Ecco Perchè Non Sono E Non Posso Essere Nè Di Sinistra Nè Di Destra


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Ernesto Galli della Loggia, in un editornale del Corriere di domenica 23 settembre riesce a tirare fuori quello che ho sempre pensato, quello che ho sempre ritenuto di sapere riguardo la sinistra italiana. E lo dico precisando che è da un bel pò di tempo che non oso definirmi più nemmeno di destra, vista anche la vergognosa e ridicola opposizione che secondo me la destra sta facendo da un anno e mezzo a questa parte.

E ciò non deve far credere al lettore che io stia delirando, ma semplicemente penso di avere le mie idee e di credere in determinati valori a prescindere da destra e sinistra, come insegnano Galli della Loggia e Angelo Panebianco.

Anzi, dirò di più. La penso proprio come Angelo Panebianco quando dice che "se io non mi riconosco in un partito, non avrò semplicemente una formazione per cui andare a votare…andrò al mare!" 

Quando pronuncia questa asserzione carica di provocazione sarcastica, Panebianco (su cui si attaglia, ironia della sorte, una sua stessa “chicca”, cioè “anche nelle situazioni più tragiche l'uomo è in grado di dare vita a siparietti di irresistibile comicità”, Corriere 19 settembre 2006) ha perfettamente ragione secondo me e non deve stupire che questo modo di pensare provenga da chi frequenta Scienze politiche. Come se uno di Scienze politiche dovesse essere obbligato a rispettare regole non codificate, nè per grazia di Dio imposte da nessuno e cioè quelle secondo cui "abbiamo versato il sangue per avere il diritto di voto…quindi dobbiamo votare" oppure “è l’ultimo diritto che ci è rimasto”. 

Per quanto mi riguarda, sono divenuto abbastanza insensibile a questi slogan.  

Desidero quindi suggerire almeno due motivi (due tra tanti) che mi rendono molto problematico definirmi di destra o di sinistra. E’ opinione diffusa che, per esempio, la giustizia sociale sia un valore di sinistra, mentre, sempre per esempio, la legalità sia un valore di destra. Ripeto, questi sono solo due tra i tanti motivi…

Primo. La giustizia sociale sarebbe di sinistra. A me non sembra proprio che le cose stiano così: se così fosse, infatti, allora io saeri di sinistra, una grande corrente di Alleanza nazionale (l’unico vero partito che possa definirsi di destra fra i partiti democratici italiani) pure. Ricordo che nelll’opera intitolata “Teoria generale della politica”, Norberto Bobbio afferma che il pensiero filosofico politico della sinistra sia la predicazione dell’egualitarismo, il quale egualitarismo è un concetto storicamente socialista  ed è per questo motivo che io ritengo l’egualitarismo (che si intende più che altro secondo un’ottica economicista) un principio in antitesi con la giustizia sociale. “Giustizia sociale” non dovrebbe significare che siamo tutti uguali quanto agli obiettivi, cosa che invece è predicata dall’egualitarismo, ma che siamo uguali in un senso più rawlsiano: quanto alle opportunità, che devono essere, quelle sì, uguali per tutti. Ma le opportunità riguardano le situazioni di partenza non quelle di approdo (la teoria di Rawls consentiva comunque di "recuperare" il socialismo - per utilizzare un termine che mi aveva suggerito l'amico Alessandro - affermando oltre al principio di libertà, anche quello di differenza)

Secondo. La legalità sarebbe un valore di destra. Bene. Il governo Berlusconi, pur avendo promosso una legge, la Bossi-Fini, che restringe la possibilità di ingresso in territorio italiano ai soli possessori di un contratto di lavoro, e pur avendo una sua ala (la Lega nord in particolare) incentrato molto dei suoi slogan sulla xenofobia, giocando sui sentimenti della gente, ha agito in maniera totalmente irresponsabile, non effettuando i dovuti controlli che andavano fatti, incoraggiando in tal modo l’immigrazione clandestina (che poi ha provveduto a regolarizzare in scaglioni uno dei quali, se non ricordo male, comprendeva addirittura 700.000 immigrati clandestini in una volta sola!) per questo oggi ci ritroviamo con una situazione immigratoria in stato d’emergenza. Non solo, ma la recente vicenda che ha coinvolto molti sindaci di Sinistra impegnati nella difesa della legalità (Cofferati a Bologna, Domenici a Firenze in particolare) dimostra proprio che si può essere di sinistra pur avendo a cuore un problema come la sicurezza e la legalità.

Vi dò un altro motivo: il liberalismo ed il liberismo sarebbero princìpi di destra, ma le vicende italiane degli ultimi anni dimostrano che non è così. Mi persuade ciò che dice Panebianco (editoriale del Corriere di due settimana fa, commento al libro di Alesina e Giavazzi) e cioè che il liberismo non sia nè di destra nè di sinistra, tuttavia le liberalizzazioni (se pur parziali e forse classiste) che ha fatto la sinistra dimostrano che questi non sono sicuramente concetti di destra. Non solo. Esistono numerosi intellettuali liberali di sinistra: Habermas, Rawls, Sartori, Bobbio (anche se due di questi sono morti) e chi più ne ha, più ne metta! 

Ho concluso. Spero di incoraggiare un intenso dibattito poichè ritengo che, soprattutto di questi tempi (si veda il fenomeno Grillo), sia salutare e stimolante discorrere del discredito della politica e della crisi di consenso che ne è alla base.

Alberto Gasparetto

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Della Loggia scrisse qualche tempo fa (non ricordo di preciso, ma più di 5 anni addietro) sul Corriere delle motivazioni che nel corso degli anni lo hanno portato dalla sinistra ad un’area politica che non sia né destra né sinistra. Mi sono sembrate deboli. Le persone che vogliono rappresentare una corrente politica non necessariamente la rappresentano, o forse lo fanno solo per una (piccola, intima, personale) parte.
Il “fenomeno Grillo” inserito nel contesto emerge solo ora, ma sulla questione molti intellettuali italiani ci sono passati, scrivendone: E. G. Della Loggia già citato, ma anche G. Sartori. Penso che sia positivo (non nascondo che ho firmato anche io) non solo per la proposta di legge, ma (anzi) soprattutto per il messaggio di più ampia portata che vuole esprimere.
In conclusione ritengo che non abbia molto senso dire “non sono né di destra né di sinistra” (e forse nemmeno di centro), al di là delle persone che ne dovrebbero rappresentare i vertici. Troppo facile. Io, per esempio, sono di sinistra.

Ritengo molto interessante l’intervento di Alberto e mi trovo molto d’accordo con lui che questo argomento meriti una discussione.
Chiaramente la prima domanda da porsi è “Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?”.
Prima di cercare di dare una risposta a questa domanda vorrei copiare Alberto per quanto riguarda l’uso delle citazioni. Essendo però io un umile matematico e non un “politico”, invece che citare professori e intellettuali vari, cito un cantante: Giorgio Gaber. Tra le sue canzoni, una tra le più famose è sicuramente “Destra-Sinistra” in cui Gaber dà la sua risposta alla domanda “Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?”. Prima di abbandonare questa digressione musicale, vorrei segnalare un link in cui si può trovare il testo, http://www.giorgiogaber.org/testi/veditesto.php?codTesto=291, e far notare che la canzone è tuttora molto attuale, tranne a mio avviso, la frase “anche il Papa ultimamente è un po’ a sinistra” che adesso mi sembra molto lontana dal vero.
Torniamo ora alla nostra domanda. Innanzitutto è bene notare che la domanda è in forma generica e non si riferisce alle destra e sinistra italiane attuali.
Storicamente la sinistra è quella forza politica che mira ad una trasformazione della società tale da realizzare l’uguaglianza di tutti i cittadini dal punto di vista economico e sociale.
Alberto dice di condividere questo “bisogno di giustizia sociale” e non posso che credergli, chi non lo è? Il punto è che questa visione è diventata patrimonio comune di quasi tutte le forze politiche. Fondamentalmente ciò è una conseguenza del suffragio universale, visto che da allora un partito che vuole governare è obbligato a puntare ai voti dell’elettorato economicamente medio-basso che costituisce di gran lunga la maggioranza dell’elettorato totale.
Descrivere cos’è la destra è sicuramente un po’ più complesso, poiché tale schieramento politico ha avuto un’evoluzione molto più imponente nel corso del tempo. Inizialmente infatti la destra era fondamentalmente lo schieramento dei ricchi e potenti. Con il passare del tempo invece anche la destra è diventata un partito popolare concentrandosi soprattutto su valori quali il senso dello stato, la famiglia e, spesso, la fede.
Dopo che la destra è andata ad avvicinarsi a valori più vicini a quelli della sinistra, quest’ultima si è spinta in posizioni più radicali andando a cercare di proteggere il debole sempre e comunque, andando quindi a sacrificare in parte anche il valore della legalità che a quel punto è rimasto soprattutto ad appannaggio della destra (anche se per quanto riguarda l’Italia il valore della legalità è stato abbondantemente abbandonato anche dalla destra e nel dire questo non mi riferisco certo alla situazione degli immigrati ma piuttosto alla collusione con la mafia di certi personaggi o ad altre cose di analoga gravità).
Malgrado che questi valori siano, quale più quale meno, comuni a tutti, penso che basandosi su questi sia possibile per me come per Alberto scegliere quelli che riteniamo più importanti e in base a questa decisione proclamarsi più di destra o più di sinistra.
Molto più complicato è invece capire se si preferisce la destra o la sinistra nella politica italiana attuale. Infatti le componenti più centriste dei due schieramenti si distinguono, più che per gli obbiettivi che professano di voler raggiungere, per gli uomini che li compongono e bisogna dire che da ambo le parti non c’è una grande scelta. Le vere differenze ci sono nelle idee delle parti più radicali dei due schieramenti. Tuttavia per quanto riguarda il come metterle in pratica mi sembra che ambedue facciano proposte troppo radicali e dunque assai poco condivisibili.
Capisco quindi che Alberto abbia difficoltà a definirsi di destra o di sinistra, ma a mio avviso per quanto riguarda il voto elettorale una decisione va presa. Inevitabilmente la decisione sarà nel segno del meno peggio, ma anche scegliere tra due mali minori è importante, possibilmente cercando allo stesso tempo di fare in modo che entrambi gli schieramenti superino i loro innumerevoli problemi.
Prima di concludere vorrei fare un’obbiezione a quanto scritto da Alberto. Mi riferisco alla sua inclusione di Sartori tra i liberali di sinistra. Ritengo anch’io che al momento lui voti a sinistra, ma ciò è dovuto all’anomalia italiana di nome Silvio Berlusconi e dunque non è sufficiente a farlo definire di sinistra. Personalmente ho il sospetto che persino Montanelli nel 2001 abbia votato a sinistra e di certo non si può dire che Montanelli sia stato un uomo di sinistra.

Ringrazio innanzitutto Francesco, Sandro, FrencyReds e Riccardo per i loro commenti.
Desidero replicare a Francesco circa il “troppo facile” che riguarda il mio attuale rifiuto nel definirmi in qualche modo che riconduca a schieramenti. Per me non è troppo facile, ma è esattamente il contrario, è estremamente difficile schierarmi anche perchè, ripeto, preferisco credere in certi valori indipendentemente dalla logica destra-sinistra. Anzi, vorrei rilanciare la discussione in maniera provocatoria ma rispettosa, domandandoti e domandando a qualsiasi lettore quali siano i propri valori di riferimento (quelli principali) e verificare se la sua identità politica definita sull’asse destra-sinistra li rispecchia grossomodo. E’ possibile che ci siano persone effettivamente di destra o di sinistra, ma penso che ne verrebbero fuori comunque molte contraddizioni. E, dicendo ciò, mi riallaccio ai commenti di FrencyReds, Sandro e Riccardo, sul problema di definire che cos’è la destra e che cos’è la sinistra.

Alberto dice che non può dirsi né di destra né di sinistra perché, se ho capito bene, fatica a distinguere l’una dall’altra: la destra non fa la destra e la sinistra non fa la sinistra, quindi – la prossima volta – invece di andare a votare se andrà al mare con Panebianco, questo è in sintesi il suo ragionamento. Sono in totale disaccordo con questa impostazione.

Comincerò anch’io dal tema della legalità: affermare che la legalità in Italia è un valore di destra dopo i cinque anni di governo Berlusconi è, scusate il termine, una cazzata colossale, non solo per la questione dei clandestini citata da Alberto, ma per tutti i provvedimenti ad personam e i condoni che il governo dello Psiconano ha approvato. Sua Emittenza Silvio Berlusconi ha usato le istituzioni della Res Publica per perseguire interessi particolaristici e ha usato le sue televisioni e i suoi giornali per coprire le sue malefatte, vogliamo dirle o no queste cose? E pensare che io prima di dire Repubblica mi pulisco la bocca…
Questo è il motivo per cui io, Sartori e tanti altri sconosciuti come me, hanno votato centro-sinistra. Abbiamo scelto il male minore e ad oggi, lo dico serenamente, non mi pento del mio voto per la Rosa nel Pugno: preferisco un governo che non governa a un governo privo di ogni virtù repubblicana. Riconosco che anche a sinistra questa qualità non è molto diffusa, anzi per nulla, ma ritengo che Prodi e company siano molto meno pericolosi per la libertà di quanto non lo siano gli xenofobi, i post-fascisti e i Berluscones del centro-destra, se non altro perché non posseggono tre reti televisive.
Nel rapporto di Freedom House sulla libertà di stampa nel mondo nel 2006, l’ultimo disponibile, l’Italia è classificata come paese parzialmente libero e occupa il 79° posto insieme al Botswana, preceduta da Capo Verde, Tonga, Bolivia, Bulgaria e Mongolia! In Europa Occidentale solo due paesi sono classificati come partly free: il paese dei limoni in fiore (per dirla come Goethe) e la Turchia!!! Se date un’occhiata sul sito di Freedom House nel pagina dedicata all’Italia (http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=251&year=2006) scoprirete le ragioni che stanno alla base di questa valutazione. Tra le altre, cito testualmente, “media freedom remained constrained in 2005 by the continued concentration of media power in the hands of Prime Minister Silvio Berlusconi, who controlled 90 percent of the country’s broadcast media through his private media holdings and political power over the state television networks”. Nel 2001, prima della tragica esperienza del governo Berlusconi, l’Italia era classificata come paese libero. Vi sembra normale? Alberto ti sembra normale che uno dei paesi più ricchi del mondo occupi questa posizione? Oppure è anche questa una congiura dei comunisti contro Sua Emittenza?

La libertà di informazione e la discussione pubblica sono essenziali in un ordinamento democratico e questo perché – per dirla con le parole di Amartya Sen – essenziali sono i processi interattivi grazie ai quali la democrazia funziona e dai quali dipende il suo successo.
Fino a quando le cose nel centro-destra non cambieranno non potrò dirmi di destra e dovrò per forza votare gli squilibrati del centro-sinistra. Ho scelto il male minore perché amo la libertà, questo è tutto.
Detto ciò, qualcuno di voi dovrebbe spiegarmi cosa importa capire cos’è la destra e cos’è la sinistra: quando il bene che ci permette di godere di tutti gli altri beni – la libertà – è minacciata, nessun uomo ragionevole può dubitare sul da farsi.

