DALLA PARTE DEL MALATO

 

 immagine tratta da : http://www.isabelperez.com

Non c'era da metterci la mano sul fuoco, non era detto che anche questa volta il diritto l'avrebbe spuntata sugli interessi. Eppure è successo. Il Governo dell'India ha vinto la battaglia che l'ha vista contrapposta alla potente multinazionale farmaceutica NOVARTIS. 

Il caso orgina alcuni mesi fa, quando la multinazionale svizzera mette sul mercato un prodotto per il trattamento dei malati di cancro: si chiama GLEVEC, e in sostanza molti dicono che non sia altro che una diversa combinazione degli elementi del vecchio farmaco. Nonostante quesro Novartis pretende il rispetto del brevetto, anche dal cliente indiano, il quale però ha una legge che non riconosce brevetti se non per prodotti realmente nuovi. La questione è importante perchè questa legge permette alle aziende indiane di produrre farmaci senza rispetto di qualsiasi brevetto, farmaci che ONG come Medici senza frontiere acquistano a prezzi più bassi per trattare più malati in giro per il mondo.

Novartis non ci sta e porta in tribunale il Governo… pochi giorni fa la sentenza ha escluso la competenza della Corte indiana su questa materia, invitando Novartis a rivolgersi ai tribunali arbitrali del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) …fin qui non sembra proprio una vittoria del diritto umano alla salute…..Tuttavia il punto è un altro. Il tribunale non ha affatto riscontrato alcuna violazione, in pratica ha fatto capire che il Glevec è solo una versione aggiornata del farmaco, non un nuovo farmaco, e sarebbe assurdo imporre un nuovo brevetto (se questa visione dei brevetti passasse, allora i brevetti non scadrebbero mai, mentre le stesse norme internazionale riconoscono solo una loro durata ventenneale)

Novartis pare aver sentito il colpo, e si dice che non cercherà nemmeno di portare la causa al WTO (anche per una questione politica: infatti con il rischio terrorismo e i possibili attentati batteriologici, anche un governo come quello degli USA fa pressioni sulle aziende perchè, in caso di bisogno, garantiscano farmaci a prezzi più abbordabili, ad esempio contro gli attacchi di antrace).

Insomma forse, e diciamo solo forse, il diritto ha avuto ragione sul mercato, proprio come nel 2001 nell'ormai epica battaglia di Mandela per gli antiretrovirali in Sud Africa. E forse, da oggi, questo mondo dalla parte del malato è un mondo migliore.

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