mar
29
2008
2

Cacoal (BRASILE) – 19 marzo, il giorno della Enchente de S. José

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Cacoal (BRASILE) – 19 marzo, il giorno della Enchente de S. José, ovvero della Piena di S. Giuseppe

Svegli ore 6 vado con padre Roberto alla mezzora di catechesi nella settimana della passione dalle 6.30 alle 7.00. ORARIO DI PUNTA dico io… Certo orario migliore … conferma lui, e non mi prende in giro… PO FET VOJATRE! ovvero nel mio dialetto, POI FATE VOI!!!! (valli a capire… accettiamo la cultura e gli usi). Torno, colazione, giro in bici: io, telecamera, e macchina digitale, questa città  mi ispira, e le scene quotidiane sono fantastiche, il padre che gioca coi figli in mezzo a una strada di terra rossa, il ragazzetto cicciotto che domina un aquilone (UMA PIPA), i bambini che giocano a pallone in mezzo al fango… l’acqua che perde…. niente più di una periferia del brasile, solo più sicura senza la paranoia di CAZZO MI RUBERANNO TUTTO!!! E allora nel pomeriggio mi indirizzo verso un centro della pastorale dei bambini e adolescenti un bel centro, una gran gioia, accolto come se fossi tornato da un grande viaggio…. (che animo che hanno!)….

I bambini del turno del pomeriggio sono diversi da quelli della mattina, a scuola ci vanno meno, e hanno 3 turni: mattina, pomeriggio sera, (tipo sai mai che trovo un piccolo lavoretto….) sono un po’ più grandi, curiosi, studiano anche italiano, visto che padre Franco, la capoccia operativa e mungi-soldi é del nord Italia (siamo tre italiani qua in casa e quando siamo anche da soli parliamo solo portoghese, comico no??) e mi riempiono di domande… solito scappa fuori il SAI SIGNORE (facciamo che mi dai del tu, la prossima volta che mi chiami signore non ti rispondo !!!!) CHE SEMBRI CHUCK NORRIS, NON SO SE CONOSCI IL CINEMA AMERICANO .. ok sorvoliamo… SI MA SEMBRI DIO vabbé a massimo il figlio di Dio dico io…. già  mi sento molto più che accolto in asilo italiano in un doposcuola, e poi tutti quei colori della pelle, non so a me dà  gioia…. i bambini vanno a casa con l’autobus della scuola…. noi andiamo a fare visita non capisco bene dove, mi dicono solo dopo il cimitero linha 6 ( ovvero il cimitero dei poveri, bello nascosto, su una collina, e lontano con una bella strada piena di piscine e non di buche….) vabbé io sono andato ma non ho visto nulla, penso, zitto.

Arriviamo là¡ e… un casino!!! non é un quartiere, non é qualcosa, sono solo accampati, sono come i SENZA TERRA senza la promessa della terra, ovvero i SEMTERRA vivono IN BARACCHE per un tot ma poi sanno che organi di governo otterranno la terra e la ottengono; io sono andato a casa del bahiano, là¡ vicino a Goià¡s Velho…. ma questa è una cosa che non avevo mai visto, solo le foto e il video possono spiegare perché se me lo avessero detto, io oltre a non averci creduto, non avrei saputo come immaginare, come quando ti dicono sono morti 6 milioni di ebrei, cazzo mica hai l´occhio per capire a dimensione del volume che hanno. Io adesso vi dico NA COLLINA DI TENDE DI PLASTICA BARACCHE DI PALME IN MEZZO AL NULLA…

CONTINUA… Pdf_ico_small.jpg

Written by steve in: Esperienze, Missione |
mar
22
2008
2

Gioventù Federalista Europea e Radicali/ Per una federazione europea per la democrazia in Bielorussia e in Tibet

