giu
22
2007
2

Gli infortuni sul lavoro in agricoltura

coltiviamo_salute_435.jpg

(clicca l'immagine per consultare le schede informative pubblicate da SPSAL – Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – in collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale della Regione Emilia Romagna) 

Le morti bianche sono un argomento di estrema attualità in questi giorni, grazie ai ripetuti interventi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale ha sottolineato come sia inaccettabile  farsi male sul luogo di lavoro. Un altro dato, alquanto mortificante, sottolineato dal Capo dello Stato è l’elevatissimo numero di vittime legate a questo infortuno.

Comprendere le dinamiche e le tendenze  del fenomeno degli infortuni è il primo passo per poterli prevenire. Anche in agricoltura riscontriamo tale fenomeno, ma per fortuna negli ultimi anni il trend è in forte calo. Le analisi dell’Inail dicono che dal 2001 al 2005, il calo totale delle vittime per infortuni sul lavoro si aggira attorno al 17,5%. Anche per quanto concerne gli infortuni mortali il 2005 ne conta 140 contro i 175 del 2004. Tale decremento è il risultato di una attività agricola sempre più modernizzata, tecnologica e quindi sicura. Un dato da tenere in considerazione, per una corretta analisi dei dati sopraccitati, è il numero di occupanti il settore del lavoro agricolo. Infatti, nel 2005, si sono persi 63.000 posti di lavoro indipendente (circa l’11% di tutti i lavoratori del settore primario) anche se è aumentato il numero di lavoratori dipendenti (circa il 4%) ne risulta che il calo occupazionale è del 4,3%. Si può quindi affermare che il valore assoluto degli infortuni denunciati è diminuito con la diminuzione degli occupanti il settore primario.

Di seguito due grafici che sintetizzano il fenomeno degli infortuni e delle morti bianche in Italia.

mortilavoro_full.jpg infortuni-mortali.jpg

Written by Stefano in: Informazione, Sanità |
giu
22
2007
2

I diritti umani visti dal Kenya

Riporto una lettera dal sito di KARIBU AFRIKA il cui contenuto lancia degli interrogativi molto stimolanti, soprattutto per noi studenti universitari… a tutti voi l'invito a cogliere la "provocazione" e a condividere la vostra opinione nei commenti!!! LEGGETE IL TESTO INTEGRALE CHE TROVARE NEL PDF IN BASSO ! 
 

dirittiumanidalkenya_ok.jpg

Jambo rafiki (ciao amici),

Questa é la lettera di uno studente insoddisfatto e stufo di Scienze Politiche specializzazione Diritti Umani), stufo di sentire sempre e solo parlare dei diritti umani in una veste puramente accademica e assolutamente idealista. Assecondando questa mia insoddisfazione ho deciso di partire per fare il corso “Studying Africa in Africa” che sto seguendo a Nairobi: una città e mille contraddizioni! A Nairobi ha sede l’UN habitat che ha come motto “city without slums”, eppure a Nairobi sono ben 199 le slums tra cui Kibera, probabilmente la seconda più grande d’Africa, col suo milione d’abitanti. Credo che solo in un ambiente del genere posso confrontare i diritti umani “accademici” con quelli “reali” per poter avere una vera visione globale. Sono stufo di sentir parlare di diritti erga omnes, panumanesimo, Onu, valori universali e tutta l’aria fritta che supporta questa visione ad uso e consumo occidentale. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è all’unanimità (in occidente) considerata come il documento più importante a difesa dei diritti umani…eppure é stata redatta da 63 stati, nessun paese africano ha preso parte alla sua stesura. Mi chiedo: é realmente un documento di portata universale? … CONTINUA

