Di seguito vorrei proporvi una riflessione forte e importante che ci aiuta a soffermarci su un evento importante appena conclusosi. Padre Dario, missionario comboniano, riporta la sua diretta esperienza accanto alla moltitudine di gente che ha partecipato al WSF a Nairobi. Tra i presenti questa volta anche… (BUONA LETTURA)

Un mondo diverso è possibile!
Parole e volti dal Forum Sociale Mondiale di Nairobi – Kenya
Decine di migliaia di persone, da tutto il mondo, si danno appuntamento per cinque giorni nel cuore dell’Africa. Sono associazioni, movimenti sociali, alcuni gruppi religiosi (tra gli iscritti ufficiali una sola parrocchia italiana!) che credono che “Un mondo diverso è possibile” e lo stanno costruendo ciascuno a suo modo. Da mesi si stavano preparando, ciascun gruppo con la sua proposta, un tema da condividere e approfondire; ne sono venuti fuori 1200 laboratori tematici, organizzati per argomenti. Fuori e dentro lo stadio c’è un alveare di un centinaio di celle: sono lo spazio di discussione per i gruppi. Gli striscioni, i disegni, le sculture, i canti, le danze, gli slogan sono il biglietto da visita di ciascun movimento sociale: parlano di diritto alla casa, AIDS, debito dei paesi impoveriti, accesso all’acqua, mezzi di comunicazione sociale e nuove tecnologie, economia solidale, educazione popolare… Attraverso le vie di Nairobi nel giorno dell’inaugurazione; mi trovo a fianco di un gruppo di giovani tanzaniani che cantano e camminano, mentre due indiani li osservano e mi raccontano della loro associazione per il diritto alla terra. Siamo in tanti, e tanto diversi; in una piazza il serpentone dei popoli si ferma e il mio amico Japhet mi chiede una risposta: perché noi kenyani non possiamo stare nella nostra terra? Il suo è un gruppo di IDP (internally displaced people, li siglano: sfollati per il conflitto tribale, spesso alimentato dai politici per orientare la cessione delle terre). La sua tribù Luia oggi danza per le strade di Nairobi; non ci sono risposte semplici alla loro domanda, ma si può cominciare a cercarle insieme. E, d’istinto, due donne indiane cominciano a danzare al ritmo dei loro tamburi, con i sonagli alle caviglie… forse possiamo davvero aiutarci a trovare un ritmo comune.
CONTINUA —>
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