mag
16
2008

Io chiedo scusa

Senza tanti commenti… ciò che segue parla da sè!

La foto commentata da Don Luigi Ciotti

Commento di Don Luigi Ciotti alla foto pubblicata sullo sgombero dei rom di Ponticelli. Articolo apparso sull’ Unità  del 16 maggio 2008

Cara signora,
ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l’altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie. Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un’espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese – reti da materasso a fare da sponda – una scritta: “ferrovecchi”.

Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa. Conosco il suo popolo, le sue storie. Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità : quanta sofferenza, ma anche quanta umanità  e dignità  in quei volti.

Nel nostro paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza. E’ un’esigenza sacrosanta, la sicurezza. Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità , a ogni popolo. E’ il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità  e collaborazione nel nostro prossimo. Per tutelare questo bisogno ogni comunità , anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi. Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà . Ma anche quella punizione, la peggiore per un uomo – essendo la libertà  il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene – doveva servire per reintegrare nella comunità , per riaccogliere. Il segno della civiltà  è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.

Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando. Sta franando di fronte alle paure della gente. Paure provocate dall’insicurezza economica – che riguarda un numero sempre maggiore di persone – e dalla presenza nelle nostre città  di volti e storie che l’insicurezza economica la vivono già  tragicamente come povertà  e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.

Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un’immagine. E’ come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto. La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili. La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un’informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così. Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime.

Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose. La storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare, se viene meno la giustizia e la razionalità , alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell’idea: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l’hanno provato sulla loro pelle. Lo ripeto, non si tratta di “giustificare” il crimine, ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità , è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato. E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d’illegalità  che non suscitano uguale allarme sociale perché “depenalizzate” nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta. Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità  organizzata, che distolgono così l’attenzione delle forze dell’ordine e continuano più indisturbati nei loro affari.

Vorrei però anche darLe un segno di speranza. Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel “sociale”, nella politica, nella amministrazione delle città , si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che un’altra sicurezza è possibile. Che dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità , vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.

La legalità , che è necessaria, deve fondarsi sulla prossimità  e sulla giustizia sociale. Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un “reato d’immigrazione clandestina” nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità  la aumenterà , aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.

Un’ultima cosa vorrei dirLe, cara signora. Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po’ le nostre coscienze. Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda – anche per essere stati figli e nipoti di migranti – continuano a nutrire.

La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine. E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s’impegnano per un mondo più giusto e più umano.

Luigi Ciotti
presidente del Gruppo Abele e di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”

Written by fabiana in: Diritti Umani |

7 commenti »

  • fabiana scrive:

    altre voci…
    (fonte: MISNA)

    PER RIFLETTERE INSIEME (Sulle sentinelle ‘addormentate´ dei diritti…)

    “…come per vendere le cose, prima si prepara la gente alla voglia di una certa cosa; così qui prima si preparano delle situazioni mentali, si va a rivangare determinate paure che ci sono dentro le persone, e poi basta l´occasione " perché gli zingari mica sono santi, no?, hanno anche loro i loro difetti, eccome se ce li hanno! " perché scattino provvedimenti, ma quanti omicidi, quanti stupri ci sono stati in Italia, commessi dagli italiani, senza che si muova nessun governo, nemmeno regionale?! Però, questo meccanismo " a mio parere " ci sfugge di mano. Cioè, se io creo nelle persone questa insensibilità  al rispetto degli altri, queste persone questa sensibilità  la perdono a tal punto che non distinguono più nulla!… Io penso che c´è una maggioranza di credenti che io chiamo “grigia”, che non vuole sporcarsi le mani, ha la coscienza a posto e che però di fronte a questi fatti, tace. E io dico sempre che, quando in una città  le sentinelle s´addormentano, la città  è in pericolo. ( Da un’intervista di Adriana Masotti della Radio vaticana a monsignor Piero Gabella, già  direttore dell´Ufficio della Conferenza episcopale italiana, Cei, per la pastorale di Rom e Sinti, che da anni vive in un campo nomadi. )[CO]