La Gioventù Federalista Europea ha aderito all'iniziativa "Siamo tutti tibetani" organizzata a Roma dal Riformista e da Radio Radicale. Ieri a Milano iniziativa per la democrazia in Bielorussia, ricordando l'iniziativa di Marco Cappato e Marco Pannella 19/03/2008 – I giovani federalisti europei sono da tempo impegnati nel denunciare la degradante situazione politica in Bielorussia e chiedono a gran voce la fine del dittatura presente nel paese. Lo scorso anno, in occasione delle elezioni presidenziali del 19 marzo, in 60 città i giovani federalisti europei hanno manifestato per sostenere la società civile e i movimenti di opposizione bielorussi, la cui voce è repressa dalle forze governative. Oggi, ad un anno dalle elezioni che hanno riconfermato la dittatura di Lukashenko, sono state 80 le città coinvolte nell’azione “Europe, give the people of Belarus a voice” nella notte tra il 18 e il 19 marzo. Nella stessa giornata, aderiamo alla manifestazione 'Siamo tutti tibetani' indetta dal quotidiano il Riformista e da Radio Radicale per denunciare la gravissima situazione in cui si ritrova oggi il Tibet e richiamare la Cina al rispetto dei diritti umani nella zona. I valori fondanti del processo d'integrazione europea, della Resistenza Europea e della battaglia per la costruzione di un ordine internazionale pacifico e democratico a partire dalla realizzazione dell'unità politica dell'Europa sono parte integrante della nostra cultura. Chiediamo dunque che l'Europa prenda una posizione netta e agisca con una politica estera unica per promuovere il rispetto dei principi democratici al di là dei propri confini. L'Europa, così come i suoi giovani, non può restare indifferente di fronte a tali esempi di rifiuto della democrazia e di sistematica violazione dei diritti umani. Per fare questo, l'Unione Europea deve compiere un passo avanti nel processo di integrazione e diventare un soggetto politico in grado di esprimere una sola voce in campo internazionale. Solo dotandosi di un governo a struttura federale, che risponda al Parlamento Europeo, e di una politica estera unica, l'Europa potrà essere esempio di democrazia tanto ai propri confini quanto negli altri continenti e permettere alle nuove generazioni dei paesi che ora sperimentano la repressione e l'odio di conoscere il significato della parola pace. Valerio Federico, segretario dell’Associazione Enzo Tortora- Radicali Milano, dichiara: “Abbiamo partecipato ieri con convinzione all’iniziativa dei giovani federalisti europei contro la feroce dittatura di Lukashenko, per altro tenuta in piedi dalla Russia di Putin, che sta anche giocando in sede Onu un ruolo importante a difesa della barbara repressione cinese in Tibet. Siamo convinti anche noi che l’Europa non possa restare a guardare ed in questa direzione va la richiesta di Convocazione Straordinaria per il Parlamento Europeo fatta dagli eurodeputati radicali Marco Cappato e Marco Pannella, e l’iniziativa nonviolenta portata avanti da Marco Pannella e dai Radicali. L’Associazione Enzo Tortora- Radicali Milano parteciperà domani al presidio di sostegno al popolo tibetano in piazza della Scala alle 16.30”

Lo stesso comunicato è visibile anche dal sito: http://www.radicalimilano.it:80/public/comunicati/visua.asp?dati=ok&id=889

Written by gruberio in: Diritti Umani, Informazione |
mar
15
2008
2

Quartieri difficili, immigrazione e integrazione: il dibattito al Mattino – MATERIALI

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Sono disponibili nel nostro blog d'autore QUARTIERE GLOBALE, sul sito de Il Mattino di Padova, tutti i materiali (foto, video e testo) del FOCUS GROUP del 13 dicembre 2007, dal titolo “Sicurezza, micro-criminalità e immigrazione a Padova. Soluzioni a confronto”, che abbiamo organizzato nella sede del Mattino. Di seguito tutti i link:

L'ARTICOLO: clicca QUI

FOTO: – VIDEO: – RELAZIONE FINALE:

Siete invitati a dire la vostra attraverso i commenti (su QUARTIERE GLOBALE) e a diffondere!!!

Written by admin in: Appuntamenti, Informazione |
mar
13
2008
2

Dall’incontro con FREI BETTO a Quinto di TV: ALL’ASCOLTO DEI POVERI CHE FANNO LA STORIA

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Quinto di Treviso, 7 marzo 2008

Carlo Alberto Libà¢nio Christo, Frei Betto, è una delle personalità  di primo piano della chiesa latinoamericana. Brasiliano, domenicano, scrittore, teologo della liberazione, è entrato anche in politica a sostegno di Lula nel progetto Fame Zero. L´abbiamo incontrato a Quinto di Treviso: è un uomo semplice, accogliente e sereno, che ci ha colpito per il suo essere voce profetica del nostro tempo. Ascoltiamolo e lasciamoci con-muovere…

La persona umana è relazione: con se stessa, con gli altri, con la natura e con Dio.