Secondo FrencyReds, il vero punto riguarda il fatto che le etichette destra-sinistra non servono più a nulla e per risolvere la situazione invoca un approccio più pragmatico. Cecco avresti ragione, avresti un miliardo di ragioni, se l’Italia fosse un paese normale, ma l’Italia non è un paese normale, non lo è mai stato e forse non lo sarà mai. E la colpa non è solo dello Psiconano!!!
Non sono esterofilo, è un fatto che non viviamo in un paese normale. Prendiamo per esempio la corruzione: il Corruption Perceptions Index 2007, un indice (l’unico nel suo campo) che misura il grado di corruzione percepita nel settore pubblico elaborato annualmente da Trasparency International, assegna all’Italia un vergognoso 41° posto. Questa volta il Botswana ci supera, insieme a paesi che un italiano medio saprebbe a malapena collocare sulla cartina. Guardate voi stessi e se credete in Dio pregate per questo povero paese (http://www.transparency.org).
Poi ci sarebbero l’evasione fiscale, il debito pubblico, la concentrazione della ricchezza, i reati impuniti (o meglio il fatto che in questo paese in carcere ci vanno i poveracci, gli immigrati, qualche spacciatore/consumatore di sostanze stupefacenti – dopo la legge Fini sulle droghe la distinzione non fa più alcuna differenza – e pochi altri), la mafia (con cui conviviamo dai tempi del buon Garibaldi), l’inadeguatezza delle infrastrutture, l’assenza di una politica energetica credibile, il problema dei rifiuti (per questi ultimi tre vedete il rapporto “I costi del non fare” http://www.costidelnonfare.it), la violazione degli accordi di Kyoto, mi fermo qui perché comunque è impossibile compilare un elenco esaustivo. Però ci battiamo contro la pena di morte…
Se volete farvi del male non dimenticate di dare un’occhiata anche allo Human Development Report 2006 (http://hdr.undp.org/hdr2006/statistics) e vi renderete conto di quanto siamo originali.

FrencyReds ha ragione: per trarsi d’impaccio occorre essere pragmatici e, aggiungerei, occorre salvaguardare l’assetto bipolare, perché dei molti mali che oggi ci perseguitano sono dovuti proprio alla mancanza di alternanza che ha caratterizzato la prima Repubblica, quando il sistema era bloccato. Ma deve essere un bipolarismo diverso da quello che finora ha caratterizzato la seconda Repubblica: ci vogliono schieramenti più omogenei e soprattutto bisogna escludere gli psicotici (Berlusconi, Calderoli, Caruso, etc), gli intrallazzatori (Mastella, etc), gli incompetenti (Gardini, etc), le veline (Carfagna, etc)… insomma bisogna eliminare, politicamente s’intende, un bel po’ di gente. Come? Con una buona legge elettorale. Non posso aprire il capitolo legge elettorale, lasciatemi dire soltanto che dal nostro parlamento non uscirà mai nessuna buona legge elettorale. Se il parlamento non troverà nessun accordo (ma è difficile!) in primavera ci sarà il referendum e il male minore sarà andare a votare sì ai quattro quesiti (http://www.referendumelettorale.org).

Anche Riccardo ha ragione quando dice che il tema destra-sinistra ha un importanza relativa e che prima di tutto bisogna accordarsi sul significato di politica. Ma sbaglia perché sceglie un approccio normativo: si concentra su ciò che la politica dovrebbe essere e non su ciò che essa è realmente. Riccardo scrive che la “politica dovrebbe avere come compito minimo quello di garantire un’esistenza dignitosa ad ogni persona” e che “di conseguenza ogni partito è chiamato a contribuire alla buona realizzazione della vita di ogni persona”. Dovrebbero sì… e dovrebbero anche essere onesti, democratici al loro interno, aperti verso la società civile, ma non lo sono!!!
All’interno di un ordinamento democratico i partiti svolgono almeno due funzioni fondamentali: strutturano il voto, come ricordano Riccardo e FrencyReds, e svolgono la funzione di gate-keepers – guardiani – selezionando le domande e filtrando quelle che rischiano di distruggere il sistema politico. Ma non dobbiamo dimenticare che essi sono prima di tutto agenzie deputate all’acquisizione di cariche elettive: in fondo la politica era e rimane, come diceva con inquietante semplicità il buon Machiavelli, l’arte di conquistare e di conservare il potere.
E noi non dobbiamo mai dimenticarlo, così come non dobbiamo dimenticare che il potere è una minaccia per la libertà.

Così sono al punto di partenza, ma almeno ora sapete perché non posso votare questa destra. Sono disperato, sono stanco, non né posso più… ma perché non sono nato in Svizzera?

P.S. Ho letto gli interventi di Sandro e Francesco solo dopo aver scritto il mio, nel momento in cui lo stavo postando (avevo ricevuto anch’io le e-mail), per questo non lì ho commentati. Sono d’accordo con Sandro quando fa riferimento all’eccezione Berlusconi e alla necessità di scegliere il male minore… a volte mi domando perché non ho fatto matematica!?!

Salve a tutti. Vorrei precisare, prima di entrare nel vivo del discorso, che sono un elettore di sinistra e che, almeno per quello che mi riguarda, il valore più importante che uno schieramento politico di tale corrente deve portare è l’apertura alle nuove possibilità (intese, ovviamnte, in senso lato).
Detto questo comincio con il dire che visti i tempi attuali, dati i momenti alquanto particolari in cui abbiamo avuto l’occasione di nascere, non credo si possa in maniera semplice scindere le parti politiche in un semplicistico “destr e sinistra”; questo con particolare riferimento alla situazione italiana che, come constatiamo ogni giorno, è ricca di situazioni interessanti e molte, troppe, volte imbarazzanti. In un clima politico come il nostro il fatto poter riuscire a distinguere (e quindi a scegliere) tra destra e sinistra risulta essere un’utopia. La situazione attuale, a dispetto di quanto dicano esponenti di entrambi i “poli”, è quella del più sfrenato trasformismo, se la stessa situazione si potesse rapportare all’imprenditoria si potrebbe, senza rischio di cadere in errori, si appropriazione indebita o di vero e proprio spionaggio industriale; questo perchè i rappresentanti della compagine politica in generale (non uso volutamente il termine, ora molto in voga, di cast
a) non fanno altro che “rubarsi” idee e iniziative, rivendicandone, in ogni caso, ma solo a patto che la stessa sia andata a buon fine o si sia dimostrata efficace, la paternità.
Si vede, nella premessa sopra, come il caos politico sembri aggrovigliare la situazione più del necessario portandoci a pensare che in realtà non ci si possa chiaramente identificare con uno dei soggetti in questione.
Quale allora la soluzione?
Troppo ingenuo sarebbe lasciarsi trasportare da facili entusiasmi per l’una o per l’altra parte dopo aver letto fini e obiettivi inseriti negli statuti dei partiti, a mio parere il criterio di scelta si basa su due fattori: il fattore storico e il fattore interpretativo. E’ proprio riguardo a quast’ultimo che mi trovo in disaccordo con Alberto. Lui ha parlato di liberismo e liberalismo riunendo entranbi questi termini nel portafoglio della destra, a mio parere quello di liberalismo è un concetto “bifronte” che però ha nel suo lato di sinistra la tendenza dominante.
Modernamente con la parola liberalismo si intende la larghezza di vedute, l’ampiezza di orizzonti mentali; scavando più in profondità si può vedere come al liberalismo siano associati fenomeni di lotta a sistemi chiusi e intransigenti come monarchie assolute o come la stessa chiesa, sistemi per così dire dogmatici. In questi il liberalismo ha portato spinte propulsive che a loro volta hanno potuto far affiorare (nel tempo) i diritti delle singole persone prima negati o non concessi dai regimi.
Ecco dove sta il lato sinistrorso del liberalismo.
Aggiungo ai due criteri di cui sopra un ultimo indizio (sempre da combinare al dato storico) per arrivare ad una distinzione, sia personale sia propria, di destra o sinistra: il proprio pensiero. Lo stilare un elenco dei propri valori, il confrontarli con quanto è stato proposto o con quello che è stato portato dalle due correnti in questione e il trovare punti in comune potrebbe essere d’aiuto nella soluzione del rompicapo “destra o sinistra”.
Con questo non voglio dire che bisogna andare a votare (il diritto è un dovere civico e non un dovere assolto), nè che il diritto il di voto è l’unico che è rimasto, desidero solamente portare la mia opinione: credo che, al di là delle sterili e francamente ridicole critiche tra schieramenti parlamentari, il fatto di vedere le proprie idee più o meno simili al portato storico di destra o di sinistra ci possa aiutare in una propria collocazione societaria e stimolare il dibattito intelligente tra persone.