Lettera integrale: pdf_ico_small.jpg

Written by Daniele in: Diritti Umani, Esperienze |
giu
15
2007
3

Uno status per i “RIFUGIATI DELLA FAME”

jean_ziegler.jpg
 
Si è conclusa da qualche ora a Ginevra la 5^ Sessione del Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU. La settimana di lavori ha visto all'ordine del giorno temi scottanti (affatto nuovi), tra tutti la situazione in Darfour e quella dei territori palestinesi occupati (decisamente complicatasi in questi ultimi giorni). Come di consueto, tuttavia, sono stati anche ascoltati e dibattuti i rapporti dei Rapportuers Speciali concernenti le varie aree tematiche dei Diritti Umani e specifiche zone geografiche particolarmente interessate da situazioni di violazione di tali diritti; la presentazione di uno dei più interessanti e "scomodi" fra questi rapporti si è tenuta lunedì.
Lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il diritto all'alimentazione, Jean Ziegler, non ha usato mezzi toni e nel suo discorso si è spinto (questa è una buona notizia), ben oltre le "solite" raccomandazioni. Sarà raccolto il sassolino lanciato?
 
L'articolo seguente è tratto da www.misna.org 

Uno speciale ‘status’ temporaneo ai rifugiati provenienti dalle regioni colpite dalla carestia: lo ha proposto il relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione, Jean Ziegler, chiedendo al Consiglio del diritti umani dell’ONU di elaborare una nuova norma di diritto internazionale per proteggere i ‘rifugiati della fame’. “La fame in Africa è conseguenza della politica di ‘dumping’ agricolo portata avanti dall’Unione Europea che accorda sovvenzioni alle produzioni e alle esportazioni dei suoi contadini. Questo massacro peggiora ogni anno e costringe all’esilio decine di migliaia di persone soprattutto provenienti dall’Africa Subsahariana” ha spiegato il sociologo svizzero in un’ampia intervista al quotidiano elvetico ‘24 Heures’ . “Disperati, si gettano in imbarcazioni di fortuna sperando di raggiungere le coste occidentali. Migliaia tra loro muoiono lungo la strada, quanto ai sopravvissuti, una volta arrivati vengono mandati indietro. È una contraddizione allucinante: l’Europa organizza questa miseria e allo stesso tempo criminalizza questi ‘rifugiati della fame’ invece di accoglierli. È imperativo proteggerli”. Ziegler ha ricordato che la Convenzione dell’ONU sui rifugiati del 1951, “tutela le persone perseguite per ragioni razziali, religiose e politiche. Questi criteri sono limitanti…ma è impossibile modificarla. Da qui la necessità di creare un nuovo strumento giuridico, una sorta di asilo per i ‘rifugiati della fame’. La sola istanza che può farlo è il Consiglio dei diritti umani”. Il relatore dell’ONU ha anche accusato di “ipocrisia” la Ue, gli Stati Uniti e il Giappone per le loro politiche di promozione dei cosiddetti bio-combustibili finalizzate a ridurre la dipendenza dal petrolio che, secondo molti critici, mettono a rischio la produzione agricola destinata all’alimentazione. “Esiste un grande pericolo per il diritto al cibo rappresentato dallo sviluppo dei bio-carburanti. Il prezzo forse sarà pagato da centinaia di migliaia di persone che moriranno di fame” ha detto ancora Ziegler, citato dal portale di informazione ‘Swissinfo’.

LEGGI L'INTERO DISCORSO DI Jean Ziegler: pdf_ico_small.jpg

Written by Daniele in: Diritti Umani, Sanità |
giu
12
2007
2

Conferenza Karibu Afrika a MOTTA DI LIVENZA

karibuafrika-2007.jpg

Karbu Afrika Onlus invita tutti alla coferenza che si terrà in biblioteca comunale a Motta di Livenza Venerdì 22 Giugno, alle ore 20.30. L'incontro ha l'obiettivo di informare sugli sviluppi del progetto "Adotta un rifugiato", di come sono stati utilizzate le donazioni raccolte e sulle nuove linee di intervento per il prossimo anno.

