Ecco Perchè Non Sono E Non Posso Essere Nè Di Sinistra Nè Di Destra
Ernesto Galli della Loggia, in un editornale del Corriere di domenica 23 settembre riesce a tirare fuori quello che ho sempre pensato, quello che ho sempre ritenuto di sapere riguardo la sinistra italiana. E lo dico precisando che è da un bel pò di tempo che non oso definirmi più nemmeno di destra, vista anche la vergognosa e ridicola opposizione che secondo me la destra sta facendo da un anno e mezzo a questa parte.
E ciò non deve far credere al lettore che io stia delirando, ma semplicemente penso di avere le mie idee e di credere in determinati valori a prescindere da destra e sinistra, come insegnano Galli della Loggia e Angelo Panebianco.
Anzi, dirò di più. La penso proprio come Angelo Panebianco quando dice che "se io non mi riconosco in un partito, non avrò semplicemente una formazione per cui andare a votare…andrò al mare!"
Quando pronuncia questa asserzione carica di provocazione sarcastica, Panebianco (su cui si attaglia, ironia della sorte, una sua stessa “chicca”, cioè “anche nelle situazioni più tragiche l'uomo è in grado di dare vita a siparietti di irresistibile comicità”, Corriere 19 settembre 2006) ha perfettamente ragione secondo me e non deve stupire che questo modo di pensare provenga da chi frequenta Scienze politiche. Come se uno di Scienze politiche dovesse essere obbligato a rispettare regole non codificate, nè per grazia di Dio imposte da nessuno e cioè quelle secondo cui "abbiamo versato il sangue per avere il diritto di voto…quindi dobbiamo votare" oppure “è l’ultimo diritto che ci è rimasto”.
Per quanto mi riguarda, sono divenuto abbastanza insensibile a questi slogan.
Desidero quindi suggerire almeno due motivi (due tra tanti) che mi rendono molto problematico definirmi di destra o di sinistra. E’ opinione diffusa che, per esempio, la giustizia sociale sia un valore di sinistra, mentre, sempre per esempio, la legalità sia un valore di destra. Ripeto, questi sono solo due tra i tanti motivi…
Primo. La giustizia sociale sarebbe di sinistra. A me non sembra proprio che le cose stiano così: se così fosse, infatti, allora io saeri di sinistra, una grande corrente di Alleanza nazionale (l’unico vero partito che possa definirsi di destra fra i partiti democratici italiani) pure. Ricordo che nelll’opera intitolata “Teoria generale della politica”, Norberto Bobbio afferma che il pensiero filosofico politico della sinistra sia la predicazione dell’egualitarismo, il quale egualitarismo è un concetto storicamente socialista ed è per questo motivo che io ritengo l’egualitarismo (che si intende più che altro secondo un’ottica economicista) un principio in antitesi con la giustizia sociale. “Giustizia sociale” non dovrebbe significare che siamo tutti uguali quanto agli obiettivi, cosa che invece è predicata dall’egualitarismo, ma che siamo uguali in un senso più rawlsiano: quanto alle opportunità, che devono essere, quelle sì, uguali per tutti. Ma le opportunità riguardano le situazioni di partenza non quelle di approdo (la teoria di Rawls consentiva comunque di "recuperare" il socialismo - per utilizzare un termine che mi aveva suggerito l'amico Alessandro - affermando oltre al principio di libertà, anche quello di differenza)
Secondo. La legalità sarebbe un valore di destra. Bene. Il governo Berlusconi, pur avendo promosso una legge, la Bossi-Fini, che restringe la possibilità di ingresso in territorio italiano ai soli possessori di un contratto di lavoro, e pur avendo una sua ala (la Lega nord in particolare) incentrato molto dei suoi slogan sulla xenofobia, giocando sui sentimenti della gente, ha agito in maniera totalmente irresponsabile, non effettuando i dovuti controlli che andavano fatti, incoraggiando in tal modo l’immigrazione clandestina (che poi ha provveduto a regolarizzare in scaglioni uno dei quali, se non ricordo male, comprendeva addirittura 700.000 immigrati clandestini in una volta sola!) per questo oggi ci ritroviamo con una situazione immigratoria in stato d’emergenza. Non solo, ma la recente vicenda che ha coinvolto molti sindaci di Sinistra impegnati nella difesa della legalità (Cofferati a Bologna, Domenici a Firenze in particolare) dimostra proprio che si può essere di sinistra pur avendo a cuore un problema come la sicurezza e la legalità.
Vi dò un altro motivo: il liberalismo ed il liberismo sarebbero princìpi di destra, ma le vicende italiane degli ultimi anni dimostrano che non è così. Mi persuade ciò che dice Panebianco (editoriale del Corriere di due settimana fa, commento al libro di Alesina e Giavazzi) e cioè che il liberismo non sia nè di destra nè di sinistra, tuttavia le liberalizzazioni (se pur parziali e forse classiste) che ha fatto la sinistra dimostrano che questi non sono sicuramente concetti di destra. Non solo. Esistono numerosi intellettuali liberali di sinistra: Habermas, Rawls, Sartori, Bobbio (anche se due di questi sono morti) e chi più ne ha, più ne metta!
Ho concluso. Spero di incoraggiare un intenso dibattito poichè ritengo che, soprattutto di questi tempi (si veda il fenomeno Grillo), sia salutare e stimolante discorrere del discredito della politica e della crisi di consenso che ne è alla base.



Della Loggia scrisse qualche tempo fa (non ricordo di preciso, ma più di 5 anni addietro) sul Corriere delle motivazioni che nel corso degli anni lo hanno portato dalla sinistra ad un’area politica che non sia né destra né sinistra. Mi sono sembrate deboli. Le persone che vogliono rappresentare una corrente politica non necessariamente la rappresentano, o forse lo fanno solo per una (piccola, intima, personale) parte.
Il “fenomeno Grillo” inserito nel contesto emerge solo ora, ma sulla questione molti intellettuali italiani ci sono passati, scrivendone: E. G. Della Loggia già citato, ma anche G. Sartori. Penso che sia positivo (non nascondo che ho firmato anche io) non solo per la proposta di legge, ma (anzi) soprattutto per il messaggio di più ampia portata che vuole esprimere.
In conclusione ritengo che non abbia molto senso dire “non sono né di destra né di sinistra” (e forse nemmeno di centro), al di là delle persone che ne dovrebbero rappresentare i vertici. Troppo facile. Io, per esempio, sono di sinistra.