27
2008
Crisi del governo, crisi dello stato
25
2008
IL CIAD UMILIATO
Qui in Ciad abbiamo avuto un motivo speciale di preghiera, che dai bambini è arrivata a tutta la nazione. Il fattaccio dell'"Arca di Zoè", infatti, non ha solo rivelato la triste condizione di centinaia e migliaia di bambini (ciadiani o sudanesi, non fa differenza); non ha solo rivelato "i rischi dell'eccesso di senso umanitario", come ha ben scritto "L'Azione" dell'11 novembre. Ha rivelato, soprattutto, la condizione di un paese che continua colonia, la situazione di tutto un popolo umiliato nella sua aspirazione alla vera indipendenza.L'operazione di "riscatto" dei 103 bambini è orchestrata in Francia, e non si tratta di una cosa che si possa fare sottobanco: viene affittato un aereo spagnolo, il quale atterra non alla capitale, ma più ad est, ad Abeché… Un aereo, e di grossa portata, non è un moscerino che possa passare inosservato: chi ha dato il permesso di entrata nello spazio aereo e di conseguente atterraggio? Forse ne sa qualcosa la guarnizione francese, di stanza a Ndjamena, che ha in mano tutto il servizio di monitoraggio del territorio ciadiano!
Al momento di imbarcare i bambini, la cosa viene scoperta, per caso, anche dalle autorità locali: bloccano tutto, i bambini sono affidati ad entità filantropiche e tutti gli europei implicati vengono trasferiti alla capitale in attesa di (si dice) regolare processo.
Si inneggia alla sovranità nazionale, finalmente rispettata ed in azione… Ma solo qualche giorno dopo, la novità, alla Napoleone! Lo stesso Sarkozy piomba improvvisamente a Ndjamena, non si preoccupa di niente e di nessuno, in poche ore "ottiene" (puoi leggere: impone) la liberazione dell'equipaggio e lo riporta in Spagna; andandosene – ciliegina sul dolce! – rassicura i 6 francesi rimasti "prigionieri" che prima della fine dell'anno saranno in Francia.A Ndjamena scoppiano manifestazioni di protesta, ma… tutto corre (e deve correre) nel senso previsto: per i prigionieri si imbastisce un "regolare" processo, che dura nientemeno che 4 giorni! E si conclude con la loro condanna ad 8 anni di lavori forzati. Lo stesso giorno arriva da Parigi la "richiesta" di estradizione, e la sera dopo i 6 sbarcano a Parigi. E' il 30 dicembre. Sarkozy ha mantenuto la sua promessa. Il Ciad ha vissuto un'altra triste pagina di umiliazione.
Nell'articolo citato, Paolo De Stefani concludeva: "Servirebbe un po' più di vero dialogo con i poveri e le popolazioni che soffrono". Sono d'accordo, ed interpreto così: ogni vero dialogo comincia con il rispetto della libertà; colonialismo effettivo non permetterà mai vero dialogo, anche se mascherato da tanti bei discorsi ufficiali; l'umiliazione di tutto un popolo non potrà mais sfociare in vero dialogo… soprattutto quando l'umiliato è negro, ed il "padrone" bianco!
Il mio Natale è stato, sì, contemplazione e ringraziamento alla volontaria umiliazione di un Dio che diventa Bambino. Ma è stato soprattutto partecipazione sofferta all'umiliazione di questi fratelli ciadiani, ancora una volta calpestati ed umiliati nella loro dignità di popolo libero.
20
2008
E´ morale, secondo voi, un giornalismo cosí?
Navigando nella rete ci si imbatte a volte su alcune riflessioni davvero interessanti, che tra l'atro riportano di fatti od eventi davvero poco conosciuti… Di seguito un articolo di sabato 12 gennaio 2008, tratto dal blog
http://www.camminaredomandando.blogspot.com/.

(immagine tratta da http://bp3.blogger.com)
PICCOLA NOTAZIONE SULL'IMMORALITA' DEI MEDIA ITALIANI
Piccola notazione sull’immoralità dei media italiani. Ieri il presidente della Camera Bertinotti, in visita in Sudamerica, ha visitato un pueblo joven di Lima, Huaycan. Per chi non li conoscesse,i pueblos jovenes sono le estreme periferie di Lima, aggregati urbani eufemisticamente chiamati “villaggi giovani”, formati da migliaia di baracche ammassate nella sabbia, spesso senza acqua, luce, strutture sanitarie e servizi di base.
