giu
30
2006
2

CONGO, 60 PICCOLI ITALIANI E UNA GRANDE SPERANZA

Segnalo un’appuntamento importante, al quale avrò la fortuna di partecipare, nella speranza che anche voi lettori facciate lo stesso, nei modi più disparati, perchè questo evento (non tanto i 60 volontari italiani, quanto le elezioni in Congo e la voglia di rinascita del popolo congolese) riceva la voce che merita… anche qui in Italia! Passate parola…

Alle prime elezioni libere del martoriato paese africano, che si terranno il 30 luglio, anche una nutrita delegazione di osservatori della società civile italiana

Il 30 luglio nella Repubblica Democratica del Congo si svolgeranno, per la prima volta dal 1962, elezioni libere. La società civile, i congolesi, attendono con trepidazione questo momento a cui si preparano da tre anni, da quando cioè funziona un governo di transizione dopo una tragica guerra che, per lunghi tratti, ha assunto le caratteristiche di un conflitto continentale, causando ben quattro milioni di morti.
L’associazione italiana “Beati i costruttori di pace”, invitata dalla Società civile congolese, sta organizzando una missione di osservazione elettorale nella zona più turbolenta del Paese, il Kivu, nella regione dei Grandi Laghi. «La nostra volontà è di essere accompagnatori cordiali e non semplici ispettori» dicono i 60 volontari che, provenienti da tutta Italia, lo scorso fine settimana si sono ritrovati a Padova per il loro quarto appuntamento di preparazione.
Non sono professionisti delle elezioni ma persone qualunque (molti gli studenti universitari) che da mesi si preparano a questa missione: hanno seguito corsi di formazione e saranno parificati a tutti gli effetti – tranne che per la paga, essendo volontari – agli incaricati dell’Unione europea o della Fondazione Carter, che abitualmente vigilano sulle urne. Un compito importante, non esente da difficoltà e qualche rischio, soprattutto nelle zone “calde” dove però i Bcp sono presenti da anni e nelle quali la loro presenza è stata espressamente richiesta della société civile e delle Ong locali.
Nel lungo cammino nonviolento dei Bcp (in Italia ma anche nei martoriati Balcani e in Palestina) la svolta africana avviene nel 2000, quando da Bukavu (Sud Kivu) arriva un grido disperato: «Di quanti milioni di morti avete ancora bisogno perché i vostri giornalisti si accorgano del dramma del Congo?». Nel febbraio-marzo 2001, si verifica l’«impossibile»: una grande assemblea di pace in zone di guerra, con centinaia di migliaia di donne e uomini congolesi a cui si aggiungono 300 persone di pace provenienti dall’Italia e da altri paesi europei: 300 bianchi, né soldati, né missionari, né capi-progetto con la sola voglia di aiutare il dialogo inter-congolese che faticosamente cercava di decollare.
«Abbiamo continuato ad appoggiare il processo di transizione e ora vogliamo dare il nostro piccolo contributo a questa nuova fase» spiegano Lisa Clark e Albino Bizzotto, portavoce dei Bcp, appena tornati da un viaggio di ricognizione in Congo: «Osservatori elettorali nelle zone turbolente dell’Est possono essere importanti per prevenire brogli e intimidazioni. Gli uomini e donne del Congo sono consapevoli che il voto è solo il primo passo verso una pace duratura, ma hanno aspettato da tanto e con pazienza questa occasione e sanno che essa, seppur fra tante difficoltà, non va sprecata».

Ufficio stampa BCP

giu
30
2006
2

LA SVOLTA DELLE FILIPPINE SULLA PENA DI MORTE


(immagine tratta da http://www.amnesty.it)

