Kenya: La Via Verso La Pace

(Uno squarcio del Whynot stadium durante un torneo)
Slum di Mathare (seconda baraccopoli di Nairobi), giovedì 31 gennaio, ore 21.
All’improvviso centinaia di uomini iniziano a radunarsi nel cosiddetto “Whynot Stadium”, lo stadio naturale che si erge all’interno della slum di Mathare, residuo di quella che era una cava in passato. Lo stadio durante l’anno ospita gli allenamenti della “Whynot Football Academy”, ogni fine settimana ha luogo il campionato under 10 e under 14 che coinvolge oltre 200 ragazzi della slum, 4 volte all’anno gruppi di ragazzi e ragazze italiani si cimentano nel cosidetto “Whynot Karibu Afrika tournament”, tornei tematici per sensibilizzare la slum e che vedono la partecipazione di un pubblico di 2000-2500 persone…un campo di pace. Oggi invece non c’è pace, con grande clamore e in gran fretta viene organizzato un meeting tra i residenti della cosiddetta area Mashimoni, parte bassa del quartiere Mabathini della slum stessa. Le persone sono preoccupate, si diffonde la notizia che nell’area Thiayu, l’altra parte del quartiere Mabathini che si trova esattamente sopra lo stadio, siano arrivati i mungiki, si stiano distribuendo panga (machete) alla popolazione locale per farla finita con i non-kikuyu di Mashimoni. La confusione cresce, alcune persone si dicono testimoni diretti e incitano gli altri a prendere bastoni e sassi per combattere i nemici e poter salvare le loro famiglie. Dalla terrazza naturale adiacente alla sua baracca in zona Thiayu un uomo alto 1,60 per 50 Kg di nome Dominik, direttore dell’associazione di base Whynot e persona molto rispettata all’interno della slum segue l’evolversi della situazione. Nello stesso momento a Thiayu si diffonde la notizia che le persone di Mashimoni vogliano attaccare le loro case e le loro proprietà. Anche loro si armano di fionde, bastoni e sassi. Dominik segue la situazione, cerca di calmare gli animi. Dal basso gli uomini di Mashimoni avanzano salendo per le “gradinate” dello stadio e avvicinandosi agli uomini di Thiayu che con le fionde bloccano l’avanzata. All’improvviso tra i difensori di Thiayu riescono a passare Dominik ed altre persone coraggiose. “Com’è possibile che Dominik (luo) possa passare tra i mungiki (kikuyu)?“, “Come possiamo avanzare contro Dominik che con la sua associazione ha creato da un anno e mezzo una scuola che educa 186 studenti delle aree Mashimoni e Thiayu?”. I due fronti si bloccano, inizia il dialogo, si capisce che tutto è stato istigato da ladri e approfittatori che hanno cercato di alimentare l’odio e la confusione per i loro meschini interessi. La tensione man mano decresce, la mattina seguente viene organizzato un meeting tra i rappresentanti delle due comunità, tutto viene risolto. Questo è l’esempio a mio avviso di una vera riconciliazione, dal basso, partecipata e concreta. Whynot è un’associazione nata con la speranza di cambiare le cose: whynot empower the slum? (perché non sviluppare la baraccopoli?) La speranza oggi è che questi esempi possano crescere e persone come Dominik possano contagiare a cascata tante altre persone.
Luca Marchina (rappresentante di Africa Peace Point Onlus e Karibu Afrika Onlus)