Al di là delle diverse opinioni che si possono avere sul personaggio, credo che sia una cosa di cui andare orgogliosi il fatto che la terza carica del nostro paese abbia visitato un progetto di cooperazione italiana nel pueblo joven di Huaycan (similmente a quanto aveva fatto qualche giorno fa ad El Alto, in Bolivia), dimostrando così, durante questo suo viaggio ufficiale in Sudamerica, interesse non soltanto per le cancelliere, ma anche per la società civile in tutte le sue articolazioni.
Ma tutto questo ovviamente ai nostri media non interessa. Povertà ed esclusione sociale e, dall’altro lato, cooperazione e aiuti allo sviluppo sono temi che non bucano lo schermo. Ma a questo siamo abituati. C’è una cosa però che – pur con tutta la buona volontà – non riesco davvero a sopportare. E’ questo infame braccare i personaggi italiani in visita nei paesi stranieri (per giunta nel sud del mondo) per chiedergli egoisticamente pareri inutili su italianissime questioni, mostrando così un insultante eurocentrismo e un disinteresse totale per le faccende al di fuori del nostro spicchio di mondo, frutto di un persistente e larvato colonialismo mentale.
Guardate quest’articolo. Porta in calce l’indicazione geografica Huaycan, ma poi non spreca una riga, dico una riga (!) per far sapere al lettore che razza di posto sia Huaycan e cosa Bertinotti ci sia andato a fare. Dall’articolo sembra che Bertinotti sia andato a visitare un pueblo joven solo per rilasciare dichiarazioni su questioni sindacali italiane! E’ morale secondo voi un giornalismo così? E’ morale braccare una persona in una baraccopoli del Sud del mondo, fottendosene allegramente del suo stato di baraccopoli, per far sapere al pubblico italiano delle trascurabili dichiarazioni su questioni che con quella baraccopoli non hanno assolutamente niente a che vedere?
Guardate la foto in alto e datevi una risposta. E, se vi viene voglia, spegnete la televisione.
20
2008
Erto (PN), 1 FEBBRAIO: L´impegno del vivere presente per costruire un futuro umano
Segnalo questo interessante appuntamento
L'Associazione Superstiti del Vajont, con il patrocinio dei “4 Comuni del Vajont” organizza ad Erto (PN), presso il “Centro Visitedel Parco Naturale Dolomiti Friulane” per il giorno Venerdì 01 Febbraio 2008 alle ore 20.30 un pubblico incontro e dibattito sul tema:“L’impegno del vivere presenteper costruire un futuro umano”, con lo scopo di far conoscere principalmente ai giovani la straordinaria attività promossa dal “Centro di accoglienza e promozione culturale E. Balducci” di Zugliano, (UD). Relatore: PierLuigi di Piazza, infaticabile animatore di progetti di integrazione sociale e culturale. Si segnala inoltre la partecipazione del coro “Note in Libertà” di Longarone.
L'invito è rivolto a tutti!!! Diffondete!
19
2008
KENYA: Il delirio a Mathare!
Luca Marchina
14
2008
Blackle – Google in Black: RISPARMIAMO ENERGIA!
11
2008
STRADA FACENDO 3 – Cagliari, 19-20-21 ottobre 2007
Anche se con un po’ di ritardo, mi sembra opportuno, come negli anni scorsi, segnalare almeno così questo importante appuntamento.
Strada Facendo 3
I cantieri dell’abitare sociale
Cagliari, 19-20-21 Ottobre 2007 Non un convegno, ma un’ occasione di confronto, di studio, di ricerca. Un “cantiere dell´abitare sociale” a cui hanno aderito, in questi anni, un numero crescente di realtà del pubblico e del privato sociale, scuole e associazioni, amministrazioni e cooperative, rappresentanze della politica, della cultura, dello sport, unite nell´impegno di costruire insieme veri percorsi di cambiamento.
Domenica 21 Ottobre 2007
Conclusioni
Luigi Ciotti – Presidente Libera e Gruppo Abele
11
2008
Monselice, 18 genn 2008: COSA SIGNIFICA VIVERE E RESPIRARE NELL’AREA DEI CEMENTIFICI?
Segnaliamo questo interessante quanto importante appuntamento. Divulgate anche voi come potete la notizia!
VENERDI' 18 GENNAIO ore 20.45, CINEMA CORALLO – MONSELICE
CONFERENZA – DIBATTITO:COSA SIGNIFICA VIVERE E RESPIRARE "NELL'AREA DEI CEMENTIFICI"?
Ne parliamo con il dr.Stefano Montanari, Esperto Internazionale di nanoparticelle e nanopatologie
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Per approfondimenti visita il sito: http://www.lasciatecirespirare.it/