“Amnesty ha espresso la propria soddisfazione per l’approvazione, da parte del Congresso delle Filippine, della legge che abolisce la pena di morte. Le Filippine diventano il 25° paese abolizionista, per legge o di fatto, dell’area Asia-Pacifico e il 125° a livello mondiale. Il 15 aprile la presidente Arroyo aveva ridotto in ergastolo tutte le condanne a morte”.
Con queste parola Amnesty International ha accolto la notizia della svolta delle Filippine sulla pena di morte, un importante contributo a una battaglia di dignuità umana che ora si allarga anche in Asia, dove paesi politicamente diversissimi coem Giappone e Cina sono mantenitori.
Una vittoria festeggiata in tutto il mondo (a Roma si è acceso il Colosseo come avviene per festeggiare tutte le vittorie etiche contro la morte).
Le Filippine acquistano così credibilità internazionale ma restano fortemente legate ad altre violazioni dei diritti umani: il Rapporto di Amnesty 2006 denuncia le violenze contro attivisti si sinistra, anche dei partiti e dei movimenti riconosciuti, nonchè gli abusi di polizia e vigilantes nell’ambito di un sistema giudiziario che manca di equità e che porta la popolazione a simpatizzare per la piccola criminalità.
Dunque una crisi etica, che si accompagna a un difificle processo di pacificazione nazionale a causa di difficili accordi con le opposioni armate (colpevoli anch’esse di violenze contro la popolazione civile esattamente come il governo nella sua opera di repressione).
Le Fillippine tuttavia possono oggi ripartire da questo atto significativo per riavvicinarsi alla comunità internazionale con uno spirito democratico

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giu
26
2006
2

ITALIA:UN PASSO INDIETRO SULLA TORTURA

Il 22 giugno scorso è entrato in vigore il protocollo addzionale delle nazioni unite contro la tortura, e tra gli Stati ratificatori non compare quello dell’Italia, fermo ancora alla prima firma. Il protocollo ha una grande importanza, dato che istituisce una commissione avente il potere di visitare i centri di detenzione: la commissione verrà creata dagli stessi stati ratificatori del protocollo ma sarà indipendente e sarà affiancato da un Sottocomitato per la prevenzione della tortura. i comitati avranno il potere di presentare raccomandazioni ai governi e di verificarne l’attuazione. Il protocollo sanscisce insomma un obbligo alla concessione delle visite da parte dei governi. La sezione italiana di Amensty International invita il governo nazionale a ratificare il protocollo e chiede al parlamento di prensentare una proposta per l’insereimento del reato di tortura nel Codice Penale Italiano. Queste mancanze, non possono che essere definite gravi, tenuto conto della tradizione culturale del nostro paese, che da Cesare Beccaria in poi ha fatta propria la cultura della legalità e dello Stato di diritto. In un epoca segnata da misteriose detenzioni e sparizioni forzate (denunciate da molte organizzazioni per i diritti umani nell’ambito della lotta contro il terrorismo) il segnale inviato dal Governo italiano è pessimo.
Diventa perciò di fondamentale importanza chiedere un pronto cambiamento di rotta del Governo.

Written by rawls in: Diritti Umani |
giu
24
2006
2

Un sito per Korogocho e tutte le baraccopoli del mondo

E’ nato un nuovo interessantissimo sito per parlare della realtà di Korogocho come simbolo delle baraccopoli del Kenya e del mondo. Siete tutti invitati a visitarlo e a seguire i suoi contenuti assiduamente…http://www.korogocho.org/

 

giu
24
2006
2

L’ONU rilancia la sfida: NASCE LA COMMISSIONE PER LA COSTRUZIONE DELLA PACE

Riporto una notizia importante e significativa, un passo avanti di cui tener conto, ma anche un fatto da tenere sotto costante osservazione perchè siamo stati abituati troppo spesso a gioire prima di vedere risultati concreti e apprezzabili. Quindi direi: ottimo, siamo partiti in direzione giusta con una nuova proposta… ora lavoriamo senza deviare dalla rotta!

NASCE LA COMMISSIONE PER LA COSTRUZIONE DELLA PACE

Burundi, Sierra Leone e, in un secondo tempo, anche Liberia: saranno questi i paesi su cui la neonata Commissione per la costruzione della pace focalizzerà la sua attenzione. Il nuovo organo delle Nazioni Unite, che il segretario generale dell’Onu Kofi Annan ha definito una “pietra miliare” nella storia dell’organizzazione, è stato inaugurato ieri nel corso di una grande cerimonia tenuta al Palazzo di Vetro a cui erano presenti tutti i rappresentanti dei 31 paesi che comporranno la Commissione. “Abbiamo visto un numero inaccettabile di accordi di pace disintegrarsi entro cinque anni dalla fine dei conflitti, riportando molte nazioni a ricadere nella spirale delle guerre civili” ha detto Annan, che ha citato come esempio il caso di Timor Est, ma che ha ricordato come l’Africa sia il continente che presenta il maggior numero di scenari da post-conflitto. Il nuovo organismo – il cui “compito fondamentale” sarà quello di aiutare sia a livello politico che economico i paesi che escono da un conflitto e impegnati nella ricostruzione – sarà guidato dall’ambasciatore angolano alle Nazioni Unite, Ismael Gaspar Martins, eletto alla presidenza nella prima riunione che la Commissione ha tenuto, subito dopo la cerimonia di inaugurazione. “Costruire la pace significa liberare la gente dalla trappola del conflitto e porre le fondamenta per lo sviluppo e una pace duratura” ha detto Gaspar. I rappresentanti di Angola, Guinea Bissau, Indonesia, Sri Lanka, Polonia, Brasile e Belgio sono stati incaricati di mettere a punto le procedure e la metodologia di lavoro della Commissione. Ai lavori del nuovo organismo parteciperanno anche, in qualità di osservatori, Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale. [MZ]
Copyright © MISNA
testo tratto da www.misna.org

