Manifestazione Per La Pace A Vicenza: Why Not?

(immagine tratta da www.altravicenza.it)
Perchè no? Si questa è la domanda che, dopo le ultime vicende riguardanti l'annullamento "comunale" delle manifestazioni pacifiste in programma a Vicenza, mi pongo in maniera piuttosto sbigottita. Perchè al solo sentire nominare la parola "pacifismo" o anche solo "pace" o "no war" non si sa reagire che con strane misure allarmistiche e d'emergenza? Qualificazioni quali "manifestazione del tutto anti-americana", pronunciate da un sindaco, mi pare lascino poco spazio al dialogo favorendo al suo posto preconcetti e pregiudizi ormai fossilizzati quanto sterili. A questo proposito Don Albino Bizzotto dei Beati i Costruttori di Pace afferma:«Non accetto di essere giudicato sulla base dei pregiudizi, non accetto che ci vengano affibbiati “colori” che non ci appartengono - dice don Bizzotto prima del la veglia -. Ben venga, invece, il confronto sui fatti». Luogo e periodo per manifestare, inoltre, paiono a mio avviso tutt'altro che inadeguati, tanto più che, come afferma sempre Don Albino «questo appuntamento nell’anniversario della bomba di Hiroshima» si organizza «da 20 anni e nessuno mai ci aveva detto niente». «Non vedo perché stupirsi della sede scelta per la nostra veglia. Manifestiamo e preghiamo per la pace e contro le armi, è chiaro che scegliamo siti che hanno attinenza con questo tema. In passato siamo andati spesso a Longare, alla Ederle e ad Aviano. E dove dovevamo farla quest’anno se non qui?» Il punto quindi qual è? Quale la motivazione del Sindaco di Vicenza? "Non inasprire ancor più gli animi" su di una vicenda che ormai, a sentire buona parte della sfera politica cittadina e nazionale, prosegue da troppo tempo, evitare poi il rischio di strumentalizzazione da parte di qualche testa calda in un momento ancora delicato.
Per quanto non si possa negare che spesso manifestazioni di questo tipo a volte vengono loro malgrado rovinate e screditate a causa di qualche bravata irrazionale da parte di gruppi del tutto minoritari di manifestanti, non mi sembra affatto sufficiente poter derivare da un tale timore una decisione come quella in questione, che di fatto approverebbe il ragionamento secondo il quale ogni qualvolta vi sia la minima possibilità di udire qualche voce "un po' troppo agitata e fuori dal coro", sarebbe doveroso e necessario bloccare l'intero "cantiere sociale per la pace". Tanto più che alla fine la manifestazione si è dimostrata del tutto pacifica e ordinata. Non posso non scorgere in decisioni di questo tipo, volontà nascoste di insabbiare, di non "provocare", di non "dare adito a …" … Insomma, certi argomenti danno troppo fastidio e agitano eccessivamente l'opinione pubblica: meglio la calma piatta di un agosto comune, come tanti, come tutti!
(interviste tratte da www.ilgiornaledivicenza.it)