Rispondo al testo di Alle 80, del quale non c’è dubbio che io condivida molti punti, a partire dagli interessi particolaristici perseguiti da Silvio Berlusconi. Tuttavia, non sono d’accordo col modo di ragionare e di schierarsi tipico di molta gente che vota a Sinistra, che lo fa in funzione squisitamente antiberlusconiana. Questa è una realtà che non riesco a mandare giù, non riesco a condividere. Ecco perchè ho sollecitato a provare a definirsi di destra o di sinistra a partire dai valori in cui si crede, poichè ritengo che in realtà, come appena detto, molti esprimano il proprio voto come se fosse un referendum che come domanda pone “Ti piace o no Berlusconi?”.
Voglio ora cercare di far capire come, malgrado la mia ignoranza, sono riuscito a smarcarmi subito dalla vischiosità dell’ideologia e dalla cultura dominante in Italia, le quali ti imbigliano e faticosamente sei capace di uscirne. Ecco perchè ammiro personaggi come Galli della Loggia, Massimo Teodori, Angelo Panebianco, Giuliano Ferrara, tutti considerati – a torto, secondo il mio modesto punto di vista – pericolosi teoconservatori guerrafondai. Essi sono degli uomini approdati ad una visione liberale, dopo anni di sostegno allo schieramento di Sinistra (ciò è maggiormente vero per Galli della Loggia e Ferrara, forse meno per Teodori e Panebianco, i quali, dai dati di cui dispongo, so aver parteggiato per i Radicali, i quali sono un partito da sempre avulso dalla logica destra-sinistra, che tuttavia hanno condiviso battaglie in cui sono stati a braccetto più con la sinistra che con la destra). Sebbene l’Italia sia classificato così male nei paesi più liberi (ma il dato statistico lo ricordo bene perchè mi pare sia stato reso noto non ricordo se da Michele Santoro l’anno scorso o addirittura da Adriano Celentano un paio d’anni fa), contesto questa specie di dato di fatto. Per fortuna tutti sanno delle malefatte combinate da Berlusconi. Ciò forse è un segnale che l’Italia non è un paese così illiberale e controllato da Berlusconi e dalle sue reti (quali? Qualcuno vuol elencarmi almeno un programma televisivo di destra, guerrafondaio, anticomunista? A parte il Tg4, il quale – attenzione! – non è di destra, ma filoberlusconiano – ed è una cosa ben diversa – noto che le sue reti trasmettono programmi di qualsiasi tipo, anzi, programmi molto seguiti come quelli di satira, sono abbastanza antiberlusconiani e antileghisti, come i comici che ne prendono parte: Le Iene, Zelig, ecc). E’ vero che il livello del pluralismo nell’informazione in Italia non può essere considerato all’avanguardia nel mondo, ma non sarà mica colpa di Berlusconi?
Se l’Italia fosse un paese davvero illiberale, non conosceremmo tutte le malefatte di Berlusconi (illiberali e personalistiche anche secondo me, non c’è dubbio). Invece dobbiamo la campagna di vastissima informazione ai media, agli intellettuali, a tutto ciò che c’è di dominante in Italia e che è riconducibile alla cultura di sinistra. Ed è questa la differenza fra me e chi si schiera (soprattutto chi si schiera a sinistra): io riesco a vedere nero dappertutto, al contrario di chi si schiera, che ritiene che una parte sia meglio – o al limite meno peggio – dell’altra. Ed è questa la mia critica. Indubbiamente esiste un meno peggio. Ma non è questo lo spirito col quale secondo me molta gente va a votare. La gente vota come se fosse un referendum su Berlusconi. Molti, penso, fanno così anche rispetto a Prodi.
Non si potrà mai essere veramente liberali se non ci si slega dalle fitte corde con cui è intessuto il pensiero dominante. Cosa dice l’editoriale di Galli della Loggia, da cui ho preso le mosse per questo dibattito? Non è forse vero che tutto ciò che dice o fa Berlusconi non va mai bene? Guardate la questione delle pensioni: quando l’aveva proposta Berlusconi, si minacciava una manifestazione simile a quella per l’Articolo 18 dello statuto dei Lavoratori; ora è la sinistra a proporre misure ancora più drastiche – sebbene per quello che ne so, penso di condividere abbastanza le ragioni che motivano l’innalzamento dell’età pensionabile. Uno dei cancri dell’Italia è proprio questo secondo me: in ossequio al rispetto delle minoranze, principio di democrazia, si sacrificano gli interessi della maggioranza. E si ha una costante dittatura delle minoranze, csa che paralizza l’attività di Governo. Guardate che le spallate più violente che Berlusconi ha ricevuto durante i suoi 5 anni di governo le ha ricevute non da sinistra, ma dal suo stesso schieramento. Perchè ognoìuno guarda al proprio orticello. Perchè ci sono interessi all’interno della stessa coalzione che confliggono. Ricordate come è stato spodestato Tremonti? Per le pressioni fatte da Udc e Alleanza Nazionale.
La Sinistra, poi, per quello che ho potuto constatare in questi 6 anni (da quando ho preso coscienza che esiste la politica, cioè da quando sono diventato maggiorenne) ne ha sempre approfittato, perchè quello che conta non è, come vogliono farci credere, lo stare dalla parte del debole, ma conservare la poltrona. E in questo è uguale, se non peggio della destra. Esempi sono l’appoggio delle iniziative NIMBY (Not in my back yard), come il no alla TAV, il no alla Dal Molin, il no al Mose, il no al Ponte sullo stretto, e poi la campagna per l’articolo 18, l’opposizione all’innalzamento dell’età pensionabile, quindi l’opposizione al cosiddetto Porcellum (termine coniato da Sartori), che però alla fin fine ha fatto comodo un pò a tutti.
Parliamo di legalità? Allora io asserisco recisamente che le leggi ad personam che servivano ad aggiustare Berlusconi sono indecenti e patogene per un sistema che pretende di (e si dice) essere liberale. Ma come la mettiamo con il provvedimento voluto dalla sinistra e appoggiato anche da Udc e Forza Italia (per fortuna la xenofoba Lega: ma xenofoba dove? e la nazifascista Alleanza Nazionale si sono opposte, con l’Italia dei valori) sullo svuotamento delle carceri? E’ da Paese democratico un provvedimento del genere? O è un’azione irresponsabile, demagogica e volta a pescare consensi? Tra l’altro tutti ora, rendendosi conto del fatto che è stato un provvedimento impoplare, ne rinnegano paternità e sostegno. Con tutti i soldi che ci sono – perchè i soldi ci sono eccome – non si poteva destinare un budget consistente alla edificazione di nuove carceri e magari all’impegno di uomini delle forze armate all’interno di queste carceri e, fuori, a perseguire criminali e delinquenti? No, sarebbe stato un provvedimento da Stato di polizia, tipico dei regimi militari e repressivi. Io invece penso che sia un’azione che rientra nelle facoltà di un governo democratico. No, forse è più democratico istituire il “poliziotto di quartiere”: ma chi è quel genio che l’ha inventato? Mio padre dice che questa “nuova istituzione” esiste da sempre, quindi complimenti!
Parliamo poi della stessa Italia dei valori che arruola tra le sue fila gente collusa con la mafia; parliamo della Rosa nel Pugno, che arruola addirittura ex terroristi rossi e neri.
A me pare che la legalità non sia patrimonio di nessuno in Parlamento. Nemmeno per la Lega, per la quale è una maschera che serve, come la presunta xenofobia, a incrementare consenso. Ma vi siete mai chiesti come mai la legge Bossi-Fini, che dovrebbe essere stringente, in realtà ha allargato le maglie dell’immigrazione clandestina? Io una risposta me la son data: non sono stati fatti i dovuti controlli alle frontiere, ragion per cui molti immigrati sono entrati clandestinamente. Cosa giova alla Lega tutto ciò? Il consenso degli imprenditori del Nordest soprattutto (bacino elettorale di voti), i quali possono proporre contratti per loro vantaggiosi ai clandestini che offrono il proprio lavoro. Bello scambio no? Ma la politica è proprio questo, uno scambio, un do ut des. Solo che a me non va bene che tale scambio sia attuato nascostamente rispetto agli occhi della gente.
Una critica del genere a 360° è possibile solo se ci si scioglie dalle briglie della logica di parte. Uno di destra difenderà sempre e comunque la Lega e l’operato della coalizione per cui ha votato. Uno di sinistra difenderà sempre e comunque le malefatte del suo Governo, addebitando i guai di oggi al Governo di ieri, cioè di Berlusconi. Io, invece, riesco a fare entrambe le cose. Questo e solo questo ho voluto singificare e, vi prego, credetemi!