Vai al sito della nuova COMMISSIONE PER LA COSTRUZIONE DELLA PACE: clicca QUI

giu
16
2006
2

NAFSI Africa in tour per l’Italia

Ciao a tutti,
ciò che segue è il programma del tour degli acrobati, ballerini percussionisti kenyani! per ogni informazione e la conferma delle date scrivete pure a Karibu Afrikakaribu.afrika@libero.it
Non mancate!

Nafsi Africa propone uno spettacolo di tradizione africana, composto da 15 giovani ballerini, acrobati e musicisti di età compresa tra i 16 e i 30 anni. Nafsi nasce nel 1998 all´interno del Kivuli Street Children Project di Nairobi fondato dal missionario comboniano padre Renato Kizito Sesana. L´esibizione si inquadra nel progetto di cooperazione internazionale attraverso un´attività di scambio interculturale, Muziki, ideato e realizzato da Piero Pezzoni (project manager di musica e cultura) e Mino Spreafico (formatore ed esperto di cooperazione internazionale) con Africa Peace Point (Nairobi) e in collaborazione con La Goccia Onlus.

CALENDARIO DELLE ESIBIZIONI

17 GIUGNO IDROSCALO MILANO
18 GIUGNO IDROSCALO MILANO
23 GIUGNO MERATE (LC)
24 GIUGNO MIRANDOLA (MO)
25 GIUGNO FERRARA
28-29 GIUGNO CITTA´ DI MATERA
30 GIUGNO BERGAMO-PARCO SANT´AGOSTINO
1 LUGLIO JESOLO
2 LUGLIO FERRARA

giu
15
2006
2

Giornata del rifugiato

Nel mese di giugno viene celebrata a livello mondiale la giornata del rifugiato. Per ricordare questo appuntamento l’Associazione Popoli insieme sta organizzando a Padova per domenica 18 giugno presso il Centro giovanile Antonianum un momento di incontro, informazione e sensibilizzazione sul tema dei rifugiati in un contesto che vuole essere di riflessione e di festa.

giu
09
2006
2

CortInDeposito: 1^ maratona regionale di cortometraggi

Flabby Face – Cinema & Teatro, in collaborazione con Progetto Giovani del Comune di Pordenone presentano:

1^ MARATONA REGIONALE DI CORTOMETRAGGI
(guarda la locandina: CLICCA QUI)

Sabato 10 giugno 2006, presso il Deposito Giordani di Pordenone, dalle ore 17.00 alle 02.00, si svolgerà per la prima volta in Friuli Venezia Giulia una maratona di cortometraggi, durante la quale verranno proiettati i migliori lavori raccolti dall’Associazione Culturale Flabby Face – Cinema & Teatro nel corso delle varie edizioni di Cortocittà, la rassegna indipendente di corti, amatoriali e non, organizzata negli ultimi tre anni, a Codroipo, nel periodo autunnale.
CortInDeposito , realizzata in collaborazione col Progetto Giovani del Comune di Pordenone, sarà dunque l’opportunità per dare visibilità ai prodotti di giovani videomakers provenienti da tutta Italia (e anche dalla Spagna) e a un genere, quello del cortometraggio, che purtroppo non sempre ottiene presso il pubblico il risalto che merita.

Le nove ore della maratona saranno intervallate dal djset e dalle videoinstallazioni del collettivo Collego, dalle performance teatrali ideate e realizzate dal reparto teatrale della Flabby Face e dai fumetti disegnati dal vivo da … CortInDeposito

1° maratona regionale di cortometraggi
Sabato 10 giugno 2006
Dalle ore 17.00 alle 02.00
Deposito Giordani – Via Prasecco 13 – Pordenone

Ingresso gratuito

 

Written by Daniele in: Appuntamenti, Varie |
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