LOCANDINA (aiutateci a divulgarla):  pdf_ico_small.jpg

Karibu Afrika Onlus – http://www.karibuafrika.it/

giu
12
2007
2

“Loro”!

loro.jpg
(immagine tratta da www.repubblica.it)

Cose che se te le raccontano quasi non ci credi. Poi capisci che è vero. Ti viene allora una strana tristezza dentro che si accumula a quella, tanta, già presente. E infine si torna tutti quanti al proprio “lavoro”, al proprio “sudato stipendio” con la solita tragicomica frase nella testa: “Siamo in Italia!”

Ma chi l’ha voluta questa Italia? Chi?!

Vi invito a leggere questo articolo apparso ieri ne “la Repubblica di Filippo Ceccarelli.

 
giu
11
2007
2

LA PAURA CI DIVIDE

E’ stato recentemente presentato il Rapporto 2007 di Amnesty International (EGA Editore) , e come tutti gli anni si ripresentano le questioni classiche legate alle violazioni dei diritti umani in tutti i paesi del mondo. Andando alla ricerca di una matrice comune in queste violazioni, A.I. analizza un punto interessante: il ruolo della paura. Sotto accusa l’atteggiamento dei Governi più potenti, che sfruttano le paure della gente per spingere all’insofferenza nei confronti dei diversi (si vedano le violazioni dei diritti dei migranti). La paura dello sviluppo di regimi pericolosi, che ha spinto alla guerra preventiva, incapace di portare alcun miglioramento reale in nessuna delle aree in cui è stata praticata. Inoltre si ripresentano le violenze contro i più deboli, da quelle domestiche a quelle contro i dissidenti nei paesi come Cina e Arabia Saudita.

Molto interessante anche l’accusa alle Nazioni Unite, troppo lenta nel condannare le violenze illegittime e incapace di agire oltre gli interessi degli Stati con dirtto di veto all’interno del Consiglio di Sicurezza. Altro punto dolente è la vicenda del Darfur, per la quale A.I. condanna il governo e chiede alla comunità  internazionale di agire.

Ma c’è spazio anche per l’ottimismo, come dimostra la presa di coscienza sul temma della Rendition, e la predisposizione di un Trattato per il controllo delle armi convenzionali

Per maggiori informazioni:

http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS57-2007.html

giu
11
2007
2

L’ITALIA STA PER SCEGLIERE: L’ACQUA E’ BENE COMUNE

 

La scorsa settimana, un voto della Camera (per la precisione un subemendamento sul pacchetto Bersani legato alle liberalizzazioni), ha previsto il riaffidamento agli enti locali della gestione del servizio idrico, alla scadenza delle concessioni delle aziende Municipalizzate (che di fatto sono tutte private, alcune delle quali quotate in borsa). Un voto importante che segna una svolta nel dibattito sulla gestione dei beni comuni, riaprendo una polemica che in tutte le regioni d'Italia divampa e divide (spesso anche la cittadinanza dalla propria amministrazione locale).

Il voto attende la conferma da parte del Senato, dove in effetti potrebbero esserci dei problemi, vista la risicata maggioranza del Governo. Inoltre, le cronache parlamentari raccontano che il sub emendamento sarebbe stato una specie di "blitz", in quanto avvenuto si con l'assenso del relatore, ma contravvenendo a un accordo tra le forze politiche favorevoli alla ripubblicizzazione (i partiti della cosiddetta " sinistra massimalista") e quelli che difendono le municipalizzate (parte dei Ds e della Margherita). Considerato, inoltre, che i partiti di opposizione non si sono espressi in maniera netta sul tema, appare davvero difficile fare pronostici. Sul terreno intanto, ci sono le migliaia di firme della campagna "Acqua bene comune", per una legge di iniziativa popolare in materia (la raccolta firme proseguirà fino al 1 luglio) Si veda http://www.acquabenecomune.org/

Written by rawls in: Ambiente, Diritti Umani, Varie |
giu
03
2007
3

Attacco alla libertà  di espressione

Apprendo con preoccupazione da internet di una vicenda che ha dello sconcertante: il professor Renzo Guolo, uno dei maggiori studiosi italiani della civiltà islamica, è stato rinviato a giudizio “per vilipendio della religione islamica” da un Pm di Bari che ha accolto la querela fatta dal leader dell’Unione Musulmani d’Italia Adel Smith. Per farsi un’idea, suggerisco direttamente la lettura dell’articolo di Guolo (il quale il 27 maggio 2007 ha esposto la propria opinione al riguardo) che si può trovare all’indirizzo web:

http://www.repubblica.it….