Le cose sono solo due Alberto: o non capisci o fai finta di non capire. Se non ti conoscessi potrei pensare che non ci arrivi, ma ti conosco e so che le cose le capisci.

Te lo ripeto: la questione non è se ti piace Berlusconi come uomo, come imprenditore, come cantante… la questione è se lo Psiconano sia o meno una minaccia per la libertà.
La politica ha a che fare col potere (è l’arte di conquistare e conservare il potere appunto) e il potere – come insegna la tradizione liberale – è una minaccia per la libertà.
Io considero il centro-destra pericoloso per la libertà (per le ragioni che ho già abbondantemente spiegato) e questo è il motivo per cui ho votato centro-sinistra, non mi importa se il governo Berlusconi ha fatto o meno delle buone riforme. Ti ripeto: preferisco un governo che non governa a un governo privo di ogni virtù repubblicana, guidato da un Presidente del Consiglio che non si fa scrupolo di utilizzare le istituzioni per favorire i propri interessi privati.

Tu scrivi: “La Sinistra, poi, per quello che ho potuto constatare in questi 6 anni […] ne ha sempre approfittato, perchè quello che conta non è, come vogliono farci credere, lo stare dalla parte del debole, ma conservare la poltrona”. Ma io non ho scritto da nessuna parte che la sinistra è moralmente superiore alla destra, anzi ho scritto che la ragion d’essere dei partiti, di tutti i partiti, è la conquista e la conservazione del potere. Machiavelli diceva che non è importante che il Principe sia buono, leale, onesto: l’importante è che sembri tale agli occhi della moltitudine. A questa logica non sfugge nemmeno la sinistra, ma io non ho detto il contrario!

Ok ho capito: anche Freedom House è controllata dai comunisti…

Alberto scrive “Se l’Italia fosse un paese davvero illiberale, non conosceremmo tutte le malefatte di Berlusconi”. Tu credi davvero che la maggior parte degli italiani sia a conoscenza di ciò che ha fatto Berlusconi? Tu credi davvero che la gente conosca – almeno superficialmente – le disposizioni contenute nella legge Gasparri sul riassetto del sistema radiotelevisivo o la legge Frattini sul conflitto di interessi? Tu credi che gli italiani sappiano che Berlusconi, approfittando di una norma contenuta nella legge finanziaria del 2003, versando 1.800 euro ha evaso una cifra stimata in 64.000.000 di euro? Tu lo sapevi? Vi invito a leggere l’articolo della prof. Maria Cecilia Guerra pubblicato su lavoce.info (http://www.lavoce.info/news/view.php?cms_pk=1941). Tu credi che la gente abbia una vaga idea di ciò che significa realmente il conflitto di interessi?

Tu credi che io mi accontenti di Zelig, Le iene e Beppe Grillo? Ma che paese è quello in cui sono i comici a fare informazione?

Tu dici che chi si schiera, ed io l’ho fatto, vede compromessa la sua capacità di vedere il nero da entrambe le parti. Ti invito a rileggere il mio intervento, forse non l’hai fatto attentamente, e ti sfido a trovare una sola parola di lode per il centro-sinistra.
Ma la cosa che mi stupisce di più, e ti confesso mi fa sorgere dubbi sulla tua capacità di giudizio, è l’affermazione seguente: “Ma non è questo lo spirito (lo spirito del meno peggio) col quale secondo me molta gente va a votare. La gente vota come se fosse un referendum su Berlusconi. Molti, penso, fanno così anche rispetto a Prodi”. Ma cos’è un referendum su Berlusconi se non l’applicazione della logica del meno peggio? Chi è il peggiore tra il candidato A e il candidato B? Se rispondi A voti B, se rispondi B voti A. Dov’è il problema?

Alberto guarda che stai vaneggiando: l’indulto è perfettamente legale, anzi è previsto dalla costituzione all’art. 79. “L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale. La legge che concede l’amnistia o l’indulto stabilisce il termine per la loro applicazione. In ogni caso l’amnistia e l’indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge”. È democratico? Beh sì. Puoi contestare l’indulto se vuoi, ma non puoi dire che è illegale o antidemocratico perché sarebbe una menzogna.

Ok non sono liberale, ma spero che mi autorizzerai presto ad esserlo. A chi devo rivolgermi per ottenere un colloquio?

La Rosa nel Pugno ha arruolato gli ex-terroristi? Vogliamo vedere qual è la coalizione che annovera tra le sue fila il maggior numero di condannati in via definitiva? Lo sai vero che la stragrande maggioranza sta nel centrodestra? Guardate voi stessi (http://www.beppegrillo.it/archives/immagini/Parlamentari%20Condannati.pdf).

La presunta xenofobia della Lega? Solo presunta? Io dico che sono xenofobi e intolleranti. Come giudicheresti la proposta di Calderoli di andare a far pascolare i maiali sul luogo in cui è prevista la costruzione di una moschea? Un esempio di tolleranza? Leggete voi stessi sul sito dell’Ansa le dichiarazione di Calderoli (http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_99239378.html). Tra le altre cose ha detto: “A fronte dell’inversione di rotta dell’amministrazione comunale bolognese, che ha dato il via libera alla realizzazione di una nuova grande moschea, metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea, esattamente come a suo tempo feci in quel di Lodi, dove la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale, fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile”. Qualcuno dovrebbe dare una ripassata all’art. 8 della Costituzione: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.
Altri esempi di follia leghista? Beh potrei continuare all’infinito… a cominciare dalle dichiarazioni di Bossi di quest’estate cha ha minacciato il ricorso ai fucili. E lo sciopero fiscale? Altro esempio di lucidità lombardo-veneta!!! Vogliamo aprire il capitolo Borghezio? Mi fermo qui perché non voglio infierire.

A me sembra, lo dico sinceramente, che la necessità di “sciogliersi dalle briglia della logica di parte” riguardi soprattutto te: non è che quel tuo anticomunismo viscerale risulta dannoso per la comprensione della politica?

Visto che hai citato Panebianco tra i tuoi maître a penser – come se volessi arruolarlo tra le tue fila - ti ricordo quello che il professore scrisse sul Corriere qualche tempo fa: “In una qualunque discussione pubblica sui grandi frangenti della storia e della politica c’è sempre un modo infallibile per identificare lo stupido di turno: lo stupido è colui che proclama (credendoci) che la scelta che siamo chiamati a compiere sia sempre fra il Bene e il Male. Ma quel tipo di scelta, per nostra sfortuna, non sì dà quasi mai (i più pessimisti dicono addirittura mai) nelle vicende umane. La scelta è per lo più fra un male e un altro male, e la nostra responsabilità di uomini dì fronte alla storia è identificare e scegliere il male minore. E’ di questo, e non di altro, che io mi sono occupato”.

Anzitutto ringrazio anche Sigmund per il suo commento di cui condivido l’impostazione, ma vorrei precisare che non ho mai detto che liberismo e liberalismo sono di destra, ma semplicemente è vero che per un certo periodo si sono affermati in contrapposizione al socialismo.
Vengo poi al dunque, replicando ancora ad Alle80.
So che bene che la questione non è se Berlusconi piace come cantante o comico, ma se egli è o meno una minaccia per la libertà. Ma il fatto stesso che il sistema intero se la prenda con lui, vuol dire essere già schierati, ritenendo che la parte per cui si parteggia sia migliore. So benissimo, perchè quell’articolo, intitolato “Il compromeso necessario” del 13 agosto 2006 che ha dato il via al dibattito sulla tortura, lo conosco bene e so che Panebianco pensa che la scelta sia sempre fra due mali: uno sceglie il minore. Non ho mai detto il contrario. Ma se uno sceglie per quelo minore, senza aver vagliato se veramente lo è oppure lo ritiene conoscendo solo l’altra metà, allora non va più bene. Certo, non dico che tu ragioni così, ma molti secondo me lo fanno. Ma è Berlusconi a essere l’unico pericolo per la democrazia?
La Freedom House non è controllata dai comunisti e io non sono anticomunista. Sono semplicemente controcorrente in un Paese dove chi comanda da sessant’anni è sempre la stessa gente, sempre la stessa ideologia, magari con bandiere diverse, ma sotto la stessa ideologia. Persino la Prof.ssa Gherardi, che è di sinistra ha detto a lezione che la nostra costituzione è una commistione fra la cultura cattolica e quella comunista. Un esempio riuscito di costituzione cattocomunista. Ciò anche perchè all’epoca era viva la cultura che lo sconfitto in guerra doveva pagarla cara e non aveva diritto di essere riammesso – almeno in tempi brevi – nella società civile. Il problema è che oggi quelli che han mandato a morte Mussolini senza manco un ingiusto processo e che hanno partecipato appassionatamente agli sviluppi della guerra fredda parteggiando per l’URSS, oggi si battono per i diritti umani e la pace e perchè Saddam Hussein non venga condannato a morte. E’ questa secondo me una vera minaccia per la libertà e la democrazia, non le leggi ad personam che si è fatto Berlusconi. Tra l’altro, sempre per citare Panebianco, in una lezione di questa scorsa primavera, parlando della conservazione delle istituzioni, disse più o meno testualmente :”In politica le norme nascono quasi sempre ad personam a favore di qualcuno o contro qualcuno. Per esempio la norma che impedisce a chi non è americano di diventare Presidente, è nata in maniera contingente!” Si riferiva al caso di Hamilton. ” In sostanza le motivazioni apparentemente lungimiranti di una norma, sono in realtà le più egoistiche e meschine!”. Parola di Panebianco. Lo stesso Prodi ha promosso leggi che andavano a beneficio non solo suo ma di altri esponenti della sinistra: è la modifica della legge sull’abuso d’ufficio. Ma chissà quanti altri casi (che nessuno di noi conosce) di ex Presidenti del consiglio che hanno approfittato del potere per mettersi a posto. Il problema è che si parla sempre e solo di Berlusconi, questo perchè in Italia la diffusione delle notizie avviene molte volte unilateralmente e la sinistra può giovare del fatto che è insinuata da tempo nei poteri dello Stato, in particolare Magistratura e giornalismo, il cosiddetto quarto potere, ma anche la scuola e l’università: non è un esempio sciocco ma ho imparato per la prima volta cosa fosse una foiba all’Università. Questo perchè i libri non ne parlano. A casa ho due edizioni dello Zingarelli, una del 1994 e una del 2004. Beh, si rimane a bocca aperta se si va a guardare la definizione di foiba: nel 1994 non v’è nemmeno riferimento al fatto storico. Da tempo poi alcuni intellettuali di sinistra cercano di far luce su alcune verità storiche sul comunismo. Un esempio è quello di Giampaolo Pansa. Il suo merito non è tanto l’aver diffuso notizie che già diversi docenti universitari avevano scritto da tempo. Il suo merito è l’onestà intellettuale che gli si deve attribuire, il coraggo di dire certe cose, pur conscio delle conseguenze: è stato accusato di “volersi ingraziare la borghesia fascistode di Berlusconi”.
Ma poi è normale che molti esponenti di spicco della Sinistra siano stati in passato magistrati? Te ne dico solo tre: Violante, Finocchiaro, Di Pietro. Magari sbaglio, pecco veramente di ignoranza, ma se uno Stato è fondato su un principio del costituzionalismo liberale che è la separazione dei poteri, non dovrebbe essere automatico che chi fa il magistrato debba farlo a vita (così come è speculare la logica della separazione delle carriere: scegli, o Giudice o Pubblico Ministero), senza poter interferire in alcun modo con la politica (Esecutivo o Legislativo)? Va bene che in Parlamento ci sia un avvocato, va bene un medico, va bene un ingegnere, per me va bene pure un operaio, ma a me non va bene che ci siano magistrati, cioè esponenti di un altro potere costituzionale. Tanto più se sono collusi (colluso in senso buono ovviamente) con una delle parti della politica. Ma questo nessuno lo dice, forse perchè è solo una pazzia pericolosa quella che sto dicendo. Non sono ironico, sono solo ignorante e approfitto di questo spazio per scambiare le mie idee. Sono pronto a ritirarle se qualcuno mi dimotra che sto sbagliando.
Sull’indulto…so che è legale, anzi costituzionale. Tuttavia ciò che è costituzionale può non essere democaratico o sbaglio? Si danno costituzioni anche nei paesi autoritari o no? Ciò non vuol dire che le norme ivi contenute siano sempre e comunque democratiche. Quello che volevo significare in igni caso è che mentre la clemenza è un bel gesto – caspita sono cattolico, dovrei saperlo no? – ma fare quello che hanno fatto è solo una mossa elettorale! Questo intendevo dire.
Su Calderoli e la Lega non ho nulla da dire, non mi piacciono per niente, anche se quando avevo i prosciutti negli occhi pensavo davvero che le loro battaglie fossero vere.
Voglio concludere, a conferma del mio anticomunismo, citando un autore affascinante che purtropo non si studia, Antonio Gramsci, grande esempio di intellettuale e filosofo impegnato politicamente da cui i nostri politici dovrebbero solo imparare. In una lettera alla madre disse: “non ho mai voluto mutare le
mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione….vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini”

Mi dispiace constatare che non hai risposto a nessuna delle questioni che ho posto.

Io rispondo invece, mi hanno insegnato così.

Berlusconi non è l’unico pericolo per la democrazia, ma ora come ora rappresenta il pericolo maggiore.

Ora che abbiamo stabilito che Freedom House non è un avamposto comunista, possiamo prendere in considerazione le suo indagini?

Non sei controcorrente, sei in buona compagnia (o cattiva a seconda dei punti di vista).

Tu dici che la sinistra rappresenta la “vera minaccia per la libertà e la democrazia, non le leggi ad personam che si è fatto Berlusconi”. Ma allora questa discussione non ha senso! Se credi che la sinistra sia una minaccia per la libertà e per la democrazia devi schierarti subito con la destra! Di cosa stiamo parlando?

Continui a scrivere della sinistra, ma non capisco dove vuoi arrivare: ti ho già detto che non ho votato “per” ma che ho votato “contro”.

Mi parli della costituzione cattocomunista, della fucilazione di Mussolini, del fatto che i comunisti hanno occupato la magistratura, la scuola, i giornali, le televisioni di Sua Emittenza… mi sembra di essere a un comizio di Forza Italia!!! Guarda che Berlusconi quelle cose le dice, ma non ci crede nemmeno lui: mente sapendo di mentire…

Sono favorevole alla separazione delle carriere (poi magari mi spieghi cosa centra con questo discorso) e sono basito dalla proposta di vietare ai magistrati di fare politica: se lasciano la magistratura, tornano a essere cittadini come tutti gli altri e hanno il sacrosanto diritto di farsi eleggere in parlamento.

Ma cosa vuol dire che l’indulto è antidemocratico? È stato votato a maggioranza di 2/3 in entrambe le camere, come prescrive la costituzione. Puoi dire che è un provvedimento sbagliato, ingiusto, diseducativo, ma perché devi dire che è antidemocratico? Non capisco.

