LA MORTE DI MILOSEVIC E IL FUTURO DELLA GIUSTIZIA PENALE INTERNAZIONALE


(immagine tratta da http://www.lospettro.it)

Apprendiamo stasera dai siti internet di informazione che, nel carcere del Tribunale Penale Internazionale, Slobodan Milosevic, ex presidente serbo accusato dal TPI di crimini di guerra, contro l’umanità ( persecuzione, deportazioni e omicidio) e genocidio , si è spento. Il tribunale ha avviato immediatamente un indagine per conoscere le cause del decesso, anche se il Ministro degli Esteri francese Philippe Douste-Blazy ha emesso un comunicato in cui si afferma che la morte sia avvenuta per cause naturali. Da qualche tempo Milosevic affermava il rischio di restsre vittima di un attentato, e il suo stesso avvocato riferiva di tale eventualità. Tuttavia da tempo l’ex leader serbo soffiriva di cuore, problema che stava ritardando la conclusione del procedimento a suo carico, che avrebbe dovuto verificarsi entro il 2007.
Sarebbe inutile cercare qui di ripercorrere la vicenda martoriata della ex Jugoslavia, che per altro non può certamente essere ripercorsa da un procedimento giudiziario, per quanto significativo. Certamente bisogna sempre distinguere tra la storia di un conflitto e quella di un processo, ma va anche detto che agli occhi della società civile mondiale questo processo ha rappresentato molte sensazioni, sensazioni molto diverse tra loro.
Certamente destò stupore la notizia della sua traduzione nei carceri internazionali dell’Aja, avvnuta la notte del 29 giugno 2001
Ma da quel momento il processo entrò in una fase di stasi, e forse molte delle aspettative non vennero mai accontentate: il processo ovviamente si dimostrò molto complesso e i suoi fondamenti vennero messi molte, troppe volte in discussione; la Costituzione jugoslava vietava l’estradizone e questa fu resa possibile dall’adozione di un semplice decreto governativo del nuovo presidente Kostunica.
Oltre a ciò, molti giuristi hanno sempre mostrato dubbi sul fatto che Milosevic fosse giudicato da un tribunale finanziato fortemente anche dai paesi NATO e presieduto da un giudice americano May, cui succedette l’italiano Antonio Cassese. Un processo in cui molte prove, smepre secondo i critici, erano state portate da funzionari ritenuti vicini agli USA.
Tuttavia il Processo ha cercato di raccontare i massacri e le violenze che rendevano l’ex Presidente imputabile: dalle 45 vittime di Racak a quello di Bela Crkva con 77 vittime, a quello di Velika Krusa (105 vittime); oltre alle persecuzioni, le violenze, la pulizia etnica. Per non dimenticare le 8.000 vittime musulmanse della strage di Sebrenica
Cala così il sipario su tutto questo, e tutto sommato non c’è da rammaricarsi per il dato giuridico, poichè la sentenza di condanna era praticamente scontata; tuttavia l’assenza di questa sentenza ci lascia il dubbio sugli effetti che avrebbe avuto. Personalmente, mi domando cosa avrebbero pensato le vittime, cosa avrebbero provato; le notizie conosciute sul processo mi hanno dato l’impressione dell’assenza del ruolo delle vittime: esse per regolamento possono solo essere chiamate a testmoniare, non sono giuridicamente parti in causa e non hanno diritto ad alcun risarcimento; inoltre il procedimento ha offerto momenti particolarmente tristi proprio durante le deposizioni delle vittime: non riiuscivano a guardare in faccia Milosevic e spesso restavano incalzati dai controinterrogatori, che l’ex presidente teneva personalmente, usando tutta la sua abilità politica su gente incapace di sostenere un dibatito serrato.
Ciò che serve ora alla giustizia penale internazionale, a mio giudizio, è una forte ripresa dell’attività investigativa e giudiziaria; in particolare è importante, come hanno affermato gli stessi inquirenti, arrestare gli altri responsabili delle tragedie, Mladic e Karadzic.
La morte di Milosevic appare come una nuova sfida lanciata alla giustizia penale internazionale, nella quale Milosevic non credeva, e che finisce così per mettere sotto accusa con la sua stessa morte.
A questa giustizia e alla società civile internazionale che la sostiene spetta il compito di raccogliere la sfida