    17/5/2008 10.30
    “PACCHETTO SICUREZZA”: ANTICIPAZIONI E PRIME REAZIONI

    “Non siamo ancora in grado di dare un giudizio o una valutazione sul nuovo ‘pacchetto sicurezza´ del governo, aspettiamo infatti di leggere il testo del decreto legge, ma quello che possiamo dire è che i toni utilizzati in questi giorni ci sembrano allarmistici e fuorvianti per una questione che invece chiede pacatezza. La pacatezza necessaria per parlare di argomenti seri”: lo ha detto alla MISNA Oliviero Forti, responsabile dell´Ufficio immigrazione di Caritas italiana inserendosi nel dibattito in corso sul ‘pacchetto sicurezza´ che il nuovo ministro dell´Interno Roberto Maroni presenterà  al capo del governo nei prossimi giorni e che dalla prossima settimana potrebbe entrare in vigore. Forti, che insieme a don Vittorio Nozza, presidente di Caritas italiana, venerdì incontrerà  il ministro, nell´ambito delle consultazioni con soggetti istituzionali e sociali, ribadisce: “Se si torna a parlare di immigrazione clandestina, possiamo tranquillamente dire che siamo contrari. Perché da un lato riteniamo sproporzionata una previsione di natura penale rispetto a un illecito amministrativo e dall´altro, come in molti hanno già  sottolineato, significherebbe ingolfare il sistema giudiziario e carcerario italiano”. Al responsabile di Caritas non convincono neanche le ipotesi di ricorrere ai Centri di permanenza temporanei (Cpt), già  scartati dal lavoro di una commissione parlamentare negli anni scorsi. L´ultimo pensiero di Forti è però dedicato ai mezzi di informazione italiani: “I media hanno prestato il fianco a un´informazione scorretta e lontana dalla verità ”; con i loro titoli urlati, un linguaggio improprio e dati non corretti – atteggiamenti condannati anche dalle Nazioni Unite, che nei mesi scorsi hanno messo a punto un manuale per insegnare ai giornalisti italiani a scrivere di migranti – rischiano di dettare le politiche migratorie del paese.
    [CO]

  • Daniele scrive:

    ancora…

    Parla Alex Zanotelli, padre comboniano, che conosce bene il degrado di Ponticelli. Dentro e fuori il campo nomadi
    (Andrea Tornago)

    «Il governo ha una grande responsabilità  per ciò che sta accadendo a Napoli: con il suo pacchetto sicurezza sta incitando al pogrom contro i rom e gli immigrati». Il padre comboniano Alex Zanotelli è indignato contro il governo e lo dice a gran voce.

    - PADRE ALEX, CONOSCE IL CAMPO IN CUI VIVE LA RAGAZZA ROM ACUSATA DI AVER RUBATO UNA BAMBINA?

    Sono almeno cinque i campi rom nel quartiere dove è successo il fatto, per cui non so dirlo con esattezza. Ma bisogna innanzitutto porre l’intera questione all’interno del quartiere Ponticelli. è da oltre un anno che parliamo di questa tensione tra cittadini napoletani e i rom di quel rione di Napoli, una situazione molto grave. I napoletani sono estremamente tolleranti, e aggressioni come quelle accadute ieri non sono usuali in città . C’è una spiegazione però, ed è che Ponticelli è un quartiere che sta soffrendo, è uno dei quartieri periferici di Napoli dove c’è molta sofferenza, molta sofferenza umana, che rischia di degenerare in una vera e propria guerra tra poveri. Mentre bruciava il campo stanotte sono stati arrestati due napoletani che erano entrati per rubare dei generatori. Bisogna tener conto della composizione sociale di Ponticelli. A questo bisogna aggiungere la situazione che si apre con il nuovo governo di destra. Se noi non mettiamo insieme le politche di Berlusconi, il nuovo pacchetto sicurezza presentato da Maroni…è un clima che si sta respirando grazie ai giornali, alla televisione. Basta un fiammifero, e scoppia tutto.

    - E’ VERO, COME DICONO IN MOLTI, CHE I ROM HANNO UN RAPPORTO PROBLEMATICO CON I BAMBINI, CHE NON RISPETTANO LA LORO SPECIFICITA’, IL LORO ESSER BAMBINI?

