Protocollo Stern
Quanto costeranno i cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici costeranno un sacco. Le stime britanniche dell’economista Nicholas Stern, ex dirigente della Banca mondiale, parlano del 5 % del PIL mondiale (nella migliore delle ipotesi) e del 20% (5,5 trilioni di euro) nella peggiore. Peggio della depressione del ‘29, tanto per capirci.
200 milioni di profughi in fuga dal deserto che avanza, dalle alluvioni di maggior portata e frequenza, dalle coste invase dalle acque dei mari e degli oceani provocheranno instabilità e problemi sociali.
Aspettare il 2010 per il secondo passo del protocollo di Kyoto potrebbe essere poco lungimirante. Nel 2010 (tra meno di 4 anni!) potrebbe essere troppo tardi.
All’Europa viene chiesto di adottare il sistema di «cap and trade», (commercio delle quote di emissione) in cui le emissioni di anidride carbonica vengono fissate a un certo tetto massimo. Se un’azienda vuole inquinare di più deve comprare questo diritto da industrie meno inquinanti, che non raggiungono il tetto. Così, ci si augura, le aziende accelereranno la ricerca di sistemi di produzione meno dannosi.
Al tempo stesso, ai governi viene chiesto di raddoppiare gli investimenti nella ricerca di fonti energetiche pulite. Se agli sforzi dei Paesi che hanno già firmato il Protocollo di Kyoto non si aggiungeranno Cina, India e Stati Uniti (le nazioni più popolose del pianeta), le previsioni più nere si avereranno.
Non solo gli stati, ma anche i singoli cittadini sono chiamati a fare la loro parte. Il ministro dell’Ambiente britannico David Milliband ha annunciato che nel Regno Unito aumenteranno le accise sulla benzina e sui rifiuti, nasceranno imposte particolari per chi prende l’aereo e per chiunque faccia uso-abuso di mezzi inquinanti.
In Italia siamo messi maluccio, abbiamo aumentato le emissioni di oltre il 13%, invece di ridurle del 6,5%.
Volendo proprio vedere il lato positivo di questa notizia posso attirare la vostra attenzione sulla firma che c’è in fondo al rapporto: quella di un economista, non di un ambientalista. Il fatto di aver dato un costo ai disastri è stato un grande passo avanti. Prima “noi” parlavamo di farfalle e “loro” di titoli in borsa. Adesso parliamo tutti di soldi e di guai. Magari questa volta avremo una vera discussione, non un lancio di accuse contro orecchie di gomma.



brava brava divulga il verbo facciamo si che si possa davvero realizzare ciò che tanti chiamano utopia ‘’un mondo vivibile’’
grazie a stern l’economia riconosce gli errori del passato cioè di non aver inserito l’ambiente come costo da accollare alle aziende che si disinteressano della sua sorte.
come tutte le questioni importanti quando si tratta di correre ai ripari ci tocca di alzarci le maniche , tutti senza distinzione.
stern nella sua conferenza stampa ha usato un tono allarmistico-minaccioso,con un tony blair a dir poco nefasto che dice, citando le conclusioni del rapporto : i costi di un mancato intervento superano di gran lunga i costi di un intervento.
quindi la deriva c’è ma è di quelle dove il capitano l’ultimo a gettarsi può
ristabilire la rotta.
se si vuole davvero fare qualcosa, occorre che con urgenza i potenti del mondo si rendano conto, che per fare ciò che stern ha tradotto in numeri,non bisogna più ragionare con il voto di scambio o con leggi e leggine per accontentare questo o quello,ma bisogna che tutti capiscano anche i tizi che si stanno comprando i bacini di acqua, che se la nave affonda non si ha più mercato ,si potranno berla tutta ,ma tanta fa scoppiare.mi rendo conto che questo è difficile ,ma la cosa più interessante, ed è questo che preoccupa perchè mi fa capire come non ci sia iteresse per questo argomento,non si è avuto neanche un cenno in televisione sul protocollo stern.quindi non è stato divulgato per quale motivo?
be penso che sia questo che dà il senso di come si fà informazione in italia e di come questa segua altri interessi di pubblico dominio che ne sò per citarne uno a caso ma emblematico il caso CORONA pagine pagine di giornali tv …..MA!
l’allarmismo non funziona con lo share una catastrofe si.
ragazzi cerchiamo di divulgare il verbo del protocollo stern
io nel mio piccolo mi sono interessato ed è entrato nel documento italiano dello youth summit,se volete capire cosa è sto youth andate a visitare la pagina http://www.youthsummit.it .
tutti possiamo fare qualcosa facciamo presto perchè senza fatalismo sta morendo.
gianfranco.