ELEZIONI IN CONGO: IL VERO VOTO E’ PER LA PACE

La notizia stavolta è stata diffusa anche dai media nazionali e internazionali, segno che qualcosa di davvero nuovo è successo: in Congo si è votato pacificamente e con un alta affluenza. Il favorito è il presidente uscente Kabila, ben voluto dall’Occidente ma osteggiato da una schiera di avversari che vogliono far valere il fatto di essere “novità” (molti candidati sono alla prima esperienza) Comunque vada (e di tempo per pronostici ve ne sarà dato che i risultati sono attesi per settembre) il voto rappresenta già di per se una svolta di pace, un modo nuovo per affrontare le tensioni, fino ad oggi risolte nel sangue della guerra civile. Il Congo si prepara così a vivere una nuova stagione, che speriamo sia democratica e solidale anche nel quotidiano; intanto il paese e la comunità internazionale devono cominciare a guardare ai problemi gravi di questo paese. Il rapporto di Amnesty International del 2006 sul Congo parla di violenze sulle donne (il governo ha ratificato la Convenzione ONU sulle donne ma non ha fatto altrettanto con il protocollo opzionale che istituisce le comunicazioni individuali o di gruppi a denuncia di violenze e di negazione dei diritti sanciti nella convenzione, nonchè la possibilità di inchiesta da parte di un apposito Comitato, le cui conclusioni peraltro non creano vincoli per lo Stato), detenzioni non comunicate e tenute segrete (in incommunicado), torture, corruzione, mancanza di fondi per il funzionamento dei tribunali, nuove condanne a morte.
Tuttavia la Repubblica Democratica del Congo ha raticicato lo Statuto della Corte Penale Internazionale e si sta sviluppando in quella sede il primo processo a un ufficiale dell’esercito congolese.
La strada da fare è lunga e ci dimostra che la democrazia non si vive in un giorno di elezioni libere, ma si sviluppa lentamente e con un lavoro collettivo supportato dalla comunità internazionale.
Auguri al nuovo Congo

P.S. sulla questione congolese e sulle sue diverse sfaccettature torneremo….siamo infatti in attesa di contributi diversi per meglio capire l’attualità di questo paese

1 commento

  1. guerrilla radio scrive:

    Ciò che nasce dentro, cresce e ramifica,

    i rami si possono sempre potare, le radici che sono altri rami nel profondo invece permangono, si mescolano ad altri radici e fanno l´identità  che sono.

    perchè fui anche io della banda di osservatori volontari in Congo,
    Ora sono anche io il Congo.

    e vi passo da sotto la porta un manoscritto dai miei diari congolesi:
    —————————
    Riemergono,
    le ferite stantie sulla terra rossa
    erosa da una pioggia gravida di epidemia.

    Le ferite di guerra che sfaldano il suolo
    rilevano tutto il putridume di milioni di corpi malinumati.

    Si ripropongono,
    nelle cicatrici sulla pelle d´ebano
    di Giovani mai stati giovani.

    La guerra corre sulle labbra di un popolo intero,
    come racconti terribili
    sulla bocca di un pazzo affetto da logorrea irreversibile.

    E ci grida di:
    violenza carnale,
    granate cadute dietro casa,
    amputazione,
    saccheggi,
    del calare della notte inteso come terrore e lutto.

    …

    Nel controllare e porre il timbro sul mio passaporto,
    al confine col Rwanda,
    ho notato che l´agente di frontiera aveva entrambi i bracci mutilati.

    L´ho salutato allora,
    con una forte stretta di mano,
    la stessa mano con cui l´occidente dei wazunghi
    si è preso cura in questi anni dei destini di questi uomini sofferenti
    (un moncherino compassionevole si è mosso verso il mio braccio invisibile).

    Con gli occhi grandi come i grandi laghi del Kivu,
    i figli diseredati del Congo ci scrutano,
    e in quegli enormi pozzi di pece,
    vergognosamente andiamo a nasconderci la colpevole coscienza.

    Perchè nel riflesso di quei cristallini laghi
    come nelle pupille nere incredibilmente dilatate dei bimbi,
    vige ancora l´abnorme offesa,
    quelle migliaia di morti che nei laghi venivan gettati,
    ora sgombri dalla vista
    mai rimossi dallo sguardo di ogni congolese.

    Non ci sono specifiche pregiudiziali verso l´uomo bianco,
    ma l´onore di essere visitati
    dai parenti stretti
    di quei generali neri che li hanno trucidati.

    Nella memoria storica di un vecchio cieco,
    nel passo incerto di una bella donna
    che da bimba fu rapita e poi stuprata,

    Ho scoperto quale chiave apre quelle fosse comuni
    che qualcuno volle non fossero mai scoperchiate.
    Sbattute in faccia all´opinione pubblica mondiale.

    Ho scavato a mani nude
    e fra le mani sono emersi femori,
    crani tumefatti, e costole con incisioni come fossero graffiti,
    meglio,
    griffate.

    Molte recitavano “etats unis”
    altre “Made in Europe”
    altre ancora “Cadeaux d´Italie”.

    Lercio d´infezione,
    Infetto irreparabilmente anche me stesso
    Ho cercato lo spiraglio per tornare indietro,
    fuoriuscire da quell´orrore di guerra.
    Ma ogni porta alle mie spalle era sprangata,
    senza serratura,
    e quelle poche con,
    una combinazione che ho voluto scordarmi.

    Non rimaneva che del lucido da scarpe
    in fondo al mio zaino.
    Spalmato sulla mia pelle latteo-spettrale
    che mi facesse apparire meno appartenente a quell´immonda gente
    che diamanti e oro indifferentemente continuavano a cavare fuori
    dalle carcasse di innocenti ammazzati.

    Alla fine con tutta l´umiltà  di cui sono ancora capace,
    non più muzungu, finalmente africano pure io
    mi sono messo a marciare a fianco di 26 milioni di eroici congolesi,
    sulle loro marcite strade, verso un nascituro rinascimento.

    Accompagnando il Congo verso l´elezione
    in cui noi avrem dovuto essere i testimoni eletti,
    un poco presuntuosi,
    ci siamo tutti presto resi conto che l´Africa
    ancora una volta,
    ci stava impartendo una lezione.

    Di Democrazia allo stato puro,
    d´incredibile fame di Pacificazione.

    Vittorio arrigoni
    http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1402

Leave a Comment


Login with Facebook:
Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes