Esiste Un Limite A Tutto Questo?


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(immagine tratta da www.files.splinder.com)

Oggi mi ritrovo seduto davanti al computer ad iniziare a scrivere questo post, con addosso ancora la faccia sbigottita per quello che ho appena letto nelle pagine di un giornale locale di Treviso.
Apprendo da quest ultimo che ieri, durante una partita amichevole di calcio giocata tra la squadra del Portosummaga-Portogruaro (formazione di casa militante in serie C2), e quella del Treviso (formazione ospite militante in serie B), d'innanzi all'ennesima disfatta dei giocatori trevigiani, i tifosi biancocelesti hanno innalzato cori di protesta contro i propri atleti.

Tutto questo sarebbe comprensibile e lecito se i contenuti di questi cori non inneggiassero all'ascesa in campo di Michele Fusaro "Michele Fusaro segna per noi" - il falegname di Castelfranco Veneto accusato del sequestro e dell'omicidio di Jole Tassitani - per poi ipoteticamente chiedergli, sempre a gran voce, "Michele Fusaro affettali come Jole".

Chiaramente mi sono indignato e mi sono chiesto come una mente sana potesse proferire tali parole, non curanti del calpestamento del dolore altrui, del beffeggiamento della sofferenza, della strumentalizzazione di una tragedia così atroce e collettivamente molto sentita.

Mi sono chiesto se queste persone, mentre preparavano questa protesta (la squadra del Treviso dà pessimi risultati da molto tempo e l'ombra di una forte contestazione era nell'aria da giorni), sapessero quello che stavano facendo. Mi sono chiesto se nelle loro menti è passato, anche solo per un attimo, il dubbio che potessero in questo modo incupire ulteriormente gli incubi che di notte certamente percorrono le menti dei famigliari di Jole, se potessero appesantire ancor di più il grande macigno nascosto nel loro cuore, se potessero ampliare la già lunga fila di domande e di chiarimenti che da molto fanno loro ribollire il sangue?

E fatte tutte queste considerazioni, si sono chiesti se valeva veramente la pena o meno, strumentalizzare questa tragedia solo per dare una scossa ai loro beniamini?

La tifoseria del Treviso ci ha abituato a tutto… Dai cori razzisti, ai disegni di giocatori neri impiccati, all'abbandono della curva per l'ascesa in campo di un giocatore di colore che indossava la casacca della loro squadra, sino alle svastiche e ai cori che salutavano la scomparsa del commissario Raciti con "Uno di meno, siete uno di meno…"

Siamo stati abituati a tutto, da parte di questa gentaglia che dice di essere trevigiana, ma che del vero trevigiano non ha assolutamente nulla.

Da ieri però, abbiamo una certezza in più: Questa gente non è ignorante, non dimentica erroneamente di fare tutte le considerazione qui sopra riportate, ma, in piena consapevolezza, utilizza una tale tragedia solamente per contestare 11 giocatori che, secondo loro, non onoravano la loro maglia… Ma loro possono dirsi uomini di onore? Possono dirsi uomini?

Mi rifaccio, allora, al titolo che ho scelto per questo post, c'è un limite a tutto questo? C'è ancora una speranza?

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Reader Comments

davvero triste… una tragedia nella tragedia. Non solo il corpo di un essere umano è stato straziato dalla ferocia bestiale di un uomo. Ma in più delle altre persone nè parlano in vano, credendo magari di essere spiritosi o fighi! Purtroppo non so dirti se ci sia un vero limite a tutto ciò. Se anche ci fosse è già stato superato, calpestato e dimenticato da tempo! Poveri noi… non c’è più rispetto per niente e nessuno.