set
29
2006
2

UN BICCHIERE MEZZO PIENO

Il sito UNICEF ITALIA riporta sul suo sito l’ultimo rapporto sulla questione dell’accesso all’acqua per le popolazioni bisognose e più specificatamente per i bambini. Il documento “Progress for Children” si mostra particolarmente ottimista, in quanto i dati parlano di un incontestabile aumento degli allacciamenti alla rete idrica un pò ovunque nel mondo (speice in Asia dove si concentra la maggior parte di persone prive di accesso a questa risorsa).

Tuttavia UNICEF riconsoce che la questione resta grave, dato che ogni anno 980 milioni di bambini restano senza servizi igenici adeguati…. così come si sotolinea amaramente che ogni anno muoiono 1.5 milioni di bambini privi di sufficienti risorse idriche (calcolate in 20 litri a persona al giorno dall’Organizzazione Mondiale della sanità)

Per maggiori informazioni

 

Written by rawls in: Ambiente, Diritti Umani, Sanità |
set
28
2006
2

AGGIORNAMENTO SUGLI SCARICHI CHIMICI IN COSTA D’AVORIO

Le indagini sulla Probo Koala vanno avanti, e si susseguono le voci relative alla pericolosità o meno del contenuto del carico della nave. Secondo alcune ricerche sembrerebbe che la nave non contenesse nulla di nocivo per la salute umana, al punto che le autorità dell’Estonia, paese in cui si trova ora la nave avevano concesso alla Probo Koala di riprendere il largo; provvidenziale è stata l’azione di disobbeidenza dei militanti di Greenpeace, che hanno bloccato la nave; nel frattmepo il governo ivoriano ha preteso di poter controllare la nave, e la Francia ha promesso aiuti tecnici. Intanto i magistrati estoni hanno fatto sapere che la nave è oggetto d’indagine.

Insomma molte cose si muovono, specie se si considera la dura presa di posizione non solo dell’UE, ma anche dell’ONU.

L’Onu è intervenuta pubblicamente ieri sulla questione dello scarico dei rifiuti tossici ad Abidjan, avvenuto lo scorso 19 agosto, quando una petroliera scaricò nel porto 400 tonnellate di sostanze non identificate. Un esperto Onu ha dichiarato che lo scarico del materiale ha violato la Convenzione di Basilea, che regola il trattamento delle sostanze pericolose. Finora 8 persone sono morte e 44 mila sono rimaste contaminate dai rifiuti tossici, scaricati in 14 siti della capitale. Un team di esperti francesi, chiamati per l’occasione, impiegherà almeno due settimane per bonificare l’intera città (fonte Peace Reporter)

Per le ultime notizie senaliamo l’articolo di Peace Reporter

 

set
28
2006
2

L’AZIONE DELL’UNIONE EUROPEA SUGLI SCARICHI IN COSTA D’AVORIO

L’Unione Europea si muove in modo ufficiale anche sulla questione che vede coinvolta la nave, (al momento utilizzata da una società svizzera) Probo Koala, colpevole di aver scaricato rifiuti tossici in Costa d’Avorio e aver causato la morte di otto persone e decine di imigliaia di intossicati ad Abidjan. Lo sottolinea l’agnzia missionaria Misna, che riporta le parole del Commissario Europeo dell’ambiente Dimas.

“Abbiamo un chiaro caso di violazione della legge europea e internazionale con esiti nefasti. È importante assicurarsi che azioni criminali come questa non passino inosservate e non siano ripetute in futuro”: lo ha detto Stavros Dimas, commissario per l’Ambiente dell’Unione Europea riferendosi allo scandalo che ha coinvolto la nave cargo ‘Probo Koala’, noleggiata dalla società ‘Trafigura Ltd’ con sede centrale in Svizzera, responsabile, il 20 agosto scorso, dello scarico di rifiuti tossici in Costa d’Avorio che ha già causato 8 morti e decine di migliaia di intossicati ad Abidjan. Parlando da Paliski, il porto dell’Estonia, situato 50 chilometri a ovest della capitale Tallinn, dove la ‘Probo Koala’ è approdata nei giorni scorsi e da ieri è sotto sequestro – come riferito dal procuratore di Stato, Piret Seeman – Dimas ha chiarito che “è proibito trasportare materiale chimico e scarti in paesi non europei. Questo paese indifeso, la Costa d’Avorio, è stato una vittima di questo atto criminale”. Dimas ha sottolineato la necessità che gli Stati della Ue applichino più rigorosamente la legge europea sullo smaltimento dei rifiuti tossici, rivista e rafforzata proprio nel luglio scorso: “Sul piano normativo abbiamo i mezzi per combattere il trasporto illegale di scarti nocivi. Quello di cui abbiamo bisogno è di un migliore controllo nei posti di transito come gli scali marittimi”. La Procura dell’Estonia ha aperto un’inchiesta penale sulla vicenda dopo avere ricevuto i risultati delle analisi sui residui per la pulizia delle cisterne della ‘Probo Koala’; secondo il ministero dell’Ambiente di Tallinn, all’interno del cargo e nelle acque del porto di Paliski, attorno alla nave, sono state rinvenute sostanze simili a quelle scaricate ad Abidjan. “Uno degli scopi dell’indagine è stabilire se la ‘Probo Koala’, che aveva già chiesto di lasciare i suoi rifiuti in Estonia, sapeva che le scorie contenevano sostanze tossiche e fosse decisa a sbarazzarsene” ha precisato Seeman.