Per capire la centralità  del prossimo nel messaggio di Gesù, partiamo da una delle due domande che più spesso gli sono rivolte: “Signore, che cosa devo fare per guadagnare la vita eterna?” (Mc 10, 17 ss). Mai questa domanda esce dalla bocca di un povero: è la domanda tipica dell´uomo ricco (Nicodemo, Zaccheo, i dottori della legge,…), che si è assicurato la vita terrena e quindi desidera assicurarsi anche l´aldilà . Gesù non ama questa domanda e risponde con una serie di comandamenti ridotta rispetto a quella cui siamo abituati (Gesù non ha fatto un buon catechismo!): Gesù non parla mai di Dio, i suoi comandamenti riguardano solo il rapporto con il prossimo. è nell´amore al prossimo che si riassume tutto l´insegnamento di Gesù: dar la vida por los pobres, questa è l´essenza della figura di Gesù e quello che Lui ci chiede di fare per metterci alla sua sequela. Amare il prossimo è l´unico modo per amare Dio e per conoscerlo: Dio non ha religioni, la fede serve solo per capire questa dimensione di amore. Dio è amore. Chi ama, conosce Dio: tutta l´esperienza di amore è esperienza di Dio.

… CONTINUA: leggi l’articolo intero

AUDIO DELLA SERATA

PARTE 1

PARTE 2

Written by fabiana in: Appuntamenti, Esperienze |
mar
08
2008
2

Da LOCRI: manifestazione del 1 marzo 2008

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(clicca sulla foto per vedere la galleria completa)

Si è conclusa ormai da quasi una settimana la manifestazione a Locri in favore di un’alleanza per la Calabria contro la ‘ndrangheta e tutte le massonerie deviate. Come gruppo di giovani presenti alla manifestazione, tuttavia, siamo convinti che il lavoro cominci ora. Per non lasciare che questo invito a “muoversi” e a camminare, cada nel nulla, iniziamo con il divulgare alcune foto, i file audio degli interventi ascoltati durante la giornata di sabato 1 marzo ed infine uno stralcio della riflessione che abbiamo scritto.

VERSO LOCRI

Contriariamente a quanto certa stampa ha cercato di far credere, esistono ancora giovani ed adulti capaci di pensare il “viaggiare”, lo spostarsi, come qualcosa di estraneo ad una vacanza, alla semplice e banale voglia di evasione, di fuga dal quotidiano. L´uscire dal proprio fazzoletto di terra, dal proprio paese, dalla propria realtà , fortunatamente scaturisce ancora dalla voglia di incontrare, di vedere, di capire, di “camminare insieme a …”, di “esserci per …”, di sostenere non solo a parole, ma con il corpo, mettendoci la faccia. E´ nato e ha preso forma proprio da questo il nostro desiderio di partire da Padova e Bologna alla volta di Locri. Siamo dieci giovani del GIM (Giovani Impegno Missionario), provenienti un po´ da tutto il nord Italia, desiderosi di unirci al cammino di lotta e di resistenza aperto nella Locride, contenti di poter rappresentare tanti altri cari amici uniti a noi in questo desiderio. Venerdì 29 febbraio 2008, ore22.08: partenza dalla stazione di Bologna. Carichi di zaini e d´entusiasmo prendiamo posto nei due scompartimenti prenotati dell´Intercity Notte diretto al sud, in Calabria, a Locri. Eravamo consapevoli che le successive 14 ore ci avrebbero tenuti incollati ai sedili senza troppe possibilità  di movimento, tuttavia sono proprio momenti come questi che, sonno a parte, offrono possibilità  di dialogo e di semplice confronto fuori dal comune, sempre più estranee alla frenesia che regola la routine dell´italiano medio. La distanza ed il tempo impiegato per percorrerla, in relazione alla breve permanenza che avremo vissuto giù in Calabria, suggeriscono forse un qualcosa di insensato, di facilmente incomprensibile… o forse aiutano a capire il significato e l´importanza di un momento a cui tutti gli italiani erano stati invitati a partecipare. Avremmo accumulato sonno, avremmo dormito scomodamente per due notti ravvicinate, saremmo tornati stanchi giusto all´inizio (lunedì mattina presto) di un´altra settimana di lavoro, di studio, di quotidianità â€¦ avremmo aggiunto un fine settimana “occupato” alla serie dei weekend impegnati del mese di marzo… ma esserci (seppur in pochi) davvero contava, davvero ha contato, pensiamo (e comunque speriamo), per la gente di Locri, a cui abbiamo voluto silenziosamente dimostrare che soli non lo sono! Affatto! Che l’Italia è ancora un paese unito e che esistono ancora persone capaci di farsi carico, per quanto possibile certo, le une dei pesi delle altre, cominciando con lo smobilitarsi, contro l’individualismo strisciante di un nord Italia sempre meno vivo e attento a ciò che accade oltre le nebbie fitte della val Padana. Sabato 1 marzo 2008, ore 11.55: arrivo a Locri. Il sole e la natura calabresi preannunciano vita: l´inverno è finito, già  profuma di primavera.