La notizia ha avuto larga eco sui giornali. Inserisco altri indirizzi web che rinviano ad articoli (anche la quotidiana rubrica di Michele Serra su Repubblica ne parla) sulla questione:

http://www.articolo21.info/editoriale.php?id=2435

http://www.lastampa.it….

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local//1627516

Concordo pienamente con Guolo quando nel suo articolo afferma che “sentirsi affibbiare da Smith, in questa sorta di "fatwa" che si serve del diritto penale nazionale per raggiungere i suoi scopi, un'etichetta che non corrisponde al proprio vissuto, alla propria storia intellettuale, è già, di per sé, alienante ma rientra nella tipica strategia del personaggio. Ma che un magistrato prenda per buona questa tesi appare sorprendente.”

Certo, non ho letto direttamente l’atto di querela, ma penso di poter affermare da ciò che si può ragionevolmente comprendere, che l’aspetto sconcertante è proprio l’accoglimento della querela da parte del Pm. Insomma sembra ancora fresca la vicenda delle “vignette blasfeme”, quando intellettuali italiani di spessore avevano preso posizione contro un vero e proprio attentato alla libertà di espressione che, oltrechè principio fondante della civiltà occidentale è anche diritto costituzionalmente sancito all’articolo 21 e diritto a cui si appella lo stesso Guolo.

Il fatto odierno, anche se di dimensioni diverse, se non altro per la sua minore risonanza mediatica, è pressochè analogo a quello di un anno e mezzo fa. Quella volta si era trattato di un attentato alla libertà di espressione operato da movimenti fondamentalisti che, in cerca di consenso, hanno approfittato della vicenda, agitando i sentimenti delle masse islamiche. Anche stavolta si tratta di un attentato alla libertà di espressione operato in un contesto temporale totalmente altro, a mera conferma – dico io – dell’evidente brama di notorietà che in maniera costante tormenta l’anima di Adel Smith. Come l’afflato islamista era esploso in tutta Europa solo dopo 5 o 6 mesi la effettiva pubblicazione di vignette ritenute offensive su un quotidiano danese, anche ora la querela arriva solo dopo ben 4 anni dalle dichiarazioni per le quali Guolo è stato querelato: esse sono contenute in un suo libro uscito nelle librerie nel 2003.

Non mi pronuncio oltre, la vicenda si commenta da sè: è di pochi mesi fa l’altra querela fatta dallo stesso personaggio nei confronti di un altro islamologo di successo, il sociologo Stefano Allievi, conclusasi non bene per l’ineterssato.

Aggiungo solo un’ultima nota. La cosa grave è che la vicenda delle vignette danesi si era conclusa con una sconfitta della nostra civiltà, a causa di istituzioni politiche preda del buonismo e del politically correct, incapaci di reagire ad un attentato al proprio cuore: nessun leader politico di spessore aveva avuto il coraggio di spendere una parola in difesa dei nostri princìpi. L’unico personaggio (forse) è stato Calderoli con quella trovata di cattivo gusto di cui tutti, immagino, hanno un ricordo. Oggi non è la politica col suo silenzio a legittimare un attentato alla libertà, ma è un’altra istituzione, la magistratura che con l’accoglimento della querela di Smith apre un processo non solo a Guolo ma alla nostra storia. E’ un colpo inferto da noi contro di noi. E’ il suggello del definitivo suicidio dell’Occidente.

Alberto Gasparetto

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes

Powered by WordPress. Theme: TheBuckmaker. Bank, Geld verdienen