4 commenti

  1. Angelo scrive:

    In memoria di “Slobo”.
    Ero stato invitato a iscrivermi a questo blog da studenti di scienze politiche. Ho aderito pensando che, al dila´ delle nostre opinioni, fosse un luogo in cui avesse un ruolo predominante la razionalita´. Forse mi sbagliavo.
    La colpa piu´ grande di Milosevic, se si vuol vedere in prospettiva storica e non fermarsi alle “colpe” dell´uomo (se cosi´ fosse, forse dovremmo incarcerare a vita i nostri politici, e non penso a B., quanto al sig. D´Alema che ha collaborato attivamente, per parlare solo della Jugoslavia, a bombardare milioni di innocenti serbi: ma lui e Clinton non sono stati chiamati a risponderne al Tribunale dei vincitori dell´Aja dalla nazista Carla del Ponte), l´unica colpa di Milosevic, dicevo, sta nel suo ostinato tentativo di salvare la Jugoslavia opponendosi a quelli che volevano, come poi e´ successo, smembrarla: gli americani, ma anche quel gran santo di Wojtila fino a tutte le mezze calzette mafiose che con quella operazione hanno fatto lauti affari: da Tudjman a Izetbegovic fino a Rugova.
    E questo tentativo Slobo, che riposi in pace, l´ha pagato con la vita.
    Mi stupisce (ma poi non tanto) il fatto che Sigril si auguri che vengano processati anche gli altri serbi: ma fa finta di non sapere che se ci sonmo stati stragi, queste sono state fatte da tutte le parti in causa, solo che al processo (?!?) ci sono solo i serbi, guarda caso…
    E poi riesce anche a speculare sulle vittime (questo e´ un vizio da filoamericani). E´ giusto che le vittime ottengano giustizia, ma tutte le vittime! E dove sono le vittime serbe?
    E´ inutile chiederlo alla Del Ponte, troppo impegnata a contare i dollari ricevuti dai padroni yankees.

  2. sigril scrive:

    Gentile Angelo,
    si sei stato invitato scrivere nel blog, ti ho esplicitamente invitato io e non mi pento affatto di averlo fatto, anzi lo ribadisco.
    Detto questo, prima di passare alle tue critiche, volevo anche dirti che il dialogo sul blog è fatto di rispetto reciproco: io sono una persona razionale, e non speculo su nessuno. se non lo hai notato, ti informo che io non ho espresso un giudizio su Milosevic, ne su Carla Del Ponte, ne sulla NATO: ho solo riportato i fatti, i fatti che riguardano un uomo e un processo, dal quale poi tutti quelli che ci visitano possono esprimere le proprie opinioni. ti ringrazio perchè tu mi dimostri che sono riuscito nel mio intento: infatti tu non hai riscontrato nessuna informazione falsa in ciò che ho scritto.
    Venendo alle tue critiche, io non ho affatto omesso le accuse di parzialità  del processo dell´Aja,ne sul fatto che i due primi giudici del tribunale fossero membri dei paesi NATO, ne che il tribunale fosse finanziato dalla NATO.
    Io non scrivo una sola volta che Milosevic è un assassino, perchè volevo che a dirlo fosse un processo, pur avendo riportato i limiti di quel Tribunale. Registro però la tua opinione su Milosevic, e la rispetto ma non la condivido per niente.
    Ti do invece ragione sul fatto di non aver scritto nulla sulle altre parti in causa come l´UCK e come la NATO con i suoi bombardamenti (perfettamente inutili) è vero è un limite del Tribunale di cui non ho parlato, ed è giusto che tu l´abbia notato.
    Sono invece più dubbioso sulla reale volontà  della Jugoslavia di restare unita (ci sarà  un motivo per cui croati e sloveni chiesero di essere indipendenti, ci sarà  un motivo per cui i ragazzi del movimento studentesco di Otpor facevano al costo della vita contro informazione sul governo serbo e sulle sue violenze):
    L´ultima precisazione la faccio sulla speculazione ai danni delle vittime: ho già  detto che avrei dovuto ricordarmi anche delle altre vittime, e ribadisco la correttezza della tua critica; ma quello di speculatore è un giudizio che non accetto: le vittime ebbero un ruolo da sfruttati da parte del tribunale, e hanno sofferto della (legittima, ci mancherebbe altro) difesa di Milosevic
    Detto questo ti ringrazio delle critiche che cercherò di rendere costrruttive, al di la di una identità  da speculatore che non ho, e da filoamericano che non sono (e se guardi attentamente nel blog nei post e nei commenti passati potrai rendertene conto da solo)
    P.S. aspetto con ansia, visto che sono attivitsta di amnesty international, i tuoi documenti che proverebbero finanziamenti poco etici di A.I.