IL CORTEO

Scesi dal treno … CONTINUA (leggi tutto l’intervento: CLICCA QUI)

GUARDA LE FOTO: Foto.jpg

Intervento di ALEX ZANOTELLI

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Intervento (telefonico) di DON LUIGI CIOTTI

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Intervento dei RAPPRESENTANTI delle ASSOCIAZIONI e degli ENTI aderenti alla manifestazione

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Written by Daniele in: Appuntamenti, Diritti Umani |
mar
06
2008
2

9 marzo 2008: 12°° ViA CRUCIS PORDENONE – BASE USAF AVIANO

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OLTRE LA NOTTE DEL MONDO
Riprendendo l'insegnamento dell'Enciclica 'Populorum Progressio'
 
Partenza: ore 13, dal sagrato della Concattedrale S. Marco – Pordenone arrivo: ore 17, pista di decollo della base Usaf di Aviano. Un bus-navetta riporterà a termine della manifestazione a Pordenone (per informazioni: 0434578140 / 0432560699 / 3492200890)
 
Ripercorrere per la 12a volta la strada da Pordenone alla base Usaf di Aviano vuole essere per noi un segno vivo e comunicativo dell'esigenza e dell'urgenza della giustizia e della pace: un segno che viviamo e proponiamo qui nella nostra Terra, coscienti di comunicare con tutte le persone e le comunità del Pianeta che resistono, denunciano, propongono, si impegnano, spesso a rischio della vita per contribuire alla costruzione di un mondo giusto, riconciliato in pace.
Rileggendo e rimeditando dopo quarant’anni l'enciclica di papa Paolo VI, “Populorum progressio”, vi abbiamo colto una vibrante partecipazione ai drammi dell'umanità; una constatazione veritiera e provocatoria dell'interdipendenza planetaria; la necessità di guardare la vita e la storia dalla parte degli impoveriti, degli affaticati, dei più deboli; una solidarietà nelle comunità locali e nella comunità planetaria di tutta la famiglia umana; una visione dello sviluppo deciso dalla giustizia, se ci si impegna veramente a costruire un futuro di pace .
E la Via Crucis ci coinvolge nella meditazione su Gesù ripetutamente colpito, prostrato, isolato: come Lui tante persone, comunità, popoli del mondo ci chiedono di condividere la loro sorte, di compiere con loro il cammino della liberazione e della vita; ci comunicano insieme alla prostrazione la straordinaria capacità di resistenza, di reazione al sogno, di spiritualità, di progettualità, di dedizione; attendono la nostra vicinanza, il nostro coraggio, la nostra consapevole e attiva collaborazione; ci accompagnano nel cammino verso la base di Aviario perché le armi che vi si custodiscono sono le stesse che colpiscono le loro comunità, i loro territori, che uccidono, feriscono, distruggono.
Gesù, che nella sua Via Crucis chiede aiuto, sono tutti coloro che manifestano in modo silenzioso o gridato necessità di giustizia, di pace, di rispetto dei diritti umani fondamentali nette nostre comunità e nella comunità planetaria che comprende tutte le persone, tutti gli esseri viventi.
L'aiuto è la solidarietà concreta, è la cooperazione internazionale fra soggetti con pari dignità; è la pretesa di istituzioni locali e mondiali che assumano la giustizia e la pace come doveri prioritari; è la sobrietà della nostra vita; è l’informazione, la consapevolezza, l'affermazione e la pratica di un'etica mondiale vincolante tutte le donne e gli uomini di buona volontà sulle questioni decisive, indiscutibili, dirimenti della giustizia e delta pace.
In Gesù, che muore sulla croce, meditiamo sulla morte di tutte le vittime innocenti, vibriamo di compassione profonda; ci sentiamo dolorosamente provocati alla nostra responsabilità personale e comunitaria; ad impegnarci per prevenire le morti a causa della fame, di malattie endemiche e curabili; di guerre e altre forme di violenza, le morti su lavoro, sulle strade; le morti per sofferenze personali e familiari attuate in modo tragico, come avvenuto di recente anche nella nostra regione.
