Della non necessità dell’etica nei diritti umani
Potrà sembrare un’affermazione senza senso alcuno, priva quindi di un nesso logico che è necessario sempre per portare a termine ciò che differenzia gli uomini dagli animali o dagli oggetti inanimati: il pensiero.
Si definisca innanzitutto etica. L’etica è quella serie di principi morali che regolano l’umano agire, che descrivono e definiscono tutta la sterminata serie dei comportamenti umani. E’ etico ciò che è moralmente giusto, è etica ogni azione che sia autoguistificante. I principi del comportamento etico affondano le loro radici in un concetto che risulta essere, ad un primo sguardo, estremamente banale, ma che in realtà nasconde significati ben più profondi: si è in presenza di un comportamento che risponde ai principi etici quando questo è in grado di comunicare in maniera autonoma, e perciò priva di ogni mediazione, la sua intrinseca purezza.
Si risponda ora a questa domanda: cosa sono i diritti umani? La risposta sarà allo stesso tempo banale e rivelatrice: sono i diritti che fanno capo alla persona in tutte le sue manifestazioni. Si nota dunque come questi no siano diritti derivati, ma originari, sempre presenti nei fenomeni umani (anche se troppo raramente rispettati).
Questa affermazione porta, consequenzialmente, ad poter dire che, in questo specifico caso, si può ridurre l’universale al particolare: la galassia dei diritti dell’uomo può essere rincondotta all’uomo stesso, non come elemento accessorio o come conquista, ma come un naturale caratteristica fondante “l’umanità” dell’animale uomo.
Si tenti ora di ricongiungere i due filoni del ragionamento che si è tentato di intraprendere. In molti casi si sente parlare di eticità dei diritti umani, ma, visto che i diritti umani sono connessi ndissolubilmente alla natura umana, e dunque all’uomo stesso, non si potrà mai dire che essi sono “etici” o giusti. In quanto già presenti nell’essere umano dal momento della nascita, essi non saranno non entreranno mai a far parte dell’etica intesa come giusizia. Come può essere giusta una cosa che per natura si trova in ognuno di noi? Essa, semmai, sarà innata e quindi non sottoponibile a giudizio alcuno. Bisogna operare però un’essenziale distinzione concettuale tra presente per natura e naturalmente esercitabile; non è detto che perchè un diritto sia naturalmente presente nell’uomo, questo sia anche esercitabile (anche se l’esercizio potrebbe essere aupicabile).
Con questo breve scritto si è tentato di dimostare come l’etica e conseguentemente il pensiero etico da essa derivato sia non necessario allo sviluppo e all’interpretazione dei diritti umani: può essere giudicato etico solo ciò che è stato raggiunto o conquistato, non ciò che per natura è insito nell’uomo.















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