  3. Angelo scrive:

    Innanzitutto, Sigril, sono spiacente per il fatto di non aver potuto prima rispondere, a causa di impegni familiari improrogabili. Non riprendo la discussione su Milosevic, ma solo mi e´ di obbligo fare due precisazioni. La prima generale: per sottolineare la contraddizione tra la tua affermazione che il Tribunale dell´Aja e´ finanziato dalla Nato, cioe´ quelli che hanno massacrato la Jugoslavia, e tuttavia ti aspettavi un giudizio (magari “equo”)su Milosevic da questo stesso tribunale di parte.
    La seconda, personale: “speculare”, qui significa solo dire una parte della verita´ o dei fatti, come li chiami (e questo lo hai ammesso anche tu). Quindi il senso delle mie affermazioni era che mostravi solo una parte della storia e, forse inconsciamente, quella piu´ consona agli americani (“filoamericano”). Scrive Fulvio Grimaldi: “…Non basta a riscattare tanta aderenza al diktat propagandistico degli aggressori, il finalino con cui si mette in dubbio la credibilità  giuridica di un tribunale dell´Aja, creato dal vincitore e la cui procuratrice ha respinto ogni addebito che milioni di cittadini colpiti avevano rivolto alla Nato dei 78 giorni di crimini di guerra.”
    Per quanto riguarda A.I. ecco alcune cose che ho trovato e che gettano qualche ombra su questa organizzazione, e su altre. In rete peraltro molti sono i dubbi sulle organizzazioni che “difendono i diritti umani”.
    1) La prima fa parte di una intervista di Silvia cattori allo scrittore Israel Shamir
    (L´uguaglianza dei diritti in Palestina/Israele non è un´utopia,
    di Israel Shamir [24/12/2005]
    Fonte: voltairenet.org)

    Silvia Cattori: Il paradosso non è forse che le accuse di
    negazionismo contro di lei non provengono solo da istituzioni
    ebraiche di estrema destra, ma anche da militanti di sinistra?

    Israel Shamir: E´ evidente che il nostro nemico infiltra la destra e
    anche la sinistra ovunque, come possiamo vedere. L´infiltrazione è
    un tipo di gioco politico, è una tattica classica. I maoisti
    infiltrano les strutture della socialdemocrazia, con il successo che
    sappiamo. La “Dirigenza Ebraica” [una formazione estremista
    israeliana] è riuscita a infiltrare il Likud, e l´ha fatto così bene
    che Sharon ha perso la sua maggioranza. L´infiltrazione a sinistra è
    massiccia. Ma vale la stessa cosa per la destra. L´infiltrazione, è
    un procedimento vecchio come il mondo.

    Silvia Cattori: Allora il fatto che Amnesty International, dal 2002
    al 2004, si sia tenuta in disparte mentre Israele conduceva
    operazioni militari senza precedenti contro civili, è forse il segno
    che questa organizzazione sarebbe sotto l´influenza (del sionismo,
    ndt)?

    Israel Shamir: Amnesty International non è altro che un´arma in più
    nelle mani dei nostri nemici. Se esaminate le liste dei prigionieri
    politici, non troverete nessun prigioniero politico rinchiuso in una
    prigione israeliana. Troverete sul mio sito ouèbe degli articoli
    interessanti a questo riguardo, sotto la voce: “Abbasso i diritti
    dell´uomo”. Hanno rifiutato di riconoscere nella persona di Vanunu
    un prigioniero politico, un obiettore di coscienza! Fanno ciò che
    gli Stati Uniti e Israele gli dicono di fare. Sono infiltrati a tal
    punto che, praticamente, non si può più fare nulla per liberarli da
    questa infiltrazione. Francis Boyle, un uomo di valore, amico della
    Palestina, un giurista internazionale, ha scritto su questo
    argomento. E´ con lui che si deve discutere di questo problema che
    riguarda particolarmente Amnesty International.”

