Una Costituzione Migliore


 

Da molti anni l'Italia si è messa in prima fila a livello internazionale per l'abolizione della pena di morte nel mondo. Una strategia politica che ha caratterizzato fortemente l'iniziativa di politica estera di governo allla fine degli anni novanta, e che si è riproposta ora in sede ONU dove l'Italia porta avanti la moratoria internazionale (combattendo contro paesi motivati a portare avanti la pena capitale per ragioni varie, da quelle culturali a quelle politiche).

Quest'azione, tuttavia, è sempre stata inficiata dal fatto che l'Italia stessa non avesse mai eliminato definitivamente dal proprio ordinamento la pena capitale…fino ad ora..

La Legge Costituzionale del 2 ottobre scorso ha modificato l'art. 27 della Costituzione eliminando la previsione della pena di morte "nei casi previsti dalle leggi militari di guerra".

Probabilmente si tratta di un atto dovuto, della formalizzazione di una disposizione che di fatto era già vigente da molto tempo. Tuttavia è un atto importante, che dimostra un attenzione piena a un problema che adesso verrà discusso a livello internazionale.

L'azione italiana non evita le perplessità rispetto alle effettive possibilità di riuscita della moratoria contro la pena capitale…nonostante di anno in anno diminuisca il numero di paesi mantenitori e aumenti quelli che, di fatto, non la applicano più (oltre agli abolizionisti). Peraltro, occorre ricordare che la moratoria (la cui approvazione è prevista nel corso dell'Assemblea Generale ONU di dicembre) non determinerà alcun obbligo giuridico nei conronti degli Stati parte, ma certamente avrà un forte peso morale. 

Nel frattempo, proprio dagli Stati Uniti, arriva un importante segnale: Il 25 settembre 2007, la Corte suprema federale ha deciso di esaminare un ricorso di incostituzionalità del metodo di esecuzione dell'iniezione di veleno. La Corte dovrà decidere se l'iniezione di veleno sia realmente conforme  all'VIII emendamento alla Costituzione statunitense, che vieta le pene crudeli e inusuali. 

In attesa di vedere il risultato del dibattito internazionale, occorre ricordare che l'Italia deve ancora migliorare la sua legislazione in materia di diritti umani…a cominciare dall'ormai annosa vicenda del reato di tortura, che continua a non comparire nel codice penale ordinario (mentre è già presente nel codice penale militare di guerra), nonostante un primo parere favorevole della Camera dei deputati.

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