Vicenza, Corteo No Dal Molin: Siamo 40mila

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Oggi mi va di scrivere. Perché ci sono stata; perché l’ho vista con i miei occhi, quella fiumana di gente; perché, semplicemente, tra quei 40.000 c’ero anch’io… Il giorno dopo. Mi sveglio, con un ricordo un po’ sbiadito della giornata di ieri. Un ricordo, che col risveglio, inizia a prender tratti, ad assumere i colori variopinti delle centinaia di bandiere della pace che ho visto sfilare davanti a me, tra la gente, nel freddo invernale di una Vicenza, imbiancata e infangata dalla neve divenuta pantano. Sono sveglia, e un po’ delusa, e un po’ arrabbiata dai ricordi di quel giorno, e capirete poi perché..
Decido di cercare tra le pagine informatiche se qualcosa è stato scritto su di noi, che, sfidando il clima gelido, siamo andati a Vicenza per dire NO al “Dal Molin“. Cerco, cerco, cerco – “ma come - penso tra me e me – “che mi sia sognata tutto? Nemmeno una parola, né sull’Ansa, né su Repubblica, niente di niente…ma come???“ -. Finalmente lo trovo, un piccolo spazio dedicato a noi: notizia Adnkronos, “Vicenza 15 dicembre“. La riporto fedelmente, commentandola a tratti, quando il limite della sopportazione risulta superato..
Vicenza, 15 dic. (Adnkronos/Ign) - ''Oggi siamo in quarantamila qui a manifestare contro il Dal Molin''. Ad annunciarlo è stato don Gallo, il sacerdote genovese in testa al lungo e variopinto corteo che ha mosso i primi passi dal Piazzale della Stazione di Vicenza, promosso dai Comitati contro l'ampliamento della base militare statunitense all'aeroporto Dal Molin. Una cifra sopravvalutata secondo gli uomini della Questura che parlano al massimo di 20-30mila presenze.”
Ovviamente.. ma che t’aspetti?? E’ la logica della Questura: se sono tot mila, parlare di almeno 20% in meno.. come se 10 mila più, 10 mila meno, cambino davvero il senso della protesta.. noi c’eravamo, ed eravamo tanti, così tanti che se ti fermavi, continuavi a veder scorrere gente per almeno un’altra oretta; così tanti che salita su di una pedana, non son riuscita a vederne la fine, di quel lungo serpentone di persone. Poco importa se fossimo 20 o 40 mila. Noi c’eravamo, ed eravamo in tanti.
“In testa al corteo, partito poco dopo le 14 e che si sta svolgendo in modo assolutamente pacifico, lo storico striscione giallo con la scritta rossa e nera 'No Dal Molin', sostenuto per tutta la larghezza della carreggiata da un gruppo di donne con il viso coperto da una maschera bianca, a sottolineare 'l'invisibilità della protesta'. Sotto le bandiere 'No Dal Molin' e le bandiere della pace sfilano attivisti dei Movimenti della sinistra ma anche tante famiglie di vicentini con bambini. Per la conclusione, nel tardo pomeriggio, è previsto un happening di musica dal vivo, interventi e una cena finale al tendone di Ponte Marchese.”
E’ proprio così: gente di tutti i tipi. Non solo collettivi, centri sociali, anarchici e comunisti di tutti i tipi e provenienze (alternativa comunista, partito dei lavoratori, comunisti ecc.. credo di averne contati almeno 5 differenti, e non c’erano rifondazione e i comunisti italiani!!). A Vicenza, a marciare contro la base USA, c’erano soprattutto famiglie: bimbi, anziani e donne e uomini come tanti. E semplicemente si camminava assieme.
“I manifestanti ballano e suonano trombe e fischietti per rendere più rumorosa e allegra la loro contestazione, mentre sono in arrivo a Vicenza altri pullman e treni, in ritardo, con numerosi altri manifestanti. A sfilare, così come lo scorso 17 febbraio, alla grande manifestazione 'dei 50mila', il premio Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame. Lo scrittore è molto critico. ''Siamo nella situazione di vedere i nostri governanti che 'furbeggiano' - dice - e che allo stesso tempo cancellano tutte le istanze di civiltà''.
''Una manifestazione come questa - sottolinea - dovrebbe fare impressione ai governanti, ma sono ciechi, sordi. Non sentono, non seguono, non vedono, non si rendono conto delle cose. Anche la gente della sinistra, i dirigenti della sinistra non si rendono conto dell'importanza che hanno queste manifestazioni, della costanza, della voglia assoluta di sentirsi cittadini di queste persone e non un insieme di gente che non conta niente''.”
Davvero critico, davvero arrabbiato, davvero stufo, così l’ho percepito anch’io Dario Fo. Stufo e stanco di una politica distante dalla gente. “Perché – mi chiedo - questa gente non conta per la politica ufficiale? Ma noi siamo politica, noi siamo cittadini -polites- con una voce, con delle idee, con la voglia di gestire il nostro futuro e la nostra vita. Più politica di così!“ Sono stufa anch’io, sono stufa del fatto che ogni qualvolta che qualcuno critica i nostri politici italiani, viene accusato di fare dell’antipolitica. Ma non lo si capisce che non si tratta di rifiuto della politica, di ANTIPOLITICA, ma, al contrario, di voglia di una politica diversa, di ALTRAPOLITICA. E’ un’altra politica quella che noi vogliamo, altra gente (finalmente onesta), altre voci (finalmente della gente), altre facce (le nostre magari). Altrapolitica, non antipolitica (…“così come New-Global, non No-Global!“ - mi dico tra me e me - ma questa è un’altra storia..).