    2) http://www.uruknet.info/?p=16924
    da GlobalResearch, 20 Ottobre 2005
    Di Ghali Hassan
    “Ricordo che durante il governo di Saddam, le organizzazioni dei diritti umani e i giornalisti non avevano alcun problema ad andare in Iraq e a riferire sulla condizione dei diritti umani là . Sempre negativamente, è ovvio. Essi visitarono le carceri di Abu Ghraib ed altrove, con ampio accesso. Comunque, dall´invasione e dall´occupazione dell´Iraq da parte delle forze degli Stati Uniti, le organizzazioni dei diritti umani e i giornalisti hanno quasi completamente smesso anche solo di menzionare il grande abuso dei diritti umani del popolo iracheno da parte delle forze US e dei loro collaboratori. Le stesse organizzazioni che prima dell´invasione visitavano liberamente l´Iraq, oggi non hanno nessun diritto ad andare dove vogliono in Iraq. I loro scarni rapporti sono stati fatti per falsificare.
    Non è sorprendente sentire Amnesty International (AI) e Human Right Watch (HRW) criticare il così detto “tribunale” dell´Iraq. Questo è il modo di lavorare dell´imperialismo. “Noi abbiamo forti preoccupazioni che il tribunale non offrirà  le garanzie di un processo equanime richieste dalla legge internazionale”, ha detto Richard Dicker, di HRW. Riusciamo ad immaginare “le grandi preoccupazioni” di HRW per i diritti di centinaio di migliaia di iracheni – uomini, donne e bambini – che sono stati arrestati, imprigionati, vessati e torturati senza alcun addebito?

    Saddam è responsabile per lo sterminio di centinaia di migliaia di iracheni innocenti, soprattutto donne e bambini? Ma HRW ed AI non esprimono preoccupazione per la morte di fame intenzionalmente causata dalle forze US alla popolazione irachena.

    Solamente quando il cattivo è alla sbarra, si sente il brusio delle organizzazioni dei diritti umani e delle Ong. Il processo show di Saddam costituisce un´opportunità  per HRW, AI ed il resto delle Ong occidentali per occultare i crimini di guerra commessi dalle forze di occupazione. In questo modo, essi si fanno strumenti dell´imperialismo occidentale.”

    3)Crimini di guerra degli USA in Iraq: Dissenso preconfezionato
    Critica al rapporto di Amnesty International dal titolo: Iraq a sangue
    freddo: abusi da parte di gruppi armati.
    Ghali Hassan ( vive a Perth, Australia occidentale)
    Fonte: GlobalResearch.ca
    9 agosto 2005

    L´attuale guerra degli USA contro l´Iraq non ha aiutato a porre una netta
    distinzione tra quelli che sostengono “i diritti umani” e quelli che
    agevolano la potenza imperialista, e tra quelli che si oppongono alla guerra
    e quelli che sostengono la guerra e l´occupazione dell´Iraq.
    Data l´importanza diffusa dei “diritti umani” e della “democrazia” in
    Occidente, è importante osservare con occhio critico il gruppo occidentale
    per i “diritti umani” più conosciuto .
    Nel suo recente rapporto sull´Iraq, Amnesty International (AI), il lume
    occidentale dei “diritti umani”, rivela che:
    “gruppi armati opposti alla forza multinazionale guidata dagli USA e al
    governo iracheno stanno mostrando un totale disprezzo delle vite di civili
    iracheni e non, seguendo un modello di crimini di guerra e crimini contro
    l´umanità ”.
    Se si considera il titolo del rapporto: Iraq a sangue freddo: abusi da parte
    di gruppi armati, si nota che AI non usa la stessa terminologia quando
    critica la forze statunitensi in Iraq e Israele riguardo i trattamenti
    brutali inflitti al popolo palestinese. In effetti, AI non ha pubblicato un
    rapporto o un´affermazione simile riguardo alle atrocità , molto più gravi,
    della violenza statunitense in Iraq.
    Come ha scritto giustamente Francis Boyle, docente di diritto internazionale
    presso l´università  dell´Illinois e membro di AI ” [AI] è motivata
    primariamente non dai diritti umani ma dalla pubblicità . Al secondo posto
    c´è
    il denaro. Al terzo l´avere sempre più membri, al quarto ci sono i conflitti
    interni e solo alla fine vengono i diritti umani, nel vero senso della
    parola”. E ha aggiunto: ” AI deve rendere conto ai suoi fondatori
    filo-israeliani sionisti di AI negli Stati Uniti, che finanziano le
    operazioni di AI a Londra”, e non le persone che dovrebbe difendere.
    L´uccisione di civili iracheni, le torture inflitte a uomini, donne e
    bambini iracheni da parte delle forze anglo-americane non sono importanti
    quanto le azioni di questi “gruppi armati”: esse possono essere addirittura
    accettabili. In altre parole, solo gli Stati Uniti hanno il potere di
    uccidere gli altri, solo gli Stati Uniti hanno il diritto di distruggere in
    tempo di guerra. Lo scopo di AI è quello di portare l´attenzione della gente
    sulla violenza degli occupati e degli oppressi, e di distoglierla dalla
    violenza degli occupanti e oppressori.
    Bisogna anche considerare il fatto che la guerra in Iraq è stato un atto
    illegale di aggressione in palese violazione della Carta delle Nazioni
    Unite, della Convenzione di Ginevra e del Diritto internazionale. Come i
    media occidentali, anche AI sembra essere complice dell´inganno e della
    propaganda delle potenze occidentali.
    Dal marzo 2003 le forze guidate dagli Stati Uniti hanno ucciso e ferito un
    largo numero di civili iracheni innocenti. Secondo uno studio pubblicato nel
    novembre del 2004 sulla stimata e prestigiosa rivista medica britannica °¢
    The Lancet°¢ , le forze statunitensi avrebbero ucciso più di 100.000 civili
    tra marzo del 2003 a ottobre 2004, molti dei quali erano donne e bambini.
    Questa stima è considerata “cauta”: il numero reale è probabilmente molto
    più alto. Lo studio non include i dati su Fallujah dato che l´atrocità  era
    troppo grave per essere inclusa. A Falluja le forze USA hanno commesso
    crimini di guerra e crimini contro l´umanità ; in effetti, secondo i dati
    utilizzati da °¢ The Lancet°¢ , per l´intero periodo dell´occupazione, il
    numero delle morti tra i civili era molto più alto.
    Ignorato da AI e dai media occidentali, lo studio di °¢ The Lancet°¢ rivelò
    anche che il 14% dei soldati americani e il 28% dei marines americani