    Qui siamo come nel mondo di favole in cui i comunisti mangiano i bambini. è vero che il popolo rom ha degli aspetti culturali che a noi sembrano strani. Io dico che dobbiamo avere rispetto di ogni diversità  culturale. Purchè vengano salvaguardati i diritti fondamentali dei bambini. Molte inchieste sull’argomento poi si sono rivelate non vere, ma i giornali non hanno ritrattato. è chiaro che è molto facile in povertà  essere tentati di usare un bambino, di prostituirlo. Io posso capire, le ho viste queste cose. Ma bisogna anche dire che non riescono a trovare lavoro, non ho mai visto una situazione così brutta per i rom come a Napoli. Mi ricordo che quando hanno buttato fuori i rom da Casoria (nel novembre del 2005, ndr) al prefetto di Napoli ho detto: «solo a Korogocho ho visto situazioni del genere, nella distruzione delle baraccopoli. Non mi sarei mai aspettato di vedere scene simili in Italia».

    - DICEVA DELLA DIFFICOLTA’ DI TROVAR LAVORO. FIN DOVE ARRIVA LA CAMORRA?

    Bisogna proprio tener presente la presenza della camorra. Lo stesso chiedere carità , lavare i vetri, devono passare attraverso il permesso della camorra. Perchè di nomadi a Napoli tra i rom ce ne sono pochi, queste sono persone che vogliono lavorare, inserisi, avere un posto dignitoso dove stare.

    - Ponticelli è un quartiere operaio e di sinistra. Come si spiega che ci sia la camorra? Come si spiegano i cori «la lotta è dura e non ci fa paura» mentre si va ad incendiare le baracche?

    è la stessa cosa che è avvenuta con il voto operaio per la Lega e per Berlusconi. In una nazione come l’Italia che è diventata ricca, quello che si chiede prima di tutto è la sicurezza, la sicurezza a tutti i costi. La sicurezza per chi ha. Con questa ricerca di sicurezza si ritorna all’individuazione del capro espiatorio. Rom, e immigrati. Il pacchetto sulla sicurezza di Maroni è di una gravità  estrema. Se c’è una cosa di cui i governi oggi hanno paura, è la gente che si sposta. Perchè non li possono controllare.
    Ma il governo deve stare molto attento, perchè rischia di far scoppiare questo pogrom contro i rom, perchè sono ritenuti i grandi criminali del momento. Fatti fuori questi, noi saremo in pace, e avremo sicurezza. Ricordiamo che nei campi nazisti non sono morti solo gli ebrei, moltissimi erano rom. Fanno parte di tutto questo mondo che dev’essere fatto fuori. è gravissimo. Domani lo dirò in faccia al governo».

    http://www.ilmanifesto.it

  • fabiana scrive:

    ..scusate se continuo a portare qui commenti di altre persone, ma credo sia necessario “dar voce a chi non ha voce” in questi giorni..

    (fonte: MISNA)

    ITALIA
    17/5/2008 19.05
    RIFUGIATI AFRICANI: “COME SI SCAPPA DA UNA GUERRA?”

    “Se diventa reato l’immigrazione clandestina, almeno il governo ci consigli come fare a fuggire da guerre, dittature, persecuzioni di ogni genere da cui continuano a fuggire migliaia di nostri connazionali”: lo scrivono, in una nota diffusa dall´agenzia Habeisha, rappresentanti degli immigrati e rifugiati provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan. “Cosa si pretende, che veniamo con un jet privato e chiediamo asilo? O che chiediamo a chi ci perseguita il passaporto per fuggire e chiedere asilo all’Italia? Come pensano che funzioni, queste persone che parlano tanto in questi giorni di legiferare sul immigrazione, sanno cosa vuol dire fuggire da tirannie, guerre, persecuzioni? Mi pare che non hanno la minima idea” prosegue la nota, che ricorda poi le violazioni e violenze a cui sono costretti “i circa 60.000 stranieri ritenuti potenziali immigrati clandestini presenti nelle carceri libiche”. “Un paese civile e democratico quale l’Italia non può lavarsene le mani come Pilato” conclude la nota.