“Da parte sua, Franca Rame ribadisce le sue intenzioni: ''Io sono qui oggi perché sia ben chiaro che sto per dare le dimissioni (dalla carica di senatrice, ndr). Non voglio più avere niente a che fare con questo governo, con il quale non ho nulla da condividere''.”
Finalmente qualcuno di onesto che dice ciò che pensa! Alla fine, è vero, che cambia tra Prodi e Berlusconi, tra Sinistra e Destra, quando le politiche che si fanno sono sempre le stesse?? E allora chiamiamolo con il suo nome questo governo: perché volersi dire di centro-sinistra, quando nulla cambia col centro-destra? Teniamo il centro e togliamo la qualificazione di destra e sinistra..
"L'ampliamento della base americana sarà inserito fra i temi della verifica di gennaio del governo Prodi" ha dichiarato da Vicenza l'on. Lalla Trupia, deputata della Sinistra democratica. Mentre Legambiente, presente oggi alla manifestazione, ha ricordato i problemi di carattere ambientale e sociale che l'ampliamento della base comporta: problemi di sicurezza ancora irrisolti legati alla presenza di depositi N.B.C. (nucleare batteriologico chimico), l'incremento dell'inquinamento atmosferico e acustico (facilmente prevedibile in una zona ad alta attività aerea) e non ultimo il consumo del territorio. Il progetto, ricorda Legambiente, prevede la costruzione di 700.000m3 di cemento in una delle poche aree verdi della città.”
Per fortuna che ci sono anche i Verdi rappresentati al governo! Per fortuna che i nostri politici si riempiono la bocca di società civile di qua, società civile di là, ONU, pace e trallalà.. ma chi l’ascolta più la gente? Perché una base americana a due passi da un centro storico? Perché una base americana in Italia?
“Silvio Berlusconi dice però che "la protesta della sinistra estrema sulla base di Vicenza non ha senso. Dobbiamo invece essere lieti di raddoppiare la base di Vicenza perché gli americani non portano un fucile in più ma portano solo benessere e lavoro. E' un fatto normale tra alleati".”
Fatto normale tra alleati????!!!!??? …E qui scoppio! Ma tu hai mai visto una base militare italiana in America??? No, perché se si tratta di allenza, allora deve valere la regola della reciprocità, alleanza bilaterale non unilaterale! Più che di alleanza, questo rapporto mi par di sudditanza.. ma mi sa che, se osi dirlo, ti si accusa di anti-americanismo, e dunque di far una polemica scontata e priva di contenuto. Perché, se si critica la politica dell’attuale amministrazione Bush, si deve venir additati d’esser anti-americani? Come se qualcuno che critica la politica dell’amministrazione Prodi, dovrebbe dunque essere accusato di anti-italianismo; Sarkozy di “anti-francesismo“; Blair di “anti-inglesismo“…ma robe da pazzi!!
La manifestazione è stata anche l'occasione per una critica da parte del presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, che se l'è presa con il tg regionale. ''Lo dico con affetto, visto che siamo in prossimità del Natale, ma oggi il telegiornale della Rai del Veneto non mi è sembrato un buon esempio di servizio pubblico - è il suo parere - C'è un rischio abbastanza serio di un diffondersi perverso della meningite in provincia di Treviso, che purtroppo ha già causato una morte dolorosissima, e cosa ti fa il nostro telegiornale? Apre l'edizione di sabato pomeriggio del 15 dicembre con la manifestazione dei cosiddetti No Dal Molin. Un ampio servizio a disposizione di quelle poche decine di vicentini nemici degli Stati Uniti e delle nostre storiche alleanze occidentali''.
Allora, innanzitutto, chiariamo che non eravamo poche decine, ma semmai poche decine di migliaia.. che fa una bella differenza!! In secondo luogo, ma ti pare che 20-30 mila persone o quel che erano si muovono da tutta Italia, per ritrovarsi a Vicenza a manifestare assieme e la stampa non dovrebbe darne notizie.. ma ci state e stiamo prendendo in giro??? Sono tanto, troppo delusa da questa politica che di democratico ha ben poco.. ops è vero c’è il discorso che questi qui, che ci ritroviamo al potere, li abbiamo votati noi.. Chiarendo che Galan non mi rappresenta, perché io il mio voto a lui non l’ho dato, ma veramente si può parlare di democrazia, laddove l’opinione della gente è costruita attraverso l’informazione fatta da strumenti di comunicazione (leggasi TIVU’ e giornali), che una certa influenza ce l’hanno sulla testa delle persone, e molto spesso sono sotto il controllo della politica? Strumenti dominati dalle logiche del mercato, piuttosto che dalla volontà di fare reale in-formazione.. Non so, sono molto delusa, molto demoralizzata. Ieri è stato un bell’esempio di partecipazione, un sublime evento della democrazia dal basso, la democrazia della gente, quella che crede nella pace; e, invece, par di aver commesso un reato ad essere andati anche noi a urlare il nostro no ad una base americana in terra italiana. Vige il diritto di dire la nostra o no? Siamo una democrazia solo quando ci va bene o no?
Non so ditemi voi: che l’Italia sia davvero un “paese in decadenza“, come scritto pochi giorni fa sul “New York Times“? A me pare proprio di sì.. e il fatto che una manifestazione come quella di ieri non venga ascoltata, non fa che confermare quest’idea..
Emilia


