mag
29
2007
2

Conferenze KARIBU AFRIKA…non mancate!

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Ciao a tutti
mercoledì 30 a Budoia ore 20.30 e giovedi 31 a Orgiano sempre 08.30 incontri/conferenze di Karibu Afrika sul progetto "Adotta un rifugiato". Si parlerà del progetto, del suo resoconto, degli interessanti sviluppi futuri e dell'esperienza dei vostri concittadini a Nairobi.
Vi aspettiamo tutti.
a presto!

CONFERENZA Budoia: pdf_ico_small.jpg

CONFERENZA Orgiano: pdf_ico_small.jpg

Direttivo di KAribu Afrika – http://www.karibuafrika.it/

mag
29
2007
3

Campagna virale di adozioni a distanza di SOS Villaggi dei Bambini

Riportiamo una segnalazione ricevuta via email.

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Buongiorno, con piacere vi segnalo Aiutarli a crescere ti farà volare, la campagna virale di adozioni a distanza di SOS Villaggi dei Bambini resa possibile grazie all'aiuto di Windows Live Messenger e UniCredit PrivateBanking.  www.adozionidistanza.it/volare

Con l'auspicio che possiate diffondere la notizia e partecipare in prima persona, vi ringrazio in anticipo.

Buona giornata Chiara Tuscano

COMUNICATO STAMPA – AIUTARLI A CRESCERE TI FARA' VOLARE:  pdf_ico_small.jpg

 

Written by admin in: Informazione, Posta in arrivo |
mag
23
2007
3

L’ITALIA ALLO SPECCHIO

 

Il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro, morivano per mano di Cosa Nostra. L'evento rappresentò il definitivo spartiacque tra una fase della storia della lotta alle mafie (segnata dal torpore delle istituzioni e dall'omertà della gente), a una fase di impegno civile (iniziò la gloriosa "protesta dei lenzuoli" fatta da gente comune che portò in giro per tutta Palermo lenzuoli con i propri messaggi) e di promesse politiche. La magistratura ebbe un sussulto, e le indagini svoltarono, iniziarono gli arresti eccellenti. Un percorso lungo, fino agli arresti dei boss Badalamenti, Riina e Provenzano

Di quel periodo pare essersi persa traccia: la mafia negli ultimi tempi è tornata a colpire, in maniera forte (assassinio di Francesco Fortugno) o anche solo dimostrativa (gli incendi nei campi di Libera). Ma è altrettanto vero che i giovani sono tornati a impegnarsi, e si organizzano giornate di approfondimento come da tempo non si vedeva. 

Nel ricordare il 23 maggio 1992 occorre tradurre questo spirito in azione, occorre  aggiornare la nostra conoscenza sul fenomeno mafioso (con uno sguardo particolare alle Ecomafie, come cerca di fare l'ultima normativa approvata in materia). Occorre fare i conti con la nostra storia e chiarire i tanti punti ancora oscuri nella storia dei rapporti tra lo Stato e le Mafie.

Probabilmente, la vera svolta sarebbe l'acquisizione di piena consapevolezza del fenomeno. In fondo era quello che faceva sottintendere Falcone nella più famosa delle sue massime : "In Sicilia la mafia uccide i servitori dello Stato, che lo Stato non è riuscito a proteggere".  ….un pò come a dire che non sono loro a essere nel torto, ma noi a non avere il coraggio di stare dalla parte della ragione. Almeno per ora.

Written by rawls in: Appuntamenti, Varie |
mag
17
2007
2

APPUNTAMENTO: L´Islam è compatibile con la democrazia?

Segnalo un altro interessante appuntamento a Oderzo (TV): diffondete…

[myflash=asszanardo_od,435,142]

venerdì 18 maggio 2007
ore 21.00 -Palazzo Moro, Via Garibaldi, Oderzo
Renzo Guolo

Docente di Sociologia delle Religioni Università di Torino – Editorialista Quotidiani Gruppo Espresso
presenta il libro:

L'Islam è compatibile con la democrazia?

Per maggiori informazioni: associazione.zanardo@gmail.com

Locandina:  pdf_ico_small.jpg

mag
16
2007
2

APPUNTAMENTO: Verità  e Giustizia per riconciliare i popoli dell’Africa Centrale

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L'Associazione Tumaini, con il Patrocinio del Comune di Selvazzano D. invita la cittadinanza all'incontro-dibattito su:

 

Verità e Giustizia per riconciliare i popoli dell'Africa Centrale

Venerdì 18 maggio 2007 – ore 21:00

Centro Civico di Caselle di Selvazzano D.