    Intanto, mentre in Italia si discute l´applicazione di misure speciali contro gli immigrati rom, in Moldavia e in Ucraina viene lanciata una campagna di informazione e formazione per sostenere i diritti delle popolazioni cosiddette “zigane”. Il progetto, promosso dalla Commissione Europea e dal Consiglio d´Europa, ha lo scopo di “migliorare le condizioni di vita dei rom, garantendo la protezione dei loro diritti fondamentali, agevolando l´accesso ai servizi e incoraggiandone la partecipazione alla vita sociale e politica nonché la loro autonomia”. La campagna, dal titolo “Promuovere l´autonomia delle comunità  rom e lottare contro l´antiziganismo” comprende momenti di formazione rivolti a funzionari pubblici, insegnanti e mediatori culturali, per diffondere e far diffondere pratiche di tutela e combattere atteggiamenti razzisti. L´iniziativa parte dalla costatazione che “i rom sono cittadini europei” e che in alcune nazioni d´Europa rappresentano oltre il 5% della popolazione.

    [CO]

  • Daniele scrive:

    lasciamoci provocare…

    da: Ettore Masina – http://www.ettoremasina.it
    16 maggio 2008

    “DERATTIZZARE”

    Oh, non turbate il Santo Padre, che è vecchio e stanco. Ditegli che c’è un guasto nei ripetitori di Ponte Galeria e perciò nei palazzi vaticani per qualche giorno radio e televisori sono in black-out. Ditegli che c’è uno sciopero dei giornalisti di tutto il mondo e quindi non arrivano notizie. Fate che non sappia, insomma, quel che sta succedendo in Italia ai Rom: e cioè che, come molti non-papi e non-VIP sanno, da mesi gli “zingari”, in Italia, vedono (e non soltanto a Ponticelli ma in molte città  e paesi) i loro campi assaltati da facinorosi o “rimossi”, quasi senza preavviso, dalle “forze dell’ordine”.
    è una specie di pulizia etnica, senza morti, per fortuna, ma con valanghe di odio, inasprimento di una miseria già  di per sé dolorosa e terribili traumi per centinaia di bambini. La comunità  europea aveva già  sanzionato l’Italia come il paese meno accogliente per i Rom: il nuovo governo ha ora deciso una soluzione radicale. Razzista.

    Il Papa, tutto questo, non lo sa. Se lo sapesse, certamente Benedetto XVI, “Vicario di Gesù Cristo, Patriarca dell’Occidente e Primate d’Italia”, lascerebbe i suoi preziosi paramenti dorati e le sue scarpette rosse, per affrontare il fango dei “campi” contro cui si accaniscono le bottiglie molotov della gente bene; vi andrebbe a gridare su quelle devastazioni la parola del Cristo: “Ciò che viene fatto ai poveri è a me che viene fatto”. Papa tedesco, sicuramente Joseph Ratzinger non riesce a dimenticare il genocidio degli zingari compiuto dalla Germania nazista ad Auschwitz, con centinaia di bambini orrendamente torturati dal dottor Mengele; e questo ricordo, se lui sapesse ciò che sta accadendo a pochi chilometri dalla sua finestra domenicale, lo spingerebbe a levare alta la voce per difendere i membri di una etnia dalle vere e proprie persecuzioni in atto. Così attento alle leggi italiane che “violano i diritti del feto”, egli mostrerebbe di non essere meno sensibile ai provve dimenti governativi che violano i diritti umani di migliaia di persone colpite in base alla loro nazionalità .

    Davvero vorreste chiedergli di raggiungere i vescovi entrati nei campi degli zingari bruciati dalla gente pulita, a portare una richiesta di perdono per l’offesa fatta a Dio? Il Signore ha voluto che le genti “da un confine all’altro della Terra” diventassero un solo popolo, radunato dall’amore. Per questo chi odia una stirpe pecca gravemente contro Dio. Questo stanno dicendo i vescovi italiani pellegrini fra le rovine fumanti degli abituri devastati dei Rom…

    Come dite? Nessun vescovo è là , fra quelle roulottes sfasciate, fra quelle motocarrozzette caricate di poveri suppellettili e avviate verso chissà  quale destino, fra quei carabinieri che con i loro pesanti anfibi finiscono di demolire le baracche bruciate dalle molotov?
    Ahimè, i vescovi rimangono nei loro palazzi e tacciono o (vedi Bagnasco) condannano con flebili voci e gelide parole quelli che con bell’eufemismo definiscono “estremismi”.
    Cristo si è fermato in piazza San Pietro?

