Segnaliamo un'interessante iniziativa dell'Ong AMANI, (in kiswahili “Pace”): un calendario per ricordare una realtà drammatica e difficile a due passi dalle nostre case, per non lasciare queste persone ai margini, per non dimenticare inoltre le nostre responsabilità…
I migranti vengono dal Sud e dall’Est del mondo verso l’Italia. Vengono ad accudire i nostri anziani, a sorvegliare i nostri figli, a pulire le nostre case, a servire alle nostremense, a lavare i nostri piatti, a raccogliere le nostre immondizie, a mandare avanti le nostre imprese artigianali, le colture e le stalle, gli impianti industriali e i servizi.Portano lavoro, umiltà, energia, un enorme desiderio di riscatto: vengono da noi per migliorarsi. Portano anche giovinezza e forza vitale alla nostra società senescente,disponibilità alle mansioni che da noi si rifiutano, speranza d’avvenire che a noi si comunica: vengono da noi per salvarci.
Il calendario è disponibile:- presso la sede operativa di Amani Via Tortona, 86 20144 Milano
- telefonando ai numeri 02.48951149 - 02.4121011
- tramite
www.amaniforafrica.org o calendario@amaniforafrica.org
Formato da parete (37X45 cm.) 10,00 euro
formato da scrivania al costo di 8,00 euro
(Spese di spedizione escluse)
Guarda il comunicato stampa integrale:
E’ senza dubbio ammirevole l’impegno di una Ong come Amani profuso a favore di persone che per motivi strutturali stanno peggio di noi. E’ bene tuttavia precisare che non tutti i migranti vengono a svolgere le attività di cui si parla. Innanzitutto ritengo ragionevole pensare che lo scopo per il quale vengono non sia quello di trovare un lavoro umile – come invece la segnalazione di Amani, giocando sulla sensibilità dei lettori, lascia intendere – ma quello di trovare condizioni di vita migliori. Tra l’altro, coloro che vengono “in buona fede” spesso non hanno successo ed è questo il miglior viatico che li porta alla delinquenza ed alla criminalità. Ma non è tutto: molti vengono anche appositamente per delinquere.
Prestiamo ora attenzione ad alcune conclusioni riporate nell’appendice al Rapporto del Ministero dell’Interno sulla criminalità in Italia relativo all’anno 2006 (lo si può trovare alla seguente pagina web: CLICCA QUI) e, per favore, confrontiamoci con il realismo dei dati statistici e non con l’idealismo dell’emotività.
Al capitolo 6.3, intitolato “Gli stranieri che commettono reati” si afferma: “La quota di stranieri sul totale dei denunciati e degli arrestati per la gran parte dei reati è decisamente più alta rispetto all’incidenza della popolazione straniera nel nostro Paese (bisogna tener presente che in questa seconda quota mancano gli irregolari: questo sbilancia ulteriormente il confronto, ma non ne modifica il senso). E’ una sproporzione che ha origini antiche: nel 1988 la quota di stranieri sul totale dei denunciati per omicidio consumato era del 6%, contro una popolazione straniera residente in Italia dello 0,8%; dieci anni dopo i denunciati immigrati per omicidio salgono al 18%, contro l’1,7% degli stranieri in Italia; oggi, nel 2006, gli stranieri sono un denunciato per omicidio consumato su tre, contro una popolazione straniera del 5% circa. Man mano che cresce la popolazione straniera, dunque, cresce anche la quota dei denunciati e arrestati stranieri sul totale dei denunciati e arrestati in Italia. Questo avviene con gli omicidi, ma anche con gli altri reati [...]L’incidenza degli stranieri tra i denunciati, però, varia molto a seconda dei reati. Si va da incidenze basse, come il 3% per le rapine in banca o il 6% per quelle negli uffici postali, al poco meno del 70% che caratterizza i borseggi, ovvero quelli che la classificazione riportata definisce “furti con destrezza”. Tra questi due estremi, gli stranieri costituiscono il 51% dei denunciati per rapina in abitazione o furto in abitazione, il 45% dei denunciati per rapina in pubblica via, il 19% per le estorsioni e il 29% per le truffe e le frodi informatiche. Intorno ad un terzo dei denunciati troviamo gran parte dei reati violenti. La quota di stranieri qui va dal 39% dei denunciati per violenze sessuali al 36% per gli omicidi consumati e al 31% per quelli tentati, al 27% dei denunciati per il reato di lesioni dolose. Simili sono poi le percentuali di stranieri sul totale degli arrestati per alcuni reati predatori strumentali, come i furti di autovetture (38%) e gli scippi (29%). E’ importante sottolineare che la netta maggioranza di questi reati viene commessa da stranieri irregolari, mentre quelli regolari hanno una delittuosità non molto dissimile dalla popolazione italiana.”
Direi che basta così, non serve continuare. I dati riportati sul Rapporto parlano chiaro: gli stranieri in Italia – per quanto irregolari – rappresentano un problema per la sicurezza. Ora, i dati sembrerebbero indicare che, una volta regolarizzati, la percentuale di chi commette reati si assesterebbe ad un livello pari a quello degli italiani. Tuttavia, secondo me, non è accettabile che l’Italia continui ad accogliere quote così consistenti di immigrati provenienti da Stati che dovrebbero aver raggiunto standard di qualità economica e politica degni delle democrazie occidentali. Il riferimento è volutamente alla Romania, Paese dal quale proviene la maggioranza relativa dei delinquenti in Italia. Tra gli individui denunciati o arrestati per le 15 tipologie di reato riportate nella tabella VI.8 (Prime tre nazionalità per numero di denunciati e arrestati per alcuni reati), quelli romeni registrano il triste primato di comparire in tutte e 15 le tipologie in uno dei primi tre posti, addirittura 7 volte in pole position! Come commentare questi dati? Non penso che si possano discutere, riflettono la realtà del nostro Paese, realtà dalla quale Amani pare essere aliena.