set
27
2006
2

UNA COSCIENZA LIBERA

Pubblichiamo una Buona Notizia dal sito di Amensty Italia, proveniente dagli Stati Uniti, dove è stato rilasciato un prigioniero di coscienza, condannato per non aver voluto prestare servizio in Iraq. L’ormai annosa questione irachena si arricchisce così di questo aspetto che, speriamo, faccia da volano verso la pacificazione nazionale e tra gli Stati Uniti e la stragrande maggioranza della comunità internazionale, per poter così tornare al multilateralismo, definito ormai come unica strada per combattere il nemico comune rappresentato dal Terrorismo internazionale

Kevin Benderman, obiettore di coscienza adottato da Amnesty International, è stato rilasciato il 18 agosto 2006 dopo aver scontato 12 dei 15 mesi di condanna inflittagli nell’agosto 2005, per aver rifiutato di combattere in Iraq.

In rete, tra l’altro, vogliamo segnalare il sito www.topia.net che dedica una sezione alla vicenda di Benderman, ma ancha altri argomenti (dai diritti umani allo sviluppo)

set
25
2006
2

KARIBU AFRIKA: riunione giovedí 28, ore 21.00

Cari amici e colleghi di Karibuafrika,

siamo lieti di invitarvi alla prima riunione organizzativa nella nostra nuova sede di Via Santa Sofia 5,laterale di via San Francesco (presso la sede dell’ASU per intenderci). La riunione si terrà giovedì 28 alle ore 21.00.

A presto!

Karibuafrika – karibu.afrika@libero.it

 

set
24
2006
2

SULLA CINA OCCORRE CHIAREZZA

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi è tornato da pochi giorni da un viaggio istituzionale in Cina, dove ha partecipato a incontri a carattere politico e commerciale (unico ambito nel quale sono stati conseguiti risultati concreti con la firma di accordi bilaterali, favoriti dall’ampia delegazione di imprese italiane al seguito). Tuttavia Prodi aveva dichiarato che tra i temi del viaggio non sarebbe mancato quello dei diritti umani, cosa che effettivamente è avvenuta. Evidentemente il protocollo diplomatico impedisce di lanciare accuse e strali contro un governo che si vuole amico e partner, ma sicuramente non dovrebbe impedire di esprimere con rispettosa fermezza la propria posizione in materia di diritti fondamentali; invece l’unica considerazione che viene riportata sul sito del Governo con una certa visibilità in materia di diritti umani è

Il dialogo strutturato in materia di diritti umani svolto sotto la responsabilità dell’Unione Europea – ha dichiarato il presidente Prodi al termine dell’incontro – è uno strumento prezioso cui conferire sempre più incisività e concretezza. Quello dei diritti umani, civili, religiosi e la libertà di stampa sono temi per i quali l’opinione pubblica italiana nutre una particolare sensibilità. Resta fondamentale affrontare la questione dell’embargo alla vendita di armi: occorre continuare a lavorare con i nostri principali partner per giungere all’abolizione dell’embargo

Va detto che nelle parole di Prodi ci sono giusti riferimenti ai diritti fondamentali, ma ecco alla fine lo scivolone sul tema dell’embargo. Era già capitato al Presidente Emerito della Repubblica Ciampi di inciampare in considerazioni del genere relativamente all’embargo, e non si può dire che sia un esagerazione poichè l’ex Presidente non ha mai più rivolto quell’appello dopo averlo fatto durante la sua visita in Cina. Prodi ha però commesso lo stesso errore, accodandosi così agli altri leaders del nostro paese che in questi anni, a prescindere dal colore politico, hanno espresso volontà di grandi aperture nei confrotni della Cina senza chiarire bene cosa volessero in cambio, in termini di garanzie. Indubbiamente ci sono alcuni timidi segni di miglioramento in Cina sul fronte dei diritti, ma per ora siamo solo a livello di dichiarazioni cui devono ancora seguire i fatti (che per il momento continuano a parlare di repressione di minoranze politiche e religiose). Ad ogni modo va sottolineato che l’Italia si è recentemente conformata alle politiche europee in materia di tortura e ha negli scors mesi sancito il divieto di esportare strumenti che potrebbero essere adoperati a scopo di tortura. Tuttavia, nel caso della Cina, restano rischi oggettivi, dato che già oggi molte armi utilizzate nel conflitto sudanese provengono dalla Cina.

