuori una reazione che va a perturbare i normali sistemi enzimatici che sono quelli sulla base dei quali funziona il nostro organismo

La terza questione: accanto a questa inibizione enzimatica, che deriva dall’interazione, abbiamo altri due effetti pericolosi che sono l’accumulo in organi bersaglio, in quanto il nostro organismo si difende con dei filtri. 
I filtri, come sapete, sono sostanzialmente il rene e il fegato, parzialmente il polmone, e questi sistemi-filtro, se c’è un accumulo, ovviamente, accumulano e quindi sono quelli destinati maggiormente a subire dei danni.
E poi c’è lo stress ossidativo di cui tutti ci dimentichiamo e che invece è importante, perché queste sostanze, di cui si smaltisce nell’ambiente una quantità variabile a seconda delle funzioni, sono sostanze che, con la luce solare, che contiene una componente ultravioletta, producono delle reazioni di fotodegradazione i cui risultati sono radicali liberi. 
I radicali liberi sono specie chimiche molto aggressive che producono il cosiddetto stress ossidativo e l'invecchiamento organico. 

Questi sono i tre problemi reali e qui vi faccio vedere che, con il Dipartimento di Urologia della Sapienza abbiamo fatto uno studio su persone ammalate di tumore, andando a verificare negli organi qual’era la composizione chimica di questi organi. Abbiamo rilevato, per esempio, che, i metalli pesanti come il cadmio, il piombo, erano presenti in concentrazioni notevoli all’interno di questi organi colpiti da tumore. E, viceversa, venivano a mancare i metalli essenziali che sono il rame e lo zinco, che sono la base di molti enzimi, quindi si aveva uno spostamento dei metalli essenziali da parte di quelli tossici, il che ovviamente, danneggia l’organo colpito. 

Perciò, l’accumulo in organi bersaglio, le reazioni di Lewis accettore – donatore e  i radicali liberi, quindi lo stress ossidativo, sono le tre tipologie di danno da cui ci dobbiamo guardare.

&lt;strong&gt;LA CHIMICA: LA SCIENZA PER IL CITTADINO&lt;/strong&gt;

A me dispiace, ve lo confesso, da chimico, vedere scritto, sentire: i composti chimici, le sostanze chimiche, l’ambiente chimico…… L’aggettivo chimico sembra usato in queste espressioni a indicazione di un qualcosa di negativo, quasi che fosse colpa della chimica che esistono certi composti, certe sostanze, certi ambienti. 
Vi vorrei far capire che la chimica non è così negativa e ve lo spiego con due, tre casi semplicissimi:

LA CHIMICA DELLE SOSTANZE NATURALI

Oggi si è parlato di oli essenziali, di essenze, ma gli oli essenziali e le essenze, non è che vengono prodotti dalla pianta o così, utilizzati con la bacchetta magica. C’è dietro tutto un lavoro di individuazione, estrazione, purificazione che è soltanto chimica, quindi, quei risultati sono il prodotto di un lavoro chimico molto positivo, però nessuno ha detto trattamento chimico, estrazione chimica, mentre tutti dicono: pesticidi chimici, sostanze chimiche. Allora vorrei che ci fosse un po’ di equilibrio. 

LA CHIMICA VERDE

Oggi avrete sentito parlare di questa parola magica. Anche questa non la amo troppo, perché la chimica verde presuppone che poi ci sia una chimica non verde e io non sono del parere che esistano tante chimiche, c’è una chimica, punto e basta. Si tratta poi di vedere come viene utilizzata. Ma siccome passa come chimica verde e su tutti i libri la trovate scritta così, ne parlo anch’io. 
Quella che è chiamata chimica verde, ha una serie di vantaggi. 
Si tratta di una serie di tecnologie che ovviamente, rispetto all’ambiente, hanno sicuramente innescato un processo nuovo di riconoscimento anche della chimica e di nuove materie prime. 
Gli scarti sono ridotti, le reazioni secondarie, anche, ricicli e recuperi quanto più possibile avanzati ma la chimica verde, diciamo queste tecnologie chimiche, ci hanno insegnato un’altra cosa importante, che è possibile eseguire i test in vitro, perché sono stati individuati per molte sostanze, i recettori di queste sostanze, e questo  consente di ripetere in vitro quello che una volta si faceva in “vivo”. 
Questo è un salto di qualità enorme, intanto a sfavore della sperimentazione animale, contro la quale mi sono sempre schierato e continuo a schierarmi, perché secondo me i vantaggi che può portare sono trascurabilissimi rispetto agli svantaggi, perché qualche vantaggio lo ha anche portato e bisogna riconoscerlo, ma quando si va a fare un confronto sulle applicazioni di una metodologia dobbiamo fare una mediazione. A parte questo, oggi è sostituibile, quindi occorre soltanto una volontà diversa. 
L’unione Europea lo dice chiaramente alla Comunità scientifica: “Dovete abbandonare la sperimentazione animale”, poi è chiaro che deve mediare con delle esigenze di altro tipo e si arriva a dei compromessi, ma l’indicazione morale, etica è piuttosto chiara. 
Allora, la chimica, ci ha aiutato moltissimo, perché la chimica dei recettori è una chimica moderna, attualissima, che consente di misurare le reazioni fra le sostanze e i recettori e quindi ci permette di vedere la pericolosità che deriva da questo tipo di reazioni.