P.zza Carlo Leoni (sopra Farmacia)

Interverranno:

Padre Guy Theunis: La mia vita di sacerdote in prigione per la Verità

Don Albino Bizzotto: Operare per la giustizia e la democrazia

Modererà il dibattito il Prof. Leonardo Asta, docente all'Università di Padova

 

L'associazione Tumaini ponte di Solidarietà vi invita ad ascoltare due testimoni speciali: Padre Guy Theunis , missionario e giornalista, e Don Albino Bizzotto, fondatore dei "Beati Costruttori di Pace".

 

Padre Theunis si è contraddistinto come difensore dei diritti dell'uomo. A causa del suo atteggiamento imparziale sulla tragedia che da oltre dieci anni insanguina l'Africa centrale, mietendo milioni di vite umane (Rwanda, Uganda, Burundi, Rep. Democratica del Congo), egli fu arrestato in Rwanda nel 2005 dove operava come missionario da 33 anni e incarcerato come presunto autore di genocidi. La sua è una testimonianza preziosa di uomo di fede e di difensore della verità e della giustizia.

Don Albino con la sua Associazione è intervenuto più volte in Africa centrale, promuovendo la giustizia , la riconciliazione e il valore della democrazia.

 

"Beati i costruttori di pace" nasce da un appello che esprime la convinzione che la pace è un obiettivo di fondamentale importanza e va perseguita da ciascuno nella vita di tutti i giorni, con un costante impegno in favore della giustizia, del disarmo e della salvaguardia del creato. L'Associazione è intervenuta in Congo organizzando nel 2002 il simposio si pace a Butembo e nel 2006 presenziando allo svolgimento delle prime vere elezioni democratiche

Altre info su www.tumaini.it

mag
11
2007
2

Svizzera: “neutralità ” utile a chi?

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Già da qualche settimana è stato pubblicato da Nigrizia (http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=9325) un articolo molto interessante sul commercio dei diamanti, i porti franchi internazionali di smistamento delle gemme preziose e i paradisi fiscali in cui "si altera" la loro identità (dati di provenienza) spesso troppo scomoda (si parla infatti di diamanti insanguinati). Nel testo citato si fa particolare riferimento alla Svizzera e ad una sua specifica città, Ginevra, ribattezzata base off-shore, da cui ogni anno transitano indisturbate gemme per un valore di 2 miliardi di euro.

L'articolo scende bene nei dettagli citando il processo di Kimberly, quale più convinto tentativo di regolarizzazione e controllo del mercato dei diamanti, un accordo sottoscritto per il momento da 71 paesi, che prevede un meccanismo di autocertificazione della provenienza delle gemme, unito a misure sanzionatorrie in caso di trasgressione. Tuttavia, come si spiega bene nell'articolo, un perdurante alto livello di corruzione e di falsificazione interna agli stati non permette di poter parlare di un commercio controllato e di considerare il problema risolto.

Lasciando a voi il compito di approfondire la questione all'indirizzo sopra indicato, concludo brevemente condividendo con voi la mia amarezza per quanto sta accadendo QUI a Ginevra, tra l'altro a poche centinaia di metri dalla mia momentanea abitazione qui a Ginevra (vedi indirizzo indicato dall'articolo: Rue du Grand Lancy 6, La Praille) e per quanto ho notato viene riportato dal sito ufficiale del Dipartimento Federale dell'Economia della Federazione Svizzera (CLICCA QUI) in cui, oserei dire con fierezza, si scrive: "Fino alla fine del 2001, la Svizzera era, dopo il Belgio e la Gran Bretagna, il terzo centro per il commercio di diamanti nell'Europa occidentale e ciò grazie alla presenza dell'impresa De Beers a Lucerna. Alla fine del 2001, questa impresa ha trasferito la maggior parte delle sue attività a Londra. Di conseguenza, le importazioni di diamanti sul suolo elvetico sono precipitate e la Svizzera ha perso il suo posto di rilievo nel commercio internazionale di diamanti grezzi. Il valore dei diamanti grezzi immessi nei depositi doganali resta comunque elevato e i porti franchi degli aeroporti di Zurigo e Ginevra continuano ad avere un'importanza significativa per il commercio di diamanti."

