Artisti kenyani e p. Daniele a padova e venezia!
Vi segnalo un'occasione da non perdere !!!
Siete tutti invitati… vi aspettiamo, aiutateci a far conoscere la proposta e fate girare gli allegati qui sotto!!!
La comunità di Korogocho, uno dei circa 200 slums/baraccopoli di Nairobi, dove sono presenti i missionari Comboniani, organizza una tournée/testimonianza per i propri artisti: musicisti, acrobati, ballerini, cantanti. Saranno accompagnati da padre Daniele Moschetti, comboniano e Luca Clochiatti, laico missionario comboniano.
L’idea che anima questa iniziativa è prima di tutto quella di presentare un’immagine diversa, positiva e vitale dell’Africa, cambiando il nostro immaginario di sola miseria, povertà e malattia. La tournee/testimonianza vuole creare spazi di condivisione culturale e altre iniziative di scambio da decidere con ogni singola comunità (es.: incontri nelle scuole, parrocchie, centri culturali, università, ecc.). Si tratta di un’occasione di incontro e conoscenza sia per le comunità ospitanti che per i giovani artisti keniani. La tournée vuole, inoltre, creare uno spirito di comunione con le realtà locali stimolando ospitalità e condivisione di tempo e spazi. Vuole infine essere l’occasione per presentare alcune problematiche, attraverso le parole di coloro che le vivono in prima persona. Verranno toccati i principali problemi delle baraccopoli di Nairobi sui quali la comunità di Korogocho è molto coinvolta insieme a realtà della società civile e religiosa.
La tournee vorrebbe mettere in rete – creare comunità – associazioni, gruppi, parrocchie che coordineranno insieme l’iniziativa, coinvolgendo eventualmente le istituzioni locali in modo da sottolineare anche la dimensione sociale e politica delle problematiche proposte. Nel caso del Comune di Padova e della provincia di Venezia, si valorizzerà particolarmente l’alleanza stipulata in occasione della Campagna “WNairobiW!” (cf. www.giovaniemissione.it ), ormai giunta a risultati significativi.
Tournée in Italia spiegazione proposta per evento PD e VE
programma Padova e Venezia tournee Nairobi















3 commenti
In che modo sei riuscito a risparmiare i soldi da investire nel fondo della tua associazione?
Ho dovuto faticare per 4 anni circa, poi è diventato tutto semplice.
Stampavo un giornale, nel 1988 cominciai a stampare il famoso Ecometropoli, un mensile ecologista diffuso sul territorio milanese in alcune migliaia di copie.
Lo regalavo con offerta libera, e ci mettevo su delle pubblicità . Per abbassare i costi andavo con la mia fidanzata anche dal tipografo.
Versavo in un fondo di aziende che rispettano i diritti dei lavoratori, dell’ambiente e dei consumatori il 10% del ricavato di quello che guadagnavo dal tipografo, il 10% delle offerte libere e il 10% degli sponsor
Così anche quando cercavo autofinanziamenti per la campagna a difesa dei popoli indios. Il 10 % delle mie raccolte spicci, li versavo nel fondo.
Poi quando invitavo persone al mio centro sociale, siccome lavoravo gratis, quando c’erano le feste, versavo nel fondo la mia quota che non versavo nella cassa del centro sociale per bere o entrare.
Poi quando un mio carissimo amico, un grande eroe, fu lasciato solo dalla LOC e dalla sua organizzazione a combattere contro le lobby delle armi, del servizio miltare obbligatorio e subiva un processo dopo l’altro, non riusciva a trovare lavoro in nessun modo, gli agenti dei servizi segreti lo pedivano e andavano ad importunare la sua ragazza e lo diffamavano come uno stupidotto… siccome l’unico lavoretto che aveva trovato era quello di andare a pulire le vetrine dei negozi, io tutte le mattine alle 9 lo svegliavo, lo andavo a prendere in macchina , lo portavo dai negozianti, stampai un biglietto da visita per trovare altri clienti, lo aiutavo a pulire i vetri, a tenere la scala, a pulire gli stracci, a cambiare i secchi dell’acqua. Facevamo metà per uno di quello che guadagnavamo e tolti i soldi della benzina, versavo tutto nel fondo. Una piccola impresa di pulizie a sostegno di un grande eroe della storia umana.
E cosi via. Nel 1993 già non avevo più bisogno di chiedere offerte libere a sostegno delle mie attività e non raccoglievo più quote associative.
Dall’autunno del 1993 poi con due gruppi di tre camioncini organizzo nei boschi della Valtellina raccolte autunnali di castagne e biomassa secca, e da allora due dei comitati autonomi che seguivo direttamente viaggiano così senza problemi e si sono creati anche loro un fondo per l’autofinanziamento.
Comprai anche una fotocopiatrice usata e alcuni studenti universitari che volevano guadagnare qualche soldino venivano a far le fotocopie degli appunti. Tolte le spese facevamo metà per uno e quello che guadagnavo versavo tutto nel fondo.
Ho continuato ad usare la tecnica del 10% sui proventi delle mie attività lavorative o sulla raccolta sponsor per i giornali di quartiere.
Quando aprivo locali di quartiere con la mia associazione ed invitavo ospiti, offrivo da bere, e poi versavo nella cassa del fondo una cifra corrispondente a quello che avrei pagato offrendo da bere al bar.
Ho sempre avuto dei salvadanai in cui mettere le monetine dei resti della spesa.
Quando ho smesso di fumare, quello che non spendevo in sigarette lo mettevo in un salvadanaio e dopo un paio di anni sono riuscito a creare un altro fondo.
Ho messo le pubblicità di Google sul sito della associazione e con i ricavi ci pago i traduttori.
Il trucco è organizzare attività proporzionalmente alle entrate che generano gli investimenti ed ogni mese aggiungere qualcosa nel fondo etico solidale, anche poco, solo dieci euro, però aggiungere qualcosa nel fondo.
Sembrerà una cazzata , ma l’energia positiva che genera l’investimento in un fondo etico solidale BPM automaticamente retroalimenta la voglia di mettere in moto iniziative per ingrandire il fondo e con gli utili retribuire chi presta attività socialmente utili al servizio del genere umano, come chi presta servizi per la mia campagna 2010: Eliminazione Povertà , così come chi presterà servizi per il Festival Mondiale della Cultura Popolare e il Fondo Milanese per la Protezione dell’Infanzia.
Nel frattempo tutte le altre organizzazioni di volontariato continuano a non pagare i propri dipendenti, e a dover raccogliere le monetine.
Io pago tutti dal 1999 e non raccogliamo più monetine dal 1993.
non riesco a vedere il pdf della tournée in Italia… so che passa anche da torino, verso fine maggio-inizio giugno,qualcuno sa quando e dove??
Ciao Miriam,
ecco qua dove puoi trovare tutto il calendario nazionale delle tappe della carovana… http://www.korogocho.org/index.php?pid=135#letappe
Naviga nella pagina per attivare la cartina e poi scegli la regione o la citté che vuoi. A Torino e Cuneo comunque saranno tra il 30 maggio e il 2 giugno…a prestissimo!