Amnesty International ricorda quello che ancora oggi accade in Cina, a beneficio di governanti e legislatori attuali e precedenti,. e ovviamente degli elettori…… a questo proposito segnalo alcuni articoli interessanti

http://www.amnesty.it/pressroom/comunicati/CS103-2006.html

http://www.amnesty.it/pressroom/ra2006/cina.html?page=ra2006

Amnesty Italia ha ricordato anche a Prodi, come già aveva fatto con Ciampi, la sua posizione riguardo a questo paese, mediante un apposito comunicato stampa

 

set
18
2006
2

Karibu Afrika: RIUNIONE MERCOLEDí 20

Cari amici e colleghi di Karibuafrika,
l’autunno è arrivato assieme ad una nuova stagione di impegni italoafricani.
Le novità sono parecchie: grandi impegni, propositi, collaborazioni e una nuova sede (finalmente stabile ed ufficiale, era ora!) E’ per questo che vi invitiamo alla riunione di MERCOLEDI 20, ORE 15:00 nel giardinetto di Scienze Politiche.
(Le prossime riunioni saranno in sede e di sera, così anche chi lavora potrà partecipare)

Vi aspettiamo, ci sono compiti per tutti!
Karibuafrika – karibu.afrika@libero.it

 

set
17
2006
2

DIFENDERE LE CONVENZIONI DI GINEVRA

L’art. 3 è comune a tutte le quattro Convenzioni di Ginevra che regolamentano il diritto internazionale umanitario; è un articolo di pace, lo si intende chiaramente leggendolo; un articolo che parla al lato più umano degli uomini, quando non ci si trova divisi in schieramenti contrapposti lungo un campo di battaglia, ma ci si trova davanti a un civile inerme, o a un ex combattente che depone le armi; l’art. recita

Le persone che non partecipano direttamente alle ostilità, compresi i membri delle forze armate che abbiano deposto le armi saranno trattate con umanità”

Contro questi soggetti sono vietate le torture, i trattamenti degradanti, l’uso come ostaggi, le codanne arbitrarie senza regolare processo.

Il presidente degli Stati Uniti Bush ritiene queste regole troppo “generiche” (si è espresso proprio in questi termini), e ha così avanzato proposte legislative che escluderebbero gli USA da questi strumenti internazionali, proprio in un periodo in cui, dopo le recenti ratifiche da parte di altri paesi, queste Convenzioni potrebbero rappresentare i primi strumenti internazionali universalmente sottoscritti (creando così un fronte unico mondiale, che rappresenterebbe per davvero una risposta gobale al terrorismo). Bush si difende, e difende prigioni come Guantanamo e i trattamenti che sono stati riservati alle persone li internate, dicendo che le confessioni estorte con la forza hanno permesso di salvare l’america da nuovi attentati (dimenticando tutte le persone rinchiuse li per mesi o anni senza alcun motivo e rilasciate come dopo un banale controllo). Propone una nuova legge, che va contro il principio dell’habeas corpus, su cui si fonda il paese che governa, contro il ruolo della giustizia, e chiede di basare le indagini sulle torture e addirittura sulle congetture contro l’imputato; imputato, che verrebbe giudicato da tribunali speciali (possibilità su cui la Corte Suprema si è già espressa negativamente, per non dimenticare il fatto che sempre la Corte Suprema, massima autorità giudiziaria del paese, ha imposto il rispetto delle Convenzioni di Ginevra su Guantanamo). Su tutto questo è in atto un dibattito all’interno dello stesso Partito Repubblicano, dal quale Bush proviene, anche perchè negli ultimi tempi la politica della difesa della sicurezza nazionale ad ogni costo non ha pagato all’interno di nessun schieramento politico (basti pensare alla clamorosa sconfitta nelle elezioni primarie del democratico Lieberman, sostenitore della politica di guerra del repubblicano Bush). La Commissione del Senato ha già bocciato una volta questa proposta, ma i ben informati dicono che l’offensiva di Bush è solo all’inizio.

In gioco c’è di più della simpatia o antipatia che si può provare nei confronti del Presidente Bush; bisogna capire che è in gioco l’intera legalità internazionale, la possibilità di puntare l’indice contro le violazioni del diritto di Ginevra a Cuba piuttosto che in Myanmar, e altrove nel mondo. Occorre difendere questo avamposto fondamentale dei dirtti umani, per far si che questa cultura non regredisca. Gli effetti sarebbero devastanti, trascinerebbero con se valori fondamentali e universali come il rispetto della dignità dell’uomo (specie del più debole), e escluderebbe i principi dello stato di diritto su cui si fonda l’occidente, che sarebbe così minacciato da noi stessi prima che dai fondamentalisti. Il pericolo che tutti corriamo è evidente, non si tratta di buonismo, ma se per combattere il nemico bisogna snaturare se stessi, allora si rischia di non avere più coscienza della propria identità, si rischia di non essere più sicuri di nulla e, dunque, più vulnerabili. In più le proposte di modifica sono grossolane e irricevibili, persino da una Corte Suprema che politicamente appare anche schierata su posizioni non proprio liberali (molti giudici sono di nomina repubblicana). Occorre riflettere e guardare le cose per come potrebbero evolvere nel tempo. Oltre la guerra al terrore, oltre i conflitti in Medio Oriente, oltre gli attuali assetti globali.

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