Meno male che almeno sulla Lega mi dai ragione…

Secondo me Gramsci sbagliava: io ho cambiato opinione più di una volta nella vita e anche tu l’hai fatto. Cosa c’è di male? Gramsci era comunista e il comunismo ha fallito: perché ostinarsi tanto per difendere idee sbagliate?

Replico affermando che invece a me sembra di aver risposto a tutto ciò rispetto a cui la penso in maniera diversa. Constato alcune cose:
a) per te il pericolo più grosso per la democrazia e per la libertà è Berlusconi. Per me no;
b) parlo della Sinistra perchè ritengo la sinistra più di Berlusconi un pericolo per libertà e democrazia. In realtà devo precisare che ho parlato male anche della destra. Uno dei suoi più grossi difetti è non avere la capacità che ha la Sinistra di organizzare le masse e di portare in piaza 3 milioni di persone. Non ha la capacità di produrre cultura, eccetera eccetera. Ha avuto 5 anni di governo per cambiare l’Italia e non ce l’ha fatta. Questo proprio perchè non possiede il patrimonio sovrastrutturale (olè, sono diventato marxista!) che ha la Sinistra e cosa devo dirti? Mi dispiace che non convieni con ciò perchè è abbastanza palese. Ma ho parlato male anche della destra. Quindi non devo schierarmi con la destra per le ragioni che ho spiegato qui e negli altri commenti;
c) dici molte cose che condivido, forse parliamo della stessa cosa allora: la differenza è che diamo giudizi differenti. Niente di male;
d) sulla separazione delle carriere ti spiego subito cosa intendevo. Intendevo fare un paragone. La logica di questo principio è: caro magistrato, complimenti per essere arrivato fin qui. Ora scegli: o fai il giudice, o fai il pubblico ministero. Perchè? Perchè così eviti il rischio di trovarti, anche a causa dei tempi della nostra giustizia, organo requirente e magari poi organo giudicante in diverse fasi dello stesso processo. Ciò infatti, caro magistrato è in contrasto con l’articolo 25 della nostra costituzione, ma non solo anche con tutta la tradizione di pensiero che vuole il giudice terzo rispetto alle parti. Deve essere equidistante. Non deve incappare in conflitto d’interessi. Non deve, in definitiva, giudicare un caso rispetto al quale precedentemente rappresentava la pubblica accusa. Il paragone va da sè: dato che il costituzionalismo vuole la separazione dei poteri, un magistrato che vuole concludere la carriera, non potrà mai tornare ad essere un qualunque cittadino. Ecco perchè ho tirato fuori il discorso del medico, dell’insegnante, dell’operaio…perchè lui, in quanto facente parte di uno dei tre poteri, indipendente dagli altri due, non potrà mai essere un cittadino qualunque ma, se entrerà in politica, magari anche nel Governo, sarà portatore degli interessi che ha condiviso fino a quando era impegnato a fare il magistrato. Anzi, è plausibile ritenere che gli stessi interessi li condividerà ancora. E ciò sarà cagione di un impegno in politica fortemente condizionato da ciò, da un vero e proprio conflitto di interessi. E che differenza c’è rispetto a quello che coinvolge Berlusconi. Nulla, a mio parere, anzi, ritengo più grave quello che ho messo in evidenza io. E non ho tra l’altro parlato dei conflitti d’interesse che riguardano le collusioni della sinistra col mondo della finanza e delle banche. Quello per fortuna è saltato fuori. Anche lì però è saltato fuori che praticamente D’Alema e Fassino sono gli unici colpevoli. Ma perchè? Questo devo ancora capirlo. Sicuramente un motivo è perchè D’Alema è diventato scomodo per certi settori, non a caso quando un uomo di sinistra – e per giunta ex-comunista in tal caso – si discosta dall’ortodossia dominante, diventa automaticamente un nemico, un filoberlusconiano imperialista. Non si nota tra l’altro che questo è lo stesso processo che ha investito Pansa? Lo stesso che ha investito Galli della Loggia e Panebianco in occasione della loro presa di posizione sulla Rivista Il Mulino nel 2002. Personalmente sto con D’Alema e Fassino, che tra l’altro ammiro molto.
Ecco perchè, pur giudicando personalistiche e non nell’interesse generale alcune leggi che sono state promosse dal Governo Berlusconi, non mi scandalizzo affatto. I conflitti di interesse ci sono ovunque e le leggi ad personam sono una costante, come ha detto Panebianco;
e) sull’indulto. Non ho detto che è antidemocratico, nè illegale. Ho messo in dubbio sottoforma di domanda che (non l’indulto in generale ma) il provvedimento preso dal governo con la collusione di parte dell’opposizione sullo svuotamento delle carceri è una mossa demagogica che non rispechia i sentori e le aspettative della gente. Ma che democrazia è quella che incoraggia la delinquenza e la criminalità? E’ un provvedimento preso con decisione democratica, ma in Parlamento, in seguito al quale tutti si sono discostati. Mi pare di essere chiaro. Non è la stessa cosa, certo, ma tu pensi che sarebbe democratico se democraticamente in Parlamento i nostri parlamentari decidessero, d’accordo con le forze armate di prendere in ostaggio la popolazione e di instaurare una dittatura? Non accadrebbe mai non solo perchè abbiano dei politici codardi ma perchè per fortuna verrebbe rovesciata subito quuantomeno dall’esterno! Sono stato chiaro?
f) su Gramsci, il comunismo in quel frangente non c’entra. Ho citato lui perchè il messaggio che lui scrisse alla madre lascia intendere che tipo di uomo fosse: uno che credeva in certi valori, non importa quali, disposto a morire per quei valori. Il ricorso a Gramsci suffraga nient’altro se non la mia tesi di fondo con cui ho aperto l’articolo: non esistono – o se esistono sono una minoranza sparuta – persone come lui nè a destra, nè a sinistra. Il compromesso in politica è una cosa normale, ma altra cosa è cedere alla propria identità, sputare sopra ai valori in cui si afferma di credere. Gramsci non l’avrebbe mai fatto. Non ho in odio il conflitto d’interessi di Berlusconi (lancio una provocazione: è vero, esiste ma se l’è cercato la sinistra), nemmeno quelli della sinistra. Ciò di cui sono preoccupato è l’attaccamento allo scranno da parte dei politici che non difendono l’interesse della nazione (e qui ha notato bene Riccardo Giannone), ma i propri. Tutti. Berlusconi come gli altri.

A me pare di aver risposto a tutto, anzi ogni volta aggiungo cose che si discostano un pò dal tema, ma è salutare per la discussione, credo.

Questa è l’ultima volta che rispondo perchè non voglio rovinare un’amicizia…

Se ritieni che la sinistra rappresenti il pericolo maggiore per la libertà e per la democrazia, lo ripeto, devi schierarti con la destra, altrimenti devo concludere che libertà e democrazia non ti stanno a cuore.