    avevano ucciso dei civili: crimini di guerra autorizzati dagli USA. Il 25
    luglio del 2005 °¢ Los Angeles Times°¢ ha riferito che “le forze statunitensi
    hanno ucciso 33 civili armati e ne hanno ferito altri 45 nella capitale
    [nella sola Bagdad] tra il 1°° maggio e il 12 luglio, in media quasi un morto
    ogni due giorni”. In una pratica deliberata e criminale chiamata “colpisci a
    morte” centinaia di civili iracheni innocenti sono stati uccisi ogni
    settimana.
    L´organizzazione umanitaria irachena (IHO) a Bagdad ha calcolato che almeno
    128.000 iracheni sono stati uccisi a partire dall´invasione americana
    iniziata nel marzo del 2003. Il dott. Hatim al-´Alwani, capo della IHO,
    disse che il 55% di quelle persone che sono state uccise erano donne e
    bambini di età  non superiore ai dodici anni. La IHO ha raccolto i dati dai
    parenti e famiglie delle vittime e dagli ospedali iracheni sparsi in tutto
    l´Iraq.
    La cifra di 128.000 include solo quei casi in cui i parenti sono stati
    informati dei decessi ed esclude tutti quelli che sono stati rapiti,
    assassinati, o semplicemente scomparsi, dalle forze statunitensi e dai loro
    alleati. La cifra comprende il numero degli iracheni uccisi dalle forze
    statunitensi durante l´attacco a Fallujah e alla città  di Qa´im nell´Iraq
    occidentale. Ora è di dominio pubblico il fatto che in Occidente le vite non
    occidentali non contano nulla.
    Durante l´assedio USA a Falluja , è stato impedito l´acceso ad acqua, cibo e
    elettricità  ai 300.000 abitanti della città , in violazione alla Convenzione
    di Ginevra. In aperta violazione al Diritto di Guerra, le forze USA hanno
    impedito ai ragazzi di sana costituzione (di età  compresa tra i 16 e i 60
    anni) di lasciare la città  assediata. Le forze di occupazione hanno adottato
    poi il bombardamento usato dalla Germania nazista per terrorizzare la città 
    spagnola di Guernica. Secondo la Croce Rosa, più di 6000 civili sono stati
    trucidati a sangue freddo. Ora Fallujah è un´enorme prigione gestita da
    soldati americani “dalla pistola facile” e isolati dal mondo esterno. Qui a
    Fallujah, dove il lavoro di AI potrebbe fare la differenza se non è
    insistente.
    AI è un´organizzazione contro la guerra, come molte altre organizzazioni
    “umanitarie” occidentali. AI prospera grazie alle guerre e ai conflitti.
    Proprio prima la guerra degli USA contro l´Iraq del 1991, AI era la fonte
    della storia falsificata e malvagia secondo la quale i soldati iracheni
    tiravano fuori i bambini kuwaitiani dalle incubatrici. La storia era una
    menzogna che permise al congresso statunitense di autorizzare una guerra
    criminale contro l´Iraq. La guerra fu seguita da 13 anni di sanzioni da
    genocidio che uccisero circa 2 milioni di iracheni, un terzo dei quali
    bambini sotto i 5 anni.
    Nelle settimane e nei mesi eminenti alla guerra all´Iraq del 2003, gli Stati
    Uniti e la Gran Bretagna stavano preparando le loro ONG e le organizzazioni
    “umanitarie” a destreggiarsi con le atrocità , controllare le vittime e
    calmare le popolazioni. Nonostante l´illegalità  della guerra, AI non si
    oppose alla guerra né la condannò. AI avvisò gli USA di il suo “Crimine
    internazionale supremo” con “prudenza”. Questi crimini di guerra, crimini
    contro l´umanità  da parte di potenze occidentali non sono considerate come
    violazioni di “diritti umani”, e non sono di loro pertinenza.
    Dato l´interesse di AI sul trattamento dei prigionieri e delle condizioni di
    prigionia, ci si aspetterebbe che fosse AI a controllare le prigioni gestite
    dagli USA in Iraq e altrove. Decine di migliaia di uomini, donne e bambini
    iracheni innocenti sono stati arrestati senza motivo. Sono state vittime di
