Uno Status Per I “rifugiati Della Fame”


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Si è conclusa da qualche ora a Ginevra la 5^ Sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU. La settimana di lavori ha visto all'ordine del giorno temi scottanti (affatto nuovi), tra tutti la situazione in Darfour e quella dei territori palestinesi occupati (decisamente complicatasi in questi ultimi giorni). Come di consueto, tuttavia, sono stati anche ascoltati e dibattuti i rapporti dei Rapportuers Speciali concernenti le varie aree tematiche dei Diritti Umani e specifiche zone geografiche particolarmente interessate da situazioni di violazione di tali diritti; la presentazione di uno dei più interessanti e "scomodi" fra questi rapporti si è tenuta lunedì.
Lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il diritto all'alimentazione, Jean Ziegler, non ha usato mezzi toni e nel suo discorso si è spinto (questa è una buona notizia), ben oltre le "solite" raccomandazioni. Sarà raccolto il sassolino lanciato?
 
L'articolo seguente è tratto da www.misna.org 

Uno speciale ‘status’ temporaneo ai rifugiati provenienti dalle regioni colpite dalla carestia: lo ha proposto il relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione, Jean Ziegler, chiedendo al Consiglio del diritti umani dell’ONU di elaborare una nuova norma di diritto internazionale per proteggere i ‘rifugiati della fame’. “La fame in Africa è conseguenza della politica di ‘dumping’ agricolo portata avanti dall’Unione Europea che accorda sovvenzioni alle produzioni e alle esportazioni dei suoi contadini. Questo massacro peggiora ogni anno e costringe all’esilio decine di migliaia di persone soprattutto provenienti dall’Africa Subsahariana” ha spiegato il sociologo svizzero in un’ampia intervista al quotidiano elvetico ‘24 Heures’ . “Disperati, si gettano in imbarcazioni di fortuna sperando di raggiungere le coste occidentali. Migliaia tra loro muoiono lungo la strada, quanto ai sopravvissuti, una volta arrivati vengono mandati indietro. È una contraddizione allucinante: l’Europa organizza questa miseria e allo stesso tempo criminalizza questi ‘rifugiati della fame’ invece di accoglierli. È imperativo proteggerli”. Ziegler ha ricordato che la Convenzione dell’ONU sui rifugiati del 1951, “tutela le persone perseguite per ragioni razziali, religiose e politiche. Questi criteri sono limitanti…ma è impossibile modificarla. Da qui la necessità di creare un nuovo strumento giuridico, una sorta di asilo per i ‘rifugiati della fame’. La sola istanza che può farlo è il Consiglio dei diritti umani”. Il relatore dell’ONU ha anche accusato di “ipocrisia” la Ue, gli Stati Uniti e il Giappone per le loro politiche di promozione dei cosiddetti bio-combustibili finalizzate a ridurre la dipendenza dal petrolio che, secondo molti critici, mettono a rischio la produzione agricola destinata all’alimentazione. “Esiste un grande pericolo per il diritto al cibo rappresentato dallo sviluppo dei bio-carburanti. Il prezzo forse sarà pagato da centinaia di migliaia di persone che moriranno di fame” ha detto ancora Ziegler, citato dal portale di informazione ‘Swissinfo’.

LEGGI L'INTERO DISCORSO DI Jean Ziegler: pdf_ico_small.jpg

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Mi auto-commento soltanto per segnalare un interessante collegamento tematico tra questo post e quello meno recente intitolato “Immigrazione” che trovate più in basso nella home page o tramite l’archivio dinamico, sul quale si era aperto un interessante dibattito. In effetti la questione di uno status di “rifugiati della fame” chiama in causa, magari non immediatamente, ma di certo in un secondo momento, tutta la problematica “immigrazione” che il nostro paese “conosce” bene. Quello che sono contento di constatare è che anche ai piani alti (non i più alti ancora) una presa di coscienza c’è a questo riguardo: i flussi migratori sud-nord non sono semplici corse alla “conquista di terre inesplorate”, le motivazioni di fondo sono e rimangono davvero drammatiche…