Ancora sulle elezioni in RD del Congo…
Da MISNA
REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 7/7/2006 8.41
MONITORAGGIO ELEZIONI: ANCHE “BEATI I COSTRUTTORI DI PACE”
Una delegazione dei ‘Beati i costruttori di pace’ composta da 65 persone parteciperà alla missione internazionale di monitoraggio delle elezioni presidenziali e legislative in Repubblica democratica del Congo, previste per il 30 luglio. “Siamo convinti che non siano solo i progetti economici a dare un contributo per stabilire l’uguaglianza tra i popoli: la nostra missione elettorale è un contributo politico, pur essendo consapevoli dei nostri limiti. Non è un gesto temerario e opereremo in condizioni di sicurezza” dice alla MISNA don Albino Bizzotto, 67 anni, promotore di ‘Beati i costruttori di pace’, l’associazione con sede a Padova attiva da oltre vent’anni nella risoluzione non-violenta dei conflitti e nella difesa dei diritti umani.
“Ostacolate da chi ha grandi interessi – aggiunge il sacerdote – queste elezioni sono particolarmente attese dalla popolazione. I congolesi stanno lavorando con grande coscienza e la speranza della gente trova risposta anche nei progetti di formazione e di educazione civica” come quelli promossi dalla Chiesa cattolica locale e dalle altre confessioni religiose. L’ultima volta che nell’allora Zaire si andò a votare era il 1962, anche se a dicembre dell’anno scorso si è svolto un referendum “che ha avuto una partecipazione sorprendente” ricorda don Bizzotto. Le elezioni – con 33 candidati alla presidenza e circa 10.000 aspiranti deputati per i 500 seggi del Parlamento – dovrebbero chiudere in modo definito la transizione successiva al conflitto del 1996-2003. In queste settimane i partecipanti alla missione dei ‘Beati i costruttori’ – in gran parte con precedenti esperienze in Africa e nel Sud del mondo in progetti di solidarietà o con studi universitari in diritto internazionale umanitario – stanno terminando la formazione in Italia: 26 coppie di osservatori saranno dispiegati in altrettante località del Nord e Sud Kivu, nell’est del paese. “È senz’altro la zona meno sicura e più frastagliata dal punto di vista politico e militare, dove diversi gruppi armati non hanno ancora accettato l’integrazione nell’esercito governativo” sottolinea don Albino. Che precisa: “L’interposizione della società civile nelle zone di conflitto è un dato di fatto consolidato. Dal punto di vista della prudenza abbiamo preso ogni precauzione possibile: nei giorni scorsi siamo andati a visitare tutte le località dove verranno dispiegati i nostri osservatori”. Da Bukavu a Beni e Butembo, gli italiani svolgeranno lo stesso compito degli inviati dell’Unione Europea, della Fondazione Carter o di altri organismi internazionali. “Andremo anche in alcune zone dove le agenzie dell’Onu ce lo hanno sconsigliato per mancanza di sicurezza: le speranze più grandi si registrano laddove la paura è maggiore. Saremo al fianco della popolazione, considerando la nostra vita come quella di chi vive lì” prosegue il fondatore dei ‘Beati’, già impegnati in Congo nel 2001 con il ‘Simposio internazionale per la pace’.
La sfida per garantire un effettivo diritto di voto agli oltre 25 milioni di elettori registrati – su una popolazione superiore ai 50 milioni – è enorme: si calcola che la comunità internazionale spenderà circa 400 milioni di euro per la gestione della consultazione su un territorio pari a due terzi dell’Europa. L’impegno della comunità internazionale – secondo alcuni – rischia di trasformarsi in un’ingerenza dettata dai forti interessi per le risorse naturali dell’ex-Zaire, già saccheggiate in modo sistematico durante la guerra e ancora oggi sfruttate senza beneficio diretto dei congolesi. “In un paese così ricco – aggiunge il sacerdote – ci sono senz’altro molti appetiti. Dispiace che interferenze o eccessi di protagonismo abbiano avuto spazio, per esempio, nella scelta delle date del voto: ritengo apprezzabile lo sforzo dell’Ue nel supporto alla costruzione di istituzioni locali. L’aiuto internazionale potrebbe servire a scoraggiare azioni violente o brogli elettorali”. Ma soprattutto, conclude don Bizzotto, “noi saremo al fianco della società civile locale e della popolazione, che sta lavorando e ripone grandi speranze in queste elezioni”.
[EB]
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articolo tratto da www.misna.org
















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