Un’altra opportunità che la chimica verde ci ha dato è quella di sostituire i solventi.
I solventi, come voi sapete, sono uno dei pericoli dell’ambiente moderno, perché? Perché se ne producono in grandissima quantità. 
I solventi organici sono sostanzialmente degli inattivatori enzimatici e quindi è chiaro che sostituire i solventi è un grande scoglio.
La chimica ha trovato sistemi nuovi, alcuni dei quali basati sull’impiego delle microonde, oppure con i liquidi supercritici, con l’acqua, perciò il discorso diventa molto semplice dal punto di vista della preparazione di questi campioni. 
Le microonde (in fondo abbiamo tanti forni a microonde nelle nostre case) potrebbero benissimo essere usate per disattivare delle trappole ad acqua nelle quali le larve di zanzara possono essere catturate. E’ un’indicazione che io do, non sono un produttore di questi… la do come indicazione interessante, perché si potrebbero prevedere delle applicazioni: dei forni a microonde, a particolare energia, in funzione di questo tipo di attività.  

La chimica ha anche una funzione di vigilanza. Purtroppo è vista sempre come vigilanza offensiva, per cui, “armi chimiche, aggressivi chimici”…… le armi chimiche sono composti. Sostanze che vengono usate come armi, ma non sono armi chimiche, sono sostanze prodotte che vengono usate come armi, ma è chiaro che la colpa non è della chimica.
Molti ambienti di lavoro vengono protetti dal monitoraggio chimico, molti alimenti vengono controllati, molti bambini vengono protetti dai pesticidi nel latte o già nel liquido amniotico.
C’è una parte della chimica che in fondo pensa ai cittadini e rispetto alla quale io credo che il cittadino debba essere tutto sommato fiducioso di avere un alleato: veramente una scienza al suo servizio.									