    Può darsi che la storia abbia decretato la fine dei popoli nomadi. Dai pastori somali a quelli mongoli, dai tuareg agli aborigeni australiani, l’evoluzione culturale e il rimodellamento della Terra (quello fisico e quello politico) sembrano imporre una definitiva stanzialità . Del resto, siamo tutti discendenti da antenati nomadi perché il nomadismo è stato una tappa fondamentale della vicenda umana.
    Ma se davvero è finito il tempo di genti sospinte a un cammino ininterrotto dalla necessità  e da un’inesauribile voglia di libertà , allora, almeno, esse hanno il diritto di attendersi l’aiuto di una società  dominante che ha già  compiuto da secoli un trapasso di civiltà .
    E invece è proprio quello che non vogliamo consentire ai Rom: la stanzialità , l’integrazione. Delle immagini (troppo rare e prudenti) che la televisione ci ammannisce, quelle che colpiscono maggiormente, oltre alle facce piangenti dei bambini, sono quelle del lavandino montato nella baracca demolita, del libro o del quaderno rimasto nel fango; e, dei discorsi della gente, accanto alle parole di odio, la tristezza di qualche insegnante che cerca dove sono finiti i “suoi” alunni.

    Mi è capitato di entrare qualche volta nel carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, e di vedere (non dico conoscere!) giovani Rom attentissimi a imparare un mestiere. Il carcere come unico apprendistato?

    La storia non sarà  più “maestra di vita” come sentenziano in molti, ma certi ricordi sono davvero inquietanti. Leggo che alcuni commercianti del rione Ponte Milvio, a Roma, hanno fondato un’associazione che finanzierà  un gruppo di ex poliziotti addetti alla sorveglianza del rione. Lo fecero (e lo fanno) anche molti commercianti di Rio de Janeiro e di Sà¢o Paulo. Da queste polizie mercenarie, incaricate di “ripulire le strade” e “dare una lezione” ai piccoli criminali, sono nati un po’ alla volta, gli “squadroni della morte”. Garantivano rapidità  operativa e certezza della pena.

    Il fatto è che vogliamo vivere tranquillamente, a qualunque costo. Una vignetta di Altan su “la Repubblica”, mostra un bravo borghese, ben vestito e ben nutrito, che dice: “Basta con le mezze misure. Occorre il boia di quartiere”.

    Anche i poeti vedono lontano. Scriveva Davide Turoldo quindici anni fa: “Ho paura del nazismo dietro le porte. Ho paura di questi nazionalismi, di questi rigurgiti di politiche negative. Ho sempre combattuto contro tutto questo. L’ho scontato con guerre che sembravano non terminare mai. Ho paura della volgarità  di questa classe dirigente”.
    Il direttore di Radio Padania, uno degli organi del nuovo governo, ha detto che è più facile derattizzare una zona che liberarsi dai Rom.