mag
10
2007
4

Immigrazione

Non riempirò le pagine di questo stimato sito web con vuota retorica propagandistica. Cercherò soltanto di dare forma concreta ad un problema che parecchi stigmatizzano e identificano unicamente con alcuni aspetti della vita giornaliera. Ho definito l’immigrazione un problema, perché credo che vada affrontato. La piaga che accompagna gli uomini non è tanto il ricordo degli eventi tristi, quanto l’oblio di quelli significativi. Forse molti si  aspettavano un atteggiamento diverso da parte degli italiani nei confronti dei nuovi immigrati. Perlomeno sarebbe ben accetta una manciata di solidarietà per quegli individui che condividono, seppur in una diversa cornice temporale, un destino comune a quello dei nostri nonni. Nessuno tiene più in conto del contratto che legava il nostro Governo con i proprietari dei bacini della Ruhr: per ogni italiano mandato a lavorare nelle cave, si ricevevano tot chili di carbone. E i nostri connazionali stanno ancora là, vittime di una tratta operata da un paese che non poteva sfamarli tutti; restano là, a idealizzare una nazione di cui hanno una falsa coscienza comune che non trova spazio neppure nei più diffusi stereotipi; il Veneto, terra generosa di flussi migratori, ha dato i natali a parecchi di quegli xenofobi che fino a pochi mesi fa stavano al Governo, a capo di un partito che alimenta un’ingiustificata spirale d’intolleranza facendo leva sui bassi sentimenti della gente comune. Diciamoci la verità, in fondo è bello scoprirsi un po’ razzisti, ridere dei difetti di pronuncia di chi viene qua non per imparare una nuova lingua bensì per sfamare le bocche dei propri familiari, ostentare la propria agiatezza a chi non arriva a fine mese, attribuire non alla propria mancanza di iniziativa, bensì alla presenza dell’immigrato, la carenza di opportunità di lavoro. E’ anche facile, tutto sommato. L’Italia è piena di stranieri laureati in giurisprudenza che esercitano la professione. L’Italia pullula di extracomunitari acquattati dietro l’angolo pronti a stuprare le italiane indifese. Eppure le statistiche dicono che solo il 3% degli stupri viene effettuato da sconosciuti (il che non implica neppure una certa nazionalità), e che le scuole sono piene di ragazzi indietro di uno o due anni perché non vedono riconosciuti i propri titoli di studio. E’ vero, l’immigrazione di massa porta problemi come la criminalità organizzata, ma nessuno si ricorda di quella terra di puritani trasformata in bordello multietnico anche a causa della mafia siciliana? Vogliamo davvero far finta che la colpa sia soltanto tutta da una parte? Nessuno, poi, si chiede come mai la criminalità nasca sempre dagli strati sociali più bassi.

Venendo da un paesino abbastanza piccolo, ho cominciato a sentire la multietnicità sulla mia pelle soltanto negli ultimi mesi, da quando cioè mi sono trasferito a Roma. Effettivamente anche io sono diventato diffidente nei confronti di zingari e venditori ambulanti, poiché quando vado in giro non rinuncerei mai alla mia circospezione al prezzo del portafogli o del cellulare. Ma il passo che alcuni compiono da quella che può essere considerata una legittima diffidenza ad un razzismo “in nuce” è l’indifferenza nei confronti dell’altro. Certo, nessuno si ferma a chiacchierare con tutti gli estranei che gli si parano davanti; non è questo ciò che il buon senso reclama. Basterebbe soltanto concedere quella dignità che ciascuno di noi pretende sia rispettata dal prossimo. Basterebbe una frazione di umanità in più, quando è richiesta.

Il “melting pot” di cui molti si riempiono la bocca, la fusione di tutte le culture in un unico grande crogiuolo in cui chiunque si possa riconoscere, sono solo utopie senza senso: l’altro non è mai migliore. E’ il principio base dell’Illuminismo, teoria vecchia di trecento anni. Ma come dicevo qualche riga più sopra, il cancro dell’umanità è proprio la facile dimenticanza.

Vinicio

Written by Lorenzo in: Generale |
mag
10
2007
2

RIORGANIZZARE LA LOTTA ALLE MAFIE

 

Negli ultimi mesi, la cronaca ha registrato alcuni gesti dimostrativi delle mafie. Due mesi fa, è stato deturpato un monumento dedicato a Giuseppe Impastato, il giovane attivista siciliano ucciso su ordine del boss Badalamenti per aver denunciato la corruzione a Cinisi in Sicilia; poche settimane fa la cooperativa Valle del Marro, nella piana di Gioia Tauro in Calabria, è stata data alle fiamme (come accade spesso nelle terre espropriate alla mafia grazie alla legge 109/96). Una serie di eventi che hanno costretto anche la cronaca, di solito inspiegabilmente distante, a ricordare a tutti noi che la guerra tra lo Stato e le mafie continua. Probabilmente c'è una carenza di coordinamento tra le istituzioni e le forze che sul territorio si stanno impegnando su questo fronte. Intanto, dal gruppo di "e adesso ammazzateci tutti" arrivano proposte migliorative sulla Commissione Regionale Antimafia della Regione Calabria, e su altre iniziative da intraprendere a livello legislativo, che potete leggere al seguente indirizzo :

 

Written by rawls in: Associazionismo, Varie |
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