    abusi, torturati e sono stati negati i loro diritti dalle forze di
    occupazione, in violazione alla Convenzione di Ginevra che proibisce gli
    abusi e le torture a prigionieri. Molti prigionieri e detenuti iracheni sono
    stati ammazzati a sangue freddo e vigliaccamente da assassini
    anglo-americani.
    Fu il veterano reporter investigativo Seymour Hersch de °¢ The New Yorker°¢ ,
    non AI, a fiutare e mostrare i crimini americani nella prigione di Abu
    Ghraib, dove i prigionieri e detenuti iracheni erano oggetto di un
    trattamento enormemente sadico, crudele e inumano da parte delle forze
    statunitensi. Come l´ONU e la Croce Rossa (CICR), AI ha collaborato con le
    forze americane e rimane in silenzio quando si scoprono le torture e le
    uccisioni di prigionieri e civili iracheni. Come il ruolo dei media di
    parte, anche AI ha il ruolo di normalizzare le atrocità , non di condannarle.
    Nel maggio 2005, venne riportato il fatto che ad Abu Ghraib c´erano 3.190
    iracheni, 660 in più del numero consentito (2.500 prigionieri). La prigione
    americana più grande, Camp Bucca nel sud, ha almeno 5.600 detenuti e ci sono
    centinaia di altre prigioni sparse per tutto l´Iraq.
    Le forze di occupazione inglesi hanno costruito le proprie prigioni e stanno
    compiendo i loro abusi e torture sadiche sui prigionieri iracheni. Una fonte
    irachena ha calcolato il numero di prigionieri in più di 60.000 (vedi Dahr
    Jamail su BreakForNews.com http://www.breakfornews.com/). Molti prigionieri
    sono stati uccisi, e molti altri sono semplicemente scomparsi. AI non ha
    avuto problemi nel declamare e condannare i presunti crimini del regime di
    Saddam Hussein, ma non fa lo stesso con i crimini commessi dalle forze
    americane. AI sembra non avere problemi neanche con gli ultimi ordini delle
    forze americane “cerca e distruggi” che bersaglia tutti i civili iracheni e
    “non fa prigionieri”.
    Secondo recenti rapporti dall´Iraq, sembra che le pratiche e i trattamenti
    brutali ai prigionieri e civili iracheni siano passati di mano, in quanto
    materia appartenente alla “sovranità ” irachena, dalle forze di occupazione
    al governo fantoccio . Peter Beaumont de °¢ The Observer°¢ (3 luglio 2005)
    riporta che:
    1. ” Un network “fantasma” di centri di detenzione segreti attraverso tutta
    la nazione, inaccessibile alle organizzazioni per i diritti umani, dove
    avvengono le torture;
    2. Chiara evidenza di un uso diffuso dei metodi di interrogatori violenti
    che includono appendere le persone alle mani, bruciature, percosse, uso di
    elettroshock e abusi sessuali;
    3. asserisce che sono avvenuti gravi abusi all´interno delle mura del
    Ministero dell´Interno del governo iracheno;
    4. Apparente cooperazione tra detenzioni agevolate ufficiali e non ufficiali
    ed evidenti esecuzioni extragiudiziarie da parte della polizia”.
    Potete immaginare le reazioni di AI e dell´Occidente in generale se fosse
    stato in carica il governo di Saddam Hussein?
    In cima a tutti i crimini e a tutte le distruzioni, AI e i “progressisti”
    occidentali ( la “Sinistra” e la “Destra”) stanno intraprendendo una
    campagna di disinformazione per normalizzare la guerra, distogliere
    l´attenzione
    da ciò che è realmente la resistenza irachena e negare al popolo iracheno il
    diritto legittimo di resistere all´occupazione. E lo fanno rinvigorendo la
    leggenda secondo la quale:
    1. Il popolo iracheno è coinvolto nella resistenza “violenta” contro
    l´occupazione
    come se l´esercito americano fosse in missione di pace dagli ultimi cento
    anni;
    2. La resistenza irachena è guidata da “fondamentalisti religiosi”.
    Tutto ciò è totalmente ingannevole.
    (Da italy.peacelink.org)