Prof. LUIGI CAMPANELLA
Presidente eletto  della Società Chimica Italiana
Ordinario di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali e
Docente di Chimica Analitica - Università “La Sapienza” di Roma</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto quanto segue. Penso possa essere utile a specificare alcune cose e a stimolare la riflessione&#8230;</p>
<p><strong>IL CONTRIBUTO DELLA CHIMICA SOSTENIBILE AD INTERVENTI DI DISINFESTAZIONE GARANTI DELLA SALUTE DEI CITTADINI E DELL&#8217;AMBIENTE</strong></p>
<p>Tre messaggi, per prima cosa, un messaggio agli scienziati, un messaggio ai politici, un messaggio ai cittadini: </p>
<p>PER GLI SCIENZIATI:<br />
Quando si affrontano problemi come questi, in cui gli aspetti emotivi sono elevati, è ovvio che bisogna essere disponibili a sentire l’opinione di tutti, quindi ci vuole una integrazione culturale. Noi siamo una società che tende a disarticolare la cultura, perché così ciascuno si governa la sua parte e non si interessa di quello che succede altrove. Dobbiamo invece avviarci verso una società in cui la cultura si integra.</p>
<p>PER I POLITICI:<br />
Quello che vorrei raccomandare ai politici, è di cercare di coinvolgere nella partecipazione il cittadino, molto più di quanto non si faccia  adesso. Discutiamo di visione deterministica, di visione olistica dell’ambiente, ma se andiamo ad esaminare, né l’una  né l’altra sono visioni democratiche perché sia l’una che l’altra escludono la partecipazione. Allora, anziché fare dibattiti su quale sia  la visione più corretta, vorrei che si facessero dibattiti su quali siano le forme per coinvolgere maggiormente i cittadini in scelte di quella che è una dotazione, l’ambiente, che non appartiene né a me, né a te, né a lui, ma appartiene a tutti e di cui tutti rispondiamo.</p>
<p>PER I CITTADINI:<br />
La terza raccomandazione vorrei farla invece ai cittadini: cioè, non riteniate che la scienza sia qualcosa che passa sopra le vostre teste, perché, se così è, da parte di qualcuno, c’è una grande Comunità che vuole interagire con la società, e vuole comunicare con la società, facendo presente quello che si fa, quello che si può fare e mettendo a disposizione della società quelli che sono i risultati e le competenze.</p>
<p>Detti questi tre messaggi, pochissimi concetti, se volete, di chimica, ma che renderò quanto più possibile semplici. </p>
<p>La prima cosa che vorrei portare alla vostra attenzione è che parlare di tossicità di una sostanza senza abbinarla ad altri due concetti che sono la degradabilità e l’accumulabilità, è praticamente rendere il problema solo parziale, perché, voi vi rendete conto che, tra una sostanza tossica che si degrada ed una sostanza tossica che non si degrada, c’è una differenza. Se poi la sostanza tossica che non si degrada si accumula anche, ovviamente andiamo verso una situazione di estremo rischio che non si ha nel caso, invece, che la sostanza si degradi o non si accumuli.<br />
Quindi, dobbiamo abituarci a considerare il concetto di tossicità abbinato, ad una valutazione di degradabilità e accumulabilità.</p>
<p>Seconda questione: interpretazione di quello che succede quando sostanze tossiche vengono a contatto con l’ambiente.<br />
Vi confesso che il discorso è molto chiaro. Noi chimici parliamo di reazioni di Lewis, ma sostanzialmente si tratta di abbinare accettori elettronici con donatori elettronici: quando avviene l&#8217;interazione, segue la reazione e quindi il danno. Perché il danno? Perché questa reazione interferisce con quello che è il funzionamento normale del sistema biologico che risulta danneggiato.<br />
Ora, gli insetticidi, gli erbicidi, i pesticidi, contengono tutti un elemento (fosforo, azoto, fluoro, quello che sia), che è chiaramente un donatore elettronico, quindi è chiaro che nel nostro organismo tutti i sistemi accettori elettronici interagiscono. I metalli che sono alla base di molti sistemi enzimatici sono degli accettori elettronici, ecco che viene fuori una reazione che va a perturbare i normali sistemi enzimatici che sono quelli sulla base dei quali funziona il nostro organismo</p>
<p>La terza questione: accanto a questa inibizione enzimatica, che deriva dall’interazione, abbiamo altri due effetti pericolosi che sono l’accumulo in organi bersaglio, in quanto il nostro organismo si difende con dei filtri.<br />
I filtri, come sapete, sono sostanzialmente il rene e il fegato, parzialmente il polmone, e questi sistemi-filtro, se c’è un accumulo, ovviamente, accumulano e quindi sono quelli destinati maggiormente a subire dei danni.<br />
E poi c’è lo stress ossidativo di cui tutti ci dimentichiamo e che invece è importante, perché queste sostanze, di cui si smaltisce nell’ambiente una quantità variabile a seconda delle funzioni, sono sostanze che, con la luce solare, che contiene una componente ultravioletta, producono delle reazioni di fotodegradazione i cui risultati sono radicali liberi.<br />
I radicali liberi sono specie chimiche molto aggressive che producono il cosiddetto stress ossidativo e l&#8217;invecchiamento organico. </p>
<p>Questi sono i tre problemi reali e qui vi faccio vedere che, con il Dipartimento di Urologia della Sapienza abbiamo fatto uno studio su persone ammalate di tumore, andando a verificare negli organi qual’era la composizione chimica di questi organi. Abbiamo rilevato, per esempio, che, i metalli pesanti come il cadmio, il piombo, erano presenti in concentrazioni notevoli all’interno di questi organi colpiti da tumore. E, viceversa, venivano a mancare i metalli essenziali che sono il rame e lo zinco, che sono la base di molti enzimi, quindi si aveva uno spostamento dei metalli essenziali da parte di quelli tossici, il che ovviamente, danneggia l’organo colpito. </p>