Gesù, che muore sulla croce, ci conduce a compiere, camminando sulla strada da Pordenone alla base USAF di Aviano, l’itinerario dei martiri, di tutte quelle donne e quegli uomini, quelle comunità uccise vittime di giustizie inaccettabili perché annunciatori e testimoni coerenti e fedeli della giustizia, della pace, della fraternità: una grande ricchezza a cui attingere.
Gesù, che muore sulla croce, ci rivela il Dio impotente nel mondo e per questo totalmente solidale con noi; solo questa compassione può salvare la nostra vita, quella dell'umanità, anche la vita della Chiesa: “al di fuori dei poveri non può esserci salvezza".
Gesù Risorto, Vivente oltre la morte, cammina con noi da Pordenone fino davanti alta base USAF di Aviano: la sua presenza ci incoraggia nei momenti di perplessità, di stanchezza, di affievolimento della speranza; cammina con noi che camminiamo insieme fra noi qui e insieme a tutte le comunità e i popoli del Pianeta che vivono con la stessa ragionevole speranza, con lo stesso fine e il medesimo impegno di rendere umano questo mondo.
Lungo il percorso sono attese e importanti parole autentiche, profonde; quelle che attivano la memoria storica, la vicinanza e forza dei profeti, dei martiri, dei santi che ci invitano a scorgere i segni dei tempi; che sollecitano le nostre possibilità di bene, che rincuorano e alimentano la forza della denuncia, della proposta, dell'assunzione di impegno, fedeltà, coerenza e perseveranza. E lungo il cammino sono altrettanti importati i segni concreti, le esperienze vive di solidarietà, condivisione, sobrietà.
Camminiamo anche quest'anno per dichiarare personalmente e pubblicamente alcuni no e altrettanti sì fondamentali, decisivi per la vita.
No all'ingiustizia, all'illegalità, alla corruzione, al capitalismo; sì alla giustizia, alla legalità, alla condivisione. No al militarismo alle armi, alle guerre, a tutte le forme di terrorismo e di violenza. Si alla scelta della nonviolenza attiva, alla riconversione dell'industria bellica, a parole e gesti di tenerezza.
No a tutte le forme di xenofobia e di razzismo, di discriminazione e di esclusione; sì all'accoglienza di ogni altro, alle esperienze di convivenza fra le differenze, di attenzione a chi fa più fatica a vivere. No a tutte le distruzioni dell'ambiente, delle specie viventi; sì all'attenzione, alla premura, alla cura.
No al materialismo invadente che separa, rende individualisti, egoisti, superficiali, pigri; sì al silenzio, alla meditazione, alta contemplazione, alla profondità dell'essere, alta spiritualità, alla cultura, all'espressione creativa e artistica.
No alle nostre coscienze di fedeli e alla nostra Chiesa quando siamo tiepidi, acritici, timorosi di fronte a questo assordante urto dei poveri; sì ad una fede e ad una Chiesa profetica e incarnata nella storia, una Chiesa e un cristiano che sanno dire "I CARE, mi sta a cuore".
In cammino dunque con queste convinzioni, con questi fini, con questo impegno, con questa esigenza di coerenza e di fedeltà, a cominciare da ciascuna e ciascuno di noi.
E per rendere concreto quanto detto, proponiamo due segni durante la Via Crucis Pordenone base USAF Aviano dei 9 marzo 2008:
1 – Raccoglieremo il ricavato di un pranzo, frutto di digiuno che uno intende fare, per devolverlo al Baby Hospital di Betlemme, luogo emblematico dell'amore in un contesto di violenza, fame, guerra
2 -Raccoglieremo le firme per la legge di proposta popolare per sfrattare una volta per sempre tutte le testate nucleari dal suolo della repubblica Italiana.
 
