…il Nuovo Flagello…
…se si vuole creare un eroe, bisogna prima dar vita al suo mostro…
È esattamente ciò che sta succedendo ora, i sta dando vita al mostro. Mi sto ovviamente riferendo al clima politico dei nostri giorni; tutti gli schieramenti sono concordi nel dire che ci vuole cambiamento, che l’Italia necessita di una leadership forte, che dobbiamo risorgere dalle nostre ceneri…ma quello che ci viene proposto sono le solite vecchie nenie trite e ritrite. Tutti gli schieramenti in corsa sono capitanati da politici ben più che rodati, e tutt’altro che nuovi, uomini (e una sola donna) che aleggiano come eminenze grigie nelle alte sfere da più di 20 anni, persone che calcano i corridoi del potere da quando hanno l’età per votare.
Sarebbe questo il nuovo?
Naturalmente tutti i candidati premier si propongono come il rimedio a quella che oggi va di moda chiamare “situazione critica italiana” proponendo soluzioni che esprimono, con parole diverse, i medesimi concetti, senza tenere in conto il fatto che al Paese, alla gente, servono risposte concrete e non elaborati giri di parole espresse nel raffinato linguaggio del “politichese”. Come si può ben vedere si tratta di un’asta al ribasso in tutto: nei punti programmatici, nei contenuti stessi dei punti, nella bassezza dei messaggi (spesse volte svianti) che vengono proposti, persino nel modo di fare campagna elettorale. Persino chi non è un’aquila si sarà accorto della foga con la quale si sta affrontando la campagna elettorale.
L’abbuffata delle banalità, una corsa sfrenata all’ultimo voto, una caccia al nome che fa notizia; si potrebbe con tranquillità dire “una pesca dei polli”, e i polli siamo noi. Si accetta chiunque in lista, giani bifronte, voltafaccia…tutto fa brodo, e che brodo! Una confusa accozzaglia di nomi che rappresentano simboli preparati in fretta e furia, strutture che nonostante la loro fragilità si apprestano a governare (o malgovernare, o ancora non governare) lo Stato per il prossimo lasso di tempo (non scommetterei sulla durata della prossima legislatura).
Eccolo il mostro, la nostra Chimera che si avvicina. Ecco che si aprono spiragli attraverso i quali intravvedere il futuro che, ahimè, appare tutt’altro che roseo.
Le domande che si affollano e si accavallano l’una sull’altra sono tante, le principali però sono due…procediamo con ordine però…ecco la prima: che fine fa il nostro diritto (umano) a essere governati come uomini e non come pecore? Non abbiamo forse il diritto ad uno sviluppo, principalmente societario, che ci permetta di crescere prima di tutto come persone?
E ora la seconda domanda: chi sarà il nostro Bellerofonte? Chi riuscirà a debellare il male dell’ ”apatia delle masse” che ci affligge?
L’unica speranza siamo noi, i giovani, molti però non si ricordano di questa frase, divenuta una delle più famose della storia: “il mondo non lo abbiamo ereditato dai nostri genitori, lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli”. La maggior parte delle persone ci considera, capaci di nulla, soggetti bravi solamente a chiedere, e poco inclini a dare…merito anche di una classe politica che negli ultimi 60 anni ha plasmato 3 generazioni con l’idea e il “culto del capo”, convincendo milioni di soggetti che l’unico contributo che potevano dare era il voto espresso attraverso una croce su una casella…
Si sa però che l’esistenza è suddivisa in cicli più o meno lunghi, tutto ritorna e si ribalta…
…per creare un eroe bisogna prima dar vita al suo mostro, così prima abbiamo creato Chimera, il mostro e poi abbiamo dato vita all’eroe: Bellerofonte…