  • Sono sconvolto, è il caso di dirlo, per le parole che ho letto proferite sia da Don Ciotti sia soprattutto da Padre Zanotelli. Ma sono davvero due preti? Perchè nelle loro parole leggo, a parte la parzialità  nei giudizi, un´ intolleranza e un odio di fondo nei toni che pare di essere in una guerra civile.
    “Chi vive ai margini, senza opportunità , è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato” dice Don Ciotti, ma ha fatto la scoperta dell´acqua calda? “Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi. E il ventilato proposito di istituire un “reato d´immigrazione clandestina” nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia”.
    Qui ci sono i soliti due fronti di cui abbiamo già  avuto modo di parlare in altri post, quello di chi ritiene che sono i rom che non vogliono integrarsi e quello che ritiene che siamo noi che non vogliamo i rom. Secondo me non si può pensare a priori che i rom siano disposti ad integrarsi e siamo noi che non li vogliamo, come invece risulta dalle sue parole. Quanti zingari mandano i propri figli a scuola per esempio? Quanti invece li sfruttano e li mandano a rubare per le strade? Quanti provano ad intenerirci lasciando scoperti di proposito i loro piedini d´inverno fuori da una Chiesa? Quanti poi, visto che mi reco spesso a Bologna col treno pagano il biglietto, visto che io, fesso, pago l´abbonamento (e nessun controllore fa mai nulla)?
    “Con il suo pacchetto sicurezza sta incitando al pogrom contro i rom e gli immigrati [...] In una nazione come l´Italia che è diventata ricca, quello che si chiede prima di tutto è la sicurezza, la sicurezza a tutti i costi. La sicurezza per chi ha. Con questa ricerca di sicurezza si ritorna all´individuazione del capro espiatorio. Rom, e immigrati. Il pacchetto sulla sicurezza di Maroni è di una gravità  estrema. Se c´è una cosa di cui i governi oggi hanno paura, è la gente che si sposta. Perchè non li possono controllare. Ma il governo deve stare molto attento, perchè rischia di far scoppiare questo pogrom contro i rom, perchè sono ritenuti i grandi criminali del momento. Fatti fuori questi, noi saremo in pace, e avremo sicurezza. Ricordiamo che nei campi nazisti non sono morti solo gli ebrei, moltissimi erano rom. Fanno parte di tutto questo mondo che dev´essere fatto fuori. è gravissimo. Domani lo dirò in faccia al governo”.
    Queste le parole di Zanotellli, quelle che credo mi facciano più male. Sono parole cariche d´odio verso il goverso che denotano scarsa informazione. Il provvedimento verrà  preso solo domani e poi come si fa paragonare la Lega al nazismo? Piuttosto, visto che mi pare abbastanza comunista, vorrei ricordare che anche l´unione sovietica ha fatto tutto quello che il nazismo ha fatto ai rom. Questo tanto per cominciare. E´ un´affermazione gravissima e mi dispoiace che l´abbiate pubblicata. Qua si paragona Maroni a una specie di Goebbels e Berlusconi a Hitler. E´ una cosa inaccettabile. Pretendere che una comunità  che non è affatto intergata si integri non è affatto una misura razzista, nazista o quant´altro. Finiamola per favore di usare questi termini se non sappiamo cosa vogliono dire. Si continua a definire la Lega un partito razzista. Volete che vi dica come la penso? Penso che se davvero istituiranno il reato di immmigrazione clandestina, il quale prevedesse che la pena vada scontata in un carcere italiano, sarò io ad andarmene dall´Italia. Non potrei sopportare di vedere oltre a tanti delinquenti italiani anche molti stranieri godere, a spese di noi italiani onesti (per il momento parlo dei miei genitori, visto che non ho ancora un reddito), di una camera d´albergo gratuita. Per questo io istituirei i lavori forzati, in modo tale che chi popola le nostre carceri-alberghi gratuiti lo faccia guadagnandosi la pagnotta. Ma nessun governo lo farà  mai perchè sarebbe troppo impopolare. Misura nazista.
    “I napoletani sono estremamente tolleranti”…cosa vuol dire? I veronesi invece no, visto che 5 ragazzi hanno recentemente pestato a sangue un altro ragazzo uccidendolo e visto che Verona è una città  di destra?… “Ponticelli è un quartiere operaio e di sinistra. Come si spiega che ci sia la camorra?”…é proprio così, laddove c´è la sinistra non si capisce come ci sia la mafia, che è un fenomeno di destra. Continuiamo a ragionare così allora….
    La foto pubblicata da Fabiana è chiaramente sconvolgente, è l´emblema della reazione che si è avuta nei confronti di gente che ora si titrova senza “dimora”. E questo, siamo tutti d´accordo, NON è GIUSTO. Per loro, quell´accampamento era la casa e non importa in questo caso se non è un edificio con 4 mura e un tetto, con un bagno, con i sanitari, con una cucina e insomma con tutti i comfort che abbiamo noi. Era la loro dimora e ora è stata bruciata. NON è GIUSTO.
    Ma cerchiamo di andare oltre a questo, secondo me è preferibile riflettere sulle cause, affinchè cose del genere non abbiamo davvero più ad accadere nuovamente. La causa ovviamente è la mancata integrazione dei rom. Su questo dovremmo essere tutti d´accordo spero. Non importa adesso se sono loro a non volersi integrare o noi che siamo razzisti e nazisti come la Lega e li vorremmo, come vuole la Lega, vederli morire tutti bruciati. L´importante " e qui non sono più sarcastico " è che speriamo che il governo prenda dei provvedimenti seri. Per esempio io avrei una ricetta (visto che comunque finora abbiamo parlato di aria fritta, dato che il provvedimento verrà  preso domani, fate produrre aria fritta anche a me): a chi si vuole integrare verrà  data una casa, con la possibilità  di estinguere il debito nel corso del tempo. I rom devono dimostrare però di volersi integrare cercando un lavoro e in questo il Governo e gli enti locali devono fare in modo che ciò avvenga (non possono essere sollevate da eventuali datori obiezioni per non assumerli), i loro figli devono essere mandati a scuola…ecc…ecc. Chi dimostra di non volerlo fare, verrà  riaccompagnato da dove è venuto. E non esistono discorsi del tipo “molti di loro ormai sono cittadini”. Escono dall´Italia ugualmente e vanno a delinquere altrove se vogliono. (qual è il problema? Che in paesi post comunisti come la Romania, tra l´altro dopo l´URSS, il peggiore totalitarismo europeo della guerra fredda, le leggi sono così severe che conviene rimanere qui se vuoi delinquere, tanto non ti accadrà  mai nulla….)
    Ne avrei di cose da dire ancora su tante altre frasi che ho letto ma eventualmente vi delizierò un´altra volta.
    Spesso si pensa che manchi la capacità  per risolvere i problemi: secondo me è un problema di volontà  politica, volontà  politica che manca se i nostri governanti non hanno i cosiddetti…..

  • Daniele scrive:

    Dico solo che non possiamo andare oltre; non mi sento di cogliere il tuo invito, Alberto, ad andare oltre i recenti fatti…e a dedurre da questi che tutto accada per la mancata integrazione dei Rom (su cui tu dici con estrema sicurezza che dovremmo essere tutti d’accordo). Non si tratta neanche di cercare il pelo nell’uovo (casi differenti nel bene e nel male ci sono sempre), di soffermarsi a discutere su nazismo e comunismo come se ancora non ne avessimo abbastanza di questi paragoni e binomi. Qui si tratta di calarsi nella realtà  odierna, ma di calarsi in essa del tutto, sino a toccare con mano ciò di cui si sta parlando…il classico sporcarsi le mani per poter essere consapevoli delle cose, per avere consapevolezza nell’agire non è mai fuori moda, anche se mai lo è stato (di moda) per la nostra classe politica che pur cambiando (dicono, in questa legislatura) sempre rimane “imborghesita” a sufficienza per tenere lontane dai piani alti persone che le realtà  più difficili le hanno vissute oltre che studiate…Ecco, prendiamo quindi in mano la realtà  e analizziamola criticamente. Ci sarebbero un sacco di cose da dire, qui mi limito a focalizzare l’attenzione su questo nuovo pacchetto sicurezza del governo. Come facciamo a non essere preoccupati di certe proposte che sono state avanzate e che sembra ben presto diventeranno legge? Fra le tante: apertura di un CPT (ben presto Centri di identificazione ed espulsione) per regione; detenzione (perché di questo si tratta) negli stessi permessa fino a 18 mesi (contro i già  lunghissimi 60 giorni previsti dalla bossi-fini. Da tenere presente poi che, ancora una volta, si tratterà  di misure amministrative, per cui si decide della detenzione di persone senza processo e solo per motivi burocratici, per un periodo di tempo che nulla ha a che vedere con le misure “provvisorie”/cautelari); impedimenti notevoli all’esercizio del diritto d’asilo (se il richiedente riceve risposta negativa dalla Commissione dovrà  presentare ricorso DAL SUO PAESE, salvo autorizzazione del Prefetto in caso di gravi motivi personali(?) o di salute); istituzione del reato di clandestinità  (nelle condizioni in cui arrivano gli immigrati oggi in Italia come si può pensare che il clandestino sia sempre e comunque quello che arriva qui per delinquere? Si tenga presente poi che già  la bossi-fini tolse una delle poche possibilità  per l´immigrato di giungere in suolo italiano legalmente, cioè attraverso uno sponsor); allontanamento immediato anche per reati contro la moralità  pubblica e il buon costume (quali saranno i criteri per decidere se un rom, un senzatetto immigrato, un povero immigrato stia violando il buon costume?)… insomma qui si tratta di scegliere Alberto… scegliere quale via si vuole imboccare, quali siano i punti fondamentali e imprescindibili a cui attribuire la priorità â€¦ ma non solo: si tratta di capire se stiamo cercando di difenderci da qualcosa, di difendere il nostro stile di vita, il nostro mondo, o se invece stiamo veramente mettendo in campo misure risolutive di un problema, a partire però dalle persone, dalla dignità  umana insita in ciascuno. Si tratta di allargare gli orizzonti: non possiamo più “fare i nostri conti” senza pensare che è proprio il sistema che utilizziamo per farli a stare alla base anche dell´arrivo in Italia di così tanta gente. Purtroppo governi ed amministrazioni, è vero, non possono intervenire soltanto nel lungo periodo, la gente vuole vedere risultati (anche qui avrei qualcosa da dire, tuttavia rimando la discussione)… ma lascerò parlare un fatto per dire come la penso a proposito. Qualche giorno fa, intervistato dal Gazzettino sulla questione “Cpt per ogni regione”, Filippo Ascierto, deputato del PDL-An, confermando che per il Veneto questa struttura sarà  predisposta sicuramente nella provincia di Padova, affermava questo: “A Padova, in particolare, si è più protesi verso l’idea di costruire una moschea piuttosto che di trovare un’area idonea per aprire un cpt e quindi garantire la sicurezza ai cittadini”. La prospettiva della promozione di un diritto per favorire l´integrazione pacifica, del dialogo con le comunità  immigrate non è proprio più di moda eh!!! Più Cpt e meno moschee (Padova), più controlli e meno consulte per gli immigrati (Verona), più ronde e meno panchine nei parchi (Treviso): sempre più vie “negative”. La via imboccata appare davvero così poco chiara?

