LA NUOVA CAMPAGNA DI AMNESTY INTERNATIONAL… UNA RISPOSTA A OGNI TERRORISMO

Parte in questi giorni la nuova campagna di Amnesty “più diritti più sicurezza”, in risposta alle prevaricazioni dei governi di molti paesi, dove i dritti civili sono stati messi a rischio a causa (o con la scusante?) della guerra al terrorismo internazionali.
Il comunicato di Amnesty
Torture, “sparizioni”, arresti arbitrari, detenzioni senza processo, legislazioni inique… è il campionario di violazioni dei diritti umani con cui, dal 2001, viene condotta la cosiddetta “guerra al terrore”. Il suo dichiarato obiettivo, la sicurezza globale, è lungi dall’essere raggiunto.
Al contrario, il profondo disprezzo per i fondamentali diritti umani che emerge dalle immagini delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib o dallo scandalo europeo delle rendition (i trasferimenti aerei illegali di persone sospettate di terrorismo, destinate a centri di tortura), stanno trasformando il mondo in un luogo sempre meno sicuro, in una “fabbrica del rancore” in cui disperazione, frustrazione, rabbia e intolleranza rischiano di produrre effetti micidiali.
Negli ultimi anni, Amnesty International ha accompagnato la sempre più crescente mobilitazione della società civile contro le strategie della “guerra al terrore” e ha sollecitato, in alcuni casi ottenendo importanti risultati, istituzioni che, in vari paesi, hanno cancellato leggi che favorivano il ricorso alla tortura o espulsioni senza garanzie per il rispetto dei diritti umani.
Con questa campagna, Amnesty International vuole spingere i governi e l’opinione pubblica a ripensare alle strategie fallimentari della “guerra al terrore” e convincerli che il rispetto dei diritti umani è la condizione essenziale, e non un ostacolo, verso il raggiungimento di un’autentica sicurezza globale.
E’ già possibile partecipare alle prima azione su sei algerini arrestati in Bosnia e deternuti a Guantànamo da circa quattro anni
http://www.amnesty.it/appelli/appelli/rendition















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