<p>Perciò, l’accumulo in organi bersaglio, le reazioni di Lewis accettore – donatore e  i radicali liberi, quindi lo stress ossidativo, sono le tre tipologie di danno da cui ci dobbiamo guardare.</p>
<p><strong>LA CHIMICA: LA SCIENZA PER IL CITTADINO</strong></p>
<p>A me dispiace, ve lo confesso, da chimico, vedere scritto, sentire: i composti chimici, le sostanze chimiche, l’ambiente chimico…… L’aggettivo chimico sembra usato in queste espressioni a indicazione di un qualcosa di negativo, quasi che fosse colpa della chimica che esistono certi composti, certe sostanze, certi ambienti.<br />
Vi vorrei far capire che la chimica non è così negativa e ve lo spiego con due, tre casi semplicissimi:</p>
<p>LA CHIMICA DELLE SOSTANZE NATURALI</p>
<p>Oggi si è parlato di oli essenziali, di essenze, ma gli oli essenziali e le essenze, non è che vengono prodotti dalla pianta o così, utilizzati con la bacchetta magica. C’è dietro tutto un lavoro di individuazione, estrazione, purificazione che è soltanto chimica, quindi, quei risultati sono il prodotto di un lavoro chimico molto positivo, però nessuno ha detto trattamento chimico, estrazione chimica, mentre tutti dicono: pesticidi chimici, sostanze chimiche. Allora vorrei che ci fosse un po’ di equilibrio. </p>
<p>LA CHIMICA VERDE</p>
<p>Oggi avrete sentito parlare di questa parola magica. Anche questa non la amo troppo, perché la chimica verde presuppone che poi ci sia una chimica non verde e io non sono del parere che esistano tante chimiche, c’è una chimica, punto e basta. Si tratta poi di vedere come viene utilizzata. Ma siccome passa come chimica verde e su tutti i libri la trovate scritta così, ne parlo anch’io.<br />
Quella che è chiamata chimica verde, ha una serie di vantaggi.<br />
Si tratta di una serie di tecnologie che ovviamente, rispetto all’ambiente, hanno sicuramente innescato un processo nuovo di riconoscimento anche della chimica e di nuove materie prime.<br />
Gli scarti sono ridotti, le reazioni secondarie, anche, ricicli e recuperi quanto più possibile avanzati ma la chimica verde, diciamo queste tecnologie chimiche, ci hanno insegnato un’altra cosa importante, che è possibile eseguire i test in vitro, perché sono stati individuati per molte sostanze, i recettori di queste sostanze, e questo  consente di ripetere in vitro quello che una volta si faceva in “vivo”.<br />
Questo è un salto di qualità enorme, intanto a sfavore della sperimentazione animale, contro la quale mi sono sempre schierato e continuo a schierarmi, perché secondo me i vantaggi che può portare sono trascurabilissimi rispetto agli svantaggi, perché qualche vantaggio lo ha anche portato e bisogna riconoscerlo, ma quando si va a fare un confronto sulle applicazioni di una metodologia dobbiamo fare una mediazione. A parte questo, oggi è sostituibile, quindi occorre soltanto una volontà diversa.<br />
L’unione Europea lo dice chiaramente alla Comunità scientifica: “Dovete abbandonare la sperimentazione animale”, poi è chiaro che deve mediare con delle esigenze di altro tipo e si arriva a dei compromessi, ma l’indicazione morale, etica è piuttosto chiara.<br />
Allora, la chimica, ci ha aiutato moltissimo, perché la chimica dei recettori è una chimica moderna, attualissima, che consente di misurare le reazioni fra le sostanze e i recettori e quindi ci permette di vedere la pericolosità che deriva da questo tipo di reazioni.</p>
<p>Un’altra opportunità che la chimica verde ci ha dato è quella di sostituire i solventi.<br />
I solventi, come voi sapete, sono uno dei pericoli dell’ambiente moderno, perché? Perché se ne producono in grandissima quantità.<br />
I solventi organici sono sostanzialmente degli inattivatori enzimatici e quindi è chiaro che sostituire i solventi è un grande scoglio.<br />
La chimica ha trovato sistemi nuovi, alcuni dei quali basati sull’impiego delle microonde, oppure con i liquidi supercritici, con l’acqua, perciò il discorso diventa molto semplice dal punto di vista della preparazione di questi campioni.<br />
Le microonde (in fondo abbiamo tanti forni a microonde nelle nostre case) potrebbero benissimo essere usate per disattivare delle trappole ad acqua nelle quali le larve di zanzara possono essere catturate. E’ un’indicazione che io do, non sono un produttore di questi… la do come indicazione interessante, perché si potrebbero prevedere delle applicazioni: dei forni a microonde, a particolare energia, in funzione di questo tipo di attività.  </p>
<p>La chimica ha anche una funzione di vigilanza. Purtroppo è vista sempre come vigilanza offensiva, per cui, “armi chimiche, aggressivi chimici”…… le armi chimiche sono composti. Sostanze che vengono usate come armi, ma non sono armi chimiche, sono sostanze prodotte che vengono usate come armi, ma è chiaro che la colpa non è della chimica.<br />
Molti ambienti di lavoro vengono protetti dal monitoraggio chimico, molti alimenti vengono controllati, molti bambini vengono protetti dai pesticidi nel latte o già nel liquido amniotico.<br />
C’è una parte della chimica che in fondo pensa ai cittadini e rispetto alla quale io credo che il cittadino debba essere tutto sommato fiducioso di avere un alleato: veramente una scienza al suo servizio.									</p>
<p>Prof. LUIGI CAMPANELLA<br />
Presidente eletto  della Società Chimica Italiana<br />
Ordinario di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali e<br />
Docente di Chimica Analitica - Università “La Sapienza” di Roma</p>
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