Tu dici che il centro-destra non è riuscito a cambiare questo paese perché: (I) non è in grado di portare in piazza 3 milioni di persone; (II) non ha la capacità di produrre cultura; (III) non dispone
del patrimonio sovrastrutturale di cui può avvalersi la sinistra.
Cito Panebianco, visto che di lui ti fidi: “Il centrodestra era stato votato perché aveva promesso non solo meno tasse ma anche meno «Stato». Ma, in barba alla propaganda elettorale, con il centrodestra la spesa pubblica aumentò anziché diminuire né ci fu traccia di liberalizzazione dei servizi o di riforme modernizzatrici della pubblica amministrazione. Alla fine del governo Berlusconi c’era altrettanto «Stato», se non di più, e altrettanto inefficiente, di quanto ce n’era all’inizio. Venne votato il (presunto) antistatalismo «thatcheriano» di Berlusconi ma di quell’antistatalismo si ebbero poi pochi riscontri. Abbiamo sentito che Casini oggi indica come obiettivi dei moderati liberalizzazioni e privatizzazioni ma sia lui che i suoi (ex) colleghi della Casa delle Libertà dovrebbero spiegarci perché di queste belle cose vedemmo così poco in cinque lunghi anni” (Corriere della Sera, 13/12/2006). Sarà stata l’incapacità di portare in piazza 3 milioni di persone la causa del fallimento? Io non credo. A mio avviso sono mancati la volontà e il coraggio di colpire le rendite e di affrontare le resistenze delle corporazioni che fino ad ora hanno tratto vantaggio da questa situazione. Alcuni esponenti del centro-destra, dopo cinque anni di assoluto silenzio, hanno avuto la faccia tosta di definire “insufficienti e classiste” le liberalizzazioni approvate dal centro-sinistra. Ma davvero non si vergognano più di nulla questi…

Ti ripeto che sono favorevole alla separazione delle carriere…

Fassino e D’Alema non sono “colpevoli” come dici tu, non sono nemmeno indagati per il momento. Non dimostri certo di essere garantista se giudichi colpevoli persone che ancora devono finire nel registro degli indagati!!!
Se D’Alema o Fassino leggessero il tuo post, potrebbero denunciarti per diffamazione. (Art. 595 c.p. (I) Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire due milioni. (II) Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è ella reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a lire quattro milioni. (III) Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a lire un milione. (IV) Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate). Io ci penserei due volte…
Ma quel che non capisco è che due righe sotto scrivi che stai dalla loro parte: ma allora questa collusione c’è o non c’è? Dire tutto e il contrario di tutto non è un buon esempio di onestà intellettuale!

È vero che “i conflitti di interesse ci sono ovunque e le leggi ad personam sono una costante”, ma i conflitti di interesse sono più o meno pericolosi per la libertà a seconda dei casi. Quello di Berlusconi è tra i più grandi al mondo…

Sull’indulto hai scritto: “so che è legale, anzi costituzionale. Tuttavia ciò che è costituzionale può non essere democratico o sbaglio?”. Adesso scrivi: “non ho detto che è antidemocratico”. Non lo so fai te… avvertimi quando hai preso una decisione!
Poi aggiungi: “ma tu pensi che sarebbe democratico se democraticamente in Parlamento i nostri parlamentari decidessero, d’accordo con le forze armate di prendere in ostaggio la popolazione e di instaurare una dittatura?”. Mi prendi per i fondelli? Prendere in ostaggio la popolazione ti sembra un provvedimento previsto dalla costituzione? L’indulto è stato approvato democraticamente ed è previsto dalla costituzione della Repubblica italiana!!! Così va bene?

A me pare che la tua strategia sia quella di “saltare di palo in frasca”.

Anche io vorrei finirla qui, ma non perchè vedo la nostra amicizia compromessa, ma perchè non si può continuare all’infinito un dialogo dove la si pensa diversamente.
Ripeto che non mi schiero a destra non perchè la democrazia e la libertà non mi stiano a cuore, ma perchè nessuno dei due schieramenti fa la volontà del Paese, in quanto la Sinistra protegge gli interessi “di classe” e come dici tu (ma puoi interrogare qualunque persona con cui ho parlato di queste cose ultimamente che convengo sul fatto che) in 5 anni la destra, nominalmente liberale, ha bensì, come affermi tu, protetto gli interessi corporativi. Non ho alcunchè da obiettare, anzi mi scuso se questo aspetto mi è sfuggito nei precedenti commenti. D’altra parte, citando nel mio articolo iniziale l’editoriale di Panebianco sul libro di Giavazzi e Alesina, ho dimostrato di condividere quest’interpretazione.

Su D’Alema ho utilizzato un termine impropriamente, “colpevoli”, quando so perfettamente che una persona è colpevole solo se viene giudicata tale alla conclusione di un processo. Ma ho utilizzato quel termine per significare il fatto che Fassino risulta essere sotto inchiesta, D’Alema invece non risulta tale solo a causa di un vizio per così dire formale (non so se sia corretto il termine): nulla vieta che l’incompetenza a giudicare da parte di Camera e Senato venga sostituita dalla competenza da parte del Parlamento europeo. Specificato ciò mi pare chiaro il discorso che ho fatto e, vista la maniera ingenua con cui ho utilizzato il termine “colpevole”, sfido chiunque a volermi denunciare. Ripeto, ho sbagliato ma intendevo comunicare l’idea per cui entrambi sono sotto la gogna, così come lo è, per esempio, Alberto Stasi, che sta subendo una tortura mediatica inqualificabile.
La collusione esiste ma vengono colpiti D’Alema e Fassino perchè sono tra le persone più a destra dei DS. Sto con loro perchè ritengo che non si possano perseguire obiettivi di eliminazione politica. D’Alema, Fassino e Berlusconi sono vittime di questo sistema. Questo è il mio pensiero. Ritengo che corrisponda alla realtà.

Sull’indulto non so come posso spiegarmi ma sono stato chiarissimo. Quando ho detto “Tuttavia ciò che è costituzionale può non essere democratico o sbaglio?” intendevo smontare la tua credenza che tutto ciò che c’è scritto sulla costituzione possa essere interpretato ed attuato con spirito democratico. Ribadisco per l’ultima volta quello che penso: l’indulto è previsto dalla costituzione, ma la ratio sottesa al provvedimento di cui stiamo discutendo, era di ispirazione tutt’altro che democratica, tutt’altro che orientata alla clemenza. Forse è il caso di affermarlo, ciò che ci distingue è che io lo concepisco così, tu invece ritieni che sia stato un “bel gesto” civile e democratico e vuoi giustificare tale spiegazione (così come era nelle intenzioni dei politici) come un provvedimento pienamente costituzionale. Mi pare di essere stato fin troppo chiaro.
Tu hai detto: “L’indulto è stato approvato democraticamente ed è previsto dalla costituzione della Repubblica italiana!!! Ecco invece, per farti capire la mia posizione, come avrei espresso il tuo stesso pensiero: “L’indulto è stato approvato DEMAGOGICAMENTE PUR ESSENDO previsto dalla costituzione della Repubblica italiana”.

Prendere in ostaggio la popolazione non so se sia incostituzionale, in quanto non penso sia formalmente vietato. Se è così, comunicamelo in modo che io possa correggermi subito. Ma non è questo il punto. E’ - questo penso di poterlo invece affermare con certezza - prima di tutto antidemocratico. Può essere preso a maggioranza dei voti in Parlamento, ma rimane contrario all’interesse della nazione, dunque è antidemocratico. Da questo ragionamento viene fuori dunque un paradosso con ciò che dici: a non essere garantista e a non avere a cuore la democrazia saresti tu.
Ma è un paradosso dovuto al ragionamento: so benissimo che non è così. So che la pensiamo in maniera diversa, ma so che entrambi amiamo la democrazia, la libertà, la pace e la giustizia. Per me la nostra amicizia non è per nulla cambiata! E spero che non lo sia nemmeno per te!

Domanda: Tutto questo batti e ribatti si basa su un concetto più storico della Destra e della Sinistra o piuttosto sull’applicazione di queste agli attuali schieramenti (e loro applicazione dell’indirizzo politico)?
Comunque sia, é ormai generale il malcontento diffusosi in Italia nei confronti della politica (sia essa a maggioranza di sinistra o di destra). Ed effettivamente é difficile capirci qualcosa, dunque schierarsi. Forse perchè attualmente in Italia gli attori della politica non sono persone che portano avanti ideologie, principi di partito e lottano per questi e nel fare ciò rappresentino gli italiani; ma piuttosto gli attori sono singoli individui che si fanno scudo dietro a uno dei tanti partiti per proteggere e coltivare i propri interessi. Tant’è che ci sono molti esempi di leggi fatte più o meno ad personam o che sono favori per qualcuno…. ma non da ieri! Questo è il vero problema secondo me in Italia e per noi giovani non è facile farsi un’idea o peggio ancora riuscire a credere in qualcuno che sta là!

Ha ragione Elisa. In ogni caso, almeno da parte mia, il riferimento era principalmente incentrato sugli attuali schieramenti politici.