Beati i costruttori di pace – Associazione E. Balducci di Zugliano – Comunità accoglienza Arcobaleno Gorizia – Comunità cristiana di base Gorizia – Emergency – Famiglia Comboniana GIM di Padova – SUAM Nord Est
 
Written by Daniele in: Appuntamenti |
mar
04
2008
2

…il nuovo flagello…

 …se si vuole creare un eroe, bisogna prima dar vita al suo mostro…

È esattamente ciò che sta succedendo ora, i sta dando vita al mostro. Mi sto ovviamente riferendo al clima politico dei nostri giorni; tutti gli schieramenti sono concordi nel dire che ci vuole cambiamento, che l’Italia necessita di una leadership forte, che dobbiamo risorgere dalle nostre ceneri…ma quello che ci viene proposto sono le solite vecchie nenie trite e ritrite. Tutti gli schieramenti in corsa sono capitanati da politici ben più che rodati, e tutt’altro che nuovi, uomini (e una sola donna) che aleggiano come eminenze grigie nelle alte sfere da più di 20 anni, persone che calcano i corridoi del potere da quando hanno l’età per votare.

Sarebbe questo il nuovo?

Naturalmente tutti i candidati premier si propongono come il rimedio a quella che oggi va di moda chiamare “situazione critica italiana” proponendo soluzioni che esprimono, con parole diverse, i medesimi concetti, senza tenere in conto il fatto che al Paese, alla gente, servono risposte concrete e non elaborati giri di parole espresse nel raffinato linguaggio del “politichese”. Come si può ben vedere si tratta di un’asta al ribasso in tutto: nei punti programmatici, nei contenuti stessi dei punti, nella bassezza dei messaggi (spesse volte svianti) che vengono proposti, persino nel modo di fare campagna elettorale. Persino chi non è un’aquila si sarà accorto della foga con la quale si sta affrontando la campagna elettorale.

L’abbuffata delle banalità, una corsa sfrenata all’ultimo voto, una caccia al nome che fa notizia; si potrebbe con tranquillità dire “una pesca dei polli”, e i polli siamo noi. Si accetta chiunque in lista, giani bifronte, voltafaccia…tutto fa brodo, e che brodo! Una confusa accozzaglia di nomi che rappresentano simboli preparati in fretta e furia, strutture che nonostante la loro fragilità si apprestano a governare (o malgovernare, o ancora non governare) lo Stato per il prossimo lasso di tempo (non scommetterei sulla durata della prossima legislatura).

Eccolo il mostro, la nostra Chimera che si avvicina. Ecco che si aprono spiragli attraverso i quali intravvedere il futuro che, ahimè, appare tutt’altro che roseo. 

Le domande che si affollano e si accavallano l’una sull’altra sono tante, le principali però sono due…procediamo con ordine però…ecco la prima: che fine fa il nostro diritto (umano) a essere governati come uomini e non come pecore? Non abbiamo forse il diritto ad uno sviluppo, principalmente societario, che ci permetta di crescere prima di tutto come persone? 

E ora la seconda domanda: chi sarà il nostro Bellerofonte? Chi riuscirà a debellare il male dell’ ”apatia delle masse” che ci affligge?

L’unica speranza siamo noi, i giovani, molti però non si ricordano di questa frase, divenuta una delle più famose della storia: “il mondo non lo abbiamo ereditato dai nostri genitori, lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli”. La maggior parte delle persone ci considera, capaci di nulla, soggetti bravi solamente a chiedere, e poco inclini a dare…merito anche di una classe politica che negli ultimi 60 anni ha plasmato 3 generazioni con l’idea e il “culto del capo”, convincendo milioni di soggetti che l’unico contributo che potevano dare era il voto espresso attraverso una croce su una casella…

Si sa però che l’esistenza è suddivisa in cicli più o meno lunghi, tutto ritorna e si ribalta…

…per creare un eroe bisogna prima dar vita al suo mostro, così prima abbiamo creato Chimera, il mostro e poi abbiamo dato vita all’eroe: Bellerofonte…

Written by Sigmund in: Diritti Umani |
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