Diritto O Ecomafie?

Diritto o Ecomafie? è la domanda che da anni, almeno dal 1994 (quando legambiente ha cominciato a denunciare la carenza legislativa del nostro paese di fronte al proliferare dell’affarismo mafioso in materia di rifiuti) ci si pone guardando le mancanze gestionali del nostro territorio.
Legambiente, negli ultimi mesi, è tornata a richiamare l’attenzione delle istituzioni, disegnando l’attuale situazione legislaiva dell’Italia (in controtendenza rispetto agli altri stati dell’UE): “In sostanza, oggi, ad esclusione dell’ex art. 53 bis del Decreto Ronchi (oggi art. 260 del nuovo Codice ambientale 152/06) che ha introdotto il delitto di “organizzazione di traffico illecito di rifiuti”, ci si affida a un debolissimo apparato legislativo.
Ad esempio, nel caso di “distruzione o deturpamento di bellezze naturali” compiuto mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, la punizione prevista dall’art. 734 c.p. è l’ammenda da 1.032 a 6.197 euro: solo qualche spicciolo per la distruzione del nostro patrimonio ambientale. Così come non è previsto il reato specifico di cava abusiva, che ha fatto scomparire intere montagne, o di furto di opere d’arte e reperti archeologici (più di 46 mila furti negli ultimi trentacinque anni)”. Per maggiori informazioni: http://www.lanuovaecologia.it/categoria/2.php. Intanto, continuano i sequesti di cave per smaltimento illecito (le ultime in provincia di Napoli e Viterbo)


