L’ITALIA STA PER SCEGLIERE: L’ACQUA E’ BENE COMUNE
La scorsa settimana, un voto della Camera (per la precisione un subemendamento sul pacchetto Bersani legato alle liberalizzazioni), ha previsto il riaffidamento agli enti locali della gestione del servizio idrico, alla scadenza delle concessioni delle aziende Municipalizzate (che di fatto sono tutte private, alcune delle quali quotate in borsa). Un voto importante che segna una svolta nel dibattito sulla gestione dei beni comuni, riaprendo una polemica che in tutte le regioni d'Italia divampa e divide (spesso anche la cittadinanza dalla propria amministrazione locale).
Il voto attende la conferma da parte del Senato, dove in effetti potrebbero esserci dei problemi, vista la risicata maggioranza del Governo. Inoltre, le cronache parlamentari raccontano che il sub emendamento sarebbe stato una specie di "blitz", in quanto avvenuto si con l'assenso del relatore, ma contravvenendo a un accordo tra le forze politiche favorevoli alla ripubblicizzazione (i partiti della cosiddetta " sinistra massimalista") e quelli che difendono le municipalizzate (parte dei Ds e della Margherita). Considerato, inoltre, che i partiti di opposizione non si sono espressi in maniera netta sul tema, appare davvero difficile fare pronostici. Sul terreno intanto, ci sono le migliaia di firme della campagna "Acqua bene comune", per una legge di iniziativa popolare in materia (la raccolta firme proseguirà fino al 1 luglio) Si veda http://www.acquabenecomune.org/















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