    Daniele

    Di seguito cito un’altra riflessione di padre Alex Zanotelli che a mio parere ben aiuta ad “allargare gli orizzonti”…

    NO AL DILAGANTE RAZZISMO IN ITALIA
    (Alex Zanotelli)

    Un paese che ha bisogno di stranieri ma che non li vuole integrare.
    Che dimentica il suo passato da migrante. Che si dice cattolico ma che non vuole seguire l’esempio di Cristo. L’appello di padre Alex Zanotelli.
    è agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese. I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la
    Nascita delle ronde notturne… offrono un’agghiacciante fotografia dell’Italia 2008.

    «Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione, da poco rientrato in Italia da Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e della xenofobia nella società  italiana, cavalcati dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008 e incarnati oggi nel governo Berlusconi. (Posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra, da Cofferati a Dominici…) Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.
    Mi vergogno di appartenere a una società  sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il mussulmano, che è diventato oggi il nemico per eccellenza.

    Mi vergogno di appartenere a un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non sia un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale
    consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere. L’Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di “rifugiati climatici”. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo
    criminalizzando i poveri?

    Mi vergogno di appartenere a un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma che poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire. Mi vergogno di appartenere a un paese che dà  la caccia ai Rom, come fossero la feccia della società . Questa è la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!). Abbiamo fatto dei Rom il nuovo capo espiatorio.

    Mi vergogno di appartenere a un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti (“Quando gli albanesi eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po’ ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi? Cos’è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
    Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro “Paradiso”? è la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.

    Mi vergogno di appartenere a un paese che si dice cristiano, ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di Gesù di Nazareth, povero, crocifisso “fuori dalle mura”, che
    si è identificato con gli affamati, i carcerati, gli stranieri. «Quello che avrete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».
    Come possiamo dirci cristiani, mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza, mentre ci rifiutiamo di fare le “adozioni da vicino”? Come è possibile avere comunità  cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?
    Come missionario, da una vita impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista della società  e del nostro governo.

    Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
    Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler: «Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom, non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo. Quando, alla fine, sono venute ad arrestare me, non c’era più nessuno a protestare».

    Non possiamo stare zitti: dobbiamo parlare, gridare, urlare. è in ballo il futuro del nostro paese. Soprattutto è in ballo il futuro dell’umanità . Anzi, della vita stessa. Diamoci da fare perché vinca la vita!

  • [...] ed espulsione)-direttiva europea sui rimaptri” riporto di seguito l’ultima parte di un commento apparso sul nostro blog a seguto della pubblicazione della lettera di Don Luigi Ciotti “Io [...]

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