  4. sigril scrive:

    Anzitutto, per concludere su Milosevic, io direi che non è una contraddizione ammettere, come ho fatto, che la verità  abbia più facce : si io mi aspetto giustizia dal tribunale dell´Aja (che per altro non si occupa solo di crimini serbi, questo è totalmente falso, dato che molte sono le inchieste anche su ufficiali croati); e mi aspetto che si possa in futuro mettere anche la NATO davanti alle proprie responsabilità ; la società  civile ha visto quel conflitto, e conosce le responsabilità ; aver costruito una corte internazionale apre a un´opportunità  storica, che va sostenuta.
    Venendo alle “ombre” gettate su A.I., ho trovato alcune cose interessanti, ma soprattutto ho visto un insieme di considerazioni che nulla hanno a che fare con quello che Amnesty e HRW hanno detto e fatto in questi anni e negli ultimi tempi: Amnesty è così sionista da scrivere rapporti con accuse moto precise su Israele; HRW,invece, è tanto filoamericana da aver addirittura chiesto la messa in stato d´accusa di Rumsfield davanti alla corte penale internazionale…io ci penserei un po´ su prima di definire corrotte o comunque corruttibili queste associazioni…..; venendo ai tuoi esempi:
    Al punto uno si dice che dal 2002 al 2004 A.I. non avrebbe denunciato civili rinchiusi nelle carceri : “non troverete nessun nome di prigioniero politico rinchiuso in una prigione israeliana”: nel rapporto 2002 si parla di 1000 prigionieri politici nella sola prigione di Megiddo, per un totale di 2.200 prigionieri politici; nel rapporto 2003 di 1.900 detenuti oltre ai trasferimenti forzati con processi militari privi di standard internazionali; di trasferimenti forzati si parla anche nel rapporto 2004; in tutti i rapporti si parla delle attività  israeliane in territorio palestinese e si fa sempre riferimento al problema degli obiettori di coscienza.
    AL Punto due è scritta una cosa che ho dovuto rileggere un paio di volte, perché pensavo di aver capito male: “HRW ed AI non esprimono preoccupazione per la morte di fame intenzionalmente causata dalle forze US alla popolazione irachena” … informo che le organizzazione per i diritti umani, A.I. in testa, hanno sempre condannato gli effetti perversi dell´embargo commerciale imposto dagli USA all´Iraq sotto Saddam (e all´epoca Saddam non era “il cattivo alla sbarra”)
    Per quanto riguarda il menefreghismo nei confronti dei civili iracheni, A.I. ha scritto rapporti su rapporti sul trattamento carcerario delle vittime (al punto che Abu Ghraib è stata chiusa e Guantanamo è oggetto di ricerche accurate ed accuse che si possono leggere sul sito nel rapporto sugli USA, e che hanno convinto anche forze politiche che, in tutto il mondo, sono alleate dell´amministrazione Bush)
    Il punto tre parte già  in mala fede giudicando A.I. un “gruppo occidentale a tutela dei diritti umani”: che ci si creda o no Amnesty non è internazionale solo nel nome, ma è multietnica e multiculturale cosa che ne fa la più apprezzata ONG a tutela dei diritti umani nel mondo
    Si scrive inoltre una cosa che non corrisponde al vero: “AI è un´organizzazione contro la guerra, come molte altre organizzazioni”; A.I. non prende posizione sull´uso della forza, non è mai stata contro la guerra, anche se ovviamente il dibattito al suo interno è molto forte.
    Questo può spiegare il fatto che non si dichiari a priori a favore o contro un attacco militare, il che può essere un limite, ma i soci hanno deciso così e in democrazia si accetta il voto della maggioranza.
    C´è poi la storia dei bambini del Kuwait uccisi nelle incubatrici, falsa informazione che avrebbe dato A.I.; io non so dire cosa sia successo ma ci penserei due volte prima di screditare un associazione che ha fatto della ricerca il punto di forza della sua attività  (mentre è certamente falso asserire, come si dice nel brano che proponi, che l´attacco all´Iraq del 1991 sia stato scatenato per questo motivo)
    Si parla poi delle prigioni britanniche, Amnesty le ha condannate nel rapporto sulla Gran Bretagna e su quello sull´Iraq, e anche questo lo si può leggere sul sito dell´associazione.
    Mi sembra inoltre giustissimo che, visto che tu mi insegni che tutte le vittime meritano giustizia, che A.I. prenda posizione anche rispetto alle violenze compiute dalle organizzazioni irachene, alcune delle quali, innegabilmente, sono legate a leader religiosi che non sembra vogliano portare normalità .
    Concludendo: io non rigetto tutte le considerazioni fatte su Amnesty, ma la stragrande maggioranza di esse sono scritte unicamente per polemizzare; disconoscono totalmente il lavoro di denuncia di A.I. e Human Rights Watch, lavoro di cui tutto il mondo è a conoscenza e che sta portando risultati.
    In quanto alle “organizzazioni sioniste che finanziano la sede Amnesty a
    Londra”….beh…bisognerebbe consigliarli di leggere meglio i rapporti di A.I. su Israele, che parlano di gravissime violazioni dei diritti umani: le 700 uccisioni illegali, l´uso degli scudi umani, l´impunità  dell´esercito…. E´ molto curioso come i sionisti finanzino un organizzazione che sia così critica nei loro confronti.
    Io credo che tutti abbiano diritto di criticare l´opera di tutti, ma una cosa sono i limiti e gli errori, altro sono i collateralismi, la corruzione …se Amnesty fosse anche solo vagamente “uno strumento nelle mani del nemico” semplicemente Amnesty non esisterebbe. E non esisterebbe una parte importante della causa dei diritti che, peraltro, non vive ne di soldi ne di pubblicità  (perché la libertà  per un prigioniero di coscienza, che nessuno conosce, non la puoi comprare), ma di credibilità â€¦è dalla credibilità  che deriva tutto il resto……e amnesty è credibile
    Detto questo, indubbiamente ci sono molti limiti e molti temi su cui A.I. deve crescere (a cominciare dalla posizione sull´uso della forza su cui pare che nei prossimi anni si arrivi a una posizione chiara)
    Grazie per il tuo contributo e per i riferimenti che hai portato

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